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DIRITTO FALLIMENTARE, Prove d'esame di Diritto fallimentare

TEST FINALE DIRITTO FALLIMENTARE

Tipologia: Prove d'esame

2022/2023

In vendita dal 08/05/2023

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michele-pinna-3 🇮🇹

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Banca Dati e Test di autovalutazione della materia Diritto Fallimentare (A.A. 2022/2023)
relativo al Master di Diritto e contrattualistica d'impresa (MA1432)
1. A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il
curatore: deve convocare l’assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa
dell’attività o della sua cessazione
2. Affinché l’accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa: tutti i creditori appartenenti alla
medesima categoria devono essere informati dell’avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi
consapevolmente
3. Affinché possa darsi l’accordo di ristrutturazione a efficacia estesa: l’accordo deve avere carattere non
liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell’attività d’impresa, direttamente o indirettamente
4. Affinché si abbia la procedura familiare: il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e
deve avere origine comune
5. Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione della crisi: deve
essere convivente o il debito deve avere un’origine comune
6. Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione: si applica il 1239 c.c. se la remissione sia
uno degli strumenti negoziali previsti dall’accordo (o accordi) di ristrutturazione
7. Ai creditori non aderenti: Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi
conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale
8. Ai fini della cessazione dell’attività e della cancellazione di cui all’art. 33 CCeI, per l’imprenditore
individuale: È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento
dell’effettiva cessazione dell’attività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione
9. Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore deve: compilare l’elenco dei creditori e l’elenco di
coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari
10. Ai fini dell’ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva
distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell’imprenditore
11. Ai sensi dell’art 233 comma 1 lett a) e b) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude: a)se nel
termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte domande
di ammissione al passivo; b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell’attivo, le
ripartizioni ai creditori raggiungono l’intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo
estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione
12. Ai sensi dell’art 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione: occorre eliminare la causa di
scioglimento con deliberazione dell’assemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni
dell’atto costitutivo o dello statuto
13. Al concordato minore, salvo quanto specificamente previsto, si applica: le disposizioni in materia di
concordato preventivo
14. Al fine della loro omologazione, devono aderirvi: almeno il sessanta per cento dei creditori
15. Al fine di individuare un gruppo di società, si presume che: l’attività di direzione e coordinamento sia
esercitata dalla società o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e che siano sottoposte alla direzione
e coordinamento di una società o ente che le controlli direttamente, anche nei casi di controllo congiunto
16. Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l’imprenditore: Anche non commerciale
(agricoltori, artigiani)
17. Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso: l’imprenditore
18. Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla
ai fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale
19. Alla domanda deve essere allegata: una relazione particolareggiata redatta a cura dell’OCC
20. All’erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando: si sia già realizzata
confusione tra il patrimonio dell’imprenditore defunto e dell’erede
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Banca Dati e Test di autovalutazione della materia Diritto Fallimentare (A.A. 2022/2023)

relativo al Master di Diritto e contrattualistica d'impresa (MA1432)

  1. A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il curatore: deve convocare l’assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa dell’attività o della sua cessazione
  2. Affinché l’accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa: tutti i creditori appartenenti alla medesima categoria devono essere informati dell’avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi consapevolmente
  3. Affinché possa darsi l’accordo di ristrutturazione a efficacia estesa: l’accordo deve avere carattere non liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell’attività d’impresa, direttamente o indirettamente
  4. Affinché si abbia la procedura familiare: il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e deve avere origine comune
  5. Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione della crisi: deve essere convivente o il debito deve avere un’origine comune
  6. Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione: si applica il 1239 c.c. se la remissione sia uno degli strumenti negoziali previsti dall’accordo (o accordi) di ristrutturazione
  7. Ai creditori non aderenti: Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale
  8. Ai fini della cessazione dell’attività e della cancellazione di cui all’art. 33 CCeI, per l’imprenditore individuale: È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento dell’effettiva cessazione dell’attività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione
  9. Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore deve: compilare l’elenco dei creditori e l’elenco di coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari
  10. Ai fini dell’ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell’imprenditore
  11. Ai sensi dell’art 233 comma 1 lett a) e b) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude: a)se nel termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte domande di ammissione al passivo; b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell’attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l’intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione
  12. Ai sensi dell’art 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione: occorre eliminare la causa di scioglimento con deliberazione dell’assemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni dell’atto costitutivo o dello statuto
  13. Al concordato minore, salvo quanto specificamente previsto, si applica: le disposizioni in materia di concordato preventivo
  14. Al fine della loro omologazione, devono aderirvi: almeno il sessanta per cento dei creditori
  15. Al fine di individuare un gruppo di società, si presume che: l’attività di direzione e coordinamento sia esercitata dalla società o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e che siano sottoposte alla direzione e coordinamento di una società̀ o ente che le controlli direttamente, anche nei casi di controllo congiunto
  16. Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l’imprenditore: Anche non commerciale (agricoltori, artigiani)
  17. Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso: l’imprenditore
  18. Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale
  19. Alla domanda deve essere allegata: una relazione particolareggiata redatta a cura dell’OCC
  20. All’erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando: si sia già realizzata confusione tra il patrimonio dell’imprenditore defunto e dell’erede
  1. Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al concordato preventivo il ricorso per l’omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a: unicamente al debitore
