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Domande Aperte Programmazione e controllo Parte 4, Panieri di Programmazione e controllo

Paniere di domande aperte Programmazione e Controllo ( Laurea Magistrale Economia)

Tipologia: Panieri

2020/2021

In vendita dal 31/01/2021

spinkys.dj
spinkys.dj 🇮🇹

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04. Quali aspetti occorre considerare per redigere il budget del personale?
Il budget del personale deve focalizzarsi sulla determinazione del numero di risorse umane necessarie alla
realizzazione dei piani aziendali. L’analisi, in fase di budgeting, non può limitarsi ad un conteggio meramente
quantitativo delle unità di risorse umane necessarie per svolgere le attività di gestione, ma è necessario
considerare anche altri aspetti, di rilevanza gestionale: i costi delle risorse umane; la qualità delle risorse
umane. I costi del personale risultano una delle voci a maggiore incidenza sul totale dei costi aziendali,
rendendo quindi doverosa e quanto mai opportuna una loro adeguata programmazione e gestione. Il budget
dei costi del personale indica i costi per salari, stipendi, contributi e TFR che affluiranno al budget economico
e i flussi in uscita connessi alle retribuzioni nette pagate ai dipendenti, ai pagamenti effettuati agli Istituti
Previdenziali e ai versamenti delle ritenute fiscali che appariranno nel budget finanziario. In secondo luogo,
il budget del personale dovrebbe stimolare il management a prendere anche in considerazione elementi
qualitativi attinenti alle risorse umane aziendali, come la qualifica dei propri dipendenti, le competenze e
conoscenze da essi possedute, l’esperienza maturata. Tali valutazioni, non essendo facilmente conciliabili
con quelle quantitativo-contabili, saranno oggetto di analisi complementari o aggiuntive rispetto al budget.
05. I valori del budget del personale su quali altri budget confluiscono?
Il budget dei costi del personale indica i costi per stipendi, salari, contributi ecc, che affluiranno al budget
economico e i flussi in uscita connessi alle retribuzioni nette pagate ai dipendenti, ai pagamenti effettuati agli
Istituti Prev. e ai versamenti delle ritenute fiscali che appariranno nel budget finanziario. Le valutazioni invece
qualitative che potrebbero stimolare il management, non essendo facilmente conciliabili con quelle
quantitativo-contabili, saranno oggetto di analisi complementari o aggiuntive rispetto al budget.
06. Cos'è il budget del personale?
Il budget del personale riveste un’importanza particolare nel complessivo processo di programmazione in
quanto relativo a un elemento di assoluta rilevanza strategica per ogni tipologia di azienda, ovvero le risorse
umane. Questo budget risulta anche caratterizzato da uno stretto legame con le strategie e i piani a venire
dell'azienda: infatti, il budget del personale deve focalizzarsi sulla determinazione del numero di risorse
umane necessarie alla realizzazione dei piani aziendali. I costi del personale risultano una delle voci a
maggiore incidenza sul totale dei costi aziendali, rendendo quindi doverosa e quanto mai opportuna una loro
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  1. Quali aspetti occorre considerare per redigere il budget del personale? Il budget del personale deve focalizzarsi sulla determinazione del numero di risorse umane necessarie alla realizzazione dei piani aziendali. L’analisi, in fase di budgeting, non può limitarsi ad un conteggio meramente quantitativo delle unità di risorse umane necessarie per svolgere le attività di gestione, ma è necessario considerare anche altri aspetti, di rilevanza gestionale: i costi delle risorse umane; la qualità delle risorse umane. I costi del personale risultano una delle voci a maggiore incidenza sul totale dei costi aziendali, rendendo quindi doverosa e quanto mai opportuna una loro adeguata programmazione e gestione. Il budget dei costi del personale indica i costi per salari, stipendi, contributi e TFR che affluiranno al budget economico e i flussi in uscita connessi alle retribuzioni nette pagate ai dipendenti, ai pagamenti effettuati agli Istituti Previdenziali e ai versamenti delle ritenute fiscali che appariranno nel budget finanziario. In secondo luogo, il budget del personale dovrebbe stimolare il management a prendere anche in considerazione elementi qualitativi attinenti alle risorse umane aziendali, come la qualifica dei propri dipendenti, le competenze e conoscenze da essi possedute, l’esperienza maturata. Tali valutazioni, non essendo facilmente conciliabili con quelle quantitativo-contabili, saranno oggetto di analisi complementari o aggiuntive rispetto al budget.
  2. I valori del budget del personale su quali altri budget confluiscono? Il budget dei costi del personale indica i costi per stipendi, salari, contributi ecc, che affluiranno al budget economico e i flussi in uscita connessi alle retribuzioni nette pagate ai dipendenti, ai pagamenti effettuati agli Istituti Prev. e ai versamenti delle ritenute fiscali che appariranno nel budget finanziario. Le valutazioni invece qualitative che potrebbero stimolare il management, non essendo facilmente conciliabili con quelle quantitativo-contabili, saranno oggetto di analisi complementari o aggiuntive rispetto al budget.
  3. Cos'è il budget del personale? Il budget del personale riveste un’importanza particolare nel complessivo processo di programmazione in quanto relativo a un elemento di assoluta rilevanza strategica per ogni tipologia di azienda, ovvero le risorse umane. Questo budget risulta anche caratterizzato da uno stretto legame con le strategie e i piani a venire dell'azienda: infatti, il budget del personale deve focalizzarsi sulla determinazione del numero di risorse umane necessarie alla realizzazione dei piani aziendali. I costi del personale risultano una delle voci a maggiore incidenza sul totale dei costi aziendali, rendendo quindi doverosa e quanto mai opportuna una loro

