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DOMANDE APERTE ESAME, Sintesi del corso di Psicometria

Risposte argomentate domande aperte.

Tipologia: Sintesi del corso

2024/2025

In vendita dal 18/04/2026

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martinaa.02 🇮🇹

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DOMANDE APERTE TEORIE E TECNICHE DEI TEST
Lezione n.2:
Descrivi la relazione tra sistema numerico e sistema teorico in psicologia: In psicologia, e
in particolare in psicometria, la relazione tra sistema numerico e sistema teorico è
fondamentale per trasformare concetti astratti (come intelligenza, ansia, autostima) in
misure quantitative che possano essere analizzate scientificamente. Il sistema teorico è
l’insieme dei concetti, delle ipotesi e delle relazioni che descrivono un fenomeno psicologico.
Esempi:
Il costrutto di intelligenza (es. capacità di ragionamento, problem solving).
La teoria dei Big Five per la personalità.
L’ipotesi che l’ansia influenzi la performance scolastica.
Questo sistema è astratto e non direttamente osservabile. Il sistema numerico è l’insieme dei
numeri e delle regole matematiche usate per rappresentare operativamente i concetti del
sistema teorico. Esempi:
Punteggi ai test (es. QI = 110).
Scale di valutazione (es. scala Likert da 1 a 5).
Modelli statistici (es. analisi fattoriale, regressione).
Il sistema numerico consente di quantificare e analizzare scientificamente i costrutti
psicologici. Per passare dal sistema teorico a quello numerico, si utilizza il processo di
operazionalizzazione: Trasformare un costrutto astratto in comportamenti osservabili o item
misurabili. Esempio:
Costrutto teorico: Depressione
Operazionalizzazione: risposte a item su un questionario (es. "Mi sento triste", "Dormo
male")
Sistema numerico: somma o media dei punteggi su una scala da 0 a 3
Descrivi la di4erenza tra variabili e costanti: In psicometria, variabili e costanti sono
concetti fondamentali per la misurazione e l'analisi dei fenomeni psicologici. Ciò che
vogliamo misurare viene di solito chiamato attributo o caratteristica o proprietà di un oggetto
o unità di analisi, che è ciò su cui viene compiuta la misura e a cui aWerisce quello che viene
misurato. Ciò che vogliamo misurare è una caratteristica che si manifesta almeno in due
modi diversi ed è per questo detto variabile. Se si manifesta in una sola modalità prende il
nome di costante, e di fatto non ci serve a niente perché non veicola alcuna informazione. Le
variabili sono caratteristiche o attributi che possono assumere valori diversi tra individui o in
momenti diversi. Esempi:
QI (Quoziente Intellettivo): può variare da persona a persona.
Livello di ansia: può cambiare in base alla situazione o nel tempo.
Punteggio a un test di personalità.
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DOMANDE APERTE TEORIE E TECNICHE DEI TEST

Lezione n.2: Descrivi la relazione tra sistema numerico e sistema teorico in psicologia : In psicologia, e in particolare in psicometria, la relazione tra sistema numerico e sistema teorico è fondamentale per trasformare concetti astratti (come intelligenza, ansia, autostima) in misure quantitative che possano essere analizzate scientificamente. Il sistema teorico è l’insieme dei concetti, delle ipotesi e delle relazioni che descrivono un fenomeno psicologico. Esempi:

  • Il costrutto di intelligenza (es. capacità di ragionamento, problem solving).
  • La teoria dei Big Five per la personalità.
  • L’ipotesi che l’ansia influenzi la performance scolastica. Questo sistema è astratto e non direttamente osservabile. Il sistema numerico è l’insieme dei numeri e delle regole matematiche usate per rappresentare operativamente i concetti del sistema teorico. Esempi:
  • Punteggi ai test (es. QI = 110).
  • Scale di valutazione (es. scala Likert da 1 a 5).
  • Modelli statistici (es. analisi fattoriale, regressione). Il sistema numerico consente di quantificare e analizzare scientificamente i costrutti psicologici. Per passare dal sistema teorico a quello numerico, si utilizza il processo di operazionalizzazione: Trasformare un costrutto astratto in comportamenti osservabili o item misurabili. Esempio:
  • Costrutto teorico: Depressione
  • Operazionalizzazione: risposte a item su un questionario (es. "Mi sento triste", "Dormo male")
  • Sistema numerico: somma o media dei punteggi su una scala da 0 a 3 Descrivi la di4erenza tra variabili e costanti : In psicometria, variabili e costanti sono concetti fondamentali per la misurazione e l'analisi dei fenomeni psicologici. Ciò che vogliamo misurare viene di solito chiamato attributo o caratteristica o proprietà di un oggetto o unità di analisi, che è ciò su cui viene compiuta la misura e a cui aWerisce quello che viene misurato. Ciò che vogliamo misurare è una caratteristica che si manifesta almeno in due modi diversi ed è per questo detto variabile. Se si manifesta in una sola modalità prende il nome di costante, e di fatto non ci serve a niente perché non veicola alcuna informazione. Le variabili sono caratteristiche o attributi che possono assumere valori diversi tra individui o in momenti diversi. Esempi:
  • QI (Quoziente Intellettivo): può variare da persona a persona.
  • Livello di ansia: può cambiare in base alla situazione o nel tempo.
  • Punteggio a un test di personalità.

