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Epistemologia della Scienza: Induttivismo, Falsificazionismo e Paradigmi di Kuhn, Prove d'esame di Metodologia Della Ricerca Sociale Quantitativa

Esempi di domande aperte di Metodologia quantitativa

Tipologia: Prove d'esame

2020/2021

Caricato il 08/02/2022

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johanna-castro-8 🇮🇹

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Premessa: "
###principi epistemologici della conoscenza scientifica "
Dibattito epistemologico sulla conoscenza scientifica: "
Nel pensiero filosofico classico la scienza è stata rappresentata come una conoscenza che
riguarda il mondo empirico con il fine di descrivere, spiegare e prendere eventi. "
Ragionamento induttivo formulazione di leggi passando dall’asserzione particolare
all’asserzione generale (fatti acquisite tramite l’esperienza) ha operato una distinzione tra
scienza e metafisica il metodo induttivo si articola in 3 fasi: "
1. Osservazione della realtà ciò permette di formulare ipotesi"
2. Sperimentazione scientifica le ipotesi vengono sottoposte a verifica empirica mediante
l’osservazione sistematica dei fatti "
3. Leggi universali se le ipotesi sono verificate diventano leggi "
Ragionamento deduttivo formulazione di leggi passando dall’asserzione generale al
particolare (previsioni e spiegazioni) "
Il metodo scientifico consisteva in un tipo di ragionamento in cui la componente induttiva
(osservazione) e quella deduttiva (ragionamento) si integravano all’interno di una struttura
metodologica "
John Stuart Mills
rappresentante della prospettiva induttivista, con la sua sua opera “Sistema di logica deduttiva
e induttiva” delineò un sistema logico da cui derivare un metodo rigoroso per lo studio
scientifico del comportamento umano"
tesi: i principi logici, non essendo “innati” nell’uomo, derivano unicamente dal rapporto della
mente con la realtà l’esperienza è la base di ogni legge "
Il procedimento induttivo permette di arrivare a proposizioni universali partendo dal particolare
attraverso un processo di generalizzazione "
I fenomeni sono governati da rapporti di causa-eetto legge di causalità = un evento è
sempre preceduto da qualche altro fenomeno al quale è irrimediabilmente legato questa
legge fornisce una forte giustificazione scientifica al ragionamento induttivo "
La legge di causalità per Mills è la generalizzazione induttiva dell’osservazione dei fenomeni e
dei loro nessi di successione "
Solo attraverso il metodo induttivo è possibile arrivare alla formulazione di una legge generale
(legge di causalità) mediante generalizzazioni progressive di leggi di generalità inferiore. "
Il modello sperimentale classico: "
Mills ha individuato 4 metodi logici che tenderebbero a verificare l’esistenza o meno di una
relazione causale:"
1. Metodo della concordanza se duo o più casi del fenomeno oggetto d’indagine hanno una
circostanza in comune, tale circostanza in comune è la causa o l’eetto del fenomeno dato"
2. Metodo della dierenza se un caso in cui il fenomeno in esame si verifica e un caso in cui
non si verifica, hanno ogni circostanza in comune, tranne una, la quale si riscontra nel primo
caso, tale circostanza è la causa o l’eetto della causa del fenomeno "
3. Metodo delle variazioni concomitanti qualsiasi fenomeno che varia in qualsiasi modo
quando un altro fenomeno varia in un dato modo è una causa o un eetto di quel fenomeno "
4. Metodo dei residui se sottraiamo dal fenomeno quella parte che nelle precedenti analisi
induttive è stata identificata come eetto di alcuni valori antecedenti, il residuo del fenomeno è
eetto dei fattori antecedenti rimanenti "
Nello schema di Mills non è possibile inserire altre variabili oltre a quelle previste, e questo rende
estremamente rigido e riduttivo questo modello per la verifica di ipotesi che riguardano la realtà
sociale. "
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Scarica Epistemologia della Scienza: Induttivismo, Falsificazionismo e Paradigmi di Kuhn e più Prove d'esame in PDF di Metodologia Della Ricerca Sociale Quantitativa solo su Docsity!

Premessa :

principi epistemologici della conoscenza scientifica

Dibattito epistemologico sulla conoscenza scientifica:

  • Nel pensiero filosofico classico la scienza è stata rappresentata come una conoscenza che riguarda il mondo empirico con il fine di descrivere, spiegare e prendere eventi.
  • Ragionamento^ induttivo^ →^ formulazione^ di^ leggi^ passando^ dall’asserzione^ particolare all’asserzione generale (fatti acquisite tramite l’esperienza) → ha operato una distinzione tra scienza e metafisica → il metodo induttivo si articola in 3 fasi:
  1. Osservazione della realtà → ciò permette di formulare ipotesi
  2. Sperimentazione scientifica → le ipotesi vengono sottoposte a verifica empirica mediante l’osservazione sistematica dei fatti
  3. Leggi universali → se le ipotesi sono verificate diventano leggi
  • Ragionamento deduttivo → formulazione di leggi passando dall’asserzione generale al particolare (previsioni e spiegazioni) Il metodo scientifico consisteva in un tipo di ragionamento in cui la componente induttiva (osservazione) e quella deduttiva (ragionamento) si integravano all’interno di una struttura metodologica John Stuart Mills
  • rappresentante della prospettiva induttivista , con la sua sua opera “Sistema di logica deduttiva e induttiva” delineò un sistema logico da cui derivare un metodo rigoroso per lo studio scientifico del comportamento umano
  • tesi: i principi logici, non essendo “innati” nell’uomo, derivano unicamente dal rapporto della mente con la realtà → l ’esperienza è la base di ogni legge
  • Il procedimento induttivo permette di arrivare a proposizioni universali partendo dal particolare attraverso un processo di generalizzazione
  • I fenomeni sono governati da rapporti di causa-effetto^ →^ legge di causalità^ = un evento è sempre preceduto da qualche altro fenomeno al quale è irrimediabilmente legato → questa legge fornisce una forte giustificazione scientifica al ragionamento induttivo
  • La legge di causalità per Mills è la generalizzazione induttiva dell’osservazione dei fenomeni e dei loro nessi di successione
  • Solo attraverso il metodo induttivo è possibile arrivare alla formulazione di una legge generale (legge di causalità) mediante generalizzazioni progressive di leggi di generalità inferiore. Il modello sperimentale classico:
  • Mills ha individuato 4 metodi logici che tenderebbero a verificare l’esistenza o meno di una relazione causale:
  1. Metodo della concordanza → se duo o più casi del fenomeno oggetto d’indagine hanno una circostanza in comune, tale circostanza in comune è la causa o l’effetto del fenomeno dato
  2. Metodo della differenza → se un caso in cui il fenomeno in esame si verifica e un caso in cui non si verifica, hanno ogni circostanza in comune, tranne una, la quale si riscontra nel primo caso, tale circostanza è la causa o l’effetto della causa del fenomeno
  3. Metodo delle variazioni concomitanti → qualsiasi fenomeno che varia in qualsiasi modo quando un altro fenomeno varia in un dato modo è una causa o un effetto di quel fenomeno
  4. Metodo dei residui → se sottraiamo dal fenomeno quella parte che nelle precedenti analisi induttive è stata identificata come effetto di alcuni valori antecedenti, il residuo del fenomeno è effetto dei fattori antecedenti rimanenti Nello schema di Mills non è possibile inserire altre variabili oltre a quelle previste, e questo rende estremamente rigido e riduttivo questo modello per la verifica di ipotesi che riguardano la realtà sociale.

