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Appunti presi a lezione con trascrizione di ogni singola slide ed esempi, confrontati con i testi di rif.: - Vergura D.T. (2018). E-commerce e Digital Transformation. Nuovi scenari per imprese omnicanale e consumatori on-demand. + dispensa prof. Programma: - l'ecosistema digitale - la digitalizzazione di attività e processi - concetti di e-business e e-commerce - modelli di business online - mobile commerce e multicanalità - la logistica del commercio elettronico
Tipologia: Appunti
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DEFINIZIONE MARKETING: Il marketing è il processo di creazione, distribuzione, promozione e fissazione dei prezzi di beni, servizi e idee per facilitare relazioni di scambio soddisfacenti in un ambiente dinamico. le strategie di marketing accompagnano alla definizione di obiettivi che poi l’azienda si pone di perseguire.
Il marketing è definito anche come un insieme di attività che va a riguardare il prodotto, prezzo, comunicazione e distribuzione. Uno degli obiettivi è rendere il prodotto disponibile ad un prezzo accettabile per il mercato, una serie di attività di comunicazione e trasferimento di informazioni per i clienti al fine di capire se corrisponde alle esigenze, infine la scelta dei canali di comunicazione tramite cui far arrivare il prodotto sul mercato: In questo corso ci concentreremo sulla DISTRIBUZIONE specialmente quella digitale. PER DISTRIBUZIONE : si intende l’insieme delle attività necessarie per trasferire un bene o un servizio dalla sfera della produzione a quella del consumo. Tutte queste attività si svolgono attraverso un CANALE DISTRIBUTIVO : è una struttura formata da partner interdipendenti che mettono beni e servizi a disposizione dei consumatori o delle imprese industriali utenti. Se parliamo di canale distributivo e canale di marketing non parliamo della stessa cosa. Il CANALE DI MARKETING: si definisce come le modalità, stadi, soggetti attraverso i quai un bene o un servizio vengono trasformati in diverse dimensioni per renderli fruibili da parte dell’utilizzatore o del consumatore finale.
Attraverso il corretto utilizzo della distribuzione è possibile ottenere una maggiore efficienza nei cont atti (al fine di connettere il produttore e il consumatore sarebbero necessari molti più contatti e relazioni di quanti effettivamente occorrono grazie alla funzione degli intermediari), economie di scala , riduzione della disparità di funzionamento, migliore assortimento offerto e migliore servizio offerto. Per l’impresa industriale la distribuzione dei prodotti
comporta la scelta dell’intensità distributiva (se attuare vendita estensiva, selettiva o esclusiva), la scelta della determinazione del livello di contatto con il mercato (lunghezza catena distributiva), infine la scelta del tipo di operatori a cui affidare il collocamento dei prodotti aziendali. Per quanto riguarda la distribuzione intensiva l’azienda cerca di collocare i propri prodotti presso tutti i possibili punti vendita (es. Pocket Coffee) prodotti di acquisto corrente. Sono beni che il consumatore acquista con il minimo sforzo possibile, di frequente ed in piccole quantità. Il comportamento d’acquisto è abitudinario. C’è necessità di massima copertura di mercato e distribuzione capillare. Con la distribuzione selettiva l’azienda effettua in via preventiva e secondo appropriati criteri una selezione dei rivenditori (es. Burberry) prodotti di acquisto ragionato. Sono prodotti che hanno un prezzo unitario elevato e bassa frequenza d’acquisto. C’è un elevato grado di rischio percepito da parte del consumatore. Il consumatore impiega tempo al fine di prendere la decisione e ottenere le risorse necessarie. È un acquisto di tipo comparativo. Perciò è necessaria la collaborazione del dettagliante. Infine, con la distribuzione esclusiva si concretizza nella scelta di un unico intermediario per una specifica area geografica (es. Mercedes) prodotti esclusivi. Sono prodotti con caratteristiche distintive, solitamente caratterizzati dalla propria marca. I consumatori sono molto ben informati sui loro attributi, sono fedeli a marche specifiche e non spendono tempo a fare comparazioni. La distribuzione si limita a sostenere il posizionamento del prodotto. Si tratta di distribuzione selettiva o esclusiva.