  2. Artigiani, imprenditori non commerciali e imprenditori: possono fare ricorso al piano attestato di risanamento
  3. Banche, SIM, Sicav e assicurazioni: sono escluse dal procedimento di composizione negoziata della crisi in quanto soggette alle rispettive legislazioni speciali
  4. Con il concordato nella liquidazione giudiziale si tende a: chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di ristrutturazione dei debiti
  5. Con la chiusura della liquidazione giudiziale: cessano gli effetti della procedura di liquidazione sul patrimonio del debitore e le sue conseguenti incapacità personali
  6. Con riferimento ai crediti pecuniari: la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale sospende il corso degli interessi legali e convenzionali
  7. Con riferimento alla società cooperativa, la perdita del capitale sociale: l’apertura di una procedura di liquidazione controllata dei suoi beni
  8. Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione: si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria
  9. Dal punto di vista strutturale, gli accordi di ristrutturazione contemplano il debitore e uno o più creditori: vero, la norma fa riferimento a uno o più creditori aderenti
  10. Dal tenore letterale della norma (art. 172 CCeI), si evince che: la decisione (e connessa comunicazione) di risoluzione del contratto non esigano autorizzazione da parte di alcuno
  11. Dalla data di domanda di concordato preventivo e fino all’omologazione: conserva l’amministrazione dei suoi beni e l’esercizio dell’impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale
  12. Dalla lettura dell’art 13 Ccel si comprende che costituiscono indicatori di crisi: gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario ed i ritardi nei pagamenti reiterati e significativi
  13. È competente, in caso di presentazione di più richieste di risoluzione della crisi: il giudice adito per primo
  14. Essi sono conclusi: dall’imprenditore in stato di crisi o di insolvenza
  15. Essi sono soggetti: a omologazione ai sensi dell’art. 48 CCeI
  16. Ex articolo 33 del CCeI la liquidazione giudiziale può essere aperta: entro un anno dalla cessazione dell’attività del debitore, se l’insolvenza si sia manifestata anteriormente alla medesima o entro l’anno successivo
  17. Gli accordi di ristrutturazione: Sono strumenti negoziali stragiudiziali soggetti a omologazione
  18. Gli accordi di ristrutturazione a efficacia estesa: sono estesi anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria
  19. Gli "accordi di ristrutturazione dei debiti": sono compresi nella composizione negoziata
  20. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti: sono anch’essi strumenti di regolazione (negoziale) della crisi, e sono volti al risanamento dell’esposizione debitoria
  21. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti devono assicurare: il pagamento integrale dei creditori estranei
  22. Gli accordi di ristrutturazione della società hanno efficacia: nei confronti dei soci illimitatamente responsabili
  23. Gli accordi di ristrutturazione possono essere eseguiti: attraverso atti negoziali e non negoziali
  24. Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in funzione: della continuità aziendale
  25. Gli accordi di ristrutturazione sono agevolati in quanto: la percentuale richiesta per la loro conclusione è il trenta (invece che il sessanta) per cento dei crediti
  26. Gli allegati del piano di risanamento sono: Le scritture contabili, le dichiarazioni dei redditi, i bilanci degli ultimi tre anni, l’elenco dei creditori e una relazione economica particolareggiata in formato digitale
  27. Gli aspetti ‘essenziali’ delle attività propedeutiche alla liquidazione sono: l’apposizione dei sigilli, la redazione dell’inventario, la consegna dei beni del debitore e la formazione del fascicolo informatico
  1. I membri della stessa famiglia possono: presentare un unico progetto di risoluzione della crisi da sovra indebitamento
  2. I principi generali del Capo II possono così riassumersi: doveri del debitore, doveri dei creditori, doveri delle autorità preposte al governo della crisi d’impresa e principi di carattere processuale
  3. Il Ccel nella disciplina degli assetti organizzativi dell’impresa esige un modello di organizzazione complesso ove l’attività di impresa si esprima a sua volta attraverso modelli gestionali complessi. La complessità consiste: nella predisposizione di un’organizzazione amministrativa e contabile capace di sostenere le diverse articolazioni dell’attività economica svolta dalla società, e deve essere utile a rilevare la crisi o a indicare il rischio di perdita della continuità aziendale, naturalmente secondo gli indicatori e nei modi che sono disciplinati principalmente negli artt. 13 e 14 del nuovo Codice
  4. Il Ccel ripristina, per la liquidazione giudiziale, il precetto secondo cui: l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata sono cause di scioglimento delle società di capitali
  5. Il Ccel si compone di: 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie e modifiche al codice civile
  6. Il Codice ammette, anche nella liquidazione coatta: ripartizioni parziali
  7. Il Codice declina due modi esecutivi per monetizzare il valore dei beni del patrimonio del debitore: in via principale, la vendita dell’azienda o suoi rami, ovvero le vendite in blocco di beni e, dall’altro, in via subordinata le vendite dei singoli beni
  8. Il Codice qualifica come essenziali i contratti: necessari per la continuazione della gestione corrente dell’impresa
  9. Il COMI e la "dipendenza" esprimono lo stesso concetto: falso, il COMI serve a individuare lo stato membro che dovrà regolare la procedura principale, la presenza di una "dipendenza" declina la possibilità di aprire un procedimento secondario nel luogo in cui essa si trova
  10. Il comma secondo dell’art. 207 CCeI stabilisce che: le vendite e gli altri atti di liquidazione sono effettuati dal curatore o dal delegato alle vendite tramite procedure competitive, anche avvalendosi di soggetti specializzati, con le modalità stabilite con ordinanza dal giudice delegato
  11. Il commissario deve accantonare le somme ricavate dalla vendita di beni gravati da diritti di prelazione: si, anche se tale specifico accantonamento non è espressamente previsto
  12. Il commissario liquidatore: forma l’inventario, procede alla stima dei beni, quindi li liquida, salve le limitazioni stabilite dall’autorità di vigilanza
  13. Il commissario liquidatore: liquida il patrimonio sociale secondo le direttive dell’autorità che vigila e sotto il controllo del comitato di vigilanza
  14. Il compenso dell’Organismo di Composizione della Crisi: È ripartito tra i membri della famiglia in proporzione all’entità dei debiti di ciascuno
  15. Il concordato giudiziale integra una fattispecie: a formazione progressiva che consta di tre fasi
  16. Il concordato minore è finalizzato a: risolvere lo stato di sovrindebitamento in funzione della prosecuzione dell’attività imprenditoriale o professionale
  17. Il concordato minore è rivolto a: professionisti, imprenditori minori, imprenditore agricolo, start-up innovative e ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale
  18. Il concordato nella liquidazione giudiziale si contrappone funzionalmente a quello preventivo: vero, infatti il concordato preventivo mira a evitare l’ingresso dell’impresa in crisi (o insolvente) nella procedura concorsuale, mentre quello nella liquidazione giudiziale ha lo scopo di farla uscire dal procedimento concorsuale
  19. Il concordato non può essere definito un "mero" schema civilisticamente satisfattorio per l’estinzione del rapporto obbligatorio, in quanto: difetta la piena libertà delle parti di scegliere la soluzione estintiva.
