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Dispensa blsd e procedura, Dispense di Medicina

Procedura blsd e procedura tecnico pratica

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 03/01/2020

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B L S D
BASIC LIFE SUPPORT
and
DEFIBRILLATION
RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE DI BASE
E
DEFIBRILLAZIONE
Linee guida ERC - ILCOR
Riferimento Bibliografico: Linee Guida European Resuscitation Council per la rianimazione 2015
Dr. Maurizio Neri
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B L S D

BASIC LIFE SUPPORT

and

DEFIBRILLATION

RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE DI BASE

E

DEFIBRILLAZIONE

Linee guida ERC - ILCOR

Riferimento Bibliografico: Linee Guida European Resuscitation Council per la rianimazione 2015

Dr. Maurizio Neri

RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE DI BASE E DEFIBRILLAZIONE

Sommario Pag. 3 Introduzione - Etiologia Pag. 4 La catena della sopravvivenza - L’RCP e la defibrillazione precoce Pag. 5 Sequenza BLS - Valutazione sicurezza ambientale Valutazione stato di coscienza - Iperestensione della testa Pag. 6 Valutazione pervietà vie aeree - Valutazione respiro e segni di circolo Massaggio cardiaco esterno Pag. 7 Ventilazione bocca a bocca Pag. 8 Rivalutazione delle vie aeree - Esecuzione delle sole compressioni toraciche Durata della rianimazione - Rischio per il soccorritore Pag. 9 Rilevazione dell’arresto cardiorespiratorio - La ventilazione Pag. 1 0 Le compressioni toraciche Pag. 1 2 Rapporto compressioni ventilazione - Posizione laterale di sicurezza Pag. 1 3 Ostruzione delle vie aeree Pag. 1 5 Rimozione corpi estranei - RCP in caso di asfissia Pag. 1 6 La defibrillazione – defibrillatori semiautomatici esterni Pag. 1 7 Uso del DAE in ospedale – Uso sicuro di ossigeno Pag. 18 Tecnica per corretto contatto elettrodi – Rasatura del torace - Utilizzo delle piastre Posizionamento degli elettrodi Pag. 19 Dimensioni degli elettrodi Pag. 20 Agenti conduttori - RCP verso defibrillazione – Erogazione dello shock Pag. 21 Primo shock - Seconda scarica – Defibrillazione di bambini Pag. 2 2 Fibrillazione ventricolare occulta – Colpo precordiale – Guida vocale del DAE Pag. 2 3 Sequenza nell’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno

La catena della sopravvivenza La catena della sopravvivenza riassume le azioni che devono essere messe in atto in corretta sequenza affinché la rianimazione abbia successo. Quattro fasi: 1 - Tempestiva rilevazione dell’emergenza e conseguente richiesta di aiuto contattando il 118 o l’équipe di rianimazione intra-ospedaliera. 2 - Tempestiva attuazione delle manovre rianimatorie (RCP): una immediata RCP può raddoppiare o triplicare la sopravvivenza in caso di arresto cardiocircolatorio da FV. 3 - Tempestiva defibrillazione: l’RCP associata alla defibrillazione entro i primi 3-5 minuti dal malore può portare ad un tasso di sopravvivenza del 49-75%. Ogni minuto di ritardo nell’intervento rianimatorio produce una diminuzione delle possibilità di sopravvivenza del 10-15%. 4 - Tempestivo intervento di rianimazione avanzata e di trattamento post-rianimatorio. L’RCP e la defibrillazione precoce Generalmente il tempo che intercorre dalla chiamata all’arrivo dei soccorsi avanzati è di 8 minuti se non di maggior durata. Durante questo lasso di tempo la sopravvivenza della vittima dipende dall’attuazione precoce delle prime tre fasi della catena della sopravvivenza. Alle vittime di arresto cardiaco deve essere immediatamente attuata la RCP; questo consente un apporto di sangue, seppur ridotto, al cuore e al cervello. Inoltre accresce la probabilità che lo shock erogato con il defibrillatore arresti la FV, e aiuta il cuore a riprendere un ritmo valido per avere una perfusione sistemica. Le compressioni toraciche sono estremamente importanti nel caso lo shock elettrico non possa essere erogato prima di 4-5 minuti dall’arresto cardiaco. La defibrillazione interrompe la depolarizzazione e ripolarizzazione caotica delle cellule del miocardio durante la FV. I fisiologici pacemaker cardiaci riprendono spontaneamente la loro normale funzione producendo un ritmo cardiaco efficace con conseguente ripristino della circolazione ematica. Nei primissimi minuti seguenti una defibrillazione efficace, il ritmo cardiaco può risultare rallentato e inefficace: le compressioni toraciche facilitano il cuore nel recuperare un ritmo ed una contrattilità adeguati.

