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Esame Università telematica eCampus economia e lavoro nella sanità
Tipologia: Panieri
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01. Il rapporto di lavoro pubblico è regolato dalla Costituzione, dalle leggi e dai contratti collettivi nazionali.
02. La disciplina del pubblico impiego è regolata dal decreto legislativo n. 165 del 2001. Tale decreto reca.
01. Per amministrazioni pubbliche si intendono:
dello Stato ad ordinamento autonomo; · le Regioni; · le città metropolitane e gli altri enti di area vasta; · i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni; · le istituzioni universitarie; · gli Istituti autonomi case popolari; · le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni; · tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali; · le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale; · l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), le Agenzie.
amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo; · le Regioni; · le città metropolitane e gli altri enti di area vasta; · i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni;
amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo; · le Regioni;
02. A norma dell’articolo 27 della legge n. 93 del 1983, che istituisce il Dipartimento della funzione pubblica all’interno della Presidenza del Consiglio dei ministri, ad esso compete l'attività di indirizzo e di coordinamento generale in materia di pubblico impiego e, pertanto, di rapporto di lavoro pubblico
03. Il pubblico impiego è il rapporto di lavoro che si instaura tra un dipendente e una pubblica amministrazione. La relazione lavorativa sorge:
rapporto di lavoro a tempo determinato o a tempo pieno o a tempo parziale.
lavoro a tempo determinato o indeterminato o, ancora, a tempo pieno o a tempo parziale.
lavoro a tempo determinato o indeterminato o, ancora, a tempo pieno o a tempo parziale.
Lezione 003
01. Il principio di imparzialità: il dipendente deve prestare la sua attività nell’esclusivo interesse della Nazione ed è fatto divieto di porre in essere atteggiamenti di favoritismo o di discriminazione;
02. Il rapporto di lavoro pubblico è regolato dalla Costituzione, dalle leggi e dai contratti collettivi nazionali. In particolare, la disciplina del pubblico impiego è regolata dal:
amministrazioni pubbliche.
amministrazioni pubbliche.
03. Le amministrazioni pubbliche definiscono, secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi secondo i rispettivi ordinamenti, le linee fondamentali di organizzazione degli uffici; individuano gli uffici di maggiore rilevanza e i modi di conferimento della titolarità dei medesimi; determinano le dotazioni organiche complessive. Esse ispirano la loro organizzazione ai seguenti criteri:
orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi dell'Unione europea
fine, periodicamente e comunque all'atto della definizione dei programmi operativi e dell'assegnazione delle risorse, si procede a specifica verifica e ad eventuale revisione; b) ampia flessibilità, garantendo adeguati margini alle determinazioni operative e gestionali da assumersi ai sensi dell'articolo 5, comma 2; c) collegamento delle attività degli uffici, adeguandosi al dovere di comunicazione interna ed esterna, ed interconnessione mediante sistemi informatici e statistici pubblici; d) garanzia dell'imparzialità e della trasparenza dell'azione amministra-tiva, anche attraverso l'istituzione di apposite strutture per l'informa-zione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso; e) armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell'utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi dell'Unione europea.
SOLAMENTE DELLA funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità. A tal fine, periodicamente e comunque all'atto della definizione dei programmi operativi e dell'assegnazione delle risorse, si procede a specifica verifica e ad eventuale revisione.
01. Nelle amministrazioni pubbliche, l’organizzazione e la disciplina degli uffici e la consistenza e la variazione delle dotazioni organiche devono essere finalizzate:
02. Gli assetti organizzativi, le dotazioni organiche e le relative variazioni devono essere adottati dall’organo di vertice di ciascuna amministrazione.
03. La gerarchia si esprime, inoltre, nella possibilità di esercitare veri e propri poteri sostitutivi in caso di inerzia dell’organo subordinato. Tale relazione funge, inoltre:
modello burocratico tradizionale, prevalentemente strutturato in forma piramidale, come tipicamente si rinviene nell’organizzazione ministeriale.
del modello burocratico tradizionale, prevalentemente strutturato in forma piramidale, come tipicamente si rinviene nell’organizzazione ministeriale.
del modello burocratico tradizionale, esclusivamente strutturato in forma piramidale, come tipicamente si rinviene nell’organizzazione degli enti locali.
del modello burocratico tradizionale, prevalentemente strutturato in forma piramidale, come tipicamente si rinviene nell’organizzazione ministeriale.
01. Il Testo Unico non ha per oggetto la disciplina dell'organizzazione degli uffici e dei rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, non perseguendo le finalità di accrescere l'efficienza delle amministrazioni in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi dei Paesi dell'Unione europea, anche mediante il coordinato sviluppo di sistemi informativi pubblici, di razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica, di realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, assicurando la formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti, applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato, garantendo pari opportunità alle lavoratrici ed ai lavoratori, nonché l'assenza di qualunque forma di discriminazione e di violenza morale o psichica (art. 1, comma 1).
02. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica entro il 30 aprile di ciascun anno redige il «Piano triennale previsionale di reclutamento di dirigenti e funzionari nelle amministrazioni dello Stato anche a ordinamento autonomo e negli enti pubblici non economici».
01. In relazione alla gravità dei casi, l'amministrazione può , previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio, revocare l'incarico collocando il dirigente a disposizione dei ruoli ovvero recedere dal rapporto di lavoro secondo le disposizioni del contratto collettivo.
02. Il Comitato dei garanti è composto da un consigliere della Corte dei conti, designato dal suo Presidente, e da quattro componenti designati rispettivamente, uno dal Presidente della Commissione di cui all'articolo 13 del decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, uno dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, scelto tra un esperto scelto tra soggetti con specifica qualificazione ed esperienza nei settori dell'organizzazione amministrativa e del lavoro pubblico, e due scelti tra dirigenti di uffici dirigenziali generali di cui almeno uno appartenente agli Organismi indipendenti di valutazione, estratti a sorte fra coloro che hanno presentato la propria candidatura.
Lezione 011
01. La retribuzione del personale con qualifica di dirigente è determinata:
attribuite, alle connesse responsabilità e ai risultati conseguiti.
alle connesse responsabilità e ai risultati conseguiti.
risultati conseguiti.
01. Il trattamento accessorio collegato ai risultati deve costituire almeno il 40 per cento della retribuzione complessiva del dirigente considerata al netto della retribuzione individuale di anzianità e degli incarichi aggiuntivi soggetti al regime dell'onnicomprensività.
02. Al fine di favorire i processi di mobilità fra i comparti di contrattazione del personale delle pubbliche amministrazioni, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997, sentite le Organizzazioni sindacali è definita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, una tabella di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione.
03. Al fine di favorire i processi di mobilità fra i comparti di contrattazione del personale delle pubbliche amministrazioni, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997, sentite le Organizzazioni sindacali è definita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica:
contrattazione.
30%
01. Gestione del personale in disponibilità. Il personale in disponibilità è iscritto in appositi elenchi secondo l’ordine cronologico di sospensione del relativo rapporto di lavoro. Per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo e per gli enti pubblici non economici nazionali, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri forma e gestisce l'elenco, avvalendosi anche, ai fini della riqualificazione professionale del personale e della sua ricollocazione in altre amministrazioni, della collaborazione delle strutture regionali e provinciali di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, e realizzando opportune forme di coordinamento.
02. Il personale in disponibilità iscritto negli appositi elenchi ha diritto all'indennità per la durata massima ivi prevista. La spesa relativa grava sul bilancio:
raggiungimento del periodo massimo di fruizione dell'indennità.
fruizione dell'indennità.
di fruizione dell'indennità.
periodo massimo di fruizione dell'indennità.
03. I contratti collettivi nazionali possono riservare appositi fondi per la riqualificazione professionale del personale trasferito o collocato in disponibilità e per favorire forme di incentivazione alla ricollocazione del personale, in particolare mediante mobilità volontaria.
