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Eschilo vita e opere, Sintesi del corso di Greco

Eschilo, vita e opere principali

Tipologia: Sintesi del corso

2024/2025

Caricato il 02/07/2026

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claudia-sabatella 🇮🇹

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Eschilo
Leggenda dei 3 tragediografi
Eschilo è il primo dei tre grandi tragediografi. Esiste una leggenda che li unisce: si racconta
che durante la battaglia di Salamina Eschilo partecipa come combattente, Sofocle avrebbe
composto un peana (canto per celebrare la battaglia) ed Euripide, il più giovane, sarebbe nato
a Salamina nello stesso giorno.
Opere
Ad Eschilo sono attribuite da 70 a 90 opere, ma ne possiamo leggere solo una piccola parte
che è stata selezionata ed è diventata punto di riferimento per la scuola.
Di queste restano 7 tragedie, di cui una è una trilogia ('Orestea') e una è di dubbia
attribuzione ('Prometeo incatenato). L'Orestea è l'unica trilogia conservata integralmente.
'Sette contro tebe' forse era una trilogia.
Autore anche di drammi satireschi ("Pescatori con la rete" e "Partecipanti ai giochi istmici"').
C'erano anche altre tragedie. Tra quelle che non sono giunte fino a noi ci sono dei frammenti
relativi alla "Niobe', che racconta la disperazione dell'omonima eroina per la morte dei propri
figli uccisi da Apollo e Artemide, e ai 'Mirmidoni'', che riprende la saga troiana.
Di quelle che ci sono giunte, i Persiani è l'unica tragedia che non ha come base il mito ma
un fatto storico, racconta lo scontro tra i greci e i persiani. Il protagonista è Serse, che decide
di intraprendere una spedizione militare contro la Grecia per vendicare la sconfitta che i greci
avevano fatto subire ai persiani nella battaglia di Maratona con il padre di Serse, Dario. Dei
Persiani viene raccontato il fallimento di questa spedizione. Si insiste molto sulla ußpis di
Serse, sul fatto che egli non comprenda la necessità di rimanere nei propri limiti, anzi decida
di sfidare la sorte, la volontà degli dei e addirittura attraversa lo stretto dei Dardanelli tramite
un ponte di barche, atto che testimonia la tracotanza di Serse che non rispetta i limiti naturali
e imposti dagli dei. La sua ußpis sarà punita dagli dei, che sono vendicativi laddove non sono
stati rispettati i limiti.
Persiani
Trama
La scena si svolge nel palazzo reale persiano; il sovrano Serse, partito per la spedizione
contro la Grecia, ha lasciato i vecchi dignitari di corte a difesa di Susa, la capitale dell'impero.
La regina Atossa, madre di Serse e sposa del defunto re Dario, è agitata da lugubri visioni
notturne. In un'atmosfera di ansia crescente giunge la drammatica notizia: l'armata persiana è
stata annientata. Tra i pochi superstiti c'è Serse, di cui ora si attende l'arrivo. Mentre il coro
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Eschilo

Leggenda dei 3 tragediografi

Eschilo è il primo dei tre grandi tragediografi. Esiste una leggenda che li unisce: si racconta che durante la battaglia di Salamina Eschilo partecipa come combattente, Sofocle avrebbe composto un peana (canto per celebrare la battaglia) ed Euripide, il più giovane, sarebbe nato a Salamina nello stesso giorno.

Opere

Ad Eschilo sono attribuite da 70 a 90 opere, ma ne possiamo leggere solo una piccola parte che è stata selezionata ed è diventata punto di riferimento per la scuola. Di queste restano 7 tragedie , di cui una è una trilogia ('Orestea') e una è di dubbia attribuzione ('Prometeo incatenato). L'Orestea è l'unica trilogia conservata integralmente. 'Sette contro tebe' forse era una trilogia. Autore anche di drammi satireschi ("Pescatori con la rete" e "Partecipanti ai giochi istmici"'). C'erano anche altre tragedie. Tra quelle che non sono giunte fino a noi ci sono dei frammenti relativi alla "Niobe', che racconta la disperazione dell'omonima eroina per la morte dei propri figli uccisi da Apollo e Artemide, e ai 'Mirmidoni'', che riprende la saga troiana. Di quelle che ci sono giunte, i Persiani è l'unica tragedia che non ha come base il mito ma un fatto storico , racconta lo scontro tra i greci e i persiani. Il protagonista è Serse, che decide di intraprendere una spedizione militare contro la Grecia per vendicare la sconfitta che i greci avevano fatto subire ai persiani nella battaglia di Maratona con il padre di Serse, Dario. Dei Persiani viene raccontato il fallimento di questa spedizione. Si insiste molto sulla ußpis di Serse, sul fatto che egli non comprenda la necessità di rimanere nei propri limiti, anzi decida di sfidare la sorte, la volontà degli dei e addirittura attraversa lo stretto dei Dardanelli tramite un ponte di barche, atto che testimonia la tracotanza di Serse che non rispetta i limiti naturali e imposti dagli dei. La sua ußpis sarà punita dagli dei, che sono vendicativi laddove non sono stati rispettati i limiti.

