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Educazione e differenza di genere, Schemi e mappe concettuali di Scienze dell'educazione

Breve riassunto di educazione e differenza di genere

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2018/2019

Caricato il 02/12/2024

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EDUCAZIONE E DIFFERENZA DI GENERE (riassunto)
PREFAZIONE
- Man mano che i bambini crescono intervengono una serie di condizionamenti dal mondo esterno che ripropongono ruoli stereotipati
- La famiglia, il gruppo dei pari, i mass media e la scuola svolgono un’educazione di genere
- Tutti gli stati europei hanno predisposto in campo educativo e scolastico strumenti di sensibilizzazione e lotta contro gli stereotipi di genere
INTRODUZIONE
- La scuola deve formare i cittadini e le cittadine del domani
- Gli interrogativi a cui prova a rispondere il libro sono:
È possibile che già durante la scuola primaria inizino a formarsi delle percezioni stereotipate delle professioni in relazione al genere che porteranno
poi le/i giovani a compiere scelte formative tradizionalmente e stereotipatamente considerate di pertinenza maschile e femminile?
Qual è il ruolo degli insegnanti?
- Oggi in Italia e in altri paesi continua a permanere il fenomeno della segregazione formativa e lavorativa.
CAPITOLO 1 – GENERE E EDUCAZIONE
Evoluzione del concetto di genere
- Con sesso intendiamo una dimensione biologica, con genere intendiamo una costruzione sociale e culturale che attribuisce caratteristiche femminili o
maschili
- Kate Miller anni 60, la sessualità è una costruzione politica
- Gayle Rubin conia l’espressione Sex gender system, ovvero sistema di genere. Insieme di relazioni e processi socioculturali che articolano il profilo
specifico della differenza sessuale
- Movimenti femministi nascono dalla presa di coscienza che il concetto di genere racchiude in sé una disuguaglianza di diritti, doveri e opportunità fra
uomini e donne
- La società decide a priori quali cose sono socialmente permesse per apparire come coerenti e naturali, per cui se smontiamo la pratica che lo ha
generato, il genere può scomparire i nostri occhi in quanto indica una realtà che non esiste al di fuori di chi la nomina
Genere, pedagogia, educazione in Italia e in Europa
- Nel processo di acquisizione della propria identità di genere l’educazione svolge un ruolo decisivo
- Educazione di genere Insieme di comportamenti messi in atto quotidianamente, in modo più o meno intenzionale, da chi ha responsabilità
educativa. Può essere finalizzata a distruggere gli stereotipi oppure può manifestarsi come forza omologatrice e di rafforzamento degli stereotipi
anche attraverso giochi, fiabe, eccetera
- Pedagogia di genere riflessione sull’educazione di genere
- Dagli anni '70 con la pubblicazione del volume di Belotti “Dalla parte delle bambine” le ricerche pedagogiche italiane si sono sviluppate in tre fasi: le
prime basate sulla ricerca dell'uguaglianza; le seconde basate sulla parola chiave differenza, valorizzando la pluralità delle esistenze; le terze, che
vanno dagli anni '80 ai giorni nostri, basate sulla molteplicità, in cui l'oggetto di analisi non è più la bambina/ragazza/donna che ha bisogno di una
consapevolezza dei propri diritti ma occorre aprire lo sguardo, riferirsi alle relazioni di genere e non solo alle questioni di donne
- L'unione europea ha individuato delle mete da raggiungere mediante l'integrazione della dimensione di genere in ambito educativo. Essi
comprendono l'uguaglianza di genere per quanto riguarda l'iscrizione e lo svolgimento degli studi; l'uguaglianza strutturale all'interno delle
professioni docenti; la lotta agli stereotipi di genere nei curricoli scolastici e nella formazione degli insegnanti
- in riferimento all’uguaglianza di genere e alle pari opportunità in Europa esistono tre modelli normativi: pari trattamento e pari opportunità in