01. Le amministrazioni possono provvedere a organizzare percorsi di qualificazione del personale assegnato.
02. L’organizzazione della pubblica amministrazione in Italia si presenta estremamente articolata e complessa. All’interno della stessa PA il ruolo dei dirigenti è caratterizzato da aspetti e peculiarità uniche nel suo genere, non paragonabili con quanto è previsto negli ordinamenti di altri paesi. La Pubblica amministrazione è un’enorme piramide molto appuntita, dove i dirigenti percepiscono una retribuzione particolarmente alta.
03. Il contratto collettivo nazionale di lavoro dei dirigenti può essere a tempo determinato o indeterminato. Il contratto a tempo indeterminato "con clausola di durata minima garantita", anche detto "contratto con patto di stabilità" si caratterizza:
predeterminato, ad avvalersi del diritto di recedere dal rapporto.
diritto di non recedere dal rapporto.
diritto di recedere dal rapporto.
04. Il contratto a tempo indeterminato non deve essere redatto necessariamente n in forma scritta e contenere tutte le principali informazioni sul rapporto di lavoro:la mansione, ossia l’insieme delle attività lavorative richieste al lavoratore, l’inquadramento, ossia il livello e la qualifica attribuita al lavoratore, la data di inizio del rapporto di lavoro, l’eventuale durata del periodo di prova, l’ importo iniziale della retribuzione e i relativi elementi costitutivi, con l’indicazione del periodo di pagamento, il luogo e l’orario di lavoro, i giorni di ferie e le ore di permesso, i termini del preavviso in caso di recesso.
01. Aree dirigenziali I dirigenti delle amministrazioni pubbliche disciplinati dai contratti collettivi nazionali relativi al rapporto di lavoro pubblico, compresi quelli di livello dirigenziale generale, ove previsti dai relativi ordinamenti, i segretari comunali e provinciali e i professionisti già ricompresi nelle precedenti aree dirigenziali, sono aggregati, fermo restando quanto stabilito dall’art. 74, comma 3 del d.lgs. 150 del 2009, nelle seguenti autonome aree di contrattazione collettiva: A) Area delle Funzioni centrali; B) Area delle Funzioni locali; C) Area dell’Istruzione e della ricerca; D) Area della Sanità.
02. Articolazione del contratto collettivo nazionale di lavoro Ferma restando la finalità di armonizzare ed integrare le discipline contrattuali all’interno dei comparti o aree, il contratto collettivo nazionale di lavoro, nella sua unitarietà, è costituito:
eventuali parti speciali o sezioni, dirette a normare taluni peculiari aspetti del rapporto di lavoro che non siano pienamente o immediatamente uniformabili o che necessitino di una distinta disciplina.
comparto o all’area e da eventuali parti speciali o sezioni, dirette a normare taluni peculiari aspetti del rapporto di lavoro che non siano pienamente o immediatamente uniformabili o che necessitino di una distinta disciplina.
03. Il rapporto di lavoro subordinato pubblico è un rapporto di servizio di diritto, strettamente personale, bilaterale e di subordinazione gerarchica, avente ad oggetto la prestazione di un’attività rivolta al conseguimento dei fini dell’Ente pubblico. E’ disciplinato da varie fonti normative in sequenza gerarchica (art. 1 disp. prel c.c.): Carta Costituzionale (art. 35 co. 1), legge, codice civile, contratto collettivo (art. 2067 c.c.) e contratto individuale (art. 2077).
04. Quale atto di autonomia privata, il ccnl non ha forza di legge tra le parti ed il campo di applicazione è stabilito dalle parti contraenti: non è vincolante, cioè, per gli aderenti alle associazioni stipulanti (art. 1372 c.c.), eppure è efficace erga omnes, quindi anche verso i dipendenti non iscritti al sindacato e dalla adesione del datore di lavoro ai medesimi contratti. Il CCNL costituisce la base per determinare il minimo contrattuale dovuto (art. 36 Cost.).
01. RSU: È un organismo…
02. RSU vuol dire……
03. La RSU si forma con le elezioni. Le procedure sono regolate principalmente…
04. I poteri e le competenze contrattuali nei luoghi di lavoro vengono esercitati dalle RSU e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del relativo CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) di comparto.
