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Lo Sviluppo del Bambino: Teorie e Fasi - Prof. D'amico, Appunti di Psicologia dello Sviluppo

Le teorie e le fasi dello sviluppo del bambino, dalla nascita all'adolescenza. Si analizzano i diversi contesti che influenzano lo sviluppo, come la cultura, l'etnia, lo status socio-economico e il genere. Vengono approfonditi i meccanismi dello sviluppo umano, come i processi biologico, cognitivo e socio-emotivi, e si esaminano le teorie di freud, piaget, vygotskij e bruner.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 05/01/2025

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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
CAPITOLO 1
Lo sviluppo è costituito dalle dinamiche di cambiamento che si verificano
lungo il corso della vita. Avremo quindi periodi di crescita e di decadimento. !
Oggi si utilizza il termine “life-span” per intendere il ciclo di vita come un
processo di sviluppo che dura per tutta la vita. !
L’infanzia veniva prima riconosciuta come una fase distinta della vita, in
periodi più recenti però si hanno 3 approcci diversi con il quale si dipinge
l’infanzia:!
1. Prospettiva del peccato originale, i bambini appena venuti al mondo
erano visti come creature malvagie quindi il fine unico della loro
educazione era di orire loro la salvezza!
2. Prospettiva della tabula rasa, di Locke, che sosteneva che i bambini non
erano innatamente cattivi ma alla nascita la loro mente era come una
tavoletta vuota sulla quale era possibile scrivere qualsiasi cosa. Difatti
quindi le esperienze infantili definivano la vita adulta!
3. Prospettiva della bontà innata, sosteneva che i bambini erano
innatamente buoni e doveva essere permesso loro di sviluppare in modo
naturale senza porre loro alcun limite!
Oggi l’infanzia è un periodo ricco di avvenimenti dove i bambini si
impadroniscono di particolari capacità e compiti che li preparano alla vita
adulta, da cui essa si distingue in modo forte. !
Il progresso dell’età moderna nello studio dello sviluppo dei bambini è
permesso dai progressi metodologici nell’osservazione e dall’introduzione di
nuove metodologie sperimentali come l’imaging!
“I bambini imparano l’amore quando essi sono amati”
La salute e il benessere del bambino sono tutti influenzati dal contesto
storico-culturale. Quando si parla di contesto si intende i setting nei quali
avviene lo sviluppo. I 4 contesti per i quali si presta più attenzione sono:!
-Cultura, i tipi di comportamento e credenze di un gruppo di persone
trasmessi di generazione in generazione!
-Etnia, radicata nell’eredità culturale e nazionale ma non esclude che
intraetnicamente non vi siano dierenze!
-Status socio-economico, fattore fondamentale dello sviluppo che si
riferisce alla condizione sociale della persona e alla sua posizione
all’interno della società!
-Genere, le caratteristiche maschili e femminili!
I meccanismi dello sviluppo umano sono determinati dall’interazione
bidirezionale di 3 processi fondamentali: biologico, produce cambiamenti
nel corso dell’individuo, cognitivo, cambiamenti nel pensiero e nel
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PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

CAPITOLO 1

Lo sviluppo è costituito dalle dinamiche di cambiamento che si verificano lungo il corso della vita. Avremo quindi periodi di crescita e di decadimento. Oggi si utilizza il termine “life-span” per intendere il ciclo di vita come un processo di sviluppo che dura per tutta la vita. L’infanzia veniva prima riconosciuta come una fase distinta della vita, in periodi più recenti però si hanno 3 approcci diversi con il quale si dipinge l’infanzia:

  1. Prospettiva del peccato originale, i bambini appena venuti al mondo erano visti come creature malvagie quindi il fine unico della loro educazione era di offrire loro la salvezza
  2. Prospettiva della tabula rasa, di Locke, che sosteneva che i bambini non erano innatamente cattivi ma alla nascita la loro mente era come una tavoletta vuota sulla quale era possibile scrivere qualsiasi cosa. Difatti quindi le esperienze infantili definivano la vita adulta
  3. Prospettiva della bontà innata, sosteneva che i bambini erano innatamente buoni e doveva essere permesso loro di sviluppare in modo naturale senza porre loro alcun limite Oggi l’infanzia è un periodo ricco di avvenimenti dove i bambini si impadroniscono di particolari capacità e compiti che li preparano alla vita adulta, da cui essa si distingue in modo forte. Il progresso dell’età moderna nello studio dello sviluppo dei bambini è permesso dai progressi metodologici nell’osservazione e dall’introduzione di nuove metodologie sperimentali come l’imaging “I bambini imparano l’amore quando essi sono amati” La salute e il benessere del bambino sono tutti influenzati dal contesto storico-culturale. Quando si parla di contesto si intende i setting nei quali avviene lo sviluppo. I 4 contesti per i quali si presta più attenzione sono:
  • Cultura, i tipi di comportamento e credenze di un gruppo di persone trasmessi di generazione in generazione
  • Etnia, radicata nell’eredità culturale e nazionale ma non esclude che intraetnicamente non vi siano differenze
  • Status socio-economico, fattore fondamentale dello sviluppo che si riferisce alla condizione sociale della persona e alla sua posizione all’interno della società
  • Genere, le caratteristiche maschili e femminili I meccanismi dello sviluppo umano sono determinati dall’interazione bidirezionale di 3 processi fondamentali: biologico , produce cambiamenti nel corso dell’individuo, cognitivo , cambiamenti nel pensiero e nel

linguaggio dell’individuo, socio-emotivi , cambiamenti nelle relazioni dell’individuo con le altre persone e nella sfera emotiva. Lo sviluppo infantile si divide in 5 periodi:

  1. Periodo prenatale, tempo tra il compimento e la nascita
  2. Prima infanzia, periodo evolutivo dalla nascita fino ai 18/24 mesi
  3. Seconda infanzia o età prescolare, dalla fine della prima infanzia fino al 5-6 anni
  4. Età scolare, dai 6 agli 11 anni circa
  5. Adolescenza, tra l’infanzia e l’inizio della vita adulta Poi si ha un periodo chiamato adultità emergente, dai 18/22 ai 25/30 anni, che è caratterizzato dall’esplorazione dell’identità e funge un po’ da cuscino di salvataggio tra l’adolescenza e l’età adulta, che invece va fino verso ai 55 anni da cui poi inizia l’anzianità. Le abilità intellettive raggiungono il picco intorno ai 50 anni e le conoscenze di base migliorano anche dopo i 60. Dibattiti sullo sviluppo La contrapposizione natura-cultura(nature-nurture) è alla base del dibattito che cerca di stabilire se lo sviluppo è influenzato principalmente dalla natura o dalla cultura. Si definisce natura il termine utilizzato in riferimento all’eredità biologica dell’organismo e cultura che invece indica le esperienze vissute in un certo ambiente. Il dibattito continuità-discontinuità invece è volto a determinare se lo sviluppo è costituito da cambiamenti graduali e cumulativi o da fasi distinte tra loro. Teorie psicanalitiche La teoria psicanalitica descrive lo sviluppo come prevalentemente inconscio e influenzato dalla sfera emotiva. Freud infatti pensava che in bambini crescendo focalizzassero il loro piacere secondo 5 fasi: orale, anale, fallica, di latenza e genitale. La nostra personalità adulta dipenderà da come risolviamo i conflitti in queste fasi. La fase fallica per esempio è particolarmente importante nello sviluppo della personalità perchè è qui che si manifesta il complesso di Edipo, quindi si manifesta nel bambino sotto forma di un intenso desiderio di sostituirsi al genitore del suo stesso sesso e godere dell’affetto del genitore del sesso opposto. Nella teoria psico-sociale di Erikson invece si sostiene che l’individuo si sviluppi attraverso fasi psico-sociali dove la maturazione del comportamento umano è quindi di tipo sociale e non sessuale come credeva Freud. Erikson enfatizzava l’importanza di tutte le 8 fasi di sviluppo psico-sociale che si susseguono durante tutta la vita. Durante queste 8 fasi si presentano delle

microsistema, contesto in cui vive l’individuo dove avvengono le interazioni più dirette con gli altri, mesosistema, in cui si trovano le relazioni tra microsistemi(familiare e scolastico), ecosistema, quando le esperienze vissute in un contesto sociale influenzano ciò che l’individuo vive nel suo contesto più immediato, macrosistema, la cultura in cui vive l’individuo e cronosistema, include quei cambiamenti causati da eventi ambientali e dalle transizioni che avvengono nel corso della vita.

CAPITOLO 2

La ricerca scientifica si basa sul metodo scientifico , che è un approccio che può essere utilizzato per ottenere informazioni accurate. Per concettualizzare i problemi, i ricercatori si rifanno spesso a teorie esistenti e formulano ipotesi. Una teoria è una serie di idee coerenti e collegate tra loro che aiuta a spiegare un fenomeno e a fare delle previsioni. Un’ipotesi invece è una supposizione o una previsione specifica che può essere verificata per determinarne l’accuratezza. In un metodo scientifico quindi si formula il problema, si raccolgono informazioni, si utilizzano procedure statistiche per comprendere il significato dei dati e si giunge a delle conclusioni. Dalla scelta del disegno di ricerca da pianificare dipende la validità della ricerca stessa. La validità si distingue in più tipi:

  1. Validità interna, corrisponde a quanto il risultato di ricerca è considerato giusto in rapporto alle ipotesi di partenza
  2. Validità esterna, consiste nella possibilità di generalizzare i risultati della ricerca a individui o contesti diversi da quelli considerati
  3. Validità di costrutto, quando il ricercatore che l’ha condotta può escludere che i risultati possano essere spiegati da una teoria diversa da quella di riferimento
  4. Validità ecologica, quando si ha una corrispondenza tra la realtà sottoposta a verifica empirica e quella a cui i risultati dovrebbero essere generalizzati I 3 principali tipi di disegno di ricerca sono:
  5. Descrittiva, l’obiettivo è osservare e registrare un comportamento ma da sola non è in grado di spiegare le cause di un fenomeno. Il metodo descrittivo per eccellenza è l’osservazione naturalistica.
  6. Correlazionale, l’obiettivo è quello di descrivere l’intensità della relazione tra due o più eventi o caratteristiche. I dati che si ottengono dall’osservazione passano attraverso un’analisi per ottenere il coefficenti di correlazione che quindi descrive il grado di correlazione tra le due variabili.
  7. Sperimentale, in questo caso si fa un vero e proprio esperimento in cui l’esaminatore ha il controllo sul chi, cosa, come e quando della ricerca. Un esperimento è una procedura accuratamente regolamentata nella quale i soggetti sono assegnati alle condizioni sperimentali secondo

