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ELENA FERRANTE - L'AMICA GENIALE, Sbobinature di Letteratura

Appunti su quanto analizzato in aula con la professoressa, integrato con informazioni del libro e collegamenti pensati da me su altri autori contemporanei e non. Ho preso 30 con questi appunti.

Tipologia: Sbobinature

2021/2022

In vendita dal 25/02/2022

Anna___17
Anna___17 🇮🇹

4.3

(15)

39 documenti

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Elena ferrante - L’Amica Geniale
Autrice :
- Numerose ipotesi. ma nessuna certezza.
- E’ un tentativo dichiarato di applicare il paradigma della sparizione
dell’autore : dichiaratamente il risalto vuole essere dato all’opera.
- Città di origine Napoli
Bibliografia :
- Tematiche di punta sono la morte e l’abbandono.
- I titoli ci danno un’ idea di ciò che troveremo nell’opera.
La frantumaglia
- La frantumaglia è un libro in cui l’autrice risponde a non poche delle
domande che le hanno fatto i suoi lettori. Dice, per esempio, che chi
scrive un libro farebbe bene a tenersi in disparte e lasciare che il testo
faccia il suo corso. Dice i pensieri e le ansie di quando un romanzo
diventa film. Dice com’è complicato trovare risposte in pillole alle
domande di un’intervista. Dice delle gioie, delle fatiche, delle angosce di
chi narra una storia e poi la scopre insufficiente. Dice dei suoi rapporti
con la psicoanalisi, con le città in cui è vissuta, con l’infanzia come
magazzino di mille suggestioni e fantasie, con la maternità, con il
femminismo. Il risultato è l’autoritratto narrativamente vivacissimo di una
scrittrice al lavoro utilissimo a ricostruire l’approccio narrativo e
l’essenza dell’autrice.
- Parla della genesi e della nascita dell’amica geniale ed esprime come è
avvenuto il percorso di creazione della tetralogia.
Tappe della tetralogia
AG: si apre con il racconto a ritroso. La voce narrante è Elena (Lenù) che
racconta della sua lunga amicizia con Lila. Si conclude con il matrimonio di
Lila.
SNC: Inizia dal matrimonio di Lila, ancora minorenne, e ripercorre l’evoluzione
personale delle due ragazze che influisce sul loro rapporto.
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Anteprima parziale del testo

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Elena ferrante - L’Amica Geniale

Autrice :

  • Numerose ipotesi. ma nessuna certezza.
  • E’ un tentativo dichiarato di applicare il paradigma della sparizione dell’autore : dichiaratamente il risalto vuole essere dato all’opera.
  • Città di origine Napoli

Bibliografia :

  • Tematiche di punta sono la morte e l’abbandono.
  • I titoli ci danno un’ idea di ciò che troveremo nell’opera. La frantumaglia
  • La frantumaglia è un libro in cui l’autrice risponde a non poche delle domande che le hanno fatto i suoi lettori. Dice, per esempio, che chi scrive un libro farebbe bene a tenersi in disparte e lasciare che il testo faccia il suo corso. Dice i pensieri e le ansie di quando un romanzo diventa film. Dice com’è complicato trovare risposte in pillole alle domande di un’intervista. Dice delle gioie, delle fatiche, delle angosce di chi narra una storia e poi la scopre insufficiente. Dice dei suoi rapporti con la psicoanalisi, con le città in cui è vissuta, con l’infanzia come magazzino di mille suggestioni e fantasie, con la maternità, con il femminismo. Il risultato è l’autoritratto narrativamente vivacissimo di una scrittrice al lavoro utilissimo a ricostruire l’approccio narrativo e l’essenza dell’autrice.
  • Parla della genesi e della nascita dell’amica geniale ed esprime come è avvenuto il percorso di creazione della tetralogia. Tappe della tetralogia AG: si apre con il racconto a ritroso. La voce narrante è Elena (Lenù) che racconta della sua lunga amicizia con Lila. Si conclude con il matrimonio di Lila. SNC: Inizia dal matrimonio di Lila, ancora minorenne, e ripercorre l’evoluzione personale delle due ragazze che influisce sul loro rapporto.

