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La situazione economica e sociale in italia dopo la seconda guerra mondiale, con una particolare attenzione alla costituzione e alla cosiddetta 'rivoluzione economica'. Viene trattato il contesto politico, la ricostruzione e la crescita economica, con una particolare attenzione al ruolo della democrazia cristiana e della guerra fredda. Una panoramica dettagliata dell'italia del dopoguerra, dalla situazione drammatica alla ricostruzione e alla crescita economica.
Tipologia: Appunti
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Economia: In Italia c’era una situazione economica e sociale drammatica. Innanzitutto a causa dei bombardamenti furono distrutte numerose abitazioni e infrastrutture , che necessitavano la ricostruzione. A causa di ciò il numero degli sfollati era elevato. La produzione industriale crollò e nelle campagne la produttività diminuì, perciò scarseggiarono gli alimenti di prima necessità. A questo proposito lo Stato ricorse al razionamento dei generi alimentari attraverso l’uso di una tessera annonaria su cui venivano indicate le quantità massime acquistabili mensilmente. Come conseguenza della crisi industriale e agricola, crebbe la disoccupazione. L’ inflazione era elevatissima e ormai il potere d’acquisto dei salari era ridotto. Inoltre, aumentò il contrabbando , grazie al quale la gente aveva la possibilità di acquistare ogni tipo di bene (pezzi di auto rubati, alimenti), però a prezzi alti. Società: Il Paese era ancora occupato e amministrato dagli eserciti anglo americani , incapaci però di garantire l’adeguata sicurezza e ordine pubblico. Nel Meridione nacque un movimento contadino di occupazione delle terre, che rivendicavano l’esproprio dei latifondi. Inoltre, si diffuse la criminalità e la mafia , tant’è che in Sicilia nacque un movimento indipendentista. Al Centro-Sud il suolo coltivabile era concentrato nelle mani dei pochi ricchi proprietari terrieri, che oltre a sfruttare i territori, impedivano la distribuzione ai contadini. Al Nord vi erano ancora partigiani che si rifiutavano di deporre le armi e compivano atti di vendetta contro gli ex collaboratori del fascismo. Politica: importante in Italia era il Comitato di liberazione nazionale , i cui partiti agirono in comune accordo per la ricostruzione e pacificazione del paese. Nel giugno 1946 fu approvato un decreto con il quale venivano condannati tutti coloro che collaborarono con i nazi-fascisti. I principali partiti del Cln erano: il Partito comunista di Togliatti, legato al marxismo e all’Unione sovietica; il Partito socialista di Nenni ancora diviso tra riformisti e massimalisti; la Democrazia cristiana di De Gasperi che desiderava costruire una politica moderata. Poi c’erano altre minoranze, quali: il Partito liberale italiano , eredi della tradizione giolittiana; il Partito repubblicano , antimonarchico; il Partito d’azione di Parri, democratico e liberalsocialista; il Movimento dell’uomo qualunque , i cosiddetti “qualunquisti”, che contestavano i partiti di massa e infine il Movimento sociale , movimento di destra in cui facevano parte i nostalgici del fascismo. 2) REPUBBLICA, COSTITUZIONE, DEMOCRAZIA Referendum e l’assemblea Costituente Nel 2 giugno 1946 si tenne il referendum per votare la forma di Stato tra repubblica o monarchia, a cui presero parte anche le donne. La sinistra si schierò per la repubblica, mentre i democristiani lasciarono libera coscienza. Prima del referendum, Vittorio Emanuele III abdicò a favore del figlio Umberto II , allo scopo di salvaguardare la monarchia. Tuttavia, dopo gli avvenimenti verificatisi durante gli anni del fascismo, la credibilità dei sovrani diminuì. A vincere fu la repubblica , conseguendo la maggior parte dei voti al Centro-Nord e Umberto II si trasferì in Portogallo. Nello stesso giorno si tennero le consultazioni elettorali per l’ Assemblea costituente. La Dc ottenne il 35% dei voti, mentre il Partito socialista il 20% e quello comunista il 19%, confermando il ruolo dominante dei tre principali partiti di massa. Il Paese era diviso in due per quanto riguarda l’ideologia politica: al Nord appoggiavano le sinistre, mentre al Sud erano per la Democrazia cristiana. Tensioni con la Iugoslavia La guerra finì definitivamente nel 10 febbraio 1947 con il Trattato di pace. Nel 1946 ci fu la conferenza dei Paesi vincitori a Parigi, dove i Paesi sconfitti presero atto delle decisioni prese dai vincitori della guerra. Così fu anche per l’Italia, che perse alcune colonie e cedette alcune regioni di confine alla Francia.