generale, pari trattamento e pari opportunità in ambito educativo, promozione attiva dell’uguaglianza di genere in ambito educativo
Educazione e istruzione femminile: un lento cammino ancora in divenire
- Il 900 è stato il secolo più significativo dal punto di vista dell’emancipazione femminile. Le ragazze hanno potuto accedere all'istruzione e si sono
battute per la rivendicazione dei diritti giuridici e politici
- Si può definire “pedagogia dell’ignoranza” la distinzione che è stata operata nella formazione femminile al fine di educare una donna al ruolo di
madre e moglie
- successivamente si sviluppa una “pedagogia del sapere come ornamento”, che dava alla donna una formazione minore e subordinata a quella
dell'uomo tanto per renderla più gradevole a esso, e in grado di poter ascoltare i suoi ragionamenti
- negli anni '80 si registra per la prima volta la parità dell'iscrizione scolastica tra maschi e femmine
- un fenomeno che permane ancora oggi è quello dell’auto-segregazione formativa, ossia delle scelte scolastiche delle ragazze che sono per lo più
dirette verso le materie umanistiche e di cura
Il fenomeno della segregazione o autosegregazione formativa
- Consiste nella separazione tra gli indirizzi di studio tipicamente femminili e maschili con una ricaduta poi della stessa separazione nel mercato del
lavoro
- questo è dovuto ad alcuni stereotipi fra cui l'incapacità delle femmine di rapportarsi alle discipline tecnico-scientifiche
Le politiche dell’UE e dell’Italia in tema di genere e istruzione
- Le politiche di pari opportunità sono politiche di pari trattamento, antidiscriminatorie e orientate all’inclusione delle donne, piuttosto che finalizzate a
una trasformazione più profonda delle stesse
- L'obiettivo è quello di ridurre la segregazione di genere nelle carriere scolastiche e universitarie in materia di Scienze e tecnologia
- È fondamentale l'aggiornamento degli insegnanti riguardo alla sensibilità verso differenze culturali e di genere
- una svolta significativa si ha nel 1997 con la direttiva Prodi Finocchiaro che persegue l'obiettivo di integrare la dimensione di genere nelle attività di
programmazione delle politiche pubbliche. Prevede l'introduzione dell'insegnamento curricolare dello studio dei diritti fondamentali delle donne,
della conoscenza della storia delle donne, della promozione dell'educazione sessuale, della creazione di condizioni favorevoli per l'accesso delle
donne alla ricerca e alle cattedre universitarie
- La Carta delle donne del 2006 presenta 5 settori principali di intervento che hanno le seguenti finalità: parità nel mercato del lavoro e indipendenza
economica per donne e uomini; parità salariale per uno stesso lavoro o per lavori di uguale importanza; parità dei processi decisionali; verità e
integrità delle donne in particolare ponendo fine alla violenza di genere; parità di donne uomini all'interno dell’UE
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EDUCAZIONE E DIFFERENZA DI GENERE (riassunto)

PREFAZIONE

  • Man mano che i bambini crescono intervengono una serie di condizionamenti dal mondo esterno che ripropongono ruoli stereotipati
  • La famiglia, il gruppo dei pari, i mass media e la scuola svolgono un’educazione di genere
  • Tutti gli stati europei hanno predisposto in campo educativo e scolastico strumenti di sensibilizzazione e lotta contro gli stereotipi di genere INTRODUZIONE
  • La scuola deve formare i cittadini e le cittadine del domani
  • Gli interrogativi a cui prova a rispondere il libro sono: È possibile che già durante la scuola primaria inizino a formarsi delle percezioni stereotipate delle professioni in relazione al genere che porteranno poi le/i giovani a compiere scelte formative tradizionalmente e stereotipatamente considerate di pertinenza maschile e femminile? Qual è il ruolo degli insegnanti?
  • Oggi in Italia e in altri paesi continua a permanere il fenomeno della segregazione formativa e lavorativa. CAPITOLO 1 – GENERE E EDUCAZIONE Evoluzione del concetto di genere
  • Con sesso intendiamo una dimensione biologica, con genere intendiamo una costruzione sociale e culturale che attribuisce caratteristiche femminili o maschili
  • Kate Miller anni 60, la sessualità è una costruzione politica
  • Gayle Rubin conia l’espressione Sex gender system, ovvero sistema di genere. Insieme di relazioni e processi socioculturali che articolano il profilo specifico della differenza sessuale
  • Movimenti femministi nascono dalla presa di coscienza che il concetto di genere racchiude in sé una disuguaglianza di diritti, doveri e opportunità fra uomini e donne
  • La società decide a priori quali cose sono socialmente permesse per apparire come coerenti e naturali, per cui se smontiamo la pratica che lo ha generato, il genere può scomparire i nostri occhi in quanto indica una realtà che non esiste al di fuori di chi la nomina Genere, pedagogia, educazione in Italia e in Europa
  • Nel processo di acquisizione della propria identità di genere l’educazione svolge un ruolo decisivo
  • Educazione di genere Insieme di comportamenti messi in atto quotidianamente, in modo più o meno intenzionale, da chi ha responsabilità educativa. Può essere finalizzata a distruggere gli stereotipi oppure può manifestarsi come forza omologatrice e di rafforzamento degli stereotipi anche attraverso giochi, fiabe, eccetera
  • Pedagogia di genere riflessione sull’educazione di genere
  • Dagli anni '70 con la pubblicazione del volume di Belotti “Dalla parte delle bambine” le ricerche pedagogiche italiane si sono sviluppate in tre fasi: le prime basate sulla ricerca dell'uguaglianza; le seconde basate sulla parola chiave differenza, valorizzando la pluralità delle esistenze; le terze, che vanno dagli anni '80 ai giorni nostri, basate sulla molteplicità, in cui l'oggetto di analisi non è più la bambina/ragazza/donna che ha bisogno di una consapevolezza dei propri diritti ma occorre aprire lo sguardo, riferirsi alle relazioni di genere e non solo alle questioni di donne
  • L'unione europea ha individuato delle mete da raggiungere mediante l'integrazione della dimensione di genere in ambito educativo. Essi comprendono l'uguaglianza di genere per quanto riguarda l'iscrizione e lo svolgimento degli studi; l'uguaglianza strutturale all'interno delle professioni docenti; la lotta agli stereotipi di genere nei curricoli scolastici e nella formazione degli insegnanti
  • in riferimento all’uguaglianza di genere e alle pari opportunità in Europa esistono tre modelli normativi: pari trattamento e pari opportunità in generale, pari trattamento e pari opportunità in ambito educativo, promozione attiva dell’uguaglianza di genere in ambito educativo Educazione e istruzione femminile: un lento cammino ancora in divenire
  • Il 900 è stato il secolo più significativo dal punto di vista dell’emancipazione femminile. Le ragazze hanno potuto accedere all'istruzione e si sono battute per la rivendicazione dei diritti giuridici e politici
  • Si può definire “pedagogia dell’ignoranza” la distinzione che è stata operata nella formazione femminile al fine di educare una donna al ruolo di madre e moglie
  • successivamente si sviluppa una “pedagogia del sapere come ornamento”, che dava alla donna una formazione minore e subordinata a quella dell'uomo tanto per renderla più gradevole a esso, e in grado di poter ascoltare i suoi ragionamenti
  • negli anni '80 si registra per la prima volta la parità dell'iscrizione scolastica tra maschi e femmine
  • un fenomeno che permane ancora oggi è quello dell’auto-segregazione formativa, ossia delle scelte scolastiche delle ragazze che sono per lo più dirette verso le materie umanistiche e di cura Il fenomeno della segregazione o autosegregazione formativa
  • Consiste nella separazione tra gli indirizzi di studio tipicamente femminili e maschili con una ricaduta poi della stessa separazione nel mercato del lavoro
  • questo è dovuto ad alcuni stereotipi fra cui l'incapacità delle femmine di rapportarsi alle discipline tecnico-scientifiche Le politiche dell’UE e dell’Italia in tema di genere e istruzione
  • Le politiche di pari opportunità sono politiche di pari trattamento, antidiscriminatorie e orientate all’inclusione delle donne, piuttosto che finalizzate a una trasformazione più profonda delle stesse
  • L'obiettivo è quello di ridurre la segregazione di genere nelle carriere scolastiche e universitarie in materia di Scienze e tecnologia
  • È fondamentale l'aggiornamento degli insegnanti riguardo alla sensibilità verso differenze culturali e di genere
  • una svolta significativa si ha nel 1997 con la direttiva Prodi Finocchiaro che persegue l'obiettivo di integrare la dimensione di genere nelle attività di programmazione delle politiche pubbliche. Prevede l'introduzione dell'insegnamento curricolare dello studio dei diritti fondamentali delle donne, della conoscenza della storia delle donne, della promozione dell'educazione sessuale, della creazione di condizioni favorevoli per l'accesso delle donne alla ricerca e alle cattedre universitarie
  • La Carta delle donne del 2006 presenta 5 settori principali di intervento che hanno le seguenti finalità: parità nel mercato del lavoro e indipendenza economica per donne e uomini; parità salariale per uno stesso lavoro o per lavori di uguale importanza; parità dei processi decisionali; verità e integrità delle donne in particolare ponendo fine alla violenza di genere; parità di donne uomini all'interno dell’UE

CAPITOLO 2 – IL DISEGNO DI RICERCA: MOTIVAZIONI, CONTESTO, SCELTE METODOLOGICHE

Paradigmi e prospettive teoriche di riferimento

  • Nella nostra epoca si afferma l'idea che nulla possa più essere considerato come certo. Concepiamo la società come un prodotto della storia e in quanto tale modificabile. Il riferimento teorico della ricerca di questo lavoro e la Critical Educational Theory che ha l'obiettivo di smascherare le forme di oppressione di potere esistenti nei contesti educativi
  • educare nella differenza e alla differenza significa educare in un orizzonte di senso in cui l'essere donna, piuttosto che l'essere uomo, riflette un modo diverso di esistere Analisi quantitativa e qualitativa dei dati
  • oggi la ricerca usa approcci quantitativi e qualitativi per acquisire scientificità
  • questione della ricerca scarsa presenza femminile nei percorsi di studio tecnico-scientifici
  • interrogativo quando nei soggetti iniziano a formarsi delle idee e delle aspettative sulle professioni?
  • Domande di ricerca come le docenti avvertono e gestiscono la differenza di genere in classe? Quale grado di consapevolezza hanno dei propri bisogni formativi sulle questioni relative alla differenza di genere? Metodologia e obiettivi di ricerca
  • Obiettivi di ricerca Scoprire quale percezione hanno i bambini e le bambine alla fine della scuola primaria delle professioni, quale professione vorrebbero svolgere e le relative motivazioni; scoprire se esistono nei bambini e nelle bambine della scuola primaria delle percezioni stereotipate delle professioni in relazione all’essere maschio o femmina e come concepiscono le persone che lavorano nel settore scientifico; quale consapevolezza hanno i docenti della differenza di genere in classe e dei propri bisogni formativi in relazione a tali questioni
  • Risultati offrire un contributo alla comunità scientifica sulla percezione che i bambini hanno delle professioni; possibilità di sviluppare un processo di auto riflessione nelle insegnanti riguardo alla propria formazione, alla propria identità professionale e alle modalità relazionali e didattiche attuate in classe; attivare un processo di sensibilizzazione dei dirigenti scolastici e insegnanti verso la differenza di genere con la prospettiva di attuare nuove e diverse modalità relazionali e didattiche
  • Ricerca con le insegnanti campione di insegnanti. Questionario composto di tre parti relative a: percezione della differenza di genere in classe, propria formazione, percezione della differenza di genere nella società