Le costanti sono grandezze che rimangono invariate in un determinato contesto o per un certo gruppo. Esempi:

  • Numero di item in un test (se fisso per tutti).
  • Tempo massimo concesso per un test.
  • Parametro fissato in un modello psicometrico (es. soglia in un modello Rasch). Indichi gli elementi che compongono l’assesment psicologico : L’assesment psicologico è un processo strutturato che ha l’obiettivo di raccogliere e integrare informazioni per comprendere, descrivere e valutare il funzionamento psicologico di una persona. È fondamentale in ambito clinico, scolastico, lavorativo e di ricerca. L’assesment psicologico svolge un ruolo fondamentale nella comprensione della psicologia individuale poiché, grazie all’utilizzo di vari strumenti, consente allo psicologo di indagare, descrivere e spiegare la condizione psicologica dell’individuo. L’assesment è un processo che si svolge a più fasi e gli elementi principali che costituiscono questo processo sono:
  • Osservazioni comportamentali nelle varie situazioni (casa, lavoro, etc.)
  • Checklist (individuazione e definizione dei comportamenti, sentimenti e stati d’animo, la loro descrizione e modalità di rilevazione)
  • Contesto socioculturale
  • Test psicologici
  • Interviste alla persona e ai suoi familiari/amici Documenti come referti medici, perizie o altro. Definisca l’assesment psicologico : L’assesment psicologico è il processo sistematico di raccolta, analisi e integrazione di informazioni psicologiche, con l’obiettivo di comprendere il funzionamento mentale, emotivo, comportamentale e relazionale di un individuo, e fornire indicazioni utili per la diagnosi, l’intervento, l’orientamento o la presa di decisioni. L’assesment psicologico è un procedimento scientifico che utilizza strumenti standardizzati e metodi clinici per valutare aspetti cognitivi, emotivi, comportamentali e relazionali di una persona, al fine di formulare ipotesi diagnostiche, prendere decisioni o progettare interventi. Esso può essere definito come quella procedura di valutazione dell'individuo che permette di descrivere e spiegare la condizione psicologica dell'interessato, fare diagnosi e proporre prognosi, e fornire supporto alle decisioni che lo psicologo deve prendere in merito a quella persona. L'assesment psicologico non deve essere confuso con l'uso dei test psicologici, poiché è un processo molto articolato basato sull'integrazione di informazioni provenienti da varie fonti e strumenti. Per esempio, un bambino con problemi comportamentali potrebbe essere sottoposto a una procedura di assessment che prevede la somministrazione di test di personalità ed intelligenza, interviste faccia a faccia con lo psicologo, osservazioni a scuola e in famiglia da parte di uno specialista, consultazioni di cartelle mediche, valutazione del contesto socioculturale nel quale il bambino è inserito, colloqui con i genitori, gli insegnanti e i compagni. In poche parole, è un processo molto complesso, dettagliato e approfondito che non si esaurisce nella semplice somministrazione di test psicologici, per quanto questi

appunto, una “riflessione” di quel costrutto. Ad esempio, se voglio misurare l’ansia, uso item che riflettono le sue manifestazioni: “Mi sento agitato”, “Mi preoccupo facilmente”, “Dormo male”. Se una persona è ansiosa, tenderà a rispondere “sì” a tutti questi item. In pratica, i modelli riflessivi funzionano bene quando misuriamo tratti psicologici interni che producono eWetti osservabili; i modelli formativi sono più adatti quando costruiamo un indice che rappresenta un concetto complesso aggregando elementi diversi. Scrivi l'equazione fondamentale della teoria classica dei test e descrive significato di ciascun termine : L’equazione della Teoria Classica dei test è: X= T + E Dove:

  • X = Punteggio osservato (Observed score): è ciò che otteniamo realmente dal test, comprensivo di eventuali errori.
  • T = Punteggio vero (True score): rappresenta il valore “reale” o atteso del costrutto che vogliamo misurare (es. abilità, ansia). È definito come la media del punteggio osservato su un numero infinito di somministrazioni allo stesso soggetto
  • E = Errore (Error score): corrisponde alla deviazione casuale tra il punteggio osservato e quello vero, attribuibile a fattori accidentali come distrazioni, momenti di aWaticamento, condizioni ambientali Questa equazione è il cuore della teoria classica dei test (o Classical Test Theory, CTT), che è uno dei modelli psicometrici più utilizzati per comprendere e costruire test psicologici, scolastici e attitudinali. La formula dice che ogni volta che una persona sostiene un test e ottiene un punteggio (X), quel numero non è una misura “pura” della sua abilità, intelligenza o stato emotivo, ma è composto da due parti:
  • Una parte vera (T, il punteggio vero), che riflette quanto la persona possiede eWettivamente del tratto o della caratteristica che stiamo cercando di misurare;
  • Una parte di errore (E, l’errore di misura), che è tutto ciò che può alterare il punteggio in modo casuale e non sistematico. Descrivi i modelli di misura riflessivi : I modelli riflessivi sono un tipo di modello psicometrico in cui si assume che un costrutto psicologico latente (cioè non direttamente osservabile, come l’ansia, l’autostima, l’intelligenza) sia la causa delle risposte che una persona dà ai vari item di un test. In parole semplici: Se una persona ha molta ansia, allora tenderà a rispondere positivamente a tutte le domande che riflettono sintomi d’ansia: preoccupazione, tensione muscolare, insonnia, ecc. Sono usati quasi sempre nella costruzione di test psicologici tradizionali, per misurare:
  • Tratti di personalità (es. estroversione, nevroticismo)
  • Stati emotivi (ansia, depressione)
  • Capacità cognitive (es. intelligenza fluida)
  • Atteggiamenti e motivazioni

