Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Dizionari italiani, Della Valle, Schemi e mappe concettuali di Linguistica

Riassunto conciso ma efficace e dettagliato della saggio “Dizionari Italiani” per l’esame di linguistica italiana. Con lo studio di questo riassunto ho preso 28\30

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

Caricato il 11/03/2020

elisa-farneti
elisa-farneti 🇮🇹

4.4

(66)

38 documenti

1 / 8

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
RIASSUNTO “DIZIONARI
ITALIANI: STORIA, TIPI,
STRUTTURA” DI VALERIA DELLA
VALLE
1.!
Le origini della storia della lessicografia risalgono a più di 4000 anni fa. I ritrovamenti
archeologici in Siria fanno ipotizzare che i primi elenchi plurilingui di parole siano stati
compilati per necessità pratiche, commerciali, di scambio tra popoli che parlavano lingue
diverse.
Nella civiltà greca iniziarono a spiegare le parole e le espressioni difficili o rare dei poemi
omerici attraverso le glosse. Le raccolte di glosse furono dette glossari e comprendevano
anche voci più comuni.
Nel tardo impero romano si diffusero repertori che mettevano a confronto il latino con il
greco e vennero compilati dizionari linguistici ed enciclopedici.
Nel medioevo furono creati glossari che mettevano a confronto le parole latine con quelle
in volgare, spesso anche dialettali. Gran parte dei lessici medievali erano basati sulle
etimologie. I glossari non erano di uso comune, ma avevano finalità pratiche: servivano ai
mercanti, ai viaggiatori, ai maestri.
L’invenzione della stampa (1450) favorì la pubblicazione di dizionari di vario tipo. Il primo
grande dizionario della lingua italiana fu pubblicato nel 1612 a Venezia dagli Accademici
della Crusca e divenne un modello per tutte le opere a seguire.
2.1 DAGLI ELENCHI MANOSCRITTI AI PRIMI VOCABOLARI!
Il primo elenco di voci volgari è stato il Vocabulista, compilato da Luigi Pulci, contiene circa
700 vocaboli con una breve descrizione per ciascuno, probabilmente concepito per uso
personale.
Anche le liste di Leonardo Da Vinci sono state create per uso personale e contengono
circa 8000 vocaboli dotti o in forma dialettale non toscana.
Val ili um di Nicola Valla, pubblicato a Firenze nel 1500 è il primo vocabolario a confrontare
voci volgari e voci latine.
1
pf3
pf4
pf5
pf8

Anteprima parziale del testo

Scarica Dizionari italiani, Della Valle e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Linguistica solo su Docsity!

RIASSUNTO “DIZIONARI

ITALIANI: STORIA, TIPI,

STRUTTURA” DI VALERIA DELLA

VALLE

Le origini della storia della lessicografia risalgono a più di 4000 anni fa. I ritrovamenti archeologici in Siria fanno ipotizzare che i primi elenchi plurilingui di parole siano stati compilati per necessità pratiche, commerciali, di scambio tra popoli che parlavano lingue diverse. Nella civiltà greca iniziarono a spiegare le parole e le espressioni difficili o rare dei poemi omerici attraverso le glosse. Le raccolte di glosse furono dette glossari e comprendevano anche voci più comuni. Nel tardo impero romano si diffusero repertori che mettevano a confronto il latino con il greco e vennero compilati dizionari linguistici ed enciclopedici. Nel medioevo furono creati glossari che mettevano a confronto le parole latine con quelle in volgare, spesso anche dialettali. Gran parte dei lessici medievali erano basati sulle etimologie. I glossari non erano di uso comune, ma avevano finalità pratiche: servivano ai mercanti, ai viaggiatori, ai maestri. L’invenzione della stampa (1450) favorì la pubblicazione di dizionari di vario tipo. Il primo grande dizionario della lingua italiana fu pubblicato nel 1612 a Venezia dagli Accademici della Crusca e divenne un modello per tutte le opere a seguire.

2.1 DAGLI ELENCHI MANOSCRITTI AI PRIMI VOCABOLARI

Il primo elenco di voci volgari è stato il Vocabulista, compilato da Luigi Pulci, contiene circa 700 vocaboli con una breve descrizione per ciascuno, probabilmente concepito per uso personale. Anche le liste di Leonardo Da Vinci sono state create per uso personale e contengono circa 8000 vocaboli dotti o in forma dialettale non toscana. Valilium di Nicola Valla, pubblicato a Firenze nel 1500 è il primo vocabolario a confrontare voci volgari e voci latine.

Tra il XV e il XVI secolo si ha un’attività lessicografica intensa; le voci non sono ancora tipizzate (tipizzare= verbi registrati all’infinito e sostantivi e aggettivi registrati al maschile singolare) e vengono distinte in forme adatte all’uso poetico o all’uso prosastico.

2.2 LE PRIME TRE EDIZIONI DEL VOCABOLARIO DELLA CRUSCA

PRIMA EDIZIONE: (1612 Venezia) Ispiratore dell’opera fu Leonardo Salviati. L’impegno dell’Accademia era quello di separare il buono dal cattivo in fatto di lingua. La stampa del vocabolario venne finanziata dagli Accademici stessi; essi volevano raccogliere “tutti i vocaboli e i modi di favellare trovati nelle buone scritture pubblicate entro il 1400”. Tra gli autori spogliati, oltre alle Tre Corone (Dante, Petrarca, Boccaccio), furono inseriti anche autori minori, testi anonimi, o autori moderni toscani o toscanizzanti; rimaneva escluso Torquato Tasso (perché nella Gerusalemme Liberata si era servito di una lingua ricca di latinismi e lombardismi). Nel Vocabolario scompare la suddivisione tra uso della poesia e uso della prosa; il riferimento agli usi regionali e dialettali; le osservazioni grammaticali all’interno delle voci e le voci tecnico-scientifiche. La seconda edizione non si discostò molto dalla prima, aumentarono le voci inserite. ( 1623 Venezia) TERZA EDIZIONE: (1691 Firenze, 3 volumi) In questa edizione venne introdotta l’indicazione V.A. “Voce Antica”; vennero accolti più autori moderni e anche il Tasso (escluso dalle 2 precedenti edizioni), inoltre il Machiavelli, il Guicciardini, il Della Casa e anche scrittori non toscani come il Castiglione... aumentò anche il numero delle voci tutte da scrittori di scienza del Seicento come Galileo Galilei.

2.3 LA LESSICOGRAFIA SETTECENTESCA

QUARTA EDIZIONE: (1729-1738, Firenze, 6 volumi) Rispetto all’edizione precedente emerge una chiusura più rigida nei confronti degli autori non toscani e anche degli autori toscani ma di trattati tecnico-scientifici. Fu curata dal grammatico Anton Maria Salvini. L’atteggiamento della Crusca era mal tollerato dagli studiosi di scienza—-> nascono dizionari a parte per il lessico delle scienze, delle arti e dei mestieri, come “Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri, a cura di una società di uomini di cultura” di Denis Diderot e Jean-Baptiste d’Alembert e il “Saggio alfabetico d’istoria medica e naturale” di Vallisnieri del 1733.

corso del tempo, il taglio e i criteri iniziali. Un fattore innovativo consiste nel fatto che la fraseologia non sia tratta soltanto da fonti letterarie, ma da testi che riflettono le varie modalità dell’italiano scritto, tra cui anche dai quotidiani, dai manuali tecnico-scientifici, dai testi legislativi ecc. Altro dizionario storico delle origini è il Glossario degli antichi volgari italiani (GAVI) di Giorgio Colussi, pubblicato a Helsinki a partire dal 1983 ; finora sono stati pubblicati 26 volumi e dal 2001 è in corso il rifacimento delle prime lettere. A partire dal 1983 , l’Opera del Vocabolario italiano (OVI) si è assunta il compito di realizzare un grande dizionario storico, il Tesoro della lingua italiana delle origini (TLIO) limitatamente al periodo che va dalle origini fino al 1375, anno della morte di Boccaccio. Anche la lingua d’uso è stata rappresentata compiutamente grazie a due opere in particolare: la prima è il Vocabolario della lingua italiana (VOLIT) diretto da Aldo Duro, pubblicato dall’Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani in 3 edizioni. I 5 volumi del dizionario contengono circa 125.000 lemmi. Il vocabolario registra canto alla lingua letteraria, la lingua moderna, la terminologia scientifica, i linguaggi settoriali, i neologismi e i forestierismi già stabilmente penetrati nella lingua. La seconda è il Grande dizionario italiano dell’uso (GRADIT) di Tullio De Mauro, 6 volumi comprendenti circa 260.000 lemmi; una delle novità dell’opera consiste nell’attenzione all’uso: per ogni voce lemmatizzata viene segnalata la categoria di appartenenza (parole di massima frequenza, alta frequenza o alto uso, o frequenza minore rispetto alle fondamentali; inoltre distinti in comuni CO, d’uso tecnico specialistico TS, d’uso letterario LE, parole straniere non adattate ES, d’uso regionale RE, dialettali DI, di basso uso BU, obsolete OB). Accanto al VOLIT e al GRADIT vengono pubblicati anche dei dizionari monovolumi dell’uso, detti “minori”, come il Sabatini-Coletti (pubblicato in una nuova edizione nel 2003 anche in CD-ROM) e il Dizionario Devoto-Oli della lingua italiana, edizione 2004-2005, a cura di Serianni e Trifone. Questi dizionari descrivono lo stato sincronico della lingua in modo più riduttivo rispetto ai dizionari maggiori, ma aggiungendo tavole illustrate e di nomenclatura, repertori di nomi di persona e di luoghi, di proverbi, di locuzioni latine, di sigle e abbreviazioni e appendici di dubbi linguistici con indicazioni grammaticali. Invece, i primi dizionari etimologici sono stati pubblicati a partire dagli anni 50. Il Dizionario etimologico italiano (DEI) di Battisti e Alessio, pubblicato tra il 1950 e il 1957, comprende non soltanto il lessico letterario, ma anche quello tecnico-scientifico e le voci dialettali. Il Dizionario etimologico della lingua italiana (DELI) di Cortelazzo e Zolli, è stato pubblicato tra il 1979 e il 1988 in 5 volumi e ripubblicato in volume unico e su CD-ROM nel 1999. Il DELI fornisce la data di prima attestazione, l’etimologia prossima e remota e le informazioni relative alla storia della parola. Infine, nel 1979 è stata avviata un’altra grande opera: il Lessico etimologico italiano (LEI), diretto da Max Pfister, il quale è ordinato per etimi. A partire dagli anni 70 del secolo scorso è stato introdotto un nuovo strumento: il calcolatore elettronico. Grazie a questo strumento i dizionari possono essere continuamente aggiornati e anche consultabili in rete.

3. LA TIPOLOGIA

Questo capitolo è un ripasso dei dizionari già illustrati precedentemente. Si ricordi che: TIPI DI DIZIONARI DESCRIZIONE DIZIONARI PIÙ NOTI DEL GENERE DIZIONARI STORICI Registrano la tradizione letteraria scritta attraverso la citazione di esempi d’autore. Impostazione diacronica. -Vocabolario della Crusca; -Tommaseo-Bellini; -Grande dizionario della lingua italiana (GDLI); -TLIO; -GAVI. DIZIONARI DELL’USO R e g i s t r a n o l a l i n g u a c o n t e m p o r a n e a i n u n a dimensione sincronica. Ogni famiglia ne possiede uno per uso scolastico e di consultazione generale. -Novo Vocabolario della lingua italiana di Giorgini Broglio (1870-1897); -VOLIT (1997); -GRADIT (2000); -Sabatini-Coletti (2003); -Dizionario Devoto Oli della lingua italiana di Serianni e Trifone (2004-2005); -Zingarelli (2005); -Garzanti (2005). DIZIONARI ETIMOLOGICI Tracciano la biografia di una parola o di una locuzione e ne ripercorrono la storia attraverso la documentazione scritta, dalla prima attestazione sino ad oggi. La data della prima attestazione è sempre relativa, infatti le parole possono essere retrodatabili o posdatabili. Oltre alla “data di n a s c i t a ” d i u n a p a r o l a è importante definire anche il luogo. -DELI; -LEI. DIZIONARI DEI SINONIMI Registrano per ogni termine i rispettivi sinonimi approssimativi o parziali. Infatti tra due parole n o n e s i s t e r à m a i u n a c o r r i s p o n d e n z a s e m a n t i c a perfetta, ma al massimo una stessa idea principale. -Nuovo dizionario dei sinonimi della lingua italiana di Niccolò Tommaseo (1830); -Dizionario Garzanti dei Sinonimi e dei Contrari di Stoppelli (1991); -Sinonimi e contrari (2003). DIZIONARI METODICI Le parole sono raggruppate per c a t e g o r i a. S o n o d i z i o n a r i domestici, o di arti e mestieri, o s p e c i a l i s t i c i. F u n z i o n e d i alfabetizzazione per lettori poco colti. All’interno di ogni categoria i termini sono disposti in ordine alfabetico. -Vocabolario metodico della lingua italiana di Carena; -Parte prima. Vocabolario domestico; -Vocabolario nomenclatore illustrato. DIZIONARI DI NEOLOGISMI Registrano le parole e le locuzioni nuove di una lingua: formazioni di nuovo conio o derivate, prestiti integrali, formazioni ibride, calchi o adattamenti di parole straniere, tecnicismi e sigle. -Dizionario moderno di Panzini (1905); -Dizionario delle parole nuove di Cortelazzo e Cardinale (1986); -Neologismi quotidiani. Un dizionario a cavallo del millennio di Adamo e Della Valle (2003). TIPI DI DIZIONARI