Canale diretto: Produttore Consumatore (es. Gocery) Canale indiretto breve: Produttore Commercio al Dettaglio Cliente Canale indiretto lungo: Produttore Grossista Dettaglio Cliente Agenti Il commercio online sta variando velocemente queste dinamiche. Infatti, il commercio online è un canale diretto. Abbiamo vari TIPI DI INTERMEDIARI :
Quando compare il canale online si vengono ad affiancare due mercati:
L’eletronic data interchange: il commercio elettronico poggia le sue basi sull’eletronic data interchange (EDI). EDI è un insieme di procedure di gestione totalmente, o in gran parte, basate sull’impiego di sistemi informatici e di linee di telecomunicazione colleganti due o più imprese, in grado di rendere particolarmente rapido, efficace ed economico il rapporto fra le stesse per agevolare lo scambio informatizzato.
ECONOMIA DIGITALE: il processo di transazione delle attività di business verso l’uso di tecnologie, prodotti e servizi digitali. Effetti di network : tante più persone sono su un sito tanto più è data affidabilità, la capacità di analisi dei dati determina il vantaggio competitivo. STORIA DI INTERNET E DEL DIGITALE Nel 2009, 7 società del settore petrolifero e del gas e delle miniere tra le prime 20 società al mondo, pari al 35% del totale, mentre c’erano solo 3 società del settore tecnologico e del settore dei servizi al consumo. Altri 3 provenivano dal settore finanziario. Nel 2018, il numero di società di tecnologia e servizi al consumo tra le prime 20 società al mondo è salito a 8 (40%) e quello di società finanziarie a 7. Solo due nel settore petrolifero, del gas e minerario sono rimaste.
Tra il 1997 ed il 2000 si origina una bolla speculativa che coinvolge le società che operano su internet. Il termine Dot- com viene utilizzato per identificare quelle azioni che, nate a seguito del notevole surplus di fondi generati dalle venture capital, ed al grande ottimismo del mercato azionario durante la fine del ventesimo secolo, impostarono un business improntato principalmente all’erogazione di servizi via web. L’euforia generale derivante dai concetti di ‘’sviluppo, progresso e crescita’’ associati a un settore all’avanguardia come quello della new economy, alimentò le aspettative di futuri e continui aumenti del valore dei titoli emessi dai tradizionali indicatori di redditività (utili, indebitamento, beni materiali, disponibilità liquide, previsioni di crescita). La bolla speculativa scoppia a marzo del 2000, innescando una reazione a catena che cancella molte delle compagnie considerate emergenti. Nel marzo 2000, il Nasdaq, l’indice azionario di riferimento perse in tre giorni circa il 9%. Le quotazioni di Amazon passano da 107 a 7 dollari. Alcune aziende solide riuscirono a sopravvivere alla bolla speculativa ed a svilupparsi nel corso degli anni (Amazon, eBay, Cisco System). Alcune delle aziende fallite:
cosiddette micro-multinazionali. Le micro-multinazionali iniziano la propria attività con operazioni e relazioni di business in diversi paesi. LE IMPRESE DIVENTANO VIRTUALI L’impresa nel cybermercato si trasforma in cyber-impresa, acquisendo una serie di caratterizzazioni: una naturale presenza globale, maggiore competitività e nuove opportunità di business. La globalità deve essere ricercata sotto la spinta di stimoli quali l’ottenimento di maggiori economie di scala, l’allargamento dei campi di intervento, la migliore ripartizione dei costi, l’ampliamento dei volumi di prestazione. L’impresa deve diventare strategicamente virtuale per rispondere in maniera ottimale al cybermercato e al cyber-consumatore. Pensare a due modi di fare business in disarmonia, senza integrazione vorrebbe dire ridurre la loro portata e perdere una favolosa occasione per lanciare il business online e rilanciare quello tradizionale. Il consumatore che si rivolge ad Internet deve essere un consumatore globale, interattivo, personalizzato, soddisfatto, con un’identità definita, indirizzo, al quale proporre un’offerta di prodotti e servizi sicuri, altamente qualitativi.
