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domande di diritto fallimentare, Prove d'esame di Diritto fallimentare

test per esame di diritto fallimentare università telematica Pegaso per svolgere esami scritti presso le sede di Siracusa,Catania ,Acireale ecc

Tipologia: Prove d'esame

2017/2018

Caricato il 05/09/2018

carmelo-raudino
carmelo-raudino 🇮🇹

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1. "LA SENTENZA REVOCATORIA FALLIMENTARE, ANCHE SE OGGETTO DI IMPUGNAZIONE,
COSTITUISCE TITOLO ESECUTIVO, ANTICIPATAMENTE RISPETTO AL SUO PASSAGGIO IN
GIUDICATO, PER IL CAPO DI CONDANNA ALLE RESTITUZIONI VERSO LA MASSA DEI
CREDITORI, CUI SIA TENUTALA CONTROPARTE, NONOSTANTE LA NATURA DI
ACCERTAMENTO COSTITUTIVO IN CUI TALE AZIONE SI SOSTANZIA" È UN PRINCIPIO
STATUITO DA: Da una Cassazione del 2011.
2. A NORMA DELL’ART. 44 L. F., SONO INEFFICACI RISPETTO AI CREDITORI: tutti gli atti compiuti dal
fallito ed i pagamenti da lui eseguiti dopo la dichiarazione di fallimento
3. A SEGUITO DELLA ESDEBITAZIONE i creditori concorsuali non hanno più alcuna azione nei confronti del
fallito, salvo quelle nei confronti di coobbligati, dei fideiussori del debitore e degli obbligati in via di regresso
4. ADEMPIUTO IL CONCORDATO : il fallito può sottrarsi alle sanzioni penali connesse al fallimento
5. AI PAGAMENTI ED ALLE OPERAZIONI COMPIUTI IN ESECUZIONE DEL CONCORDATO
PREVENTIVO E DEGLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE: Non si applicano i reati di bancarotta
fraudolenta
6. AL FALLIMENTO NON SI APPLICA LA NORMA CHE PRESCRIVE IL DIVIETO DI concorrenza
7. AL FALLITO AL QUALE VENGANO A MANCARE I MEZZI DI SUSSISTENZA, LA LEGGE
RICONOSCE LA POSSIBILITÀ DI OTTENERE UN SUSSIDIO A TITOLO DI ALIMENTI PER LUI E LA
FAMIGLIA? VERO
8. ALLA PERDITA PER IL FALLITO DEL POTERE DI DISPORRE DEI PROPRI BENI SI ACCOMPAGNA
IL TRASFERIMENTO AL CURATORE DEI POTERI INERENTI ALLA TUTELA GIUDIZIALE DEGLI
STESSI. VERO
9. ANCHE DOPO LA REVOCATORIA FALLIMENTARE: Restano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti
dagli organi del fallimento
10. ART. 1 DELLA LEGGE FALLIMENTARE: Enuncia i soggetti fallibili, Enuncia i requisiti per i quali i soggetti
fallibili non falliscono , Enuncia alcuni soggetti che non possono mai fallire
11. ART. 47 DELLA L.F. SANCISCE IL DIRITTO PER IL DEBITORE DI di rimanere nella casa di abitazione di
sua proprietà, nei limiti in cui è necessaria, fino alla liquidazione delle attività
12. ART. 49 L. F. E 220 L. F.. LIMITANO I DIRITTI DI locomozione
13. AVVENUTO IL DEPOSITO DEL CONTO DELLA GESTIONE E FISSATA L'UDIENZA, IL CURATORE
NE DÀ COMUNICAZIONE: Ai creditori ammessi al passivo, a coloro che hanno proposto opposizione, al fallito
ed ai creditori in prededuzione non soddisfatti
14. CHE TIPO DI TRASFORMAZIONE DEVE ESSERE QUELLA ASSUNTA IN COSTANZA DI
FALLIMENTO? una trasforzione c.d. liquidativa
15. CHE TIPO DI TRASFORMAZIONE DEVE ESSERE QUELLA ASSUNTA IN COSTANZA DI
FALLIMENTO? una trasforzione c.d. liquidativa
16. CHI È INCARICATO A FORMARE LO STATO PASSIVO E LO RENDE ESECUTIVO CON DECRETO
DEPOSITATO IN CANCELLERIA? il giudice delegato
17. CHI È L'ORGANO GIUDIZIALE COMPETENTE A GIUDICARE IL RICORSO CONTRO LA SENTENZA
CHE DICHIARA IL FALLIMENTO La Corte d'Appello ove risiede il fallito
18. CHI HA LA FACOLTÀ DI DIMOSTRARE IL MOMENTO DELL’EFFETTIVA CESSAZIONE
DELL’ATTIVITÀ DA CUI DECORRE L’ANNO ENTRO CUI DICHIARARE IL FALLIMENTO: Il pubblico
ministero e i creditori.
19. CHI NON PARTECIPA ALL'ACCORDO HA IL DIRITTO DI: Integrale e tempestivo pagamento entro 120
giorni dall'omologazione dell'accordo
20. CHI SONO I SOGGETTI CHE POSSONO OPPORSI ALLA SENTENZA CHE DICHIARA IL
FALLIMENTO: Chiunque abbia un interesse meritevole
21. COMPETENTE A DICHIARARE LO STATO DI INSOLVENZA È: L'autorità giudiziaria
22. CON LA CHIUSURA DEL FALLIMENTO: Cessano gli effetti sul patrimonio del fallito e le incapacità personali
23. CON LA CHIUSURA DEL FALLIMENTO: I creditori riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore
per la parte non soddisfatta dei loro crediti per capitali e interessi (salvo quanto disposto dagli artt. 142 e ss
24. CON LA REVOCATORIA FALLIMENTARE: Riacquistano la pienezza dei loro effetti quegli atti la cui
inefficacia si sia automaticamente attenuata con la dichiarazione di fallimento (artt. 64 – 65 L. F.) o sia stata
giudizialmente dichiarata attraverso l’esperimento della revocatoria fallimentare
25. CON LA SENTENZA DI FALLIMENTO VENGONO MENO alcuni diritti fondamentali
26. CON L'OMOLOGAZIONE DEL CONCORDATO VENGONO MENO I LIMITI AL COMPIMENTO
DEGLI ATTI DI DISPOSIZIONE DEL PROPRIO PATRIMONIO DA PARTE: Del debitore
27. CONTRO IL DECRETO CHE DICHIARA LA CHIUSURA O NE RESPINGE LA RICHIESTA È
AMMESSO RECLAMO, A NORMA DELL'ART. 26 L.F..: VERO
28. COSA SONO I CREDITI DEDUCIBILI: Quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali
29. CURATORE FALLIMENTARE È VINCOLATO A PREDETERMINATI SCHEMI DI VENDITA: Falso,
deve utilizzare quello che potenzialmente gli garantisce un realizzo
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1. "LA SENTENZA REVOCATORIA FALLIMENTARE, ANCHE SE OGGETTO DI IMPUGNAZIONE,