Karl Popper (metà del ‘900)

  • Neopositivista che critica fortemente Durkheim che fa parte del primo positivismo
  • Ha creato una rivoluzione epistemologica Popperiana^ →^ ribaltamento dei criteri di validità scientifica
  • Popper^ critica il metodo induttivo^ perché ritiene che non funzioni più
  • 1^critica : la conoscenza scientifica non può mai iniziare con la semplice osservazione diretta (come ritenevano i positivisti) → ( conoscenza innata ) se vogliamo che le nostre osservazioni momentanee abbiamo un significato bisogna conoscere dettagliatamente l’ambiente in cui ci muoviamo → perché la conoscenza scientifica è sempre mediata da un quadro teorico → se osservo un fenomeno ho già in mente un quadro teorico che mi orienta → e secondo Popper avere un quadro teorico del fenomeno ci porta ad avere delle aspettative e delle domande di ricerca ( ipotesi ) che mediano la nostra osservazione → l’osservazione avviene sempre attraverso l’esperienza che ci orienta nei quesiti che formuliamo → l’osservazione senza domanda di ricerca/ ipotesi non può esistere, quindi se ho delle ipotesi presuppone che noi abbiamo delle teorie (quindi le teorie non nascono dopo come dice Durkheim ma la nostra ricerca parte da una teoria)
  • 2^ critica : ritenete che sia sbagliato che la scienza parta dall’osservazione per arrivare a formulare ipotesi perché osservare presuppone, non solo conoscere, ma anche avere delle ipotesi → l’osservazione libera da ipotesi non può esistere in quanto tutte le nostre percezioni implicano delle aspettative che possono ingannarci → Secondo Popper, il processo della conoscenza consiste nel concepire delle ipotesi, lavorare con esse finché queste non crollano. Queste critiche portano Popper ad individuare il principio di falsificabilità:
  • è un criterio di controllo empirico della teoria
  • la sua caratteristica consiste nell’esporre una teoria alla possibilità di essere falsificata
  • una teoria è scientifica se il ricercatore riesce a esplicitare le condizioni con cui può stabilire che essa è falsa
  • Controllare una teoria = falsificabilità^ →^ una teorie è controllabile se è possibile confutarla
  • una teoria è scientifica quando è verificabile empiricamente
  • un^ quadro^ teorico^ per^ poter^ essere^ considerato^ scientifico^ deve^ essere^ falsificata,^ devo controllare se i fatti che rientrano in questo quadro teorico sono come la teoria li presenta → la teoria deve essere confrontata con la realtà empirica
  • Popper attribuisce alle teorie scientifiche un carattere probabilistico → Principio di provvisorietà del sapere scientifico
  • Popper dimostra che lo scienziato utilizza un^ metodo per tentativi e errori^ →^ la teoria può risultare falsa e può essere corretta o modificata tramite tentativi ed errori → l’errore gioca un ruolo fondamentale nella controllabilità della teoria, perché permette di eliminare determinate ipotesi.
  • Il principio di falsificabilità permette di controllare deduttivamente una teoria
  • Oggettività scientifica risiede per Popper nella possibilità di controllare all’interno della comunità scientifica le teorie e da qui ne consegue che una teoria scientifica è tale quando è possibile ridurne l’elevato livello di generalizzazione e astrazione rispetto alla realtà empirica attraverso formulazione di ipotesi.
  • Il criterio della controllabilità empirica di una teoria è il criterio stesso della sua scientificità → una teoria è scientifica, quanto maggiore è il suo contenuto empirico e la sua capacità esplicativa
  • Il sapere scientifico è provvisorio^ →^ la scienza non può mai arrivare a delle dimostrazioni di verità assolute, ma a delle congetture che hanno un carattere di validità relativa , in quanto sono sempre esposte al rischio di una possibile falsificazione

Thomas Kuhn (1950)

  • Filosofo post-positivista che ha creato una rivoluzione epistemologica → tesi: concepisce la scienza come attività socialmente determinata

Capitolo 1 :

Lo sguardo sociologico: come trasformare i fenomeni sociali in questioni di ricerca I fenomeni sociali sono degli oggetti di studio estremamente complessi, sottoposti a continua trasformazione nel tempo e per questo difficilmente circoscrivibili. Il ricercatore, riconosciuta l’impossibilità di studiare la realtà nella sua totalità, opererebbe sempre una duplice selezione: individua i fenomeni che intende studiare e successivamente la prospettiva dalla quale intende approfondire il fenomeno precedente scelto. Il criterio che guida questa scelta è basato sui valori e sugli interessi dei singoli scienziati. Il sociologo, come afferma Marx Weber, è guidato, nella sua attività di ricerca, da un proprio interesse. L’atteggiamento selettivo del sociologo può essere dettato da una “ relazione di valore ” che instaura con l’oggetto della sua conoscenza. L’oggetto di analisi e il metodo di ricerca sono influenzati da diversi fattori (sociali, culturali, economici e personali). L’attività di ricerca è influenzata da:

  1. Valori contestuali → valori prevalenti nel contesto sociale in cui opero → sono valori che esistono nell’ambiente e che condizionano il mio processo di ricerca
  2. Valori costitutivi → valori che condizionano l’attività di ricerca, sono fattori che sono fortemente legati ai principi epistemologici Secondo Thomas Kuhn il modo in cui lo scienziato osserva il mondo è plasmato da ciò che la sua comunità scientifica, in un determinato momento storico, stabilisce come vero, e non dal rapporto fra teoria e la realtà. L’argomentazione di Kuhn si basa sul concetto di paradigma che corrisponde a una prospettiva teorica globale che guida e organizza l’elaborazione concettuale e l’attività di ricerca dello scienziato → l’osservazione empirica non può essere considerata oggettiva, perché risente delle circostanze sociali e culturali in cui viene effettuata → la sociologia non può stabilire verità assolute. Il compito del sociologo non è tanto quello di rappresentare la realtà, ne tanto meno di rispecchiarla. Il ragionamento scientifico segue un procedimento “creativo” nel senso che il ricercatore, sia che si muova nei confini di paradigmi (e quindi utilizzi metodi abituali conosciuti per produrre le sue scoperte), sia che sperimenti nuove euristiche della ricerca, attingendo idee altrove, assume sempre un atteggiamento attivo, vale a dire si pone delle domande, formula delle questioni di ricerca. Il sapere sociologico non pretende, dunque, di fornire la “verità”, ma di proporre, sulla base di un metodo scientifico, immagini alternative della società che mostrino come le cose siano diverse da come, ad esempio, vengono proposte dai mezzi di comunicazione. La conoscenza sociologica dovrebbe quindi tendere a produrre un’immagine della società tendenzialmente riconoscibile da tutti i suoi membri, dimostrando che applicando il metodo scientifico si possono sostituire le immagini convenzionali dei fenomeni sociali con immagini che realmente riflettono la realtà. Il sociologo, grazie all’ immaginazione sociologica , riesce ad analizzare la realtà in maniera più ampia, senza essere influenzato dalle condizioni sociali. Immaginazione sociologica:
  • Mills nel 1959 da una definizione di immaginazione sociologica =^ è la capacità che il ricercatore ha di riflettere su se stesso e su ciò che viene attorno a lui come un soggetto libero e non vincolato dalle influenze sociali che condizionano ogni gesto della vita quotidiana
  • è un^ atteggiamento mentale che permette allo studioso di vedere oltre il proprio ambiente e personalità permettendogli di comprendere le strutture e le relazioni di una determinata società
  • si tratta di scorgere in una dimensione privata una dimensione pubblica
  • il ricercatore deve avere una sensibilità storica, critica e antropologica → (es. osservo un fenomeno sociale e mentre lo osservo devo formulare domande socialmente rilevanti)

senso comune vs conoscenza scientifica :

  1. senso comune:
  • conoscenza che ereditiamo attraverso processi di socializzazione primaria e secondaria che ci permette di dare per scontata la realtà
  • quando comunichiamo tra di noi utilizziamo una conoscenza condivisa, diamo per scontati alcuni aspetti della vita quotidiana → si ferma però alle apparenze
  • quando facciamo ricerca partiamo dal senso comune trasformandolo in sapere scientifico e questo passaggio avviene attraverso l’uso dell’immaginazione sociologica
  • secondo Durkheim, qualora si confidi nel senso comune si ricorre al rischio di confondere ciò che va tenuto distinto nella conoscenza scientifica e di distinguere ciò che andrebbe comparato → il ricercatore deve differenziarsi dal senso comune utilizzando un metodo scientifico Il criterio per distinguere la conoscenza scientifica da quella di senso comune rimanda a due questioni:
  1. complessità dell’osservazione sociologica → il processo di osservazione presuppone una costruzione circolare “costruttiva” tra osservatore e sistema osservato (Popper - nell’atto osservativo la mente non è mai una tabula rasa)
  2. Prospettiva teorica che separi la sociologia quantitativa da quella qualitativa → la sociologia qualitativa afferma che se si vogliono comprendere i fenomeni sociali è necessario che il ricercatore si metta “nei panni” del soggetto osservato per poter accedere alla sua interpretazione ( Schwarts e Jacobs ) → il senso comune è una risorsa fondamentale e senza di esso non si potrebbe avere accesso al mondo dell’azione sociale, raccogliere dati… Sociologia quantitativa → per i sociologi quantitativi il punto di vista dell’attore viene preso in considerazione solo nella misura in cui può essere assimilato al modello di razionalità scientifica adottato dall’osservatore Collins (2008) afferma che la ricerca sociologica dovrebbe assumere un ’ottica “non ovvia” , cioè, il ricercatore dovrebbe sondare la realtà sociale in profondità, scavandone gli aspetti meno evidenti ma spesso essenziali. Il sociologo deve assumere un atteggiamento attivo pieno di immaginazione sociologica che gli consente di riformulare i problemi sociali in problemi sociologici. Affinché ciò avvenga, secondo Collins, è importante che siano soddisfatte due condizioni:
  3. Il ricercatore deve essere in grado di cogliere dalle azioni e dai fatti che osserva i significati, le norme, i valori e i simboli che danno senso ai comportamenti collettivi. Quindi il ricercatore deve poter comprendere il punto di vista altrui, i significati attribuiti dagli altri alle cose, anche quando questi sono divergenti dai propri e, inoltre, essere disponibile a mettere continuamente in discussione le proprie conoscenze e le proprie ipotesi.
  4. Le procedure di osservazione per essere considerate scientifiche, devono essere usate in modo sistematico e rigoroso Perché questo avvenga il sociologo deve assumere un atteggiamento attivo ricco di “immaginazione sociologica” che gli consente di riformulare i problemi sociali in problemi sociologici. Sintesi:
  • Il ragionamento scientifico è volto a convalidare le affermazioni da cui il ricercatore parte
  • Il ricercatore fa uso di tecniche sistematiche (pubbliche e ripetibili) → presentate dal ricercatore alla comunità scientifica
  • Il ricercatore deve definire in modo concreto il problema di ricerca, formulare delle ipotesi di ricerca (proporre soluzioni provvisorie rispetto la natura del fenomeno che devono essere verificate)
  • Mettere in grado la comunità scientifica di riferimento di controllare ogni fase della mia ricerca
  • Generalizzare i risultati di ricerca
  1. Approccio interpretativo → il ricercatore si immerge nella realtà che sta osservando, utilizzando un linguaggio di ricerca informale con definizione costruita a posteriori che scaturiscono dal contesto Metodologia di Durkheim: Positivismo
  • Nella^ metà^ del^ ‘900^ (fino^ agli^ anni^ ’30)^ la^ metodologia^ galileiana^ costituiva^ la^ base^ del ragionamento scientifico e la conoscenza procedeva in modo induttivo e lineare.
  • I principi del pensiero positivista sono stati tradotti in prassi empirica da Durkheim facendo uso degli apparati concettuali, delle tecniche di osservazione e misurazione delle scienze naturali.
  • Il positivismo rimane ancorato all’ empirismo
  • Il positivismo è l’approccio epistemologico da cui nasce la ricerca quantitativa
  • chi fa ricerca quantitativa adotta un approccio analitico
  • Approccio analitico^ = la realtà sociale è sempre percepita come esterna all’individuo, la realtà si manifesta indipendentemente dal mio sguardo, la realtà sociale non risente del contesto sociale
  • Durkheim definisce il concetto di “ fatto sociale ” → fa riferimento a tutti i modi di agire, pensare e sentire dotati di una propria esistenza esterna e indipendente dalle manifestazioni individuali → fenomeno esterno all’individuo, esiste indipendente dalle azioni individuali, ha una propria legge di manifestazione, plasma la coscienza individuale nel processo di socializzazione → viene appreso da tutti gli individui nello stesso modo indipendentemente dal processo di socializzazione
  • es. quando Durkheim studia il suicidio non è interessato agli aspetti personali ma lo studia come fatto sociale, dotato di leggi comuni a tutti, indipendenti dalla coscienza individuali
  • Durkheim^ va^ ad^ analizzare^ una^ mole^ ampia^ di^ dati^ sul^ suicidio^ che^ ricava^ da^ una documentazione statistica in diversi paesi e arriva a concettualizzare l’idea di fatto sociale → scopre che i tassi di suicidio relativi a popolazioni e categorie diverse della popolazione è costante in tutti i paesi → si accorge che il tasso di suicidi varia nello stesso modo in tutti i paesi in relazione alla confessione religiosa, all’età, essere nubile o coniugato, avere figli o meno
  • Afferma che questa osservazione è una prova empirica che ogni nazione presenta lo stesso tipo di relazione con il suicidio → presenta una relazione deterministica tra la confessione religiosa e il suicidio → definisce il suicidio come un fatto sociale
  • Durkheim afferma nelle sue opere “il suicidio” e “le regole del metodo sociologico” che così come i fatti naturali vengono spiegati solo ricorrendo a forze naturali, anche i fatti sociali, vanno spiegati in relazione a forze di natura morale. Le caratteristiche del positivismo sono 3:
  1. La scienza viene considerata come una forma di conoscenza superiore a qualsiasi forma di conoscenza → obbiettivo: trovare la causa dei fenomeni →ambizione: predire la realtà
  2. La validità del mio tipo di conoscenza consiste nell’utilizzare delle procedure d’indagine che eliminano la mia soggettività → il sociologo deve essere oggettivo per giungere alla formulazione delle teorie
  3. La spiegazione di un fenomeno comporta l’utilizzo di un’unica teoria Durkheim opera un ragionamento induttivo e adotta il principio di causalità → afferma che i processi sociali, per quanto possano essere complessi, possono essere sempre spiegati da una causa antecedente → allo stesso effetto corrisponde SEMPRE la stessa causa Secondo Durkheim, lo scienziato quando osserva i fenomeni deve:
  • liberarsi da pre nozioni
  • eliminare e liberarsi dei propri valori, interessi, convinzioni
  • osservare la realtà in modo diretto attraverso un ragionamento induttivo Post - positivismo
  • Mantiene il rigore scientifico del positivismo
  • L’osservazione^ empirica^ è^ sempre^ mediata^ da^ quadri^ teorici^ di^ riferimento^ →^ osservo^ il fenomeno sulla base si una teoria che condiziona il mio modo di guardare il fenomeno
  • Le leggi che scopro, sono leggi provvisorie e probabilistiche, non possono essere considerate assolute, ma sono leggi situate (ovvero condizionate dal contesto sociale) Carl Hempel , post positivista di formazione empirista-logico, nel suo saggio sulla spiegazione scientifica , ha sostenuto che:
  • spiegare equivale a dimostrare la verità sulla base della prova sperimentale
  • per comprendere la realtà circostante la scienza ha prodotto le spiegazioni scientifiche le quali possono avere la forma di un modello nomologico-deduttivo o statistico-induttivo.
  1. Modello nomologico deduttivo → è il modello di spiegazione nelle scienze sociali, richiede per la sua applicazioni leggi universali (deterministiche), si basa sull’idea che esiste una legge che scaturisce delle spiegazioni legate al fenomeno → scelto il fenomeno da spiegare ( explanandum ), individuo un complesso di ipotesi o legge e verifico che sarà legato a fenomeni antecedenti ( explanans )
  2. Modello statistico-induttivo → le leggi non hanno validità universale, ma si limitano a conferire agli eventi un’alta probabilità induttiva di accadimento. Questo metodo si basa su una relazione di tipo probabilistico → il fenomeno che voglio spiegare, non è detto che si verificherà, ma è probabile che si manifesterà → il verificarsi del fenomeno non è una condizione assoluta ma di probabilità. Hempel afferma che bisogna lasciare da parte il mito dell’oggettività e della certezza assoluta → si abbandona il metodo nomologico deduttivo in favore del metodo statistico induttivo Il metodo della spiegazione riferimento ad una visione “positivista” della ricerca sociale → una spiegazione è formalmente valida se l’evento da spiegare è deducibile (deduttivamente o induttivamente) da due tipi di premessa:
  3. Che venga determinato un complesso di fattori antecedenti
  4. Che venga individuato un complesso di ipotesi o leggi (deterministiche o statistiche- probabilistiche), empiricamente confermate che dichiarino la connessione (causa-effetto) tra il fenomeno da spiegare e i suoi fattori antecedenti (le condizioni che hanno fatto si che si verificasse). es. modello nomologico deduttivo → osservazione del funzionamento di un barometro:
  5. Se la lancetta segna che la temperatura si è abbassata (circostanza antecedente = explanans )
  6. E noi sappiamo che ogni volta che la pressione atmosferica si abbassa si verifica un temporale ( legge )
  7. Deduttivamente possiamo spiegare perché si è verificato un temporale (fenomeno da spiegare: explanandum ) es. modello nomologico deduttivo → oggetto della spiegazione (explanandum): suicidio → individuo se il fenomeno che voglio spiegare sia condizionato e determinato da una serie di fenomeni antecedenti (explanans) → Durkheim ritiene che esiste una serie di fattori antecedenti che condizionano la possibilità dell’individuo di compiere questo atto → prende i fattori extra sociali e si domanda se sono in relazione con il suicidio - esclude i fattori personali perché non hanno una relazione con il suicidio → il suicidio è determinato da fattori sociali (anomia) → sulla base di un ragionamento afferma che ogni volta che la società presenterà un situazione di anomia sia verificherà un suicidio. Critiche al modello nomologico deduttivo :
  8. il sapere sociologico ha perso ogni ambizione di costituirsi come un sapore universale oggettivo in grado di fornire teorie assolute

→ Weber afferma che è probabile che alcuni valori continueranno a esercitare in ogni epoca un’inflenza sulle decisioni degli individui

  1. L’interpretazione del fenomeno attraverso la costruzione del suo “ tipo ideale ” → la comprensione dell’agire necessita il ricorso a categorie sociali (ovvero giudizi di possibilità oggettiva) capaci di interpretare i comportamenti sociali → le categorie sociali vengono definite da Weber “tipi ideali” poiché costituiscono sia delle idealizzazioni (accentuazioni concettuali) sia delle utopie ( concetti che non hanno corrispondenza con la realtà empirica da cui sono state tratte) tipo ideale dell’agire sociale → rappresenta un quadro concettuale a cui la realtà deve essere commisurata e comparata (rimane comunque una ricostruzione parziale) →permette di cogliere le uniformità dell’agire. Nell’analisi sociologica, il ricorso al dispositivo metodologico del “tipo ideale”presenta 3 tipi di vantaggi:
  2. Fornisce un criterio univoco di rappresentazione delle molteplicità dei dati empirici
  3. Rende facilmente conoscibili, attraverso il confronto del fenomeno, i fenomeni sociali
  4. Il ricercatore, attraverso la costruzione dei tipi ideali, può fare imputazioni casuali Una tipologia weberiana famosa è quella dell’ azione individuale. I tipi di azione che rientrano nelle possibilità di comportamento dell’individuo sono 4:
  5. La tradizione → ci si comporta come si è sempre fatto
  6. l’affettività → il comportamento scaturisce dalle emozioni del momento
  7. Razionale rispetto allo scopo → l’azione è dettata dal calcolo dei costi/benefici per realizzare una finalità che, a sua volta è scelta in base alle contingenze sociali
  8. Razionale rispetto al valore → la razionalità che orienta l’azione riguarda la scelta migliore per realizzare un valore assoluto, non scelto razionalmente Tipi ideali di leadership (Weber):
  9. Leadership carismatica → basata sul rispetto delle regole perché si attribuiscono doti soprannaturali ad una persona
  10. Leadership tradizionale → basata sul rispetto delle regole legate alla tradizione e alle consuetudini
  11. Leadership legale-razionale → basata sulla razionalità burocratica e su un sistema formalizzato di regole e leggi La sociologia fenomenologica di Schutz e l’entometodologia
  • La reinterpretazione dell’approccio di weber ha dato luogo alla tradizione di ricerca che abbiamo definito “interpretativa”, nella quale rientrano la sociologia fenomenologica e l’etnometodologia
  • Schutz propose una rifondazione epistemologica della sociologia in chiave fenomenologica
  • Secondo Schuz la sociologia doveva descrivere le strutture in cui il mondo sociale si costituisce nell’esperienza quotidiana → la dimensione soggettiva diventa l’oggetto primario della ricerca
  • Sociologia fenomenologica → definita anche “sociologia del mondo della vita” e fondata da Schuz → il suo progetto consiste nel ridurre il mondo sociale alle azioni dotate di senso degli individui → l’assunzione di un punto di vista soggettivo rappresenta l’aspetto chiave → il punto di partenza della sua teoria (problema dei processi di costituzione della realtà sociale) è la teoria dell’azione di Max Weber, viene rielaborata da Schuz che analizzò i diversi aspetti che emergono nell’interpretazione dell’agire
  • Oggetto di studio: conoscenze di senso comune → studio delle modalità con cui gli individui costruiscono la realtà sociale e le modalità con cui si crea e si mantiene l’inter soggettività
  • La realtà in cui siamo immersi è governata dal^ senso comune^ che sia compone di 3 elementi: un bagaglio di conoscenze condivise, un particolare stile cognitivo e particolari pratiche di ragionamento → la comprensione di senso comune costituisce il punto di partenza e di arrivo delle indagini sull’azione umana (senza il suo aiuto non si potrebbe avere accesso al mondo dell’azione sociale, raccogliere i dati…)
  • Schuz afferma che il compito del sociologo è quello di mostrare i significati che caratterizzano l’esperienza quotidiana degli attori sociali che hanno il compito di riconoscere la validità delle ricostruzioni scientifiche della realtà sociale

Ragionamento etnometodologico :