  20. Il concordato preventivo può essere definito: una proposta proveniente dal debitore, e rivolta ai creditori, avente ad oggetto un piano di risanamento dei debiti e quindi di risoluzione della crisi (o dell’insolvenza)
  21. Il concordato preventivo può essere: con continuità aziendale o liquidatorio
  22. Il concordato può consistere: nella cessione dei beni
  1. Il contenuto della proposta è dunque: libero ma deve indicare in modo specifico tempi e modalità per superare la crisi da sovraindebitamento
  2. Il contenuto minimo del piano di concordato sta: nella descrizione della proposta e nell’analiticità della descrizione dei modi e tempi di adempimento della stessa
  3. Il contratto avente a oggetto un immobile da costruire, si scioglie se: l’acquirente escute la fideiussione prima che il curatore comunichi la scelta tra esecuzione e scioglimento
  4. Il contratto di edizione: si risolve solo se il curatore, entro un anno dall’apertura della liquidazione giudiziale, non continui l’esercizio dell’azienda editoriale o non la ceda ad altro editore
  5. Il contratto di locazione finanziaria: subisce la regola generale della "sospensione" dell’esecuzione del contratto quando l’apertura della liquidazione giudiziale riguardi il patrimonio dell’utilizzatore
  6. Il contratto di mutuo ipotecario: È suscettibile di essere contenuto nella proposta
  7. Il contratto preliminare di vendita immobiliare: può essere oggetto di subentro o di scioglimento, come previsto per i contratti "in generale"
  8. Il creditore che resti insoddisfatto per gli interessi "maturati" ma non soddisfatti nel corso della procedura potrà: agire per il loro recupero una volta che la procedura sarà chiusa, salvo l’eventuale concordato nella liquidazione giudiziale o l’eventuale esdebitazione
  9. Il creditore che, prima dell’apertura della liquidazione giudiziale, ha ricevuto da un coobbligato in solido con il debitore il cui patrimonio è sottoposto alla procedura concorsuale, o da un fideiussore, una parte del proprio credito: ha diritto di concorrere nella liquidazione giudiziale per la parte non riscossa
  10. Il creditore non può anticipare la scadenza dei contratti in essere o modificarli in danno dell’imprenditore: quando debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione
  11. Il curatore della liquidazione giudiziale: È l’organo che sostituisce il debitore nell’amministrazione funzionale alla liquidazione del patrimonio, avente lo scopo di soddisfare i creditori nell’ordine e grado di legge
  12. Il curatore è obbligato a inventariare: tutti i beni di proprietà (o sui quali vi sia altro diritto reale) del debitore, ancorché essi siano detenuti a qualsiasi titolo da terzi e anche se i terzi abbiano diritto a rimanere nel godimento dei beni in oggetto in virtu’ di un titolo opponibile al curatore
  13. Il curatore può delegare le sue funzioni: sì, in caso di "specifiche operazioni" e purché sia all’uopo autorizzato dal comitato dei creditori
  14. Il curatore può essere messo in mora: dalla controparte contraente al fine di assegnargli un termine per decidere se subentrare
  15. Il danno che funge da presupposto ai fini dell’esercizio della revoca: per giurisprudenza dominante, il danno si considera in re ipsa ed è rappresentato dalla lesione della par condicio creditorum, ricollegabile all’uscita del bene dalla massa
  16. Il debitore condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia o compiuti in connessione con l’esercizio dell’attività d’impresa: non può essere ammesso al beneficio dell’esdebitazione
  17. Il deposito della domanda di concordato preventivo può innescare: i procedimenti necessari al conseguimento, su istanza degli interessati legittimati, di misure protettive e cautelari
  18. Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sui beni compresi nella procedura, dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale: ha la duplice valenza di evitare la formazione di posizioni di "vantaggio" e quella di garantire l’unitarietà della procedura
  19. Il divieto, per i creditori per titolo o causa anteriore, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, è una misura: tipica
  20. Il dolo e la colpa grave operano con riferimento: sia all’attestatore che al debitore
  21. Il giudice delegato può autorizzare la vendita immediata: per i beni per i quali non sia possibile apporre i sigilli e per quelli facilmente deteriorabili
  1. In caso di curatela dell’eredità giacente già aperta e necessità di procedere all’apertura della liquidazione giudiziale: si applica il termine di un anno ex art. 34 CCeI e inizia direttamente nei confronti del curatore
  2. In caso di imprese appartenenti al medesimo gruppo e che abbiano tutte il COMI all’interno del territorio nazionale: per il concordato preventivo e per l’ammissione alla ristrutturazione dei debiti, la domanda e il piano possono essere unici o plurimi
  3. In caso di insolvenza della società cooperativa: È una delle cause di scioglimento della società
  4. In caso di irregolare funzionamento della società cooperativa e nel caso di crisi o insolvenza, l’autorità di vigilanza può: revocare gli amministratori e i sindaci e affidare la gestione a un commissario, autorizzandolo a prendere provvedimenti in ordine alla composizione della crisi o dell’insolvenza
  5. In caso di liquidazione causata da "gravi irregolarità", essa è pronunziata da: autorità amministrativa
  6. In caso di morte dell’imprenditore, la liquidazione giudiziale: può essere aperta se ricorono le condizioni dell’art. 33 CCeI
  7. In costanza dell’applicazione delle misure cautelari, gli organi (assemblea, organi di amministrazione e controllo): sono limitati nel loro funzionamento dalla contrazione dei poteri di amministrazione attiva che verranno sostituiti da quelli giudiziari o posti sotto la tutela autorizzatoria dell’autorità giudiziaria
