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Le teorie sulla natura e l'origine del linguaggio - Prof. D'amico, Sintesi del corso di Psicologia Del Linguaggio E Della Comunicazione

Le tre grandi teorie che cercano di rispondere alle domande sui fenomeni del linguaggio: le origini, la natura delle conoscenze e dei meccanismi che regolano il funzionamento e l'acquisizione del linguaggio, il ruolo delle esperienze e delle relazioni sociali nello sviluppo del linguaggio e le relazioni con le altre capacità e le altre forme di comunicazione. Una panoramica delle teorie innatista, emergentista e socio-costruttivista, e descrive i modelli di grammatica generativa di chomsky, l'approccio costruttivista di piaget e l'ipotesi di una nicchia cognitiva costruita dall'homo sapiens per contrastare i sistemi di difesa degli altri organismi.

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

Caricato il 18/02/2024

Catrit
Catrit 🇮🇹

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CAP 1:
TEORIE DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
la capacità di parlare sembra caratterizzare in modo particolare la specie
umana, i bambini iniziano a parlare in un tempo relativamente breve: le prime
parole compaiono tra i 9 e i 12 mesi, a 3 anni è molto simile a quello degli
adulti. Inoltre ogni bambino impara la lingua della comunità in cui cresce ,
indipendentemente dalla stimolazioni ricevute. Gli studiosi per spiegare questi
fenomeni gli studiosi hanno formulato diverse ipotesi e cercato di dare risposta
a quesiti:
Quali sono le origini del linguaggio?
Qual è la natura delle conoscenze e dei meccanismi che regolano il
funzionamento e l’acquisizione del linguaggio? Ovvero sono innate o
acquisite?
Qual è il ruolo delle esperienze e delle relazioni sociali nello sviluppo del
linguaggio? Ovvero esistono fattori che favoriscono e/o vincolano lo
sviluppo linguistico?
Quali altre relazioni esistono con le altre capacità e le altre forme di
comunicazione presenti nell’uomo? Ovvero qual è l’architettura della
mente? Costrutti e meccanismi di funzionamento sono dominio specifici o
dominio generali?
Sono 3 le grandi teorie che hanno cercato di dare risposta a questi quesiti:
teoria innatista, teoria emergenti sta e teoria socio costruttivista, seguendo 3
criteri distintivi: origine del linguaggio, natura e struttura della conoscenza e
meccanismi di sviluppo.
RADICI TEORICHE
TEORIA INNATISTA: fa riferimento ai modelli di grammatica generativa di N.
Chomsky, secondo cui il linguaggio è una facoltà specie specifica, parte di una
capacità cognitiva tipica dell’essere umano. È caratterizzata da:
combinatorialità linguisticasistema in cui un numero finito di unità si
possono combinare in un infinità di modi
ricorsivitàfavorisce la formazione di messaggi complessi, si tratta della
proprietà di alcune regole applicate indefinitivamente al proprio risultato,
generando frasi.
TEORIA EMERGENTISTA: fonda le sue radici nel pensiero filosofico di J.S. Mill e
nell’approccio costruttivista di J. Piaget. Secondo Mill le proprietà di un sistema
supera le somma delle parti; secondo Piaget le conoscenze sono il risultato
dell’interazione tra le strutture attuali e le caratteristiche del mondo fisico.
L’apprendimento e lo sviluppo del cervello è inteso come un computer, le
strutture linguistiche emergono da processi di apprendimento di tipo
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CAP 1:

TEORIE DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO

la capacità di parlare sembra caratterizzare in modo particolare la specie umana, i bambini iniziano a parlare in un tempo relativamente breve: le prime parole compaiono tra i 9 e i 12 mesi, a 3 anni è molto simile a quello degli adulti. Inoltre ogni bambino impara la lingua della comunità in cui cresce , indipendentemente dalla stimolazioni ricevute. Gli studiosi per spiegare questi fenomeni gli studiosi hanno formulato diverse ipotesi e cercato di dare risposta a quesiti:  Quali sono le origini del linguaggio?  Qual è la natura delle conoscenze e dei meccanismi che regolano il funzionamento e l’acquisizione del linguaggio? Ovvero sono innate o acquisite?  Qual è il ruolo delle esperienze e delle relazioni sociali nello sviluppo del linguaggio? Ovvero esistono fattori che favoriscono e/o vincolano lo sviluppo linguistico?  Quali altre relazioni esistono con le altre capacità e le altre forme di comunicazione presenti nell’uomo? Ovvero qual è l’architettura della mente? Costrutti e meccanismi di funzionamento sono dominio specifici o dominio generali? Sono 3 le grandi teorie che hanno cercato di dare risposta a questi quesiti: teoria innatista, teoria emergenti sta e teoria socio costruttivista, seguendo 3 criteri distintivi: origine del linguaggio, natura e struttura della conoscenza e meccanismi di sviluppo. RADICI TEORICHE TEORIA INNATISTA: fa riferimento ai modelli di grammatica generativa di N. Chomsky, secondo cui il linguaggio è una facoltà specie specifica, parte di una capacità cognitiva tipica dell’essere umano. È caratterizzata da: combinatorialità linguistica sistema in cui un numero finito di unità si possono combinare in un infinità di modi ricorsività favorisce la formazione di messaggi complessi, si tratta della proprietà di alcune regole applicate indefinitivamente al proprio risultato, generando frasi. TEORIA EMERGENTISTA: fonda le sue radici nel pensiero filosofico di J.S. Mill e nell’approccio costruttivista di J. Piaget. Secondo Mill le proprietà di un sistema supera le somma delle parti; secondo Piaget le conoscenze sono il risultato dell’interazione tra le strutture attuali e le caratteristiche del mondo fisico. L’apprendimento e lo sviluppo del cervello è inteso come un computer, le strutture linguistiche emergono da processi di apprendimento di tipo

probabilistico e sono il risultato dell’interazione tra modalità di organizzazione del cervello e il linguaggio parlato nell’ambito in cui il bambino cresce. TEORIA SOCIOCOSTRUTTIVISTA: focalizza l’attenzione sui processi di costruzione sociale della conoscenza che si attiva nel contesto e negli scambi comunicativi. A questa visione aderisce il primatologo e psicologo Micheal Tomasello che parla di cognizione sociale : secondo cui il fenomeno cognitivo non è più un atto individuale, ma collettivo, in questo contesto la cultura va a costruire una nicchia ecologica nella quale l’uomo vive e i piccoli della specie si sviluppano. ORIGINI DEL LINGUAGGIO TEORIA INNATISTA: secondo Chomsky il linguaggio è biologicamente determinato: l’espressione genetica propria dell’uomo è caratterizzato dalla facoltà di linguaggio in senso stretto (FLN). È il risultato di un processo di mutazione genetica di tipo saltazionista : Pinker avanza l’ipotesi di una nicchia cognitiva costruita dall’homo sapiens per contrastare i sistami di difesa degli altri organismi, tramite il ragionamento causale il comportamento cooperativo si giunge a delle modificazioni sull’ambiente che favorisce un salto evolutivo necessario alla sviluppo del linguaggio. Si parla dunque di una coevoluzione di cognizione, linguaggio e socialità. TEORIA EMERGENTISTA: il linguaggio può essere costituito da un insieme di abilità coevolute, con un cervello grande e sofisticato per far fronte ai molti e complessi obiettivi della società e della cultura. Il cervello umano ha qualcosa di innato che rende possibile lo sviluppo del linguaggio, la grammatica rappresenta la soluzione possibile al problema di far corrispondere un ricco insieme di significati ad un limitato strumento. In questa ottica, per spiegare le origini del linguaggio viene assunta la prospettiva evoluzionista adattazionista: alla base c’è l’idea di Darwin di emergenza relativa alle leggi di adattamento e selezione della specie, a sostegno di questa ipotesi ci sono studi di Lieberman (2007) che dimostrano che alcune strutture del cervello sono molto antiche, come i gagli della base, associati al controllo motorio del linguaggio. TEORIA SOCIOCOSTRUTTIVISTA: secondo Tomasello la trasmissione sociale e culturale è il solo meccanismo biologico noto che può produrre cambiamenti comportamentali e cognitivi in breve tempo. Pertanto il linguaggio e altri sistemi simbolici costituiscono il prodotto culturale dell’interazione tra individui e gruppi di individui, nel corso del tempo trasmessi da una generazione all’altra. Per Tomasello gli esseri umani sono in grado di mettere in comune le proprie risorse cognitive in virtù di un dispositivo specie-specifico da lui chiamata ultrasocialità: consiste nella capacità umana di comprendere i cospecifici come esseri simili così da imparare gli uni dagli altri, risiede nell’attività collaborative e cooperative basate sulla mutualità e reciprocità. Base della cooperazione è l’intenzionalità condivisa che consente di riflettersi nell’altro e interpretarne il piano di azioni e gli scopi che le guidano, così da mettere in atto risposte adeguate.