Perché? Perché in questi casi si presume che ci sia una causa psicologica interna che produce una serie di comportamenti o sensazioni osservabili. Lezione n.6: Definisci che cos'è lo scaling e qual è il suo esito : In psicometria, lo scaling è il processo attraverso cui si assegnano dei numeri a caratteristiche psicologiche (come abilità, atteggiamenti, emozioni, tratti di personalità) in modo da poterle quantificare e analizzare. Lo scaling ha come esito l'assegnazione ad un individuo di un numero che indichi il grado in cui lui o lei possiedono la caratteristica che il test si propone di misurare. Lo scaling serve a trasformare qualità psicologiche astratte in punteggi numerici, aWinché possano essere misurate, confrontate e interpretate. Lo scaling è il passaggio fondamentale per:

  • costruire test e questionari psicologici,
  • rendere comparabili i risultati tra persone,
  • definire livelli o gradi di un certo tratto (es. basso, medio, alto livello di ansia),
  • permettere analisi statistiche sui dati psicologici. Esempio: Prendiamo il tratto della soddisfazione lavorativa. Non possiamo misurarlo direttamente come si fa con l’altezza o il peso. Ma possiamo creare un insieme di item (domande) e far rispondere le persone su una scala da 1 a 5 (dove 1 = per niente soddisfatto, 5 = molto soddisfatto). La scalatura consiste nel decidere come attribuire un significato numerico alle risposte e come combinarle in un punteggio finale. Lezione n.7: Definisci la di4icoltà di un item all'interno del modello di Rasch : Il modello di Rasch è un modello probabilistico che descrive come la probabilità di rispondere correttamente a un item (una domanda del test) dipenda da:
  • La competenza (o il livello del tratto latente, es. abilità, ansia, atteggiamento) della persona;
  • La diWicoltà dell’item. In pratica, è un modello che mette in relazione persone e item su un’unica scala logica e continua. Georg Rasch ha posto il problema della misurazione psicologica in termini probabilistici: una persona che ha un'abilità maggiore di un'altra dovrebbe avere maggiore probabilità di rispondere correttamente ad uno specifico item rispetto ad una persona con una minore abilità, mentre se un item è più diWicile di un altro significa che per ogni individuo, indipendentemente dalla sua abilità, la probabilità di rispondere correttamente al secondo item è maggiore. Questo tipo di approccio in cui la risposta all’item è funzione non solo del grado di caratteristica posseduta dalla persona ma anche dalla diWicoltà della domanda, prende il nome di Item Response Theory. Nel modello di Rasch, la diWicoltà di un item (di solito indicata con la lettera b) è il punto sulla scala dell’abilità (θ) in cui una persona ha il 50% di probabilità di rispondere correttamente a quell’item. L'autore si pone il problema della concatenazione: dati due oggetti A e B, può essere possibile stabilire che rispetto ad una

compito che deve svolgere la persona e nel modo in cui deve essere fornita la risposta. Quello che non si deve mai dimenticare è che le persone non rispondono agli item, ma quello che comprendono degli item. Questo significa che se utilizziamo termini che la persona che compila il test non conosce, la risposta che otterremmo non sarà attendibile. Poniamo il caso che l'item in questione sia “sono una persona assertiva” e che il compito del rispondente sia quello di dire quanto questa formazione lo descrive, da “per niente” a “completamente”. Se chi compila il test non sa cosa significa “assertivo”, potrebbe: 1) non rispondere; 2) rispondere a caso; 3) rispondere sulla base di quello che pensa significhi il termine che non conosce. Il fatto che alcune persone possano non conoscere significato delle parole utilizzate negli item è solo uno dei potenziali problemi. Prendiamo un item come “per me è importante avere le persone importanti al mio fianco”. L'item potrebbe essere stato concepito per valutare il desiderio di alcune persone, che nella ricerca di prestigio e successo, vogliono avere accanto a sé persone importanti, nel senso di quelle che contano. Se però la persona che risponde intende per “persone importanti” le persone che considera importanti sul piano aWettivo, la sua risposta non rifletterà il costrutto che vogliamo misurare. Questo esempio dovrebbe illustrare uno dei principali pericoli che si concorrono quando si scrivono gli item: dare per scontato che chi compilerà il test ci leggerà nel pensiero e capirà esattamente cosa intendiamo. Centralità rispetto al contenuto e al contesto: Per quanto un'accurata selezione delle operazionalizzazioni possibili dovrebbe aver già risolto il problema di impiegare contenuti coerenti con la definizione del costrutto, al momento della generazione degli item potrebbe capitare che non tutti gli stimoli soddisfino la condizione di centralità rispetto al contenuto o al contesto. Nei test di prestazione tipica potrebbe facilmente accadere di generare item che non risiedano idealmente sul continuum di ciò che vogliamo misurare. Per esempio, se vogliamo misurare l'atteggiamento nei confronti della guerra sul continuum pacifismo- militarismo, un item che esprime un atteggiamento netto sfavorevole nei confronti della guerra potrebbe essere “Le guerre non dovrebbero esistere”, mentre un item che esprime invece un atteggiamento di netto favore potrebbe essere “La guerra è l'unica soluzione ai problemi internazionali”. Tutti gli altri item dovrebbero rappresentare posizioni intermedie di favore, come “Se un altro popolo cercasse di invadere il mio paese, la resistenza armata sarebbe giustificata”. Se utilizzassimo un item del tipo “La guerra stimola lo sviluppo tecnologico”, il grado di accordo con l'aWermazione non sarebbe coerente con lo scopo di misurazione, ossia misurare l'atteggiamento di favore o sfavore nei confronti della guerra dato che una persona potrebbe essere completamente d'accordo con l'aWermazione indipendentemente dal suo atteggiamento nei confronti della guerra. Non oWensività e inclusività del linguaggio: Ogni persona possiede una propria sensibilità e suscettibilità, e dato che in quanto psicologi siamo eticamente responsabili del nostro benessere psicofisico, non possiamo proporre prove che appaiano oWensive, minacciose, volgari o lesive della privacy di chi le compila. In questo senso, la non oWensività diviene un problema nel momento in cui l'oggetto della misurazione può riguardare dati intimi della persona, come l'etnia di appartenenza, l'identificazione di genere, l'orientamento religioso o