Sequenza BLS nell’adulto

Per supporto vitale di base, Basic Life Support (BLS), si intendono la valutazione dello stato di coscienza, il mantenimento della pervietà delle vie aeree e il supporto del respiro e del circolo senza l’uso di strumenti diversi dai soli presidi di protezione personale. Il BLS consiste quindi nell’attuazione di una sequenza di azioni: Valutazione sicurezza dell’ambiente Assicurati che tu, la vittima e altri eventuali soccorritori siate in ambiente sicuro. Verifica rapidamente che non vi siano pericoli quali principi di incendio, pericolo di scoppio, pericolo di crollo, presenza di gas tossici, rischio di folgorazione, pericolo di scivolamento, ecc. Valutazione stato di coscienza Verifica se la vittima è in grado di rispondere, ovvero rileva la presenza dello stato di coscienza. Scuoti lievemente la vittima afferrandola all’altezza delle spalle e chiedi ad alta voce: “Mi senti? Tutto bene?” Vittima cosciente Se risponde: lasciala nella posizione in cui l’hai trovata e assicurati che non vi siano pericoli. Vittima incosciente Se non risponde:

  • Grida per chiedere aiuto Iperstensione della testa
  • Gira la vittima sulla schiena e agevola l’apertura delle vie aeree con l’iperestensione della testa e il sollevamento del mento. o Mettile una mano sulla fronte e delicatamente inclinale la testa all’indietro. o Con la punta delle dita, sotto il mento della vittima, solleva il mento per liberare le vie aeree dalla caduta della lingua verso il basso.
  • Inizia la compressione del torace come segue: o inginocchiati a fianco della vittima o metti il palmo di una mano al centro del torace della vittima, sulla metà inferiore dello sterno o metti il palmo dell’altra mano sul dorso della prima o incrocia le dita delle mani e assicurati di non fare pressione sulle costole della vittima. Non fare alcuna pressione sull’addome superiore o nella parte più bassa dello sterno o Posizionati verticalmente sopra il torace della vittima, e con le braccia tese premi sullo sterno 5- 6 cm in profondità o Dopo ogni compressione, rilascia senza perdere la posizione delle mani; ripeti alla velocità di 100 - 120 compressioni al minuto o I tempi di compressione e rilascio devono essere gli stessi. Ventilazione bocca a bocca Sincronizza la compressione del petto con la respirazione bocca a bocca.
  • Dopo 30 compressioni apri le vie respiratorie, iperestendendo la testa e alzando il mento della vittima
  • Tieni chiusa la parte molle del naso, con il pollice e l’indice della mano che è posta sulla fronte.
  • Apri la bocca mantenendo il (^) mento sollevato.
  • Fai un normale respiro e poni le tue labbra sulla sua bocca, assicurandoti che vi sia un contatto completo.
  • Soffia forte nella sua bocca e verifica che il torace si espanda, impiegandoci circa 1 secondo come per la normale respirazione.
  • Mantieni la testa all’indietro (^) e il mento sollevato, allontana la tua bocca da quella della vittima e assicurati che il torace si abbassi con l’uscire dell’aria.
  • Fai un’altra inspirazione e soffia di nuovo nella bocca della vittima, per un totale di due ventilazioni efficaci. Poi, senza aspettare, rimetti le mani sul torace nella posizione di compressione, ed esegui altre 30 compressioni.
  • Continua con la compressione del torace e la ventilazione bocca a bocca nella misura di 30 compressioni ogni 2 ventilazioni;
  • Se sono presenti due soccorritori ripetere i cicli di 30:2 per due minuti Rivalutazione delle vie aeree Se la ventilazione bocca a bocca iniziale non fa espandere il torace come avviene per la respirazione normale, prima del tentativo successivo:
  • Ricontrolla la bocca della vittima e rimuovi ogni ostacolo
  • Verifica che la testa sia sufficientemente inclinata all’indietro e il mento sollevato
  • Non tentare più di due respirazioni per volta, prima di ricomprimere il torace. Nel caso di presenza di più di un soccorritore, questi si devono alternare ogni 1 – 2 minuti per evitare il sovraffaticamento. Assicura che lo scambio fra i soccorritori avvenga velocemente. Esecuzione delle sole compressioni toraciche La sola compressione del torace deve essere utilizzata come segue:
  • Se non sei in grado o non te la senti di eseguire la ventilazione bocca a bocca, esegui soltanto le compressioni del torace.
  • Se viene eseguita la sola compressione del torace, questa deve essere continua, con una frequenza di 100 - 120 compressioni al minuto.
  • Ricontrolla la vittima solo se riprende a respirare normalmente; altrimenti non interrompere la rianimazione. Durata della rianimazione Continua la rianimazione fino a quando:
  • Personale qualificato sopraggiunge e ti sostituisce
  • La vittima inizia a respirare normalmente
  • Sei esausto Rischio per il soccorritore Sono rari i casi di soccorritori che hanno subito conseguenze negative nell’eseguire la ventilazione bocca a bocca durante l’RCP, solo pochi casi isolati di infezioni, quali tubercolosi (TBC) e sindrome di difficoltà respiratoria acuta (SARS). Non sono mai state rilevate trasmissioni di HIV dovute a RCP. Non ci sono studi sull’uomo che dimostrino l’efficacia di strumenti di filtro durante l’RCP: tuttavia, studi di laboratorio hanno dimostrato che certi filtri, o altre barriere con valvole unidirezionali, prevengono la trasmissione orale di batteri, dalla vittima verso il soccorritore durante la respirazione bocca a bocca.
  1. Durante l’RCP il flusso del sangue nei polmoni è sostanzialmente ridotto, quindi volume e frequenza della ventilazione possono essere mantenuti più bassi che nel normale.
  2. Non solo l’iperventilazione (troppe insufflazioni o eccessivo volume d’aria insufflato) non è necessaria, ma è controindicata perché aumenta la pressione intratoracica, quindi una riduzione del ritorno venoso al cuore e quindi una diminuzione della gittata cardiaca, riducendo le possibilità di sopravvivenza.
  3. Quando le vie aeree non sono protette, un volume respiratorio di 1 litro produce maggiore distensione gastrica che un volume di 500 ml.
  4. Una frequenza ventilatoria bassa (inferiore al normale) può mantenere un’ossigenazione efficace durante l’RCP. In caso di RCP verso adulti è indicato un volume d’aria di 500-600 ml.
  5. L’interruzione delle compressioni toraciche (per esempio per eseguire la ventilazione) ha un effetto dannoso sulla sopravvivenza. Ventilare in tempi brevi aiuta a ridurre la durata degli intervalli necessari. La raccomandazione è di eseguire una ventilazione circa ogni secondo, con un volume d’aria sufficiente affinchè il torace della vittima si espanda, ma evitando insufflazioni rapide e forzate. Questa raccomandazione si applica a tutte le forme di ventilazione durante l’RCP, inclusi il bocca a bocca e la maschera facciale con o senza ossigeno supplementare. La ventilazione bocca-naso è un’efficace alternativa alla ventilazione bocca a bocca. Deve essere presa in considerazione se la bocca della vittima è seriamente danneggiata o non può essere aperta, se il soccorritore sta assistendo la vittima in acqua o se sigillare le labbra è difficoltoso. Non ci sono evidenze pubblicate sulla sicurezza, efficienza e fattibilità della ventilazione bocca-tracheostomia ma potrebbe essere usata per una vittima con un tubo tracheale che richiede ventilazione. La ventilazione con l’uso di una maschera facciale richiede pratica e competenza. Il soccorritore da solo deve essere in grado di aprire le vie aeree con l’apertura della mandibola e contemporaneamente tenere la maschera sul volto della vittima. Le compressioni toraciche Le compressioni toraciche producono un incremento del flusso sanguigno tramite l’incremento della pressione intratoracica e comprimendo direttamente il cuore. Di conseguenza le compressioni toraciche eseguite correttamente possono produrre picchi di pressione arteriosa sistolica di 60-80 mmhg, la pressione diastolica rimane bassa e la pressione carotidea spesso eccede i 40 mmhg. Le compressioni toraciche generano un piccolo ma importante aumento di flusso sanguigno al cervello e al miocardio e aumentano sensibilmente la percentuale di successo della defibrillazione. Sono particolarmente importanti se il primo shock è rilasciato oltre i 5 minuti dal collasso. Molte delle informazioni circa la fisiologia delle compressioni del torace e gli effetti del variare della frequenza della compressioni, e della frequenza compressioni-ventilazioni sono derivate dal modello animale.