COSTITUISCE TITOLO ESECUTIVO, ANTICIPATAMENTE RISPETTO AL SUO PASSAGGIO IN

GIUDICATO, PER IL CAPO DI CONDANNA ALLE RESTITUZIONI VERSO LA MASSA DEI

CREDITORI, CUI SIA TENUTALA CONTROPARTE, NONOSTANTE LA NATURA DI

ACCERTAMENTO COSTITUTIVO IN CUI TALE AZIONE SI SOSTANZIA" È UN PRINCIPIO

STATUITO DA: Da una Cassazione del 2011.

  1. A NORMA DELL’ART. 44 L. F., SONO INEFFICACI RISPETTO AI CREDITORI: tutti gli atti compiuti dal fallito ed i pagamenti da lui eseguiti dopo la dichiarazione di fallimento
  2. A SEGUITO DELLA ESDEBITAZIONE i creditori concorsuali non hanno più alcuna azione nei confronti del fallito, salvo quelle nei confronti di coobbligati, dei fideiussori del debitore e degli obbligati in via di regresso
  3. ADEMPIUTO IL CONCORDATO : il fallito può sottrarsi alle sanzioni penali connesse al fallimento
  4. AI PAGAMENTI ED ALLE OPERAZIONI COMPIUTI IN ESECUZIONE DEL CONCORDATO PREVENTIVO E DEGLI ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE: Non si applicano i reati di bancarotta fraudolenta
  5. AL FALLIMENTO NON SI APPLICA LA NORMA CHE PRESCRIVE IL DIVIETO DI concorrenza
  6. AL FALLITO AL QUALE VENGANO A MANCARE I MEZZI DI SUSSISTENZA, LA LEGGE RICONOSCE LA POSSIBILITÀ DI OTTENERE UN SUSSIDIO A TITOLO DI ALIMENTI PER LUI E LA FAMIGLIA? VERO
  7. ALLA PERDITA PER IL FALLITO DEL POTERE DI DISPORRE DEI PROPRI BENI SI ACCOMPAGNA IL TRASFERIMENTO AL CURATORE DEI POTERI INERENTI ALLA TUTELA GIUDIZIALE DEGLI STESSI. VERO
  8. ANCHE DOPO LA REVOCATORIA FALLIMENTARE: Restano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli organi del fallimento
  9. ART. 1 DELLA LEGGE FALLIMENTARE: Enuncia i soggetti fallibili, Enuncia i requisiti per i quali i soggetti fallibili non falliscono , Enuncia alcuni soggetti che non possono mai fallire
  10. ART. 47 DELLA L.F. SANCISCE IL DIRITTO PER IL DEBITORE DI di rimanere nella casa di abitazione di sua proprietà, nei limiti in cui è necessaria, fino alla liquidazione delle attività
  11. ART. 49 L. F. E 220 L. F.. LIMITANO I DIRITTI DI locomozione
  12. AVVENUTO IL DEPOSITO DEL CONTO DELLA GESTIONE E FISSATA L'UDIENZA, IL CURATORE NE DÀ COMUNICAZIONE: Ai creditori ammessi al passivo, a coloro che hanno proposto opposizione, al fallito ed ai creditori in prededuzione non soddisfatti
  13. CHE TIPO DI TRASFORMAZIONE DEVE ESSERE QUELLA ASSUNTA IN COSTANZA DI FALLIMENTO? una trasforzione c.d. liquidativa
  14. CHE TIPO DI TRASFORMAZIONE DEVE ESSERE QUELLA ASSUNTA IN COSTANZA DI FALLIMENTO? una trasforzione c.d. liquidativa
  15. CHI È INCARICATO A FORMARE LO STATO PASSIVO E LO RENDE ESECUTIVO CON DECRETO DEPOSITATO IN CANCELLERIA? il giudice delegato
  16. CHI È L'ORGANO GIUDIZIALE COMPETENTE A GIUDICARE IL RICORSO CONTRO LA SENTENZA CHE DICHIARA IL FALLIMENTO La Corte d'Appello ove risiede il fallito
  17. CHI HA LA FACOLTÀ DI DIMOSTRARE IL MOMENTO DELL’EFFETTIVA CESSAZIONE DELL’ATTIVITÀ DA CUI DECORRE L’ANNO ENTRO CUI DICHIARARE IL FALLIMENTO: Il pubblico ministero e i creditori.
  18. CHI NON PARTECIPA ALL'ACCORDO HA IL DIRITTO DI: Integrale e tempestivo pagamento entro 120 giorni dall'omologazione dell'accordo
  19. CHI SONO I SOGGETTI CHE POSSONO OPPORSI ALLA SENTENZA CHE DICHIARA IL FALLIMENTO: Chiunque abbia un interesse meritevole
  20. COMPETENTE A DICHIARARE LO STATO DI INSOLVENZA È: L'autorità giudiziaria
  21. CON LA CHIUSURA DEL FALLIMENTO: Cessano gli effetti sul patrimonio del fallito e le incapacità personali
  22. CON LA CHIUSURA DEL FALLIMENTO: I creditori riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore per la parte non soddisfatta dei loro crediti per capitali e interessi (salvo quanto disposto dagli artt. 142 e ss
  23. CON LA REVOCATORIA FALLIMENTARE: Riacquistano la pienezza dei loro effetti quegli atti la cui inefficacia si sia automaticamente attenuata con la dichiarazione di fallimento (artt. 64 – 65 L. F.) o sia stata giudizialmente dichiarata attraverso l’esperimento della revocatoria fallimentare
  24. CON LA SENTENZA DI FALLIMENTO VENGONO MENO alcuni diritti fondamentali
  25. CON L'OMOLOGAZIONE DEL CONCORDATO VENGONO MENO I LIMITI AL COMPIMENTO DEGLI ATTI DI DISPOSIZIONE DEL PROPRIO PATRIMONIO DA PARTE: Del debitore
  26. CONTRO IL DECRETO CHE DICHIARA LA CHIUSURA O NE RESPINGE LA RICHIESTA È AMMESSO RECLAMO, A NORMA DELL'ART. 26 L.F..: VERO
  27. COSA SONO I CREDITI DEDUCIBILI: Quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali
  28. CURATORE FALLIMENTARE È VINCOLATO A PREDETERMINATI SCHEMI DI VENDITA: Falso, deve utilizzare quello che potenzialmente gli garantisce un realizzo

30. DA QUALE MOMENTO DELLA PROCEDURA FALLIMENTARE È POSSIBILE LIQUIDARE IL

COMPENSO AL CURATORE? : Il compenso al curatore può essere liquidato dal momento dell 'approvazione del rendiconto della gestione

  1. DA QUANTI MEMBRI È COMPOSTO IL COMITATO DEI CREDITORI E DA CHI È NOMINATO? : Da tre o cinque membri ed è nominato dal giudice delegato entro 30 giorni dalla sentenza dichiarativa di fallimento
  2. DOMANDE TARDIVE DI CREDITI sono quelle depositate in cancelleria oltre il termine di trenta giorni prima dell’udienza fissata per la verifica del passivo e non oltre quello di dodici mesi dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo sono considerate tardive; in caso di particolare complessità della procedura, il tribunale, con la sentenza che dichiara il fallimento, può prorogare quest’ultimo termine fino a diciotto mesi.
  3. DOPO L'APERTURA DELLA PROCEDURA LA GESTIONE DEI BENI È AFFIDATA: Al commissario straordinario
  4. E' CONSEGUENTE ALLA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO: La consegna della corrispondenza del fallito al curatore
  5. E' CONSEGUENTE ALLA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO: L'esclusione di diritto dagli appalti pubblici
  6. E PROCEDURE DI VENDITA COMPETITIVA ASSICURA GENERALMENTE una diffusione maggiore di informazioni e interesse
  7. E' SICURAMENTE UN ATTO A TITOLO ONEROSO ANORMALE: datio in solutum
  8. E' UN ATTO A TITOLO ONEROSO NON ANORMALE: Atti costitutivi di un diritto di prelazione per debiti contestualmente creati, Pagamenti di debiti scaduti
  9. E' VERA LA SEGUENTE AFFERMAZIONE: È CONSENTITO DI PRESENTARE LA PROPOSTA DI CONCORDATO ANCHE PRIMA CHE LO STATO PASSIVO VENGA DICHIARATO ESECUTIVO) si, viene contemplato dalla formulazione del nuovo art. 124 L.F.
  10. FANNO VALERE IL LORO DIRITTO DI PRELAZIONE SUL PREZZO DEI BENI VINCOLATI, E SOLO ALLORCHÉ NON SIANO SODDISFATTI INTERAMENTE CON IL VALORE REALIZZATO DA TALI BENI DIVENTANO PER IL RESIDUO CREDITORI CHIROGRAFARI E CONCORRONO CON COSTORO (PER LA MEDESIMA PERCENTUALE) NELLE RIPARTIZIONI DEL RESIDUO ATTIVO: I creditori privilegiati
  11. GLI ATTI A TITOLO GRATUITO E PAGAMENTI DI CREDITI NON SCADUTI AL MOMENTO IN CUI È INTERVENUTA LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO: Sono sempre considerati inefficaci rispetto ai creditori
  12. GLI ATTI A TITOLO ONEROSO FRA I CONIUGI: sono revocabili a determinate condizioni
  13. GLI ATTI COMPIUTI IN ASSENZA DI AUTORIZZAZIONEE QUINDI IN VIOLAZIONE DELL'ART. 35 L.F SONO: Annullabili
  14. GLI ATTI ESCLUSI DALL'AZIONE REVOCATORIA SONO DETERMINATI : dall'art. 67 L.F.
  15. GLI ATTI, I PAGAMENTI E LE GARANZIE POSTI IN ESSERE IN ESECUZIONE DELL'ACCORDO OMOLOGATORIO SONO ESENTI DA REVOCATORIA AI SENSI DELL'ART. 67 COMMA TERZO L.F.: VERO
  16. GLI ENTI PUBBLICI: sono società che falliscono
  17. GLI EREDI DELL'IMPRENDITORE DEFUNTO SONO CHIAMATI COME SOGGETTI PASSIVI DEL FALLIMENTO: Sempre
  18. I CARATTERI DEL FALLIMENTO SONO: Concorsualità, l’universalità, ufficialità, giudizialità
  19. I CONTRATTI GIÀ ESEGUITI DA UNA DELLE PARTI RESTANO IN VITA Se ad eseguirli è stata la controparte del fallito, questa, in quanto creditore, entrerà nel numero dei creditori concorrenti e dovrà accontentarsi della percentuale fallimentare
  20. I CONTRATTI IN CORSO DI ESECUZIONE: Proseguono ma il commissario straordinario può decidere di scioglierlo
  21. I CREDITORI CHE ABBIANO SOTTOSCRITTO L'ACCORDO NON POSSONO: Iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive e di acquisire titoli di prelazione se non concordati
  22. I CREDITORI CHIROGRAFARI CONCORRONO SUI BENI DEL FALLITO SECONDO IL PRINCIPIO DI: Parità di trattamento
  23. I CREDITORI CHIROGRAFARI: Non è assistitito da nessuna garanzia reale o personale
  24. I CREDITORI E AI TITOLARI DI DIRITTI REALI O PERSONALI SU BENI MOBILI E IMMOBILI DI PROPRIETÀ O IN POSSESSO DEL FALLITO, DEVONO ESSERE AVVISATI A MEZZO POSTA PRESSO LA SEDE DELL'IMPRESA O LA RESIDENZA DEL CREDITORE, OVVERO A MEZZO TELEFAX O POSTA ELETTRONICA, DA CHI? Il curatore
  25. I CREDITORI ED OGNI ALTRO INTERESSATO PUÒ PROPORRE OPPOSIZIONE ENTRO: Entro 30 giorni dalla pubblicazione dell'accordo nel R.I
  26. I CREDITORI PER TITOLO ANTERIORE AL DECRETO DI AMMISSIONE ALLA PROCEDURA NON POSSONO INIZIARE O PROSEGUIRE AZIONI ESECUTIVE E CAUTELARI INDIVIDUALI CONTRO IL DEBITORE: VERO
  27. I CREDITORI PRIVILEGIATI SONO COLORO CHE SONO ASSISTITI DA: Garanzia reale di credito

92. IL CURATORE PREDISPONE UN PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE ENTRO SESSANTA GIORNI

DALLA CHIUSURA DELL’INVENTARIO, CHE PUÒ ESSERE ANCHE NEGATIVO. il comitato dei creditori può apportare modifiche

  1. IL CURATORE PREDISPONE UN PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE ENTRO SESSANTA GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’INVENTARIO, CHE PUÒ ESSERE ANCHE NEGATIVO. il comitato dei creditori può apportare modifiche
  2. IL CURATORE PUÒ COMPIERE GLI ATTI DI STRAORDINARIA AMMINISTRAZIONE SUI BENI DEL FALLITO: Solo se autorizzati dal comitato dei creditori
  3. IL CURATORE: Eccepire i fatti estintivi, modificativi o impeditivi del diritto fatto valere, nonché l'inefficacia del titolo su cui sono fondati il credito o la prelazione, anche se è prescritta la relativa azione
  4. IL DEBITORE AMMESSO ALLA PROCEDURA DI CONCORDATO PREVENTIVO CONSERVA L'AMMINISTRAZIONE DEI SUOI BENI E CONTINUA L'ESERCIZIO DELL'IMPRESA : Si, ma durante tutta la sua procedura, la sua attività è svolta sotto la vigilanza del commissario giudiziale e per gli atti di disposizione eccedenti l'ordinaria amministrazione sarà necessaria l'autorizzazione del giudice delegato.
  5. IL DIRITTO AMMINISTRATIVO DELLA CRISI DI IMPRESA: Raggruppa tutte le discipline orientate alla prevalente tutela degli interessi diversi rispetto all'interesse dei creditori
  6. IL DIRITTO AMMINISTRATIVO DELLA CRISI D'IMPRESA INDICA PROCEDURE AVENTI CARATTERE: Liquidatorio, coattivo, amministrativo
  7. IL DIRITTO ORDINARIO DELLA CRISI DI IMPRESA: Raggruppa tutte le discipline orientate alla prevalente tutela dell'interesse dei creditori sopra ogni altro interesse
  8. IL FALLIMENTO DEI SOCI ILLIMITATAMENTE RESPONSABILI CONSEGUENTE AL FALLIMENTO SOCIETARIO: Non può essere dichiarato decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale o dalla cessazione della responsabilità illimitata, anche in caso di trasformazione, fusione o scissione, se sono state osservate le formalità per rendere noti ai terzi i fatti indicati
  9. IL FALLIMENTO DEI SOCI ILLIMITATAMENTE RESPONSABILI CONSEGUENTE AL FALLIMENTO SOCIETARIO: non può essere dichiarato decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale o dalla cessazione della responsabilità illimitata, anche in caso di trasformazione, fusione o scissione, se sono state osservate le formalità per rendere noti ai terzi i fatti indicati
  10. IL FALLIMENTO DELLA SOCIETÀ CON SOCI A RESPONSABILITÀ ILLIMITATA PRODUCE NEI CONFRONTI DEI SINGOLI SOCI I SEGUENTI EFFETTI Il fallimento della società con soci a responsabilità illimitata implica il fallimento dei soci illimitatamente responsabili
  11. IL FALLIMENTO DELLA SOCIETÀ E QUELLO DEI SINGOLI SOCI ILLIMITATAMENTE RESPONSABILI VENGONO DICHIARATI CON LA STESSA SENTENZA: LE DIVERSE PROCEDURE E LE MASSE FALLIMENTARI RIMANGONO DISTINTE A CAUSA DELL'AUTONOMIA PATRIMONIALE DELLA SOCIETÀ: VERO
  12. IL FALLIMENTO È: E' la procedura concorsuale rivolta alla realizzazione coattiva dei diritti dei creditori del debitore insolvente
  13. IL FALLITO MANTIENE LA CAPACITÀ DI COMPIERE ATTI: Sui beni facenti parte di un fondo patrimoniale
  14. IL FALLITO PUÒ AVANZARE LA PROPOSTA DI CONCORDATO : Non prima che sia trascorso un anno dalla dichiarazione di fallimento
  15. IL FALLITO PUÒ PARTECIPARE ALLA COSTITUZIONE DI UN NUOVO FONDO PATRIMONIALE: Qualora vengano conferiti beni non compresi del fallimento, come nel caso in cui i beni siano dell'altro coniuge o di un terzo, che eventualmente se ne riservano la proprietà
  16. IL GIUDICE DELEGATO APPROVA IL CONTO CON DECRETO quando non sorgono contestazioni o su queste viene raggiunto un accordo
  17. IL GIUDICE DELEGATO APPROVA IL CONTO CON DECRETO quando non sorgono contestazioni o su queste viene raggiunto un accordo
  18. IL GIUDICE DELEGATO NELL'ESAME PREVENTIVO DELLA PROPOSTA DI CONCORDATO : È vincolato dal parere del comitato dei creditori
  19. IL GIUDICE DELEGATO ORDINA IL RIPARTO FINALE: Dopo l'approvazione del conto e la liquidazione del compenso del curatore
  20. IL GIUDICE DELEGATO ORDINA LA CANCELLAZIONE DELLE ISCRIZIONI RELATIVE AI DIRITTI DI PRELAZIONE, NONCHÈ DELLE TRASCRIZIONI DEI PIGNORAMENTI E DEI SEQUESTRI CONSERVATIVI E DI OGNI ALTRO VINCOLO UNA VOLTA ESEGUITA LA VENDITA E RISCOSSO IL PREZZO DEI BENI IMMOBILI E MOBILI ISCRITTI IN PUBBLICI REGISTRI CON: Decreto
  21. IL GIUDICE DELEGATO PUÒ OBBLIGARE: A far eseguire i versamenti dovuti dai soci
  22. IL GIUDICE DELEGATO può disporre l’assegnazione in favore di singoli creditori, sempre nel rispetto delle cause legittime di prelazione, di crediti di imposta del fallito non ancora rimborsato, al posto delle somme agli stessi spettanti
  23. IL GIUDICE DELEGATO: E' nominato dal Tribunale fallimentare nella sentenza dichiarativa di fallimento