  8. L’accertamento e la dichiarazione dello stato di insolvenza sono di competenza: esclusiva dell’autorità giudiziaria
  9. L’accordo: può non essere unico e può essere concluso con creditori diversi
  10. L’accordo di ristrutturazione è: Uno strumento di soluzione della crisi volto a ridurre l’esposizione debitoria
  11. L’accordo di ristrutturazione è concluso: Almeno con il 60% dei creditori
  12. L’accordo di ristrutturazione può essere concluso: Dall’imprenditore anche non commerciale purché diverso da quello minore
  13. L’affidamento di compiti tipicamente giudiziari all’autorità amministrativa è stato storicamente determinato: anche dalla circostanza per cui, già in bonis, la stragrande maggioranza delle imprese in questione operano sotto l’egida di un’autorità di vigilanza
  14. L'agente della riscossione e gli uffici fiscali: debbono comunicare il debito tributario accertato e gli eventuali accertamenti pendenti all'OCC
  15. L’amministrazione del patrimonio del debitore viene affidata a: un soggetto terzo il quale - sotto il controllo dell’autorità giudiziaria - provvede ad amministrarlo, gestirne i rapporti pendenti, proteggerlo e liquidarlo per ripartirne il ricavato tra i creditori
  16. L'apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti della società produce: l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale dei soci che abbiano tipologicamente e fisiologicamente la responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali
  17. L’applicazione delle norme contenute nel nuovo codice della Crisi di impresa e dell’insolvenza sono escluse e dunque non rilevano nei confronti: dello Stato e degli enti pubblici
  18. L’art. 4 del Ccel: sancisce il dovere del debitore di gestire il patrimonio o l’impresa durante la procedura di regolazione della crisi o dell’insolvenza nell’interesse prioritario dei creditori
  19. L’art. 33 CCeI stabilisce un principio generale: la cessazione dell’attività coincide, per tutti gli imprenditori, con la cancellazione dal registro delle imprese
  20. L’art 89 del Ccel prevede con riferimento alla riduzione o perdita del capitale della società in crisi: il deposito della domanda produca immediatamente la disattivazione delle principali regole di protezione del capitale sociale delle società di capitali
  21. L’art. 379 comma 1 Ccel sancisce che l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore cessa quando: per tre esercizi consecutivi non è superato nessuno dei limiti indicati dalla medesima disposizione
  22. L’art. 382 Ccel quale importante modifica introduce all’art 2272 cc: il comma 5-bis
  1. L’articolo 34 CCeI legittima pienamente la procedura di liquidazione giudiziale anche senza alcun "rappresentante" del defunto: vero, ma i creditori del defunto possono "stimolare" l’erede ad accettare ponendo in essere l’actio interrogatoria di cui all’articolo 481 c.c
  2. L’articolo 84 del CCeI esordisce enunziando le finalità del concordato preventivo, e stabilisce che: con il concordato preventivo il debitore realizza il soddisfacimento dei creditori mediante la continuità aziendale o la liquidazione del patrimonio
  3. L’aspetto più rilevante del piano attestato è: l’esenzione da revocatoria salvo i casi di dolo o colpa grave
  4. L’associazione in partecipazione: si scioglie per effetto dell’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti dell’associante
  5. L’attestazione del professionista indipendente: deve specificare l’idoneità dell’accordo e del piano ad assicurare il pagamento integrale dei creditori estranei
  6. L’attestazione del professionista indipendente relativamente ai crediti tributari e contributivi ha ad oggetto: anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale
  7. L’attività ricognitiva in capo al curatore sfocia: nella redazione dell’inventario
  8. L’audizione delle parti nel procedimento di liquidazione giudiziale: può essere effettuata dal giudice delegato dal Tribunale che provvede all’ammissione e all’espletamento dei mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti d’ufficio
  9. L’azione dei creditori sociali contro gli amministratori della s.r.l. responsabili della cd. "insufficienza del patrimonio sociale rispetto ai crediti": si prescrive in cinque anni dal manifestarsi dell’insufficienza del patrimonio
  10. L’azione revocatoria ordinaria: può essere domandata dal curatore che propone l’azione innanzi al tribunale che ha aperto la liquidazione giudiziale
  11. L’effetto del piano è: ricognitivo e programmatico
  12. L’efficacia della convenzione di moratoria: È estesa anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria
  13. L’esdebitazione della società ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili: vero
  14. L’esdebitazione è l’istituto attraverso il quale: il debitore assoggettato a liquidazione giudiziale o controllata o il sovraindebitato, a certe condizioni, viene liberato dall’obbligo di adempimento delle prestazioni ancora dovute ai creditori rimasti insoddisfatti dai riparti "concorsuali"
  15. L’esdebitazione si consegue: con provvedimento del tribunale
  16. L’esperimento dell’azione revocatoria fallimentare: presuppone la sussistenza di un danno
  17. L'essere "imprenditore commerciale": È un presupposto essenziale anche per le società
  18. L'estensione della liquidazione è possibile solo quando: non sia decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale e dalla cessazione della responsabilità illimitata anche in caso di trasformazione, fusione o scissione, se sono state osservate le formalità per renderle note ai terzi