Tuttavia si può concludere quanto segue: 1 Ogni volta che le compressioni devono essere ricominciate il soccorritore deve posizionare le mani al centro del torace senza ritardo. 2 Comprimere il torace ad una frequenza di 100 - 120 battiti/min. 3 Fare attenzione a comprimere con una profondità di 5 - 6 cm nell’adulto. 4 Fare in modo che il torace si riespanda completamente dopo la compressione. 5 Impiegare approssimativamente lo stesso tempo per la compressione che per il rilascio. 6 Minimizzare le interruzioni delle compressioni toraciche. 7 Non ritenere, durante le compressioni toraciche, la pulsazione della carotide o della femorale come un indicatore di un valido flusso arterioso. Non vi è evidenza a supporto di una specifica posizione delle mani per una corretta RCP negli adulti. Le guide precedenti hanno raccomandato un metodo per trovare il centro della metà inferiore dello sterno piazzando un dito nella parte finale dello sterno e facendo scivolare l’altra mano fino ad esso. È stato dimostrato che la stessa posizione delle mani può essere trovata più velocemente se ai soccorritori viene detto di posizionare il palmo della mano nel centro del torace con l’altra mano sovrapposta, ammesso che gli insegnanti includano la dimostrazione del posizionamento delle mani. La frequenza delle compressioni si riferisce alla velocità con cui viene effettuata la compressione e non al numero totale di compressioni eseguite ogni minuto. Il numero complessivo viene determinato dalla frequenza ma anche dal numero delle interruzioni per aprire le vie aeree, per eseguire la ventilazione ed effettuare l’analisi con il defibrillatore. In uno studio, si evidenzia come in ambito extraospedaliero i soccorritori abbiano registrato frequenze di 100 - 120 battiti al minuto, ma poi il numero reale delle compressioni fosse di 64 a causa delle frequenti interruzioni. I sanitari così come i soccorritori laici ammettono di essere riluttanti nell’eseguire il bocca-bocca in una vittima sconosciuta. Gli studi sugli animali hanno dimostrato che, nei primissimi minuti dopo un’arresto non asfittico, le sole compressioni possono essere tanto efficaci quanto la combinazione di ventilazione e compressioni. Negli adulti il risultato delle compressioni toraciche senza ventilazione è significativamente migliore del risultato del non eseguire una RCP. Se le vie respiratorie sono aperte, rantoli occasionali e l’espirazione passiva del torace possono fornire alcuni scambi di aria. Una bassa ventilazione al minuto può essere tutto ciò che è necessario per mantenere una normale frequenza ventilazione-perfusione durante l’RCP. I laici dovrebbero di conseguenza essere incoraggiati ad eseguire le sole compressioni toraciche se non sono in grado o non se la sentono di fornire soccorso respiratorio, anche se la combinazione di compressioni e ventilazione è il miglior metodo di esecuzione dell’RCP.