  • Garfinkel^ è l’inventore dell’etnometodologia
  • L’etnometodologia rappresenta la tradizione di studi che ha contribuito alla rivalutazione del senso comune
  • L’identificazione della conoscenza di senso comune come fenomeno sociologico è al centro dell’approccio etnometodologico il cui obbiettivo di studio è la logica dell’azione e del ragionamento pratico nelle situazioni quotidiane Caratteristiche del ragionamento etnometodologico:
  • Le proprietà che secondo Garfinkel costituiscono un ambiente standard sono:
  1. Tipicità → per cui ogni evento è tipico nel senso che rappresenta un esempio riconducibile ad una classe di eventi
  2. Probabilità → per cui si assegnano probabilità soggettive all’accadere di ogni evento
  3. Comparabilità → che ci si consente di comparare eventi passati e presenti per poter prevedere ciò che potrà accadere in futuro
  4. Causalità → capacità di porre in relazione eventi antecedenti con quelli osservabili
  5. Efficienza tecnica → per cui poniamo gli eventi in una relazione mezzi-fini
  6. Appropriatezza morale → per cui le proprietà citate sono percepite come libere dal punto di vista morale e indipendentemente dai desideri di ciascuno
  • Il positivismo e il post positivismo si pongono la domanda ontologica se^ la realtà sociale esiste indipendentemente dall’interpretazione che danno gli uomini?
  1. risposta dei positivisti: si, esiste ed è conoscibile (positivisti)
  2. risposta dei post positivisti: si esiste ma in modo probabilistico
  3. risposta degli interpretativi (moderni) affermano che il mondo conoscibile è quello legato al significato attribuito dagli individui, quindi le interpretazioni del fenomeno possono essere molteplici
  • Domanda epistemologica: quali sono le possibilità, le condizioni e i vincoli della conoscenza scientifica?
  1. risposta dei positivisti: lo studioso deve essere immune, non influenzato dai propri valori e deve scoprire le leggi in termini di causa ed effetto attraverso un procedimento induttivo.
  2. risposta dei post positivisti: l’osservazione empirica è fortemente influenzata dalla teoria e dai valori dello scienziato → il sociologo può formulare leggi probabilistiche provvisori
  3. risposta degli interpretativi: la scienza non può spiegare i fatti, li vuole comprendere e interpretare
  4. riposta dei qualitativi: la conoscenza non è una conoscenza oggettiva, ma adeguata a rappresentare la realtà → non c’è separazione tra oggetto e soggetto
  • Non possiamo stabilire nessuna verità oggettiva ma possiamo solamente stabilire se la nostra rappresentazione del mondo è adatta o adeguata ai nostri fini, cioè se ci consente di raggiungere i nostri scopi e ci garantisce un certo grado di stabilità
  • Allo stesso modo lo scienziato non osserva il mondo così com’è, ma lo studia e lo rappresenta utilizzando le sue teorie, ovvero le strutture cognitive che servono come criterio di selezione e di lettura di ciò che cade sotto i suoi sensi o i suoi strumenti
  • L’osservazione empirica non può essere considerata come una fotografia oggettiva della realtà, ma risente delle circostanze sociali e culturali in cui viene effettuata
  • Il discorso scientifico inizia da presupposti teorici e da problemi formulati a partire da scelte valutative pre-scientifiche (cui criteri non sono empiricamente dimostrabili)
  • Il ricercatore, riconosciuta l’impossibilità di comprendere nella sua totalità la realtà, opererebbe sempre una duplice selezione: 1. Individua i fenomeni che intende studiare 2. Individua la prospettiva della quale intende approfondire il fenomeno precedentemente scelto
  • Il concetto che guida questa scelta è la neutralità etica
  • Il concetto di verità scientifica non coincide con quello di verità scientifica, ma con il fatto che tutte le tecniche e pratiche di ricerca che solitamente vengono associate con il fare scienza dovrebbero utilizzare un metodo e offrire garanzie di rigore scientifico.
  • quando noi osserviamo un certo fenomeno lo osserviamo in maniera attiva aprendo differenti finestre mentali in base al mio interesse
  • es. se sono un criminologo osserverò il tema della sicurezza urbana sotto l’aspetto della criminalità, mentre se sono un sociologo l’osserverò sotto l’aspetto dell’integrazione e mutamento sociale.
  • Definizione = aspetto filosofico che si occupa delle condizioni attraverso le quali si produce la conoscenza scientifica e dei metodi per raggiungerla
  • il rapporto tra soggetto e oggetto è mediato dalle strutture conoscitive
  • l’epistemologia studia le condizioni attraverso le quali avviene la conoscenza scientifica, ovvero il rapporto tra soggetto e oggetto.
  • ha come fulcro le relazioni tra soggetto e oggetto e soprattutto le relazioni tra le strutture e l’oggetto e mira a stabilire quali siano le condizioni che permettono il passaggio da situazione di minore conoscenza a situazione di maggiore conoscenza SOGGETTO → STRUTTURE COGNITIVE → OGGETTO La relazione tra soggetto e oggetto non è quindi diretta e immediata, ma mediata dalle strutture cognitive che si sviluppano ed evolvono col procedere dell’esperienza del soggetto. Il processo di costruzione della conoscenza è assai complesso e si sono sviluppati diversi ambiti di analisi oltre all’epistemologia e la metodologia:
  • psicologia della conoscenza → ha come fulcro il soggetto, inteso come singolo e analizza i processi mentali attraverso i quali egli costruisce il proprio oggetto, le proprie strutture cognitive e i modelli e gli schemi con i quali legge la realtà - sociologia della conoscenza^ ^ il soggetto non è il singolo individuo, ma un gruppo sociale, e i processi non sono mentali ma sociali
  • filosofia della scienza → si occupa dell’oggetto scientifico in se e tenta di ricostruire il processo attraverso cui tale oggetto si è costituito e si è sviluppato → l’interesse principale sta nei modi in cui entrano in relazione le strutture e l’oggetto e le reciproche interazioni
  • logica^ →^ tende a costituirsi come sistema a sé stante^ →^ è lo studio delle condizioni formali di verità
  1. Metodologico → la metodologia è l’analisi delle relazioni tra le strutture conoscitive e l’oggetto della conoscenza scientifica → non si interessa delle relazioni tra soggetto e oggetto (come epistemologia) ma si interessa ad un’aspetto più legato alla ricerca considerando come “dati” l’oggetto e la struttura e occupandosi raramente del soggetto → si occupa delle procedure di ricerca → si occupa di come concretamente il ricercatore utilizza la teoria e la traduce nell’ambito della ricerca, come i principi lo guidano nell’attività pratica → è un’analisi di correttezza delle procedure adottate, di coerenza fra premesse e conclusioni, di adeguatezza della struttura rispetto all’oggetto
  1. Tecniche di ricerca → sono concerti strumenti osservativi e di analisi che noi utilizziamo per rilevare dati e informazioni che un ricercatore fa uso per spiegare un dato fenomeno (es. questionario) Il linguaggio :
  • È l’aspetto fondamentale della conoscenza
  • non è solo uno strumento di comunicazione ma è anche la struttura di base attraverso la quale noi abbiamo accesso alla realtà
  • È lo strumento che adoperiamo per pensare L’attività scientifica si muove attraverso 3 contesti:
  1. Contesto della scoperta → è il contesto in cui si forma il problema scientifico, è l’unico momento di autonomia, in cui il ricercatore dichiara la propria scelta per alcuni temi e ipotesi in base ai suoi interessi e valori ( Max Weber afferma che bisogna controllare questi nostri interessi e trattarli acriticamente, senza giudizio di valore)
  2. Contesto della giustificazione → è il contesto in cui è d’obbligo formulare le proprie ipotesi secondo una determinata costruzione linguistica e controllarle empiricamente → fa riferimento alle caratteristiche dell’attività scientifica, bisogna utilizzare un linguaggio scientifico, siamo tenuti a utilizzare regole metodologie precise e definire in modo circoscritto un fenomeno
  3. Contesto dell’accettabilità → contesto in cui mettiamo a disposizione della comunità scientifica i nostri risultati di ricerca, e sarà la comunità di ricerca che stabilirà sulla base della visione delle procedure se si tratta di un lavoro scientifico o meno, se sarà pubblicabile o meno Teoria e ricerca sociale : La teoria è il principale punto di riferimento di ogni attività scientifica per diversi motivi:
  • Permettere la^ riduzione dell’insieme enunciativo a un più piccolo numero di enunciati^ - assiomi da cui tutti gli altri sono derivabili
  • Permette il^ controllo empirico , perché un enunciato può godere, oltre a una propria conferma empirica, a che di quella che gli deriva dalla sua connessione con altri enunciati reputati veri
  • Sviluppa la conoscenza scientifica^ portando l’attenzione verso determinati ambiti d’indagine e derivano nuove ipotesi da controllare Definizione di teoria :
  • Concezione neopositivista^ = è un insieme di enunciati connessi tra loro e ha la duplice funzione di mettere in evidenza le connessioni sistematiche tra leggi che riguardano argomenti diversi e di offrire spunti per l’individuazione di nuove leggi
  • Concezione sociologica^ = le teorie hanno il compito di fornire gli orientamenti generali verso l’oggetto di studio, di aiutare il ricercatore a selezionare i fattori rilevanti e a individuare le ipotesi da sottoporre a verifica empirica
  • Teoria^ (Corbetta, 1999) = insieme dei presupposti e dei postulati, delle definizioni e delle proposizioni descrittive che, collegate logicamente tra loro, costituiscono lo schema concettuale generale dal quale vengono successivamente dedotte le supposizioni particolari circa i fenomeni concreti sui quali si vuole indagare Il rapporto tra teoria e ricerca è rilevante sia per l’individuazione dell’oggetto della ricerca, sia per i principi metodologici che ne regolano il rapporto e che presiedono alla scelta dei metodi di rilevazione, cioè gli strumenti tecnici da utilizzare nell’indagine empirica. Distinzione fatta da Boudon:
  • Teorie formali^ →^ non comporta alcuna affermazione sul reale, in quanto rappresenta una situazione idealizzata che non può essere ritrovata nella realtà → non può essere definita vera o falsa e non può essere controllata empiricamente (non è quindi confutabile) → la sua funzione è quella di fornire un quadro formale all’interno del quale collocare un certo fenomeno, ma che deve essere precisato affinché possa essere utilizzato per spiegare fenomeni reali → la teoria assume un carattere costruttivista, cioè comporta la presenza di criteri di selezione basti sui
  • Galtung^ →^ le ipotesi sono certe presupposizioni per quanto vaghe che il ricercatore vuole comparare con la realtà
  • Marradi → un’ipotesi è un’affermazione circa la relazione tra due o più variabili → definizione più chiara tra le tre Come si arriva a formulare delle ipotesi?
  • Positivisti classici^ →^ la formulazione delle ipotesi avviene procedendo per via induttiva da osservazioni di singoli fenomeni
  • Epistemologi (Popper, Hempel e Toulim) → le ipotesi non nascono induttivamente, ma derivano sempre dalle conoscenze esterne, da altre teorie o da precedenti esperienze circa l’oggetto della ricerca fatte dagli scienziati → principio di verificazione = le ipotesi e le teorie devono essere dimostrate vere Nell’indagine scientifica le ipotesi costituiscono il tramite tra la teoria e la ricerca. Per elaborare un’ipotesi si parte da una teoria, costituita da un insieme di proposizioni collegate tra loro. Queste posposizioni sono derivate da regolarità empiriche e da queste è possibile formulare delle previsioni empiriche. La teoria è organizzata in ipotesi specifiche. L’ipotesi implica una relazione tra due o più concetti, si colloca ad un livello inferiore di astrazione e generalità rispetto alla teoria, e ne permette una traduzione in termini empiricamente controllabili. La validità di una teoria dipende dalla sua traduzione in ipotesi empiricamente verificabili.