  19. L’imprenditore che ha all’estero il centro degli interessi principali: può essere assoggettato a una procedura di regolazione della crisi in Italia quando ha una dipendenza in Italia, anche se è stata aperta analoga procedura all’estero
  20. L’imprenditore commerciale e agricolo può: chiedere la nomina di un esperto quando si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico finanziario
  21. L'imprenditore escluso dalla liquidazione giudiziale deve presentare: un attivo patrimoniale complessivo annuo non superiore a trecentomila euro e ricavi annui non superiori duecentomila euro, entrambi i requisiti devono sussistere nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di apertura della L.G., e un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a cinquecentomila euro
  22. L’inefficacia che affetta atti e pagamenti compiuti dal debitore dopo l’apertura della liquidazione giudiziale: sussiste indipendentemente dalla loro idoneità ad arrecare pregiudizio alla procedura e dallo stato di buona o malafede dei contraenti
  23. L’inefficacia degli atti compiuti dal debitore dopo l’apertura della liquidazione giudiziale: ha carattere generale; infatti, riguarda sia atti di ordinaria amministrazione, che quelli di straordinaria
  1. La legge dispone che dalla data di presentazione della domanda di accesso al concordato preventivo e fino all’omologazione: il debitore conserva l’amministrazione dei suoi beni e l’esercizio dell’impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale
  2. La limitazione temporanea del potere di amministrare e disporre riguarda: i beni ricompresi nello spossessamento e dunque quelli "esistenti" al momento dell’apertura del procedimento di liquidazione
  3. La liquidazione coatta amministrativa può aprirsi per: insolvenza o in conseguenza di "gravi irregolarità" amministrative, di gestione e/o organizzative
  4. La liquidazione del complesso aziendale interrompe: la continuità aziendale
  5. La liquidazione dell’attivo: È svolta dal commissario in forza dei poteri che gli attribuisce la legge
  6. La liquidazione giudiziale apre un "concorso", ciò significa: che i creditori non possono agire isolatamente a tutela del credito, ma devono partecipare "collettivamente" alla procedura
  7. La liquidazione giudiziale è: la procedura concorsuale giudiziale tramite la quale il debitore, in conseguenza dello stato di insolvenza, perde l’amministrazione del suo patrimonio
  8. La liquidazione giudiziale in caso di gruppo di società: può essere unitaria
  9. La liquidazione in estensione riguarda anche: il socio occulto di società palese
  10. La maggiore dottrina considerava il concordato preventivo: uno strumento d’aiuto dell’imprenditore volto ad evitare la dichiarazione di fallimento.
  11. La modifica del piano successiva alla sua omologazione: trova la sua pubblicità, insieme all’attestazione del professionista indipendente, presso il registro delle imprese
  12. La necessità di addivenire all’accordo di ristrutturazione: non attenua gli obblighi di informazione a favore dei soci
  13. La nozione di "origine comune": va interpretata restrittivamente, la procedura potrà essere "familiare" quando i debiti dei componenti la stessa famiglia abbiano il medesimo titolo
  14. La nuova formulazione dell’art 2086 cc: sembra imporre una regola organizzativa consistente innanzitutto nell’obbligo di predisposizione di un assetto, sia sul piano dell’organizzazione dell’attività d’impresa, sia su quello dell’amministrazione e contabile, adeguato alla natura e alle dimensioni dell’attività svolta in funzione della tempestiva rilevazione della crisi
  15. La pendenza di giudizi o procedimenti esecutivi nati su iniziativa degli organi della procedura o promossi nei loro confronti: non impedisce la chiusura della liquidazione giudiziale per il caso in cui vi sia stata la ripartizione finale dell’attivo
  16. La perdita del potere di amministrare i propri beni deriva da una sentenza che: inter partes produce i propri effetti dalla data della pubblicazione. nei riguardi dei terzi, si produrranno dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese
  17. La possibilità che vi siano prestazioni ineseguite o non compiutamente eseguite da entrambe le parti: si verifica esclusivamente nei contratti a prestazioni corrispettive
  18. La previgente formulazione dell’art 2086 cc: era storicamente considerata norma volta a sancire il potere gerarchico dell’imprenditore sui collaboratori
  19. La procedura di concordato preventivo come disciplinata dalla legge del ‘42 era caratterizzata da una forte presenza dell’autorità giudiziaria. Al giudice delegato, in particolare, venivano affidati: stretti compiti di sorveglianza in materia di amministrazione dei beni nel corso dello svolgimento dell’intera procedura
  20. La proposta ai creditori consiste in: una formula dal contenuto ampio con il quale il debitore prevede il soddisfacimento dei creditori attraverso il pagamento anche parziale o dilazionato dei suoi debiti
  21. La proposta concorrente deve avere gli stessi requisiti: del piano di concordato ex art 87 Ccel
  22. La proposta concorrente di concordato preventivo ed il relativo piano: può essere presentata da chi rappresenta almeno il dieci per cento dei crediti risultanti dalla situazione patrimoniale depositata dal debitore
  23. La proposta concorrente è: una diversa proposta di concordato per soluzione della crisi, che si pone, in competizione appunto con quella del debitore
  1. La proposta di concordato deve essere: funzionale alla ristrutturazione dei debiti e alla soddisfazione dei crediti
  2. La proposta di concordato ha contenuto: libero
  3. La proposta di concordato, in concreto: deve essere fattibile