Se la vittima deve essere tenuta in posizione laterale di sicurezza per più di 30 minuti girala sul fianco opposto per rilasciare la pressione sul braccio sottostante. Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo L’ostruzione da corpo estraneo delle vie aeree è una potenziale causa di morte accidentale. Ogni anno approssimativamente 16.000 adulti e bambini ricevono trattamenti in un reparto di emergenza per ostruzione da corpo estraneo. Fortunatamente meno dell’1% di questi incidenti è fatale. La causa più comune dell’ostruzione delle vie aeree negli adulti è dovuta al cibo come pesce, carne o pollame. Tra infanti e bambini la metà degli episodi riportati di occlusione accadono mentre mangiano (soprattutto caramelle) e i rimanenti episodi di ostruzione avvengono con oggetti come monete e giocattoli. Morte da soffocamento nei bambini e infanti è rara; 24 morti all’anno di media sono stati riportati in Inghilterra tra il 1985 e il 1996 e oltre metà di questi erano minori di un anno. Le ostruzioni delle vie aeree si distinguono in parziali e complete. Le ostruzioni parziali consentono alla vittima di parlare, tossire e respirare. In caso di ostruzioni complete la vittima non riesce a parlare, potrebbe annuire, non riesce a respirare, tenta di tossire senza risultato, incorre nello stato di incoscienza. Tipico segno di ostruzione delle vie aeree da parte della vittima è l’afferrarsi il collo. Poiché molti casi di soffocamento avvengono mangiando, e spesso sono presenti altre persone, vi è spesso la possibilità di intervenire prontamente, mentre la vittima è ancora cosciente. Diagnosi di ostruzione Dato che la diagnosi dell’ostruzione delle vie aeree è il punto chiave per il successo dell’intervento, è importante non confondere tale emergenza con uno svenimento, un attacco di cuore o altro che possa causare dolore agli apparati respiratori, cianosi o perdita di coscienza. E’ importante chiedere alla vittima cosciente “Stai soffocando?” Ostruzione parziale delle vie respiratorie Se la vittima mostra segni di parziali ostruzione delle vie respiratorie:

  • Incoraggiarla a continuare a tossire Il tossire genera una forte e sostenuta pressione delle vie respiratorie che potrebbe portare ad espellere il corpo estraneo. Un trattamento aggressivo, con colpi alla schiena, pressioni addominali e compressione toracica, potrebbe causare potenziali gravi complicazioni e peggiorare l’ostruzione delle vie respiratorie. Le vittime con parziale ostruzione delle vie respiratorie, dovrebbero rimanere sotto osservazione fino a quando migliorano, dato che l’ostruzione potrebbe aggravarsi. Ostruzione totale delle vie respiratorie: vittima cosciente Se la vittima mostra segni di ostruzione totale delle vie respiratorie ed è cosciente:
  • Esegui fino a cinque colpi sulla schiena come segue:

o Stai in piedi dietro la vittima o Sostieni il torace con una mano e dai cinque colpi netti tra le scapole della vittima con il palmo dell’altra mano

  • Lo scopo è liberare dall’ostruzione ad ogni colpo, piuttosto che arrivare ad eseguire cinque colpi
  • Se cinque colpi infrascapolari non bastano a liberare le vie respiratorie dall’ostruzione, esegui cinque pressioni sugli addominali come segue: o Stai in piedi dietro la vittima e circondala con le braccia intorno alla parte superiore dell’addome. o Tieni la vittima all’indietro. o Stringi il pugno e posizionalo tra l’ombelico e il processo xifoideo. o Afferra il pugno con l’altra mano e tira eseguendo movimenti ascendenti. o Ripeti fino a cinque volte.
  • Se l’ostruzione non si è ancora liberata, continua alternando cinque colpi sulla schiena e cinque pressioni addominali. Ostruzione totale delle vie respiratorie: vittima incosciente Se la vittima all’improvviso perde conoscenza:
  • Sdraia la vittima a terra, con precauzione
  • Attiva immediatamente il sistema di soccorso
  • Esegui l’RCP Rimozione tramite l’uso delle dita Non vi sono studi che hanno valutato l’utilizzo casuale delle dita per liberare le vie respiratorie in assenza di corpi estranei visibili, e i rapporti di quattro casi hanno documentato danni alla vittima, o al soccorritore. Pertanto, è meglio evitare l’utilizzo di un dito alla cieca e rimuovere materiali solidi dalle vie respiratorie solamente se sono visibili. Cure postume e rimandi a visite mediche A seguito di un trattamento di rimozione di corpo estraneo dalle vie respiratorie eseguito con efficacia, comunque del materiale estraneo potrebbe rimanere nel tratto superiore o inferiore dell’apparato respiratorio, causando delle complicazioni postume. Vittime con tosse persistente, difficoltà ad inghiottire o sensazione di avere ancora un corpo estraneo nella gola, dovrebbero essere sottoposte ad una visita medica. Le compressioni addominali possono causare gravi lesioni, tutte le vittime soccorse con pressioni addominali dovrebbero essere poi sottoposti a visita medica.

La Defibrillazione Semiautomatica Esterna

Premessa Tutti i sanitari e i soccorritori laici possono impiegare il DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) come componente ad integrazione del BLS. La defibrillazione manuale è impiegata come attività di rianimazione avanzata (ALS). La defibrillazione è il passaggio attraverso il miocardio di corrente elettrica di sufficiente potenza da depolarizzare una massa critica del miocardio e permettere che la normale attività elettrica venga ristabilita. La defibrillazione viene definita come la fine della fibrillazione o, più precisamente, l'assenza di fibrillazione ventricolare/tachicardia ventricolare (VF/TV) a 5sec. dal rilascio dello shock; comunque l'obbiettivo del tentativo di defibrillazione è il ripristino della circolazione spontanea. La probabilità di successo della defibrillazione diminuisce rapidamente col passare del tempo, e la possibilità di erogare una tempestiva defibrillazione è uno dei fattori più importanti per la sopravvivenza dopo un arresto cardiaco. Per ogni minuto che passa dal collasso alla defibrillazione, la mortalità cresce del 10 - 12%. I servizi di emergenza che hanno ridotto il tempo per la defibrillazione, dopo un arresto cardiaco, utilizzando personale laico preparato, riportano un significativo incremento della percentuale di sopravvivenza da 5 a 7 volte, fino al 70% se la defibrillazione avviene nei primi 3- 5 minuti dall'arresto. Tutti i sanitari chiamati ad eseguire l’RCP dovrebbero essere istruiti, equipaggiati ed incoraggiati ad eseguire la defibrillazione oltre all’RCP. Una tempestiva defibrillazione dovrebbe essere disponibile in tutti gli ospedali, strutture mediche esterne e aree pubbliche di grande affollamento. Defibrillatori semiautomatici esterni I defibrillatori semiautomatici esterni sono apparecchi sofisticati, affidabili e computerizzati che attraverso la sintesi vocale e la grafica visiva guidano soccorritori laici e sanitari ad eseguire in sicurezza la defibrillazione su vittime di arresto cardiaco. Progressi tecnologici nella durata delle batterie e nel software di analisi delle aritmie, hanno portato ad una produzione industriale di defibrillatori affidabili, portatili, di facile utilizzo e di costo contenuto. Analisi automatica del ritmo I defibrillatori esterni semiautomatici hanno dei microprocessori che analizzano l’attività elettrica cardiaca. Sono stati testati in modo ampio, a fronte di raccolte di ritmi cardiaci registrati in molte prove su adulti e ragazzi. Sono risultati estremamente accurati nell'analisi dei ritmi. Sebbene i DAE non siano fatti per rilasciare shock sincronizzati, tutti i DAE suggeriscono shock per TV se la frequenza e la morfologia dell'onda R superano valori predefiniti.

