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Disability Studies e Inclusione - SCHEMI, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

Schemi riassuntivi del libro "Disability Studies e Inclusione" richiesto dal Prof. Diego Di Masi alla facoltà di Scienze della Formazione Primaria

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 08/05/2023

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Disability studies e inclusione
Cap.1
Le battaglie (USA) sulla DESEGREGAZIONE RAZZIALE hanno prodotto ESCLUSIONE, non hanno previsto le
etichette dell’educazione speciale
BROWN V. BOARD OF EDUCATION: sentenza della corte suprema USA (17 Maggio 1954) ha
dichiarato incostituzionale la segregazione razziale nelle scuole pubbliche
Questa sentenza rendeva difendibile la segregazione del passato ignorati i problemi della
disabilità
SIGNIFICANTI SOCIALI che generano esclusione: Razza, Etnia, Classe, Genere, Sessualità
DisCrit: UN MODELLO INTERSEZIONALE: è un modello che analizza l’interdipendenza tra le varie forme
di oppressione
Come fanno razzismo e abilismo a condizionare la nostra idea di normalità?
Evidenziano le differenze all’interno dei gruppo, è necessario contrastare il raggruppamento dei
bambini in base alle differenze
La razza e la disabilità sono definite socialmente, non sono innate, e servono a giustificare
l’esclusione, la segregazione e la marginalizzazione
Privilegiano il punto di vista degli insider (=chi è dentro), i bambini esclusi
Cercano le costanti presenti nei vari contesti, che hanno creato e mantenuto le diverse forme di
esclusione (contesti giuridici, storici, culturali del razzismo e dell’abilismo)
Evidenziano come la capacità e la normalità, come la bianchezza (whiteness), conferiscano privilegi
a chi le possiede. Quali sono i fattori che additano un bambino come escluso?
Promuovono l’attivismo e varie forme di resistenza
Cap.2 - DISABILITAZIONE E POTERE
I presupposti epistemologici della disabilità:
È inevitabile per l’essere umano distinguere e discriminare creando categorie sulla base di
caratteristiche selezionate. È una necessità (né positiva né negativa) umana
L’inclusività non si può raggiungere evitando le distinzioni, che sono una necessità
Potere di discriminare e disabilitazione: (menomazione = intralcio , disabilità = disabilitazione). La
discriminazione avviene in diversi passaggi:
Discriminazione tra pienamente-umani e non-pienamente-umani
Sottrazione di abilità che sono ritenute pienamente-umane ai non-pienamente-umani
Elaborazione di una classificazione oggettiva, produce esclusione socio-culturale
Non-pienamente-umani posti sotto la guida dei pienamente-umani, limitandone le decisioni
Non-pienamente-umani isolati fisicamente per la riuscita degli obiettivi dei pienamente-umani
Alcune strategie per una migliore esclusione:
Rifiuto di termini diffusi come “menomazione” e “disabilità”
I rappresentanti dovrebbero ascoltare e comunicare con i disabili, e solo dopo parlare per loro
Modificare strutture della società: il termine stesso “inclusione” è stato adottato senza che i
disabilitati giocassero un ruolo attivo nella sua decisione, chi lo fa spesso non è ben formato
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Disability studies e inclusione

