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Tipologia: Sintesi del corso
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Lezione n.2: Descrivi la relazione tra sistema numerico e sistema teorico in psicologia : In psicologia, e in particolare in psicometria, la relazione tra sistema numerico e sistema teorico è fondamentale per trasformare concetti astratti (come intelligenza, ansia, autostima) in misure quantitative che possano essere analizzate scientificamente. Il sistema teorico è l’insieme dei concetti, delle ipotesi e delle relazioni che descrivono un fenomeno psicologico. Esempi:
Le costanti sono grandezze che rimangono invariate in un determinato contesto o per un certo gruppo. Esempi:
appunto, una “riflessione” di quel costrutto. Ad esempio, se voglio misurare l’ansia, uso item che riflettono le sue manifestazioni: “Mi sento agitato”, “Mi preoccupo facilmente”, “Dormo male”. Se una persona è ansiosa, tenderà a rispondere “sì” a tutti questi item. In pratica, i modelli riflessivi funzionano bene quando misuriamo tratti psicologici interni che producono eWetti osservabili; i modelli formativi sono più adatti quando costruiamo un indice che rappresenta un concetto complesso aggregando elementi diversi. Scrivi l'equazione fondamentale della teoria classica dei test e descrive significato di ciascun termine : L’equazione della Teoria Classica dei test è: X= T + E Dove:
Perché? Perché in questi casi si presume che ci sia una causa psicologica interna che produce una serie di comportamenti o sensazioni osservabili. Lezione n.6: Definisci che cos'è lo scaling e qual è il suo esito : In psicometria, lo scaling è il processo attraverso cui si assegnano dei numeri a caratteristiche psicologiche (come abilità, atteggiamenti, emozioni, tratti di personalità) in modo da poterle quantificare e analizzare. Lo scaling ha come esito l'assegnazione ad un individuo di un numero che indichi il grado in cui lui o lei possiedono la caratteristica che il test si propone di misurare. Lo scaling serve a trasformare qualità psicologiche astratte in punteggi numerici, aWinché possano essere misurate, confrontate e interpretate. Lo scaling è il passaggio fondamentale per:
compito che deve svolgere la persona e nel modo in cui deve essere fornita la risposta. Quello che non si deve mai dimenticare è che le persone non rispondono agli item, ma quello che comprendono degli item. Questo significa che se utilizziamo termini che la persona che compila il test non conosce, la risposta che otterremmo non sarà attendibile. Poniamo il caso che l'item in questione sia “sono una persona assertiva” e che il compito del rispondente sia quello di dire quanto questa formazione lo descrive, da “per niente” a “completamente”. Se chi compila il test non sa cosa significa “assertivo”, potrebbe: 1) non rispondere; 2) rispondere a caso; 3) rispondere sulla base di quello che pensa significhi il termine che non conosce. Il fatto che alcune persone possano non conoscere significato delle parole utilizzate negli item è solo uno dei potenziali problemi. Prendiamo un item come “per me è importante avere le persone importanti al mio fianco”. L'item potrebbe essere stato concepito per valutare il desiderio di alcune persone, che nella ricerca di prestigio e successo, vogliono avere accanto a sé persone importanti, nel senso di quelle che contano. Se però la persona che risponde intende per “persone importanti” le persone che considera importanti sul piano aWettivo, la sua risposta non rifletterà il costrutto che vogliamo misurare. Questo esempio dovrebbe illustrare uno dei principali pericoli che si concorrono quando si scrivono gli item: dare per scontato che chi compilerà il test ci leggerà nel pensiero e capirà esattamente cosa intendiamo. Centralità rispetto al contenuto e al contesto: Per quanto un'accurata selezione delle operazionalizzazioni possibili dovrebbe aver già risolto il problema di impiegare contenuti coerenti con la definizione del costrutto, al momento della generazione degli item potrebbe capitare che non tutti gli stimoli soddisfino la condizione di centralità rispetto al contenuto o al contesto. Nei test di prestazione tipica potrebbe facilmente accadere di generare item che non risiedano idealmente sul continuum di ciò che vogliamo misurare. Per esempio, se vogliamo misurare l'atteggiamento nei confronti della guerra sul continuum pacifismo- militarismo, un item che esprime un atteggiamento netto sfavorevole nei confronti della guerra potrebbe essere “Le guerre non dovrebbero esistere”, mentre un item che esprime invece un atteggiamento di netto favore potrebbe essere “La guerra è l'unica soluzione ai problemi internazionali”. Tutti gli altri item dovrebbero rappresentare posizioni intermedie di favore, come “Se un altro popolo cercasse di invadere il mio paese, la resistenza armata sarebbe giustificata”. Se utilizzassimo un item del tipo “La guerra stimola lo sviluppo tecnologico”, il grado di accordo con l'aWermazione non sarebbe coerente con lo scopo di misurazione, ossia misurare l'atteggiamento di favore o sfavore nei confronti della guerra dato che una persona potrebbe essere completamente d'accordo con l'aWermazione indipendentemente dal suo atteggiamento nei confronti della guerra. Non oWensività e inclusività del linguaggio: Ogni persona possiede una propria sensibilità e suscettibilità, e dato che in quanto psicologi siamo eticamente responsabili del nostro benessere psicofisico, non possiamo proporre prove che appaiano oWensive, minacciose, volgari o lesive della privacy di chi le compila. In questo senso, la non oWensività diviene un problema nel momento in cui l'oggetto della misurazione può riguardare dati intimi della persona, come l'etnia di appartenenza, l'identificazione di genere, l'orientamento religioso o
politico, l'assunzione di sostanze, la condizione medica o psicopatologica, la propria igiene personale o il reddito. In questi casi, può risultare molto diWicile riuscire a formulare item che non suonino come intrusivi della privacy della persona che li compila. In genere, comunque occorre prestare attenzione al fatto che le formulazioni degli item non risultano in qualunque modo minacciose o inquisitorie. Le psicologhe e gli psicologi si sono impegnati per impedire qualunque forma di discriminazione e favorire l'inclusività. Il modo in cui si riferiscono ad alcune categorie di persone fa parte solo di questo orientamento. Nella maggior parte dei casi aderire a questa linea di condotta è relativamente facile, perché basta tenere presenti alcune semplici regole. Una di queste è quella di evitare di identificare una persona con la sua diagnosi clinica utilizzando termini come “i tossicodipendenti”, “i disabili”, “gli autistici”, ma di porre in primo piano che ci si sta innanzitutto riferendo a persone, preferendo formulazioni come “Le persone con disturbo dello spettro autistico”, “Le persone con disabilità”, “ Le persone che abusano di sostanze”, Un altro aspetto importante da considerare è la questione relativa al sesso biologico e all'identificazione di genere. Il sesso biologico riguarda i caratteri sessuali con i quali una persona nasce. Possono essere maschili, femminili o più raramente una combinazione di maschili e femminili: in questo caso la persona viene definita intersessuale. L'identità di genere riguarda la propria percezione di appartenere ad un genere culturalmente e socialmente definito, indipendentemente dal sesso biologico di nascita. Sono transgender le persone che si identificano in modo transitorio o persistente con un genere diverso da quello assegnato alla loro nascita, mentre sono cisgender le persone che si riconoscono nel genere che viene loro attribuito alla nascita. Ogni persona può preferire che ci si rivolga a lei con un pronome che rifletta la sua identificazione di genere. In questi casi l'opzione migliore sarebbe quella di utilizzare un genere neutro che includa chiunque, che però in italiano non esiste. L'italiano è una lingua in cui il genere grammaticale è pervasivo e il maschile è tradizionalmente considerato l'opzione generica utilizzata col valore di neutralità. Se diciamo “gli studenti” ci immaginiamo un gruppo di persone che comprende qualunque genere, mentre se diciamo “le studentesse” l'immagine che viene in mente è quella di un gruppo composto da solo ragazze. Un linguaggio inclusivo presuppone l’abbandono dell'uso del maschile generico o neutro in riferimento a gruppi eterogenei, al di là dell'identità di genere delle singole persone coinvolte, in favore di un genere neutro, che non sia maschile o femminile. Nel momento in cui questo manuale veniva pubblicato erano presenti soluzioni come l'utilizzo dell’alternativa (per esempio, “mi sento delusa/o), l’asterisco egualitario, l’utilizzo dello schwa o della “u”, da sostituire alla declinazione maschile o femminile delle persone. Queste soluzioni, tuttavia, stanno facendo fatica ad essere accettate perché al momento non esiste un suono da attribuire all'asterisco o allo schwa: il loro utilizzo negli item di un test può quindi rendere complessa la lettura, soprattutto per persone con diWicoltà di lettura. Allo stato attuale queste soluzioni per l'utilizzo di un italiano più neutro e inclusivo vengono applicate per lo più da comunità ristrette, ma è probabile che nel futuro immediato le cose possano cambiare. In ogni caso, vale la regola di tenere a mente le caratteristiche della popolazione a cui il test è rivolto: in caso di dubbi, la soluzione più semplice è quella di rivolgersi a persone di quella popolazione per chiedere quali siano i linguaggi e i termini più appropriati da utilizzare nel test o nel questionario.
questione non è aWatto banale, perché le risposte ai due tipi di domanda attivano processi mentali diversi, sia in termini di comprensibilità sia in termini di processi di memoria necessari. Le domande aperte richiedono un processo di memoria di rievocazione, ossia quel processo nel quale la persona deve ricordare verbalmente un contenuto relativo a qualcosa che ha studiato o qualcosa che ha vissuto. La rievocazione può essere di tre tipi:
ossessive-compulsive, cominciano a spaccare il capello in quattro e quindi ad abbandonarsi a ragionamenti del tipo “ Ho paura dei ragni? Dipende ”. In altri casi potrebbe capitare che chi compila il test comincia a lagnarsi dell’eccessiva semplicità dell'item, rendendola inadeguata a cogliere le complessità dei loro pensieri, sentimenti e comportamenti. Fra queste persone si trovano quelle che risponderebbero a tutte le domande “dipende”. Le più intraprendenti arrivano anche a disegnare sul foglio delle risposte con una casella con una terza alternativa di risposta intermediaria tra “si” e “no”, rendendo di fatto inutilizzabile la loro risposta. Esempio: "Mi sento spesso ansioso senza un motivo preciso." ☐ Sì ☐ No Item mi piace/non mi piace: Questo formato di risposta è molto impiegato nelle scale sulle preferenze e spesso è costituito da una sola parola. In questo caso, l'abilità di chi sviluppa il test risiede principalmente nello scegliere i termini salienti rispetto a ciò che intende misurare. A dire la verità anche questo formato di risposte è abbastanza raro e lo troviamo in alcune scale inspiegate in psicologia sociale. Questi item sono tipici degli inventari degli interessi o questionari attitudinali, e servono a esplorare le preferenze personali. Esempio: "Lavorare in laboratorio" ☐ Mi piace ☐ Non mi piace Lezione n.11: Descrivi tre indicazioni a sua scelta tra quelle previste nelle linee guida per la formulazione degli item di prestazione tipica : Nei test di prestazione tipica gli item sono in genere costituiti da brevi aWermazioni che, in relazione al costrutto misurato, descrivono stati d’animo (“ Mi sento un fallimento”), desideri (“Vorrei essere famoso”), atteggiamenti (“Mi piacciono i gatti”), opinioni (“Ritengo la mia vita noiosa”), convinzioni (“Le altre persone cercano costantemente di ingannarmi”), interessi (“Mi piacciono le mostre di pittura”). In alcuni casi, gli item possono essere singole parole, come nelle checklist di aggettivi per la valutazione della personalità. Nel caso degli item con parole singole non esistono linee guida per la loro costruzione, dato che la questione è fondamentale da risolvere riguarda soprattutto la rappresentatività del campione di termini rispetto al dominio di contenuto si intende indagare appunto nel caso delle aWermazioni, invece, la questione della formulazione degli item riveste un ruolo centrale nella buona riuscita dello sviluppo dello strumento. Il modo in cui viene formulato un item può generare una non trascurabile quantità di distorsioni nelle risposte da parte delle persone, per cui occorre seguire alcune regole che limitano questi bias: Adeguare il linguaggio alle competenze linguistiche della popolazione target: Per essere chiaro, l'item deve contenere parole che le persone della popolazione a cui il test è rivolto
Consideri l'item: “Non mi preoccupo di non piacere troppo alla gente” (1= molto in disaccordo; 2= abbastanza in disaccordo; 3= abbastanza d'accordo; 4= molto d'accordo). Descrivi: A) di che item si tratta; B) perché non è formulato bene : L’item “Non mi preoccupo di non piacere troppo alla gente” è una frase ambigua e poco chiara per uno strumento psicometrico valido. Di cosa si tratta : Questo item sembra voler valutare la preoccupazione per l’approvazione sociale, ovvero quanto una persona è influenzata dal desiderio di piacere agli altri o dal timore di non essere gradita. Rientra quindi nel dominio della desiderabilità sociale, dell’ansia sociale o di tratti come l’autonomia emotiva o la sicurezza personale. Perché non funziona bene : Ci sono diverse criticità nella formulazione: Doppia negazione confusiva: La frase “Non mi preoccupo di non piacere” contiene una negazione all’interno di un’altra negazione, creando ambiguità interpretativa. Non è chiaro se chi risponde debba concentrarsi sull’“essere preoccupato” o sul “non piacere”. Ad esempio: una persona potrebbe interpretarlo come “sono tranquillo se non piaccio”, mentre un’altra potrebbe leggerlo come “sono preoccupato di piacere troppo”. Costrutto poco specifico: Il concetto di “piacere troppo alla gente” è vago e aperto a interpretazioni soggettive. Cosa significa “piacere troppo”? Troppo rispetto a cosa? In che contesto (lavorativo, sociale, aWettivo)? Rischio di risposta socialmente desiderabile: Alcuni potrebbero rispondere cercando di apparire sicuri di sé o indipendenti dal giudizio altrui, più che essere sinceri, soprattutto in contesti di selezione o valutazione. Tono eccessivamente colloquiale: L'espressione “piacere troppo alla gente” è più da linguaggio parlato che da item psicometrico strutturato. Una formulazione più neutra e tecnica favorirebbe una risposta più aWidabile. Per migliorarne la chiarezza e l'eWicacia psicometrica, si potrebbe riscrivere in modo diretto e senza negazioni, ad esempio:
risultati ottenuti. L’acquiescenza è la tendenza a essere d’accordo con gli item (a scegliere “abbastanza d’accordo” o “molto d’accordo”) indipendentemente dal contenuto della domanda. Esempio pratico: Una persona con questo stile potrebbe rispondere positivamente sia a:
trascurabili, sia stabili e quindi dei veri e propri tratti di personalità. Due tra i più noti response sets (cioè schemi di risposta sistematici e non legati al contenuto degli item) sono: Acquiescenza (o stile acquiescente): È la tendenza del rispondente ad essere d'accordo con le aWermazioni contenute nel questionario, indipendentemente dal loro contenuto. Esempio: In un test con item come:
aiuta a contrastare la cosiddetta acquiescenza, ovvero la tendenza a rispondere “sì” o “d’accordo” a tutto, senza valutare davvero il contenuto della domanda. Inoltre, gli item reverse possono aiutare a individuare risposte poco attente o automatiche. Definisci le categorie di item reverse e fornisca un esempio per ciascuna categoria : Quando si parla di item reverse, si fa riferimento a quegli item nei questionari che sono formulati in modo da esprimere un concetto opposto o in contrasto con altri item "positivi" (chiamati item straight). Questi item hanno lo scopo principale di controllare la coerenza delle risposte e ridurre il rischio di bias come l’acquiescenza (cioè la tendenza a dire sempre “sì” o ad essere sempre d'accordo). Tuttavia, non tutti gli item reverse sono uguali: esistono diverse categorie, a seconda del modo in cui viene introdotta l’inversione. Generare item reverse non è sempre così semplice come potrebbe sembrare, in quanto non è sempre possibile scrivere item reverse altrettanto significativi, non ambigui e adeguati di quelli straight. In base alla procedura con la quale sono formulati, alcuni autori hanno individuato tre diverse categorie di item reverse: polar opposites, negated regular e negated polar opposites. Quando si costruiscono questionari psicologici o test, è importante includere item che vadano in direzioni opposte, cioè item "reverse", per evitare che chi risponde scelga sempre la stessa opzione in modo automatico. Ci sono diversi modi per creare questi item, e ognuno ha le sue caratteristiche. Tra le strategie più comuni troviamo:
dell'item, la scala di risposta. In altri termini, se la scala di risposta va da “completamente in disaccordo” a “completamente d'accordo”, per alcuni item i punti della scala di risposta seguiranno questo ordine, per altri l'ordine inverso, da “completamente d’accordo” a “completamente in disaccordo”. Per quanto i suoi risultati supportino questa posizione, l'impressione che questo tipo di scale di risposta in test con molti item possa costituire un carico di lavoro cognitivo supplementare che potrebbe vanificare il vantaggio dall'aver contenuto la acquiescenza. Kline sottolinea come gli item reverse abbiano la massima eWicacia quando la risposta negativa al comportamento è rilevante quando c'è una chiara dicotomia nelle risposte, senza che vi sia la possibilità di uno spazio intermedio di incertezza. In altri termini, ci sono casi favorevoli, in cui la polarità dell'item ha un suo senso dal punto di vista psicologico: un item come “Amo le feste” riceve punteggi alti di accordo da chi è estroverso e basse da chi è introverso, mentre l'item “Odio le feste” potrebbe verosimilmente ottenere i risultati contrari. L'inversione dell'item potrebbe fallire il suo scopo quando l'item riguarda aspetti estremizzati del comportamento. Lezione n.13: Descrivi i due tipi di item per i test di intelligenza e fornisci un esempio per ciascun tipo di item: Gli item per i test di prestazione massima si diWerenziano in base al costrutto che intendono misurare. La prima importante distinzione da fare è quella tra intelligenza, abilità e attitudini. L'idea di un unico fattore di intelligenza proposta in origine da Spearman apparentemente smentita dall'individuazione da parte di Thurstone e Thurstone, regola di 7 abilità primarie indipendenti tra loro e quindi non riconducibili ad un unico costrutto interpretabile come intelligenza. In qualche modo, le abilità sembrerebbero gli elementi costituenti dell'intelligenza, anche se rimane da stabilire se questa può essere eWettivamente un fattore unificante oppure no. L'intelligenza che viene misurata mediante i test è una capacità di ragionamento primaria che l'individuo impiega per risolvere i problemi e adattarsi all'ambiente. Secondo la posizione oramai classica di Cattell, tale capacità di ragionamento, detta intelligenza fluida, è in gran parte ereditabile e riflette l'eWicienza della processazione e dell'elaborazione delle informazioni, ma nei contesti specifici essa emerge in particolari capacità definite dalla cultura nella quale l'individuo è immerso e dalla quale è stato formato, da cui un particolare aspetto dell'intelligenza definito come abilità cristallizzata. Nello specifico, l'intelligenza fluida è quella che dovrebbe essere indipendente da condizionamenti culturali ed è misurabile mediante item di inferenza, induzione, memoria di cifre e flessibilità di chiusura, come nel caso dell'indipendenza dal campo. L'intelligenza cristallizzata invece è misurabile mediante item verbali, meccanici, numerici e relativi a specifiche abilità socialmente rinforzate. Nei test di intelligenza, gli item (cioè le singole domande o compiti che compongono il test) si possono suddividere in due grandi categorie: item verbali e item di performance (detti anche non verbali o pratici). Queste due tipologie mirano a misurare aspetti diWerenti dell’intelligenza e contribuiscono entrambe a definire un quadro più completo delle capacità cognitive di un individuo. Gli item verbali valutano principalmente le abilità linguistiche, la comprensione verbale, la memoria a breve termine e la capacità di ragionamento logico-astratto attraverso il linguaggio. Sono tipicamente associati al quoziente
intellettivo verbale. Esempio discorsivo: Un classico esempio di item verbale potrebbe essere una domanda di analogia, come: “Cane è a cucciolo come gatto è a...?” In questo caso, il soggetto deve comprendere la relazione tra i termini “cane” e “cucciolo” (rapporto adulto-filiazione) e applicarla ad un’altra coppia, individuando “gattino” come risposta corretta. Questo tipo di item richiede non solo una buona padronanza del linguaggio, ma anche la capacità di cogliere e applicare relazioni logiche tra concetti. Gli item di performance, invece, sono pensati per valutare abilità cognitive che non dipendono direttamente dal linguaggio, come il ragionamento spaziale, la percezione visiva, la coordinazione occhio-mano e la velocità di elaborazione. Sono spesso usati per valutare persone con diWicoltà linguistiche o provenienti da contesti culturali diversi. Esempio discorsivo: Un tipico item di performance può essere un esercizio in cui si chiede al soggetto di completare una figura geometrica scegliendo il pezzo mancante tra diverse opzioni. Ad esempio: Viene mostrato un disegno composto da un pattern geometrico in cui manca un pezzo in un angolo. Al soggetto si forniscono quattro possibilità e deve indicare quale completa correttamente la figura. Questo tipo di compito non richiede competenze linguistiche, ma piuttosto abilità visuo-spaziali e di ragionamento astratto. DiIerenza tra intelligenza fluida e cristallizzata : Quando parliamo di intelligenza, spesso pensiamo a un’unica capacità generale: quella di “essere intelligenti”. In realtà, gli psicologi hanno scoperto che l’intelligenza non è un blocco unico e omogeneo, ma può essere suddivisa in diverse componenti. Due delle principali, introdotte dallo studioso Raymond Cattell, sono l’intelligenza fluida e l’intelligenza cristallizzata.