  1. IL GIUDICE DELEGATO: Può disporre l'assegnazione in favore di singoli creditori, sempre nel rispetto delle cause legittime di prelazione, di crediti di imposta del fallito non ancora rimborsato, al posto delle somme agli stessi spettanti
  2. IL GIUDICE PUÒ SOSPENDERE LA VENDITA DI UN BENE SE: e vi è il fumus bonis iuris e il periculum in mora
  3. IL GIUDICE PUÒ SOSPENDERE LA VENDITA DI UN BENE SE: se vi è un grave impedimento
  4. IL GIUDIZIO D'APPELLO CONTRO LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO È DECISO: Con Rito camerale
  5. IL PAGAMENTO IMMEDIATO DI UNA PERCENTUALE PREVISTO NELLA PROPOSTA DI CONCORDATO QUALIFICA IL MEDESIMO COME : Concordato remissorio
  6. IL PIANO CHE PREVEDE LA CONTINUITÀ DEVE PREVEDERE: La risoluzione dei contratti in corso di esecuzione,La risoluzione dei contratti pubblici in corso di esecuzione,La risoluzione dei contratti di appalto in corso di esecuzione .Nessuna risposta è corretta
  7. IL PIANO DEVE INDICARE: Un'analitica indicazione dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell'attività d'impresa, delle risorse finanziarie necessarie e delle relative modalità di copertura,1)una moratoria sino ad un anno per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno, ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione,La relazione di un professionista indipendente e la dichiarazione di altro operatore impegnato a mettere a disposizione le risorse necessarie per l'esecuzione dell'appalto e a subentrare all'impresa ausiliata
  8. IL PIANO DI RIPARTO PUÒ ESSERE RECLAMATO ENTRO: 15 giorni dai creditori
  9. IL PICCOLO IMPRENDITORE: Fallisce solo se raggiunge determinati requisiti
  10. IL PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE PUÒ PREVEDERE: la continuazione provvisoria dell'attività di impresa.
  11. IL RENDICONTO È A: Forma libera
  12. IL RICORSO CONTRO LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO : Non sospende gli effetti del fallimento
  13. IL RICORSO PER LA RISOLUZIONE DEL CONCORDATO : Deve proporsi entro un anno dalla scadenza del termine fissato per l'ultimo adempimento previsto nel concordato
  14. IL RICORSO PER L'ANNULLAMENTO DEL CONCORDATO DEVE PROPORSI : Non oltre due anni dalla scadenza del termine fissato per l'ultimo adempimento previsto dal concordato
  15. IL SOCIO OCCULTO È COLUI CHE: si presenta come institore dell'imprenditore apparente
  16. IL SOCIO OCCULTO È COLUI CHE: Si presenta come institore dell'imprenditore apparente
  17. IL SOCIO OCCULTO PUÒ FALLIRE SOLO SE: dichiara di essere un imprenditore, se il pubblico ministero scopre il suo prestanome, se diventa imprenditore apparente. nessuna delle risposte precedenti è corretta.
  18. IL SOGGETTO DICHIARATO FALLITO: non può amministare il proprio patrimonio
  19. IL SOGGETTO DICHIARATO FALLITO: non può amministare il proprio patrimonio
  20. IL TERMINE DI PRESCRIZIONE PER LA REVOCATORIA ORDINARIA DECORRE DAL GIORNO: in cui è stato stipulato l'atto impugnato
  21. IL TERZO CHE VOGLIA PROPORRE CONCORDATO : In ogni tempo
  22. IL TRIBUNALE CHIUDE LA PROCEDURA FALLIMENTARE CON: Decreto motivato
  23. IL TRIBUNALE DICHIARA LA ESDEBITAZIONE nel decreto con cui è dichiarata la chiusura del fallimento o su ricorso del debitore presentato entro l'anno successivo
  24. IL TRIBUNALE FALLIMENTARE DECIDE SULL'OMOLOGAZIONE CON DECRETO SOGGETTO A GRAVAME: Soltanto se vi sono opposizioni
  25. IL TRIBUNALE FALLIMENTARE INVESTITO DEL GIUDIZIO DI OMOLOGAZIONE SU SITANZA DEL PROPONENTE : Espleta un controllo solo di legalità e non di merito
  26. IMPRENDITORE ABUSIVO SVOLGE UNA ATTIVITÀ ECONOMICA: Illecita.
  27. IN CASO DI ESDEBITAZIONE i creditori che non hanno partecipato al fallimento possono agire individualmente nei confronti del fallito per la sola eccedenza alla percentuale attribuita nel concorso ai creditori di pari grado
  28. IN CASO DI RAPPOTO DI LAVORO SUBORDINATO il rapporto prosegue dopo il fallimento del datore di lavoro
  29. IN OCCASIONE DEL RIPARTO FINALE: Trascorsi cinque anni dal deposito, le somme non riscosse dagli aventi diritto e i relativi interessi, se non richieste da altri creditori, rimasti insoddisfatti, saranno versate allo Stato
  30. IN VIA DEL TUTTO GENERALE LE OPERAZIONI SOCIETARIE STRAORDINARIE SONO: ammesse
  31. IN VIA DEL TUTTO GENERALE LE OPERAZIONI SOCIETARIE STRAORDINARIE SONO: Ammesse
  32. INDICARE COSA SI INTENDE PER VIS ATTRACTIVA DEL TRIBUNALE FALLIMENTARE: Sorta di competenza funzionale del Tribunale fallimentare con lo scopo di riunire davanti ad un solo giudice le cause che dipendono dal fallimento
  33. INDICARE QUALI SONO GLI OBBLIGHI DEL DEBITORE CHE CHIEDE IL PROPRIO FALLIMENTO: Deve obbligatoriamente presentare le scritture contabili e fiscali obbligatorie relative alla gestione degli ultimi tre esercizi e la documentazione
