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Della Valle - Dizionari italiani, Sintesi del corso di Linguistica

Il manuale si propone di offrire una guida alla conoscenza e all'uso dei dizionari italiani, ricostruendone la storia, dalle origini a oggi, e analizzandone la tipologia e la struttura compositiva.

Tipologia: Sintesi del corso

2017/2018

Caricato il 11/06/2018

arcangelo97
arcangelo97 🇮🇹

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Qual è la differenza tra vocabolario e dizionario? Sinonimi: opera che raccoglie in ordine
alfabetico le parole di una o più lingue (d. o v. tascabile/della lingua italiana/italo-francese/bilingue).
Dizionario ha però un significato più ampio: 1. trattazioni enciclopediche non esclusivamente
lessicali, disposte in ordine alfabetico (d. enciclopedico/biografico/geografico); 2. opere che
raccolgono le parole di una lingua non in ordine alfabetico, ma per categorie concettuali (d.
metodici, analogici, ideologici). Vocabolario = anche lessico: patrimonio lessicale di una lingua (v.
italiano), settore (v. marinaresco), autore (v. dantesco).
Quale è la differenza tra lessicografia e lessicologia? La prima è la disciplina relativa alla
composizione dei dizionari (o dizionaristica, secondo la definizione del linguista francese Bernard
Quemada), la seconda lo studio del lessico considerato nel suo significato e nella sua forma.
Storia dei vocabolari
1964: archeologi italiani scoprono a Ebla, nella Siria settentrionale, 15'000 tavolette di
argilla compilate in caratteri cuneiformi. Tra di esse c'è il più antico vocabolario del mondo (II
millennio a.C.): traduceva parole dall'egiziano all'accadico (antica lingua semitica della
Mesopotamia Meridionale). Rispondeva ad un'esigenza pratica: contatti commerciali e culturali.
I millennio a.C. : primi vocabolari monolingui in Egitto, India, Grecia e Roma: esigenza di
comprendere testi antichi/sacri. Prima glosse (ex: poemi omerici dal V secolo a.C.), poi - in età
alessandrina - elenchi di parole desuete, infine elenchi di parole d'ogni tipo.
Mondo latino:
De significatu verborum, di Verrio Flacco (I secolo d.C.). L'originale, perduto, è stato
riassunto in 20 libri da Sesto Pompeo Festo (II secolo d.C.). L'epitome, frammentaria, è stata
ulteriormente riassunta dallo storico Paolo Diacono (VIII secolo d.C.) e giunta fino a noi. È il primo
vocabolario nel senso moderno del termine.
De compendiosa doctrina per litteras ad filium (IV secolo d.C.) di Nonio Marcello.
Ampio spazio al significato delle parole, alla loro etimologia e veri e propri elenchi alfabetici
(litteras).
Mondo greco:
Synagogé ("Raccolta"), V secolo d.C., vocabolario compilato da Esichio di Alessandria.
Giunta attraverso rielaborazioni di età bizantina.
Suida (forse il nome dell'autore, forse il titolo non chiaro), X secolo d.C., di età bizantina,
lessico ed enciclopedia, 30'000 voci.
Mondo medioevale latino:
Etymologiarum sive Originum libri viginti. VII secolo d.C. Isidoro, vescovo di Siviglia.
Summa di tutto il sapere dell'antichità. 6'000 voci. Ricerca della conoscenza attraverso le
etimologie. Presente in ogni monastero, influenzò tutta la lessicografia medioevale.
De rerum naturis o De Universo, di Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza. IX secolo
d.C. Le voci in latino erano tradotte in tedesco o spiegate con altre parole latine.
Eccezione: Glossario di Monza. X secolo d.C. Destinato a chi doveva viaggiare in oriente:
65 voci in dialetto lombardo tradotte in greco bizantino.
Elementarium doctrinae rudimentum del grammatico lombardo Papias 1040. Elenco in
ordine alfabetico con voci latine seguite da definizioni, etimologia e, a volte, volgarismi.
Liber derivationum o Magnae derivationes di Uguccione da Pisa. XI secolo. Centinaia
di parole rare mescolate a volgarismi.
Summa quae vocatur Catholicon (o Catholicon, "L'universale") del domenicano
genovese Giovanni Balbi. 1286. Enciclopedia di problemi grammaticali e sintattici, che
comprende una raccolta in ordine alfabetico di voci latine e volgari.
Vocabulista ecclesiastico, del savonese Giovanni Bernardo. Ordine alfabetico di voci
latine seguite da brevi definizioni in volgare.
Liber declari o Declarus, di Angelo Senisio, abate di S. Martino alle Scale, Palermo.
XIV secolo. Vocabolario latino-volgare (talvolta volgare siciliano).
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Qual è la differenza tra vocabolario e dizionario? Sinonimi: opera che raccoglie in ordine alfabetico le parole di una o più lingue (d. o v. tascabile/della lingua italiana/italo-francese/bilingue). Dizionario ha però un significato più ampio: 1. trattazioni enciclopediche non esclusivamente lessicali, disposte in ordine alfabetico (d. enciclopedico/biografico/geografico); 2. opere che raccolgono le parole di una lingua non in ordine alfabetico, ma per categorie concettuali (d. metodici, analogici, ideologici). Vocabolario = anche lessico: patrimonio lessicale di una lingua (v. italiano), settore (v. marinaresco), autore (v. dantesco). Quale è la differenza tra lessicografia e lessicologia? La prima è la disciplina relativa alla composizione dei dizionari (o dizionaristica , secondo la definizione del linguista francese Bernard Quemada), la seconda lo studio del lessico considerato nel suo significato e nella sua forma.

Storia dei vocabolari 1964 : archeologi italiani scoprono a Ebla , nella Siria settentrionale, 15'000 tavolette di argilla compilate in caratteri cuneiformi. Tra di esse c'è il più antico vocabolario del mondo ( II millennio a.C. ): traduceva parole dall' egiziano all' accadico (antica lingua semitica della Mesopotamia Meridionale). Rispondeva ad un'esigenza pratica: contatti commerciali e culturali. I millennio a.C. : primi vocabolari monolingui in Egitto, India, Grecia e Roma : esigenza di comprendere testi antichi/sacri. Prima glosse (ex: poemi omerici dal V secolo a.C.), poi - in età alessandrina - elenchi di parole desuete, infine elenchi di parole d'ogni tipo. Mondo latino: De significatu verborum , di Verrio Flacco ( I secolo d.C.). L'originale, perduto, è stato riassunto in 20 libri da Sesto Pompeo Festo ( II secolo d.C.). L' epitome , frammentaria, è stata ulteriormente riassunta dallo storico Paolo Diacono ( VIII secolo d.C.) e giunta fino a noi. È il primo vocabolario nel senso moderno del termine. De compendiosa doctrina per litteras ad filium ( IV secolo d.C.) di Nonio Marcello. Ampio spazio al significato delle parole, alla loro etimologia e veri e propri elenchi alfabetici (litteras). Mondo greco: Synagogé ("Raccolta"), V secolo d.C ., vocabolario compilato da Esichio di Alessandria. Giunta attraverso rielaborazioni di età bizantina. Suida (forse il nome dell'autore, forse il titolo non chiaro), X secolo d.C. , di età bizantina, lessico ed enciclopedia, 30'000 voci. Mondo medioevale latino: Etymologiarum sive Originum libri viginti. VII secolo d.C. Isidoro, vescovo di Siviglia. Summa di tutto il sapere dell'antichità. 6'000 voci. Ricerca della conoscenza attraverso le etimologie. Presente in ogni monastero, influenzò tutta la lessicografia medioevale. De rerum naturis o De Universo, di Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza. IX secolo d.C. Le voci in latino erano tradotte in tedesco o spiegate con altre parole latine. Eccezione: Glossario di Monza. X secolo d.C. Destinato a chi doveva viaggiare in oriente: 65 voci in dialetto lombardo tradotte in greco bizantino. Elementarium doctrinae rudimentum del grammatico lombardo Papias 1040. Elenco in ordine alfabetico con voci latine seguite da definizioni, etimologia e, a volte, volgarismi. Liber derivationum o Magnae derivationes di Uguccione da Pisa. XI secolo. Centinaia di parole rare mescolate a volgarismi. Summa quae vocatur Catholicon (o Catholicon, "L'universale") del domenicano genovese Giovanni Balbi. 1286. Enciclopedia di problemi grammaticali e sintattici, che comprende una raccolta in ordine alfabetico di voci latine e volgari. Vocabulista ecclesiastico, del savonese Giovanni Bernardo. Ordine alfabetico di voci latine seguite da brevi definizioni in volgare. Liber declari o Declarus, di Angelo Senisio, abate di S. Martino alle Scale, Palermo. XIV secolo. Vocabolario latino-volgare (talvolta volgare siciliano).