adeguata programmazione e gestione. Il budget dei costi del personale indica i costi per salari, stipendi, contributi e TFR che affluiranno al budget economico e i flussi in uscita connessi alle retribuzioni nette pagate ai dipendenti, ai pagamenti effettuati agli Istituti Previdenziali e ai versamenti delle ritenute fiscali che appariranno nel budget finanziario. In secondo luogo, il budget del personale dovrebbe stimolare il management a prendere anche in considerazione elementi qualitativi attinenti alle risorse umane aziendali, come la qualifica dei propri dipendenti, le competenze e conoscenze da essi possedute, l’esperienza maturata. Tali valutazioni, non essendo facilmente conciliabili con quelle quantitativo-contabili, saranno oggetto di analisi complementari o aggiuntive rispetto al budget.

  1. Cos'è il budget degli investimenti e quali sono le sue peculiarità? Il budget degli investimenti rappresenta un documento caratterizzato da specifiche peculiarità. In primis esso riguarda esclusi risorse pluriennali anche dette a fecondità ripetuta o a lento rigiro. Questo budget si differenzia da altri, primariamente focalizzati su eventi e risorse di breve termine. In secondo luogo, il budget degli investimenti non è classificabile in relazione a una specifica area/settore aziendale, poiché in essi confluiscono decisioni e progetti di investimento che trovano la loro origine nelle numerose altre aree nelle quali si struttura l'unità aziendale. In sintesi, i programmi di investimento possono essere relativi a tutte le aree funzionali dell'azienda o persino all'azienda nel suo complesso. In aggiunta deve osservarsi che il budget degli investimenti risulta fortemente influenzato dalle decisioni assunte a livello strategico e dovrebbe necessariamente correlarsi a documenti di pianificazione di medio-lungo termine. Tra le peculiarità principali del budget quindi si possono mettere in evidenza la sua durata temporale ( riguarda esclusivamente risorse pluriennali , riguarda i progetti futuri di acquisizione di immobilizzazioni aziendali); non è classificabile in relazione a una specifica area aziendale, poiché in esso confluiscono decisioni e progetti di investimento che trovano la loro origine nelle numerose altre aree aziendali.
  2. Cos'è il VAN? Il valore attuale netto è una grandezza che viene diffusamente utilizzata per la valutazione di investimenti futuri. Ai fini della determinazione computistica, si segnale che il VAN è dato dalla somma tra flusso di cassa iniziale C0 e valore attuale VA dei flussi di cassa prospettici attualizzati: VAN = C0 + VA. In base ad esso, una determinata azienda dovrebbe procedere a effettuare l’investimento se il calcolo del VAN risultasse positivo.