01. Della condotta antisindacale il legislatore fornisce una definizione all’art. 30 della legge 20/5/1970 n. 300.
02. La repressione della condotta antisindacale pósta in essere dalla pubblica amministrazione è oggi devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, come previsto dall’art. 63, comma 3 del D.Lgs. 30/3/2001 n. 165, secondo cui “sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, le controversie relative a comportamenti antisindacali delle pubbliche amministrazioni ai sensi dell'articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300”.
Lezione 029
01. Gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia sono effettuati, sul territorio nazionale, in via esclusiva dall'Inps d'ufficio o su richiesta con oneri a carico dell'Inps che provvede nei limiti delle risorse trasferite delle Amministrazioni interessate.
02. Gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia sono effettuati:
provvede nei limiti delle risorse trasferite delle Amministrazioni interessate.
trasferite delle Amministrazioni interessate.
che provvede nei limiti delle risorse trasferite delle Amministrazioni interessate.
01. Il rapporto tra l'Inps e i medici di medicina fiscale è disciplinato:
nazionale.
02. L'inosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica della certificazione medica concernente assenze di lavoratori per malattia costituisce illecito disciplinare e, in caso di reiterazione, comporta:
della decadenza dalla convenzione, in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi.
decadenza dalla convenzione, in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi.
03. Al fine di armonizzare la disciplina dei settori pubblico e privato, con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono stabilite le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e sono definite le modalità per lo svolgimento delle visite medesime e per l'accertamento, anche con cadenza sistematica e ripetitiva, delle assenze dal servizio per malattia.
Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, d'intesa con la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, definisce un modello di rilevazione della consistenza del personale, in servizio e in quiescenza, e delle relative spese, ivi compresi gli oneri previdenziali e le entrate derivanti dalle contribuzioni, anche per la loro evidenziazione a preventivo e a consuntivo, mediante allegati ai bilanci.
02. Le amministrazioni pubbliche presentano, entro il mese di maggio di ogni anno, alla Corte dei conti e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, per il tramite del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, il conto annuale delle spese sostenute per il personale, rilevate secondo il modello di cui al comma Il conto è accompagnato da una relazione, con cui le amministrazioni pubbliche espongono i risultati della gestione del personale, con riferimento agli obiettivi che, per ciascuna amministrazione, sono stabiliti dalle leggi, dai regolamenti e dagli atti di programmazione. La mancata presentazione del conto e della relativa relazione determina…
1978, n. 468, e successive modificazioni ed integrazioni.
03. Indipendenza del sistema di controllo. Il responsabile e gli addetti al controllo devono essere indipendenti dalle attività oggetto della verifica. Tale indipendenza consente di formulare una imparziale ed obiettiva valutazione; si raggiunge tramite una adeguata collocazione organizzativa che eviti che il servizio possa essere visto e vissuto dai componenti l’organizzazione come un nuovo e mero strumento di potere.
01. Indipendenza del sistema di controllo. Il responsabile e gli addetti al controllo devono essere indipendenti dalle attività oggetto della verifica. Tale indipendenza consente di formulare…..
essere visto e vissuto dai componenti l’organizzazione come un nuovo e mero strumento di potere.
essere visto e vissuto dai componenti l’organizzazione come un nuovo e mero strumento di potere.
essere visto e vissuto dai componenti l’organizzazione come strumento di potere.
02. Indipendenza del sistema di controllo. Il responsabile e gli addetti al controllo devono essere indipendenti dalle attività oggetto della verifica. Tale indipendenza tuttavia non consente di formulare una imparziale ed obiettiva valutazione; si raggiunge tramite una sommaria collocazione organizzativa che eviti che il servizio possa essere visto e vissuto dai componenti l’organizzazione come un nuovo e mero strumento di potere.
03. Imparzialità: le finalità, i poteri e le responsabilità della funzione di internal auditing devono essere definiti in una formale “ dichiarazione di incarico” cui fa seguito…..
dell’organizzazione diventa l’ambito di azione vincolata
organizzazione diventa l’ambito di azione vincolata
dell’organizzazione diventa l’ambito di azione vincolata
dell’organizzazione diventa l’ambito di azione vincolata