Numerosi i glossari latino-volgare composti XIV-XV utili ai mercanti, che conoscevano il latino e potevano così imparare termini di altri volgari. Quello di Goro d'Arezzo, il Vocabularium breve latino-Veneto del bergamasco Gasparino Barzizza , con progressione gerarchica (da Dio, al mondo mondo, alle attività umane, all'uomo, alle sue parti del corpo) ed i glossari latino-reatino (600 voci) e latino-sabino (350 voci) dei maestri di scuola Giovambattista Valentini (il Cantalicio ) e Jacopo Ursello da Roccantica , ad usi didattici. Libro el quale si chiama introito e porta ( Venezia , 1477 ): veneziano-tedesco , ad uso dei mercanti, con parole raggruppate per ambito (vie, alberghi...). Su stimolo dell'ambiente di Lorenzo de' Medici, interessato ai dialetti, Benedetto Dei stilò una lista di circa 270 vocaboli milanesi , raccolti qua e là per le vie, con la definizione in fiorentino, per scriverne sonetti milanesi in futuro. Mondo moderno: L'invenzione della stampa nella metà del secolo XV favorì la pubblicazione di dizionari. 1502 : Dictionarium latino di Ambrogio da Calepio. Nove edizioni in sette anni. 1590 : un'edizione mette a confronto 11 lingue. Diventa un modello --> oggi "calepino" = "dizionario, compilazione erudita". 1531 : Thesaurus linguae Latinae di Robert Estienne , appartenente ad una famiglia di tipografi attivi a Parigi e Ginevra, famosi per le loro edizioni dei classici. Si deve al figlio Henri il Thesaurus linguae Grecae. Si trattava però di opere che indicavano solo nelle lingue classiche il patrimonio da tramandare. Proviene dall'Italia la prima grande realizzazione lessicografica di una lingua moderna. A Venezia , presso Giovanni Alberti , nel 1612 , venne stampata la prima edizione del Vocabolario della Crusca , pubblicata dagli Accademici della Crusca di Firenze. Italia divisa / primo grande dizionario ?! --> non primato linguistico di una nazione, ma di Firenze (fiorentinismo bembiano): il volgare trecentesco si afferma come lingua scritta. Alla fine del Seicento, la Crusca ancora n. 1.

Dagli elenchi manoscritti ai primi vocabolari Fine Quattrocento. Toscana. Esigenza codificazione del volgare (non più latino/latino- volgare). Primo glossario volgare monolingue: Vocabulista di Luigi Pulci (data ignota, ma lui è morto nel 1484 ): 700 vocaboli, uso personale, infatti molte parole si ritrovano nel Morgante. Nel manoscritto Trivulziano e in un foglietto del codice Windsor. Liste di parole (affinità / opposizione) a margine di progetti di Leonardo da Vinci. XV-XVI secolo. Uso personale. Primo vocabolario a stampa in volgare: Le tre fontane ( 1526 ) di Niccolò Liburnio. Allusione alle Tre corone. Siamo infatti nella Venezia di Aldo Manuzio e Pietro Bembo. Qualche venetismo. Vocabulario ( 1535 ) di Lucilio Minerbi. Solo il Decameron. Qualche settentrionalismo. Francesco del Bailo , detto l'Alunno, Venezia: Le osservazioni sopra il Petrarca ( 1539 ); Le ricchezze della lingua volgare sopra il Boccaccio , non solo Decameron ( 1543 ); Fabbrica del mondo ( 1548 ), primo dizionario metodico in volgare (come nel Gasparino Barzizza). Dizionario bilingue. A World of wordes (1598) di John Florio. Spogliati testi non letterari (erbari, zoologia, falconeria, libri di cucina...). Voci anche non fiorentine. Problemi: 1. Grammatica e lessico mescolati, per rispondere ad una domanda più vasta di lettori che nel dizionario cercavano anche una norma linguistica. 2. Voci non sempre tipizzate. 3. Distinzione tra voci prosastiche e poetiche. 4. Appello alla notorietà dell'oggetto. 5. Regionalismi.