E-BUSINESS: L’e-business si definisce come la gestione di affari condotta via internet. Comprende l’acquisto o la vendita di beni e servizi, insieme a tutte le tecniche di relazione e di supporto di clienti, fornitori, dipendenti… l’IBM fu tra i primi ad introdurre il termine nell’ambito di una campagna pubblicitaria nel 1997: “ la trasformazione di processi aziendali fondamentali attraverso la tecnologia di internet. E-COMMERCE: È lo svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica. “Comprende attività quali la commercializzazione di beni e servizi, l’effettuazione di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici e altre procedure della Pubblica Amministrazione”(def.1998). Dunque, per commercio elettronico può intendersi ogni iniziativa a supporto dell’attività commerciale di un’azienda che venga svolta su internet. L’E-commerce è una delle attività più importanti dell’E-Business. L’E-commerce comprende le transazioni commerciali realizzate su Internet. L’E-business realizza processi di business su Internet. L’EC comprende le attività che coinvolgono transazioni monetarie, mentre l’EB include attività quali l’approvvigionamento di materie prime o beni, comunicazione, interazione con i consumatori, ricerca di fornitori. L’EC richiede uso di un sito Web, l’EB comprende sistemi di CRM (Custom Relationship Management) e ERP (Enterprise resource planning) che connettono differenti processi di business. In EC è obbligatorio uso di internet. EB può utilizzare Internet, Extranet (mette in comunicazione fornitori, lavoratori, collaboratori. Possono accedere solo persone autorizzate che riguardino organizzazione ma che siano anche partner di business, quindi più esterni) e Intranet (possono accedere solo soggetti autorizzati interne all’organizzazione). L’EC comprende un processo rivolto all’esterno che tocca consumatori, fornitori e partner esterni. L’EB comprende processi interni, riduzione, gestione scorte ecc. l’EC è un concetto più stretto, l’EB è un concetto più ampio che comprende ricerca, gestione filiera e logistica, analisi dei dati. L’EC comprende semplicemente acquisto e vendita. L’EB comprende tutti gli sforzi di pre e post-vendita. CARATTERISTICHE COMUNI : accesso 24h, 7 giorni su 7. I normali vincoli orari spariscono, nuove forme di approccio al cliente ( Disponibilità àsempre). Tutto ciò avviene grazie ai supporti mobile, riduzione delle barriere ( Ubiquità àovunque). In questo modo i mercati vengono resi più vasti, la mappa di ciò che è vicino e lontano cambia ( Globalità ). Allo stesso tempo avviene un rafforzamento della presenza fisica locale e delle relazioni locali one-to-one ( Località ). L’informazione digitale può essere facilmente conservata, trasmessa, processata, trasformata, manipolata in altri modi. Nascono nuove opportunità per nuovi prodotti ( Digitalizzazione ). In questo modo il costo di contatto con clienti ulteriori non va a costare maggiormente. Assenza Di Vincoli Spaziali. Possibilità di combinare testo, grafica, video, suoni. Nascono nuove opportunità per promuovere beni e servizi, fornire informazioni, realizzare interazioni ( Multimedialità ). Di conseguenza aumenta il grado di attenzione dell’utente, migliora la profilazione del cliente, c’è un ricevimento di feedback, nasce auto-navigazione dell’utente ( Interattività ). Costi ridotti. Aumenta competizione in mercati just in time ( Riduzione del time to market ). Nuove opportunità di business. Avviene una disintermediazione e NUOVA RIFORMULAZIONE DELLA CATENA DEL VALORE. Viene svolta un’attività di orientamento al consumatore e qualità del servizio in quanto diviene un’attività comoda, i prodotti e i servizi sono personalizzati e aumentano le informazioni. Maggiore competitività. Da una parte ci sono benefici tangibili come aumento delle vendite grazie alla possibilità di affacciarsi a nuovi mercati e incentivazione dei clienti esistenti. Riduzione dei costi di marketing, riduzione dei costi della catena distributiva, riduzione dei costi di amministrazione grazie ad una business routine più efficiente. Dall’altra parte ci sono benefici intangibili: identificazione di nuovi partner e supporto dei partner esistenti. Ciclo di vita di un prodotto più veloce,