SCFCR: Lila e Lenù sono adulte. La prima ha un figlio mentre la seconda sta per diventare una scrittrice. La loro amicizia si complica, ma entrambe cercano di sostenersi nella loro ambizione personale. SBP: Le due donne si ritrovano a Napoli. La bambina di Lila, Tina, sparisce misteriosamente. La loro amicizia è in pericolo. Elementi tetralogia

  • Racconto di un’amicizia
  • Quartiere microcosmo che riflette macrocosmo
  • Affresco storico sociale
  • Il lettore è costantemente stimolato: ci sono fortissimi nuclei in cui tutti si riconoscono (amicizia, lotta femminile, sfruttamento lavorativo). Questi sono anche motivi di apertura alla world literature.
  • Opera flessibile : ognuno può leggerci qualcosa (lettore modello ben chiaro: target mondo anglosassone femminile), ma flessibile per essere adattata
  • opera corale: Oltre alla storia delle due ragazze, i vari elementi e motivi (personaggi, azione, ambienti, paesaggio, ecc.), più che valere
  • La storia è narrata da Elena Greco, che è una delle due protagoniste del romanzo. E' quindi un tipo di narratore interno e palese e proprio all'inizio Elena dichiara di voler scrivere ogni dettaglio e ogni ricordo dell'amicizia fra lei e Lila.
  • Le vicende sono narrate in prima persona ed esposte in modo soggettivo.
  • L’assenza di un autore in senso canonico agisce sul plot. Spazio
  • Il quartiere per le bambine rappresenta quasi un universo a parte, un mondo chiuso dove c'è la loro scuola, la salumeria, la rosticceria, le loro case e il tunnel. Il tunnel è il collegamento (fisico e metaforico) con il mondo "esterno", con la città di Napoli che le bambine sognano e che iniziano a conoscere durante l'adolescenza in occasione di alcune passeggiate con gli amici. La descrizione dello spazio è di tipo diegetico, cioè i luoghi vengono descritti durante la narrazione, intrecciandosi continuamente con la vita delle persone che abitano nel rione.
  • L'azione narrativa e le vicende sono direttamente collegate con la descrizione dei luoghi, infatti anche il rione cambia e si sviluppa così come fanno Elena e Lila, che crescono e da bambine si fanno via via più grandicelle. Allo stesso modo il rione si modifica e risente dello sviluppo economico dell'Italia di quegli anni (anni '60= boom economico), con negozi che vengono ampliati e altri che chiudono per far posto a nuove attività. Madre di Elena
  • Emerge l'umanità della madre di Elena quando capisce che se Elena rimane nel quartiere finisce come lei e Lila. anche se la umilia lo fa con un’aspirazione di darle un domani migliore. la riconosce come un’aspirazione di sé.
  • menomazione fisica contribuisce alla durezza
  • Fa sacrifici che fa la portano ad avere altissime aspettative Tradurre ferrante
  • Grandissimo successo in tanti paesi, soprattutto usa e uk
  • Ann Goldstein divenuta famosissimo
  • Il pubblico di riferimento è soprattutto femminile (9/10) e maturo. Le lettrici anglofone sono affascinate dal potere descrittivo e vivido.
  • La Napoli del XX secolo si presenta, all’estero, come una terra incognita ricca di simboli che travalicano le culture
  • La galleria di personaggi, la trama movimentata, l’intreccio delle relazioni e delle storie ricordano la grande fiction anglosassone del XIX secolo (per esempio, Emily Dickinson)
  • Il successo in Italia è rafforzato dalla diffusione delle traduzioni e dall’effetto di ritorno della Ferrante Fever Smarginatura E’ un termine preso in prestito dalla legatoria. Indica la pratica di tagliare i margini della pagina e di uscire dai margini fissi Nel testo, si riferisce ad una esperienza extrasensoriale e extracorporea provata da Lila quando percepisce una difficoltà incombente, che provoca straniamento nella protagonista e nel lettore, come una perdita del confine che definisce le forme. Interessa non solo i rapporti umani ma l’intera città come spazio fisico. La smarginatura non è altro che la perdita di sé e della percezione del mondo. Le persone che prima apparivano familiari adesso fuoriescono da quei margini che le hanno sempre contenute. Tramite questa teoria è come se Lila avesse una rivelazione sull’essenza realistica del mondo circostante. → Collegamento ipotetico : può far pensare ad un’analogia con la dottrina filosofica del ”Velo di Maya” di Schopenhauer: il velo di Maya copre la realtà delle cose. Ma, all’improvviso, il velo si squarcia, giungendo a vedere il mondo per quello che è, non per la sua parvenza. Ne L’Amica geniale il primo episodio di smarginatura che investe Lila lo si trova nel primo libro: durante una gara di fuochi di artificio, la ragazza ha questa sensazione improvvisa. Fra i ragazzi del rione che si adoperano in modo compulsivo a far esplodere i giochi pirotecnici, c’è anche l’adorato fratello di Lila, Rino Cerullo. Lila va oltre la superficie delle cose, raggiungendo una consapevolezza che prima non aveva. Si rende conto che il fratello è ora travolto dalla brama del successo economico che gli ha fatto perdere di vista gli antichi valori. Questa sensazione la spaventa e la repelle. Ciò si ripresenterà in Lila per tutti i quattro

