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Una serie di domande utili per esame universitario
Tipologia: Sintesi del corso
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Lezione 1 05/03/ Processo (giudizio) di primo grado: Il processo è un insieme di regole, che disciplinano un insieme di atti volti all’emanazione di una sentenza. Il primo di questi atti è l’atto di citazione che introduce il giudizio, dando avvio al processo: atto che consente al giudice di conoscere un fatto rilevante per l’attore (meccanismo che consente di prendere un fatto della vita dell’attore e portarlo innanzi al giudice, e al convenuto, per individuare la componente illecita→ interesse ad agire)→ il processo nasce sano se l’atto contiene tutte le informazioni necessarie per il giudice affinché possa decidere e per il convenuto affinché possa difendersi. Art.163 c.p.c: atto di citazione deve contenere elementi che consente all’atto di raggiungere il suo scopo, cioè l’indicazione del giudice, dati delle parti, il petitum (il diritto che l’attore sta rivendicando), causa petendi (i fatti) e il petitum mediato (le conclusioni, il provvedimento che si sta chiedendo), mezzi di prova, nome e cognome della procura (avvocato), data della prima udienza (è l’attore che indica e individua la data della prima udienza, con uno spazio temporale da rispettare per permettere al convenuto di difendersi). Il convenuto può difendersi (si deve costituire in giudizio, cioè presentarsi innanzi al giudice), ma deve rispettare certe scadenze e termini. Il primo atto difensivo è la comparsa di risposta, da esercitarsi almeno 70 giorni prima la data della prima udienza. Tradizionalmente si distinguono gli elementi della vocatio in ius (chiamata in giudizio: indicazione del tribunale, cioè del giudice; parti; udienza e tutti i necessari avvertimenti) elementi dell’editio actionis (quello che sarà l’oggetto del processo: petitum; causa petendi; fatti e conclusioni). I mezzi di prova non vengono citati perché nell’atto di citazione l’attore può anche non indicare: i tempi massimi entro cui le prove possono essere presentate possono
essere fissati in un secondo momento (di questo modo non si vuole dare un vantaggio al convenuto, così che questo si presenti innanzi al giudice). La notifica dell’atto di citazione provoca una serie di effetti processuali, primo tra i quali la determinazione della pendenza della lite (litispendenza: due cause identiche pendono dinanzi a due giudici diversi→ il giudice preventivamente adito è colui al quale viene notificato per primo l’atto di citazione). Un secondo effetto è la perpetuatio iurisdictionis (competenza e giurisdizione si determinano in base alla legge e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda, tutto quello che accade successivamente è irrilevante→ importante il momento della notificazione della domanda). Terzo effetto è che il diritto diventa controverso : il diritto è diventato controverso quando l’atto di citazione è stato notificato
. La notifica produce anche una serie di effetti sostanziali, quali l’interruzione della prescrizione (atto processuale che interrompe la prescrizione, ma il processo dura molto quindi il rischio è che il processo duri quanto la prescrizione o anche più, per questo determina anche la sospensione facendo ripartire la prescrizione solo quando l’esito del giudizio sarà passato in giudicato); interruzione della decadenza (stessa procedura prevista per la prescrizione). Procedura civile 07/03/ L’atto invalido può esplicare degli effetti nella seconda ipotesi ,mentre nella prima ipotesi no. Difese del convenuto: l’attore ha notificato e deve costituirsi attraverso il deposito dell’atto che ha notificato. Il convenuto attua un primo atto che è la comparsa di risposta, può scegliere di non costituirsi e rimanere inerte sotto il profilo processuale. Egli subisce gli effetti della sentenza, se non si costituisce l’attore ha vinto la causa, la norma che si deve sapere è l’art.167 c.p.c= il convenuto deve proporre tutte le sue difese, l’atto che contiene le difese del convenuto. Per poter paralizzare la domanda dell’attore e vincere la causa. Perchè il legislatore dice che il convenuto deve contestare quei fatti?