  34. INDICARE QUALI SONO GLI ORGANI PREPOSTI ALLA PROCEDURA FALLIMENTARE: Tribunale fallimentare, Giudice delegato, Curatore fallimentare, Comitato dei creditori
  1. LA PROPOSTA DI CONCORDATO : Può prevedere che i creditori siano soddisfatti attraverso forme diverse dall'adempimento
  2. LA PROPOSTA DI CONCORDATO : Può prevedere la soddisfazione parziale dei creditori privilegiati, purchè in misura non inferiore a quanto gli stessi potrebbero conseguire, in ragione della loro collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione
  3. LA PROPOSTA DI CONCORDATO CHE PREVEDA LA SUDDIVISIONE DEI CREDITORI IN CLASSI : Deve essere sottoposta al tribunale che verifica il corretto utilizzo dei criteri di formazione e di trattamento delle classi
  4. LA PROPOSTA DI CONCORDATO PUÒ ESSERE PRESENTATA MEDIANTE RICORSO AL GIUDICE DELEGATO : Da uno o più creditori, dal fallito oppure da un terzo
  5. LA REDAZIONE DELL’INVENTARIO E LA PRESA IN CONSEGNA DEI BENI INVENTARIATI DA PARTE DEL CURATORE: accerta l'attivo fallimentare
  6. LA REVOCATORIA FALLIMENTARE: Ha efficacia relativa
  7. LA REVOCATORIA FALLIMENTARE: Ha lo stesso funzionamento della revocatoria ordinaria
  8. LA REVOCATORIA FALLIMENTARE: Può essere cassata
  9. LA REVOCATORIA TENDE A: A recupero del bene alla garanzia patrimoniale dei creditori
  10. LA RIFORMA DEL 2006 HA ABOLITO IL REGISTRO DEI FALLITI, ATTRAVERSO L’ABROGAZIONE DELL’ART. 50 L. F., NONCHÉ HA SOPPRESSO LA PREVISTA INCAPACITÀ PER IL FALLITO NEI 5 ANNI SUCCESSIVI AL FALLIMENTO, DI ESERCITARE IL DIRITTO DI VOTO. E’ STATO ALTRESÌ SOPPRESSO L’ISTITUTO DELLA RIABILITAZIONE: VERO
  11. LA RIPARTIZIONE FINALE DELL'ATTIVO NON COMPORTA LA CHIUSURA DEL FALLIMENTO: FALSO
  12. LA RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI E LA SODDISFAZIONE DEI CREDITI DEVE AVVENIRE: Attraverso qualsiasi forma anche mediante cessione dei beni, accollo, o altre operazioni straordinarie, compresa l'attribuzione ai creditori di azioni, quote, obbligazioni o altri strumenti finanziari, titoli di debito
  13. LA SENTENZA CHE RISOLVE IL CONCORDATO : Riapre la procedura fallimentare
  14. LA SENTENZA DI FALLIMENTO A EFFETTI DI NATURA: Penale, Privata, Processuale
  15. LA SOCIETÀ NON SI ESTINGUE CON LA CHIUSURA DEL FALLIMENTO NEL CASO IN CUI: Il fallimento abbia coinvolto un socio
  16. LA SORTE DEI CONTRATTI STIPULATI IN FUNZIONE DELL’UTILIZZAZIONE DELL’AZIENDAÈ DISCIPLINATA: dall'art. 2558 c.c.
  17. LA SORTE DEI CONTRATTI STIPULATI IN FUNZIONE DELL'UTILIZZAZIONE DELL'AZIENDA È DISCIPLINATA: Dall'art. 2558 c.c
  18. LA SUDDIVISIONE IN CLASSI DEI DEBITORI DEVE ESSERE : Ben motivata
  19. LA SUDDIVISIONE IN CLASSI DEI DEBITORI: È possibile per dividere i creditori per posizione giuridiche e di interessi
  20. LA TEMPORANEA DIFFICOLTÀ DI ADEMPIERE : Condizione diversa dall'insolvenza e legittimante l'impresa ad accedere all'amministrazione controllata
  21. LA TRASFORMAZIONE DELLA SOCIETÀ DA DIRITTO AI SOCI DI? Cedere la propria quota
  22. L'ACCERTAMENTO DELLO STATO PASSIVO È DI COMPETENZA: Dell'autorità giudiziaria
  23. L'ACCORDO ACQUISTA EFFICACIA: Con l'iscrizione nel registro imprese
  24. L'ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO È: Un contratto stragiudiziale con cui il debitore si accorda con la maggior parte dei suoi creditori al fine di ripianare i debiti
  25. L'ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEVE ESSERE SOTTOSCRITTO: Dai tre quinti dei creditori che rappresentano il passivo
  26. L'ACQUISTO DI UN BENE DERIVANTE DAL FALLIMENTO AVVIENE libero da ogni peso vincolo onere e ipoteche
  27. L'AMMINISTRAZIONE DEI BENI È AFFIDATA: All'imprenditore
  28. L'APERTURA DELLA PROCEDURA È DICHIARATA CON: Decreto motivato
  29. L'APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE DA PARTE DEL GIUDICE DELEGATO IN CUI SIA PREVISTA LA VENDITA DELLA PARTECIPAZIONE DEVE ESSERE NOTIFICATA: Alla società
  30. L'ART. 105 L.F. SI OCCUPA DI DISCIPLINARE: La vendita dell'azienda, dei rami , di beni e rapporti in blocco
  31. L'ART. 105 L.F. SI OCCUPA DI DISCIPLINARE: la vendita dell'azienda, dei rami , di beni e rapporti in blocco
  32. L'ART. 105 L.F. SI OCCUPA DI DISCIPLINARE: si applica per estensione ad ogni vendita non atomistica.
  33. L'ART. 105 L.F. SI OCCUPA DI DISCIPLINARE: Si applica per estensione ad ogni vendita non atomistica
  34. L'ART. 105 L.F. SI OCCUPA DI DISCIPLINARE: si applica per estensione ad ogni vendita non atomistica.
  35. L'ART. 11 DELLA L. FALLIMENTARE IMPONE CHE: Che il fallimento possa essere dichiarato contro l'imprenditore entro un anno dalla morte se l'insolvenza si è manifestata anteriormente alla morte o entro l'anno successivo
  36. L'ART. 47 DELLA L.F. SANCISCE IL DIRITTO PER IL DEBITORE DI: Di rimanere nella casa di abitazione di sua proprietà, nei limiti in cui è necessaria, fino alla liquidazione delle attività
  37. L'ART. 48 L. F: Deroga il diritto alla riservatezza della corrispondenza, giustificato dagli altri interessi in gioco
  1. L'ART. 72 RICHIEDE L'AUTORIZZAZIONE DI: comitato dei creditori
  2. L'ART. 99 L.F. DISCIPLINA: La formazione dello stato passivo
  3. L'ASSOGGETTAMENTO A CONCORDATO PRECLUDE DI REGOLA L'ASSEGNAZIONE DI CONTRATTI PUBBLICI E, OVE ANTERIORMENTE STIPULATI, NE È PREVISTA L'AUTOMATICA RISOLUZIONE: : Falso, è stata introdotta una particolare disciplina dei contratti con le pubbliche amministrazioni
  4. L'ASSUNTORE DEL CONCORDATO : Può obbligarsi in solido con il fallito oppure restare il solo obbligato
  5. L'ATTIVO, INOLTRE, DIVENTA DEFINITIVO QUANDO? Dopo che si sono esaurite le azioni revocatorie e le azioni di rivendica proposte eventualmente da terzi proprietari sui beni del fallito
  6. L'AUTORIZZAZIONE AD UNA FUSIONE IN PENDENZA DI CONCORDATO PREVENTIVO: E' necessaria solo qualora l'ammissione al concordato preveda esplicitamemte tale autorizzazione
  7. L'AZIONE REVOCATORIA NON PUÒ ESSERE PROMOSSA: Decorsi cinque anni dalla dichiarazione di fallimento
  8. L'AZIONE REVOCATORIA PUÒ ESSERE PROMOSSA: Solo se è stato accertato lo stato di insolvenza
  9. LE CATEGORIE DI IMPRENDITORI SOTTRATTI AL FALLIMENTO SONO: Gli imprenditori agricoli, i piccoli imprenditori, gli enti pubblici, le società non commerciali
  10. LE IPOTECHE GIUDIZIALI ISCRITTE NEI 90 GIORNI ANTECEDENTI AL DEPOSITO DELLA DOMANDA DI CONCORDATO: Non sono opponibili ai creditori
  11. LE NAVI E GLI AEROOMOBILI SONO VENDUTI SECONDO LE PRESCRIZIONI: Del codice della navigazione, ove compatibile
  12. LE PROCEDURE DI VENDITA COMPETITIVA ASSICURA GENERALMENTE: Una diffusione maggiore di informazioni e interesse
  13. LE PROCEDURE FALLIMENTARI SONO: Concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi
  14. LE RIPARTIZIONI PARZIALI NON POSSO ESSERE SUPERIORI.....DELLE SOMME DISPONIBILI: Al 80%
  15. LE SOCIETÀ COMMERCIALI POSSONO ESSERE DICHIARATE FALLITE: a prescindere che svolgano o meno effettivamente attività d'impresa
  16. LE SOCIETÀ COOPERATIVE SONO SOGGETTE AL FALLIMENTO: Quando svolgono attività commerciale
  17. LE SOCIETÀ PARTECIPATE: Sono società fallibili come le altre
  18. LE SOMME DOVUTE SECONDO IL RIPARTO FINALE AI CREDITORI CHE NON SI PRESENTANO O RISULTANO IRREPERIBILI: Sono depositate presso l'ufficio postale o in banca
  19. L'ENTE PUBBLICO: Non può mai fallire, si applicano altre procedure
  20. L'ESDEBITAZIONE PUÒ ESSERE CONCESSA: Se il fallito ha cooperato con gli organi della procedura
  21. L'ESECUZIONE DEL PROGRAMMA DI RISTRUTTURAZIONE O DI CESSIONE È AUTORIZZATO: Dal Ministro dello Sviluppo Economico
  22. L'EX FALLITO, UNA VOLTA DICHIARATA LA REVOCATORIA FALLIMENTARE: riacquista tutte le libertà e le capacità già limitatesi o perdute, ivi compresa la capacità processuale
  23. L'EX FALLITO, UNA VOLTA DICHIARATA LA REVOCATORIA FALLIMENTARE: Riacquista tutte le libertà e le capacità già limitatesi o perdute, ivi compresa la capacità processuale
  24. L'IMPRENDITORE ABUSIVO SVOLGE UNA ATTIVITÀ ECONOMICA: Illecita
  25. L'IMPRENDITORE CHE HA CESSATO LA PROPRIA ATTIVITÀ NON PUÒ MAI: Non ha la facoltà di dimostrare il momento effettivo in cui ha cessato la propria attività di impresa.
  26. L'IMPRENDITORE CHE HA CESSATO LA PROPRIA ATTIVITÀ NON PUÒ MAI: Non ha la facoltà di dimostrare il momento effettivo in cui ha cessato la propria attività di impresa
  27. L'IMPRENDITORE IN STATO DI CRISI HA L'ONERE DI: Depositare l'accordo nella cancelleria del Tribunale, unitamente alla documentazione prevista dall'art. 161 L.F. ed una relazione redatta da un esperto sull'attuabilità di esso e sulla veridicità dei dati aziendali
  28. L'IMPRENDITORE, SECONDO LA DOTTRINA PIÙ SEGUITA NON PUÒ MAI ESSERE DICHIARATO FALLITO SE: E' occulto
  29. L'IMPRENDITORE, SECONDO LA DOTTRINA PIÙ SEGUITA NON PUÒ MAI ESSERE DICHIARATO FALLITO SE: E' occulto
  30. L'IMPRESA PUÒ PARTECIPARE ALLE PROCEDURE DI AGGIUDICAZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI,: Se al piano allega la relazione di un professionista
  31. NEL CASO DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE SE FALLISCE IL CONDUTTORE spetta al curatore la scelta fra mantenere l'esecuzione del contratto o recedere dallo stesso
  32. NEL DIRITTO AMMINISTRATIVO DELLA CRISI D'IMPRESA OGGETTO DI TUTELA È: L'esigenza di conservazione dell'impresa
  33. NEL DIRITTO ORDINARIO DELLA CRISI D'IMPRESA OGGETTO DI TUTELA È: Il credito verso l'imprenditore insolvente
  34. NEL NOSTRO ORDINAMENTO LE PROCEDURE CONCORSUALI SONO DISCIPLINATE: Dalla cd. Legge Fallimentare, codice civile e in altre leggi speciali, nonché codice di procedura civile

286. QUANDO GLI ATTI DISPOSITIVI COMPIUTI DAL DEBITORE NON RIENTRANO NELLE

CATEGORIE DI ATTI SOTTOPOSTI ALLA REVOCATORIA FALLIMENTARE: Il curatore può utilizzare la revocatoria ordinaria

  1. SAREBBE POSSIBILE DONARE IL DIRITTO DI ABITAZIONE IN FAVORE DI SOGGETTO DICHIARATO FALLITO: Si, perché il diritto di abitazione è un diritto impignorabile
  2. SE GLI ATTI INDICATI ALL'ART. 35 L.F. SONO DI VALORE SUPERIORE A 50.000,00 EURO, E PER TUTTE LE TRANSAZIONI, OLTRE CHE L'AUTORIZZAZIONE DEL COMITATO DEI CREDITORI, OCCORRE CHE IL CURATORE NE INFORMI PREVENTIVAMENTE: Il giudice delegato
  3. SE IL CREDITORE HA SEDE O RISIEDE ALL’ESTERO, LA COMUNICAZIONE PUÒ ESSERE essere effettuata al rappresentante in italia se questo esiste
  4. SE IL SOCIO DI UNA S.N.C. FALLISCE, CONSEGUENTEMENTE LA SOCIETÀ: Fallisce
  5. SE L’IMPRENDITORE MUORE DOPO LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO LA PROCEDURA PROSEGUE NEI CONFRONTI DEGLI EREDI, ANCHE SE HANNO ACCETTATO CON BENEFICIO D’INVENTARIO: Vero.
  6. SE LA CHIUSURA DEL FALLIMENTO È DICHIARATA AI SENSI DELL'ART. 118 PRIMO COMMA N.4, PRIMA DELL'APPROVAZIONE DEL PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE, IL TRIBUNALE DECIDE SENTITI: Il curatore e il comitato dei creditori
  7. SE L'IMPRENDITORE MUORE DOPO LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO LA PROCEDURA PROSEGUE NEI CONFRONTI DEGLI EREDI, ANCHE SE HANNO ACCETTATO CON BENEFICIO D'INVENTARIO: VERO
  8. SE L'IMPRENDITORE NEGLI ULTIMI TRE ESERCIZI NON HA 200.000,00 EURO DI RICAVI LORDI assolve ad un dei requisiti per non fallibilità
  9. SE L'IMPRENDITORE NEGLI ULTIMI TRE ESERCIZI NON HA 200.000,00 EURO DI RICAVI LORDI: Assolve ad uno dei requisiti per non fallibilità
  10. SE NEL TERMINE STABILITO NELLA SENTENZA DICHIARATIVA DEL FALLIMENTO NON SONO STATE PROPOSTE DOMANDE DI AMMISSIONE AL PASSIVO: Si chiude il fallimento
  11. SE UNA S.A.S. FALLISCE, SICURAMENTE FALLIRANNO ANCHE: i soci acomandatari
  12. SE VIENE DICHIARATO PRIMA IL FALLIMENTO: E' preclusa la l.c.a
  13. SECONDO LA CASSAZIONE vi sono indici prescritti dalla legge al fine di verificare la fallibilità o meno di un soggetto
  14. SECONDO LA CASSAZIONE, L'ART. 47 L.F. SANCISCE UN DIRITTO soggettivo
  15. SECONDO LA CASSAZIONE: Vi sono indici prescritti dalla legge al fine di verificare la fallibilità o meno di un soggetto
  16. SI ESTENDE IL FALLIMENTO AI SEGUENTI SOGGETTI: al socio occulto illimitatamente responsabile e al socio finanziatore.
  17. SI ESTENDE IL FALLIMENTO AI SEGUENTI SOGGETTI: Al socio occulto illimitatamente responsabile e al socio finanziatore
  18. SI HA CONCORDATO DILATORIO QUANDO LA PROPOSTA PREVEDE: Un pagamento differito dell'intero credito
  19. SONO INCLUSI NELLA ESDEBITAZIONE: Le obbligazioni derivanti da rapporti inerenti l'esercizio dell'impresa
  20. SONO NECESSARI I SEGUENTI REQUISITI, DEVE ESERCITARE UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE; - DEVE VERSARE IN UNO STATO DI CRISI O DI INSOLVENZA; - DEVE SUPERARE ALMENO UNA DELLE SOGLIE DI FALLIBILITÀ INDICATE DALLA LEGGE; PER: Proporre la domanda di concordato
  21. SONO SOGGETTI FALLIBILI: L'imprenditore commerciale
  22. TUTTI GLI ATTI COMPIUTI DAL FALLITO ED I PAGAMENTI DA LUI ESEGUITI DOPO LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO NON SONO: donazioni,liberalità indirette,adempimento del terzo
  23. TUTTI GLI ATTI COMPIUTI DAL FALLITO ED I PAGAMENTI DA LUI ESEGUITI DOPO LA DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO: non sono donazioni, non sono liberalità indirette, non sono adempimento del terzo
  24. UN ORGANO DELLA PROCEDURA È: Il commissario liquidatore
  25. UNA S.N.C. PARTECIPATA DA UN'ALTRA SOCIETÀ FALLISCE: fallisce anche la società socia se è una società di persone.
  26. UNA VOLTA RESO ESECUTIVO IL PIANO DI RIPARTO NON PUÒ PIÙ ESSERE MODIFICATO E DIVIENE IN LINEA GENERALE INTANGIBILE PER I CREDITORI SUCCESSIVI.: Esprime il principio di stabilità dei riparti
  27. UNO DEGLI EFFETTI PATRIMONIALI DELLA SENTENZA DI FALLIMENTO È? Lo spossesamento del patrimonio
  28. VANNO ESCLUSE DALLA RIPARTIZIONE DELL'ATTIVO: Le somme occorrenti alla procedura