  4. La proposta di transazione fiscale: deve essere depositata presso il competente agente della riscossione sulla base dell’ultimo domicilio fiscale del debitore
  5. La proposta di transazione può consistere: nel pagamento, parziale o dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché’ dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza
  6. La Raccomandazione 2014/135/UE del 12 marzo 2014, precisa tra le premesse che appare necessario consentire alle imprese in crisi di: ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l’insolvenza, massimizzandone il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l’economia in generale
  7. La relazione del professionista indipendente: certifica che il piano di risanamento e gli atti esecutivi in esso contemplati possano essere idonei ed adeguati a superare la crisi d’impresa
  8. La revoca, per la Banca, dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività creditizia, è il presupposto della liquidazione coatta amministrativa: È discusso ma sembra potersi dedurre dalla lettura del combinato disposto delle norme
  9. La ricognizione immediata dei beni del debitore in capo al curatore: È volta a evitare che il patrimonio del debitore subisca una dispersione in danno ai creditori
  10. La rinunzia alla domanda di applicazione di provvedimenti cautelari e protettivi: non esclude che essa possa essere proseguita da altri legittimati, ovvero riproposta nei medesimi termini da costoro
  11. La ripartizione finale dell’attivo: È un’ipotesi di chiusura della liquidazione giudiziale
  12. La società agricola: È società semplice che non svolge attività commerciale e dunque non è assoggettata alla liquidazione giudiziale
  13. La sostanza della disciplina giuridica dei vari istituti di composizione negoziata della crisi è testimonianza: dell’ampio ventaglio di opzioni che vengono messe a disposizione di debitori e creditori per la regolamentazione della crisi
  14. La sproporzione tra le prestazioni del sinallagma presa in esame dall’art. 166: È riferita al debitore insolvente
  15. La suddivisione dei creditori in classi: È espressamente prevista
  16. La titolarità dei beni del debitore: rimane in capo a quest’ultimo anche in caso egli ne subisca lo spossessamento
  17. La transazione fiscale: È autonoma rispetto alle procedure nell’ambito delle quali può inserirsi
  18. La transazione fiscale, conclusa nell’ambito degli accordi di ristrutturazione: È risolta di diritto se il debitore non esegue integralmente i pagamenti dovuti alle agenzie fiscali e agli enti di previdenza
  19. La transazione fiscale è fisiologica alle trattative: di una più ampia ristrutturazione del debito di cui tende ad essere parte
  20. La transazione fiscale senza accordi di ristrutturazione: non può esservi
  21. La trasformazione del patrimonio del debitore in liquidità è finalizzata a: distribuire il ricavato ai creditori secondo i criteri derivanti dalla formazione e gradazione del cd. "stato passivo"
  22. La vecchia Legge Fallimentare consentiva l’ammissione al concordato preventivo: solo all’imprenditore non fallito che si trova in stato di crisi
  23. La vendita dei beni mobili e immobili: È effettuata con modalità telematica tramite il portale delle vendite pubbliche
  24. La violazione del divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore è punita con: la nullità
  25. Le azioni individuali: dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale, non possono essere iniziate o proseguite sui beni della procedura
  1. Nel contratto di affitto di azienda, l’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti del concedente: non scioglie il contratto ma il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, può recedere corrispondendo alla controparte un equo indennizzo
  2. Nel diritto comune delle società, il gruppo è: un’aggregazione di imprese organizzate in forma societaria ciascuna delle quali è dotata di una propria autonomia ed indipendenza
  3. Nel procedimento di liquidazione giudiziale: possono intervenire i terzi che hanno legittimazione a proporre la domanda (oltre al PM), sino a che la causa non venga rimessa al collegio per la decisione
  4. Nella liquidazione coatta amministrativa: il programma di liquidazione non ha alcuna utilità
  5. Nella procedura di liquidazione controllata: l’esdebitazione opera di diritto a seguito del provvedimento di chiusura della liquidazione
  6. Nella struttura della Legge Fallimentare la liquidazione coatta amministrativa era: una procedura concorsuale con finalità liquidatoria nella quale l’autorità amministrativa era chiamata a provocarne l’apertura senza avere il potere di verificare la sussistenza o meno dello stato di insolvenza
  7. Nella udienza di trattazione per l’apertura del procedimento di liquidazione giudiziale è obbligatoria: l’audizione delle parti che verrà svolta dal Tribunale in camera di consiglio salvo che lo stesso non l’abbia delegato al giudice relatore
  8. Nella vendita con riserva di proprietà in caso di apertura della liquidazione giudiziale del patrimonio del compratore: il curatore può subentrare se il prezzo deve essere pagato a termine o a rate
  9. Nella vendita con riserva di proprietà, in caso di apertura della liquidazione giudiziale del patrimonio del compratore, il venditore può: chiedere cauzione a meno che il curatore paghi immediatamente il prezzo con lo sconto dell’interesse legale
  10. Nelle srl la nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società: a) sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato; b) controlli una società̀ obbligata alla revisione legale dei conti; c) abbia superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: due milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: due milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: dieci unità.