  • Ricerca con le classi con l’obiettivo di scoprire se esistono nei bambini e nelle bambine della scuola primaria delle percezioni stereotipate delle professioni in relazione al sesso. Questionario composto di tre parti relative a: gioco e tempo libero extrascolastico, rapporto con le materie scolastiche, professione. Il campione è composto da classi quarte e quinte di varie scuole primarie, rappresentative del territorio toscano. Sono scuole scelte in base a un criterio territoriale-geografico e sociale-culturale. Sono collocate in centro città, in periferia e in zone collinari e montane e in contesti socioeconomico-cultuali assai diversi CAPITOLO 3 – LA PERCEZIONE DELLA DIFFERENZA DI GENERE NELLE INSEGNANTI DI SCUOLA PRIMARIA Le finalità della ricerca con le insegnanti
  • È una ricerca con e sugli insegnanti, che indaga le loro condizioni e la loro percezione della vita lavorativa ma anche la loro collaborazione e partecipazione attiva
  • Gianni Belotti scrive che le insegnanti sono conservatrici e tendono a riproporre schemi educativi, valori e gerarchie così come li hanno ricevuti.
  • Insegnamento è da sempre considerato un'attività adatta alle donne sia per una naturale propensione della donna alla cura verso l'infanzia ma anche perché permette, più di altre professioni, di avere tempo libero da dedicare a casa e famiglia
  • uno degli aspetti più evidenti nella scuola attuale è la femminilizzazione del sistema scolastico: presenza femminile è decisamente più alta nei livelli di base mentre diminuisce con il crescere del livello scolastico. Inoltre, vi è un’alta presenza femminile nelle aree linguistico-letterarie e molto bassa nelle aree scientifico tecnologiche Le questioni di genere nella propria formazione
  • Fino a poco tempo fa insegnanti avevano il diritto/dovere di aggiornamento professionale su temi che potevano scegliere liberamente. Solo il 22% ha partecipato a corsi di aggiornamento in cui sono state affrontate tematiche riguardo al genere.
  • Una delle domande del questionario è la differenza fra sesso e genere per una parte di insegnanti la differenza è chiara, per l'altra parte non è chiara e tutto ciò può avere influenze incisive nel processo di insegnamento
  • È importante che le insegnanti siano pronte a educare maschi e femmine alla complessità dei ruoli rompendo alcune gabbie di genere che legittimano comportamenti attribuiti a ciascuno dei due sessi L’identità di genere nella professionalità docente
  • Dai dati della ricerca emerge che sono per lo più le donne a scegliere il lavoro di insegnante poiché l'attività di insegnamento si svolge su orario ridotto, quindi consente di conciliare lavoro domestico con quello professionale
  • Ci sono differenze tre essere insegnante uomo o donna?  secondo la maggior parte no. Alcuni sostengono che la donna sia più predisposta per questo lavoro, alcuni sostengono che l'uomo sia più avvantaggiato poiché portatore di un'autorevolezza mancante alla donna
  • Quanto è avvertita la questione delle pari opportunità e delle discriminazioni di genere nel mondo della scuola?  i dati mostrano che non è avvertita
  • esistono professioni più adatte a uomini o a donne?  il 35% delle donne ha risposto di sì, il 60% ha risposto di no
  • sono d'accordo con il fatto che le donne devono produrre molto più degli uomini per ottenere stessi riconoscimenti professionali?  il 35% delle donne è completamente d'accordo mentre l'altra metà sostiene che questa affermazione sia vera in parte perché vale solo in alcuni settori lavorativi
  • In conclusione, possiamo dire che la scuola non è concepita come luogo di lavoro in cui esistono discriminazioni solo perché essendo caratterizzata da una quasi totale femminilizzazione del corpo docente, non si può operare un confronto quotidiano tra uomini e donne La differenza di genere in classe
  • Ci sono differenze nell’interesse dei bambini e bambine in classe?  i dati ottenuti dai questionari delle insegnanti mostrano un interesse abbastanza indifferenziato sebbene si noti un maggiore interesse dei maschi nell’ambito scientifico e delle femmine in ambito linguistico. Questi dati sono discordanti con quelli dei questionari dei bambini, infatti, è vero che i maschi preferiscono la matematica, scienze, ma è anche vero che la seconda materia preferita dalle bambine è proprio la matematica.