migliore management delle informazioni, comunicazioni di marketing più rapide, immagine comunicativa aziendale, potenziamento del brand, feedback dai clienti sui prodotti. E-commerce Con la parola inglese “fare shopping” si fa riferimento all’andare per negozi per curiosare, per osservare ciò che c’è di nuovo, per confrontare i prezzi, senza per questo dover necessariamente fare acquisti. Milioni di consumatori acquisiscono online informazioni su ciò che desiderano acquistare, la stragrande maggioranza di questi navigatori decide poi di acquistare offline i prodotti cui sono interessati. Il commercio elettronico è dunque, una realtà multiforme, che genera un giro d’affari molto più elevato di quello associabile direttamente ed esclusivamente ad attività di acquisto di prodotti e servizi online. La prima esperienza di shopping a distanza è avvenuta nel 1984. Il predominio di tutta l’economia digitale è detenuto da USA e CINA. La Cina si trova in situazione di ipercrescita da anni. È un caso unico di crescita elevata per un periodo molto lungo. In 40 anni, fra il 1978 e il 2017 il Pil cinese è passato da 147miliardi ai 11 mila miliardi di dollari, questo le ha permesso di diventare un’economia mondiale. La quota sulle esportazioni mondiali di merci, che nel 1990 era pari a 1,8%, è cresciuta di oltre 5 volte (il 10% circa). Oggi accanto agli USA c’è anche il predominio cinese. Nel campo dell’intelligenza artificiale la Cina punta ad essere pari agli USA nel 2020, arrivare per prima alla scoperta di tecnologia innovative nel 2025 e infine diventare leader del settore nel 2030. Con il piano Made in China 2025, la Cina si pone una serie di obiettivi identificando altri settori in cui diventare leader e autosufficiente, quindi punta a non far affidamento sulle importazioni. La situazione in ITALIA l’87% ha cercato online un prodotto o servizio, il 93% ha visitato store online, il 77% ha comprato da qualsiasi device, il 50% ha comprato da computer, il 40% da mobile. Anche in Italia vi è una crescita esponenziale, ma rispetto agli altri stati europei (UK e Germania) siamo ancora un po’ indietro. Negli ultimi anni l’e-commerce B2C è stato interessato da diversi fatti particolarmente significativi che hanno evidenziato sia le opportunità sia le minacce legate al suo sviluppo, fattori che hanno condizionato il commercio elettronico a livello globale: Una serie di alleanze tra operatori del settore con obiettivo duplice di sviluppare nuove tecnologie di espandere e sviluppare il proprio business online; Diffusione di nuove soluzioni tecnologiche volte a migliore l’esperienza del consumatore (es. Intelligenza artificiale, assistenza vocale, mobile payment...); Consacrazione di alcune ricorrenze dell’e-commerce (es. Black friday, cyber monday…); La migrazione dal fisico al digitale di molte imprese tradizionali e il passaggio da digitale a fisico di molte dot.com (quelle nate in dot.com e poi hanno sviluppato la presenza nel mercato fisico).
Quando il commercio elettronico è nato, negli anni ’90, l’obiettivo della maggior parte delle imprese (fisiche), non avevano ancora colto l’opportunità di vendere online ma era di sfruttare la possibilità di sfruttare le potenzialità della rete per far conoscere l’impresa e i suoi prodotti o servizi ad un pubblico di utenti più ampio e diversificato per avere un raggio di azione più ampio ed esortarli ad effettuare l’acquisto nel canale fisico, sostanzialmente sfruttavano il sito web come un nuovo canale di promozione. Per questa ragione in quegli anni molte imprese si dotarono id un proprio sito web attraverso il quale far conoscere i propri prodotti, inserendo in rete, ove possibile, il catalogo per presentarli ai potenziali clienti, lasciando che questi procedessero all’acquisto con modalità tradizionali. In questo caso è stato scelto di sviluppare un canale promozionale piuttosto che un canale di vendita. In seguito, da un canale promozionale inizia ad essere un canale di vendita. Le imprese aprono le proprie vetrine sul mondo e viene ampliato il bacino di clienti. Inizialmente i consumatori acquistavano online viaggi e inerenti a turismo (39%); seguivano assicurazioni (14%); biglietti del treno.
