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Eschilo, vita e opere principali
Tipologia: Sintesi del corso
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Eschilo è il primo dei tre grandi tragediografi. Esiste una leggenda che li unisce: si racconta che durante la battaglia di Salamina Eschilo partecipa come combattente, Sofocle avrebbe composto un peana (canto per celebrare la battaglia) ed Euripide, il più giovane, sarebbe nato a Salamina nello stesso giorno.
Ad Eschilo sono attribuite da 70 a 90 opere, ma ne possiamo leggere solo una piccola parte che è stata selezionata ed è diventata punto di riferimento per la scuola. Di queste restano 7 tragedie , di cui una è una trilogia ('Orestea') e una è di dubbia attribuzione ('Prometeo incatenato). L'Orestea è l'unica trilogia conservata integralmente. 'Sette contro tebe' forse era una trilogia. Autore anche di drammi satireschi ("Pescatori con la rete" e "Partecipanti ai giochi istmici"'). C'erano anche altre tragedie. Tra quelle che non sono giunte fino a noi ci sono dei frammenti relativi alla "Niobe', che racconta la disperazione dell'omonima eroina per la morte dei propri figli uccisi da Apollo e Artemide, e ai 'Mirmidoni'', che riprende la saga troiana. Di quelle che ci sono giunte, i Persiani è l'unica tragedia che non ha come base il mito ma un fatto storico , racconta lo scontro tra i greci e i persiani. Il protagonista è Serse, che decide di intraprendere una spedizione militare contro la Grecia per vendicare la sconfitta che i greci avevano fatto subire ai persiani nella battaglia di Maratona con il padre di Serse, Dario. Dei Persiani viene raccontato il fallimento di questa spedizione. Si insiste molto sulla ußpis di Serse, sul fatto che egli non comprenda la necessità di rimanere nei propri limiti, anzi decida di sfidare la sorte, la volontà degli dei e addirittura attraversa lo stretto dei Dardanelli tramite un ponte di barche, atto che testimonia la tracotanza di Serse che non rispetta i limiti naturali e imposti dagli dei. La sua ußpis sarà punita dagli dei, che sono vendicativi laddove non sono stati rispettati i limiti.
Trama La scena si svolge nel palazzo reale persiano; il sovrano Serse, partito per la spedizione contro la Grecia, ha lasciato i vecchi dignitari di corte a difesa di Susa, la capitale dell'impero. La regina Atossa, madre di Serse e sposa del defunto re Dario, è agitata da lugubri visioni notturne. In un'atmosfera di ansia crescente giunge la drammatica notizia: l'armata persiana è stata annientata. Tra i pochi superstiti c'è Serse, di cui ora si attende l'arrivo. Mentre il coro
intona un canto funebre, Atossa offre le libagioni per i morti, evocando l'ombra di Dario. Appare lo spettro di Dario, che attribuisce la causa della rovina dei Persiani alla üßpic di Serse, il quale ha osato aggiogare l'Ellesponto con un ponte di barche. Preannunciando nuove sventure, Dario esorta a non intraprendere altre spedizioni in Grecia e a richiamare Serse alla moderazione. Mentre il coro rimpiange la gloria dell'impero, giunge Serse lacero e disperato: al suo pianto si associa il coro dei vecchi, dando vita a un frenetico canto funebre di grande efficacia.
Datazione e analisi
colpa: le colpe dei progenitori, al di là delle responsabilità dei figli, si trasmettono alle generazioni successive.
Trama Danao ed Egitto, figli di Zeus e di lo, hanno avuto rispettivamente 50 figlie e 50 figli. Gli Egizi, i figli di Egitto, hanno deciso di sposare le cugine, le Danaidi, che nella tragedia compongono il coro. Le fanciulle hanno però rifiutato i promessi sposi e sono fuggite con il padre ad Argo, dove invocano aiuto e protezione. Ma il re di Argo, Pelasgo, è dubbioso: sa infatti che il suo assenso causerà la guerra con gli Egizi, mentre il suo rifiuto oltraggerà Zeus, protettore dei supplici. Vorrebbe rimettersi all'assemblea ma, incalzato dalle Danaidi che minacciano di uccidersi, concede loro asilo. Intanto anche l'assemblea cittadina vota a loro favore, e quando un araldo di Egitto tenta di rapire le Danaidi, Pelasgo lo respinge con fermezza annunciando che la città è pronta ad accoglierle. Nel finale il coro di Danaidi si divide in due semicori: uno è a favore della castità e quindi di Artemide, l'altro rivaluta invece Afrodite e si mostra favorevole alle nozze.
Datazione e analisi