Cap. Le battaglie (USA) sulla DESEGREGAZIONE RAZZIALE hanno prodotto ESCLUSIONE, non hanno previsto le etichette dell’educazione speciale  BROWN V. BOARD OF EDUCATION : sentenza della corte suprema USA (17 Maggio 1954)  ha dichiarato incostituzionale la segregazione razziale nelle scuole pubbliche  Questa sentenza rendeva difendibile la segregazione del passato  ignorati i problemi della disabilità  SIGNIFICANTI SOCIALI che generano esclusione: Razza, Etnia, Classe, Genere, Sessualità  DisCrit: UN MODELLO INTERSEZIONALE : è un modello che analizza l’interdipendenza tra le varie forme di oppressione  Come fanno razzismo e abilismo a condizionare la nostra idea di normalità?  Evidenziano le differenze all’interno dei gruppo, è necessario contrastare il raggruppamento dei bambini in base alle differenze  La razza e la disabilità sono definite socialmente, non sono innate, e servono a giustificare l’esclusione, la segregazione e la marginalizzazione  Privilegiano il punto di vista degli insider (=chi è dentro), i bambini esclusi  Cercano le costanti presenti nei vari contesti, che hanno creato e mantenuto le diverse forme di esclusione (contesti giuridici, storici, culturali del razzismo e dell’abilismo)  Evidenziano come la capacità e la normalità, come la bianchezza (whiteness), conferiscano privilegi a chi le possiede. Quali sono i fattori che additano un bambino come escluso?  Promuovono l’attivismo e varie forme di resistenza Cap.2 - DISABILITAZIONE E POTEREI presupposti epistemologici della disabilità:  È inevitabile per l’essere umano distinguere e discriminare creando categorie sulla base di caratteristiche selezionate. È una necessità (né positiva né negativa) umana  L’inclusività non si può raggiungere evitando le distinzioni, che sono una necessità  Potere di discriminare e disabilitazione : (menomazione = intralcio , disabilità = disabilitazione). La discriminazione avviene in diversi passaggi:  Discriminazione tra pienamente-umani e non-pienamente-umani  Sottrazione di abilità che sono ritenute pienamente-umane ai non-pienamente-umani  Elaborazione di una classificazione oggettiva, produce esclusione socio-culturale  Non-pienamente-umani posti sotto la guida dei pienamente-umani, limitandone le decisioni  Non-pienamente-umani isolati fisicamente per la riuscita degli obiettivi dei pienamente-umani  Alcune strategie per una migliore esclusione :  Rifiuto di termini diffusi come “menomazione” e “disabilità”  I rappresentanti dovrebbero ascoltare e comunicare con i disabili, e solo dopo parlare per loro  Modificare strutture della società: il termine stesso “inclusione” è stato adottato senza che i disabilitati giocassero un ruolo attivo nella sua decisione, chi lo fa spesso non è ben formato

Cap.3 - LA NECESSITA’ DELL’IMMAGINAZIONEIntroduzione : l’immaginazione e gli immaginari sociali sono cruciali perché il sistema di istruzione funzioni. Per renderlo meno rigido si potrebbe guardare alla disabilità, come metodo di conoscenza  “TrumpBrexit”: disabilità e immaginario dominante : (2016: Brexit, spinta da Trump)  Secondo la visione di Trump le persone escluse che devono essere recluse, espulse o eliminate  L’errore della disabilità  Al momento dell’insediamento del presidente Trump, sul sito della Casa Bianca sono scomparsi quasi tutti i riferimenti alla disabilità  È stata perduta la giusta rappresentazione di disabilità, ora la disabilità è un errore e il governo non le presta attenzione  L’austerity, l’indipendenza e la creazione della dis/abilitàAusterity : sono le misure adottate dall’Inghilterra per ridurre la spesa pubblica dopo la Brexit  Disabilità come mancanza di umanità, fragilità che richiede cure oppure va soppressa  dis/abilità  I disabili rischiano di essere espulsi dalla categoria di cittadini autosufficienti pe entrare in quella di persone oggetto di studio e intervento  Esprimere la nostra lotta umana empirica  Il potere immaginativo introdotto dalla disabilità: essa si colloca in una “terra di nessuno”, difficile da immaginare ma che allo stesso tempo può scatenare immaginazioni complesse  Conclusioni  La disabilità fornisce molte visioni politiche contrastanti

  1. Disabilità come bersaglio
  2. Disabilità come “parte di”, ma in qualche modo sempre “a parte”  La disabilità dovrà essere oggetto primario della nostra immaginazione, perché ha in sé il potenziale di immaginare diversamente Cap.4 - PRATICHE DELLA DISABILITA’ NEI CONTESTI EDUCATIVIIntroduzione : le pratiche didattiche e pedagogiche (scuola) contribuiscono a formare rappresentazioni culturali e sociali del mondo  La scuola come contesto  Il contesto rappresenta lo spazio, ma fa anche parte esso stesso dell’esperienza vissuta  La scuola è il luogo in cui formiamo la nostra identità (chi siamo e chi saremo)  Sul concetto di rappresentazione  Le persone creano nelle loro menti modelli di rappresentazione cognitiva o sociale (modelli di condotta e di pensiero) con cui vedono il mondo  Il discorso è quello che definisce e produce gli oggetti nella nostra mente, definendone il significato  Quale discorso viene prodotto dalla scuola?  Ricerca di Medeghin (2008): le diverse rappresentazioni della disabilità sono
  3. CLASSIFICATORIA e DEFICITARIA  linguaggio medico, progettazione e definizione di obiettivi
  4. DIPENDENZA  aiuto dell’insegnante di sostegno
  5. RAPPRESENTAZIONE CLOWNESCA  compagno “mascotte” che fa ridere, niente di più  Ricerca tra 2007-2009, qual è la rappresentazione mentale dei disabili negli studenti universitari?
  6. Disabilità sancisce la differenza tra me/lui
  7. Provoca disagio e paura
  8. C’è un forte divario relazionale tra studenti disabili e non disabili

