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Riassunto finanza pubblica composto da lezioni della professoressa + slide+capitoli del libro richiesto. Voto preso all'esame 30|30
Tipologia: Appunti
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La finanza pubblica riguarda lo Studio delle misure di spese ed entrata realizzata attraverso il bilancio pubblico. Con il termine finanza pubblica si intendono tutte quelle attività con cui stato, regione, ed enti locali reperiscono i fondi necessari per sostenere le spese per l’erogazione dei servizi destinati alla collettività come sanità, trasporti, pensioni e contributi, comprendendo anche la gestione del debito pubblico. (Sogei) 2 sono gli approcci di studio: Approccio positivo , analizzare le scelte di bilancio e spiegare I possibili effetti. Approccio normativo , idea di finanza pubblica “ideale” ovvero capire come valutare la qualità e le prestazioni delle istituzioni e delle politiche di bilancio. I documenti di finanza pubblica contengono le politiche economiche finanziarie decise dal GOVERNO “MEF” Esempio: la Banca D’Italia pubblica mensilmente le statistiche di finanza pubblica che contengono I dati relativi al fabbisogno e al debito lordo delle Amministrazioni pubbliche suddivise nei sottosettori Amministrazioni centrali, locali e enti di previdenza. Gli aspetti fondamentali sono: 1) La funzione allocativa del bilancio pubblico: spesa pubblica.
Gli obiettivi e gli strumenti del settore pubblico sono: Allocazione: Persegue modalità efficienti di offerta dei servizi pubblici e di prelievo fiscale Attraverso: Produzione pubblica e Regolamentazione di attività private. Redistribuzione: Corregge la distribuzione delle risorse Realizzata dal mercato attraverso: trasferimenti monetari ,offerta di servizi reali (trasferimenti in kind) e imposte. Stabilizzazione: Regola il livello dell’attività economica, garantendo il pieno impiego e il controllo dell’inflazione attraverso: la manovra delle spese e delle imposte che sono misure che incentivano l’attività produttiva.
amministrazioni pubbliche è costituito dalle unità istituzionali che agiscono da produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita, la cui produzione è
destinata a consumi collettivi e individuali e che sono finanziate da versamenti obbligatori effettuati da unità appartenenti ad altri settori, nonché dalle unità istituzionali la cui funzione principale consiste nella redistribuzione del reddito e della ricchezza del paese. Sottosettori delle AP Il settore delle amministrazioni pubbliche è suddiviso in tre sottosettori:
riscossioni per conto dello Stato e, attraverso una serie di conti intestati a enti pubblici e a soggetti privati, svolge poi anche una serie di altre operazioni finanziarie distinte da quelle che fanno capo alla gestione del bilancio statale. Settore pubblico
La spesa pubblica complessiva può essere classificata in tre componenti principali: a) i consumi finali (in larga parte soddisfatti dalla produzione pubblica); b) la spesa connessa alla distribuzione del reddito; c) la spesa connessa all’accumulazione. In base ad un’analisi della composizione percentuale della spesa complessiva italiana (RGS, 2010), negli ultimi anni circa la metà è stata diretta ad interventi sulla distribuzione del reddito (e all’interno di questi oltre il 70% ha riguardato la spesa per prestazioni sociali), oltre il 40% a consumi finali, meno del 10% ad accumulazione di capitale. Spesa pubblica: spesa per beni e servizi acquistati dallo Stato o da enti pubblici. L’attività dell’operatore pubblico: il policy make parte dall’obiettivo della politica di bilancio: prima deve decidere come influire sull’attività economica attraverso Ĝ (offerta di beni e servizi), eventualmente sotto un vincolo posto in termini G (spesa pubblica corrispondente) solitamente in rapporto con il pil. Quindi deve stabilire come stanziare nel BS le corrispondenti risorse di Ŝ. Inversione strumenti-obiettivi a là Tinbergen: Ĝ G Se Ŝ IL BILANCIO DELLO STATO In base alla definizione della Ragioneria Generale dello Stato: “Il bilancio dello Stato è un documento contabile di previsione, indicante le entrate e le uscite dell'amministrazione statale, relative a un determinato periodo di tempo (esercizio finanziario).” Il bilancio dello stato assolve a cinque funzione:
Esplosione della finanza pubblica, questo comporta un problema se nel tempo non riesci a contenere. Questo fa nascere il pensiero che la spesa pubblica sia un male. Noi non ci domandiamo se la spesa pubblica è cattiva o buona in se, ma se è efficace? Può avere effetti sulla domanda aggravata positivi? Nasce dunque l’esigenza di una fiscal governance. Per quali motivi?