4. LA STRUTTURA DEL DIZIONARIO

La scienza di comporre i dizionari è la dizionaristica. Nei dizionari esiste una macrostruttura e una microstruttura. La macrostruttura è rappresentata dall’ordinamento generale dei materiali che formano il corpo del dizionario (insieme dei lemmi), dall’introduzione al dizionario, dalle avvertenze per l’uso dell’opera e dalle eventuali appendici. La microstruttura consiste nell’insieme di tutti gli elementi che compongono una voce:

  • intestazione;
  • trascrizione fonetica;
  • divisione in sillabe;
  • indicazioni di pronuncia;
  • indicazioni delle varianti grafiche;
  • indicazioni morfologiche;
  • indicazione della categoria grammaticale
  • indicazione del genere
  • etimologia
  • indicazione delle marche d’uso;
  • definizione
  • fraseologia ed esempi d’uso;
  • sottolemmi;
  • sinonimi e contrari. Il lemma rappresenta sia la parola come entrata, sia l’articolo che le è dedicato; per distinguere i due significati è preferibile usare lemma o esponente o entrata per il primo significato e articolo o voce per il secondo.

4.1 LESSEMI, LEMMI, SOTTOLEMMI, LEMMARIO

I lessemi sono le forme base di una parola (l’infinito dei verbi; il maschile, singolare di aggettivi e sostantivi). I lemmi indicano la forma del paradigma verbale o nominale con cui i singoli lessemi vengono registrati nel dizionario. I sottolemmi sono elementi che nonostante abbiano una propria autonomia semantica, non costituiscono un’unità lessicale e pertanto non sono registrati autonomamente (es. forme alterate dei sostantivi e degli aggettivi; gli avverbi in -mente; il participio presente o passato). Il lemmario è l’insieme dei lemmi contenuti in un dizionario.

4.2 INTESTAZIONE, DEFINIZIONE, MARCHE D’USO

L’intestazione è composta dal lemma e dalle informazione che lo riguardano: indicazioni sulla pronuncia (es. trascrizione in Alfabeto Fonetico Internazionale, la sillabazione e le varianti grafiche), classificazione grammaticale e etimologia. La definizione costituisce il vero e proprio corpo della voce, dove ne si illustra il significato e le varie accezioni, ordinate secondo un criterio cronologico ma non troppo rigido. Le marche d’uso, dette anche indicatori sono abbreviazioni che segnalano l’ambito o il registro d’uso (molto presenti nel GRADIT).

4.3 DEFINIZIONI SINONIMICHE, DEFINITORI, DATAZIONE

Spesso per definire le voci i lessicografi ricorrono a sinonimi o perifrasi; come già detto la sinonimia è soltanto una parziale equivalenza di significato dei termini. I definitori sono elementi che servono ad introdurre determinate classi di derivati: es. l’atto, l’effetto, il fatto di + infinito del verbo; l’articolo determinativo + l’infinito del verbo; l’essere, il sentirsi + aggettivo; oggetto, strumento, apparecchio, sistema ecc. La datazione oggi si trova anche in dizionari non etimologici, come il GRADIT, alla fine delle voci o all’inizio, in genere racchiusa tra parentesi quadre prima o dopo l’etimologia. Nei dizionari dell’uso sono registrati anche gli arcaismi e le voci poetiche e letterarie, i forestierismi, i neologismi, i regionalismi, i termini tecnici e scientifici e i gergalismi.