Rito semplificato es.litisconsorzio necessario Verifiche preliminari= sono svolte dal giudice solo senza parlare con le parti. La Corte Costituzionale dice che questa norma non è incostituzionale art.171 bis. Una volta che si sono svolte queste verifiche preliminari, art.171 ter( memorie integrative, abbiamo un attore che ha individuato gli oggetti del processo e ha detto al giudice quale provvedimento sarebbe secondo lui immediato da dare. Il convenuto potrebbe porre la domanda riconvenzionale con essa il convenuto diviene attore e l’attore diviene convenuto. Il giudice dà la possibilità ad entrambi di riequilibrare la situazione. Si affermano due atti Abbiamo un convenuto che potrebbe proporre una domanda riconvenzionale o eccezione, tu attore hai la possibilità di proporre una nuova domanda o proporre delle eccezioni in risposta a quelle del convenuto. Io legislatore ti propongo le stesse possibilità del convenuto può essere anche chiedere l’intervento del terzo. Qui ci troviamo l’attore che ha una domanda riconvenzionale che ha posto il convenuto, se tu ritieni che ci sia un diritto che sia dedotto dalla domanda riconvenzionale dal convenuto, lo puoi fare, io legislatore sono contento che lo fai ora in questo processo e non in un altro. La prima attività l’attore propone una domanda e ci troviamo il convenuto che ha proposto la domanda riconvenzionale. Es… Il petitum mediato è la restituzione del bene, il convenuto si difende e dice che questo era un contratto di comodato e che mi legittima a tenere questo bene, chiedo al giudice di accertare la certezza del comodato. Il giudice accerta il mio diritto( convenuto) e il mio diritto al comodato( mero accertamento), l’attore può contestare l’esistenza del contratto oppure potrebbe dire che effettivamente c’era il contratto del comodato e chiedo al giudice di dichiarare la nullità del contratto di comodato. Il giudice dichiara la nullità del contratto e il bene deve tornare verso l’altro soggetto. Domanda collegata alla domanda riconvenzionale del convenuto. Questa domanda viene definita reconventio reconventionis.
Es. l’attore pagamento di una somma di denaro 100, il convenuto si costituisce dicendo sì avevi ragione ma tu mi dovevi 200(eccezioni di compensazione), quella del convenuto è una domanda riconvenzionale dicendo pagami la differenza, il giudice deve dire di condannare l’attore a pagare ma tu attore hai messo un controcredito, e ti chiedo di dichiarare la nullità del contratto. Il contratto è nullo non ti devo nulla. Lezione 13/03/ Art.171-ter: le parti non possono più proporre domande nuove, le parti possono precisare e modificare. Cosa vuol dire modificare e precisare? Risposta: più si amplia il significato di questi due verbi più viene difficile capire cosa voglia dire ciò. Precisare= rettificare, entrambe le parti potrebbero essere state imprecise nel richiedere ciò che hanno chiesto. Modificare=mutare, se l’avvocato agisce in giudizio è stato stipulato il contratto preliminare che deve essere eseguito quello definitivo per varie ragioni non si vuole stipulare il contratto definitivo, la parte che aveva affermato la disponibilità al contratto definitivo può impugnare la sentenza costitutiva. non si deve stravolgere il nucleo originario dei fatti costitutivi Se la vicenda sostanziale resta la stessa, non si ha mutamento ma modificazione. Seconda memoria proporre domande ed eccezioni che ovviamente sono nuove, il legislatore deve dare la possibilità di difendersi. Lezione 6 14/03/ Nell'ambito delle verifiche preliminari, se una parte lo chiede, il giudice deve fissare un'udienza (Corte costituzionale). Ma c'è anche la possibilità che le parti non abbiano avuto alcun contatto col giudice. Primo incontro tra le parti ed il giudice (che potrebbe essere il secondo se si è verificata l'ipotesi prevista dalla Corte per cui una parte può chiedere un'udienza durante le verifiche preliminari). La norma di riferimento è l'art. 183 cpc. Nella norma si dice che alla prima udienza devono essere presenti non solo gli avvocati, ma anche le parti, lo scopo è quello di ipotizzare una pacificazione, anche se la presenza delle parti è richiesta in un momento inutile.