Le regole di bilancio le regole di bilancio sono, essenzialmente, di due tipi (Anderson e Minarik, 2006):
Il Fiscal Responsibility Act adottato in Nuova Zelanda nel 1994 segna l’inizio della più recente ondata di rinnovamento in materia di finanza pubblica in ambito internazionale che si incentra su di una gamma di obblighi di stabilità del bilancio, vincoli sul debito e sulle spese a vari livelli di governo. La convergenza: I nuovi principi Trasmissione internazionale di leggi in materia di strutture di bilancio: dai principi classici di preparazione ex ante ai principi di verifica ex post del processo di bilancio (budget reporting requirements). PRINCIPI CLASSICI
Il controllo della spesa: indicazioni di bilancio più diffuse a livello internazionale Su scala internazionale, la necessità di tenere sotto controllo le spese pubbliche si è tradotta in almeno sette fondamentali configurazioni istituzionali che comprendono: quadro di bilancio a medio termine; impegni economici di tipo conservativo; tecniche di bilancio di tipo top-down; un controllo esteso degli inputs a livello centrale; attenzione ai risultati; trasparenza di bilancio; procedure moderne di gestione finanziaria. Tra il 1960 ed il 2010 la spesa pubblica in percentuale del PIL è aumentata notevolmente in molti paesi OCSE, e ciò a ragione di una politica fiscale espansiva e al ruolo redistributivo del bilancio. Sono quindi aumentate le spese, così come ad aumentare, tra il 1970 ed il 2015, è il debito pubblico rispetto al PIL. Aumento delle spese e contemporaneo aumento del debito pubblico ha fatto maturare la consapevolezza che occorressero dei vincoli sui saldi più stringenti, così come anche regole di bilancio più severe. Il controllo della spesa pubblica è stato regolato con maggiori vincoli ex ante nelle decisioni di programmazione e maggiori verifiche ex post delle scelte allocative iscritte in bilancio. Inoltre, dagli anni 90 si sono avviate procedure di spendig review, ovvero insiemi di pratiche mirate all'analisi e alla valutazione della spesa pubblica, delle sue tendenze, dei meccanismi che la regolano, dell'attualità o meno degli interventi che vengono finanziati. In Italia è con la legge finanziaria per il 2007 che si riforma il programma di spending review, con l'obiettivo di contenere la spesa nel medio termine e migliorarne la qualità. Un’interpretazione delle regole di contabilità di finanza pubblica L’analisi delle regole di contabilità di finanza pubblica si articola in due piani:
riforme da attuare, i prevedibili impatti delle riforme in termini di crescita economica, di competitività del sistema economico e di aumento dell'occupazione.
porta alla data del 27 Settembre entro cui il governo rielabora e aggiorna il proprio programma per il futuro, presentando alle Camere la NADEF – Nota di Aggiornamento al Documento di Economa e Finanze. In effetti in primavera il DEF non viene sottoposto solo al Parlamento e ad altre istituzioni nazionali: il Programma di stabilità ed il Programma nazionale di riforma (prima e terza sezione del DEF) sono inviati al Consiglio e alla Commissione Ue entro il 30 aprile. Le conseguenti raccomandazioni dell’Ue, il dibattito nazionale, l’effettivo andamento dell’economia e gli accadimenti, anche straordinari, che nel frattempo possono caratterizzare la vita del Paese, determinano l’aggiornamento degli obiettivi programmatici del Governo di cui tenere conto nella formazione del bilancio di previsione. Il Documento programmatico di Bilancio (DPB) e il Disegno di Legge di Bilancio (DLB) La formazione del bilancio di previsione prende l’avvio con la circolare sul Bilancio di previsione emanata ogni anno dalla Ragioneria generale dello Stato, con cui si forniscono le istruzioni in base alle quali i diversi Ministeri possono formulare proposte per il bilancio di previsione che tengano conto degli obiettivi del DEF, prima, e della NADEF, poi. Si arriva così ad ottobre con la presentazione da parte del Governo della manovra di bilancio per il triennio successivo. Tale manovra deve acquisire il parere favorevole dell’Ue e del Parlamento. Le linee principali della manovra vengono sottoposte alla Commissione europea mediante il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) entro il 15 ottobre. Successivamente, entro il 20 ottobre, il Disegno di legge di Bilancio, contenente il dettaglio delle previsioni di entrata e di spesa in attuazione della manovra viene varato dal Governo e sottoposto al Parlamento. Documento Programmatico di Bilancio (DPB) :Il Documento programmatico di bilancio è stato istituito dal regolamento UE n. 473/2013. Entro il 15 ottobre di ogni anno, gli Stati membri trasmettono alla Commissione Europea e all'Eurogruppo un progetto di DPB per l’anno successivo, nel quale illustrano all’Europa il proprio progetto di bilancio per l’anno successivo. In particolare, il Documento contiene l'obiettivo di saldo di bilancio e le proiezioni delle entrate e delle spese. Legge di Bilancio :Il bilancio di previsione dello Stato è un atto con forma di legge, predisposto su base annuale e pluriennale, sia in termini di competenza che di cassa, col quale il Parlamento autorizza il Governo a prelevare ed utilizzare le risorse pubbliche necessarie per l’esecuzione delle politiche pubbliche e delle attività amministrative dello Stato e rappresenta il principale documento contabile per l’allocazione, la gestione e il monitoraggio delle risorse finanziarie dello Stato. La Commissione europea, entro il 30 novembre, esprime il suo parere
acquisizione sia prevista a regime ovvero limitata soltanto ad alcuni esercizi; c) Il terzo livello di aggregazione si riferisce alle tipologie ai fini dell’approvazione parlamentare e dell’accertamento dei cespiti; d) Il quarto livello di aggregazione fa riferimento alle categorie secondo la natura dei cespiti che distinguono tra le "entrate derivanti dall'attività ordinaria di gestione" e le "entrate derivanti dall'attività di accertamento e controllo"; e) Il quinto livello di aggregazione sono i capitoli , unità elementari di bilancio, ai fini della gestione e della rendicontazione, che possono eventualmente essere suddivise in articoli. Le entrate quindi ripartite in quattro titoli (entrate tributarie, entrate extra- tributarie, alienazioni ed ammortamento di beni e riscossione di crediti, accensione di prestiti). Ogni titolo (che può avere entrate di natura ricorrente e non ricorrente ) è diviso in tipologie (l’aggregato su cui il Parlamento esprime il proprio voto unità di voto parlamentare). Ciascuna tipologia è poi ulteriormente suddivisa in categorie e capitoli. Le spese , invece, sono articolate in missioni, programmi e azioni. Le missioni esprimono “le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti con la spesa pubblica”. Due missioni trasversali presenti in tutti i Ministeri sono i “Fondi da ripartire” (raccoglie fondi di riserva e speciali, che non hanno, in sede di predisposizione di legge di bilancio, una collocazione specifica) e i “Servizi istituzionali e generali” , che raggruppa le spese di funzionamento dell’apparato amministrativo (spese per l’indirizzo politico e per gli affari generali che forniscono supporto al perseguimento degli obiettivi delle relative amministrazioni). La missione “Debito pubblico” si articola nei programmi “Oneri per il servizio del debito statale ” e “ Rimborsi del debito statale”. I programmi rappresentano “aggregati omogenei di attività svolte all’interno di ogni singolo Ministero, allo scopo di perseguire obiettivi ben definiti nell’ambito delle finalità istituzionali. La realizzazione di ciascun programma è affidata ad un unico centro di responsabilità amministrativa, corrispondente all'unità organizzativa di primo livello dei Ministeri. I programmi sono a loro volta articolati in azioni , unità elementari di bilancio, che rappresentano le unità di gestione e rendicontazione. Ai sensi dell’articolo 21 le previsioni di entrata e di spesa contenute nel bilancio sono formate sulla base della legislazione vigente, tenuto conto dei parametri economici utilizzati nel Documento di economia e finanza (DEF); le previsioni sono esposte in termini di competenza e di cassa. In base alla disciplina contabile, le unità di voto sono individuate: In base alla disciplina contabile, le unità di voto sono individuate:
a) per le entrate , con riferimento alla tipologia a titolo esemplificativo, l’unità di voto sono rappresentate per le entrate tributarie dai tributi più importanti (Imposta sui redditi, IRES, IVA); per i restanti titoli, è indicata la tipologia del provento per aggregati più o meno ampi (ad es. proventi speciali, redditi da capitale, ecc.). b) per le spese , con riferimento ai programmi , intesi quali aggregati di spesa con finalità omogenea diretti al perseguimento di risultati, definiti in termini di beni e di servizi finali, allo scopo di conseguire gli obiettivi stabiliti nell'ambito delle missioni , che rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti con la spesa. Classificazione del bilancio