  11. Non è detto che: lo strumento di regolazione della crisi abbia un ‘piano’ vero e proprio quale elemento formalmente autonomo del programma di soluzione della crisi
  12. Non può beneficiare dell’esdebitazione: chi abbia già beneficiato dell’esdebitazione per due volte
  13. Ove il debitore compia atti di amministrazione o di disposizione dei beni: tali atti risulteranno inopponibili alla procedura
  14. Per beni immobili e diritti reali immobiliari: l’inefficacia conseguirà "automaticamente" alla trascrizione nei pubblici registri della sentenza d’apertura della liquidazione giudiziale
  15. Per classe di creditori si intende: l’insieme dei creditori che abbiano posizione giuridica ed interessi omogenei
  16. Per gli atti a titolo gratuito per i quali non è prevista alcuna forma di trascrizione: sarà necessario che il curatore promuova l’azione di inefficacia
  17. Per i beni immobili: il curatore pone in essere almeno tre esperimenti di vendita all’anno
  18. Per i gruppi di società, in caso di concordato preventivo e accordo di ristrutturazione dei debiti, il criterio di competenza si fonda: su due criteri: quello della circoscrizione dove si trova il COMI "della società o ente o persona fisica" che esercita l’attività di direzione e coordinamento, o, in via subordinata, quello della circoscrizione del tribunale della società del gruppo con la maggiore esposizione debitoria
  19. Per i procedimenti di regolazione della crisi o dell’insolvenza delle imprese che non siano gruppi di rilevanti dimensioni o le imprese in amministrazione straordinaria, è competente: il Tribunale nel cui circondario il debitore ha il centro degli interessi principali
  20. Per il caso in cui il curatore subentri nel contratto preliminare di compravendita: l’immobile è trasferito e consegnato al promissario acquirente nello stato in cui si trova e gli acconti corrisposti prima dell’apertura della liquidazione giudiziale sono opponibili alla massa in misura pari alla metà dell’importo che il promissario acquirente dimostra di aver versato
  1. Per il caso in cui l’apertura della liquidazione giudiziale riguardi il patrimonio del debitore utilizzatore: si applica la regola generale contenuta nell’art. 172 CCeI e dunque il curatore deve esercitare il suo jus eligendi e scegliere se subentrare o sciogliere il contratto
  2. Per Insolvenza si intende: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni
  3. Per la ricostruzione preferibile, la natura giuridica dello spossessamento dei beni è: assimilabile a una limitazione temporanea della capacità del debitore funzionale alla (migliore) soddisfazione dei creditori
  4. Per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, il COMI si presume coincidere: con la sede legale risultante dal registro delle imprese o, in mancanza, con la sede effettiva dell’attività abituale
  5. Per modifica sostanziale deve intendersi: Una nozione ampia, comprendente sia ogni fatto, evento o circostanza che incida sull’attitudine del piano a rispettare il programma economico promesso, sia la necessità di modificare gli accordi tra debitore e creditori
  6. Per quel che concerne i rapporti tra il principio della c.d. par condicium creditorum e il Ccel: si assiste a un sostanziale depotenziamento di detto principio
  7. Prima che si possa procedere all’ultimo dei riparti, il commissario liquidatore deve sottoporre all’autorità di vigilanza: il bilancio finale della liquidazione, il conto della gestione, il piano di riparto tra i creditori
  8. Può accedere alla liquidazione coatta del sovraindebitato: il debitore consumatore
  9. Può chiedere la risoluzione del concordato: il creditore per inadempimento
  10. Può fare ricorso al piano attestato di risanamento: l’imprenditore
  11. Qualora la domanda di accesso alla procedura è presentata contemporaneamente da più imprese dello stesso gruppo: È competente il tribunale individuato ai sensi dell’articolo 27 in relazione al centro degli interessi principali della società
  12. Quando il gruppo di società è assoggettato alla liquidazione giudiziale unitaria: il tribunale nomina un unico giudice delegato
  13. Quando la proposta di transazione fiscale è prevista all’interno di un più ampio progetto di ristrutturazione, essa: deve indicare, relativamente ai crediti fiscali e previdenziali, la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione delle posizioni fiscali e previdenziali che l’amministrazione possa ottenere in sede di liquidazione giudiziale
  14. Quando le ripartizioni ai creditori raggiungono l’intero ammontare dei crediti ammessi: ci si trova davanti a una delle ipotesi di chiusura della procedura
  15. Quando uno dei debitori non è un consumatore: al progetto unitario si applicano le disposizioni in ambito di concordato
  16. Quanto ai creditori si richiedeva, per l’approvazione del concordato, un quorum molto elevato: si rendeva necessaria la doppia maggioranza, sia per numero di creditori votanti che per somma o valore.
