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Le teorie e le fasi dello sviluppo del bambino, dalla nascita all'adolescenza. Si analizzano i diversi contesti che influenzano lo sviluppo, come la cultura, l'etnia, lo status socio-economico e il genere. Vengono approfonditi i meccanismi dello sviluppo umano, come i processi biologico, cognitivo e socio-emotivi, e si esaminano le teorie di freud, piaget, vygotskij e bruner.
Tipologia: Appunti
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Lo sviluppo è costituito dalle dinamiche di cambiamento che si verificano lungo il corso della vita. Avremo quindi periodi di crescita e di decadimento. Oggi si utilizza il termine “life-span” per intendere il ciclo di vita come un processo di sviluppo che dura per tutta la vita. L’infanzia veniva prima riconosciuta come una fase distinta della vita, in periodi più recenti però si hanno 3 approcci diversi con il quale si dipinge l’infanzia:
linguaggio dell’individuo, socio-emotivi , cambiamenti nelle relazioni dell’individuo con le altre persone e nella sfera emotiva. Lo sviluppo infantile si divide in 5 periodi:
microsistema, contesto in cui vive l’individuo dove avvengono le interazioni più dirette con gli altri, mesosistema, in cui si trovano le relazioni tra microsistemi(familiare e scolastico), ecosistema, quando le esperienze vissute in un contesto sociale influenzano ciò che l’individuo vive nel suo contesto più immediato, macrosistema, la cultura in cui vive l’individuo e cronosistema, include quei cambiamenti causati da eventi ambientali e dalle transizioni che avvengono nel corso della vita.
La ricerca scientifica si basa sul metodo scientifico , che è un approccio che può essere utilizzato per ottenere informazioni accurate. Per concettualizzare i problemi, i ricercatori si rifanno spesso a teorie esistenti e formulano ipotesi. Una teoria è una serie di idee coerenti e collegate tra loro che aiuta a spiegare un fenomeno e a fare delle previsioni. Un’ipotesi invece è una supposizione o una previsione specifica che può essere verificata per determinarne l’accuratezza. In un metodo scientifico quindi si formula il problema, si raccolgono informazioni, si utilizzano procedure statistiche per comprendere il significato dei dati e si giunge a delle conclusioni. Dalla scelta del disegno di ricerca da pianificare dipende la validità della ricerca stessa. La validità si distingue in più tipi:
modalità casuali e in cui uno o più fattori vengono manipolati mentre tutti gli altri rimangono costanti. Gli esperimenti includono due tipi di variabili: dipendenti, quindi che può cambiare durante il corso di un esperimento e indipendenti che una volta influenzato sperimentalmente, influenza altri fattori. I ricercatori possono studiare lo stesso gruppo di soggetti nel corso degli anni o possono prendere due gruppi di età diverse e confrontarli tra loro. Con un approccio longitudinale , quindi gli stessi individui vengono studiati per un certo periodo di tempo, si ha la capacità di valutare i cambiamenti di fenomeni come il linguaggio o comunque quei fenomeni continui. Con un approccio trasversale invece, quindi l’altro, si ha il vantaggio di non dover aspettare che i soggetti crescano o invecchino per completare la ricerca. L’approccio trasversale però implica un rischio chiamato effetto di coorte, infatti prendendo due gruppi di età diverse che appartengono a coorti diverse è possibile pensare che un determinato cambiamento sia dipendente dalla cultura o dalla società e non dagli individui stessi. I dati si possono ottenere da diverse fonti:
La genetica comportamentale è quel campo che cerca di determinare l’influenza dei fattori ereditari sulle differenze individuali nelle caratteristiche umane e nello sviluppo. Nello studio dei gemelli si vanno a confrontare le somiglianze degli omozigoti con quelle degli eterozigoti riscontrando che difatti gli omozigoti hanno un corredo genetico più simile rispetto ai dizigoti. Dimostrare infatti che i problemi comportamentali siano prevalenti nei gemelli omozigoti piuttosto che in quelli dei gemelli dizigoti, mostra il ruolo dei fattori ereditari nei problemi comportamentali. Forse è anche perchè i gemelli omozigoti tendono ad essere visti più come una coppia degli altri e tendono quindi a vivere più nello stesso modo lo stesso ambiente.