  1. Le conversazioni sono le prime forme di comunicazione non convenzionalizzata e non codificata. Una forma di sintonizzazione mentale è il Gesto di Indicare , svolge una duplice funzione:  Uso Deiettico il bambino dirige l’attenzione di un ricevente verso un oggetto o evento situato nell’ambiente che è percettivamente immediato.  Uso Iconico il bambino canalizza la sua immaginazione verso un oggetto o evento che non si trova nell’ambiente prossimo con lo scopo di indurre il ricevente a comprendere cosa il comunicatore (il bambino) vuole. Tomasello individua 3 motivazioni comunicative:  Richiedere  Informare o offrire aiuto  Condividere: presuppone delle conoscenze condivise tra gli interlocutori ( Common Ground ) MECCANISMI DI ACQUISIZIONE LINGUISTICA TEORIA INNATISTA: secondo Chomsky ogni lingua è il risultato di 2 fattori: lo stato iniziale del sistema linguistico e l’esperienza. Lo stato iniziale del sistema linguistico è concepito da Chomsky come un meccanismo di acquisizione del linguaggio che utilizza come input l’esperienza e come output la rappresentazione interna della lingua. Dunque l’acquisizione del linguaggio è guidato da un meccanismo biologico pre programmato, in quanto l’input a cui il bambino è esposto ha informazioni insufficienti per raggiungere lo stato finale. Questo costrutto si basa sull’assunto che il linguaggio rivolto al bambino fornisca:  EVIDENZE POSITIVE sono specifiche parole, frasi che fanno paret della lingua che il bambino sta acquisendo.  EVIDENZE NEGATIVE forniscono al bambino informazioni sulla buona formazione delle frasi, possono essere:  Dirette : hanno la funzione di correggere enunciati infantili, non ben formati, attraverso riformulazioni ed espansioni.  Indirette : è costituita dall’assenza di informazioni. La facoltà di linguaggio utilizza le evidenze linguistiche attraverso l’apprendibilità.

TEORIA EMERGENTISTA: forme e costruzioni grammaticali emergono dall’uso ( usage-based ) il cervello del bambino è predisposto a individuare nel linguaggio utilizzato dagli adulti gli indizi necessari per ricavare e costruire la strutture fonologiche, lessicali, sintattiche e discorsive della lingua a cui sono esposti, tramite il meccanismo statistico di apprendimento ( statical learning ) abilità dominio generale, in quanto presente anche in altri animali. Thiessen (2009) ne individua due:  Conditional Statistics eventi che condizionano altri eventi, un esempio è la probabilità transazionale : probabilità che un evento A sia seguito da un evento B, è utilizzabile per individuare le sillabe nell’input e raggrupparle in unità lessicali.  Statistiche Distribuzionali riguarda la frequenza di un evento, gioca un ruolo importante in diversi aspetti dell’apprendimento delle caratteristiche fono tattiche dell’input. I bambini piccoli sono sensibili alle caratteristiche distribuzionali dell’input, nei primi mesi di vita sono in grado di discriminare tutti i suoni possibili nelle lingue, al I anno di vita distinguono solo la lingua a cui sono esposti. TEORIA SOCIOCOSTRUTTIVISTA: Tomasello postula l’esistenza di meccanismi dominio specifici utilizzati per costruire linguaggio, abilità cognitive e socio- cognitive. Il processo di acquisizione del linguaggio è possibile grazie a 2 meccanismi:  Intention Reading abilità funzionale di interpretare il fine sociale, compare prima della comunicazione verbale (9 mesi), si tratta di gesti comunicativi ( Gesto di Indicare )  Pattern Fiding insieme di processi grammaticali che consentono al bambino di costruire produttivamente categorie e strutture linguistiche astratte a partire dal linguaggio parlato nel suo ambiente. Un ulteriore meccanismo è rappresentato da un tipo di apprendimento psicosociale: l’imitazione con inversione dei ruoli (Role Reversal Imitation), durante le pratiche di interazione condivisa il bambino apprende la distinzione di ruoli e relazioni, inoltre sperimenta egli stesso i diversi ruoli passando dal ruolo di agente a quello di ricevente.