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La vita e le opere di Eschilo, uno dei maggiori tragediografi dell'antica Grecia. Si descrivono le sue vittorie ai concorsi tragici, la sua cultura e la sua abilità poetica. Si analizzano le sue tragedie, incentrate su vicende mitologiche, ma riproposte in modo problematico per sottolineare problematiche di carattere religioso ed esistenziale. Si descrivono le trame delle sue opere più famose, come I Persiani, Sette contro Tebe, Le Supplici, Il Prometeo Incatenato e l'Orestea.
Tipologia: Appunti
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Vita
famiglia aristocratica, gli Eupatridi, gli permette di copiare studi approfonditi → appartiene a età classica ≠ contemporaneo Pindaro (antica per componimenti)
→ per questa occasione compone le Etnee (dramma oggi perduto composto di 5 sezioni, ognuna ambientata in un luogo diverso) e replica a Siracusa i Persiani
coreografie) e ciò gli consente di acquisire strumenti per la drammaturgia
di empietà e oltraggio ai misteri eleusini (assolto grazie a valore in battaglia)
della sua abilità poetica Produzione
→ scrive anche drammi satireschi, di cui superstiti sono parte di 5 tetralogie differenti
sottolineare problematiche di carattere religioso, esistenziale… (non c’è situazione tragica senza conflitto)
1. I Persiani : unica tragedia che parla di un argomento attuale al suo tempo → in Persia si attende esito della spedizione del re Serse in Grecia; madre di Serse, la regina, è turbata da un sogno inquietante e profetico sulla disfatta di Salamina → il fantasma di Dario attribuisce la tragica fine della spedizione alla ὕβρις di Serse 2. Sette contro Tebe : tratta vicende del ciclo tebano 3. Le Supplici : presenti parti corali più estese → le figlie di Danao fuggono dall’Egitto con il padre per sottrarsi alla violenza dei loro cugini che vogliono sposarle contro la loro volontà → giungono esuli ad Argo e ottengo asilo dal re Pelasgro, che però teme di suscitare una guerra contro i figli d’Egitto 4. Il Prometeo Incatenato : di dubbia attribuzione → tratta del supplizio di Prometeo perché aveva donato agli uomini il fuoco 5. Orestea , di costruzione grandiosa con stile barocco, complesso e difficile, è l’unica trilogia legata (Sofocle introduce quella sciolta): tema è stirpe maledetta degli Argivi 1. L’Agamennone : Agamennone torna da Troia con Cassandra (bottino di guerra) e Clitemnestra (moglie) lo accoglie con falsa sollecitudine → Clit. si era legata (Ag. era in guerra) a Egistro, uomo malvagio con il quale trama la morte di Ag.: assetata di potere, lo uccide (Cass. Glielo aveva predetto) → motivi: Agamennone aveva sacrificato la figlia Ifigenia per la spedizione a Troia dopo che Artemide si era offesa per il mancato compimento di alcuni sacrifici; prima era sposata con un altro uomo che Ag. uccide per prenderla in sposa → la tragedia termina con la sepoltura di Agamennone 2. Le Coefore : donne che portavano doni funebri sulla tomba di Agamennone, guidate da Elettra (figlia di Agamennone e Clitemnestra) → viene rievocato lo spirito di Agamennone attraverso rituali antichi → avviene incontro tra Elettra e il fratello Oreste (era stato esiliato), i due organizzano la vendetta del padre → Oreste, su suggerimento di Apollo (come se autorizzasse la vendetta), compie il matricidio (Clitemnestra per convincerlo a non fare ciò gli mostra anche il seno)
3. Le Eumenidi : “le benevole” (Erinni vendono alla fine trasformate in Eumenidi → Oreste è perseguitato dal rimorso, che è incarnato nelle divinità delle Erinni (perseguitano urlando le persone macchiate di gravi azioni) → viene processato di fronte all’Areopago (anacronismo, non esisteva ancora nell’era mitica in cui si svolge) e a parità di voti viene assolto grazie ad Atena
umano si trova sempre costretto a scegliere tra 2 possibilità che hanno al tempo stesso qualcosa di bene e di male (non si può eliminare) → dramma delle umane scelte: condizione drammatica da cui non c’è scampo → per Eschilo l’uomo ha un suo libero arbitrio: può scegliere bene come non sceglierlo
di δίκη e simbolo di Zeus in terra (si va a intaccare un ordine stabilito) → Oreste è perciò autorizzato a compiere matricidio: azione giustificabile, giusta ma allo stesso tempo sbagliata (perciò si giunge ad assoluzione) - azioni umane giudicate sia da un punto di vista umano che da uno divino → se non lo avesse fatto non si sarebbe ristabilito ordine che era stato violato ma deve farlo comunque compiendo azione che non è ammissibile (uccidere la madre)
tragedia della trilogia in divinità benevole → come a dire che il ritorno all’ordine in cui Eschilo crede, quello di δίκη governato da Zeus (ristabilito dopo matricidio) prevede una ricollocazione di tutte le divinità in un sistema nuovo (perciò avviene la trasformazione)
pronta ad ogni azione luttuosa per potersi rivendicare (donna grandiosa nella sua malvagità)
sorella, Agamennone - padre, Clitemnestra - madre) → rapporto tra Elettra e Clitemnestra è rappresentato da Sofocle nell’ Elettra e da Euripide, che ripropone vicenda degli Argivi con due tragedie minori ( Oreste , Elettra )
Leibniz - ovvero nella giustizia divina (è primo a introdurre una teoria degli dei) → problematica = indagine a livello divino per stabilire che esiste possibilità che ci sia una divinità garante del giusto (da ciò derivano tutte le domande che Eschilo si pone)
ὕβρις che lo porta ad andare oltre i propri limiti (uomo sa quali sono e sa che gli dei sono pronti a punirli se li superano) → ὕβρις porta ad accecamento (ατη) della mente, prodotto dalla divinità, da cui deriva, in quanto l’ατη mette uomo in condizione di errore, la καταστροφή → ripreso il pensiero di Solone sia da Eschilo che da altri tragediografi del precipitare della situazione con esiti tragici nella condizione in cui essere umano è posto e vive → bisogna, per Eschilo, indagare su ciò: lo fa riproponendo in modo problematico vicende già conosciute
→ infatti essere umano è libero ma responsabile delle azioni che compie dato che è sottoposto al volere degli dei, al fato → disegno preordinatore degli eventi gli pone dinanzi scelte che lo conducono all’errore: l’intreccio di ciò crea i presupposti per le situazioni tragiche → es. Apollo spinge Oreste a compiere il matricidio, è lui solo vittima del volere di Apollo o è stata una sua scelta e quindi una sua responsabilità? → interrogativo riproposto da Euripide nell’Oreste, che sembra riconsiderare il problema: è giustificabile l’atteggiamento di una divinità che spinge un uomo al matricidio? (In Euripide non c’è più quella fede inviolabile nell’ordine divino ≠ Eschilo che ha una profonda religiosità)
sulla πόλις): se un componente compiva azione malvagia ci si faceva giustizia all’interno del γένος, se era verso un altro γένος allora scoppiava una faida → colpa si tramanda finché non viene estinta: ereditaria della colpa (macchia tutti discendenti)
tragediografi, che erano molto interessati a queste due stirpi, anche se da angolazioni ≠ (c’è anche un’evoluzione di pensiero da Eschilo a Euripide)