Per l’Italia fu difficile affrontare le rivendicazioni della Iugoslavia di Tito. Trieste venne divisa in due zone: la zona A, amministrata dagli anglo-americani, mentre la zona B fu annessa alla Iugoslavia. Perciò tutti gli italiani che si trovavano nella zona B dovettero abbandonarla e ritornare come profughi in Italia. Anche in questi anni furono famose le foibe , dove vennero gettati migliaia di italiani accusati di aver sostenuto il fascismo. Solo nel 1954 la Zona A tornò definitivamente all’Italia. Gli effetti delle tensioni estere in Italia La Guerra fredda influenzò notevolmente la situazione italiana. La Democrazia cristiana inglobò tutte le proteste dei qualunquisti e del Movimento sociale e divenne garante del blocco occidentale , mentre il Pci e il Psi erano saldamente legati a Mosca. Nel 1947 De Gasperi, presidente del Consiglio, prese parte al congresso che si tenne negli Stati Uniti, in cui venne dichiarato che l’Italia avrebbe beneficiato del Piano Marshall se avesse cambiato il governo. Tornato in Italia escluse il Pci e il Psi, formando un nuovo governo composto da democristiani e parlamentari di centro. Questo clima causò la rottura dell’ unità sindacale , in quanto la Cgil rimase in mano ai comunisti e ai socialisti e uscirono coloro di orientamento democristiano, repubblicano e socialdemocratico. Questi ultimi costituirono una propria organizzazione sindacale: i democristiani crearono la Cisl , mentre i repubblicani e socialdemocratici la Uisl. Costituzione Nel dicembre del 1947 venne conclusa e approvata la Costituzione , che entrò in vigore i 1° gennaio 1948. La Costituzione affermò i diritti sociali e permise l’unione del liberalismo, cattolicesimo e socialismo. Un esempio della collaborazione di queste tre tradizioni si ha con l’introduzione nell’art. 7 dei Patti lateranensi , sancendo un importante ruolo della Chiesa Cattolica. La Costituzione è importante ancora ai giorni d’oggi e si ispira ai valori della libertà , della democrazia e dell’ uguaglianza , con l’obiettivo di raggiungere il pieno sviluppo dell’individuo. Essa è composta da 139 articoli ed è divisa in tre parti: la prima parte riguarda i principi fondamentali dell’uomo , la seconda è dedicata dai diritti e doveri dei cittadini e la terza all’ ordinamento della Repubblica. Elezioni politiche Nel 18 aprile 1948 si tennero le elezioni per il Parlamento. Forte era l’influenza della Guerra Fredda e gran parte dell’opinione pubblica temeva la vittoria del comunismo. Gli Stati Uniti e la Chiesa cattolica si schierarono con la Democrazia cristiana. La Chiesa avviò una vera e propria crociata anticomunista, mentre gli americani minacciarono di rinunciare ad aiutare l’Italia. Così ottenne la maggioranza con il 48% dei voti la Democrazia Cristiana. 3) ANNI DEL CENTRISMO E DELLA RICOSTRUZIONE Governo della Dc Per tutti gli anni Cinquanta a governare l'Italia furono la Democrazia Cristiana, i repubblicani, i liberali e i socialdemocratici. Fu il cosiddetto periodo del centrismo. Nel decennio ci furono due presidenti della Repubblica: prima Luigi Einaudi, poi Giovanni Gronchi. De Gasperi fu il presidente del Consiglio fino al 1953. Durante la sua carica riuscì a favorire la ripresa economica e sociale del Paese grazie a una politica sicura e moderata. Nel 1953 fece approvare una legge secondo cui veniva assegnato il 65% dei seggi a chi otteneva più della metà dei suffragi. Questa venne definita come legge truffa dagli oppositori. Tuttavia, la Dc ottenne soltanto il 49% dei voto, non ottenendo il “premio di maggioranza”. Di conseguenza De Gasperi si ritirò dalla vita politica e fu sostituito da Fanfani. Nel 1949 l’Italia entrò nel Patto Atlantico e aveva aderito alla Nato. Inoltre, aveva anche buoni rapporti con il resto dei Paesi europei, che furono fondamentali nel 1957, anno in cui nacque la Comunità economica europea.
Consumismo Con l’aumento dei salari, aumentarono gli acquisti, generando il fenomeno del consumismo. Protagonisti in questo periodo furono: i supermercati , il frigorifero, la lavatrice , la lavastoviglie , il televisore che divenne il mezzo di comunicazione più importante. Infatti, grazie alla Tv fu possibile conoscere luoghi e persone lontani e prima sconosciuti e anche la diffusione della lingua nazionale. Emigrazioni e problemi edilizi Gli anni Sessanta furono anche gli anni dell’ emigrazione meridionale , verso paesi esteri, ma principalmente nelle regioni del Centro-Nord d’Italia, soprattutto nel triangolo industriale (Piemonte, Liguria e Lombardia). Tuttavia, sebbene siano stati fondamentali per la crescita industriale, gli emigranti sono stati vittime di discriminazioni e hanno passato molti anni per inserirsi. Un altro problema durante gli anni del miracolo economico è stato lo scempio edilizio. Di fatto, il governo non fu in grado di creare dei piani regolatori per evitare che il verificarsi di problemi e disastri edilizi. L’esigenza nel dopoguerra di costruire nuove case era talmente elevata che gli edifici vennero costruiti rapidamente , senza però rispettare le norme.