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Doamnde di diritto tributario, Appunti di Diritto Tributario

Domande e risposte principali dell'esame di diritto tributario

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 08/06/2026

matteodalcastello
matteodalcastello 🇮🇹

6 documenti

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SOSTITUTO A TITOLO D’IMPOSTA
La sostituzione tributaria si presenta in due forme, come sostituzione a titolo di imposta detta anche a
titolo definitivo e come sostituzione a titolo d'acconto.
La sostituzione a titolo di imposta comporta l'applicazione di un'aliquota fissa su un determinato
provento che è così sottratto alla sua inclusione nel reddito complessivo del percipiente. Essa
realizza lo stesso tempo una sostituzione in senso oggettivo e in senso soggettivo poiché
l'obbligazione tributaria è posta a carico di un soggetto diverso da colui che realizza il presupposto.
La sostituzione a titolo di imposta costituisce una deroga rispetto alla tassazione globale e
progressiva e perciò prevista in un numero limitato di casi tra cui:
1. le ritenute sui compensi corrisposti ai lavoratori autonomi non residenti
2. le ritenute sui redditi di capitale spettanti a non residenti.
Il sostituto d'imposta titolo definitivo a differenza del sostituto a titolo d'acconto e unico debitore
dell'imposta verso il fisco.
Tra fisco e sostituito non c'è alcun rapporto quest'ultimo non deve neppure dichiarare i proventi
soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo D'imposta.
Tra sostituto e sostituito vi è un rapporto privatistico poiché in primis vi è un rapporto base che vede il
sostituto in posizione debitrice verso il sostituito, ma il sostituto estingue il suo debito verso il sostituito
versandogli non quanto dovuto secondo il rapporto civilistico originario ma una minor somma come
conseguenza del diritto del sostituto di operare una ritenuta sulle somme che corrisponde.
La posizione del sostituto muta se costui o mette sia le ritenute sia il versamento virgola in tal caso
sostituto e sostituito diventano obbligati in solido.
Ex datore di lavoro che è tenuto a pagare l’IRPEF al posto del lavoratore. Il datore pagherà il
lavoratore il suo stipendio – la quota IRPEF.
RESPONSABILE D’IMPOSTA
Il responsabile è un soggetto che non si sostituisce a chi deve pagare l'imposta ma si affianca a chi
deve pagare l'imposta cioè il responsabile è obbligato in solido cioè insieme ad altri che devono
pagare questa imposta.
Il responsabile non ha realizzato personalmente il presupposto ma è la legge che prevede che in
ragione del ruolo che svolge è venuto a pagare solidalmente l'imposta con chi ha realizzato il
presupposto .
Ex il Notaio per l’imposta di registro quando il notaio fa un atto che deve essere registrato, questo atto
è soggetto a imposta di registro e il notaio è responsabile per quelle imposta, cioè l'imposta deve
essere versata o dal notaio o dagli altri soggetti coinvolti nell'atto perché sono tutti solidalmente
obbligati al pagamento.
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SOSTITUTO A TITOLO D’IMPOSTA

La sostituzione tributaria si presenta in due forme, come sostituzione a titolo di imposta detta anche a titolo definitivo e come sostituzione a titolo d'acconto. La sostituzione a titolo di imposta comporta l'applicazione di un'aliquota fissa su un determinato provento che è così sottratto alla sua inclusione nel reddito complessivo del percipiente. Essa realizza lo stesso tempo una sostituzione in senso oggettivo e in senso soggettivo poiché l'obbligazione tributaria è posta a carico di un soggetto diverso da colui che realizza il presupposto. La sostituzione a titolo di imposta costituisce una deroga rispetto alla tassazione globale e progressiva e perciò prevista in un numero limitato di casi tra cui:

  1. le ritenute sui compensi corrisposti ai lavoratori autonomi non residenti
  2. le ritenute sui redditi di capitale spettanti a non residenti. Il sostituto d'imposta titolo definitivo a differenza del sostituto a titolo d'acconto e unico debitore dell'imposta verso il fisco. Tra fisco e sostituito non c'è alcun rapporto quest'ultimo non deve neppure dichiarare i proventi soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo D'imposta. Tra sostituto e sostituito vi è un rapporto privatistico poiché in primis vi è un rapporto base che vede il sostituto in posizione debitrice verso il sostituito, ma il sostituto estingue il suo debito verso il sostituito versandogli non quanto dovuto secondo il rapporto civilistico originario ma una minor somma come conseguenza del diritto del sostituto di operare una ritenuta sulle somme che corrisponde. La posizione del sostituto muta se costui o mette sia le ritenute sia il versamento virgola in tal caso sostituto e sostituito diventano obbligati in solido. Ex datore di lavoro che è tenuto a pagare l’IRPEF al posto del lavoratore. Il datore pagherà il lavoratore il suo stipendio – la quota IRPEF. RESPONSABILE D’IMPOSTA Il responsabile è un soggetto che non si sostituisce a chi deve pagare l'imposta ma si affianca a chi deve pagare l'imposta cioè il responsabile è obbligato in solido cioè insieme ad altri che devono pagare questa imposta. Il responsabile non ha realizzato personalmente il presupposto ma è la legge che prevede che in ragione del ruolo che svolge è venuto a pagare solidalmente l'imposta con chi ha realizzato il presupposto. Ex il Notaio per l’imposta di registro quando il notaio fa un atto che deve essere registrato, questo atto è soggetto a imposta di registro e il notaio è responsabile per quelle imposta, cioè l'imposta deve essere versata o dal notaio o dagli altri soggetti coinvolti nell'atto perché sono tutti solidalmente obbligati al pagamento.

SOSTITUTO A TITOLO D’ACCONTO

Nella sostituzione a titolo d'acconto il sostituto non è debitore in luogo del soggetto che sarebbe obbligato secondo i criteri generali ma il soggetto passivo di un obbligo di ritenuta e di versamento. A questo obbligo non è propriamente riferibile concetto di sostituzione. Il suo sostituto a titolo d'acconto nei confronti del fisco non è soggetto passivo dell'obbligazione tributaria ma è tenuto per obblighi di natura diversa che hanno come fattispecie l'erogazione di somme al sostituito e sono adempiuti operando alla ritenuta e versando una somma pari alla ritenuta. Il sostituito quando percepisce le somme soggette a ritenuta non ha alcun obbligo verso il fisco ma è in posizione di soggezione rispetto al sostituito, è tenuto cioè a subire la ritenuta. Le ritenute d'acconto per chi le subisce costituiscono un acconto dell'imposta che sarà dovuta sul complesso dei redditi di quel periodo di imposta. Subendo la ritenuta il sostituito acquisisce un diritto di pari ammontare nei confronti del fisco virgola che sarà indicato nella dichiarazione dei redditi e sarà detratto dal debito d'imposta di quell'anno. La sostituzione a titolo d'acconto realizza una forma di riscossione anticipata, la misura delle ritenute del versamento deriva da una aliquota che nella maggior parte dei casi è fissa. Nel caso dei redditi di lavoro dipendente invece variabile, Perché dipende dall'ammontare globale della retribuzione annua. La posizione del sostituito nei confronti del fisco è quella di qualunque altro percettore di reddito ossia le somme che percepisce, al lordo della ritenuta, sono componenti del suo reddito complessivo ma per il fatto di subire le ritenute acquista il diritto di dedurre, dall'imposta globalmente dovuta, l'importo delle ritenute subite. Tale diritto viene acquisito per il solo fatto di aver subito le ritenute. Il sostituito subendo le ritenute viene assoggettato a una tassazione anticipata, per cui acquista il diritto di detrarre l'ammontare delle ritenute subite. La sua obbligazione tributaria si collega al suo reddito globale, comprensivo delle somme assoggettate a ritenuta. Può detrarre le somme che gli sono state ritenute e le ritenute subite fungono da conti di quanto complessivamente dovuto sui redditi di quel periodo. Quindi se il sostituto opera la ritenuta, ma non versa, il sostituito acquista ugualmente una sorta di credito verso il fisco. Se è sostituito non dichiara reddito non assoggettato a ritenuta, il fisco non può pretendere due volte l'imposta punto il sostituto che non effettua le ritenute d'acconto rimane obbligato nei confronti del fisco punto e al tempo stesso permane il suo diritto dovere di rivalersi sul sostituito.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI

La dichiarazione dei redditi deve essere presentata per regola da ogni soggetto che nel periodo di imposta abbia posseduto dei redditi.

Per le dichiarazioni sono trasmesse al fisco in via telematica direttamente dal contribuente o per il tramite di intermediari abilitati punto ma il dichiarante deve conservare l'originale cartaceo da esibire in caso di controlli. Le dichiarazioni Irpef e Irap devono essere presentate entro il 30 settembre dell'anno successivo al periodo dell'imposta punto le dichiarazioni Ires entro il nono mese successivo alla chiusura periodo di imposta. La dichiarazione può essere presentata in forma cartacea dalle persone fisiche che non sono obbligate alla tenuta delle scritture contabili in tal caso è presentata tra il 1 maggio e il 30 giugno di ogni anno. La dichiarazione deve essere sottoscritta dal contribuente o dal legale rappresentante delle società o enti altrimenti è nulla. In caso di dichiarazione non sottoscritta la nullità è sanata se la sottoscrizione è apposta entro 30 giorni, ma si applica una sanzione amministrativa per il ritardo punto le dichiarazioni presentate con ritardo non superiore a 90 giorni non sono considerate omesse punto le dichiarazioni presentate con ritardo superiore si considerano omesse con la conseguenza che l'accertamento avrà la forma di accertamento d'ufficio appunto queste dichiarazioni sono dette ultra tardive. DICHIATAZIONI DI SOGGETTI DIVERSI DAL CONTRIBUENTE I sostituti d'imposta sono tenuti a presentare una dichiarazione dalla quale risultino le somme e i valori corrisposti e le ritenute effettuate. Per le ritenute d'acconto debbono essere indicate le generalità dei percipienti mentre tale indicazione una richiesta per il ritenuta a titolo d'imposta. In caso di liquidazione di società o enti soggetti all'ires o di società di persone o di imprese individuali, il periodo di imposta in corso al momento della messa in liquidazione si conclude con la messa in liquidazione. Riconfigura in questo modo uno speciale periodo di imposta che va dall'inizio del normale periodo imposta sino alla messa in liquidazione. L'obbligo di dichiarare i redditi relativi al periodo pre liquidazione spetta al liquidatore che deve presentare la dichiarazione in via telematica entro 9 mesi da quando ha effetto la deliberazione di messa in liquidazione. In caso di fallimento il curatore deve presentare in via telematica una dichiarazione relativa al periodo intercorrente tra l'inizio del periodo d'imposta in corso alla data del fallimento e l'inizio del fallimento, e una successiva alla chiusura del fallimento entro 9 mesi. In caso di liquidazione coatta amministrativa il commissario liquidatore deve adempiere gli stessi obblighi del curatore fallimentare. EFFETTI DELLA DICHIARAZIONE

  1. La dichiarazione ha una rilevanza procedimentale nella determinazione dell'imposta. Essa è sottoposto al controllo dell'amministrazione e in seguito a condiziona il controllo sostanziale

determina i metodi di rettifica del reddito dichiarato e il tipo di avviso di accertamento. Quando la dichiarazione resa da soggetti che sono obbligati a presentarla anche in assenza di redditi e non reca l'indicazione di un reddito essa non è atto costitutivo dichiarativo dell'imposta per quel periodo ma è un adempimento formale. La dichiarazione esonera l'ufficio dal provare i fatti in essa esposti invece tutto ciò che non emerge nella dichiarazione deve essere provato dall'amministrazione finanziaria.