metodo fornisce al manager riguarda «quanto tempo è necessario per rientrare dall’investimento che si intende realizzare». A quale domanda risponde il TIR? Il tasso interno di rendimento è quel tasso di sconto che determina un valore attuale netto pari a zero. Se applicato ai fini della valutazione di un progetto di investimento, la formula è la seguente: VAN= C0 + C1/(1+TIR)+C2/(1+TIR)2 +.... =0. In questo senso un progetto di investimento verrebbe realizzato nel caso in cui il costo opportunità del capitale investito fosse inferiore al tasso interno di rendimento. Chiaramente nell'ipotesi in cui il costo opportunità del capitale fosse identico al tasso di rendimento, il VAN assumerebbe conseguentemente un valore pari a 0. L’informazione che fornisce al management è «qual è il tasso di interesse che azzera il VAN?».

  1. Cos'è il TIR? Vedi domanda precedente.
  2. Quale forma può assumere il budget economico? Il budget economico assume la forma di un documento come un conto economico preventivo, che riepiloga al proprio interno i costi e i ricavi previsti per l'anno amministrativo cui il budget si riferisce. I valori in esso raccolti provengono dai budget settoriali già redatti e ai quali è stato ampiamente fatto riferimento nei precedenti capitoli, a iniziare dal budget commerciale e da quello di produzione per arrivare fino al budget del personale. In primo luogo, la forma che può essere conferita a questo documento dipende in modo sostanziale dagli scopi conoscitivi e informativi che il management intende conferirgli. La forma che può essere conferita a questo documento dipende in modo sostanziale dagli scopi conoscitivi e informativi che il management intende conferirgli. Se lo scopo è quello di evidenziare il risultato economico prospettico, allora si potrebbe conferire al budget la stessa forma prevista dall’art. 2425 del Codice Civile per il Conto Economico di bilancio. Se invece lo scopo è di evidenziare risultati intermedi di gestione, aggregando opportunamente voci di costo e di ricavo, allora la struttura potrà essere molto diversa da quella dello schema civilistico.
  3. Cos'è il budget economico? Il budget economico assume la forma di un documento come un conto economico preventivo, che riepiloga al proprio interno i costi e i ricavi previsti per l'anno amministrativo cui il budget si riferisce. I valori in esso

raccolti provengono dai budget settoriali già redatti e ai quali è stato ampiamente fatto riferimento nei precedenti capitoli, a iniziare dal budget commerciale e da quello di produzione per arrivare fino al budget del personale. In primo luogo, la forma che può essere conferita a questo documento dipende in modo sostanziale dagli scopi conoscitivi e informativi che il management intende conferirgli.