Alcuni DAE sono programmati per rilevare movimenti spontanei del paziente e se altri individui toccano il paziente. Le tecnologie in sviluppo dovrebbero a breve permettere che i DAE forniscano informazioni circa la frequenza e la profondità delle compressioni toraciche durante l’RCP, per migliorare l'esecuzione del BLS da parte di tutti i soccorritori. Fibrillazione Ventricolare Tachicardia Ventricolare senza polso Uso del DAE in ospedale Nonostante gli evidenti limiti, l’uso del DAE dovrebbe essere considerato, nell'organizzazione dell'ospedale, come una via per favorire una repentina defibrillazione (obbiettivo di meno di 3 minuti dal collasso), specialmente nelle aree dove il personale non ha le competenze per riconoscere il ritmo o dove un defibrillatore viene usato raramente. Un efficiente sistema di istruzione e di aggiornamento dovrebbe essere messo in atto. Un numero adeguato di persone dovrebbe essere istruito per raggiungere l'obbiettivo di eseguire il primo shock entro 3 minuti dal collasso, in qualunque area dell'ospedale. Gli ospedali dovrebbero tenere sotto controllo il tempo che intercorre tra collasso e primo shock ed i risultati dell'intervento. Uso sicuro di ossigeno durante la defibrillazione In un'atmosfera ricca di ossigeno, l'emissione di scintille dalle piastre di un defibrillatore applicate erroneamente possono causare un incendio. Ci sono svariati rapporti di incendi causati in questo modo, e molti di essi hanno causato importanti ustioni al paziente. Il rischio di incendio durante il tentativo di defibrillazione può essere ridotto al minimo se si usano le seguenti precauzioni.

  • Rimuovere qualsiasi maschera per l’ossigeno o cannula e porli ad almeno 1 metro lontano dal torace del paziente.
  • Lasciare il pallone autoespandibile collegato al tubo tracheale o ad altro presidio di gestione delle vie aeree. Alternativamente disconnettere qualsiasi presidio per l’ossigeno dal tubo tracheale (o altra connessione aerea come la maschera laringea, combitube o tubo laringeo) e rimuoverlo ad almeno 1 metro dal torace del paziente durante la defibrillazione.
  • Minimizzare il rischio di scintille durante la defibrillazione. Placche autoadesive del defibrillatore sono meno soggette al rilascio di scintille di quanto non lo siano le piastre manuali.

L'elettrodo destro (para-sternale) va collocato a destra dello sterno, al di sotto della clavicola. L’elettrodo apicale va posto sulla linea mediana dell'ascella a partire all'incirca dal V spazio intercostale o dal seno femminile. L’elettrodo non va posto sul seno ma sufficientemente a lato. Altre posizioni accettabili delle placche includono:

  • ciascun elettrodo sulla parete laterale del torace, uno a destra e l'altro a sinistra (bi-ascellare);
  • un elettrodo in posizione apicale e l'altro sul lato destro o sinistro superiore della schiena;
  • un elettrodo anteriormente, sopra il precordio di sinistra, e l'altro posteriormente al cuore appena sotto la scapola sinistra. Gli elettrodi possono essere interscambiati relativamente alle posizioni sul torace. Di costruzione asimmetrica gli elettrodi apicali hanno una impedenza inferiore quando sono posti longitudinalmente piuttosto che trasversalmente. L'asse longitudinale della piastra apicale dovrebbe quindi essere orientato in direzione cranio-caudale. Dimensioni dell'elettrodo La somma delle superfici degli elettrodi non deve essere inferiore a 150 cm^2. Elettrodi più grandi hanno una minore impedenza, ma elettrodi troppo grandi possono ridurre il flusso di corrente trans-miocardiale. Nella defibrillazione per adulti, sia le piastre manuali che le placche autoadesive hanno un diametro di 8- 12 cm e funzionano bene. Il successo della defibrillazione può essere maggiore con elettrodi di 12 cm di diametro, confrontati con quelli di 8 cm. DAE standard sono adatti per l'uso nei bambini di età superiore a 8 anni. Nei bambini tra 1 e 8 anni, utilizzare placche pediatriche con un attenuatore per ridurre l'energia rilasciata, o una modalità pediatrica, se disponibile; altrimenti, usare l'apparecchiatura senza modifiche ma assicurandosi che le piastre non si sovrappongano.

Agenti conduttori Se si usano piastre manuali, i cuscinetti in gel sono preferibili alle paste e ai gel per elettrodi in quanto questi ultimi possono diffondersi tra le due piastre, creando le condizioni per le scintille formando un arco elettrico, e diminuire l'efficacia della defibrillazione. Non utilizzare elettrodi nudi senza materiale conduttore, perché questo provoca alta impedenza trans-toracica e può aumentare la gravità delle ustioni cutanee. Non usare gel o pomate medicali di bassa conduttività (es. gel ultrasonico). RCP verso defibrillazione come primo trattamento Le precedenti linee guida raccomandavano che per i sanitari fosse ragionevole eseguire un periodo di circa 2 minuti di RCP (vale a dire, circa cinque cicli a 30:2) prima della defibrillazione in pazienti con prolungato collasso (superiore a 5 min). E poiché è spesso difficile stimare con precisione la durata del collasso si riteneva potesse essere più semplice se il personale fosse incaricato di fornire questo periodo di RCP, prima del tentativo di defibrillazione, in ogni arresto cardiaco di cui non si fosse stati testimoni. Le linee guida 2010 e successivamente quelle del 2015 raccomandano invece di eseguire immediatamente i tentativi di defibrillazione, anche in presenza di vittima con collasso non testimoniato. Erogazione dello shock L'importanza di una tempestiva ed ininterrotta compressione toracica è sottolineato nel corso di queste linee guida. In pratica, è spesso difficile accertare l'ora esatta del collasso e, in ogni caso, l’RCP deve essere iniziata al più presto. Il soccorritore che fa le compressioni toraciche dovrebbe interrompere le compressioni solo per l'analisi del ritmo e il momento dell'erogazione della scarica, e deve essere pronto a continuare le compressioni toraciche sia durante la fase di carica di energia del defibrillatore, sia subito dopo la scarica. Quando sono presenti due soccorritori, quello addetto all’utilizzo del DAE dovrebbe applicare le placche mentre l’RCP è in corso. L'operatore DAE deve essere pronto a rilasciare una scarica non appena l'analisi è completa e l’energia pronta per essere erogata, assicurandosi che tutti i soccorritori non siano in contatto con la vittima. Subito dopo aver erogato lo shock iniziare le compressioni toraciche ed eseguire l’RCP (cicli di 30 compressioni ogni 2 ventilazioni) per 2 minuti. Se un ritmo valido è stato riavviato, fare le compressioni toraciche non aumenta la probabilità di ritorno di FV. In presenza di asistolia post-shock le compressioni toraciche possono indurre FV. Livelli di energia per lo shock La defibrillazione richiede il rilascio di energia elettrica sufficiente a defibrillare una massa critica di miocardio, per eliminare la FV e consentire il ripristino di attività elettrica spontanea sotto forma di un ritmo organizzato. L'energia ottimale per la defibrillazione è quella che raggiunge la defibrillazione con il