modalità casuali e in cui uno o più fattori vengono manipolati mentre tutti gli altri rimangono costanti. Gli esperimenti includono due tipi di variabili: dipendenti, quindi che può cambiare durante il corso di un esperimento e indipendenti che una volta influenzato sperimentalmente, influenza altri fattori. I ricercatori possono studiare lo stesso gruppo di soggetti nel corso degli anni o possono prendere due gruppi di età diverse e confrontarli tra loro. Con un approccio longitudinale , quindi gli stessi individui vengono studiati per un certo periodo di tempo, si ha la capacità di valutare i cambiamenti di fenomeni come il linguaggio o comunque quei fenomeni continui. Con un approccio trasversale invece, quindi l’altro, si ha il vantaggio di non dover aspettare che i soggetti crescano o invecchino per completare la ricerca. L’approccio trasversale però implica un rischio chiamato effetto di coorte, infatti prendendo due gruppi di età diverse che appartengono a coorti diverse è possibile pensare che un determinato cambiamento sia dipendente dalla cultura o dalla società e non dagli individui stessi. I dati si possono ottenere da diverse fonti:

  1. Osservazione, in laboratorio o in ambiente naturale ma in entrambi i casi sono sempre sistematiche(dobbiamo sapere il chi, quando, dove e come).
  2. Questionari o interviste, il modo migliore e più rapido per ottenere informazioni dalle persone però sono soggetti a bias cognitivi come acquiescenza e desiderabilità sociale.
  3. Test standardizzato, un test con procedure uniformi per il completamento e l’assegnazione di un punteggio. Solitamente consentono ai ricercatori di fare un confronto tra i risultati ottenuti da due gruppi diversi.
  4. Misurazioni psicofisiologiche, utilizzate per valutare il funzionamento del SNC, del SNA e del sistema endocrino. Es. neuroimaging.

CAPITOLO 3

La genetica comportamentale è quel campo che cerca di determinare l’influenza dei fattori ereditari sulle differenze individuali nelle caratteristiche umane e nello sviluppo. Nello studio dei gemelli si vanno a confrontare le somiglianze degli omozigoti con quelle degli eterozigoti riscontrando che difatti gli omozigoti hanno un corredo genetico più simile rispetto ai dizigoti. Dimostrare infatti che i problemi comportamentali siano prevalenti nei gemelli omozigoti piuttosto che in quelli dei gemelli dizigoti, mostra il ruolo dei fattori ereditari nei problemi comportamentali. Forse è anche perchè i gemelli omozigoti tendono ad essere visti più come una coppia degli altri e tendono quindi a vivere più nello stesso modo lo stesso ambiente.

Il periodo germinale è quel periodo che si verifica nelle prime due settimane dopo il concepimento, dove si ha la creazione dello zigote. In questa fase, il gruppo di cellule che si creano, chiamate blastocisti , sarà quello che poi si svilupperà in embrione e in trofoblasto , quindi quello strato esterno di cellule che fornirà sostegno e nutrizione all’embrione. L’ annidamento , che è invece la fase in cui lo zigote si attacca alla parete uterina, si verifica a circa 11- giorni dal concepimento. Il periodo embrionale va invece dalle 2 alle 8 settimane dal concepimento. Durante questa fase il ritmo della differenziazione delle cellule si intensifica e l’embrione è ora costituito da 3 strati di cellule: l’endoderma, la parte che poi si sviluppa in sistema digestivo e respiratorio, mesoderma, che si svilupperà in sistema circolatorio, ossa, muscoli e sistema produttivo e poi abbiamo l’ectoderma, che invece sarà il sistema nervoso, i recettori sensoriali e l’apparato cutaneo. Sempre in questa fase si sviluppano anche l’amnio (la sacca con il liquido amniotico in cui galleggia l’embrione, che fornisce un ambiente sicuro e caldo), il cordone ombelicale (che contiene due arterie e una vena, necessario al collegamento con la placenta) e la placenta (che invece consiste nell’insieme di tessuti dove i vasi sanguigni del bambino e della mamma si intrecciano ma non si congiungono. Il periodo fetale , ha inizio a due mesi dal concepimento e dura in media sette mesi. In questo periodo il bambino è diventato attivo, muove gambe e braccia. A circa 6 mesi il feto è vitale. La nascita L’ ambiente perinatale è quell’ambiente che circonda il momento della nascita e comprende diversi fattori: le medicine date alla madre, il tipo di parto, le pratiche per farlo avvenire… Il corso di preparazione al parto sembra essere un fattore di protezione dal parto cesareo. Le medicine che si danno alla madre sono principalmente due: l’epidurale(l’anestesia locale) e l’ossitocina, per stimolare le contrazioni uterine. Durante ogni contrazione diminuisce l’apporto di ossigeno che arriva al feto, quindi è necessario avere tecniche precise per aumentare la velocità del decorso del parto come la posizione del feto nell’utero. Una volta nato il bambino è necessario compiere degli accertamenti sulla salute. Viene infatti pesato, pulito e sottoposto a test per comprendere la presenza di problemi di sviluppo. L’ indice di Apgar è il metodo più utilizzato per valutare la salute dei neonati a un minuto e a cinque minuti dalla nascita. Questo valuta il battito cardiaco, la respirazione, il tono muscolare, il colore della pelle e i riflessi del bambino. Per valutare poi con più precisione la salute del bambino si utilizza la scala di valutazione del comportamento del neonato di Brazelton , entro un periodo che va dalle 24 alle 36 ore dalla nascita e valuta principalmente lo sviluppo neurologico del bambino.