  1. Cos'è il budget finanziario? Il budget finanziario è predisposto per mettere in chiara luce quali siano le implicazioni finanziarie delle attività che si andranno a realizzare nel prossimo periodo amministrativo e come la liquidità aziendale sarà influenzata da tali scelte e potrà sostenere l'attuazione di quegli stessi piani. L'obiettivo principale che viene assegnato al budget finanziario è quello di formalizzare gli aspetti finanziari dei programmi di esercizio. Nel far ciò questo documento deve quindi permettere di valutare e testare la fattibilità finanziaria dei piani previsti in relazione alle varie aree aziendali. La natura di questo budget sia sicuramente duplice: quantitativamente, il budget finanziario permette di giungere alla determinazione dell'ammontare di risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dei piani di budget; qualitativamente, tale documento deve costituire un ausilio per il management nel saper opportunamente articolare la propria struttura di finanziamenti.
  2. In quali budget si articola il budget finanziario? Il budget finanziario si articola in: budget delle fonti e degli impieghi e budget di cassa. Il budget delle fonti e degli impieghi è finalizzato a evidenziare il fabbisogno di copertura finanziaria globale dei vari programmi aziendali per il prossimo periodo amministrativo. Questo documento dovrebbe rendere possibile entrare nel dettaglio delle modalità con cui tale copertura viene assicurata. In questo senso, in relazione alla dimensione quantitativa questo documento analizza: il complesso degli investimenti; le fonti di finanziamento necessarie alla copertura degli investimenti programmati nel medesimo arco temporale; In relazione invece alla componente qualitativa esso deve supportare il management nella: scelta della tipologia di finanziamento più adatta; valutazione delle condizioni economiche cui il finanziamento è concesso; anticipazione di eventuali situazioni di incaglio finanziario. Nella sostanza il budget delle fonti e degli impieghi si concentra sulla contrapposizione tra investimenti/azioni che dovranno essere realizzati e che comporteranno uscite monetarie, e finanziamenti disponibili per coprire tali spese. Invece l'obiettivo principale assegnato al budget di cassa è quello di considerare i flussi monetari associati alle entrate e uscite che si verificheranno nel corso

differenti: le disposizioni del Codice Civile (art. 2424); il criterio finanziario, che prevede l’iscrizione delle attività secondo il loro grado di liquidità e l’inserimento delle passività secondo il loro grado di esigibilità; il criterio di pertinenza gestionale, che prevede l’inserimento delle voci di bilancio in base alla loro appartenenza alle aree gestionali.

  1. Qual è la finalità del budget di cassa? L'obiettivo principale assegnato al budget di cassa è quello di considerare i flussi monetari associati alle entrate e uscite che si verificheranno nel corso del periodo amministrativo a budget. Esso risulta di fatto complementare al budget delle fonti e degli impieghi, poiché si focalizza sulle modalità con cui i flussi finanziari si avvicenderanno nel corso del prossimo periodo amministrativo. In estrema sintesi, il budget di cassa offre un esame analitico delle modalità con cui si formano le variazioni sintetiche rilevate di anno in anno dal budget delle fonti e degli impieghi. Anche il budget di cassa si collega quindi direttamente o indirettamente a tutti i budget settoriali. Il budget di cassa è in genere caratterizzato da cadenze temporali ben inferiori al periodo amministrativo. Il budget di cassa, dunque, sarà suddiviso per periodi in modo tale da distinguere le entrate e le uscite corrispondenti alle varie scadenze di riscossione e pagamento, procedendo alla determinazione di saldi mensili e del saldo progressivo (somma algebrica dei saldi mensili). Tali saldi sono fondamentali per il manager, per comprendere quali saranno il fabbisogno di liquidità durante l’anno.
  2. Quale forma può assumere il budget patrimoniale? Il budget patrimoniale ha come obiettivo l'evidenziazione dello stato del patrimonio aziendale al termine del periodo amministrativo considerato ai fini del processo di budgeting. La valenza di questo budget appare in tutta la sua portata, rappresenta gli stock patrimoniali che saranno utilizzati, cedendo le proprie utilità, in un arco temporale superiore al prossimo periodo amministrativo, quello a budget. Per il budget patrimoniale, la forma da utilizzare per il riepilogo dei dati e informazioni patrimoniali possono essere differenti: redatto secondo le disposizioni del Codice Civile (art. 2424); secondo il criterio finanziario, che prevede l’iscrizione delle attività secondo il loro grado di liquidità e l’inserimento delle passività secondo il loro grado di esigibilità; secondo il criterio di pertinenza gestionale, che prevede l’inserimento delle voci di bilancio in base alla loro appartenenza alle aree gestionali.
  1. Con quali aree aziendali deve coordinarsi il budget delle vendite? Il budget delle vendite rappresenta il primo step per l’elaborazione dei budget delle altre aree. Infatti, l’informazione di partenza a seguito della quale saranno allineati gli obiettivi delle altre aree, è proprio il volume di vendite da conseguire. Nell’ottica che il budget influenza a catena diverse aree aziendali, l’azienda deve analizzare le relazioni esistenti per un miglior coordinamento delle rispettive aree influenzate. Il coordinamento riguarda le aree della produzione, quella finanziaria e quella di distribuzione. La prima si considerano aspetti quantitativi, concernenti la valutazione dell’adeguato sfruttamento della capacità predisposta o la possibilità di ampliare la struttura e ad aspetti qualitativi, riguardanti la possibilità del sistema produttivo di supportare adeguatamente le variazioni richieste dalla funzione commerciale con riferimento ai prodotti, all’entità dei lotti di produzione , ecc., nonché alla loro distribuzione temporale. Ulteriore elemento legato al budget delle vendite è quello riferito alla capacità della funzione distributiva di supportare efficacemente le vendite sia sotto l’aspetto puramente dimensionale, sia sotto quello più propriamente qualitativo, di coerenza rispetto al tipo di prodotti e al tipo di mercati su cui l’azienda intende operare. Come ultimo aspetto si considera che Maggiori vendite implicano, a parità di altre condizioni ,un aumento del capitale circolante netto che deve essere opportunamente finanziato. Il capitale circolante netto evidenzia l’investimento richiesto dalla gestione corrente
  2. Quali sono le aree con cui il budget delle vendite deve coordinarsi e perché? Vedi precedente
  3. Da quali budget è composto il budget dell'area commerciale? Il budget dell’ area commerciale è composto dal budget delle vendite e da quello dei costi legati all'attività commerciale. Il budget delle vendite riguarda la determinazione degli obiettivi che si intendono perseguire nel periodo di riferimento relativamente ai volumi di vendita, ai prezzi e ai mix di vendita: infatti l'intento non è quello di effettuare una previsione sulle possibili vendite ma stabilire obiettivi che rappresentino traguardi verso cui l'azienda intende muoversi. Al budget delle vendite è strettamente collegato quello relativo ai costi attinenti all'attività commerciale. Tali costi possono essere suddivisi in : costi relativi alla distribuzione fisica; costi della rete di vendita; costi relativi a sconti, premi e royalties. I costi relativi alla distribuzione fisica si riferiscono allo svolgimento di tutte quelle attività che consentono di rendere disponibili ai clienti i prodotti/servizi in modo quantitativamente e qualitativamente adeguato alle esigenze. L'analisi dei costi
  1. Nell'ambito del budget degli approvvigionamenti, la somma algebrica di quali fattori consente di ottenere l'ammontare degli acquisti da effettuare? Il budget degli approvvigionamenti si riferisce alle acquisizioni di fattori che vengono consumati nell'attività produttiva riguardanti le materie prime, le materie sussidiarie, i materiali di consumo, i semilavorati, etc. Gli acquisti deriveranno allora dalla somma dei consumi previsti e delle scorte di fine periodo, diminuite dalle scorte di inizio periodo: CONSUMI+SCORTE DI FINE PERIODO-SCORTE DI INIZIO PERIODO= ACQUISTI DEL PERIODO. Circa la politica delle scorte, i principali criteri seguiti per la determinazione della quantità ottima è quello riferito all'individuazione del lotto economico d'acquisto e quello che si riferisce al punto di riordino.
  2. Cosa rappresenta il lotto economico? Il lotto economico individua la quantità di acquisto che consente di perseguire un rapporto economico conveniente tra le quantità prelevate, i costi di approvvigionamento relativi all'emissione dell'ordine, trasporto e ricevimento delle merci e i costi di mantenimento comprendenti i costi di magazzinaggio nonché i costi di interesse e deterioramento. Tale quantità è individuata dalla formula: Q=(2KA/M) tutto sotto radice dove Q è la quantità ottima, K le quantità prelevate, A sono i costi di approvvigionamento e M rappresenta i costi di mantenimento.
  3. Nell'ambito del Break Even Point, come si calcola la quantità di pareggio? Secondo il metodo analitico che consiste nel trasformare i ricavi dell’azienda e i costi totali in formule matematiche basate su calcoli specifici, il Break even point è in questo caso determinabile mediante lo svolgimento di un’equazione. La formula utilizzabile da aziende che realizzano uno o più prodotti, va applicata ad ogni prodotto separatamente. I fattori che influiscono sul variare del BEP sono i costi fissi, il prezzo di vendita e i costi variabili: BEP = CF / (PV – CVU BEP è il Break even point, ovvero la quantità di unità da produrre per pareggiare i costi; CF sono i costi fissi; PV è il prezzo di vendita di una sola unità del prodotto; CVU è il costo variabile unitario, ovvero il costo variabile applicato a quella singola unità di prodotto; La formula tra parentesi (PV – CVU) indica il Margine di Contribuzione, cioè l’incidenza dei costi fissi sul prezzo di vendita. In altre parole, indica la quantità che rimane togliendo al prezzo di vendita i costi variabili unitari.