  17. Relativamente al credito tributario chirografario complessivo, il voto sulla proposta: È espresso dall’ufficio previo parere conforme della competente direzione regionale
  18. Rispetto al passato, il ruolo e le funzioni del commissario nell’ambito delle società cooperative: devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese
  19. Se alla data di apertura della liquidazione sono pendenti procedure esecutive: il curatore può subentrarvi
  20. Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell’irregolarità delle stesse, o per altre ragioni, i netti patrimoniali non possono essere determinati: il danno è liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura
  21. Se il creditore privilegiato risulta interamente soddisfatto con le ripartizioni eseguite prima della distribuzione del prezzo del bene vincolato a sua garanzia: queste devono essere detratte dalla somma loro spettante sul prezzo di vendita per essere attribuite ai creditori chirografari
  22. Se il curatore comunica di voler dare esecuzione al contratto avente a oggetto un immobile da costruire: la fideiussione non può più essere escussa
  1. Sono familiari le procedure: che vengano richieste da "membri della stessa famiglia" conviventi con il debitore
  2. Sono "protettive" le misure: temporanee richieste dal debitore per evitare che determinate azioni dei creditori possano pregiudicare, sin dalla fase delle trattative, il buon esito delle iniziative assunte per la regolazione della crisi o dell’insolvenza
  3. Sono soggetti alla liquidazione giudiziale: le imprese commerciali (individuali o societarie) che siano rilevanti da punto di vista delle dimensioni
  4. Sono sottoposte alla votazione dei creditori: tutte le proposte presentate dal debitore e dai creditori
  5. Stato, enti pubblici, grandi imprese soggette ad amministrazione straordinaria e imprese assoggettate alla liquidazione coatta amministrativa: Non possono concludere accordi di ristrutturazione dei debiti
  6. Sul piano della disciplina applicativa v’è un diverso trattamento della notifica del ricorso: vero, il ricorso del debitore si notifica con sistemi "ordinari" (ossia ai sensi del c.p.c.), laddove quello presentato dagli altri soggetti, invece, segue preferenzialmente la "via telematica" della consegna al recapito certificato qualificato o a quello di posta elettronica certificata del debitore
  7. Tra gli obblighi specifici del curatore vi è quello di: tenere un registro informatico, consultabile telematicamente dal giudice delegato e da ciascuno dei componenti del comitato dei creditori
  8. Tra le imprese destinatarie della liquidazione coatta amministrativa, vi sono le banche: vero, in considerazione del loro ruolo strategico per l’economia
  9. Ulteriore effetto del concordato giudiziale è: la liberazione dai debiti
  10. Un professionista indipendente: Deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità economica e giuridica del piano, specificando l’idoneità dello stesso e dell’accordo ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei
  11. Una delle ipotesi "legali" per la quale è previsto lo scioglimento "automatico" del contratto si verifica: quando il curatore rimane inerte nonostante sia stato messo in mora dal contraente e gli sia stato assegnato un termine per esercitare il suo "juseligendi"
  12. Una volta che sia intervenuta l’omologazione: il concordato sarà obbligatorio per tutti i creditori anteriori alla sentenza che dichiara l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale, compresi quelli che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo
  13. Una volta che sia stata aperta la procedura di liquidazione ed il curatore abbia accettato, lo stesso deve procedere: all’immediata’ ricognizione dei beni del debitore (art. 193 1° comma CCeI)
  14. Uno degli effetti dell’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti del debitore defunto, per domanda dell’erede, è quello di: identificare una massa patrimoniale riferibile all’imprenditore defunto cui applicare la disciplina del concorso
  15. Uno dei presupposti per la conclusione di un accordo agevolato è: che il debitore non abbia proposto la moratoria dei crediti estranei agli accordi
  16. Vengono considerati comunemente illeciti idonei a cagionare i danni da condotta inadempiente degli amministratori: gli atti distrattivi, che l’omesso pagamento oneri fiscali e contributivi

Domanda: A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il curatore Risposta deve convocare l'assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa dell'attività o della sua cessazione Domanda: Affinché l'accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa Risposta tutti i creditori appartenenti alla medesima categoria devono essere informati dell'avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi consapevolmente Domanda: Affinché possa darsi l'accordo di ristrutturazione a efficacia estesa Risposta l'accordo deve avere carattere non liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell'attività d'impresa, direttamente o indirettamente Domanda: Affinché si abbia la procedura familiare Risposta il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e deve avere origine comune Domanda: Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione della crisi Risposta deve essere convivente o il debito deve evere un'origine comune Domanda: Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione Risposta si applica il 1239 c.c. se la remissione sia uno degli strumenti negoziali previsti dall'accordo (o accordi) di ristrutturazione Domanda: Ai creditori non aderenti Risposta Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale Domanda: Ai fini dell'ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva distinguere tra Risposta condizioni patrimoniali e personali dell'imprenditore Domanda:

Domanda: Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso Risposta l'imprenditore Domanda: Al verificarsi di una causa di scioglimento della società Risposta gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale Domanda: Al verificarsi di una causa di scioglimento della società Risposta gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale Domanda: All'erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando Risposta si sia già realizzata confusione tra il patrimonio dell'imprenditore defunto e dell'erede Domanda: Alla domanda deve essere allegata Risposta una relazione particolareggiata redatta a cura dell'OCC Domanda: Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al concordato preventivo il ricorso per l'omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a Risposta unicamente al debitore Domanda: Artigiani, imprenditori non commerciali e imprenditori Risposta possono fare ricorso al piano attestato di risanamento Domanda: Banche, SIM, Sicav e assicurazioni Risposta sono escluse dal procedimento di composizione negoziata della crisi in quanto soggette alle rispettive legislazioni speciali Domanda: Con il concordato nella liquidazione giudiziale si tende a Risposta chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di ristrutturazione dei debiti Domanda: Con la chiusura della liquidazione giudiziale

Risposta cessano gli effetti della procedura di liquidazione sul patrimonio del debitore e le sue conseguenti incapacità personali Domanda: Con riferimento ai crediti pecuniari Risposta la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale sospende il corso degli interessi legali e convenzionali Domanda: Con riferimento alla società cooperativa, la perdita del capitale sociale Risposta l'apertura di una procedura di liquidazione controllata dei suoi beni Domanda: Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione Risposta si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria Domanda: Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione Risposta si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria Domanda: Dal punto di vista strutturale, gli accordi di ristrutturazione contemplano il debitore e uno o più creditori Risposta vero, la norma fa riferimento a uno o più creditori aderenti Domanda: Dal tenore letterale della norma (art. 172 CCeI), si evince che Risposta la decisione (e connessa comunicazione) di risoluzione del contratto non esigano autorizzazione da parte di alcuno Domanda: Dalla data di domanda di concordato preventivo e fino all'omologazione Risposta conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale Domanda: Dalla lettura dell'art 13 Ccel si comprnede che costituiscono indicatori di crisi