Recentemente è stato sviluppato un nuovo sistema di valutazione della salute del bambino, attraverso una scala neurocomportamentale della rete di terapia intensiva neonatale , che ha il compito di misurare i comportamenti del bambino in maniera più dettagliata. Viene utilizzata principalmente per bambini a rischio, come i prematuri o quelli che vengono a contatto con qualche tipo di sostanza. 3 sono i rischi principali dopo la nascita:

  1. Neonati sottopeso alla nascita, pesano meno di 2,5 kg, minore è il peso del neonato e maggiore è la probabilità che nascano con danni cerebrali. Hanno anche più problemi a riscontrare difficoltà di apprendimento e deficit di attenzione.
  2. Neonati prematuri, 3 settimane o prima che la gravidanza abbia raggiunto il suo termine(35 sett o meno). Probabilmente dovuto a abusi di sostanze o stress.
  3. Neonati troppo piccoli per l’età gestionale, quei bambini il cui peso alla nascita è inferiore alla norma tenendo in considerazione la durata della gravidanza. Non sempre però un periodo limitato di gestazione danneggia il neonato perchè comunque il cervello continua a svilupparsi dopo la nascita allo stesso ritmo dello sviluppo intrauterino.

CAPITOLO 4

La crescita segue due tipi di modelli: cefalo-caudale(la crescita prosegue dall’alto verso il basso), prossimo-distale(dal centro del corpo verso le estremità). Una volta che i bambini si sono abituare a deglutire, succhiare e digerire la crescita è più rapida. Man mano che il bambino in età prescolare cresce, la percentuale di aumento del peso e dell’altezza diminuisce. La maggior parte delle volte le variazioni ereditarie sono le più importanti per determinare il fattore della crescita ma anche le esperienze ambientali sono importanti. I bambini di città o di una classe sociale alta tendono ad essere più alti dei bambini di campagna o di classe sociale più bassa. Dopo il rallentamento della crescita in età scolare, la crescita si impenna ancora una volta durante la pubertà , quindi un periodo di maturazione fisica che consiste in cambiamenti ormonali e fisici che si verificano all’inizio dell’adolescenza. La pubertà però non corrisponde all’adolescenza, spesso finisce molto prima che questa inizi. Può andare dai 10 ai 13 anni e mezzo. L’inizio anticipato della pubertà è dovuto probabilmente ad una salute e alimentazione migliori. Il menarca per esempio è considerato normale se si presenta tra i 9 e i 15 anni. Il momento in cui la pubertà comincia è programmato nei geni di ciascun essere umano. Anche i fattori ambientali però, come influenze familiari o stress, possono anticipare la comparsa e la durata della pubertà.

Una mielinizzazione più avanzata è correlata a capacità cognitive verbali e non, più avanzate e l’allattamento al seno è stato descritto come un meccanismo che promuove lo sviluppo cognitivo producendo una mielinizzazione migliore rispetto all’alimentazione artificiale. Durante l’adolescenza le connessioni tra neuroni vengono potate , quindi si avranno meno connessioni neurali ma più efficaci e selettive di quante non ne avessero da bambini. La corteccia prefrontale che è il punto più estremo del loro frontale è implicata nel ragionamento e nella presa di decisioni e non termina la sua maturazione fino all’inizio dell’età adulta. Ma l’amigdala , sede invece delle emozioni come la rabbia, matura prima della corteccia prefrontale. Infatti uno studio ha riportato come esista una correlazione positiva tra il volume dell’amigdala e la durata del comportamento aggressivo degli adolescenti durante interazioni con i genitori. La corteccia prefrontale non essendo del tutto matura non è in grado di permettere agli adolescenti di controllare queste emozioni. Il sonno I bambini dormono in media dalle 16 alle 17 ore. L’ insonnia notturna dei bambini dipende principalmente dall’eccessivo coinvolgimento genitoriale nelle interazioni che hanno a che fare con l’addormentamento degli infanti. Il maggior tempo passato da svegli è correlato a fattori intrinsechi come il pianto o il chiasso diurno ma anche da fattori estrinsechi come l’ansia da separazione dalla madre, l’allattamento al seno e il dormire con i genitori. Il sonno REM è il più interessante dal punto di vista dei ricercatori. Questo nell’infanzia permette la rielaborazione delle stimolazioni ottenute durante la veglia e contribuisce allo sviluppo del sistema nervoso centrale. La diminuzione del sonno REM nel corso della prima infanzia quindi potrebbe spiegarsi con la maturazione del cervello e con il fatto che l’infante una volta più vigile può ricevere un numero maggiore di stimolazioni durante lo stato di veglia senza il bisogno di ricorrere all’autostimolazione del sonno REM. Durante il sonno può avvenire quell’evento chiamato sindrome della morte improvvisa, dove il neonato cessa di respirare durante la notte e improvvisamente muore. Questa diminuisce quando gli infanti dormono sulla schiena o usano un ciucco per dormire… Sviluppo motorio Arnold Gesell scopri che i neonati e i bambini imparano a compiere azioni motorie in un ordine preciso e in specifici periodi di tempo. Questo avviene grazio al manifestarsi di un certo piano genetico. Esther Thelen infatti nella teoria dei sistemi dinamici cerca di spiegare come i comportamenti motori sono eseguiti per percepire e agire. Quando i bambini sono motivati nel fare qualcosa è possibile che sviluppino un nuovo comportamento motorio che è dato dalla combinazione di diversi

fattori che includono lo sviluppo del sistema nervoso, le proprietà fisiche del corpo… La visione sistematica infatti, è una visione combinata perchè si ritiene che anche un’azione apparentemente singola come il movimento in realtà derivi dall’unione combinata di diverse parti in relazione tra loro. Quindi la teoria dei sistemi dinamici non crede che lo sviluppo motorio sia un processo passivo ma piuttosto un processo dove il neonato crea attivamente un’abilità per raggiungere un determinato obiettivo all’interno di limiti posto dal corpo(sviluppo del sistema nervoso, non può camminare se il cervello è piccolo) e dall’ambiente(regole). Il neonato inoltre è dotato di riflessi. Quindi di reazioni istintive a degli stimoli, o meglio, meccanismi di sopravvivenza geneticamente tramandati che permettono ai bambini di rispondere al loro ambiente attraverso l’adattamento prima ancora di cominciare ad apprendere. 4 sono i riflessi più importanti:

  1. Riflesso di rooting , avviene quando si accarezza la guancia di un bambino, il bambino si gira dalla parte dove è stato toccato in uno sforzo di trovare qualcosa da succhiare
  2. Riflesso di suzione , avviene quando i neonati cominciano a succhiare automaticamente un oggetto che è stato loro messo in bocca.
  3. Riflesso di moro , avviene in risposta a un suono o un movimento improvviso e intenso, il bambino arcua la schiena, getta all’indietro la testa e tende braccia e gambe verso l’esterno.
  4. Riflesso di prensione , avviene quando qualcosa viene a contatto con il palmo della mano, il bambino stringe forte la mano attorno a ciò che lo tocca. Tutti e 4 i riflessi tendono a scomparire dopo i 3-4 mesi di vita, l’ultimo è un esempio di come alcuni riflessi vengono poi incorporati con il tempo in azioni volontarie più complesse, infatti il neonato impara a afferrare in maniera volontaria. Le abilità grosso-motorie sono quelle abilità che comportano un’ampia attività muscolare, come muovere un braccio o camminare. Per riuscire a compiere queste attività il requisito fondamentale è quello di un controllo posturale. La postura è un processo dinamico legato a informazioni sensoriali. Senza la postura il bambino se fa da nculo. Con la crescita del bambino aumentano le abilità che il bambino è in grado di svolgere, la guida fisica attraverso un approccio specifico o dando solamente loro la possibilità di muoversi senza limiti comporta nei bambini uno sviluppo precoce di determinate abilità rispetto a quelli che subiscono un trattamento diverso. In età scolare il movimento all’interno di un’ambiente diventa automatico, anche grazie ad uno spirito di avventura che acquistano intorno all’età di 5 anni.

Quando guardiamo e ascoltiamo qualcosa, facciamo esperienze di questo come un episodio unitario grazie alla percezione intermodale , che implica l’integrazione delle informazioni provenienti da due o più modalità sensoriali. Queste capacità sono innate ma migliorano considerevolmente attraverso l’esperienza.

CAPITOLO 5

JEAN PIAGET

Piaget pensava che noi creiamo delle strutture mentali che ci aiutano ad adattarci al mondo circostante. In questa ottica sono fondamentali diversi processi:

  1. Schemi , le azioni o le rappresentazioni mentali che il cervello crea per organizzare la coscienza. Questi possono essere di due tipi in base all’età dello sviluppo del bambino: schemi d’azione(prima infanzia), si organizzano le azioni compiute sulla realtà o schemi simbolici/ mentali(seconda infanzia) dove con la comparsa del pensiero e del linguaggio si formano schemi in cui quella realtà viene rappresentata e le azioni conservate sono azioni interiorizzate.
  2. Invarianti funzionali , meccanismi alla base dei processi cognitivi biologicamente predeterminati di funzionamento generale dell’organismo, che governa tutte le azioni della persona, non varia con l’età e è presente in tutti gli esseri viventi. Non sono comportamenti osservabili ma bensì principi generali che sottostanno ai comportamenti e che agiscono in forma immutata.
  3. Assimilazione , un processo in virtù del quale il bambino incorpora ogni nuova informazione proveniente dalla realtà esterna.
  4. Accomodamento , meccanismo secondo cui i bambini modificano i propri schemi per adattarli alle caratteristiche delle informazioni ed esperienze nuove assimilate.
  5. Equilibrazione , processo che permette di raggiungere l’equilibrio cognitivo integrando in totalità unificate e stabili le varietà di esperienze vissute. Quindi è quel processo continuo e dinamico in cui il sistema si autocorregge. Il bambino riceve nuove informazioni, entra in disequilibrio assimilandole e si riequilibra attraverso il processo di accomodamento.
  6. Organizzazione , il modo in cui i bambini danno senso al loro mondo, quindi il raggruppamento di comportamenti e pensieri, in sistemi di ordine superiore(costruzione olistica). Gli stadi di Piaget Per Piaget gli individui percorrono 4 stadi di sviluppo, ciascuno dei quali è legato all’età e consiste in modi diversi di pensare. Lo stadio ha 5 caratteristiche precise: individua cambiamenti qualitativi, in ogni stadio gli schemi di trasformano, gli stadi si integrano gerarchicamente(i

vecchi schemi non sono abbandonati ma accorpati a quelli nuovi), gli stadi rispettano un ordine logico, il passaggio da uno stadio all’altro è graduale.

- Stadio sensomotorio Dura dalla nascita fino ai 2 anni circa. Durante questo stadio gli infanti si costruiscono una comprensione del mondo coordinando esperienze sensoriali con azioni fisiche e motorie. Il bambino infatti conosce il mondo in base agli schemi d’azione che si crea e quindi alle attività motorie che lo mettono in relazione con la realtà. 6 sottostadi:

  1. Riflessi innati , primo mese dopo la nascita, sensazioni e azioni sono primariamente ordinate attraverso comportamenti riflessi
  2. Prime abitudini e reazioni circolari primarie , da 1 a 4 mesi, coordina le informazioni sensoriali e forma due tipi di schemi: l’abitudine, basato su un riflesso che diventa completamente indipendente dal suo stimolo elicitante e la reazione circolare, un meccanismo di fissazione dell’esperienza attraverso la ripetizione che sfocia in un nuovo comportamento.
  3. Reazioni circolari secondarie , tra i 4 e gli 8 mesi d’età, l’infante diventa più orientato verso gli oggetti e le azioni che vengono ripetute sono rivolte verso l’ambiente. Il bambino può urtare per caso il sonaglio sopra la culla e allora ripete questa azione solo per il fascino che provoca in lui e per far durare di più lo spettacolo interessante che sta vivendo.
  4. Coordinazione delle reazioni circolari secondarie , tra gli 8 e i 12 mesi, le azioni diventano ancora più dirette verso l’esterno. L’infante deve coordinare vista e tatto e infatti i cambiamenti significativi di questo stadio coinvolgono la coordinazione degli schemi e l’intenzionalità. Un carattere cruciale oltre all’intenzionalità è l’inclinazione dell’infante a cercare un oggetto nascosto in un luogo familiare piuttosto che in uno nuovo. L’ errore A-non B , descrive proprio l’errore che compiono in bambini nel cercare l’oggetto nel luogo in cui si è trovato in precedenza piuttosto che in un posto nuovo in cui è stato messo.
  5. Reazioni circolari terziarie , tra i 12 e i 18 mesi, i bambini sono affascinati dalle molte caratteristiche degli oggetti e tutto quello che ci possono fare. Le reazioni circolari terziarie difatti sono schemi in cui il bambino esplora intenzionalmente nuove possibilità con gli oggetti. In questo stadio si segna il punto di partenza della curiosità umana.
  6. Interiorizzazione degli schemi , tra i 18 mesi e i 24 mesi, il bambino inizia a usare simboli rudimentali. Il simbolo difatti è un’immagine sensoriale interiorizzata o una parola che rappresenta un evento. Il simbolo permette di pensare ad una cosa senza percepirla o utilizzarla. Per Piaget durante questi 6 sottostadi si sviluppa la capacità di permanenza dell’oggetto. Quindi la comprensione che gli oggetti e gli eventi possono esistere anche quando non possono essere toccati, visti o sentiti. Il modo