Questa quantità è quella necessaria a coprire i costi fissi; La somma tra costi fissi e costi variabili rappresenta i costi totali: CT = CF + CV. Si può scrivere semplicemente: BEP = Costi fissi / (Prezzo di vendita del prodotto – Costo variabile unitario)

07. Illustrare graficamente il Break Even Point, su di un piano cartesiano.

  1. Disegnare il grafico del Break Even Point e commentarlo brevemente. vedi anche grafico precedente diagramma di redditività mette in relazione costi variabili, costi fissi, ricavi e volumi di produzione. Utilizzando questa tipologia di analisi i dati vengono riportati all’interno di un piano cartesiano avente i volumi di produzione (quantità) come variabile indipendente (asse delle X). Sull’asse delle ordinate sono invece posizionati i costi dei prodotti. I costi fissi, non essendo relazionati al fatturato, vengono riprodotti con una retta parallela all’asse delle ascisse; i costi variabili sono raffigurati con una retta inclinata positivamente poiché variano in relazione al fatturato. Di conseguenza i costi totali sono rappresentati da una retta inclinata positivamente che incontra l’asse delle ordinate in corrispondenza dei costi fissi totali. Il punto di pareggio o

product mix ideale è quello che privilegia la produzione e la vendita del bene o del servizio con più alto margine di contribuzione per risorsa scarsa. In questo modo infatti si sfruttano al meglio le risorse disponibili massimizzando il margine di contribuzione complessivo e quindi il reddito operativo ottenibile. Piuttosto frequenti sono inoltre le situazioni in cui figurano, oltre al vincolo produttivo, anche vincoli di mercato tali per cui le vendite non possono superare una definita quantità massima. Anche in queste circostanze è necessario definire un ordine di produzione che tenga conto del margine di contribuzione per risorsa scarsa di ciascun prodotto. Sulla base di tale ordine deve essere definito un programma di produzione che consenta di saturare la capacità produttiva disponibile massimizzando il margine di contribuzione complessiva e quindi il reddito operativo conseguibile. Affinché ciò si realizzi è necessario utilizzare il fattore produttivo limitato producendo il prodotto con più alto margine di contribuzione per risorsa scarsa e continuando successivamente con la realizzazione dei prodotti con margine via via decrescente.