Il periodo germinale è quel periodo che si verifica nelle prime due settimane dopo il concepimento, dove si ha la creazione dello zigote. In questa fase, il gruppo di cellule che si creano, chiamate blastocisti , sarà quello che poi si svilupperà in embrione e in trofoblasto , quindi quello strato esterno di cellule che fornirà sostegno e nutrizione all’embrione. L’ annidamento , che è invece la fase in cui lo zigote si attacca alla parete uterina, si verifica a circa 11- giorni dal concepimento. Il periodo embrionale va invece dalle 2 alle 8 settimane dal concepimento. Durante questa fase il ritmo della differenziazione delle cellule si intensifica e l’embrione è ora costituito da 3 strati di cellule: l’endoderma, la parte che poi si sviluppa in sistema digestivo e respiratorio, mesoderma, che si svilupperà in sistema circolatorio, ossa, muscoli e sistema produttivo e poi abbiamo l’ectoderma, che invece sarà il sistema nervoso, i recettori sensoriali e l’apparato cutaneo. Sempre in questa fase si sviluppano anche l’amnio (la sacca con il liquido amniotico in cui galleggia l’embrione, che fornisce un ambiente sicuro e caldo), il cordone ombelicale (che contiene due arterie e una vena, necessario al collegamento con la placenta) e la placenta (che invece consiste nell’insieme di tessuti dove i vasi sanguigni del bambino e della mamma si intrecciano ma non si congiungono. Il periodo fetale , ha inizio a due mesi dal concepimento e dura in media sette mesi. In questo periodo il bambino è diventato attivo, muove gambe e braccia. A circa 6 mesi il feto è vitale. La nascita L’ ambiente perinatale è quell’ambiente che circonda il momento della nascita e comprende diversi fattori: le medicine date alla madre, il tipo di parto, le pratiche per farlo avvenire… Il corso di preparazione al parto sembra essere un fattore di protezione dal parto cesareo. Le medicine che si danno alla madre sono principalmente due: l’epidurale(l’anestesia locale) e l’ossitocina, per stimolare le contrazioni uterine. Durante ogni contrazione diminuisce l’apporto di ossigeno che arriva al feto, quindi è necessario avere tecniche precise per aumentare la velocità del decorso del parto come la posizione del feto nell’utero. Una volta nato il bambino è necessario compiere degli accertamenti sulla salute. Viene infatti pesato, pulito e sottoposto a test per comprendere la presenza di problemi di sviluppo. L’ indice di Apgar è il metodo più utilizzato per valutare la salute dei neonati a un minuto e a cinque minuti dalla nascita. Questo valuta il battito cardiaco, la respirazione, il tono muscolare, il colore della pelle e i riflessi del bambino. Per valutare poi con più precisione la salute del bambino si utilizza la scala di valutazione del comportamento del neonato di Brazelton , entro un periodo che va dalle 24 alle 36 ore dalla nascita e valuta principalmente lo sviluppo neurologico del bambino.
Recentemente è stato sviluppato un nuovo sistema di valutazione della salute del bambino, attraverso una scala neurocomportamentale della rete di terapia intensiva neonatale , che ha il compito di misurare i comportamenti del bambino in maniera più dettagliata. Viene utilizzata principalmente per bambini a rischio, come i prematuri o quelli che vengono a contatto con qualche tipo di sostanza. 3 sono i rischi principali dopo la nascita:
La crescita segue due tipi di modelli: cefalo-caudale(la crescita prosegue dall’alto verso il basso), prossimo-distale(dal centro del corpo verso le estremità). Una volta che i bambini si sono abituare a deglutire, succhiare e digerire la crescita è più rapida. Man mano che il bambino in età prescolare cresce, la percentuale di aumento del peso e dell’altezza diminuisce. La maggior parte delle volte le variazioni ereditarie sono le più importanti per determinare il fattore della crescita ma anche le esperienze ambientali sono importanti. I bambini di città o di una classe sociale alta tendono ad essere più alti dei bambini di campagna o di classe sociale più bassa. Dopo il rallentamento della crescita in età scolare, la crescita si impenna ancora una volta durante la pubertà , quindi un periodo di maturazione fisica che consiste in cambiamenti ormonali e fisici che si verificano all’inizio dell’adolescenza. La pubertà però non corrisponde all’adolescenza, spesso finisce molto prima che questa inizi. Può andare dai 10 ai 13 anni e mezzo. L’inizio anticipato della pubertà è dovuto probabilmente ad una salute e alimentazione migliori. Il menarca per esempio è considerato normale se si presenta tra i 9 e i 15 anni. Il momento in cui la pubertà comincia è programmato nei geni di ciascun essere umano. Anche i fattori ambientali però, come influenze familiari o stress, possono anticipare la comparsa e la durata della pubertà.
Una mielinizzazione più avanzata è correlata a capacità cognitive verbali e non, più avanzate e l’allattamento al seno è stato descritto come un meccanismo che promuove lo sviluppo cognitivo producendo una mielinizzazione migliore rispetto all’alimentazione artificiale. Durante l’adolescenza le connessioni tra neuroni vengono potate , quindi si avranno meno connessioni neurali ma più efficaci e selettive di quante non ne avessero da bambini. La corteccia prefrontale che è il punto più estremo del loro frontale è implicata nel ragionamento e nella presa di decisioni e non termina la sua maturazione fino all’inizio dell’età adulta. Ma l’amigdala , sede invece delle emozioni come la rabbia, matura prima della corteccia prefrontale. Infatti uno studio ha riportato come esista una correlazione positiva tra il volume dell’amigdala e la durata del comportamento aggressivo degli adolescenti durante interazioni con i genitori. La corteccia prefrontale non essendo del tutto matura non è in grado di permettere agli adolescenti di controllare queste emozioni. Il sonno I bambini dormono in media dalle 16 alle 17 ore. L’ insonnia notturna dei bambini dipende principalmente dall’eccessivo coinvolgimento genitoriale nelle interazioni che hanno a che fare con l’addormentamento degli infanti. Il maggior tempo passato da svegli è correlato a fattori intrinsechi come il pianto o il chiasso diurno ma anche da fattori estrinsechi come l’ansia da separazione dalla madre, l’allattamento al seno e il dormire con i genitori. Il sonno REM è il più interessante dal punto di vista dei ricercatori. Questo nell’infanzia permette la rielaborazione delle stimolazioni ottenute durante la veglia e contribuisce allo sviluppo del sistema nervoso centrale. La diminuzione del sonno REM nel corso della prima infanzia quindi potrebbe spiegarsi con la maturazione del cervello e con il fatto che l’infante una volta più vigile può ricevere un numero maggiore di stimolazioni durante lo stato di veglia senza il bisogno di ricorrere all’autostimolazione del sonno REM. Durante il sonno può avvenire quell’evento chiamato sindrome della morte improvvisa, dove il neonato cessa di respirare durante la notte e improvvisamente muore. Questa diminuisce quando gli infanti dormono sulla schiena o usano un ciucco per dormire… Sviluppo motorio Arnold Gesell scopri che i neonati e i bambini imparano a compiere azioni motorie in un ordine preciso e in specifici periodi di tempo. Questo avviene grazio al manifestarsi di un certo piano genetico. Esther Thelen infatti nella teoria dei sistemi dinamici cerca di spiegare come i comportamenti motori sono eseguiti per percepire e agire. Quando i bambini sono motivati nel fare qualcosa è possibile che sviluppino un nuovo comportamento motorio che è dato dalla combinazione di diversi
fattori che includono lo sviluppo del sistema nervoso, le proprietà fisiche del corpo… La visione sistematica infatti, è una visione combinata perchè si ritiene che anche un’azione apparentemente singola come il movimento in realtà derivi dall’unione combinata di diverse parti in relazione tra loro. Quindi la teoria dei sistemi dinamici non crede che lo sviluppo motorio sia un processo passivo ma piuttosto un processo dove il neonato crea attivamente un’abilità per raggiungere un determinato obiettivo all’interno di limiti posto dal corpo(sviluppo del sistema nervoso, non può camminare se il cervello è piccolo) e dall’ambiente(regole). Il neonato inoltre è dotato di riflessi. Quindi di reazioni istintive a degli stimoli, o meglio, meccanismi di sopravvivenza geneticamente tramandati che permettono ai bambini di rispondere al loro ambiente attraverso l’adattamento prima ancora di cominciare ad apprendere. 4 sono i riflessi più importanti:
Quando guardiamo e ascoltiamo qualcosa, facciamo esperienze di questo come un episodio unitario grazie alla percezione intermodale , che implica l’integrazione delle informazioni provenienti da due o più modalità sensoriali. Queste capacità sono innate ma migliorano considerevolmente attraverso l’esperienza.
Piaget pensava che noi creiamo delle strutture mentali che ci aiutano ad adattarci al mondo circostante. In questa ottica sono fondamentali diversi processi:
vecchi schemi non sono abbandonati ma accorpati a quelli nuovi), gli stadi rispettano un ordine logico, il passaggio da uno stadio all’altro è graduale.