Per quanto riguarda il tema probandum, il fatto deve essere oggetto di prova, così come i fatti impeditivi, modificativi ed estintivi del convenuto. Dopo di che, inizia la fase di istruzione della causa, in cui devono essere assunti i mezzi di prova, in cui vanno valorizzati i fatti che rilevano all'interno del giudizio, tanto dall'attore quanto dal convenuto. Fase di rimessione della causa in decisione (terza ed ultima), nella quale si emana la sentenza (giudice monocratico o collegialmente). (nel libro vengono individuate delle sottofasi della fase istruttoria ad esempio, ma non sono troppo rilevanti dato che non si trovano nel cpc). C'è un'attività che ancora oggi sfugge al giudice. Abbiamo visto che l'attore può, nella prima memoria, chiedere al giudice di poter chiamare un terzo, una volta letta dunque la comparsa di risposta. Tuttavia, l'art. 171 ter afferma che l'attore deve chiedere al giudice l'autorizzazione al giudice per chiamare in causa un terzo, questo perché il giudice deve verificare la fondatezza della chiamata. Il giudice può autorizzare tale chiamata durante la prima udienza, è il primo momento utile. Il terzo diviene dunque parte del processo, in quanto tale deve avere la possibilità di difendersi, è un convenuto, divenuto tale dopo. Si costituisce anch'egli con una comparsa di risposta. Il sistema deve consentire e garantire al terzo di depositare le memorie, per cui anche le altre parti possono, nei confronti del terzo, presentare le loro memorie. Ponendo caso che il terzo abbia stipulato un'assicurazione relativamente a quella possibilità, chiama questa all'interno del processo, questa diviene parte e si possono presentare nuovamente le memorie (esclusivamente da e contro quest'ultima). In tutto questo potrebbe non essersi svolta la prima udienza perché il giudice ammette l'ingresso durante la prima udienza, ma la rinvia. Qui, una volta individuato l'oggetto del giudizio. Lezione 7 19/03/ Fase decisoria della causa. Il giudice istruttore si trova davanti a queste questioni, la questione è sorta, il giudice solleva la questione d'ufficio e la questione è nata. Il dubbio c’è e in questo caso il giudice istruttore ha un potere enorme e dopo che ha contentezza delle questioni preliminari di merito, questo potere sarà di decidere subito, oppure di andare avanti
come se non fosse successo nulla e quindi le questioni le decide dopo insieme alla sentenza. Deciderà di andare avanti se ritiene che le questioni non sono infondate. Nel corso del processo possono sorgere delle questioni ( preliminari e accessorie)la cui definizione può condurre alla chiusura del processo e se decise in senso ostativo determinano la chiusura del processo. Il giudice decide se decidere subito o di accantonare e decidere con la sentenza finale, il giudice per decidere se farla subito o portarla fino alla fine del processo di primo grado, decide subito se ritiene che questa questione risulta fondata e si giunge alla chiusura del processo, lo fa se la questione o eccezione sia realmente fondata, se il giudice ha questa convinzione che la questione è decisa in senso ostativo, rimette la causa in decisione e lui deciderà sulla questione mentre nell’altro caso il giudice non si cura della questione che è sorta e va avanti, questo non vuol dire che queste questioni spariscono ma verranno decise più avanti. Il giudice che ha optato per la decisione, dirà alle parti di difendersi e che lui potrà decidere, andrà dal giudice istruttore e potrà dire che la questione potrà essere decisa in senso ostativo cioè il processo si chiude, e dire non ho giurisdizione e il processo si chiude perchè non è legittimato. Pronuncia che chiude il processo si chiama definitiva ( definisce) perchè chiude quella causa. Può decidere in senso non ostativo c’è la competenza,c’è la giurisdizione e il processo va avanti, la pronuncia sarà non definitiva c’è una decisione ma non definisce perchè il processo va avanti. Art.187 c.p.c= secondo comma, qui il legislatore fa riferimento a questioni che devono essere decise prima della domanda di merito ma che attengono già al merito, eccezione di prescrizioni( proposta dalla parte) deve essere inserita nella domanda di risposta, non può essere proposta dopo l’eccezione di prescrizione,perché il giudice dovrà decidere nel merito. Se il diritto si è prescritto non ha senso che il processo vada avanti. merito= fondatezza della domanda se ritiene che c’è il dubbio che il diritto si è prescritto rimette in decisione. Che differenza c’è tra pregiudiziale di merito e preliminare di merito? la prima è un’autonoma causa o un autonomo giudizio, mentre il secondo non può essere oggetto di un autonomo giudizio, il diritto, mentre la prescrizione è un fatto.