  1. Rispetto al sorgere delle obbligazioni tributarie alla dichiarazione è da considerare diversamente a seconda che si segua la teoria costitutiva uno di quella dichiarativa punto secondo la prima la dichiarazione elemento della fattispecie costitutiva dell'obbligazione mentre secondo la seconda il presupposto da solo determina per legge il sorgere delle obbligazioni tributarie per cui la dichiarazione è estranea al congegno che genera l'obbligazione.
  2. La dichiarazione è titolo per la riscossione dell'imposta liquidata in base a quanto dichiarato. L'amministrazione finanziaria effettuando la cosiddetta liquidazione automatica il controllo formale può porre in riscossione mediante iscrizione al ruolo le somme non versate ma dovute in base alla stessa dichiarazione.
  3. Infine la dichiarazione dei redditi è titolo costitutivo di un credito del contribuente nel caso in cui l'ammontare complessivo dei crediti d'imposta, dei versamenti e delle ritenute superiore all'ammontare dell'imposta netta sul reddito complessivo. IVA tra il 1 Febbraio e il 30 Aprile di ogni anno deve essere presentata la dichiarazione relativa all'imposta sul valore aggiunto dovuta per l'anno solare precedente punto la dichiarazione deve essere presentata da tutti i soggetti passivi iva anche se non hanno effettuato operazioni imponibili ma sono esonerati i contribuenti che nell'anno solare precedente hanno registrato esclusivamente operazioni esenti. DICHIAR. INTEGRATIVA IN AUMENTO E RAVVEDIMENTO OPEROSO Le dichiarazioni una volta presentate sono acquisite in modo definitivo dal fisco punto il contribuente non può revocarle tuttavia può rettificarli in più o in meno presentando una nuova dichiarazione punto le dichiarazioni dei redditi, dell'irap, ho dei sostituti d'imposta e dell'iva possono essere integrate con la presentazione di una nuova dichiarazione per porre rimedio ad errori o omissioni. La sanzione ridotta in caso di ravvedimento operoso cioè con la presentazione della nuova dichiarazione e il versamento dell'imposta, degli interessi e della sanzione ridotta. La nuova dichiarazione con valore di ravvedimento operoso può essere presentata anche quando la violazione sia già stata constatata ossia iniziato accessi, ispezioni e verifiche oltre ad attività amministrative di accertamento. Le dichiarazioni possono essere rettificate anche in diminuzione punto la dichiarazione non è atto negoziale una mera dichiarazione di scienza e giudizio con riguardo la dichiarazione dei redditi, Irap, dei sostituti e dell'iva, le dichiarazioni in diminuzione cioè indicanti o minore imponibile, possono essere presentate nel termine entro cui l'ufficio può esercitare il potere di rettifica. Decorso tale termine viene meno la possibilità di presentare una dichiarazione correttiva. Non viene mai meno però per il contribuente, la possibilità di far valere in sede amministrativa e processuale, gli errori di

L'autotutela è discrezionale. Presuppone oltre o alla illegittimità dell'atto anche un interesse pubblico attuale e concreto alla rimozione di tale atto. Nelle norme sull autotutela tributaria non si parla mai di interessi da valutare ma solo di atti illegittimi o infondati, da annullare o revocare. La disciplina in ambito tributario e dunque conformata alla natura non discrezionale, ma vincolata dell'attività impositiva. Il ritiro o la correzione dell'atto viziato vanno compiuti in applicazione della regola di buonafede e del principio di legalità la correzione presume dunque il vizio e null'altro ossia è giustificata soltanto dal dovere di ripristinare la legalità. L'esercizio del potere di autotutela tributaria deve essere considerato doveroso se vi sono circostanze che giustificano il superamento della definitività punto può trattarsi di atti o eventi sopravvenuti alla definitività dell'atto da rimuovere o di un sopravvenuto giudicato penale assolutorio.

ACCESSI, ISPEZIONI E VERIFICHE

La forma principale di controllo dei contribuenti è la verifica che consiste in una serie di operazioni che iniziano con l'accesso in un luogo, seguito da ispezioni documentali e altri controlli e si conclude con la redazione di un processo verbale di constatazione. Per gli accertamenti e le ispezioni sono ammessi per fini fiscali ma devono essere regolati dalle leggi speciali punto il legislatore ha ritenuto che la tutela costituzionale del domicilio non riguardi l'accesso nei locali destinati all'esercizio delle attività economiche e l'accesso nei locali degli enti non commerciali e del terzo settore punto per accedere in tali locali non si richiede l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria ma l'autorizzazione del capo dell'ufficio o del comandante di zona. Nel caso di accesso nei locali destinati all'esercizio di arti e professioni è richiesta la presenza del titolare dello studio punto vi è quindi da tutelare il segreto professionale perciò è necessaria l'autorizzazione del procuratore della Repubblica per l'esame di documenti e la richiesta di notizie relativamente alle quali eccepito il segreto professionale. Anche per l'accesso alle abitazioni necessarie oltre all'autorizzazione del capo dell'ufficio l'autorizzazione del procuratore della Repubblica che può essere concessa con atto motivato soltanto in presenza di gravi indizi di violazioni delle norme fiscali allo scopo di reperire libri, registri documenti e altre prove delle violazioni.