- Stadio sensomotorio Dura dalla nascita fino ai 2 anni circa. Durante questo stadio gli infanti si costruiscono una comprensione del mondo coordinando esperienze sensoriali con azioni fisiche e motorie. Il bambino infatti conosce il mondo in base agli schemi d’azione che si crea e quindi alle attività motorie che lo mettono in relazione con la realtà. 6 sottostadi:
- Stadio operatorio concreto Va dai 7 agli 11 anni. Segna il passaggio dal dominio della percezione al dominio della logica, si passa dal pensiero intuitivo al pensiero logico (consiste nella coordinazione di punti di vista differenti tra loro che possono appartenere a individui diversi oppure allo stesso individuo). In questo stadio i bambini possono compiere operazioni concrete circa gli oggetti che li circondano, quindi azioni mentali reversibili interiorizzate, coordinate e accorpate in strutture d’insieme. Il bambino mentre compie un’azione comprende anche che ne esiste una inversa(nozione di conservazione). Si introduce però anche il concetto di dècalage orizzontale , quindi il pensiero che esista una differenza nel momento in cui compaiono alcune forme di conservazione come il numero(prima) piuttosto che il peso o il volume(dopo). Una capacità importante che si acquisisce in questo stadio è quella di classificare gli oggetti e di considerare le loro relazioni. Quindi la capacità di individuare proprietà invarianti in oggetti diversi e di paragonare la classe con le sue sottoclassi senza confonderle. Prima i bambini preoperatori non creavano classificazioni ma collezioni: figurali(più pezzi fanno un treno) o non figurali(caramelle e dolci). Nel processo di classificazione quindi si utilizzano dei principi derivanti dal pensiero logico: la seriazione , quindi la capacità di ordinare gli oggetti in base a una proprietà quantificabile da essi condivisa in misura diversa e la transitività , coinvolge la capacità di ragionamento e di combinazioni di tipo logico, quindi se esiste una relazione tra il primo e il secondo e una tra il secondo e il terzo, allora esiste una relazione anche tra il primo e il terzo. - Stadio operatorio formale Va dagli 11 ai 15 anni. Si passa oltre alle operazioni concrete e si pensa in modo più astratto. Gli adolescenti usano il ragionamento ipotetico- deduttivo , quindi sviluppano ipotesi e sistematicamente deducono o concludono quale sia il miglior percorso da seguire per la soluzione. Ed è in grado di fare questo grazie alla coordinazione di operazioni logiche e e alla logica delle proposizioni , quindi l’adolescente è in grado di operare non solo su oggetti ma anche sulle affermazioni che collegano fatti. L’assimilazione infatti domina il quarto stadio e più tardi nell’adolescenza, si accomodano le conoscenze acquisite con quelle possedute in precedenza. Gli adolescenti cambiano anche in altri modi il loro modo di pensare. L’ egocentrismo adolescenziale infatti consiste proprio nell’aumentata coscienza di sè, che si riflette sulla convinzione da parte degli adolescenti ch gli altri siano interessati a loro e al loro senso di unicità e invincibilità, quanto lo sono loro stessi. Questo tipo di egocentrismo è diviso in 2 tipi di pensiero sociale: pubblico immaginario , si riferisce alla tendenza tipica dell’egocentrismo di assumere comportamenti per richiamare l’attenzione a sè, e la fiaba personale , che comprendendo il senso di unicità ci fa pensare
di essere diversi da tutti e che nessuno può veramente comprenderci. Talvolta infatti come risultato di questo senso di unicità gli adolescenti tendono ad inventare storie piene di fantasie immergendosi in un mondo che è ben diverso dalla realtà. Gli adolescenti mostrano spesso anche un senso di invulnerabilità , come se le tragedie che succedono agli altri a loro non potessero mai succedere. Questa invulnerabilità è divisa in due dimensioni secondo molti studiosi: al pericolo, rappresenta la loro tendenza ad assumersi rischi e psicologica, quindi nei confronti dei loro sentimenti. Piaget usò un metodo clinico-critico, quindi mise insieme metodi diversi che da soli non sarebbero riusciti a spiegare sufficientemente il fenomeno dello sviluppo. Scoprì inoltre che il cambiamento cognitivo avviene più facilmente se il contesto è strutturato in modo da permettere un graduale movimento al livello successivo più alto. LEV VYGOTSKIJ Per lui le funzioni mentali hanno connessioni sociali. Credeva infatti che lo sviluppo cognitivo dipendesse dagli strumenti messi a disposizione dalla società e la loro mente prende forma a partire