- Stadio operatorio concreto Va dai 7 agli 11 anni. Segna il passaggio dal dominio della percezione al dominio della logica, si passa dal pensiero intuitivo al pensiero logico (consiste nella coordinazione di punti di vista differenti tra loro che possono appartenere a individui diversi oppure allo stesso individuo). In questo stadio i bambini possono compiere operazioni concrete circa gli oggetti che li circondano, quindi azioni mentali reversibili interiorizzate, coordinate e accorpate in strutture d’insieme. Il bambino mentre compie un’azione comprende anche che ne esiste una inversa(nozione di conservazione). Si introduce però anche il concetto di dècalage orizzontale , quindi il pensiero che esista una differenza nel momento in cui compaiono alcune forme di conservazione come il numero(prima) piuttosto che il peso o il volume(dopo). Una capacità importante che si acquisisce in questo stadio è quella di classificare gli oggetti e di considerare le loro relazioni. Quindi la capacità di individuare proprietà invarianti in oggetti diversi e di paragonare la classe con le sue sottoclassi senza confonderle. Prima i bambini preoperatori non creavano classificazioni ma collezioni: figurali(più pezzi fanno un treno) o non figurali(caramelle e dolci). Nel processo di classificazione quindi si utilizzano dei principi derivanti dal pensiero logico: la seriazione , quindi la capacità di ordinare gli oggetti in base a una proprietà quantificabile da essi condivisa in misura diversa e la transitività , coinvolge la capacità di ragionamento e di combinazioni di tipo logico, quindi se esiste una relazione tra il primo e il secondo e una tra il secondo e il terzo, allora esiste una relazione anche tra il primo e il terzo. - Stadio operatorio formale Va dagli 11 ai 15 anni. Si passa oltre alle operazioni concrete e si pensa in modo più astratto. Gli adolescenti usano il ragionamento ipotetico- deduttivo , quindi sviluppano ipotesi e sistematicamente deducono o concludono quale sia il miglior percorso da seguire per la soluzione. Ed è in grado di fare questo grazie alla coordinazione di operazioni logiche e e alla logica delle proposizioni , quindi l’adolescente è in grado di operare non solo su oggetti ma anche sulle affermazioni che collegano fatti. L’assimilazione infatti domina il quarto stadio e più tardi nell’adolescenza, si accomodano le conoscenze acquisite con quelle possedute in precedenza. Gli adolescenti cambiano anche in altri modi il loro modo di pensare. L’ egocentrismo adolescenziale infatti consiste proprio nell’aumentata coscienza di sè, che si riflette sulla convinzione da parte degli adolescenti ch gli altri siano interessati a loro e al loro senso di unicità e invincibilità, quanto lo sono loro stessi. Questo tipo di egocentrismo è diviso in 2 tipi di pensiero sociale: pubblico immaginario , si riferisce alla tendenza tipica dell’egocentrismo di assumere comportamenti per richiamare l’attenzione a sè, e la fiaba personale , che comprendendo il senso di unicità ci fa pensare

di essere diversi da tutti e che nessuno può veramente comprenderci. Talvolta infatti come risultato di questo senso di unicità gli adolescenti tendono ad inventare storie piene di fantasie immergendosi in un mondo che è ben diverso dalla realtà. Gli adolescenti mostrano spesso anche un senso di invulnerabilità , come se le tragedie che succedono agli altri a loro non potessero mai succedere. Questa invulnerabilità è divisa in due dimensioni secondo molti studiosi: al pericolo, rappresenta la loro tendenza ad assumersi rischi e psicologica, quindi nei confronti dei loro sentimenti. Piaget usò un metodo clinico-critico, quindi mise insieme metodi diversi che da soli non sarebbero riusciti a spiegare sufficientemente il fenomeno dello sviluppo. Scoprì inoltre che il cambiamento cognitivo avviene più facilmente se il contesto è strutturato in modo da permettere un graduale movimento al livello successivo più alto. LEV VYGOTSKIJ Per lui le funzioni mentali hanno connessioni sociali. Credeva infatti che lo sviluppo cognitivo dipendesse dagli strumenti messi a disposizione dalla società e la loro mente prende forma a partire dal contesto culturale in cui vivono. L’evoluzione della mente perciò dipendeva dalla creazione di funzioni psichiche superiori che si creavano grazie al linguaggio e alla funzioni psichiche inferiori. Il linguaggio infatti per Vygotskij oltre a essere metodo di comunicazione rappresenta un vero e proprio strumento interno che guida il pensiero visto come linguaggio interiorizzato(per l’autoregolazione del sè). Introduce dunque il concetto di mediatori simbolici , quindi sistemi di segni appresi non per imitazione o condizionamento ma come il prodotto di uno sviluppo storico culturale che guidano le attività sociali, le interazioni e il comportamento del singolo. Linguaggio e pensiero si sviluppano singolarmente per poi unificarsi. Per Vygotskij lo sviluppo cognitivo è il risultato delle interazioni del bambino con persone più competenti che trasmettono gli strumenti necessari per l’attività intellettuale. La zona di sviluppo prossimale (ZPD) è infatti il termine utilizzato da vygotskij per riferirsi alla differenza tra il livello di sviluppo effettivo di in un individuo e il suo livello di sviluppo potenziale, che si potrebbe esprimere se il compito fosse risolto con le indicazioni e i suggerimenti di un altro soggetto più competente. Da qui si arriva al concetto di scaffolding , che significa graduare il livello di supporto e fa riferimento al fatto che nelle interazioni sociali le differenze fra i partecipanti si risolvono in un’azione reciproca. Il tipo e il grado di supporto quindi ovviamente dipenderà dal compito e dal bambino.

bambini viene chiesto di premere un bottone nel momento in cui si presenta lo stimolo. Esistono 3 meccanismi che si mettono in moto nella creazione dei cambiamenti nelle capacità cognitive dei bambini:

  1. Codificazione , quindi il processo per il quale le informazioni passano nella memoria
  2. Automaticità , la capacità di elaborare informazioni con poco o nessuno sforzo
  3. Costruzione di una strategia , la creazione di nuove modalità per l’elaborazione dell’informazione L’elaborazione di informazioni dei bambini è caratterizzata dall’auto-modifica che dipende dalla metacognizione. Analogamente con Piaget, si individuano capacità e limitazioni cognitive in vari momenti dello sviluppo ma se Piaget vedeva lo sviluppo come un evento improvviso che avviene in diversi stadi con brevi tempi di transizione l’uno dall’altro, gli psicologi dello sviluppo che adattano l’approccio sopraindicato, vedono gli individui sviluppare gradualmente una maggiore capacità d’elaborazione delle informazioni che permette loro di acquisire conoscenze e abilità sempre più complesse. Inoltre in questo approccio si prende una posizione più dominio-specifica circa la dimensioni psicologiche che influenzano lo sviluppo come l’attenzione, la memoria e il pensiero. ATTENZIONE La messa a fuoco di risorse mentali. Ci sono diversi modi attraverso il quale si può distribuire l’attenzione:
  • Attenzione selettiva, focalizzarsi su un aspetto specifico dell’esperienza considerato rilevante
  • Attenzione divisa, concentrarsi su più di un’attività contemporaneamente
  • Attenzione sostenuta, abilità di mantenere l’attenzione su uno stimolo per un prolungato periodo di tempo.
  • Attenzione esecutiva, l’azione di pianificare e distribuire l’attenzione ai diversi obiettivi Nel primo anno di vita l’attenzione è denominata processo di orientamento, che implica quindi il dirigere l’attenzione a localizzazioni potenzialmente importanti nell’ambiente e il passare in ricognizione gli oggetti. Nell’infanzia è importante anche il concetto di attenzione congiunta , quindi in cui individui diversi focalizzano l’attenzione sullo stesso oggetto o evento e richiede l’abilità di identificare la traiettoria del comportamento dell’altro, il dirigere l’attenzione di una persona e avere un’interazione reciproca. Si inizia ad osservare tra i 7 e gli 8 mesi ma non è prima della fine del primo anno che l’abilità può essere osservata frequentemente. Solitamente quando caregiver e infante si impegnano in episodi di attenzione congiunta è più facile che il bambino inizi a parlare prima perchè aumenta considerevolmente l’abilità del bambino di imparare dagli altri.

Nella seconda infanzia avvengono i cambiamenti più importanti nell’attenzione. I bambini fanno progressi soprattutto nell’attenzione esecutiva e in quella sostenuta. Alcune strutture neurali coinvolte nell’attenzione come la formazione reticolare si continuano a sviluppare fino alla pubertà e questo spiega i cambiamenti nella durata attentiva durante la seconda infanzia. I bersagli dell’attenzione sono generalmente dettati da stimoli esterni. Nell’ adolescenza invece si migliora notevolmente l’attenzione divisa, il cosiddetto multitasking, che se da una parte espande le informazioni a disposizione degli adolescenti e forza il cervello a condividere le risorse elaborate, dall’altra l’eccesso può ridurre l’attenzione sul compito chiave e necessario. MEMORIA Ritenzione di informazioni nel tempo. Codificare, immagazzinare e recuperare sono i tre processi fondamentali necessari alla memoria. La memoria a breve termine è un sistema di memoria con una limitata capacità di ritenzione delle informazioni, intorno ai 15-30 secondi. Questa può contenere solo pochi chunk alla volta, quindi poche unità di informazioni che riescono ad essere elaborate insieme. La memoria a lungo termine invece è un tipo di memoria relativamente permanente e illimitata. Si possono ritrovare all’interno di questa due tipi di memoria: semantica e episodica. La memoria episodica è quella in cui sono racchiusi i ricordi connessi ad uno specifico contesto spaziotemporale in cui sono avvenuti gli eventi a cui si riferiscono. Esiste un sotto insieme della memoria episodica che è quella biografica , quindi quella che contiene le esperienze personali significative che hanno il focus sul sè, sul soggetto che ricorda questi eventi. É bello parlare di ricordo congiunto quindi quel tipo di ricordo condiviso con altri individui che ti da la conferma del senso di appartenenza a una storia comune e che rafforza quindi l’identità delle persone coinvolte. La memoria semantica invece è quel tipo di memoria che contiene la rappresentazione dei concetti e delle loro relazioni, quindi tutte le conoscenze che si formano con l’aiuto dei processi di astrazione. La working memory invece è un banco di lavoro mentale dove gli individui manipolano e assemblano le informazioni mentre prendono decisioni e comprendono il linguaggio scritto e orale. Questa è formata da 3 elementi fondamentali : il loop fonologico, il taccuino visuo-spaziale e l’esecutivo centrale. Il loop fonologico si occupa di ricevere le informazioni sensoriali e immagazzinarle per la ripetizione, il taccuino visuo-spaziale accumula invece le informazioni visive e spaziali mentre l’esecutivo centrale monitora e controlla il sistema perchè questo vada a decidere quali informazioni devono essere immagazzinate oppure no.