Es. inviare un ordine all’azienda, tempi di verifica ordine, tracking ordine; un cliente che accede al sito dell’azienda tramite i cookies, viene riconosciuto (trattamento informazioni) gli vengono riproposti i prodotti che ha già visualizzato, velocità di risposta più veloce rispetto a un contesto fisico b. La personalizzazione dell’offerta : internet facilita la collaborazione informativa tra cliente e fornitore c. La crescita di economicità in termini di costi diretti e indiretti: riduzione dei costi: di produzione, distribuzione, logistica, marketing (distribuzione volantino fisico costa di più che distribuirlo online) d. L’aumento delle prestazioni : in termini diretti il livello di prestazione al cliente può aumentare in termini di flessibilità, velocità, localizzazione e accuratezza; indirettamente, internet favorisce lo sviluppo di processi innovativi, accrescendo la facilità di comunicazione e scambio di conoscenze tra partner di business lungo la filiera verticale es. Internet favorisce la coprogettazione tra prodotti tra imprese e produttori e. La capacità complessiva di innovazione: internet diventa un fattore di liberazione dell’innovazione originale di marketing dell’impresa. I SOGGETTI DELL’E-COMMERCE:
- Imprese fornitrici - Imprese produttrici di beni - Imprese di servizi - Imprese commerciali - Organizzazioni no-profit - Pubblica amministrazione - Gestori di telecomunicazioni **LA PRESENZA DELLE IMPRESE SU INTERNET (PRODUTTORI DI BENI/SERVIZI E IMPRESE COMMERCIALI):
o Attrarre visitatori al sito per interessarli o Suscitare contatti o Fornire dettagliate informazioni sulla struttura organizzativa, commerciale, indicando utili indirizzi dei punti vendita e d’assistenza nel mercato. o Sito vetrina a cui i professionisti e aziende ricorrono presentare la loro attività o la loro persona al mondo attraverso il web allo scopo di ampliare il giro di affari o il prestigio professionale (o anche personale) o I contenuti, prevalentemente di natura informativa e testuale, raccontano un’attività, illustrano una tecnologia o una peculiarità, riportano caratteristiche personali o professionali, corredando spesso le informazioni con immagini, video e materiali scaricabili. o La scelta riguarda aziende che decidono di affacciarsi per la prima volta a internet, ma anche aziende affermate che hanno nel sito uno strumento di rappresentanza. o Promozione della corporate awareness. SITO DI PROMOZIONE es. sito Coin, Happy casa o Simile al sito di presenza o Non si propone finalità di vendita diretta o Si propone di integrare la promozione offline dell’azienda, indirizzando i visitatori vero i punti vendita tradizionali ubicati nel mercato fisico o Fornisce al visitatore informazioni su prodotti/servizi, caratteristiche, prezzi, offerte speciali, indirizzi dei punti vendita. o È un mezzo di fidelizzazione SITO DI VENDITA O NEGOZIO VIRTUALE (E-SHOP) o Finalizzato alla vendita di beni e/o servizi via internet o Propone ai potenziali acquirenti un catalogo di prodotti con relative schede di dettaglio, li invita a comporre il proprio “carrello della spesa”, presenta i diversi metodi di spedizione e pagamento tra cui scegliere e accompagna gli utenti fino alla transazione economica o Permette di acquisire nuovi spazi di mercato, superando le barriere geografiche che caratterizzano i punti vendita fisici. SITO DI VENDITA: PROPRIETARIO O DI TERZI? o E-SHOP DI PROPRIETÀ (multimarca o monomarca) es. naturasì L’azienda decide come crea i contenuti e chi deve occuparsene:
1. SOFTWARE PROPRIETARI: soluzione preimpostate sviluppate da fornitori del servizio (come esempio le agenzie), preimpostato, soluzione più semplice e rigida perché devo limitarmi al frame fornito dal software 2. PIATTAFORME OPEN SOURCE: sono gratuite ma richiedono l’utilizzo di sviluppatori e web designer specializzati, permettono di sviluppare in modo autonomo il sito, molto meno rigida ma richiede più capacità 3. ONLINE SHOPPING CART: piattaforme online “preimpostate” su cui è possibile fare un minimo di personalizzazione scegliendo fra i template disponibili, più semplice e meno costosa o APRIRE E GESTIRE UN ACCOUNT SU UN SITO DI TERZI (intermediazione, semplificazione nel processo di costruzione del sito) es. Newcart offre la possibilità di gestire e creare un e-shop sulla sua piattaforma o AFFIDARE LA VENDITA COMPLETAMENTE A TERZI (distribuzione): l’azienda stipula degli accordi commerciali con negozi online multimarca ai quali affida “in outsourcing” tuta la distribuzione online dei prodotti, l’azienda prende ordine, gestisce le spedizioni es. Zalando Es^2 NaturaSì tramite amazon o Avviare un sito di e-commerce DROPSHIPPING (forma proprietaria a metà): Il venditore offre sul proprio sito un prodotto di cui non ha la disponibilità fisica nel magazzino. Chi vende trasmette l’ordine al fornitore (dropshipper), il quale provvederà alla spedizione della merce al compratore finale, esso ottiene una percentuale all’incasso. Spesso è utilizzato ad integrazione con altri modelli di business dalle aziende per esempio per smaltire rimanenze di magazzino
- AMAZON: Amazon continua a investire in nuovi prodotti e servizi, come Prime Now e Amazon Fresh, per aggiungere valore alla sua proposta. Per ampliare il target degli acquirenti, ha creato un negozio sul sito Tmall di Alibaba per contribuire ad aumentare la sua presenza in un mercato dominato in gran parte da JD.com e Alibaba. Di recente ha fatto ingresso nel canale fisico con l’acquisizione di WholeFoods e con l’apertura degli Amazon Bookstore e del supermercato di Amazon Go. La strategia di lungo termine di Amazon: 1. Grossi investimenti 2. Necessitano di liquidità 3. Fiducia da parte degli investitori 4. Ossessione sul cliente (il primo sito che ha introdotto le recensioni) - eBay: il primo oggetto venduto nel 1995 era un puntatore rotto che Pierre Omidray (fondatore di eBay) usava per intrattenere il suo gatto. I consumatori britannici sono i principali acquirenti. Ebay ha fatto negli anni diverse acquisizioni (circa 60) tra le quali la più importante è Motors.co.uk il 19 ottobre 2018. - JD.com: Ha rapidamente accresciuto la sua presenza in Cina orientandosi sulle piccole città, dove la domanda di e-commerce è alta a causa della mancanza di negozi tradizionali adeguati. Di recente ha investito 400 milioni di dollari in un marketplace inglese di beni di lusso (Farfetch) con l’obbiettivo di ampliare l’offerta di beni di lusso ai consumatori cinesi. E’ stata una delle prime piattaforme di e-commerce cinese ad incorporare il live streaming in modo che gli spettatori posano acquistare gli articoli mentre assistono allo streaming INFOCOMMERCE: Prima di acquistare online o in negozio gli italiani cercano sul web informazioni sul prodotto desiderato per orientarsi alla scelta: la maggioranza consulta Amazon (77%), molti Google (66%) e altri Ebay (45%). “Ormai gli italiani cercano informazioni online non solo prima di un acquisto importante ma anche per i piccoli prodotti di uso quotidiano, dagli spazzolini al rossetto per fare due semplici esempi, e oggi, oltre i prezzi, si cercano soprattutto le recensioni e i commenti di quanti quel prodotto lo hanno già acquistato e usato”. La maggior parte degli italiani (oltre il 60% delle donne e il 70% degli uomini) che hanno fatto ricerche su Amazon prima di un acquisto negli ultimi 6 mesi [foto]. La rete consente non solo di effettuare acquisti di prodotti o servizi, ma anche di acquisire tutte quelle informazioni che consentono di prendere correttamente le decisioni finali in merito a tali acquisti. Si definisce INFOCOMMERCE tutto ciò che l’utente fa per poter reperire informazioni prima di effettuare un acquisto (visitare forum, consultare siti specializzati, comparare i prezzi online etc..). Le informazioni che si recuperano sul web hanno assunto sempre più importanza sulle