Capitolo 4 :

il processo di ricerca: materiali e attrezzi

Le fasi della ricerca :

  • La conoscenza scientifica è empirica, deducibile e si realizza secondo procedure pubbliche e ripetibili
  • La formulazione degli enunciati, contenuti nella teoria, deve avvenire in modo esplicito secondo delle procedure pubbliche e ripetibili
  • Si inizia una ricerca per rispondere ad un interrogativo
  • Per^ conseguire^ tale^ obbiettivo^ si^ possono^ somministrare^ questionari^ a^ persone,^ compiere esperimenti in laboratorio, osservare il comportamento di alcuni gruppi sociali → il successo di queste attività si basa sull’avere un metodo scientifico
  • Il metodo e le tecniche d’indagine che ne discendono sono strettamente legati ai quadri epistemologici di riferimento che forniscono al ricercatore schemi di orientamento diversi circa le modalità di conoscenza dei fenomeni sociali
  • Tali schemi definiscono i metodi e gli strumenti di ricerca e permettono al ricercatore di individuare il suo punto di partenza nella ricerca La ricerca sociale può essere:
  1. ricerca quantitativa
  • procede seguendo la strada della semplificazione dell’oggetto di studio
  • si^ concentra^ inizialmente^ sulla^ traduzione^ empirica^ del^ problema,^ riformulandolo^ in^ una domanda di ricerca cui si può rispondere seguendo alcune procedure formali
  • La realtà sociale è percepita dal ricercatore come “oggettiva”, esterna all’individuo
  • Il ricercatore e l’oggetto di studio sono considerati come entità indipendenti
  • Il processo di ricerca è deduttivo (dalla teoria deduciamo delle ipotesi da sottoporre alla verifica empirica)
  • Il linguaggio di ricerca è formale e impersonale ed è scomponibile nei^ concetti^ ( attraverso i quali percepiamo il mondo dando senso alle cose), negli enunciati ( proposizioni che pongono in relazione i concetti e possono essere assoggettati ad un giudizio di verità), nelle teorie ( sistemi di enunciati posti in relazione tra loro)
  1. ricerca qualitativa → segue la strada della riduzione dell’estensione del dominio osservato, si focalizza su pochi casi, di cui si propone di rilevare i minimi dettagli Il percorso di ricerca viene articolato in 5 fasi (non necessariamente consecutive e si diversificano a seconda degli approcci utilizzati) :
  2. Scelta del problema e definizione delle ipotesi
  3. Formulazione del disegno di ricerca → vengono messe a fuoco le definizioni, le regole e le procedure in grado di orientare le costruzione della base empirica → si definiscono le linee guida dell’indagine: come formulare e verificare empiricamente le ipotesi, come delimitare il campo di indagine, quali fonti e strumenti utilizzare per rilevare le informazioni
  4. Raccolta dei dati
  • criterio della^ mutua esclusività^ →^ nessun referente può essere attribuito a più classi, tipi o tassonomie
  • criterio dell’ esaustività → è la proprietà dell’insieme delle classi: ogni stato sulla proprietà assunta come fundamentum divisionis deve essere assegnato ad una delle classi, ovvero ogni referente deve essere attribuito almeno a una classe o a un tipo o a una tassonomia Operativizzazione/rilevazione empirica di un concetto :
  1. Si articola il concetto in dimensioni
  2. Si scelgono gli indicatori
  3. Si stabiliscono le regole per la traduzione degli indicatori in operazioni empiriche (definizione operativa)
  4. Si applicano queste regole ai casi studiati La traduzione empirica dei concetti riguarda le caratteristiche degli oggetti. Dopo aver individuato le caratteristiche, il processo di traduzione empirica consente di trasformare il concetto prima in indicatore e poi in variabili. CONCETTO → CARATTERISTICHE DI UN OGGETTO → INDICATORI → VARIABILI