politico, l'assunzione di sostanze, la condizione medica o psicopatologica, la propria igiene personale o il reddito. In questi casi, può risultare molto diWicile riuscire a formulare item che non suonino come intrusivi della privacy della persona che li compila. In genere, comunque occorre prestare attenzione al fatto che le formulazioni degli item non risultano in qualunque modo minacciose o inquisitorie. Le psicologhe e gli psicologi si sono impegnati per impedire qualunque forma di discriminazione e favorire l'inclusività. Il modo in cui si riferiscono ad alcune categorie di persone fa parte solo di questo orientamento. Nella maggior parte dei casi aderire a questa linea di condotta è relativamente facile, perché basta tenere presenti alcune semplici regole. Una di queste è quella di evitare di identificare una persona con la sua diagnosi clinica utilizzando termini come “i tossicodipendenti”, “i disabili”, “gli autistici”, ma di porre in primo piano che ci si sta innanzitutto riferendo a persone, preferendo formulazioni come “Le persone con disturbo dello spettro autistico”, “Le persone con disabilità”, “ Le persone che abusano di sostanze”, Un altro aspetto importante da considerare è la questione relativa al sesso biologico e all'identificazione di genere. Il sesso biologico riguarda i caratteri sessuali con i quali una persona nasce. Possono essere maschili, femminili o più raramente una combinazione di maschili e femminili: in questo caso la persona viene definita intersessuale. L'identità di genere riguarda la propria percezione di appartenere ad un genere culturalmente e socialmente definito, indipendentemente dal sesso biologico di nascita. Sono transgender le persone che si identificano in modo transitorio o persistente con un genere diverso da quello assegnato alla loro nascita, mentre sono cisgender le persone che si riconoscono nel genere che viene loro attribuito alla nascita. Ogni persona può preferire che ci si rivolga a lei con un pronome che rifletta la sua identificazione di genere. In questi casi l'opzione migliore sarebbe quella di utilizzare un genere neutro che includa chiunque, che però in italiano non esiste. L'italiano è una lingua in cui il genere grammaticale è pervasivo e il maschile è tradizionalmente considerato l'opzione generica utilizzata col valore di neutralità. Se diciamo “gli studenti” ci immaginiamo un gruppo di persone che comprende qualunque genere, mentre se diciamo “le studentesse” l'immagine che viene in mente è quella di un gruppo composto da solo ragazze. Un linguaggio inclusivo presuppone l’abbandono dell'uso del maschile generico o neutro in riferimento a gruppi eterogenei, al di là dell'identità di genere delle singole persone coinvolte, in favore di un genere neutro, che non sia maschile o femminile. Nel momento in cui questo manuale veniva pubblicato erano presenti soluzioni come l'utilizzo dell’alternativa (per esempio, “mi sento delusa/o), l’asterisco egualitario, l’utilizzo dello schwa o della “u”, da sostituire alla declinazione maschile o femminile delle persone. Queste soluzioni, tuttavia, stanno facendo fatica ad essere accettate perché al momento non esiste un suono da attribuire all'asterisco o allo schwa: il loro utilizzo negli item di un test può quindi rendere complessa la lettura, soprattutto per persone con diWicoltà di lettura. Allo stato attuale queste soluzioni per l'utilizzo di un italiano più neutro e inclusivo vengono applicate per lo più da comunità ristrette, ma è probabile che nel futuro immediato le cose possano cambiare. In ogni caso, vale la regola di tenere a mente le caratteristiche della popolazione a cui il test è rivolto: in caso di dubbi, la soluzione più semplice è quella di rivolgersi a persone di quella popolazione per chiedere quali siano i linguaggi e i termini più appropriati da utilizzare nel test o nel questionario.

questione non è aWatto banale, perché le risposte ai due tipi di domanda attivano processi mentali diversi, sia in termini di comprensibilità sia in termini di processi di memoria necessari. Le domande aperte richiedono un processo di memoria di rievocazione, ossia quel processo nel quale la persona deve ricordare verbalmente un contenuto relativo a qualcosa che ha studiato o qualcosa che ha vissuto. La rievocazione può essere di tre tipi:

  • Libera: ricordo del materiale senza che siano fornite indicazioni particolari. Si chiede per esempio alla persona di esporre le sue opinioni sui quali possono essere i comportamenti che considera rischio per la salute oppure di parlare degli stadi di sviluppo del pensiero di Piaget
  • Guidata: permettere il recupero di informazioni mediante i piccoli indizi e suggerimenti che dovrebbero favorire il ricordo. È tipica delle interviste strutturate, come possono essere le interviste cognitive che aiutano i testimoni di un evento a recuperarne i dettagli che con la rievocazione libera avrebbero diWicoltà a riferire
  • Seriale: richiede il recupero delle informazioni mediante un ordine stabilito ed è tipica delle ricerche di psicologia sperimentale sulla memoria Le domande chiuse presuppongono un processo di memoria completamente diverso, ossia quello di riconoscimento. Poiché sono presenti alternative di risposta, la persona non deve cercare in memoria la risposta ma deve individuare l'alternativa, tra quelle proposte, che soddisfa il criterio richiesto. Definisci test di prestazione tipica, fornisci un esempio di test di questo tipo è un esempio di item utilizzato in questo tipo di test : I test di prestazione tipica sono strumenti psicologici progettati per valutare comportamenti abituali, atteggiamenti, preferenze, valori, interessi e tratti di personalità di un individuo. A diWerenza dei test di prestazione massima, che misurano cosa una persona è in grado di fare al massimo delle sue capacità, i test di prestazione tipica si concentrano su come una persona si comporta normalmente nelle situazioni quotidiane o abituali. Quando si costruisce un test di prestazione tipica, prima di scrivere gli item è fondamentale decidere il formato della risposta che dovrà fornire la persona, in modo da tarare l'impostazione degli item. Gli item a risposta chiusa come Sì/No, Vero/Falso e Mi piace/Non mi piace sono comunemente utilizzati nei test di prestazione tipica, soprattutto nei questionari di personalità, negli inventari di interessi e negli strumenti per l’orientamento o la selezione. Item si/no e vero/falso: Gli item con formato di risposta si/no sembra normai roba da museo, dato che è raro vederli utilizzati nei test moderni. La formulazione degli item per un formato di risposta di questo tipo è abbastanza agevole, dato che deve consistere in brevi aWermazioni, molto spesso in prima persona, come “Ho paura dei ragni” o “Mi commuovo quando guardo un film drammatico”. In genere questi item sono di facile comprensione di rapida compilazione da parte delle persone, il che costituisce un fattore protettivo nei confronti dei possibili bias di risposta. Non di meno, nelle istruzioni del test occorre invitare chi risponde a non riflettere troppo sulla risposta e ad indicare l'alternativa che sembra più corrispondente al suo caso. Il pericolo è che alcuni tipi di persone, in particolare quelle con tendenze

ossessive-compulsive, cominciano a spaccare il capello in quattro e quindi ad abbandonarsi a ragionamenti del tipo “ Ho paura dei ragni? Dipende ”. In altri casi potrebbe capitare che chi compila il test comincia a lagnarsi dell’eccessiva semplicità dell'item, rendendola inadeguata a cogliere le complessità dei loro pensieri, sentimenti e comportamenti. Fra queste persone si trovano quelle che risponderebbero a tutte le domande “dipende”. Le più intraprendenti arrivano anche a disegnare sul foglio delle risposte con una casella con una terza alternativa di risposta intermediaria tra “si” e “no”, rendendo di fatto inutilizzabile la loro risposta. Esempio: "Mi sento spesso ansioso senza un motivo preciso." ☐ Sì ☐ No Item mi piace/non mi piace: Questo formato di risposta è molto impiegato nelle scale sulle preferenze e spesso è costituito da una sola parola. In questo caso, l'abilità di chi sviluppa il test risiede principalmente nello scegliere i termini salienti rispetto a ciò che intende misurare. A dire la verità anche questo formato di risposte è abbastanza raro e lo troviamo in alcune scale inspiegate in psicologia sociale. Questi item sono tipici degli inventari degli interessi o questionari attitudinali, e servono a esplorare le preferenze personali. Esempio: "Lavorare in laboratorio" ☐ Mi piace ☐ Non mi piace Lezione n.11: Descrivi tre indicazioni a sua scelta tra quelle previste nelle linee guida per la formulazione degli item di prestazione tipica : Nei test di prestazione tipica gli item sono in genere costituiti da brevi aWermazioni che, in relazione al costrutto misurato, descrivono stati d’animo (“ Mi sento un fallimento”), desideri (“Vorrei essere famoso”), atteggiamenti (“Mi piacciono i gatti”), opinioni (“Ritengo la mia vita noiosa”), convinzioni (“Le altre persone cercano costantemente di ingannarmi”), interessi (“Mi piacciono le mostre di pittura”). In alcuni casi, gli item possono essere singole parole, come nelle checklist di aggettivi per la valutazione della personalità. Nel caso degli item con parole singole non esistono linee guida per la loro costruzione, dato che la questione è fondamentale da risolvere riguarda soprattutto la rappresentatività del campione di termini rispetto al dominio di contenuto si intende indagare appunto nel caso delle aWermazioni, invece, la questione della formulazione degli item riveste un ruolo centrale nella buona riuscita dello sviluppo dello strumento. Il modo in cui viene formulato un item può generare una non trascurabile quantità di distorsioni nelle risposte da parte delle persone, per cui occorre seguire alcune regole che limitano questi bias: Adeguare il linguaggio alle competenze linguistiche della popolazione target: Per essere chiaro, l'item deve contenere parole che le persone della popolazione a cui il test è rivolto

Consideri l'item: “Non mi preoccupo di non piacere troppo alla gente” (1= molto in disaccordo; 2= abbastanza in disaccordo; 3= abbastanza d'accordo; 4= molto d'accordo). Descrivi: A) di che item si tratta; B) perché non è formulato bene : L’item “Non mi preoccupo di non piacere troppo alla gente” è una frase ambigua e poco chiara per uno strumento psicometrico valido. Di cosa si tratta : Questo item sembra voler valutare la preoccupazione per l’approvazione sociale, ovvero quanto una persona è influenzata dal desiderio di piacere agli altri o dal timore di non essere gradita. Rientra quindi nel dominio della desiderabilità sociale, dell’ansia sociale o di tratti come l’autonomia emotiva o la sicurezza personale. Perché non funziona bene : Ci sono diverse criticità nella formulazione: Doppia negazione confusiva: La frase “Non mi preoccupo di non piacere” contiene una negazione all’interno di un’altra negazione, creando ambiguità interpretativa. Non è chiaro se chi risponde debba concentrarsi sull’“essere preoccupato” o sul “non piacere”. Ad esempio: una persona potrebbe interpretarlo come “sono tranquillo se non piaccio”, mentre un’altra potrebbe leggerlo come “sono preoccupato di piacere troppo”. Costrutto poco specifico: Il concetto di “piacere troppo alla gente” è vago e aperto a interpretazioni soggettive. Cosa significa “piacere troppo”? Troppo rispetto a cosa? In che contesto (lavorativo, sociale, aWettivo)? Rischio di risposta socialmente desiderabile: Alcuni potrebbero rispondere cercando di apparire sicuri di sé o indipendenti dal giudizio altrui, più che essere sinceri, soprattutto in contesti di selezione o valutazione. Tono eccessivamente colloquiale: L'espressione “piacere troppo alla gente” è più da linguaggio parlato che da item psicometrico strutturato. Una formulazione più neutra e tecnica favorirebbe una risposta più aWidabile. Per migliorarne la chiarezza e l'eWicacia psicometrica, si potrebbe riscrivere in modo diretto e senza negazioni, ad esempio:

  • “Mi preoccupo di non essere ben accettato dagli altri.”
  • “È importante per me piacere alle persone che mi circondano.”
  • “Mi sento a disagio se penso che qualcuno possa non gradirmi.” Lezione n.12: Descrivi cosa sono i response sets e ne descriva uno : I response sets (in italiano, “stili di risposta” o “tendenze di risposta”) sono modi sistematici e ricorrenti con cui un individuo risponde agli item di un questionario, indipendentemente dal contenuto reale delle domande. In altre parole, chi risponde tende a seguire una strategia automatica o distorta piuttosto che riflettere veramente sul significato di ogni item. Questo può compromettere la validità dei

risultati ottenuti. L’acquiescenza è la tendenza a essere d’accordo con gli item (a scegliere “abbastanza d’accordo” o “molto d’accordo”) indipendentemente dal contenuto della domanda. Esempio pratico: Una persona con questo stile potrebbe rispondere positivamente sia a:

  • “Mi sento spesso ansioso in situazioni sociali”
  • “Mi sento sempre sicuro in situazioni sociali” Anche se le due aWermazioni sono in contraddizione, la persona risponde “d’accordo” a entrambe per abitudine o desiderio di compiacere. Altri tipi comuni di response sets:
  • Desiderabilità sociale: rispondere in modo da apparire positivi o ben visti (es. “Non mento mai” – risposta: “Molto d’accordo”, anche se irrealistica).
  • Stile centrato: scegliere sempre le risposte centrali (es. “né d’accordo né in disaccordo”).
  • Stile estremo: preferire le opzioni estreme della scala (es. sempre “1” o “4”).
  • Risposte casuali: dare risposte senza attenzione o riflessione (spesso rilevabile tramite inconsistenze logiche). Definisci la desiderabilità sociale e descrivi gli accorgimenti nella generazione degli item che possono aiutare a contrastarla : La desiderabilità sociale è una tendenza sistematica dei rispondenti a fornire risposte che appaiano socialmente accettabili, moralmente corrette o positive, piuttosto che risposte autentiche e sincere. In altre parole, le persone rispondono come “dovrebbero” rispondere, non necessariamente come pensano o agiscono davvero, per dare una buona impressione di sé.
  • “Aiuto sempre chi è in diWicoltà, anche se non lo conosco.”
  • “Non ho mai detto una bugia.” Queste aWermazioni sono diWicili da negare senza apparire “cattive persone”, quindi tendono a generare risposte falsate. Accorgimenti per contrastare la desiderabilità sociale nella costruzione degli item: Usare formulazioni neutre o realistiche:
  • Meglio: “Mi capita a volte di evitare situazioni in cui potrei sentirmi a disagio.”
  • Peggio: “AWronto sempre ogni situazione con sicurezza.” Le aWermazioni assolute o idealizzate aumentano il rischio di risposte falsate. Bilanciare item positivi e negativi: Alternare aWermazioni desiderabili e meno desiderabili (anche invertendo la direzione degli item) aiuta a individuare incoerenze. Evitare termini moralmente o socialmente caricati: Parole come “sempre”, “mai”, “buono”, “corretto”, “onesto” ecc. vanno usate con cautela. Inserire item “mascherati” o indiretti: Trattare il costrutto in modo indiretto, usando esempi di situazioni comuni, aiuta ad aggirare le risposte intenzionalmente distorte. Esempio: invece di

trascurabili, sia stabili e quindi dei veri e propri tratti di personalità. Due tra i più noti response sets (cioè schemi di risposta sistematici e non legati al contenuto degli item) sono: Acquiescenza (o stile acquiescente): È la tendenza del rispondente ad essere d'accordo con le aWermazioni contenute nel questionario, indipendentemente dal loro contenuto. Esempio: In un test con item come:

  • "Sono spesso organizzato."
  • "Mi capita di dimenticare impegni importanti." Un soggetto acquiescente potrebbe rispondere “d'accordo” a entrambe, anche se sono logicamente opposte. Conseguenze: Distorsione delle risposte, aumento della correlazione artificiale tra item, riduzione della validità del test. Desiderabilità sociale (o social desirability bias): È la tendenza a rispondere in modo da apparire favorevoli o accettabili agli occhi degli altri, piuttosto che in modo veritiero. Esempio: Un soggetto potrebbe rispondere "mai" alla domanda:
  • "Ti capita di mentire?" Anche se nella realtà sa che capita occasionalmente, per non apparire immorale o scorretto. Conseguenze: Compromette la validità dei test autovalutativi, in particolare quando si misurano tratti sensibili (onestà, altruismo, impulsività, ecc.). Entrambi questi response set sono fonti di bias sistematico che influenzano la qualità delle risposte e possono compromettere l’interpretazione dei risultati. È quindi fondamentale tenerne conto nella costruzione, somministrazione e interpretazione dei questionari. Definisci gli item straight e gli item reverse e fornisci un esempio per ciascuno dei due tipi di item : Nel contesto della costruzione di questionari, si parla spesso di item straight e item reverse. Questi due tipi di item si distinguono in base al modo in cui sono formulati e all’eWetto che la loro formulazione ha sull’interpretazione del punteggio. Gli item straight sono quelli scritti in modo diretto e positivo: un punteggio più alto corrisponde sempre a un livello maggiore del tratto psicologico che si vuole misurare. Per esempio, in un questionario sull’autostima, una frase come “Mi sento sicuro delle mie decisioni” è un item straight. Se una persona è davvero sicura di sé, tenderà a rispondere con un alto livello di accordo, per esempio “molto d’accordo” su una scala Likert. Al contrario, gli item reverse (o item invertiti) sono formulati in modo opposto: presentano una visione negativa o contraria del costrutto. Riprendendo l’esempio di prima, un item reverse sull’autostima potrebbe essere: “Spesso mi sento insicuro quando prendo decisioni”. In questo caso, una risposta alta indica una bassa autostima. Per questo motivo, prima di analizzare i dati, è necessario invertire il punteggio di questi item, così da uniformarlo agli item positivi: ad esempio, su una scala da 1 a 5, un 5 diventerà 1, un 4 diventerà 2, e così via. L’utilizzo combinato di item straight e reverse è molto utile, perché permette di controllare alcuni errori sistematici nelle risposte. In particolare,

aiuta a contrastare la cosiddetta acquiescenza, ovvero la tendenza a rispondere “sì” o “d’accordo” a tutto, senza valutare davvero il contenuto della domanda. Inoltre, gli item reverse possono aiutare a individuare risposte poco attente o automatiche. Definisci le categorie di item reverse e fornisca un esempio per ciascuna categoria : Quando si parla di item reverse, si fa riferimento a quegli item nei questionari che sono formulati in modo da esprimere un concetto opposto o in contrasto con altri item "positivi" (chiamati item straight). Questi item hanno lo scopo principale di controllare la coerenza delle risposte e ridurre il rischio di bias come l’acquiescenza (cioè la tendenza a dire sempre “sì” o ad essere sempre d'accordo). Tuttavia, non tutti gli item reverse sono uguali: esistono diverse categorie, a seconda del modo in cui viene introdotta l’inversione. Generare item reverse non è sempre così semplice come potrebbe sembrare, in quanto non è sempre possibile scrivere item reverse altrettanto significativi, non ambigui e adeguati di quelli straight. In base alla procedura con la quale sono formulati, alcuni autori hanno individuato tre diverse categorie di item reverse: polar opposites, negated regular e negated polar opposites. Quando si costruiscono questionari psicologici o test, è importante includere item che vadano in direzioni opposte, cioè item "reverse", per evitare che chi risponde scelga sempre la stessa opzione in modo automatico. Ci sono diversi modi per creare questi item, e ognuno ha le sue caratteristiche. Tra le strategie più comuni troviamo:

  • Polar opposites
  • Negated regular
  • Negated polar opposites Polar opposites: Gli item di tipo polar opposite usano un termine che ha significato contrario rispetto a quello dell’item originale, senza inserire negazioni grammaticali. In altre parole, non si scrive “non sono felice”, ma si scrive direttamente “sono triste”. Per esempio:
  • Item originale (straight): “ Mi sento calmo .”
  • Item polar opposite: “ Mi sento agitato.” Questo tipo di item è chiaro e diretto, e spesso risulta più naturale da leggere. Tuttavia, non è sempre detto che due termini siano davvero esattamente opposti. Per esempio, “non felice” non è sempre uguale a “triste”, perché potrei anche sentirmi semplicemente neutrale. Negated regular: Questa è la forma più semplice e letterale di item reverse. Consiste nel prendere l’item originale e aggiungere una negazione come “non”, “mai”, “nessuno”. È un modo immediato per invertire il significato dell’aWermazione, ma non sempre risulta facile da capire, soprattutto se la frase è lunga o contiene altre negazioni. Esempio:
  • Item originale: “ Mi piace lavorare in gruppo .”
  • Item negated regular: “ Non mi piace lavorare in gruppo .”