scelte finali di acquisto. Fonti: forum, recensioni degli utenti, siti aziendali, votazioni dei consumatori… La grande maggioranza delle persone scegli i ristoranti in base alle recensioni online. In particolare, la maggior parte è spinta a provare un nuovo ristorante dai contenuti di TripAdvisor (classificazione, recensioni, punteggio o premi). I RISCHI Consideriamo, per esempio, tripadvisor, uno dei portali più famosi al mondo per quanto riguarda le opinioni dei consumatori. Ebbene, secondo alcune associazioni di categoria, i controlli sugli account fake non sarebbero sufficienti per eliminare le recensioni false e questo potrebbe indurre utenti meno consapevoli a farsi ingannare. Stesso discorsi potrebbe avvenire sui forum, sui siti specializzati, ecc… TBOXCHAIN: La fiducia in una scatola: il punto di forza del sistema TboxChain è la Tbox. Un elemento fisico (cubo per interni e piastra quadrata o totem per esterni), che contiene la tecnologia necessaria a produrre e distribuire un token crittografico che abilita al rilascio di recensione relative alla struttura ricettiva o all’attrattore turistico/culturale ad esso accoppiato. TboxChian è un sistema di certificazione delle recensioni online strutturato su tecnologia blockchain, basato su due prove chiave: Proof of location e Proof of identity. INFOSHOPPER Coloro che effettuano una ricerca preliminare sul web prima dell’acquisto. Utilizzano touchpoint digitali unicamente per ottenere informazioni su prodotto e/o marca. Gli infoshopper in Italia
sono circa 18 milioni (il 33% degli internet Users). Il più delle volte l’acquisto si conclude offline (researcshopper phenomenon). Gli eShopper, invece, sono coloro che utilizzano la rete sia per informarsi sia per effettuare acquisti. WEB ASSISTANT O INFOMEDIARIO Una specie di consigliere che, in possesso di informazioni accurate e aggiornate su ciò che è il mondo del commercio, acquisite tramite una sistematica attività di navigazione in rete, è in grado di assistere chi non può o non vuole impegnarsi nelle diverse specie di ricerche di mercato che è possibile compiere in rete, per metterlo in grado di compiere scelte meditate e supportate da dati precisi e aggiornati. Intermediari delle informazioni, creano siti dove l’utente può confrontare prezzi diversi di voli aerei, mutui, assicurazioni, prodotti alimentari. Esempi: Expedia, Facile.it, sostariffe, Doveconviene. Allo stesso tempo, i consumatori guardano offline, provano prodotti e poi vanno a fare l’acquisto online. CYBERCONSUMATORI Mentre nei canali tradizionali il consumatore si trova a dover dividere con gli altri gran parte di comunicazione e messaggi, con internet egli è da solo davanti al computer. L’offerta sarà ben recepita se potrà trovare nel sito tutte le informazioni necessarie a supportare la sua decisione d’acquisto (catalogo, prezzi, formulario d’ordine, assistenza online, sicurezza dati, tutela della privacy, assistenza post-vendita). L’e-commerce deve dare al cyberconsumatore concrete risposte per essere da lui preso in considerazione:
- Accessibilità: facilità di accesso al mercato/canale/ piattaforme - Formazione e informazione: mettere l’utente in una condizione di poter svolgere quell’operazione le informazioni devono essere trasparenti per far la che la transazione vada a buon fine es. modalità di pagamento, processo di acquisto… - Contatto con l’impresa offerente: dato che relazione virtuale il sito internet deve dare un certo contatto come per esempio un servizio clienti - Facilità di acquisto - Legalità e sicurezza - Privacy VANTAGGI PER I CONSUMATORI: 1. Scelta globale: il mercato elettronico porta all’abbattimento delle barriere e apre la possibilità di accedere a un’offerta che supera i tradizionali vincoli geografici del mercato fisico. Il cyberconsumatore può scegliere tra un assortimento molto più ampio e profondo rispetto al canale fisico. 