  • test disegnare una persona che lavora in ambito scientifico. I maschi disegnano principalmente un uomo, le femmine si dividono a metà fra chi disegna una donna e chi disegna un uomo Riflessioni conclusive
  • i mass media hanno una forte influenza nella scelta dei giochi
  • la famiglia guida i processi decisionali e proiettivi verso il futuro dei bambini
  • nei giochi, pur rimanendo delle differenze, qualcosa sta cambiando: videogiochi attraggono sia maschi che femmine
  • in casa i bambini e le bambine sono sempre più abituati a collaborare
  • c’è una sempre minore stereotipizzazione femminile CAPITOLO 5 – DALLA SCUOLA AL GENDER LIFELONG LEARNING La scuola tra riproduzione di stereotipi e produzione di innovazione
  • Apparentemente la nostra scuola è l'ambiente più democratico e paritario che possa esistere. In realtà il fenomeno della segregazione formativa e un indice dell'esistenza di una divisione di genere nella scelta del percorso formativo che si ripercuote poi in una divisione di genere nel mondo del lavoro.
  • Esistono veramente componenti innate che rendono uomini e donne più inclini verso certi settori o sono i messaggi provenienti dall' ambiente sociale che influenzano le scelte? Dalla ricerca emerge che i maschi e le femmine sono estremamente influenzati da modelli maschili e femminili proposti dai media e tali influenze si ripercuotono anche nel loro immaginario lavorativo futuro
  • Nella scuola è come se agissero due curriculi opposti: uno esplicito e visibile che appare uguale per maschi e femmine, uno nascosto fatto di messaggi e valori impliciti che spesso sono in contraddizione con quelli esplicitati dall'altro
  • il processo attraverso cui insegnanti influenzano i giovani si realizza attraverso il linguaggio, i libri di testo e contenuti disciplinari. C'è un problema di sessismo linguistico in Italia, rilevato nel 1986 da Alma Sabatini: uso dell’universale maschile, mancanza di forme femminili di titoli e professioni, uso dell'articolo davanti al cognome femminile, ecc. Il valore della relazione educativa nella costruzione del proprio progetto di vita
  • Dalla ricerca condotta con gli insegnanti emerge che non sempre questi sono consapevoli della dimensione di genere. Il risultato è la scarsa attenzione alla differenza di genere nella relazione educativa, nel linguaggio e nella didattica. Educare al genere nell’ottica del Capability Approach
  • L’idea di garantire a tutti la possibilità di realizzare i propri progetti di vita richiama al Capability Approach (approccio delle capacità), nato negli anni
  1. Le capacità rappresentano le libertà di scelta di possibili opportunità di essere e di fare di tutti i cittadini. Se pensiamo alle capacità come opportunità di scelta, promuovere capacità significa anche educare alla libertà: compito fondamentale della scuola, oltre a insegnare ad apprendere, è quello di insegnare a essere, cioè a saper capire le proprie inclinazioni per realizzare il proprio progetto di vita Orientamento di genere nella scuola primaria
  • Una scuola orientante abitua al pensiero critico, al decentramento del proprio punto di vista, al riconoscimento dei desideri propri e altrui, a prendere decisioni. Attraverso la didattica orientante la scuola dovrebbe aiutare ogni soggetto al raggiungimento di queste competenze.
  • Pensando a un orientamento rinnovato, attento alla differenza di genere, la scuola dovrebbe: promuovere competenze base di cittadinanza, promuovere capacità progettuali di scelta, valorizzare le potenzialità di ognuno