creditrice può far espropriare i suoi crediti per soddisfarsi.La norma ci dice che rimanga in vita anche se il processo si estingue. Questa ordinanza rimane in vita, perchè la parte è soddisfatta perchè dovrei continuare a coltivare il processo. Il sistema invoglia le parti a far cessare prima di arrivare alla sentenza dato che la parte viene soddisfatta prima mediante il provvedimento. Se non si forma un giudicato la parte creditrice,può riproporre la domanda. Art.186 quater=può essere posto solo dopo la fase istruttoria. Perchè la parte avrebbe interesse ad ottenere il provvedimento anche se è avvenuta la fase istruttoria. Può avere ad oggetto sia somme di denaro che consegna o il rilascio di beni, il giudice può predisporre di consegnare o rilasciare il bene. qui ci vuole la prova non basta che il soggetto non abbia contestato. Può essere revocata solo dalla sentenza finale perchè è un ordinanza che si basa sulla prova. Questa ordinanza ha un presupposto che è il raggiungimento della prova, può essere revocata solo con la sentenza che definisce il giudizio. Il comma ci sta dicendo che se il processo si estingue, l’ordinanza acquisisce i caratteri della sentenza, siccome si fonda su un accertamento si trasforma in sentenza e se non viene impugnata passa in giudicato. Quarto comma dice che si è svolta la fase istruttoria la prova si è raggiunta( es.consegnare il bene o rilasciare ),la parte che sta partendo si trova di fronte a un bivio e sono convinto di far cambiare idea allo stesso giudice voglio la sentenza, anche qui l’ordinanza diventa sentenza e impugnabile dalla parte soccombente, ma perchè non chiede l’emanazione della sentenza? Non riesco a convincere il giudice oppure poniamo il caso che io attore abbia chiesto al giudice un ordinanza al pagamento 10…. La parte intimata può dire non voglio e l’attore ottiene meno e l’altra parte la impugna, il legislatore non ha pensato a questo possibile caso. Riforma 2022 due ordinanze chiudono il processo. Lezione 2/04/ La semplice affermazione dell’attore.. Se manca la vocatio l’atto si chiama regime, se l’attore non ha indicato il fatto o cosa vuole raggiungere l’atto è nullo.
Il nostro sistema non si limita alla sola affermazione, tu devi dimostrare il fatto. si pone da un presupposto che tutte le affermazione devono essere provate nel nostro sistema. chi afferma deve provare, non c’è bisogno di provare se l’altra parte non contesta. Giudiziodi fatto: quando il giudice agisce come storico, cioè va alla ricerca di prove, ma li deve provare. la prova è lo strumento processuale mediante il quale il giudice forma il suo convincimento, cioè la verità o no dei fatti. La prova quando la parte dimostra ciò che egli ha affermato.( l’attore) Ci sono diverse prove nel nostro sistema. Prove precostituite= prove formate fuori dal processo,un documento, fotografia, ripresa che permette se il fatto è avvenuto oppure no. La parte deve farle entrare nel processo Prove costituende= si formano all’interno del processo e diventano prove all’interno del caso processuale: es. testimone ma solo se tale testimonianza è avvenuta dinanzi al giudice. Prove tipiche= prove disciplinate al legislatore dopo averle individuate le discipline : giuramento, documenti.Si ottiene tutela affermando i fatti che si dichiarano. Prove atipiche= non previste dalla legge, si possono utilizzare? Possono essere utilizzate perchè il nostro sistema prevede la tutela giurisdizionale. Come possono essere valutate queste prove? Prove liberamente valutabili= il giudice può valutare con il suo prudente apprezzamento, il significato da attribuire a questa prova non è già dato dalla legge ma il giudice che dà un peso alla prova. Prove legali= che vincono il giudice, egli non può approvare un esito diverso dalle prove. il sistema presume la veridicità delle dichiarazioni Il cui risultato vincola il giudice. Il giudice deve tenere conto di tutte le prove oppure può fare una scrematura? Il giudice deve rilevare = verificare che il fatto che si deve provare possa avere influenza sulla causa e ammissibilità = valutare se quella prova sia contraria alla legge o far discendere la prova di quel fatto da una data fonte. Il giudice deve utilizzare le prove che non si pongono in conflitto con le norme.