  1. Nell'ambito dell'analisi differenziale, cosa sono i costi rilevanti ed i costi irrilevanti? Un costo o un ricavo è rilevante non in termini assoluti ma in relazione allo specifico problema della scelta che deve essere affrontata dal manager. In ogni caso, i costi variabili sono generalmente rilevanti poiché si modificano a seguito di decisioni di breve periodo adottate dalla direzione aziendale e differiscono tra corsi d'azione alternativi cui si associa un utilizzo diverso della capacità e della struttura produttiva disponibile. I costi fissi invece sono generalmente costi irrilevanti. Essi infatti non variano in conseguenza di decisioni alternative di utilizzo della capacità e della struttura produttiva in quanto derivano di scelte discrezionali del management o da decisioni di lungo periodo attraverso le quali si predispongono capacità e strutture. Cosi come per i costi variabili tale assunzione non è vera in assoluto. In effetti i costi fissi possono essere rilevanti nel caso in cui i fattori produttivi sottostanti possano essere eliminati dalla combinazione produttiva nelle ipotesi alternative a quella di partenza oppure debbano esservi inseriti per effetto di esse.
  2. Qual è l'utilità dell'analisi differenziale? Per individuare le alternative di scelta che massimizzano il reddito operativo si ricorre in genere all’analisi differenziale. Il metodo dell’analisi differenziale identifica i valori di costo e di ricavo rilevanti o differenziali delle alternative poste a confronto. Consente di porre a confronto le alternative evidenziando così le differenze in termini di costi e ricavi.
  1. Cos'è l'analisi differenziale e a quale scopo viene svolta? Per individuare le alternative di scelta che massimizzano il reddito operativo si ricorre in genere all’analisi differenziale. Il metodo dell’analisi differenziale identifica i valori di costo e di ricavo rilevanti o differenziali delle alternative poste a confronto. Consente di porre a confronto le alternative evidenziando così le differenze in termini di costi e ricavi. Con il metodo di analisi differenziale sono considerate le sole variazioni di costi e ricavi che un'alternativa comporta rispetto a una situazione presa a base dei calcoli che, generalmente, coincide con la situazione di partenza. Rispetto ad esso, pertanto, vanno individuate le variazioni o, in altri termini, i vantaggi e gli svantaggi economici differenziali connessi con l’opzione alternativa.
  2. Cos'è il budget? Il budget è il documento e allo stesso tempo il processo con cui vengono esplicitate le politiche aziendali che devono essere attuate nell'ambito delle scelte strategiche effettuate. Esse infatti “rappresentano le azioni che il management intende porre in atto all'interno delle proprie aree di responsabilità, nell'ambito degli obiettivi strategici”. Se il momento strategico non è convenientemente strutturato, vengono a crearsi effetti negativi sulla pianificazione operativa e quindi sull'elaborazione del budget. Viene così a mancare il necessario collegamento tra piano e budget, che si riflette su una sopravvalutazione del breve andare, dovendo il budget accogliere anche implicazioni di carattere strategico. Esso rappresenta per gli operatori un utile strumento per focalizzare al meglio il rapporto tra risorse e risultati e verificare il raggiungimento degli obiettivi.” Il processo di formazione del budget rappresenta la fase di controllo ex ante del controllo di gestione e di verifica ex post del controllo strategico; infatti il budget si configura come una cerniera tra: strategia e politiche aziendale intese come espressione del management aziendale; macro-obiettivi e micro- obiettivi: obiettivi non quantificati e obiettivi economici, finanziari, patrimoniali; obiettivi annuali e obiettivi mensili; obiettivi annuali/mensili e risultati conseguiti”.
  3. Quali sono le parti principali del budget? Il budget è il documento e allo stesso tempo il processo con cui vengono esplicitate le politiche aziendali che devono essere attuate nell'ambito delle scelte strategiche effettuate. Consta di due parti: una parte narrativo
  • qualitativa, che è principale e critica per il successo del processo di budgeting. Essa contiene i programmi

dei risultati influenzano i comportamenti poiché inducono a preoccuparsi del fatto che essi contribuiscano effettivamente al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Così facendo inducono i dipendenti a massimizzare i risultati che l'organizzazione desidera. Tale influenza sui comportamenti è peraltro ottenuta concedendo un elevato livello di autonomia agli individui che costituisce un ingrediente essenziale per l'attivazione di utili e necessari processi di innovazione in azienda.