Le prime tre edizioni del Vocabolario della Crusca Impostazioni teoriche ormai salde e coerenti. Ispiratore: Leonardo Salviati. 1583. Riunioni conviviali e giocose (cruscate, a imitazione e scherno dell'Accademia Fiorentina; Brigata dei crusconi) --> Separare il buono (farina) dal cattivo (crusca) in fatto di lingua (Accademici della Crusca). Rimane la simbologia legata al pane

Per questo l'opera lessicografica più influente del Settecento diventa l' Encyclopédie, ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, par un société de gens de lettres di Denis Diderot e Jean-Baptiste d'Alembert , pubblicato a partire dal 1751. Il primo esempio di attenzione alla terminologia scientifica sottratta all'Accademia è il Saggio alfabetico d'istoria medica e naturale ( Venezia , 1733 ) di Antonio Vallisnieri , che giunge anche a correggere alcune definizioni presenti nel Vocabolario e a registrare forestierismi, esotismi e americanismi. Opera di svolta: Dizionario universale critico enciclopedico della lingua italiana. 6 volumi. Lucca. 1797-1805. Abate nizzardo Francesco d'Alberti di Villanuova. Registra voci raccolte con inchieste dirette in fabbriche, opifici, laboratori.

L'Ottocento o "il secolo dei vocabolari" Contro l'influenza della lingua e della cultura francese, nei primi decenni proseguono indirizzi puristi. Purismo. Massimo rappresentante: abate Antonio Cesari , veronese: Crusca veronese ( 1806-1811: Napoleone riapre l'Accademia). È un perfezionamento delle edizioni precedenti: aggiunta di circa 3000 voci da autori del Trecento o Cinquecento: " tutti in quel benedetto tempo del 1300 parlavano e scrivevano bene ", quindi il merito non sarebbe delle Tre corone ma delle qualità intrinseche del fiorentino. Escluse autori moderni e lessico scientifico. Suoi seguaci: Luigi Angeloni , frusinate, e Basilio Puoti , napoletano, anche più rigidi: escludevano le espressioni popolari. Primo dizionario di barbarismi: Giuseppe Bernardoni, burocrate , per conto del ministro degli Interni del gabinetto napoleonico, Luigi Vaccari : Elenco di alcune parole oggidì frequentemente in uso, le quali non sono ne' vocabolari ( Milano, 1812 ): forme da evitare con le sostituzioni consigliate, nonostante la consapevolezza che sarebbe stato insensato ostracizzare molti neologismi burocratici ormai stabilmente nell'uso. Gli rispose polemicamente nello stesso anno il poeta e filosofo milanese Giovanni Gherardini : Voci italiane ammissibili benché proscritte dall'elenco del sig. Bernardoni , poiché rispettose dei processi derivativi dell'italiano, mentre altre accettate vengono escluse. Lessico della corrotta e infima italianità di Pietro Fanfani e Costantino Arlià ( 1881 ). Permissivismo (moderato). Giuseppe Rigutini : I neologismi buoni e cattivi più frequenti nell'uso odierno ( 1886 ). Vi si accettano le forme che rispettano i processi derivativi dell'italiano. Classicismo (l'italiano letterario non si deve solo al fiorentino trecentesco, ma si è formato grazie al contributo di scrittori, filosofi e scienziati di varie parti d'Italia. Massimo esponente: Vincenzo Monti : Proposta di alcune giunte e correzioni al Vocabolario della Crusca ( Milano , 1817-1826 ): vi si condanna la visione ristretta e anacronistica degli Accademici. Niccolò Tommaseo , dalmata. Dizionario dei sinonimi della lingua italiana ( 1830 ). Si rifiuta la sinonimia perfetta: distinzione tra registri (familiare, parlato, letterario). Impresa lessicografica più importante dell'Ottocento: Dizionario della lingua italiana ( Torino, commissionato dall' editore Giuseppe Pomba per l'Unità , 1861-1879 ): è un dizionario storico ed è una sintesi fra tradizione (spoglio testi antichi e degli esempi tratti dal Vocabolario della Crusca) e l'innovazione (spoglio di autori ottocenteschi non toscani, trattati scientifici, neotoscanismo). In collaborazione con Bernardo Bellini, Giuseppe Meini, Pietro Fanfani e specialisti. Lacune: 1. Etimologie infondate. 2. Assenza di omogeneità nella compilazione delle voci. 3. Mancata corrispondenza tra le sigle usate nella tavola delle abbreviazioni e quelle presenti nei lemmi. Cause: 1. Pluralità dei compilatori. 2. Metodo artigianale. 3. Soggettività di Tommaseo (critiche a Leopardi, misoginia. Esempi: procombere: "L'adopra un verseggiatore moderno, che per la patria diceva di voler rincontrare la morte [...]. Non avend'egli dato saggio di saper neanco sostenere virilmente i dolori, la bravata appare non essere che rettorica pedanteria. Moglie: "C'è delle buone mogli che a certe ore del giorno quasi si meriterebbero il titolo di cattive").

1863 : quinta edizione del Vocabolario della Crusca. Dedicato a Vittorio Emanuele II. 1. Impianto arcaizzante e toscano-centrico attenuato. 2. Cauta apertura ad autori moderni e non toscani. 3. Chiusura al lessico scientifico. 4. Proposta di separare voci morte e vive non portata a termine. Sfortunata edizione: non più rappresentativa della lingua italiana. L' 11 marzo 1923 un decreto del ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile sospese la pubblicazione del Vocabolario, rimasto per sempre incompiuto alla fine della lettera O, alla voce ozono. Fioritura di dizionari metodici e specialistici, che rispondevano all'esigenza di un pubblico che voleva conoscere i termini "nazionali", non più municipali, per designare gli oggetti della vita quotidiana. Tutti su modello d'indagine del D'Alberti di Villanuova. 1. 1846-60, Torino : Vocabolario metodico di Giacinto Carena : riunisce in successione non solo le voci, ma anche le locuzioni, le frasi idiomatiche, i modi del parlato. 2. 1841, Napoli : Vocabolario domestico napoletano e toscano di Basilio Puoti e poi, due suoi allievi: 1850, Napoli : Vocabolario domestico italiano ad uso dei giovani , che confronta sempre napoletano e toscano. 3. 1909-12 : Vocabolario nomenclatore illustrato di Palmiro Premoli , che combina in un'unica opera un dizionario metodico, dell'uso, dei sinonimi ed enciclopedico. A fine secolo nascono i dizionari dell'uso, strumenti non più per soli studiosi, ma per tutti. Capostipite: Novo vocabolario della lingua italiana ( Firenze , 1870-97 ) di Giovan Battista Giorgini e Emilio Broglio. Modello: fiorentino parlato borghese manzoniano; Dictionnaire de l'Académie française. 1. Per la prima volta, respinge gli esempi d'autore ed usa solo esempi d'uso.

  1. Riduce drasticamente gli arcaismi. 3. Distingue i registri. Scarso successo per lentezza editoriale, ma merito di aver affrancato la lessicografia italiana dal giogo degli esempi d'autore. 1875 : Vocabolario della lingua parlata di Giuseppe Rigutini e Pietro Fanfani , che rispetto al Giorgini-Broglio esclude i plebeismi ed i cattivi neologismi. 1887 : Nóvo dizionario universale della lingua italiana di Policarpo Petrocchi , che introduce l'orto epica e divide le pagine in due parti relegando nella parte inferiore gli arcaismi. Molti i dizionari dialettali, che rispondevano al gusto romantico e all'esigenza, per chi si serviva oralmente del dialetto, di conoscere le corrispondenti voci nazionali.

Dal Novecento alla lessicografia contemporanea L'opera che nelle intenzioni del regime fascista avrebbe dovuto sostituire il Vocabolario della Crusca non ebbe maggior successo. 1941 : primo e unico volume (A-C) del Vocabolario della lingua italiana progettato dall' Accademia d'Italia (che nel 1926 aveva preso il posto dell'Accademia dei Lincei) e diretto da Giulio Bertoni. Novità: il voler essere " insieme letterario e dell'uso ": 1. ricco di citazioni di autori contemporanei (Gozzano, Deledda, Pirandello, Bontempelli, Alvaro, Tozzi, Panzini, Ojetti ecc.). 2. Per le voci d'uso comune prescinde dalle citazioni letterarie.