sua madre, intrappolata per sempre in quella zona e legata a quella cultura. Elena ama la scuola e ci si aggrappa come se fosse la sua sola speranza di andarsene da un luogo a cui non appartiene. La famiglia Greco: il padre Vittorio è un impiegato in Tribunale, la madre Immacolata è una donna zoppa, dalla lingua tagliente e dalla capacità di esprimersi esclusivamente in dialetto. Fatica a mostrare affetto ai suoi figli, soprattutto ad Elena con cui ha un rapporto difficile. Con Peppe, Gianni ed Lisa le cose fanno meglio perché sono anche loro immersi nella vita del Rione al contrario di Elena. La famiglia Cerullo : Il capofamiglia dei Cerullo è il padre di Lila, Fernando, un quarantenne ignorante e pronto ad alzare le mani sui figli. Fernando è il calzolaio del Rione e con il suo lavoro cerca di dare da vivere alla sua famiglia. Sarà solo grazie a Lila e alle sue idee innovative che riuscirà a fare un balzo in avanti. Questo è possibile anche grazie a Rino, il fratello maggiore di Lila, che lavora sodo nella ditta di famiglia. Insieme a loro c’è Nunzia, la madre di Lila, una donna mite e succube del marito. Riflessione : Vediamo che, se durante il romanzo ci sono cambiamenti nella società (la società evolve, si avvertono gli effetti del boom economico), un aspetto rimane immutato. Per una donna è impossibile vivere liberamente la propria sessualità e parlarne senza pudore (e spesso una condotta considerata illecita viene scambiata dagli uomini per un invito, alla faccia del consenso), inoltre esse sono relegate a ruoli marginali, continuano ad essere considerate come inferiori, più deboli. E allora in questo senso si mostrano una serie di cambiamenti da cui le donne restano escluse. Le dinamiche sessiste si trasformano e si adattano ai nuovi tempi, continuando a infliggere colpi e restando immutate. → Ipotesi collegamento : sotto questo aspetto si assiste ad un blocco, la società tira il freno a mano, un po’ come avveniva nel Gattopardo. Il cambiamento c’è ma sotto determinati aspetti no. La mentalità resta chiusa «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi», diceva Tancredi ne Il Gattopardo per giustificare la costante ascesa dei privilegiati. Ricezione

  • immediata non così eccellente in Italia (invece nel mondo anglosassone sì). Con la serie tv il progetto è ritornato centrale
  • chi comanda e chi subisce Serie tv
  • attori non professionisti (omaggio al neorealismo )
  • saturazione bassa

Collegamenti

● IL BUIO E IL MIELE : Personaggi uno l’alter ego dell’altro, proprio come Fausto G. e Ciccio nel buio e il miele. ● ISOLA DI ARTURO : Tema del doppio : il dualismo tra come Wilhelm parla del padre e quella che è invece la realtà dei fatti. ● MARCOVALDO : Condividono l’ambientazione anni '50/'60--->cioè in pieno boom industriale ed economico italiano. Sono gli anni delle grandi fabbriche del nord, degli operai emigrati a cercar fortuna con la valigia di cartone; gli anni del boom edilizio, dei palazzoni di periferia, dei beni di consumo che invadono la vita e le case degli italiani. (Anche nell’Amica Geniale è cosi, vediamo le imprese (Solara pasticceria) cercare di ampliarsi, le prime automobili (Carracci), le prime Tv. ● ORTESE : mi ricorda Elena, si sente estranea alla dimensione del rione partenopeo, così come la Ortese al suo ritorno a Napoli, eppure entrambe sono indissolubilmente legate a questa terra. Napoli, con la sua delinquenza, con la sua ostentata violenza, e così pure con la sua poesia, la sua bellezza, la sua storia che pare stazionare nella propria essenza nonostante i mutamenti esterni, ci appare dunque il principale conduttore che unisce Elena Ferrante ad Anna Maria Ortese. C’è senz’altro una denuncia e un risolutivo cinismo nella visione di una Napoli, e di un’Italia, che riconosciamo anche nelle parole, spesso durissime, della Ortese. La Ferrante, attraverso la storia dei personaggi che abitano la Napoli dagli anni Cinquanta fino ai nostri giorni, non fa che proseguire questa quanto mai lungimirante visione della Ortese, raccontando la Napoli successiva e mai cambiata, lo stesso senso di abbandono, la medesima cattiveria, l’arroganza