AVVISO DI ACCERTAMENTO

E’ un atto amministrativo per cui all'avviso di accertamento si applica tutta la teoria dell'atto amministrativo intesa come elementi, struttura, soggetti competenza nullità e annullabilità della legge 241 del 90.

In particolare l'avviso di accertamento è un atto conclusivo del procedimento con il quale si va accertare che un soggetto deve un determinato importo all'amministrazione finanziaria e alla termine di questo procedimento si adotta l'avviso di accertamento che è l'atto conclusivo. E’ un provvedimento non espressione di quel potere discrezionale della pubblica amministrazione ma è espressione della funzione vincolata, infatti l'amministrazione durante la fase istruttoria del procedimento non ha una discrezionalità nel valutare la situazione di fatto. Deve semplicemente vedere se il soggetto ha posto in essere il presupposto per il quale è dovuto un tributo e se questo presupposto esiste allora sarà dovuto il tributo, altrimenti no. Essendo espressione di attività vincolata questo provvedimento non potrà mai essere viziato per eccesso di potere perché l'eccesso di potere è un vizio che presuppone il potere discrezionale. L'avviso di accertamento viene adottato dall'amministrazione quando il soggetto passivo del tributo non ha presentato la dichiarazione, infatti l'avviso di accertamento sostituisce la dichiarazione se c'è uno non c'è l'altro. Il contenuto di questo provvedimento è la determinazione dell'obbligazione tributaria cioè la quantificazione, dopo aver verificato il presupposto, del tributo dovuto da un preciso soggetto passivo. Per quanto riguarda la struttura è la cosiddetta parte precettiva è un elemento essenziale che deve contenere la determinazione dell'imponibile, qual è il presupposto specifico posto in essere dal soggetto e poi deve dimostrare come è stata calcolata quella cifra che è detta imponibile. La motivazione è fondamentale e si applica per intero l'articolo tre della legge 241 del 90, ossia deve essere chiara, non contraddittoria e logica. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e di diritto che lo hanno determinato virgola in relazione alle disposizioni del decreto sull'accertamento che sono state applicate con riferimento ai singoli redditi delle varie categorie e con la specifica indicazione dei fatti e delle circostanze che giustificano il ricorso a metodi induttivi o sintetici e delle ragioni del mancato riconoscimento di deduzione EO detrazioni. Se il contribuente interviene prima dell'emanazione dell'avviso di accertamento esponendo le sue ragioni sorge l'obbligo della motivazione rafforzata cioè contenente l'esame delle deduzioni del contribuente. Se il contribuente dopo il rilascio nel processo verbale di chiusura delle operazioni di verifica comunica all'ufficio osservazione richieste la motivazione dell'avviso di accertamento ne deve tenere conto. La motivazione deve essere chiara il contribuente deve essere posto in condizioni di conoscere i presupposti di fatto e di diritto che sono alla base del provvedimento impositivo in modo da consentirgli sia di valutare l'opportunità di esperire l'impugnazione giudiziale sia di contestare efficacemente l'an e il quantum debeatur. L'articolo 7 dello statuto prevede nel secondo comma che gli atti dell'amministrazione devono tassativamente indicare l'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato, l'organo o autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame dell'atto e le modalità, il termine, l'organo giurisdizionale o l'autorità amministrativa cui è possibile ricorrere in caso di atti impugnabili tutto. Nel caso di avviso di accertamento in materia di iva imposta sul valore aggiunto che colpisce il consumo è possibile che l'avviso di accertamento venga adottato a seguito di una dichiarazione perché la dichiarazione non contiene l'importo corretto.

L'avviso di accertamento assume denominazioni diverse a seconda del metodo con cui viene determinato l'imponibile punto si distingue dunque tra accertamento analitico e sintetico, analitico contabile ed induttivo, presuntivo, eccetera. L'accertamento analitico del reddito delle persone fisiche e ricostruisce l'imponibile considerandone le singole componenti, più precisamente l'accertamento effettuato quando sono note le fonti dei redditi e si perviene al reddito complessivo sommando i redditi delle singole fonti e categorie. Deve perciò essere motivato con riferimento analitico ai redditi delle varie categorie. ACCERTAMENTO SINTETICO DELLE PEROSNE FISICHE Il reddito complessivo delle persone fisiche può essere determinato con metodo sintetico desume dalle spese sostenute. L'ufficio può adottare si mettono sintetico mettendo a confronto il reddito dichiarato e quello accertabile in via sintetica, senza bisogno di verificare previamente la congruità dei singoli redditi dichiarati. L'accertamento sintetico non è ammesso per qualsiasi scostamento tra quanto dichiarato e il reddito accertabile, ma solo quando il reddito accertabile ecceda di almeno un quinto di quello dichiarato. L'accertamento ha come base le spese di qualsiasi genere sostenute periodo di imposta. Occorre prendere in considerazione tutto ciò che il contribuente e il suo nucleo familiare hanno speso nel periodo di imposta appunto se la somma è superiore al reddito netto dichiarato si presume che la differenza sia il reddito imponibile non dichiarato. L'ufficio può avvalersi del redditometro. Le spese sono quantificate tenendo conto della spesa media per gruppi e categorie di consumi, del nucleo familiare del contribuente. L'ufficio può utilizzare anche voci di spesa non compresa nella tabella allegata al redditometro e prendere in considerazione la quota di risparmio, formatasi nell'anno e non utilizzata. È espressamente previsto l'obbligo del contraddittorio l'ufficio devi invitare il contribuente a con pareri persona per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell'accertamento e successivamente da inviare il procedimento di accertamento con adesione. L'avviso di accertamento deve essere motivato indicando anche le ragioni per cui non sono state accolte le riduzioni con cui il contribuente ha giustificato il maggior reddito. L'ufficio deve indicare nell'avviso accertamento e provare il giudizio infatti su cui si basa la presunzione di un reddito non dichiarato. Il contribuente può opporre di aver utilizzato redditi soggetti a ritenuta alla fonte di titolo d'imposta, redditi esenti, redditi di anni precedenti beni ricevuti per successione o donazione. ACCERTAMENTO ANALITICO-CONTABILE DEI REDDITI D’IMPRESA L'accertamento è effettuato determinando o rettificando singole componenti attive o passive del reddito. Esso presuppone che la contabilità nel suo complesso sia attendibile e che seni di terminino orette singole componenti. Ecco perché hai detto analitico contabile. Vi sono quattro ipotesi di rettifica analitico contabile:

  1. quando si riscontra la violazione di una norma in materia di reddito d'impresa che può comportare variazioni in aumento del reddito fiscale rispetto all'utile civilistico. Un esempio è il caso in cui siano state dedotte quote di ammortamento superiori a quelle ammesse.
  2. Quando si ha riscontrato che non vi è corrispondenza tra la dichiarazione e bilancio cioè vi sia una discordanza tra dichiarazione bilancio e scritture contabili.
  3. Quando si erano rinvenute altre prove documentali da cui risultino in modo certo e diretto gli elementi probatori che determinano la rettifica.
  4. Que il caso dell'accertamento analitico induttivo che è basato su presunzioni punto si prevede che possa essere affermata l'esistenza di attività non dichiarate o l'inesistenza di passività dichiarate anche sulla base di presunzioni semplici purché siano gravi precise e concordanti. Tuttavia può essere fondato anche su gravi incongruenze tra ricavi compensi e corrispettivi dichiarati a quelli disponibili dalle caratteristiche della specifica attività svolta. ACCERTAMENTO INDUTTIVO-EXTRACONTABILE DEI REDDITI D’IMPRESA L'ufficio può procedere ad accertamento induttivo extracontabile solo nei quattro casi tassativamente indicati dalla legge:
  5. quando il reddito d'impresa non è stato indicato nella dichiarazione
  6. quando dal verbale di ispezione risulta che il contribuente non ha tenuto o ha sottratto all'ispezione una o più strutture contabili o quando le scritture non sono disponibili per causa di forza maggiore
  7. quando le omissioni e le false o inesatte indicazioni accertate mediante verbale di ispezione o le irregolarità formali di scritture contabili sono così gravi da rendere nel complesso inattendibili le scritture stesse
  8. quando il contribuente non ha dato seguito all'invito a trasmettere può eseguire atti o documenti che non ha risposto al questionario. In presenza di queste situazioni all'ufficio sono attribuite tre facoltà:
  9. può avvalersi dei dati e delle notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza
  10. può prescindere in tutto o in parte dalle risultanze del bilancio e delle scritture contabili
  11. può avvalersi anche di presunzioni prive di requisiti di gravità precisione e concordanza. Nell'iter che l'ufficio deve seguire occorre distinguere l'accertamento dei presupposti che legittimano l'adozione del metodo induttivo dalla determinazione del reddito punto si tratta cioè di distinguere il giudizio di complessiva inattendibilità della contabilità dal giudizio di stima del reddito. L'ufficio insomma può ritenere inattendibile la contabilità sono in base a prove circostanziate circa le irregolarità contabili punto a questi fini non può servirsi di dati astratti ma deve basarsi su prove concrete, riguardanti il singolo contribuente. Una volta forata l'inattendibilità della contabilità si apre una seconda fase volta a ricostruire il reddito dove l'ufficio può prescindere dalla contabilità e servirsi di dati ed elementi comunque raccolti e di presunzione non esistite da requisiti di gravità precisione e concordanza.

Esso cui si è notificato l'avviso di accertamento può contestare sia di essere coobbligato sia l'obbligazione principale. Nei rapporti tra coobbligati e finisco non vi è dunque differenza tra solidarietà paritaria e solidarietà dipendente. L'amministrazione finanziaria dunque che voglia ottenere il pagamento del tributo dell'obbligato dipendente deve notificare l'avviso di accertamento indicando non solo i presupposti di fatto e di diritto dell'imposta aggravanti e sul debitore principale ma anche la fattispecie ulteriore da cui scaturisce l'obbligazione del coobbligato dipendente. ACCERTAMENTO PARZIALE vi sono dei casi in cui è consentita l'amministrazione di emettere atti di accertamento parziali cioè che non presuppongono un esame complessivo. Un primo caso è rappresentato dalle segnalazioni provenienti dalla direzione generale di accertamento, da pubblica amministrazione ed enti pubblici. L'oggetto delle segnalazioni è costituito da dati concernenti un determinato reddito o da elementi che incidono sulle deduzioni, sulle esenzioni o sulle agevolazioni. Di regola quindi l'accertamento parziale è un accertamento analitico. In base a tali segnalazioni l'ufficio può rettificare la dichiarazione accertando un reddito non dichiarato, il maggiore ammontare di un reddito parzialmente dichiarato o la non spettanza di agevolazioni. L'accertamento parziale dunque si caratterizza sotto due profili per l'oggetto delle segnalazioni per la loro provenienza da fonti esterne all'ufficio. In secondo luogo è parziale anche l'accertamento eseguito dall'ufficio svolgendo accessi, ispezioni e verifiche. Ha la natura parziale di questo accertamento si collegano due conseguenze ossia che resta impregiudicata l'ulteriore eventuale attività e istruttoria e la possibilità di emanare un successivo avviso di accertamento anche in base ad elementi già acquisiti al momento dell'emissione dell'accertamento parziale. L'accertamento parziale non richiede la collaborazione del comune. ACCERTAMENTO INTEGRATIVO O MODIFICATIVO La regola generale secondo cui l'avviso di accertamento è unico e globale non impedisce tuttavia all'ufficio di emettere accertamenti integrativi o modificativi, per effetto della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi la sopravvenuta conoscenza di tali elementi non soltanto non deve essere conosciuta ma non deve essere neppure conoscibile quando fu notificato il precedente accertamento. Il limite posto totale a disposizione all'azione accertatrice degli uffici concerne soltanto gli accertamenti integrativi cioè comportanti un aumento dell'imponibile o dell'imposta precedentemente accertati o modificativi comportanti per esempio una diversa qualificazione del reddito, ma non impedisce all'ufficio gli esercizi del potere di ridurre o annullare il precedente accertamento per esempio per un errato danno al contribuente punto quindi si tratta di un potere di autocorrezione o autotutela. ACCERTAMENTO CON ADESIONE Si tratta di un particolare atto di accertamento previsto in materia di imposte sui redditi e iva E per alcune imposte indirette (successioni e donazioni). L'ufficio prima di emettere un avviso di accertamento notifica l'invito a comparire per l'avvio del procedimento di definizione dell'accertamento punto tale obbligo non sussiste se è stata rilasciata

copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, sei messo l'avviso di accertamento parziale o in tutti i casi di particolare urgenza. Qualora tra la data di comparizione prevista nell'invito è quella di decadenza dell'amministrazione dal potere di notificazione dell'atto impositivo intercorrano meno di 90 giorni il termine di decadenza per la notificazione dell'atto è automaticamente prorogato di 120 giorni. Il contribuente può prendere l'iniziativa dopo che sono stati effettuati accessi ispezioni o verifiche presentando un'istanza con cui chiede all'ufficio di formulare una proposta. L'istanza abbia un confronto tra contribuente d'ufficio che entro 15 giorni dalla ricezione dell'istanza deve inviare al contribuente un invito a comparire. Se dal contraddittorio scaturisce un accordo adesso segue la redazione di un atto di accertamento sottoscritto dal titolare dell'ufficio e per adesione dal contribuente. Nell'accertamento sono indicati gli elementi e la motivazione su cui la definizione si fonda nonché la liquidazione delle maggiori imposte, delle sanzioni e delle altre somme q eventualmente dovute anche in forma rateale. L'accertamento ha dunque contenuto analogo l'accertamento normale deve essere infatti motivato e deve contenere la liquidazione delle imposte degli altri importi dovuti ma a differenza di quello ordinario non è notificato al contribuente, perché è atto dell'ufficio ho scritto anche dal contribuente. Per il contribuente un incentivo a definire il rapporto mediante accertamento con adesione dato dalle sanzioni che sono applicate in misura pari ad un terzo del minimo di tale. Un'altro beneficio può consistere nella riduzione alla metà delle pene previste per i reati tributari e nella non applicabilità delle sanzioni accessorie se il debito tributario derivante dall'accertamento è assolto prima dell'apertura del dibattimento di primo grado. L'accertamento con adesione è un accertamento che nasce definitivo esso impegna infatti il contribuente ed impegni anche l'ufficio, il contribuente non può proporre ricorso avendo preso adesione e l'ufficio non può modificarlo. Vi sono tuttavia dei casi tassativamente previsti in cui l'accertamento può essere integrato con un successivo accertamento e cioè consentito:

  1. se sopravviene la conoscenza dei nuovi elementi dai quali si desume un maggior reddito superiore al 50% del reddito definito
  2. se la definizione riguarda accertamenti parziali
  3. se la definizione riguarda i redditi derivanti da partecipazioni nelle società di persone o da associazioni. Il versamento delle somme dovute deve essere eseguito entro 20 giorni dalla redazione dell'atto dell'accertamento e possono essere versate anche ratealmente dove la prima rata deve essere ovviamente versata entro i primi 20 giorni. La definizione si perfeziona con il versamento dell'intero porto dovuto entro 20 giorni dalla sottoscrizione dell'accertamento con adesione oppure in caso di rateizzazione con il pagamento della prima rata. Per l'accertamento definito con adesione non è soggetta a impugnazione non è integrabile o modificabile da parte dell'ufficio.

La conseguenza è dunque la loro inopponibilità all'amministrazione finanziaria la quale ha attribuito il potere di imporre il pagamento del tributo dovuto in base alla norma elusa a tale avviso di accertamento il contribuente non può opporre di non dovere l'imposta perché il comportamento effettivamente tenuto è diverso da quello sul quale si fonda la pretesa fiscale punto gli avvisi emessi in applicazioni della norma antielusiva sono dunque speciali atti di imposizione. Ai negozi che illudono le norme fiscali non si applica l'articolo 1344 CC secondo cui è nullo per illiceità della causa il contratto che costituisce mezzo per eludere l'applicazione di una norma imperativa. Questa disposizione non è applicabile Perché le norme imperative alle quali si riferisce l'articolo sono le norme civilistiche proibitive. Infatti conferma lo statuto che le violazioni di disposizioni di rilievo esclusivamente tributario non possono essere cause di nullità del contratto. Per quanto riguarda le sanzioni l'articolo 10 bis comma 13 stabilisce che le operazioni abusive non danno luogo a fatti punibili ai sensi della legge penale tributaria resta ferma tuttavia l'applicazione delle sanzioni amministrative. ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE ELUSE L'avviso di accertamento che accerta le imposte l'usa deve essere preceduto a pena di nullità dalla notifica al contribuente di un atto nel quale il fisco indica i motivi per i quali ritiene configurabile un abuso di diritto e richiede al contribuente di fornire chiarimenti. Il contribuente deve rispondere entro 60 giorni. La richiesta di chiarimenti deve essere notificata nei modi previsti per gli avvisi di accertamento entro il termine di decadenza previsto per la notifica dell'atto impositivo. La motivazione dell'avviso deve indicare appena di nullità:

  1. La condotta ritenuta abusiva
  2. le norme e i principi elusi
  3. gli indebiti vantaggi fiscali realizzati
  4. le ragioni per cui l'ufficio non ha condiviso i chiarimenti forniti dal contribuente. Per la riscossione provvisoria dell'imposta oggetto di accertamento antielusivo è consentita per due terzi solo dopo la sentenza di primo grado. In tema di onere della prova l'articolo 10 bis prevede che l'amministrazione finanziaria ha l'onere di provare la condotta abusiva del contribuente ossia la condotta che deve essere indicata nella richiesta di chiarimenti e nell'avviso di accertamento. Il contribuente invece all'organo di provare i fatti che sono alla base delle ragioni extrafiscali che giustificano la sua condotta. NORME CON RATIO ANTIELUSIVA L'elusione può essere contrastata anche con norme antielusive specifiche cioè da norme la cui antielusivo ma non è esplicita ma risiede nella ratio appunto si tratta di norme con cui legislatore interviene nella disciplina sostanziale di un tributo allo scopo di impedire pratiche elusive. Normi antielusive specifiche riguardano ad esempio il riporto delle perdite a seguito di fusione. Un'altro esempio è la norma sul transfer price in base alla quale nei trasferimenti infragruppo è rilevante il prezzo che sarebbe stato pattuito tra soggetti indipendenti in condizioni di libera concorrenza e in circostanze comparabili non il prezzo pattuito.

L'enorme contratio antielusiva negano in via strato un determinato beneficio ma il legislatore prevede un correttivo che consiste nella facoltà dei contribuenti di chiedere nel potere dell'amministrazione di disporre la disapplicazione di una norma antielusiva. E infatti stabilito che possono essere disapplicate le norme tributarie che ha lo scopo di contrastare comportamenti elusivi limitano deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta o altre posizioni soggettive altrimenti ammesse dall'ordinamento tributario nel caso in cui possono verificarsi effetti elusivi. Il contribuente per ottenere la disapplicazione deve presentare un interpello al direttore regionale dell'agenzia delle entrate in cui deve dimostrare che gli effetti elusivi non possono verificarsi. RIQUALIFICAZIONE DEI NEGOZI GIURIDICI La conseguenza di un comportamento abusivo e l'inopponibilità al fisco dei negozi elusivi. Altre cose invece nella riqualificazione dei negozi giuridici con la quale si mira a far emergere al di là dell'apparenza form il vero negozio posto in essere dalle parti punto quando è operata la riqualificazione di un contratto si adottano criteri di interpretazioni formalistici per venire ad una riqualificazione del negozio fondata sulla natura e sugli effetti giuridici dello stesso secondo quanto stabilisce l'articolo 20 del testo unico del registro. DIFFERENZA TRA EVASIONE ED ELUSIONE Nell’evasione fiscale il contribuente si sottrae intenzionalmente agli obblighi fiscali con azioni illecite e fraudolente come l'occultamento di redditi o il mancato pagamento di tributi. Nell’elusione fiscale il contribuente rispetta formalmente le norme ma abusa delle loro previsioni per conseguire benefici non previsti dallo spirito della norma stessa.

RISCOSSIONE

Il testo fondamentale della riscossione il DPR 602 del 1973, le funzioni relative alla riscossione sono attribuite all'agenzia delle entrate che non le esercita direttamente ma mediante l'agente della riscossione. Le funzioni della gente sono incassare le somme pagate mediante versamento diretto e quelle iscritte a ruolo, gestire il conto fiscale, promuovere l'esecuzione forzata ed eseguire i rimborsi. La legge obbliga i contribuenti a versare di propria iniziativa le somme dovute la cosiddetta autotassazione punto il compito dell'amministrazione finanziaria è in primo luogo quello di controllare gli adempimenti dei contribuenti in secondo luogo di formare atti diretti a provocarne il pagamento. Distinguiamo quindi la riscossione cosiddetta spontanea o fisiologica che costa dei pagamenti che contribuenti sono tenuti a eseguire di propria iniziativa inadempimento degli obblighi previsti dalla legge i cosiddetti versamenti diretti E la riscossione in base ad atti emessi dall'amministrazione finanziaria. L'articolo uno del dpr stabilisce che le imposte sui redditi sono riscosse mediante:

Possono essere versate cumulativamente sia le imposte dirette e le ritenute, sia altre imposte, sia i contributi previdenziali assistenziale. I versamenti diretti sono effettuati o direttamente presso gli uffici dell'agente della riscossione o mediante delega irrevocabile ad una banca o alle poste, ma vi sono casi in cui il versamento deve essere effettuata per via telematica tramite intermediario abilitato. COMPENSAZIONE L'articolo 8 dello statuto prevede che l'obbligazione tributaria può essere estinta per compensazione la compensazione è ammessa solo nei casi e nei modi previsti dal regolamenti attuativi della disposizione statuaria o da norme di legge. In sede di versamenti unitari i debiti fiscali e previdenziali del contribuente possono essere assolti mediante compensazione con i crediti dello stesso contribuente ma nei limiti espressamente previsti. Distinguiamo tra compensazione verticale e orizzontale. La compensazione verticale interessa un singolo tributo, con essa è compensato il debito relativo a una data imposta con i crediti relativi alla stessa imposta sorti in un periodo di imposta precedenti e non richiesti a rimborso. La compensazione orizzontale coinvolge non solo imposte diverse ma anche i debiti per contributi previdenziali, coinvolge cioè enti creditori diversi.se sono utilizzati in compensazione crediti inesistenti l'amministrazione finanziaria emana atti di recupero coi quali accerta l'inesistenza del credito ed espone che siano versate le somme che non sono state versate per effetto delle indebita compensazione. La compensazione di crediti inesistenti è punita con sanzione amministrativa dal 100^2 100% dei crediti indebitamente compensati e con sanzioni penale. RISCOSSIONE IN BASE AD AVVISI DI ACCERTAMENTO ESECUTIVI Gli avvisi di accertamento sono anche atti della riscossione e titoli esecutivi di punto diventano esecutivi quando decorso il termine utile per la proposizione del ricorso, ossia 60 giorni dal ricevimento dell'avviso. Gli avvisi esecutivi devono contenere l'intimazione ad adempiere al pagamento degli importi dovuti. Il contribuente se propone ricorso contro un accertamento esecutivo deve versare a titolo provvisorio un terzo della imposta accertata con gliinteressideveversarecioeglistessiimportichepossonoessereiscrittiaruoloatitoloprovvisorio.se non propone ricorso il contribuente deve versare l'intero con la riduzione delle sanzioni prevista in caso di mancato ricorso. Devono essere versati anche interessi per ritardata iscrizione al ruolo e dopo la notifica dell'avviso esecutivo interessi di mora e aggio. Se il contribuente non adempie anche quando sono decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento la riscossione è affidata in carico all'agente della riscossione. L'esecuzione può iniziare dopo che sono decorsi 180 giorni dall'affidamento alla gente. RISCOSSIONE MEDIANTE RUOLO

Il ruolo è il mezzo di riscossione di tutti i tributi per i quali la riscossione non avviene mediante ritenuta alla fonte o versamento diretto o in base all'avviso di accertamento esecutivo. Il ruolo è usato anche per la riscossione delle entrate degli enti locali che abbiano affidato il servizio di riscossione all'agenzia delle entrate se la riscossione non è affidata alla gente il recupero coattivo dei tributi locali avviene mediante ingiunzione fiscale. L'agenzia delle entrate forma il ruolo iscrivendo le somme da riscuotere in base ad un titolo che la legittima riscuotere, ossia la dichiarazione o l'avviso di accertamento. Il ruolo è un atto amministrativo collettivo che racchiude un elenco di somme da riscuotere. In ciascun ruolo sono iscritte le somme dovute dai contribuenti che hanno il domicilio fiscale in comuni compresi nell'ambito territoriale cui il ruolo si riferisce. Il ruolo è sottoscritto dal titolare dell'ufficio o da un suo delegato punto la sottoscrizione attribuisce al ruolo effetti di titolo esecutivo e la data in cui diviene esecutiva deve essere indicata espressamente. E quindi inviato in via telematica all'agente che rende note ai contribuenti le singole iscrizioni mediante notifica della cartella di pagamento. ISCRIZIONI A RUOLO IN BASE ALLA DICHIARAZIONE. L’INVITO AL PAGAMENTO. Le iscrizioni a ruolo presuppongono un titolo che legittimi. Titoli che legittimano sono la dichiarazione di regola l'avviso di accertamento, il provvedimento sanzionatorio è l'atto di contestazione di sanzioni. L'iscrizione al ruolo ha per base la dichiarazione in tre ipotesi:

  1. in caso di mancato versamento di somme che risultano dovute per effetto della liquidazione contenuta nella stessa dichiarazione.
  2. Quando dai controlli automatici dal controllo formale della dichiarazione risulta riscuotibile una somma maggiore di quella versata dal dichiarante.
  3. Quando vi siano da riscuotere imposte sui redditi soggetti a tassazione separata. Prima del ruolo formato per riscuotere somme che risultano dovute in base al controllo automatico l'ufficio deve interpellare il contribuente e inviargli una comunicazione invitando la versare la somma dovuta punto le iscrizioni a ruolo in esito al controllo formale della dichiarazione devono essere precedute al contraddittorio con il contribuente attivato mediante avviso bonario. La cartella di pagamento è nulla se non è preceduta dall'avviso bonario. Prima di procedere all'iscrizione a ruolo derivanti dalla liquidazione di tributi e risultanti dalla dichiarazione, qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, l'amministrazione finanziaria deve invitare il contribuente a fornire chiarimenti necessari o a produrre documenti mancanti entro un termine congruo, comunque non inferiore a 30 giorni dalla ricezione della richiesta. è espressamente sancita la novità degli atti emessi in violazione di tale disposizione. ISCRIZIONI A RUOLO IN BASE AGLI AVVISI DI ACCERTAMENTO Sono riscosse mediante ruolo le somme dovute in base agli avvisi di accertamento, nei casi in cui gli avvisi di accertamento non hanno valore di titolo esecutivo. Occorre distinguere tra iscrizioni provvisorie e iscrizioni a titolo definitivo.