Un primo orientamento utilizzato dalla corte di cassazione secondo cui la prova illecita non può essere utilizzata nel processo, mentre il secondo orientamento dice che la prova illecita può essere utilizzata nel processo per giungere alla verità. La prova serve al giudice per svolgere il giudizio di fatto, egli deve verificare che sul fatto svolto dalle parti e devono provare. Sistemi inquisitori =dove le parti affermano ciò che è accaduto e il giudice verifica se quei fatti si sono verificati andando alla ricerca dei testimoni, può utilizzare tutte le prove che vuole anche senza istanza della parte. Sistemi dispositivi= i mezzi di prova sono in mano alle parti. Casi in cui il giudice è uno spettatore perchè decide sulla base dei fatti che le parti hanno posto. Al sistema non importa chi vince e chi perde, se le parti non si attivano. Il nostro sistema è dispositivo-attenuato, nel senso che il giudice deve esporre in base alla sua decisione le prove disposte dalle parti, salvi i casi previsti dalla legge. Ci sono casi in cui il giudice può attivarsi, oppure dei mezzi di prova in cui può attivarsi d’ufficio. Il giudice non può introdurre i fatti di causa , che sono nelle prerogative delle parti. I fatti dopo che sono entrati nel processo.. nel nostro sistema il giudice può utilizzare solo i dati che sono entrati nel processo, ma potrebbe decidere sulla base di informazioni di cui è venuto a conoscenza fuori dal processo, nel nostro sistema c’è un divieto di scienza privata = ciò il giudice non può utilizzare conoscenze che ha ottenuto fuori dal processo. Ma proprio tutti i fatti del processo vanno provati? Non tutti. Fatti notori = è un fatto che rientra nella comune esperienza, rientra nel patrimonio conoscitivo di una pluralità di persone, se è notorio il fatto non è bisognevole di prova. Il fatto notorio non va provato, ma solo affermato. Devo affermare ma non devo provare il fatto che è avvenuto. Le tre prove più importanti sono: testimonianza ,confessione e giuramento. Tre mezzi prova che si formano all’interno del giudizio e sono utili per dimostrare i fatti affermati. Prova testimoniale = dichiarazione presa in giudizio dal terzo estraneo alla controversia,che ha ad oggetto un fatto rilevabile per la controversia.