Persiani

Trama La scena si svolge nel palazzo reale persiano; il sovrano Serse, partito per la spedizione contro la Grecia, ha lasciato i vecchi dignitari di corte a difesa di Susa, la capitale dell'impero. La regina Atossa, madre di Serse e sposa del defunto re Dario, è agitata da lugubri visioni notturne. In un'atmosfera di ansia crescente giunge la drammatica notizia: l'armata persiana è stata annientata. Tra i pochi superstiti c'è Serse, di cui ora si attende l'arrivo. Mentre il coro

intona un canto funebre, Atossa offre le libagioni per i morti, evocando l'ombra di Dario. Appare lo spettro di Dario, che attribuisce la causa della rovina dei Persiani alla üßpic di Serse, il quale ha osato aggiogare l'Ellesponto con un ponte di barche. Preannunciando nuove sventure, Dario esorta a non intraprendere altre spedizioni in Grecia e a richiamare Serse alla moderazione. Mentre il coro rimpiange la gloria dell'impero, giunge Serse lacero e disperato: al suo pianto si associa il coro dei vecchi, dando vita a un frenetico canto funebre di grande efficacia.

Datazione e analisi

  • è il dramma più antico tra quelli pervenutici integri
  • messi in scena nel 472 a.C. come seconda tragedia di una tetralogia il cui primo dramma era Fineo (iveúc), il terzo Glauco Potnieo (ГЛайкос Потієйс) e il dramma satiresco conclusivo Prometeo attizzatore del fuoco (pounsù пркас). (Molto probabilmente, dati i titoli, queste tragedie non erano tematicamente connesse con i Persiani)
  • è l'unica tragedia di argomento storico conservata integralmente: il tema è la disfatta subita dai Persiani a Salamina nel 480 a.C. a opera dei Greci. La presentazione del conflitto come argomento principale, benché particolare rispetto alle tematiche mitologiche consuete, non fu tuttavia invenzione di Eschilo: nel 476 a.C. Frinico aveva messo in scena, con le Fenicie, la stessa vicenda. Ci sono comunque analogie e differenza con il dramma di Frinico: la prima analogia che spicca è quella del coro; così come Frinico aveva costituito il coro con le mogli dei Fenici (i marinai dei Persiani), Eschilo narrerà lo scontro dal punto di vista persiano; da una parte però Frinico aveva portato sostanzialmente in scena lo sgomento delle donne nell'apprendere la morte dei loro sposi, dall'altra Eschilo fa di questa scelta l'occasione per una riflessione sugli ideali greci ma soprattutto per analizzare l'etica dei suoi personaggi e il loro inevitabile destino. Inoltre, rispetto a Frinico, adotta una soluzione drammaturgica di grande efficacia: mentre nelle Fenicie la disfatta persiana è già avvenuta, all'inizio dei Persiani i personaggi non conoscono ciò che sta accadendo fuori dalla reggia e la notizia e i dettagli della battaglia vengono appresi direttamente sulla scena, rendendo in questo il ritmo del dramma più incalzante e ricco di suspense.
  • Sebbene le vicende persiane sono le protagoniste del dramma, non manca di certo la componente ideologica e politica.La scelta di rappresentare il punto di vista degli sconfitti consente a Eschilo di evidenziare tutta la distanza tra Greci e Persiani, gli uni depositari di un ideale di libertà, gli altri abituati a servire. Inoltre c'è, dando il merito della vittoria dei Greci e all'abilità strategica dimostrata da Temistocle, una esplicita presa di posizione politica: Eschilo infatti sostenne la parte democratica, proprio in un momento in cui ad Atene prevaleva una politica filoaristocratica.
  • i Persiani sono soprattutto un'indagine etica; in questa tragedia si intrecciano, due diverse spiegazioni delle cause che producono le sventure umane.
  • La prima, più arcaica, secondo cui l'origine dei mali risalirebbe all'invidia degli dèi (óvoç leuv), è avanzata nel corso della tragedia dal coro, dal messaggero, da Atossa e da Serse, i quali attribuiscono la loro rovina a un demone maligno (Saiuwv).
  • La seconda è invece la spiegazione offerta da Dario, che, in quanto essere sovrannaturale, interviene a correggere la sbagliate interpretazioni degli umani. Egli dunque individua in Serse la rovina, alla quale avrebbe poi cooperato

colpa: le colpe dei progenitori, al di là delle responsabilità dei figli, si trasmettono alle generazioni successive.