Cap.6 - QUALE EDUCAZIONE INCLUSIVA? Comprendere la “BESsizzazione” dei minori non accompagnati richiedenti asilo in Italia attraverso i DisCritMSNARA nel territorio delle scuole italiane  MSNARA = educazione dei Minori Stranieri Non Accompagnati Richiedenti Asilo e rifugiati

  1. Minori di 18 anni, non accompagnati, non europei  Possono rimanere in Italia fino ai 18 anni, hanno diritto a un permesso di soggiorno, sono tutelati. Richiesta d’asilo e riconoscimento dello status di rifugiato  Dal 2015: aumento del 54% dei bambini che hanno richiesto asilo  Integrazione scolastica, BES ed educazione interculturale: politiche educative per rispondere alle diversità nelle classi italiane  L’inclusione riguarda diverse differenze: quelle di studenti con disabilità e BES, e quelle culturali  Integrazione  ha raggiunto scuole locali e desegregate  2012: pubblicate le politiche sui BES, si passa da integrazione a inclusione  Educazione culturale: inizia la polemica negli anni ’90,
  2. Pedagogia anti-razzista è troppo legata alla politica  Dis/ability Critical Race Studies in Education (DisCrit) , essi mostrano:  Come i concetti di razza e abilità sono utilizzati nell’educazione  Gli studenti con BES vengono etichettati  La concezione di disabilità non si fonda solo su aspetti scientifici, ma anche culturali, sociali e storici  Nel modello dell’integrazione mancano indicazioni per trasformare i contesti in modo inclusivo  Aspetti critici delle politiche inclusive (1): l’integrazione neoliberista  L’applicazione dei DisCrit nelle pratiche MSNARA si basa su un modello neoliberista, fondato su tre obiettivi che i MSNARA devono raggiungere entro la maggior età:
  3. Apprendimento della lingua italiana
  4. Accesso al mercato del lavoro
  5. Accesso alla casa  Aspetti critici delle politiche inclusive (2): BESsizzazione e disablement  BESsizzazione = provoca svantaggio economico, sociale, linguistico  Disablement = provoca svantaggi nella vita sociale e individuale  Essi servono per categorizzare e marginalizzare gli studenti con differenze  Aspetti critici delle politiche inclusive (3): razza e razzismo funzionalmente inesistenti  Dopo la 2°GM il termine “razza” è stato debellato  invisibilizzazione della razza, sostituita nel linguaggio da altri termini: “alterità”, “differenza culturale”, “minoranza etnica”  Il razzismo resta comunque, perché non si limita all’uso di parole razziste  Conclusione: i benefici dei DisCrit nel mondo educativo italiano : è importante adottare un quadro teorico interdisciplinare, che promuove strategie radicali per rimuovere le disuguaglianze

Cap. 7 - DOV’È L’INCLUSIONE SCOLASTICA?Formulare e implementare politiche e pratiche scolastiche inclusive  La ricerca inclusiva si sofferma troppo sugli aspetti pratici, trascurando normativa e aspetti teorici  problemi nella formulazione delle politiche educative e quindi nelle pratiche inclusive  Forme mascherate di esclusione  In tutto il mondo ormai vige l’inclusione come forma di educazione dominante  L’esclusione si manifesta in modo mascherato, sotto forma di tolleranza verso chi è più debole  L’uso stesso del termine BES crea una macro categoria, e va contro il concetto di inclusione  L’educazione inclusiva e la ricerca  Due linee generali di ricerca, che vedono l’inclusività:

  1. Come evoluzione dell’integrazione  Integrazione nella scuola regolare
  2. Come un metodo di insegnamento, che favorisca l’apprendimento per tutti  Roger Slee (ironicamente) dice che solo una irregular school , che rompa le strutture selettive delle scuole normali, può portare alla nascita di una scuola inclusiva  Disability Studies pongono attenzione ai metodi di insegnamento, la domanda non è più quale difficoltà ha questo bambino? ma come permettergli di partecipare attivamente alla lezione?Che cosa si intende per normative scolastiche e come nascono le politiche inclusive : ricerca longitudinale (2009-2017) vuole rispondere a due domande:
  3. Quali sono gli elementi critici che permettono di definire una politica educativa come inclusiva?
  4. Quali sono i fattori che possono determinare il fallimento delle politiche inclusive?  Cosa sono le politiche educative : applicare l’inclusione non significa solo applicare un decreto ministeriale, ma è il risultato delle interazioni dei vari attori scolastici  Le normative inclusive hanno in comune :
  5. I BES sono i principali che hanno bisogno di supporto
  6. Sono emanate separatamente dalle altre politiche scolastiche
  7. Vogliono incrementare sistemi di supporto
  8. Importanza scuole speciali , centri di eccellenza inclusiva
  9. No sanzioni per chi esclude
  10. Uguaglianza e opportunità : scuola che investe nel dare di più a chi ha di meno
  11. A volte hanno obiettivi in contrasto con l’educazione inclusiva (competizione tra scuole, USA)
  12. Sviluppate senza intervento diretto degli interessati (consultati solo alla fine)
  13. Spesso emanate senza un piano di investimento per i cambiamenti necessari
  14. Focalizzate sulla scuola dell’obbligo , tralasciano le altre  Elementi fondamentali per la formazione di politiche inclusive , esse devono:
  15. Avere un’unica interpretazione del concetto di educazione inclusiva
  16. Esplicitare i propri principi guida
  17. Essere allineate con le dichiarazioni internazionali
  18. Rivolgersi a tutti gli studenti
  19. Occuparsi di curricolo , valutazione…
  20. Essere parte integrante della politica generale del sistema di istruzione
  21. Fare cambiamenti profondi nelle scuole
  22. Essere emanate dal Ministero dell’Istruzione
  23. Eliminare segregazione
  24. Evidenziare barriere del sistema
  25. Avere obiettivi non in contrasto con quelli dell’educazione inclusiva
  26. Monitorare e valutare i loro effetti prima e dopo l’applicazione
  27. Premiare chi le applica, sancire chi non lo fa
  28. Coinvolgere attivamente le persone interessate  Conclusione : le persone interpretano e applicano le normative in modi differenti. Gli insegnanti hanno un ruolo centrale, possono essere protagonisti di un cambiamento verso l’inclusività

L’insegnante di sostegno : Legge 104 del 1992, tutti gli studenti con disabilità hanno garantito un insegnante di sostegno, figura fondamentale per la formazione e lo sviluppo della personalità.  Il numero degli insegnanti di sostegno: il n° previsto dalla legge 104 era minore di quello effettivo. Sono state fatte due leggi finanziarie del 2007 e 2008 per sanare questo buco. Negli ultimi anni aumentati  L’insopprimibilità delle ore supplementari di sostegno nei casi di disabilità gravi  Possibilità di assumere più insegnanti di sostegno in casi di disabilità gravi, poi abrogata (n° max)  Sentenza della Corte Costituzionale n.80 del 2010 : non c’è limite max agli insegnanti di sostegno  Mancanza di supporto come discriminazione a scuola: criticità delle importazioni della giurisprudenza La mancanza di un insegnante di sostegno è una discriminazione e i giudici la condannano  DSA : legge 170/2010 ha introdotto nuove norme in Italia in materia dei DSA  Definizioni dislessia, disortografia…  Misure educative per il diritto allo studio  Strumenti compensativi e misure dispensative  I Gruppi di lavoro : previsti in ogni scuola dalla Legge 104.  Sono formati da:

  1. Un ispettore tecnico
  2. Un esperto della scuola
  3. Due esperti degli enti locali
  4. Due esperti di aziende sanitarie locali
  5. Tre esperti di associazioni di categoria rappresentative a livello provinciale  Devono elaborare politiche inclusive verso gli studenti con disabilità. Lo fanno individuando delle linee di azione generali e poi controllando che siano applicate  Limiti del meccanismo per l’inclusione attualmente vigente in Italia  Orientato alla patologia e non al contesto  La persona con disabilità è vivisezionata, si vogliono trovare per forza aspetti positivi  Il percorso non è scelto dal diretto interessato  Il PEI viene fatto solo per lui, quindi è un mezzo per sottolineare la differenza con gli altri  Alternative possibili ai discorsi e alle pratiche dominanti  L’educazione ci imprime un’immagine di noi stessi difficile da eliminare, la persona disabile si vedrà sempre come diversa  I sistemi educativi di massa sono stati introdotti nella rivoluzione industriale, la loro stessa esistenza è pensata per omologare ed è incapace di valorizzare le differenze  Il linguaggio : se vogliamo l’inclusività serve un nuovo tipo di pensiero, veicolato da un nuovo linguaggio  Linguaggio del PEI · Non classificare sulla base di una patologia · Non tracciare nel PEI la strada dell’alunno, ma lasciare che se la crei da solo · Nel PEI inserire solo ostacoli e superamenti · Mirare ad aggiustare il contesto, e non l’alunno  Linguaggio in classe · Non infantizzare · Non usare: “problema”, “gestire”, “particolare”  Il gruppo di lavoro come luogo di attuazione concreta della convenzione del 2006 :  I gruppi di lavoro devono usare il modello sociale, cioè concentrarsi sull’abbattere le barriere e non sui singoli alunni, usando un approccio multidisciplinare  Sviluppo inclusivo su base comunitaria e comunità scolastica  L’inclusione è un processo dinamico, vanno vissuti e sperimentati i suoi valori.