Il giudice la valuterà secondo il suo apprezzamento. Anche una prova testimoniale può fondare la decisione del giudice. Confessione= prova resa da una delle due parti. Confessione che fa una parte della verità dei fatti a sé sfavorevoli ma favorevoli per l’altra parte. Abbiamo due tipi di confessione:
La norma di riferimento è l'art 2697 c.c( serve per avere degli esiti più giusti)= la quale dice che chi afferma i fatti costitutivi deve provare l’esistenza, il secondo comma ci dice che chi eccepisce i fatti deve provare le eccezioni su cui si fonda, quindi anche il convenuto deve provare i fatti, se gli non li prova e l’attore non prova il fatto costitutivo tendenzialmente vince la causa il convenuto. Alibi=altrove Se io agisco in un'ipotesi di responsabilità contrattuale e tu sei inadempiente devi risarcire il danno, io attore che affermo l’inadempimento cosa devo provare? Come faccio a dimostrare che tu sei stato inadempiente? deve essere lui a dimostrare di avere adempiuto, ti ho pagato( è più semplice) si dice che in questi casi la norma sia più vicina al convenuto. In alcuni casi è il legislatore che prevede l’inversione dell’onere della prova con le cosiddette presunzioni legali diverse dalle presunzioni semplici. Art.1147 c.c=la buona fede del possessore si presume, il possesso è un fatto e il legislatore tutela questo fatto. L’idea è quella di tutelare il possessore. Il possesso è una situazione di fatto e il legislatore tutela questo fatto al punto da dire che la buona fede va presunta quindi sta invertendo l’onere. Ma questa inversione della prova potrebbe essere frutto dell’accordo delle parti. Queste ultime si potrebbero mettere d’accordo e dire io provo questo e tu provi quello, c’è una norma che è l’Art.2698 c.c quali sono le ipotesi di nullità della prova e quindi ai fini della prova le parti si possono mettere d’accordo. L’inversione della prova è possibile. ( questo è tutto sulle prove) Ci sono delle ordinanze che chiudono il processo,cioè ipotesi in cui il processo non si chiude con sentenza ma con ordinanze, ordinanze che sono state introdotte recentemente dal legislatore e le norme che si occupano di ciò sono l’art.183 ter e l'art 183 quater, ( ordinanze che il prof non chiederà, ma che dobbiamo studiare). Ci sono due ordinanze: ( sufficiente quello che sta dicendo il prof.)
conseguenza il convenuto potrebbe agire in un ulteriore processo e chiedere la riconsegna. Questa ordinanza dice la norma che non è pennabile ma reclamabile strumento particolare con cui si possono contestare le ordinanze. (per l’esame bisogna sapere solo questo di questa ordinanza)
le decisione possono essere decise dal collegio art.50 bis che ci dice quali causa possono essere decise dal collegio, mentre le altre sono decise dal giudice monocratico. Si è svolta la fase istruttoria oppure essa non era necessaria, ci sono due ipotesi:
Terza ipotesi= quando è lo stesso giudice a decidere di ascoltare le parti e quando il giudice decide che secondo lui lo scambio degli atti non è necessario ma si limita ad ascoltare le parti e poi deciderà. Ricordare soltanto che il giudice può decidere di ascoltare le parti fissando l’ udienza. Note conclusionali= non sappiamo questo mistero non c’è lo chiede. Decisione del giudice monocratico= ci sono tre possibili percorsi : Art.281 quinquies =anche dinanzi al giudice monocratico le parti possono chiedere la fissazione dell'udienza c’è lo scambio delle comparse conclusionali.( ricordare solo questo). Art.281 sexies= qui mancano le noti conclusionali Lezione 14/05/ Se è sorta una questione che se risolte in senso ostativo impediscono la prosecuzione del giudizio , o perchè il giudice richiede che la questione e sia matura per il giudizio. Quando la causa è rimessa Il giudice deve adottare una sentenza che può essere definitiva oppure non definitiva; se è definitiva= se chiude il processo non definitiva= il processo prosegue. Questa statuizione non definitiva può essere di merito= ciò se impatta sul giudizio, ovvero sull’esistenza del giudizio e qui il giudice può decidere di adottare una causa in cui la sentenza non è definitiva. Ai fini dell’esame bastano questi due passaggi= si pone il caso che all’interno dello stesso giudizio vengono proposte più domande connesse, il giudice potrebbe ritenere che solo alcuni di esse possono essere decise. Mentre in riferimento altre proseguono Art.277 c.p.c= Pronunce non definitive di merito= si ha quando nel processo vengono proposte più domande di merito e dice il giudice che alcune sono mature per la decisione, mentre le altre debbano essere ancora decise nel merito. L’altra ipotesi di pronuncia di merito= il giudice si è convinto dell’esistenza del diritto ma ha ancora dei dubbi per quando riguarda la quantificazione della prestazione dovuta, il giudice potrebbe emanare una sentenza sull an ( esiste il diritto , ma ancora non so quantificare) ma indicare che è necessario il quantum.