2. Nuovi prodotti/servizi: la digitalizzazione crea opportunità per lo sviluppo di nuovi prodotti. 3. Maggiori informazioni: si possono ottenere molte informazioni a. Informazione completa, immediata, attuale grazie ad Internet. 4. Prezzi più competitivi: grazie all’uso di tecnologie digitali si ha una riduzione dei 5. Qualità del servizio a. Prodotti/servizi personalizzati b. Rapida risposta alle necessità 6. Disponibilità a. Accesso 24h/24h, 7 giorni su 7 b. I normali vincoli orari spariscono 7. Comodità a. Dell’acquisto e della consegna 8. Riduzione dei costi a. Search and evaluation costs b. Switching costs (il costo psicologico che deve sostenere il consumatore quando cambia marca o punto vendita) I consumatori si aspettano lo stesso livello di scelta, disponibilità e servizio, a prescindere che il canale sia fisico o virtuale. II consumatori si aspettano lo stesso livello di scelta, disponibilità e servizio, a prescindere che il canale sia fisico o virtuale. LIMITI PER I CONSUMATORI: 1. Mancanza di fiducia
Il Food&Grocery online è cresciuto del +39% nel 2019 e vale 1,6 mld di euro. La penetrazione dell’online del Food&Grocery ha raggiunto il 5% del totale acquisti retail ed è raddoppiata nel giro di due anni. Il Food Delivery, grazie a una crescita del +56%, ha raggiunto i 566 milioni di euro e si conferma il primo segmento nell’alimentare. IL FENOMENO DELLA CODA LUNGA (LONG TAIL) Espressione coniata da Chris Anderson in un articolo del 2004 per descrivere un modello economico e commerciale nel quale i ricavi vengono ottenuti non solo con la vendita di molte unità di pochi oggetti (i best-seller), ma anche vendendo pochissime unità di tantissimi oggetti diversi. Secondo Anderson i prodotti a bassa richiesta o che hanno un basso volume di vendita possono collettivamente costituire una quota di mercato superiore rispetto a rivali molto venduti, che sono relativamente pochi. TALE TEORIA SI LEGA A DUE CONCETTI:
Sviluppare l’e-commerce per i mercati esteri significa mettere a punto una serie di soluzioni tecniche e organizzative che permettono di superare le difficoltà legate alla distanza che sapere l’azienda dai clienti, alle differenze e culturali con i diversi mercati, alle differenze normative, alle problematiche fiscali, organizzative e di funzionamento del sito Le specifiche dei mercati di sbocco rendono spesso conveniente, per le imprese meno organizzate, il ricorso ai marketplace. Esempio:
1. Gestione dei resi a. Aspetto normativo: le leggi sul diritto di recesso e di restituzione della merce variano da paese a paese. b. Aspetto commerciale: se il venditore non offre e garantisce servizi di reso e di rimborso efficienti e tempestivi rischia di peggiorare la reputazione e perdere clienti. 2. Dazi doganali: a. Le norme europee si applicano in maniera uniforme in tutti gli stati membri. b. Il sistema dei dazi doganali influisce soprattutto sui resi da vendite effettuate al di fuori dall’europa, mentre per dazi in uscita valgono le normali procedure per l’esportazione. c. I diritti e dazi doganali per merci importante in UE si applicano solo nel caso di beni materiali, per i quali il passaggio della merce avviene tramite trasporto fisico. d. L’importo del dazio viene calcolato sul valore della merce (più trasporto, assicurazione, spese postali, ecc..) Nel momento in cui varca il confine dell’ue. e. Nel caso di prodotti reintrodotti in UE (es. Resi), non si applicano dazi doganali a condizione che: i. Prodotti siano reimportati entro 3 anni dall’esportazione ii. I prodotti siano reimportati nelle stesse condizioni in cui erano stati esportati iii. Il reimportatore presenti apposita istanza ULTERIORI OPPORTUNITÀ OFFERTE DALLA RETE
Dati del 2018 Aumento acquisti rispetto alla giornata media di ottobre Germania +88% Spagna +43% Francia +59% Italia +48% UK +271% Il black FRIDAY è diventato Black Week (+55% rispetto ai valori della “settimana media”) 7.9 miliardi di dollari negli USA Nel 2019