 Vanno attuati percorsi di sensibilizzazione, per far crescere l’accettazione delle diversità ( empowerment ), proponendo una partecipazione attiva dei vari membri (alunni, membri società)  Metodo della classe capovolta ( flipped classroom ) : eliminare le lezioni frontali, facendo svolgere in l’apprendimento a casa in autonomia, tramite strumenti tecnologici. Ha diversi vantaggi:  A scuola si fanno solo sperimentazione e laboratori  Più tempo per conoscere i ragazzi  Più tempo per studenti in difficoltà  Ragazzi più bravi aiutano quelli in difficoltà  Più bravi possono fare diverse attività complesse Cap. 10 - USCIRE DALL’INCLUSIONE?L’inclusione scolastica tra problematizzazione, ambiguità e normalizzazione : il significato di inclusione è ancora oggi fonte di dibattito, e ci sono difficoltà nel definire le migliori pratiche inclusive  Allora cos’è inclusione? Inclusione significa che i confini della società sono aperti a tutti. Si realizza attraverso strategie educative che vogliono sviluppare le potenzialità di ciascuno nel rispetto degli altri  Interrogativi :  A chi si rivolge l’inclusione scolastica? L’ambiguità del “tutti” : l’operazione di includere tutti può assumere diverse prospettive: · Inclusione responsabile · Piena inclusione: opzioni specifiche (scuole speciali) per dare un’adeguata istruzione ad alunni con gravi disturbi · Verso tutti, sia chi ha deficit sia chi non li ha  sempre più produzione di differenze  Quali differenze? Il tema delle differenze è condizione essenziale per dare significato alle relazioni  BES : superata l’idea di bisogni fissi  bisogni compatibili e adeguati alla persona, sulle capacità  Diritti: quale interpretazione dell’inclusione? Nella Convenzione ONU il disabile ha diritto alle pari opportunità. Non si capisce se nel senso di vivere e partecipare alla comunità, oppure nel senso di un semplice accesso alle esperienze  L’inclusione normalizzata: uno sguardo all’integrazione italiana  Pedagogia (abolizione classi differenziali) vs Politica (mantenimento)  le classi differenziali sono state superate, ma le scuole speciali si sono mantenute nel tempo  L’inclusione nella prospettiva dei Disability Studies e Disability Studies ItalyDS : approccio nato negli ultimi 20 anni in Inghilterra e USA (presente in Italia con il gruppo GRIDS) · Critica il legame della disabilità con i deficit, e la prospettiva medica. Distruzione di barriere · In Italia, oltre al lavoro del gruppo GRIDS, la produzione dei DS non ha avuto spazio perché in Italia c’è ancora la prospettiva medica  Diversi approcci all’inclusione : · Prospettiva sociale: attenzione ai contesti sociali, lavoro o scuola · Approccio storico: capire il grado di esclusione presente nei diversi tempi storici · Prospettiva biopolitica: la ricerca e i processi normativi possono aiutare il cambiamento  Nell’ambito scolastico internazionale ci sono due definizioni di inclusione : sistemica e riduttiva  Caratteristiche dell’inclusione: · Si rivolge a tutte le differenze · Critica modello biomedico · Supera discriminazione ed esclusione · Vuole un cambiamento del sistema sociale e culturale · Contrasta l’omogenizzazione, a favore della libera espressione · Elimina le barriere sociali, crea contesti per tutti · Supera il linguaggio abilista e normativo  Ricadute sulla cultura dell’insegnamento : l’inclusione richiede una partecipazione attiva, non una mera applicazione di modelli. Gli studenti hanno la percezione di essere categorizzati, e questo produce negli alunni una percezione di sé e degli altri (definita da vari fattori in realtà)  Anche i genitori guardano video per imparare  Costi di realizzazione molto bassi  Ognuno si crea un proprio percorso individualizzato, l’insegnante è di sostegno a tutti