  • Il personaggio di Eteocle è diviso tra genos e polis, appare ambiguo e rivela la tensione irrisolta tra il passato mitico e l'attualità politica. Infatti il suo personaggio appare sotto due aspetti: Eteocle re di Tebe ed Eteocle figlio di Edipo.
  • Prima Eteocle incarna i valori di un eroismo che è in funzione del suo ruolo nella polis; ma nel momento in cui apprende la presenza del fratello alla settima porta è sospinto nuovamente verso la realtà del yevos e verso la coscienza dell'incombere della maledizione. Tuttavia la morte di Eteocle si configura come un atto della volontà, poiché egli stesso ha scelto di voler duellare contro Polinice. - Quindi la morte di Eteocle evidenzia l'impossibilità di liberarsi dalle ine- sorabili leggi del yàvoc; dunque l'esito finale della tragedia segna la superiorità delle leggi del ghenos.

Le Supplici

Trama Danao ed Egitto, figli di Zeus e di lo, hanno avuto rispettivamente 50 figlie e 50 figli. Gli Egizi, i figli di Egitto, hanno deciso di sposare le cugine, le Danaidi, che nella tragedia compongono il coro. Le fanciulle hanno però rifiutato i promessi sposi e sono fuggite con il padre ad Argo, dove invocano aiuto e protezione. Ma il re di Argo, Pelasgo, è dubbioso: sa infatti che il suo assenso causerà la guerra con gli Egizi, mentre il suo rifiuto oltraggerà Zeus, protettore dei supplici. Vorrebbe rimettersi all'assemblea ma, incalzato dalle Danaidi che minacciano di uccidersi, concede loro asilo. Intanto anche l'assemblea cittadina vota a loro favore, e quando un araldo di Egitto tenta di rapire le Danaidi, Pelasgo lo respinge con fermezza annunciando che la città è pronta ad accoglierle. Nel finale il coro di Danaidi si divide in due semicori: uno è a favore della castità e quindi di Artemide, l'altro rivaluta invece Afrodite e si mostra favorevole alle nozze.

Datazione e analisi

  • È probabile che le Supplici fossero il primo dramma di una tetralogia, che comprendeva gli Egizi (Aiyúnttiol), le Danaidi (Aavaïõsç) e il dramma satiresco Amimòne (Auuuúvn).
  • A lungo si è creduto che le Supplici fossero la tragedia più antica di Eschilo tra quelle pervenuteci; in essa più che in tutte le altre, infatti, prevalgono le parti corali e si è supposto poi che il coro fosse di 50 coreuti, tante quante erano le Danaidi. Però un papiro pubblicato nel 1952 riferisce che con le Supplici Eschilo ottenne la vittoria in un agone al quale partecipò anche Sofocle, che giunse secondo. Sofocle però partecipò per la prima volta a un agone solo nel 468 a.C., vincendo proprio davanti a Eschilo. Né l'anno delle Supplici può essere il 467, poiché in quell'anno Eschilo presentò la tetralogia tebana. La data più probabile è il 463, fissata sulla base del papiro stesso che ricostruisce il nome di Archedèmide, arconte appunto nel 463.
  • Struttura arcaizzante, netta prevalenza del coro. È stata proposta un'interpretazione politica, che emerge dalla figura di Pelasgo e i suoi discorsi all'assemblea, vedendo un'allusione alla democrazia ateniese e alle competenze dell'assemblea. Per Pelasgo come per Eteocle la scelta si rivela fatale. L'episodio di Pelasgo è circoscritto sia rispetto alla tragedia, sia nel contesto di un' intera trilogia.
  • Per comprendere la tragedia bisogna capire perché le Danaidi rifiutino le nozze. Loro menzionano tre ragioni: un odio generale per gli uomini, un odio per i cugini (il matrimonio infrangerebbe il tabù dell'endogamia e, inoltre, la violenza attuata dagli egizi, peccatori di ubris, li avrebbe portati alla rovina). Ma le Danaidi peccano a loro volta di ubris, rifiutando le nozze mettono a rischio l'ordine sociale. Secondo una recente ipotesi la vera ragione del rifiuto sarebbe da addurre a un oracolo che aveva predetto che Dano in lotta con Egitto, sarebbe stato ucciso da un figlio di Egitto e le Danaidi sarebbero fuggite ad Argo. Atto culminante della loro tracotanza è inoltre l'assassinio degli Egizi nella prima notte di nozze, che doveva essere raccontato negli Egizi; mentre il processo finale alle Danaidi, celebrato nell'omonima tragedia, doveva ripristinare l'ordine sociale Nell'opera il dilemma tragico investe il coro, perché le Danaidi hanno due possibilità: sposarli ed essere la causa della morte del padre, o rifiutare le nozze e mettere in pericolo l'ordine universale. Per questo motivo il coro è considerato con il suo protagonismo un personaggio drammatico.