  1. Spesso cita Mussolini. 4. Registra con misura anche termini tecnico-scientifici, neologismi e forestierismi (registrando entro parentesi quadre i prestiti non adatti). 5. Particolare attenzione alle etimologie. Incompiuto: A. Morte dell'autore. B. Guerra. C. Fine regime Venute a mancare opere di riferimento aggiornate e facilmente consultabili, Nicola Zingarelli e Ferdinando Palazzi pubblicarono nel 1922 e nel 1939 il Vocabolario della lingua italiana e il Novissimo dizionario della lingua italiana , in volume unico, ad uso delle scuole e delle famiglie, dando grande contributo alla diffusione della norma linguistica nazionale. Dizionario dei neologismi: Dizionario moderno (otto edizioni, 1905-1942 ) a cura di Alfredo Panzini prima, Bruno Migliorini e Alfredo Schiaffini. Sorprendente: documenta le nuove entrate al loro apparire, giudicandole, ma non prescrivendole. Nel frattempo l'Accademia d'Italia pubblicava elenchi di sostituzioni di forestierismi nel "Bollettino d'Informazioni“ (1941-42). 1955-61 : Dizionario Enciclopedico Italiano dell' Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani. Fusione riuscita tra vocabolario (diretto da Migliorini) ed enciclopedia. 1961-2002 : Grande dizionario della lingua italiana ( GDLI ), curato da Salvatore Battaglia prima e da Giorgio Bàrberi Squarotti poi. Sopperisce alla fine del Vocabolario della Crusca e alle lacune del Tommaseo-Bellini. Cambia ideologia durante i 41 anni di pubblicazione: prima, per contrapporsi al T-B, eccesso di citazioni letterarie, poi apertura a nuove forme testuali

per le mode. Sono i dizionari per antonomasia: ogni famiglia ne possiede uno. Registrano i neologismi, escludendo gli occasionalismi. Spesso evidenziano la disponibilità di una parola. Ex: Giorgini-Broglio, VOLIT, GRADIT, Sabattini-Coletti, Devoto Oli, Zingarelli, Garzanti. Dizionari etimologici : hanno il compito di tracciare la "biografia" di una parola o di una locuzione, indicando la sua origine etimologica. Riportano data e luogo della prima attestazione, che può comunque essere retrodatata o postdatata. La datazione è certa solo per i neologismi. Ex: DEI, DELI, LEI. Dizionari dei sinonimi : registrano, per ogni termine, le parole che hanno sostanzialmente lo stesso significato, fermo restando che la sinonimia assoluta non esiste ed ogni parola ha un proprio registro ed ambito d'uso. Ex: Nuovo dizionario dei sinonimi della lingua italiana di T. Dizionari metodici (analogici, concettuali, sistematici, nomenclatori, ideologici): le parole non sono disposte alfabeticamente, ma raggruppate in base all'affinità delle nozioni che esprimono. Dizionari semasiologici: dal significante al significato / Dizionari onomasiologici: dal significato al significante. Semasiologia: studio del significato e del mutamento di significato di ogni parola. Onomasiologia: ramo della linguistica che studia le diverse attuazioni lessicali di una stessa idea o immagine all'interno di una o più lingue. Ex: Dizionario metodico della lingua italiana di Giacinto Carena, Dizionario nomenclatore illustrato di Palmiro Premoli. Dizionari di neologismi : documentano le parole e le locuzioni nuove di una lingua, compresi gli occasionalismi. Capostipite: Dizionario moderno di Alfredo Panzini. Nell'Ottocento esistevano però raccolte di barbarismi. Mentre nella raccolta di Panzini e Migliorini le voci non erano corredate dai contesti, a partire dal 1968 , con la pubblicazione del Dizionario delle parole nuove di Cortelazzo e Cardinale , sì. Dizionari enciclopedici : condividono molti aspetti dei dizionari dell'uso e dei dizionari storici: vi trovano infatti posto le indicazioni grammaticali, etimologiche, le trascrizioni fonematiche, le definizioni, la fraseologia, le citazione d'autore, cui però si aggiungono trattazioni di carattere enciclopedico. Comprendono anche i nomi propri. Dizionario enciclopedico italiano della Treccani Concordanze : elenco sistematico delle parole di un'opera letteraria e dei passi diversi in cui s'incontrano. Grazie al lavoro del padre gesuita Roberto Busa su Tommaso d'Aquino negli anni Cimquanta prima, e al calcolatore elettrico poi, è nata inoltre la lessicografia computazionale , lista di contesti nei quali una determinata parola appare, con indici di frequenza. Lessico di frequenza : LIF: Lessico di frequenza della lingua italiana contemporanea ( 1971 ) di Umberta Bortolini e LIP: Lessico di frequenza dell'italiano parlato ( 1993 ) di Tullio de Mauro , su cui si basa il GRADIT. Dizionario inverso (retrogrado): le parole sono ordinate alfabeticamente a partire dalla loro ultima lettera. Se ne servono i linguisti per studiare i suffissi, i composti, o chi scrive poesie per trovare le rime. Dizionario inverso italiano di Mario Alinei (1962). Dizionari d'ortografia e pronuncia. Dizionari dialettali. Dizionari gergali.