dal contesto culturale in cui vivono. L’evoluzione della mente perciò dipendeva dalla creazione di funzioni psichiche superiori che si creavano grazie al linguaggio e alla funzioni psichiche inferiori. Il linguaggio infatti per Vygotskij oltre a essere metodo di comunicazione rappresenta un vero e proprio strumento interno che guida il pensiero visto come linguaggio interiorizzato(per l’autoregolazione del sè). Introduce dunque il concetto di mediatori simbolici , quindi sistemi di segni appresi non per imitazione o condizionamento ma come il prodotto di uno sviluppo storico culturale che guidano le attività sociali, le interazioni e il comportamento del singolo. Linguaggio e pensiero si sviluppano singolarmente per poi unificarsi. Per Vygotskij lo sviluppo cognitivo è il risultato delle interazioni del bambino con persone più competenti che trasmettono gli strumenti necessari per l’attività intellettuale. La zona di sviluppo prossimale (ZPD) è infatti il termine utilizzato da vygotskij per riferirsi alla differenza tra il livello di sviluppo effettivo di in un individuo e il suo livello di sviluppo potenziale, che si potrebbe esprimere se il compito fosse risolto con le indicazioni e i suggerimenti di un altro soggetto più competente. Da qui si arriva al concetto di scaffolding , che significa graduare il livello di supporto e fa riferimento al fatto che nelle interazioni sociali le differenze fra i partecipanti si risolvono in un’azione reciproca. Il tipo e il grado di supporto quindi ovviamente dipenderà dal compito e dal bambino.
bambini viene chiesto di premere un bottone nel momento in cui si presenta lo stimolo. Esistono 3 meccanismi che si mettono in moto nella creazione dei cambiamenti nelle capacità cognitive dei bambini:
Nella seconda infanzia avvengono i cambiamenti più importanti nell’attenzione. I bambini fanno progressi soprattutto nell’attenzione esecutiva e in quella sostenuta. Alcune strutture neurali coinvolte nell’attenzione come la formazione reticolare si continuano a sviluppare fino alla pubertà e questo spiega i cambiamenti nella durata attentiva durante la seconda infanzia. I bersagli dell’attenzione sono generalmente dettati da stimoli esterni. Nell’ adolescenza invece si migliora notevolmente l’attenzione divisa, il cosiddetto multitasking, che se da una parte espande le informazioni a disposizione degli adolescenti e forza il cervello a condividere le risorse elaborate, dall’altra l’eccesso può ridurre l’attenzione sul compito chiave e necessario. MEMORIA Ritenzione di informazioni nel tempo. Codificare, immagazzinare e recuperare sono i tre processi fondamentali necessari alla memoria. La memoria a breve termine è un sistema di memoria con una limitata capacità di ritenzione delle informazioni, intorno ai 15-30 secondi. Questa può contenere solo pochi chunk alla volta, quindi poche unità di informazioni che riescono ad essere elaborate insieme. La memoria a lungo termine invece è un tipo di memoria relativamente permanente e illimitata. Si possono ritrovare all’interno di questa due tipi di memoria: semantica e episodica. La memoria episodica è quella in cui sono racchiusi i ricordi connessi ad uno specifico contesto spaziotemporale in cui sono avvenuti gli eventi a cui si riferiscono. Esiste un sotto insieme della memoria episodica che è quella biografica , quindi quella che contiene le esperienze personali significative che hanno il focus sul sè, sul soggetto che ricorda questi eventi. É bello parlare di ricordo congiunto quindi quel tipo di ricordo condiviso con altri individui che ti da la conferma del senso di appartenenza a una storia comune e che rafforza quindi l’identità delle persone coinvolte. La memoria semantica invece è quel tipo di memoria che contiene la rappresentazione dei concetti e delle loro relazioni, quindi tutte le conoscenze che si formano con l’aiuto dei processi di astrazione. La working memory invece è un banco di lavoro mentale dove gli individui manipolano e assemblano le informazioni mentre prendono decisioni e comprendono il linguaggio scritto e orale. Questa è formata da 3 elementi fondamentali : il loop fonologico, il taccuino visuo-spaziale e l’esecutivo centrale. Il loop fonologico si occupa di ricevere le informazioni sensoriali e immagazzinarle per la ripetizione, il taccuino visuo-spaziale accumula invece le informazioni visive e spaziali mentre l’esecutivo centrale monitora e controlla il sistema perchè questo vada a decidere quali informazioni devono essere immagazzinate oppure no.