dell'item, la scala di risposta. In altri termini, se la scala di risposta va da “completamente in disaccordo” a “completamente d'accordo”, per alcuni item i punti della scala di risposta seguiranno questo ordine, per altri l'ordine inverso, da “completamente d’accordo” a “completamente in disaccordo”. Per quanto i suoi risultati supportino questa posizione, l'impressione che questo tipo di scale di risposta in test con molti item possa costituire un carico di lavoro cognitivo supplementare che potrebbe vanificare il vantaggio dall'aver contenuto la acquiescenza. Kline sottolinea come gli item reverse abbiano la massima eWicacia quando la risposta negativa al comportamento è rilevante quando c'è una chiara dicotomia nelle risposte, senza che vi sia la possibilità di uno spazio intermedio di incertezza. In altri termini, ci sono casi favorevoli, in cui la polarità dell'item ha un suo senso dal punto di vista psicologico: un item come “Amo le feste” riceve punteggi alti di accordo da chi è estroverso e basse da chi è introverso, mentre l'item “Odio le feste” potrebbe verosimilmente ottenere i risultati contrari. L'inversione dell'item potrebbe fallire il suo scopo quando l'item riguarda aspetti estremizzati del comportamento. Lezione n.13: Descrivi i due tipi di item per i test di intelligenza e fornisci un esempio per ciascun tipo di item: Gli item per i test di prestazione massima si diWerenziano in base al costrutto che intendono misurare. La prima importante distinzione da fare è quella tra intelligenza, abilità e attitudini. L'idea di un unico fattore di intelligenza proposta in origine da Spearman apparentemente smentita dall'individuazione da parte di Thurstone e Thurstone, regola di 7 abilità primarie indipendenti tra loro e quindi non riconducibili ad un unico costrutto interpretabile come intelligenza. In qualche modo, le abilità sembrerebbero gli elementi costituenti dell'intelligenza, anche se rimane da stabilire se questa può essere eWettivamente un fattore unificante oppure no. L'intelligenza che viene misurata mediante i test è una capacità di ragionamento primaria che l'individuo impiega per risolvere i problemi e adattarsi all'ambiente. Secondo la posizione oramai classica di Cattell, tale capacità di ragionamento, detta intelligenza fluida, è in gran parte ereditabile e riflette l'eWicienza della processazione e dell'elaborazione delle informazioni, ma nei contesti specifici essa emerge in particolari capacità definite dalla cultura nella quale l'individuo è immerso e dalla quale è stato formato, da cui un particolare aspetto dell'intelligenza definito come abilità cristallizzata. Nello specifico, l'intelligenza fluida è quella che dovrebbe essere indipendente da condizionamenti culturali ed è misurabile mediante item di inferenza, induzione, memoria di cifre e flessibilità di chiusura, come nel caso dell'indipendenza dal campo. L'intelligenza cristallizzata invece è misurabile mediante item verbali, meccanici, numerici e relativi a specifiche abilità socialmente rinforzate. Nei test di intelligenza, gli item (cioè le singole domande o compiti che compongono il test) si possono suddividere in due grandi categorie: item verbali e item di performance (detti anche non verbali o pratici). Queste due tipologie mirano a misurare aspetti diWerenti dell’intelligenza e contribuiscono entrambe a definire un quadro più completo delle capacità cognitive di un individuo. Gli item verbali valutano principalmente le abilità linguistiche, la comprensione verbale, la memoria a breve termine e la capacità di ragionamento logico-astratto attraverso il linguaggio. Sono tipicamente associati al quoziente

intellettivo verbale. Esempio discorsivo: Un classico esempio di item verbale potrebbe essere una domanda di analogia, come: “Cane è a cucciolo come gatto è a...?” In questo caso, il soggetto deve comprendere la relazione tra i termini “cane” e “cucciolo” (rapporto adulto-filiazione) e applicarla ad un’altra coppia, individuando “gattino” come risposta corretta. Questo tipo di item richiede non solo una buona padronanza del linguaggio, ma anche la capacità di cogliere e applicare relazioni logiche tra concetti. Gli item di performance, invece, sono pensati per valutare abilità cognitive che non dipendono direttamente dal linguaggio, come il ragionamento spaziale, la percezione visiva, la coordinazione occhio-mano e la velocità di elaborazione. Sono spesso usati per valutare persone con diWicoltà linguistiche o provenienti da contesti culturali diversi. Esempio discorsivo: Un tipico item di performance può essere un esercizio in cui si chiede al soggetto di completare una figura geometrica scegliendo il pezzo mancante tra diverse opzioni. Ad esempio: Viene mostrato un disegno composto da un pattern geometrico in cui manca un pezzo in un angolo. Al soggetto si forniscono quattro possibilità e deve indicare quale completa correttamente la figura. Questo tipo di compito non richiede competenze linguistiche, ma piuttosto abilità visuo-spaziali e di ragionamento astratto. DiIerenza tra intelligenza fluida e cristallizzata : Quando parliamo di intelligenza, spesso pensiamo a un’unica capacità generale: quella di “essere intelligenti”. In realtà, gli psicologi hanno scoperto che l’intelligenza non è un blocco unico e omogeneo, ma può essere suddivisa in diverse componenti. Due delle principali, introdotte dallo studioso Raymond Cattell, sono l’intelligenza fluida e l’intelligenza cristallizzata.

  • L’intelligenza fluida è la nostra capacità di aWrontare situazioni nuove, risolvere problemi mai visti prima e ragionare in modo logico e astratto. È quella forma di intelligenza che usiamo, ad esempio, quando dobbiamo capire come funziona un apparecchio senza istruzioni, oppure quando risolviamo un rompicapo logico. Non si basa su conoscenze già acquisite, ma piuttosto sulla nostra abilità di “pensare sul momento”. Per questo motivo, l’intelligenza fluida è considerata innata o comunque poco influenzata dalla cultura e dall’istruzione. Di solito raggiunge il suo massimo nella tarda adolescenza o prima età adulta e può leggermente calare con l’età.
  • L’intelligenza cristallizzata, invece, è legata a ciò che abbiamo imparato nel corso della vita. Include le conoscenze scolastiche, il linguaggio, il vocabolario, la cultura generale e l’esperienza accumulata. Per esempio, sapere cosa significa una parola diWicile, conoscere la storia del proprio paese o ricordare come si risolve un’equazione: tutto questo è intelligenza cristallizzata. A diWerenza della fluida, questa forma di intelligenza tende ad aumentare nel tempo, perché si arricchisce con l’apprendimento continuo e le esperienze di vita.