Indicatori :

  • Indicatore^ = concetto, le cui proprietà sono direttamente osservabili
  • Sono concetti più semplici, specifici, traducibili in termini osservativi
  • Un indicatore di un concetto è considerato più valido se la sua estensione è più ampia e la sua parte estranea ridotta
  • Ogni indicatore possiede un carattere specifico^ e non deve mai essere considerato come totalmente rappresentativo del concetto
  • Un concetto per essere rilevato necessità di più indicatori ( pluralità degli indicatori ) e che uno stesso indicatore potrà essere messo in un rapporto di rappresentazione semantica con più concetti generali anche differenti tra loro. Pluralità degli indicatori:
  • Si^ possono^ individuare^ molteplici^ indicatori^ di^ uno^ stesso^ concetto^ perché^ la^ copertura semantica dell’indicatore non coincide con l’estensione semantica del concetto, essa è meno generale. Ciò implica che ogni concetto che non suggerisce direttamente una definizione operativa necessita, per essere “rilevato” di più indicatori
  • Uno stesso indicatore può essere messo in rapporto di rappresentazione semantica con più concetti generali anche differenti tra di loro. Ciò implica che se un concetto suggerisce direttamente una definizione operativa può essere scelto come indicatore di una pluralità La definizione di un concetto e la rilevazione empirica dipendono dalla “relazione di valore” del ricercatore, dal contesto sociale, e dall’ unità d’analisi. Unità d’analisi :
  • Si tratta dell’oggetto specifico della ricerca empirica studiato dallo scienziato
  • Un indicatore può riferirsi a concetti con un contenuto semantico differente a seconda del livello dell’unità d’analisi
  • L’unità d’analisi è^ costituita dall’individuo, famiglia, comune, nazione, evento sociale …
  • Le caratteristiche delle unità d’analisi studiate sono le proprietà → ogni proprietà può assumere stati diversi → es. “pratica religiosa” se riferita ad un individuo può assumere gli stati di praticante assiduo, praticante saltuario, non praticante
  • L’ unità^ di^ rilevazione^ rileva^ informazioni^ che^ si^ riferiscono^ a^ un^ livello^ inferiore^ dell’unità d’analisi
  • I^ casi^ sono le singole unità d’analisi incluse nella ricerca (i soggetti intervistati) su cui vengono raccolte informazioni in modo sistematico
  • Campione^ →^ insieme dei casi

Validità e attendibilità di un indicatore :

  • Validità^ = è la più o meno stretta vicinanza semantica tra un concetto e il suo indicatore. Si basa su 3 criteri fondamentali:
  1. Riflessione concettuale → scopo di valutare la coerenza semantica tra un indicatore e una proprietà interpretata. Questo controllo tiene conto della conoscenza del ricercatore riguardo al concetto, i risultati di ricerche empiriche precedenti, la lettura scientifica prodotta sull’argomento e i livelli di correlazione statistica osservati
  2. Controllo di congruenza interna → per capire se gli indicatori scelti sono tra loro omogenei → possono essere utilizzate tecniche statistiche come l’analisi fattoriale o la item Analysis che consiste nel presentare a un gruppo di esperti un set di indicatori ed esaminare la validità di tali indicatori sulla base delle risposte fornite dagli esperti
  3. Controllo mediante criterio → si basa sulla comparazione dei risultati ottenuti applicando una strumentazione concettuale o empirica differente da quella utilizzata o ricorrendo ad altre fonti di informazioni relative al fenomeno
  • Attendibilità^ = grado di congruenza tra la procedura di traduzione empirica di un concetto in variabile e i risultati ottenuti in prove ripetute utilizzando lo stesso strumento di misurazione

Variabile :

  • È la fase finale del processo di traduzione empirica dei concetti
  • Variabile = concetto operativizzato, rappresenta empiricamente la proprietà di oggetto
  • Definizione operativa^ →^ processo in cui un concetto per poter essere rilevato empiricamente deve essere sempre riferito a un oggetto diventandone proprietà → è un complesso di regole in base alle quali ciascun singolo stato su una proprietà viene trasformato in dato e di conseguenza l’intera proprietà viene trasformata in variabile
  • Questo processo si avvia attribuendo al concetto una determinata unità di analisi in modo da trasformare il concetto in una proprietà degli specifici oggetti che si vogliono studiare
  • La fase di operativizzazione comporta l’assegnazione di un valore simbolico a ciascun stato in cui si manifesta la proprietà del concetto per ciascun individuo Classificazione delle variabili:
  1. Variabili nominali → la proprietà da registrare assume stati discreti non ordinabili (categorie) → ogni individuo viene classificato in una e in una soltanto delle categorie della variabile → non si può dire in nessun modo che una classe è superiore o viene prima di un’altra! (esistono solo relazioni di uguale/diverso tra i soggetti) → es. il sesso: ha due categorie (maschio/ femmina) - es. la religione professata: esistono 4 categorie (cattolici, protestanti, musulmani, ebrei)
  2. Variabili ordinali → si distinguono per il fatto che la proprietà di registrare assume stati discreti ordinabili → ogni individuo verrà classificato in una e in una soltanto delle categorie della variabile → di due individui appartenenti a diverse categorie si può dire se sono uguali/ diversi o maggiori/minori grado di proprietà rilevata → es. titolo di studio utilizzando 5 categorie: nessun titolo, licenza elementare, licenza media, diploma, laurea → tra i soggetti che entrano in relazione esisteranno delle relazioni sia uguale/diverso sia Maggiore/minore
  3. Variabili cardinali → la proprietà da registrare assume stati che hanno un significato numerico → possono essere costruite attraverso due procedure:
  • misurazione → consiste nell’individuare un’unità di misura e nel determinare quante unità di misura sono contenute nell’oggetto da misurare
  • conteggio → si effettua quando esiste un’unità di conto naturale e si tratta di contare quante unità di conto rappresenti l’oggetto da misurare (es. numero di figli di una famiglia, numero di stanze di una casa…)