  1. Quali sono i limiti del controllo dei risultati? Il controllo dei risultati rappresenta un potentissimo meccanismo operativo in grado di guidare i comportamenti individuali e organizzativi in azienda verso il perseguimento delle finalità. Tali potenzialità possono venir ridotte dall'insorgere di possibili effetti collaterali .Tale criticità rappresentano dei costi indiretti connessi al controllo dei risultati e si riferiscono a : distorsioni comportamentali; trucchetti manageriali; atteggiamenti negativi; ritardi operativi. I controlli dei risultati possono indurre a delle distorsioni comportamentali, ovvero modi di agire sconnessi con la strategia prescelta dai vertici aziendali. Cio si verifica quando la specificazione dei risultati attesi è incoerente o incompleta. Altro comune dannoso effetto collaterale del controllo dei risultati sono i cosiddetti trucchetti manageriali. Viene fatto riferimento a quelle iniziative intraprese dai soggetti sottoposti a controllo per migliorare il livello dei risultati raggiunti, senza portare però, alcun effetto positivo per l'azienda. Essi possono riguardare la previsione, in sede di programmazione, di maggiori risorse aziendali rispetto a quelle che si presume potranno essere effettivamente necessarie. Altro possibile effetto collaterale particolarmente dannoso per l'azienda nel suo complesso riguarda gli atteggiamenti negativi che si possono produrre. La responsabilizzazione sui risultati è indubbia fonte di stress per i soggetti coinvolti e innalza i livelli di competizione interna, causando cosi l'insorgere di conflitti e tensioni sul lavoro a discapito dello spirito di squadra. ulteriori costi indiretti dell'implementazione di un sistema di controllo dei risultati possono essere rappresentati dai cosiddetti ritardi operativi. Essi possono generarsi anche quando vengono impiegate forme di controllo basate sull'organizzazione di responsabilità per i risultati conseguiti. Tutti i precedenti costi indiretti sono in larga parte inevitabili. Essi risultano non sempre facilmente individuabili e quantificabili. È importante tuttavia che essi siano adeguatamente considerati in quanto possono addirittura provocare il fallimento della sua

adozione in azienda. Essi debbono poter essere sommati ai costi diretti, come quelli connessi al premio in denaro, alle iniziative volte a rendere esplicito il merito dei dipendenti ritenuti migliori.

  1. In cosa consistono i controlli del personale? Il controllo del personale consiste in iniziative e strumenti diretti a fare in modo che i singoli dipendenti si controllino da soli indirizzandoli a svolgere bene il proprio lavoro. L'autocontrollo ha a che fare con l'etica, la moralità e la lealtà. Esso quindi deriva dal fatto che la maggior parte delle persone ha una propria coscienza individuale che la porta a fare ciò che è ritenuto giusto. Il controllo del personale è diretto al perseguimento di molteplici finalità: chiarire le aspettative individuali, ovvero far comprendere al dipendente quanto l'azienda si aspetta da lui; fornire maggiori garanzie che il personale sia in grado di svolgere un buon lavoro, ovvero che disponga delle necessarie capacità; aumentare le probabilità che ogni dipendente eserciti un certo autocontrollo. Tale tipologia di controllo può concretizzarsi in :
  • selezione del personale e assegnazione interna;
  • formazione;
  • definizione degli incarichi e attribuzione delle relative risorse.
  1. Quali sono le finalità del controllo del personale? Il controllo del personale è diretto al perseguimento di molteplici finalità: chiarire le aspettative individuali, ovvero far comprendere al dipendente quanto l'azienda si aspetta da lui; fornire maggiori garanzie che il personale sia in grado di svolgere un buon lavoro, ovvero che disponga delle necessarie capacità; aumentare le probabilità che ogni dipendente eserciti un certo autocontrollo. Tale tipologia di controllo può concretizzarsi in :
  • selezione del personale e assegnazione interna;
  • formazione;
  • definizione degli incarichi e attribuzione delle relative risorse.