dello stato Le voci di entrata e spesa possono essere classificate secondo una classificazione economica e funzionale. Quella economica mira a valutare l'impatto del bilancio dello Stato sull'economia. Le entrate sono raggruppate in quattro titoli e distinte a seconda che siano di natura tributaria, extratributaria, o derivanti dall'alienazione di beni patrimoniali o dall'accensione di prestiti. Le spese sono invece raggruppate in 3 titoli (uscite correnti, spese in conto capitale e rimborso prestiti). Quella funzionale ha lo scopo di definire gli obiettivi dell'attività pubblica per poterne consentire una valutazione ex ante e una miglior verifica ex post. Gli indicatori Con l'introduzione del nuovo sistema contabile l'attenzione si è concentrata sul confronto tra obiettivi prefissati e risultati raggiunti. L'inserimento di indicatori di risultato è stato introdotto dalla legge 94/1997. Gli indicatori devono essere: “semplici, misurabili e riferibili ai programmi di bilancio”, devono essere funzionali alla misurazione del raggiungimento degli obiettivi legati ai programmi di spesa, devono contenere esplicitamente i criteri e i parametri utilizzati per la loro quantificazione. Esistono diverse tipologie di indicatori di performance: indicatori di input; indicatori di output; indicatori di economicità, di efficienza e di efficacia. LA STRUTTURA DEI CONTI PUBBLICI Le transazioni dell’operatore pubblico (OP) possono essere di natura reale o finanziaria. Sono di natura reale quando attengono alla fornitura di beni e di servizi: vendite, consumi intermedi, pagamento degli stipendi ecc. Sono di natura finanziaria quando riguardano l’acquisizione o la cessione di attività finanziarie: titoli di proprietà̀, obbligazioni, depositi bancari ecc. Le transazioni di natura reale vengono registrate nel conto economico, quelle di natura
ciclo economico sulle componenti di bilancio e per gli effetti delle misure una tantum, che influiscono solo temporaneamente sull’andamento del disavanzo. La fissazione degli obiettivi in termini di saldo strutturale riflettono, infatti, l’impegno del paese per il raggiungimento dell'Obiettivo di Medio Termine (OMT) concordato in sede europea, che risulta coerente con la riduzione programmatica del debito pubblico nel lungo periodo. Il saldo strutturale. Il saldo nominale di bilancio risente automaticamente delle variazioni congiunturalistabilizzatori automatici. Per calcolare la correzione per il ciclo, si fa riferimento ai concetti di output gap e di PIL potenziale. Il PIL potenziale è il livello massimo di output ottenibile con un pieno impiego senza tensioni inflazionistiche. L’output gap (OG) è lo scostamento tra il PIL effettivo (Y) e quello potenziale (YP) in percentuale di quest’ultimo: Il saldo nominale corretto per il ciclo ( cyclically-adjusted budget balance, CAB), si ottiene sottraendo dal saldo nominale in percentuale del PIL (d), la componente ciclica £0G: CAB = d - £0G Il saldo strutturale di bilancio (SB) è dato dalla differenza tra il CAB e le misure una tantum (one-off): SB= CAB – one offs OBIETTIVI DI MEDIO TERMINE L'Obiettivo di medio termine (OMT) è l’obiettivo per il saldo di bilancio strutturale che ciascuno stato membro della UE si impegna a realizzare in un certo orizzonte temporale. Esso ha una triplice finalità:
OMTEURO^ rappresenta il valore del saldo di bilancio strutturale corrente. Il termine OMTMB^ indica il minimum benchmark che rappresenta il valore del saldo di bilancio strutturale che assicura il rispetto del vincolo nominale del 3%. durante il ciclo economico, tenendo conto della volatilità del PIL registrata in passato e della sensibilità del bilancio alle variazioni del PIL. Infine, il termine OMTILD^ fa riferimento alle implicit liabilities and debt ed è il valore minimo del saldo strutturale che assicura la sostenibilità delle finanze pubbliche, o il rapido progresso verso la sostenibilità, tenendo conto del livello del debito in essere e delle passività implicite legate all'invecchiamento della popolazione. LE REGOLE DEL DEBITO Bt indica il livello di debito in percentuale del pil nell’esercizio t. Bt+1 indica il livello del debito in percentuale del pil previsto nell’esercizio t+1. Bt+2 indica il livello di debito in percentuale del pil previsto nell’esercizio t+2. Bbt indica il benchmark retrospettivo (backward-looking benchmark). Bbt+2 indica il benchmark prospettico (foward-looking benchmark). La regola non è rispettata nell’esercizio t se valgono insieme le seguenti condizioni: