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Riassunto Psicologia dello sviluppo del linguaggio, De vescovi - esame d'Amico, Prove d'esame di Psicologia Del Linguaggio E Della Comunicazione

esame professoressa d'Amico riassunto DI tutti i capitoIi PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO .corso di laurea magistrale psicologia .università dell'aquila (univaq) 1° anno

Tipologia: Prove d'esame

2014/2015

In vendita dal 22/06/2015

mauped
mauped 🇮🇹

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D’AMICO, DEVESCOVI PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO
Approcci teorici allo sviluppo del linguaggio:
-APPROCCIO INNATISTA: Grammatica universale Noam Chomsky
-Approccio emergentista: meccanismo dominio generali comuni Jhon Stuart Mill,
-TEORIA SOCIOCOSTRUTTIVISTA: processi di costruzione sociale della conoscenza
Vygotskij, Bruner,
APPROCCIO INNATISTA: Fa riferimento ai modelli di grammatica generativa di Chomsky, per cui il
linguaggio umano è qualcosa di speciale, superiore e diverso dalle altre specie ( facoltà specie specifica)
1) infinità discreta. Il linguaggio è un sistema in cui un numero finito di unità può essere combinato in
infiniti modi, così da permettere un numero infinito di messaggi.
-esistono regole e principi che impongono dei limiti ai modi in cui le unità discrete possono combinarsi.
2) ricorsività è la proprietà di alcune regole di essere applicate indefinitamente al proprio risultato,
generando frasi .
Chomsky sostiene che il linguaggio sia biologicamente determinato, cioè espressione di una
dotazione genetica propria degli esseri umani, anche se riconosce che alcune componenti dell'esecuzione
(fonetica, fonologia, semantica, pragmatica) siano riconducibili ad altri sistemi cognitivi comuni ad altre
specie animali. (FLB)
SISTEMI COMUNI= facoltà del linguaggio in senso lato (FLB) e avrebbero il ruolo di interfacce tra la
facoltà di linguaggio in senso stretto (FLN), esclusivamente umana, acquisita per mutazione genetica
di tipo saltazionista.
La FLN deriverebbe dalla riassegnazione alla comunicazione di strutture originariamente destinate ad
altre funzioni.
Conoscenze e procedure linguistiche sono dominio specifiche, cioè operano solo all'interno del
linguaggio, costituendo la "grammatica universale": i principi comuni a tutte le lingue
(nomi- verbi-aggettivi, agentività, e concordanze tra riferimenti distanti)à lo stato iniziale della facoltà di
linguaggio ( c’è infinità ricorsività gentività)
Questo modello cognitivo è quindi di natura modulare in quanto ogni sistema funziona con modalità
specifiche, è accessibile in modo limitato, e associato a un'architettura neuronale fissa.
Egli sostiene che ogni lingua sia il risultato dell'incontro tra lo stato iniziale del sistema linguistico
(rete) e l'esperienza (interruttori). Il compito del bambino nel processo di acquisizione del linguaggio
sarebbe quello di posizionare gli interruttori in modo da rendere lo stato finale del proprio sistema
corrispondente alla lingua parlata nel suo ambiente.
Secondo Chomsky classificano il linguaggio con prove o evidenze positive, negative dirette negative ( che
le parole sono della lingua che si sta acquisendo) ma le evidenze non sono utili
In quest’ottica, anche gravi deficit sensoriali hanno solo effetti minimi sull'acquisizione del linguaggio: non
vedenti e non udenti sviluppano il linguaggio in maniera simile a tutti gli altri.
Alcuni ritengono che le facoltà di linguaggio sia attivata dall' "innesco", per il quale il sistema ha bisogno
di pochissime evidenze per assegnare il giusto valore ai parametri universali: l'apprendimento sarebbe
istantaneo. Altri ritengono che si tratti di un processo più ponderato di verifica di ipotesi attraverso la
ricerca di regolarità distribuzionali.
Pinker à"nicchia cognitiva" costruita dall'Homo sapiens per contrastare i sistemi di difesa degli altri
organismi, utilizzando ragionamento causale e comportamento cooperativo.
Questi fattori avrebbero esercitato sulla specie umana le pressioni evolutive necessarie allo sviluppo del
linguaggio, come mezzo più efficace per lo scambio di informazioni in una società complessa
à una coevoluzione di cognizione, socialità, e linguaggio x la comunicazione.
APPROCCIO EMERGENTISTA: Ha radici filosofiche nel pensiero di Stuart Mill, per il quale :
le proprietà di un sistema superano la somma delle sue parti.
L'approccio epigenetico o costruttivista associato a Piaget sostiene che le conoscenze sono il risultato
dell'interazione fra le strutture attuali del sistema cognitivo e le caratteristiche del mondo fisico, tramite il
sistema sensomotorio. Tale interazione modifica la struttura cognitiva in modo tale che le conoscenze
emergenti non sono riconducibili alla somma dei due sistemi.
Recentemente il concetto di emergentismo viene usato nell'approccio delle reti neurali e delle teorie
connessioniste, che sottolineano come le strutture linguistiche emergano da processi di apprendimento
probabilistico.
Linguaggio=è una facoltà nuova costruita con strutture vecchie cognitive/sociali che avevano funzioni div.
Ci sarebbe quindi qualcosa d’innato che rende possibile il linguaggio, ma non un dispositivo specializzato e
dominio specifico che si è sviluppato esclusivamente x il linguaggio.
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D’AMICO, DEVESCOVI – PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO

Approcci teorici allo sviluppo del linguaggio:

- APPROCCIO INNATISTA: Grammatica universale Noam Chomsky - Approccio emergentista: meccanismo dominio generali comuni Jhon Stuart Mill , - TEORIA SOCIOCOSTRUTTIVISTA: processi di costruzione sociale della conoscenza

Vygotskij, Bruner,

APPROCCIO INNATISTA: Fa riferimento ai modelli di grammatica generativa di Chomsky , per cui il linguaggio umano è qualcosa di speciale, superiore e diverso dalle altre specie ( facoltà specie specifica) 1) infinità discreta. Il linguaggio è un sistema in cui un numero finito di unità può essere combinato in infiniti modi, così da permettere un numero infinito di messaggi.

  • esistono regole e principi che impongono dei limiti ai modi in cui le unità discrete possono combinarsi. 2) ricorsività è la proprietà di alcune regole di essere applicate indefinitamente al proprio risultato, generando frasi. Chomsky sostiene che il linguaggio sia biologicamente determinato , cioè espressione di una dotazione genetica propria degli esseri umani, anche se riconosce che alcune componenti dell'esecuzione (fonetica, fonologia, semantica, pragmatica) siano riconducibili ad altri sistemi cognitivi comuni ad altre specie animali. (FLB) SISTEMI COMUNI= facoltà del linguaggio in senso lato (FLB) e avrebbero il ruolo di interfacce tra la facoltà di linguaggio in senso stretto (FLN) , esclusivamente umana, acquisita per mutazione genetica di tipo saltazionista. La FLN deriverebbe dalla riassegnazione alla comunicazione di strutture originariamente destinate ad altre funzioni. Conoscenze e procedure linguistiche sono dominio specifiche , cioè operano solo all'interno del linguaggio, costituendo la "grammatica universale": i principi comuni a tutte le lingue (nomi- verbi-aggettivi, agentività, e concordanze tra riferimenti distanti)à lo stato iniziale della facoltà di linguaggio ( c’è infinità ricorsività gentività) Questo modello cognitivo è quindi di natura modulare in quanto ogni sistema funziona con modalità specifiche, è accessibile in modo limitato, e associato a un'architettura neuronale fissa. Egli sostiene che ogni lingua sia il risultato dell'incontro tra lo stato iniziale del sistema linguistico (rete) e l'esperienza (interruttori). Il compito del bambino nel processo di acquisizione del linguaggio sarebbe quello di posizionare gli interruttori in modo da rendere lo stato finale del proprio sistema corrispondente alla lingua parlata nel suo ambiente. Secondo Chomsky classificano il linguaggio con prove o evidenze positive, negative dirette negative ( che le parole sono della lingua che si sta acquisendo) ma le evidenze non sono utili In quest’ottica, anche gravi deficit sensoriali hanno solo effetti minimi sull'acquisizione del linguaggio: non vedenti e non udenti sviluppano il linguaggio in maniera simile a tutti gli altri. Alcuni ritengono che le facoltà di linguaggio sia attivata dall' "innesco", per il quale il sistema ha bisogno di pochissime evidenze per assegnare il giusto valore ai parametri universali : l'apprendimento sarebbe istantaneo. Altri ritengono che si tratti di un processo più ponderato di verifica di ipotesi attraverso la ricerca di regolarità distribuzionali. Pinker à "nicchia cognitiva" costruita dall'Homo sapiens per contrastare i sistemi di difesa degli altri organismi, utilizzando ragionamento causale e comportamento cooperativo. Questi fattori avrebbero esercitato sulla specie umana le pressioni evolutive necessarie allo sviluppo del linguaggio, come mezzo più efficace per lo scambio di informazioni in una società complessa à una coevoluzione di cognizione, socialità, e linguaggio x la comunicazione. APPROCCIO EMERGENTISTA : Ha radici filosofiche nel pensiero di Stuart Mill , per il quale : le proprietà di un sistema superano la somma delle sue parti. L'approccio epigenetico o costruttivista associato a Piaget sostiene che le conoscenze sono il risultato dell' interazione fra le strutture attuali del sistema cognitivo e le caratteristiche del mondo fisico, tramite il sistema sensomotorio. Tale interazione modifica la struttura cognitiva in modo tale che le conoscenze emergenti non sono riconducibili alla somma dei due sistemi. Recentemente il concetto di emergentismo viene usato nell'approccio delle reti neurali e delle teorie connessioniste, che sottolineano come le strutture linguistiche emergano da processi di apprendimento probabilistico. Linguaggio= è una facoltà nuova costruita con strutture vecchie cognitive/sociali che avevano funzioni div. Ci sarebbe quindi qualcosa d’innato che rende possibile il linguaggio, ma non un dispositivo specializzato e dominio specifico che si è sviluppato esclusivamente x il linguaggio.

La teoria evoluzionista adattazionista dimostra che alcune strutture del cervello ora implicate nel linguaggio fossero anticamente associate al controllo motorio (gangli basali), confutando perciò la tesi innatista. à programmi di ricerca basati sulle reti neurali. Si tratti di un sistema flessibile. Vi sono più unità interconnesse con stati di attivazione, alcune ricevono imput ed altre output ed ognuna h un suo peso. Il Competition Model (di Bates e MacWhinney) assume che l'elaborazione del linguaggio sia un processo interattivo in cui il mapping fra forme superficiali e significati sottostanti viene mediato dalla collaborazione o competizione fra indizi linguistici la cui validità (validity)e importanza variano da una lingua all'altra .availability (regolarità) e reliability (affidabilità). Nel modello emergentista le forme e costruzioni grammaticali emergono dall'uso tramite un processo statistico di apprendimento. (probabilità che un evento a sia seguito da un evento b).Prova di ciò è che nei primi mesi i neonati discriminano tutti i suoni possibili, mentre già a 1 anno solo quelli della lingua a cui sono esposti. TEORIA SOCIOCOSTRUTTIVISTA : di (Vygotskij, Bruner, e Cole), evidenzia il ruolo svolto dal mondo sociale nell'architettura della mente individuale. I processi cognitivi, compreso il linguaggio, sarebbero prodotti socioculturali la cui natura va ricercta nella rete dei rapporti sociali e degli scambi comunicativi. cognizione x Tomasello à come sociale , individuando la peculiarità della specie Sapiens nel possedere una mente le cui caratteristiche sono frutto di un'impresa congiunta, collettiva e culturale. Lontano sia dal riduzionismo biologico che dall'innatismo radicale, natura e cultura seguirebbero il principio di doppia evoluzione congiunta , responsabile della nostra specie. Anche Tomasello si pone in una prospettiva evoluzionista riconoscendo nel linguaggio un cambiamento qualitativo importante nella specie Sapiens (uso di strumenti, tradizioni, simboli, pratiche sociali): i soli 6 mila anni che lo separano dalle scimmie antropomorfe sarebbero un tempo troppo breve per una normale evoluzione biologica basata su variazione genetica e selezione naturale. Egli sostiene perciò che la trasmissione sociale/culturale sia il solo meccanismo biologico noto che può produrre tali cambiamenti in breve tempo. àil linguaggio e gli altri sistemi simbolici costituiscono il prodotto culturale dell'interazione tra individui, gruppi e generazioni. Il tratto propriamente umano sarebbe l'azione cooperativa fondata sull'intenzionalità condivisa , una forma ultrasociale se paragonata agli altri animali. Il passaggio critico dell'evoluzione sarebbe quello dai richiami delle grandi scimmie (gestuali e vocali), all'uso di atti comunicativi umani (additare e mimare). Inizialmente le vocalizzazioni x accompagnare i gesti(ridondanza). L'aspetto vocale sarebbe diventato sempre+autonomo, anche x comunicare a distanza o liberare le mani. Tomasello individua 3 motivazioni comunicative sviluppate progressivamente nell'evoluzione: 1) Richiedere 2) Informare e offrire aiuto 3) Condividere. Tra emittente e ricevente esiste un terreno di conoscenze condiviso. à meccanismi dominio-generali per costruire oltre al linguaggio, anche altre abilità sociocognitive. In particolare la possibilità del linguaggio si baserebbe sulla lettura delle intenzioni comunicative (dimensione funzionale) e l' individuazione di configurazioni nell'input (dimensione grammaticale). A 9 mesi nel bambino compare la capacità di leggere le intenzioni altrui, insieme al gesto dell'indicazione. Questo momento è cruciale poiché segna la sua crescita come essere culturale. Per spiegare come il bambino arrivi da una partecipazione comunicativa, alla dimensione astratta del linguaggio indica **4 processi:

  1. Intention-Reading e Cultural Learning** : associazioni convenzionali di forma-funzione 2) Schematization e Analogy : costruzioni sintattiche astratte per analogia 3) Entrechment e Pre-emption : limitazione strutture astratte a quelle convenzionalmente adeguate alla lingua 4) Functionally Based Distributional Analysis : categorie pragmatice come nomi e verbi. à le strutture linguistiche emergono dall'uso , attraverso meccanismi di imitazione e ripetizione che implicano meccanismi sociocognitivi dominio-generali. In sintesi, Nel linguaggio si verifica una continua interazione tra processi cognitivi e sociali. Possiamo riconoscere delle predisposizioni innate , senza dover sposare una posizione innatista forte. Le neuroscienze cognitive suggeriscono che quando osserviamo un evento, ne siamo attori, o ne elaboriamo un enunciato linguistico, nel sistema cerebrale vengono reclutati gli stessi sistemi percettivi, motori e socioemozionali. Su queste basi, il linguaggio va considerato incarnato (nel sensomotorio) e situato (nel contesto). L' Embodiment theory integra efficacemente spunti e approcci diversi.

rappresentazione semantico-lessicale e processamento sintattico. Essi hanno dunque una difficoltà nel processare l'informazione acustica che cambia rapidamente, e ciò può comportare effetti a cascata sullo sviluppo del linguaggio orale e poi anche scritto. 3) IL RUOLO DEL GESTO Bates, Camaioni e Volterra rilevano una continuità tra azioni, gesti e linguaggio. Lo studio delle persone sorde e della lingua dei segni ha evidenziato che avviene una transizione da un sistema di segni alla lingua. La prima forma di comunicazione intenzionale compare intorno ai 9 - 13 mesi con un sistema di gesti, vocalizzazioni e parole: richiesta ritualizzata, dare, mostrare, indicare (gesti performativi e deittici). I gesti deittici esprimono l'intenzione comunicativa di chiedere o attirare l'attenzione su un oggetto o evento che può essere recuperato dall'interlocutore solo nel contesto. L' indicazione compare più tardi e svolge un ruolo particolare.( Piaget )àsulla formazione del simbolo, Werner e Kaplan hanno rilevato il graduale passaggio dei bambini dalla manipolazione di oggetti reali, al gioco con oggetti sostitutivi o senza oggetti ( giochi di finzione ). Far finta à giochi simbolici, rappresentativi, o referenziali, hanno una relazione molto stretta con l'emergere delle prime parole,poiché nascono all'interno di interazioni con adulti e hanno contenuto semantico stabile. (Gesti rappresentativi o iconici = telefonare, ballare allargare le mani +) qualcosa che sta x altro. Dove Il referente è dato dal gesto. Quindi referente e ricevente hanno lo stesso piano semantico. Spesso i gesti e le parole derivano e si riferiscono ad azioni che il bambino compie direttamente col proprio corpo, e sono prodotti in situazioni di routine con l'adulto. Gradualmente si decontestualizzano, fino a sostituirsi al referente stesso e diventare atti simbolici. Il ruolo dell'interazione adulto-bambino è fondamentale e discriminante per il prevalere della modalità vocale in seguito. Ricerche dimostrano sostanziali analogie nello sviluppo comunicativo e linguistico di bambini udenti e non essi raggiungono le stesse fasi,alla stessa età,indipendentem. ad esposizione a lingua vocale o dei segni. Con l'aumentare dell'età, aumenta la complessità di gesti e azioni sia da un punto di vista motorio che cognitivo. Il repertorio lessicale si espande rapidamente da circa 20 parole a 15 mesi a 66 parole a 18 mesi: da questo momento il numero di parole prodotte è molto più alto del numero di gesti. Tuttavia, l'azione precede le prime forme linguistiche sia gestuali che vocali , confermando a livello ontogenetico il ruolo centrale del sistema motorio nella costruzione del sistema concettuale. Sia il gesto rappresentativo che la parola sono atti simbolici. La stretta connessione tra azione, gesto e linguaggio è confermata dal comune substrato neurale dei neuroni specchio , attivato sia nell'elaborazione del linguaggio che delle azioni significative.

  • potrebbere essere la base neuronale x lo sviluppo del linguaggio. L'ipotesi dei neuroni specchio sarebbe il presunto anello mancante che collega le abilità dei nostri antenati primati con l'uomo moderno. I neuroni specchio si attivano solo in presenza di un’ azione finalizzata a raggiungere un obiettivo , e ciò indica che implicano un processo automatico e inconscio di simulazione motoria. In quest'ottica, la comprensione di parole è il ponte tra la produzione di gesti e quella delle parole. La combinazione di gesto e parola precede e prepara la successiva combinazione di due parole. Leroi-Gourhan sostiene che i progenitori dell'Homo sapiens usassero già una forma di comunicazione gestuale complessa. Per Corballis , questo protolinguaggio era composto di gesti manuali ed espressioni facciali , e la transizione da questa modalità a quella vocale è stata graduale. I gesti, dapprima come azioni e dopo come proto-simboli, costituirono la prima forma di comunicazione.

Gesti e parole condividono una base biologica e uno spazio concettuale comune , così come l'attivazione di programmi motori mano-bocca associati a specifici oggetti o azioni. Studi dimostrano gli stessi vincoli motori nei gesti rappresentativi di bambini udenti e sordi, con una graduale transizione da un uso più concreto (mimico e manipolativo) a uno più astratto e convenzionale. L'uso dei gesti è collegato allo sviluppo cognitivo, motorio e linguistico raggiunto dal bambino. Tendenza a produrre spontaneamente gesti rappresentativi à la produzione del gesto aiuta a ricreare il contesto in cui è stata acquisita la parola à le rappresentazioni motorie danno rinforzo alle rappresentazioni linguistiche. àaiutano il denominare

4) COMUNICAZIONE PRELINGUISTICA Individuiamo 2 importanti transizioni evolutive nella comunicazione: 1) da non intenzionale a intenzionale 2) da gestuale a verbale. Secondo Johnson e Morton , la preferenza dei neonati per figure simili alle facce dipende da un meccanismo sotto-corticale ( CONSPEC ) già presente alla nascita. Verso i 2 mesi emerge un meccanismo corticale ( CONLEARN ) che risponde alle facce in modo preferenziale rispetto ad altri stimoli. à l'organizzazione neurocognitiva iniziale non sia costituita da moduli, ma vada modularizzandosi nel corso del tempo grazie alle interazioni. Il neonato è socialmente attivo tramite comportamenti di pianto, sorriso e altre espressioni facciali, ed è capace di imitare espressioni facciali degli adulti. Tali scambi sono pseudo-dialoghi di tipo diadico e dipendono dalla capacità e volontà dell'adulto di assumere anche il ruolo del bambino con un coinvolgimento emotivo profondo (intersoggettività primaria). Questa comunicazione è 1) preintenzionale , in quanto il bambino funziona come partner comunicativo senza esserne consapevole, mentre l'adulto raccoglie i suoi segnali e li reciproca. 2 ) Interazione diadica. (a due bambino e adulto) Dai 6 mesi compare 3) l' interazione triadica , cioè viene incluso un oggetto o evento su cui si comunica tramite episodi di attenzione condivisa (intersoggettività secondaria). Essa implica il monitoraggio visivo operato dal bambino sulla direzione dello sguardo dell'adulto, e smentisce dunque il presunto egocentrismo nell'infante. Successivamente il bambino sviluppa una crescente consapevolezza della relazione tra sguardo/gesto dell'adulto e oggetto/evento guardato, diventa cioè capace di attribuire allo sguardo e al gesto dell'adulto una natura referenziale. Poco dopo emerge il riferimento sociale , in cui il bambino si fida dell'informazione fornita dall'altro, base della cooperazione sociale. La coordinazione dell'orientamento verso un oggetto/evento con l'orientamento verso un'altra persona è una tappa importante dello sviluppo comunicativo, poiché consente di stabilire un fuoco di (4) attenzione condiviso esterno alla diade , ed è quindi la base per trasformare qualsiasi oggetto/evento in un argomento di comunicazione. comunicazione intenzionale = 9-10 mesi compare la vera e propria, che è una tappa cruciale in quanto gli stessi comportamenti come pianto, sorriso, e vocalizzi, sono prodotti intenzionalmente per uno scopo comunicativo , sono cioè diretti all'altro per raggiungere particolari obiettivi. Distinguiamo tra 2 tipi di comunicazione : 1) richiestiva , che implica la capacità di rappresentarsi l'adulto come un agente capace di azioni, 2) dichiarativa , più avanzata, in cui l'adulto è rappresentato anche come soggetto di atteggiamenti mentali. I primati non umani e i bambini autistici utilizzano solo la comunicazione richiestiva e non mostrano interesse per l'interlocutore come scopo. COMUNICAZIONE NON VERBALE à SORRISO E VOCALIZZI: Il neonato e il lattante sorridono spontaneamente durante le fasi di sonno REM ( sorriso endogeno ), 0 - 2 mesi compare il sorriso esogeno in risposta a stimoli sensoriali, ( voce e volto umano) 3 mesi il sorriso sociale , come risposta selettiva al comportamento di adulti familiari. Sviluppo fonologico : con maturazione del tratto vocale, controllo movimento organi coinvolti ( direzione prossimo-distale)e memoria di lavoro( memoria fonoarticolatoria, dell’articolazione di quel suono). FEEDBACK ACUSTICO :processo che fa si che i primi suoni, inarticolati e grossolani come grandi respiri, pianti ruttini, (riflesso vegetativo, di tipo fisiologico) si articolino e diventano gemiti, e poi comunicazione. Nelle prime settimane il lattante produce solo questi suoni vegetativi e legati al pianto. Gradualmente i suoni pre-pianto iniziano a essere prodotti anche negli stati di benessere, e compaiono le prime reazioni circolari vocaliche, in cui ripete i suoni (gorgoglii, strilli, vocali) e ci gioca. Questo poichè si genera un piccolo meccanismo di piacere che si tende a riprodurre, quindi da automatico si ha un meccanismo volontario di riproduzione del suono. ( sordi non hanno ciò, perché non si ascoltano) 0 - 2 mesi = suoni riflessi, disagio ( pianto) vegetativi ( degluzioni e ruttini) - giochi vocalici Tra 2-3 mesi compaiono le prime imitazioni vocaliche col genitore, mentre dopo i 5 mesi compaiono i suoni consonantici. 7 mesi compare la lallazione canonica composta dalle stesse sillabe riprodotte, i cui suoni sono prodotti solo per piacere ed esercizio alla lingua madre. Poiché compare in relazione con la reduplicazione di movimenti del corpo, la lallazione va inclusa all'interno dell'attività ritmica ( la motricità del bambino nel primo anno di vita). SILLABA: unità tra consonante e vocale, unità minima della parola

- 10 - 12 mesi compare la lallazione variata e le proto-parole , che assumono un significato specifico in

COMBINAZIONI CROSS- MODALI Gesti + parole e/o vocalizzazioni = intento comunicativo. il contorno intonazionale delle vocalizzazioni permette di interpretare + chiaramente l’intenzione comunicativa del bambino TIPI DI COMBINAZIONI:

- equivalenti à _DICE acqua e INDICA la bottiglia. Gesto + parole si rinforzano a vicenda

  • complementari_ à _specifica con il gesto la parola cui si riferisce. INDICA E DICE FIORE
  • supplementari_ à veicolano significati diversi. DICE NONNA E INDICA IL TELEFONO (chiamarla) SIGNIFICATI COMBINAZIONI CROSS-MODALI _- RICORRENZA : Gesto richiedere + altro
  • NEGAZIONE : fa il gesto Non c’è + e dice pappa
  • AGENTE-AZIONE : indica e dice scotta
  • LOCAZIONE : indica libro + dice giu
  • POSSESSO: indica le scarpe e dice mamma
  • PROPRIETA’ DI X : indica il cane e dice grande_
  1. PARLARE AI BAMBINI Sistema di supporto x l’acquisizione del linguaggio =Funzione di tutor che svolge l’adulto che parla al bambino. à per Bruner. Fino a circa 3 anni le madri parlano al bambino in un modo particolare, detto “motherese” (o child directed speech CDS): una versione semplificata della lingua, caratterizzata da frasi brevi, ripetizioni e tono molto alto(+picc)in cui soprattutto la melodia cattura l’attenzione del bambino. La prosodia si accompagna a espressioni facciali e gesti che sottolineano l’aspetto affettivo della comunicazione. Questi adattamenti sembrano assolvere nel cds a 2 funzioni:
  2. analitica (aiutare nell’elaborazione del materiale) 2) socioaffettiva (veicolare stati affettivi). Evidente è la presenza di vezzeggiativi, diminutivi, onomatopee, semplificazioni e l’uso del nominativo in terza persona da parte della madre per riferirsi sia al bambino che a se stessa. Via via che il bambino migliora le sue abilità linguistiche diminuisce la funzione affettiva e aumenta quella informativa, si amplia la varietà lessicale e l’uso di parole non riferite al contesto immediato. La “contingenza semantica”= è la replica della madre a un’espressione del bambino che tende a prolungare lo scambio per mantenere un argomento di conversazione condiviso. à l’uso dei gesti simbolici (input gestuale) favorisce l’apprendimento dei nomi di oggetti. La madre usa gesti deittici (mostrare) e rappresentativi di tipo convenzionale(fare no con la testa), rari invece i gesti enfatici tipici degli adulti (agitare le mani). FINALITA’ DELL’USO DI UN LINGUAGGIO SEMPLIFICATO = non è intenzione pedagogica poiché viene usato anche rivolgendosi a neonati, anziani e animali,
  3. Ipotesi del feedback: (cross) capacità di comprensione e produzione linguistica. il basso livello di comprensione da parte del bambino attiverebbe un linguaggio semplificato nella madre
  4. Ipotesi conversazionale: andamento a turni. Le madri sarebbero interessate non tanto al modo, ma al fatto stesso di parlare con bambini per garantirgli di agire in una comunicazione.
  5. Ipotesi multifattoriale: discorso materno influenzato sia dal feedback + aspettative su una conversazione. Le modificazioni linguistiche operate DAI VARI INTERLOCUTORI : àpadri: lessico +vario raro, frasi interrogative ( meno domande a risp. Chiusa), finalizzate a dirigere l’attenzione del bambino, funzione di controllo (comandi in forma imperativa o con allusioni). Inoltre i padri hanno più difficoltà a comprendere i messaggi e spesso interrompono. àmadri: + enunciati, comandi in forma + convenzionale(xfavore), + commenti - il bimbo usa più gesti IPOTESI DEL PONTEài ruoli dei due genitori complementari nel processo di acquisizione del linguaggio. (i padri più complessi mentre le madri più facilitanti ) àfratelli maggiori : a 4 anni usano il motherese con quelli + piccoli, à fine discriminazione tra interlocutori. conversano con i fratelli meno rispetto alla madre,+brevemente, con scarsa funzione supportiva, ignorano parti,stimolando uno sforzo xchiarire il messaggio. Sono direttivi:+domande,+espansioni e riformulazioni
  • Nel contesto urbano di classe media della cultura europea e nordamericana, l’interazione in famiglia è molto centrata sul bambino, con uno specifico codice linguistico.
  • In altre culture invece non ci sono adattamenti specifici, il linguaggio è prevalentemente direttivo,non si solecitano e in alcuni casi addirittura non si parla ai bambini finché essi stessi non iniziano a parlare. Il CDS non è quindi universale e i bambini imparano a parlare con la stessa facilità e rapidità anche in sua assenza. L’enfasi posta nelle diverse culture su nomi o verbi dipende, oltre che dai diversi modelli di interazione sociale, anche dai vincoli delle lingue stesse. L’approccio sociocostruttivista sostiene che l’adulto svolga il ruolo di “Scaffolding” (supporto) per l’acquisizione linguistica del bambino. stile comunicativo “DIDATTICO”(conversazionale/ interattivo) = La migliore opportunità di apprendimento input caratterizzato dalla + ampia varietà di produzioni linguistiche adeguate al suo livello di competenza: consiste in un maggior uso di descrizioni e richieste di informazioni, ed è centrato sulle iniziative del bambino attraverso l’uso di espansioni/riformulazioni e descrizioni/denominazioni. (Espansioni + commenti) stile comunicativo DIRETTIVO : ( o/e intrusivo) uso di comandi cambi di argomenti, mancato riconoscimento iniziative = sviluppo linguistico+ lento e disarmonico. ( ordini + imperativi ) Nelson à stili di acquisizione : dipendono sia da fattori individuali che contestuali : 1) referenziale (nominale, analitico), + interessati al mondo degli oggetti ( 1 – femm -­‐ ricchi) descrizione realtà 2) espressivo (pronominale, olistico) + orientati verso le relazioni sociali ( 2 – masch-­‐ pov) x dirigere il comportamento à specifiche caratteristiche temperamentali ( emotive vs attentive) possono influenzare lo sviluppo linguistico in termini quantitativi e qualitativi In ogni caso un temperamento facile, con affettività positiva e buone capacità attentive favorisce uno sviluppo linguistico più avanzato, mentre comportamenti inibitori e inattentivi si associano a un linguaggio più povero. BAMBINI CON SVILUPPO ATIPICO à Spesso genitori con stile direttivo e meno responsivi
  • bambini Down :L’input bimodale (sia verbale che gestuale) correla positivamente con la produzione gestuale,ma negativamente con la produzione di parole. Le madri parlano come in una seduta didattica - bambiniconDSL il tipo di replica ottimale sono le espressioni semanticamente contingenti, che inglobano ciò che il bambino intende dire offrendogli la versione corretta. - bambini sordi è raccomandabile includere la modalità espressiva visuo-gestuale. Le madri udenti usano un linguaggio semplificato, sono più direttive e usano forme dirette di controllo con molti imperativi
  • Intervento àProgramma IT TAKES TWO TO TALK = Terapia genitori x imparare le strategie di interazione - FUNZIONE DEL LINGUAGGIO à affettiva (poi decresce) = incoraggiamenti e punizioni à informativa (poi aumenta) = domande e descrizioni

M apping sounds to meanings à Dai 6 mesi il bambino è in grado di abbinare suoni arbitrari ai significati, realizzando una loro mappatura.

àSecondo alcuni autori il bambino nasce dotato di vincoli cognitivi , ossia un insieme di

principi che lo guidano nel processo di apprendimento che limitano il potenziale valore referenziale di un nuovo termine dal punto di vista percettivo e linguistico.

  1. P rincipio della mutua esclusività à limita le interpretazioni che si possono dare alle parole, in modo da attribuire a ciascun referente una sola parola

2) Principio dell’attribuzione rapida di significato à l’ampliamento del lessico avviene

tramite l’attribuzione di parole nuove a oggetti nuovi di cui il bambino non possiede il nome

3) V incolo dell’oggetto integro à un nome associato a un oggetto nella sua interezza,

4) Vi ncolo tassonomico àfa si che il nuovo nome sia assegnato a un’intera categoria.

Secondo Carey e Bartlett

à i vincoli innati sono dovuti ad un rapido apprendimento relazione parola- significato

l’apprendimento di parole avviene in 2 fasi: 1) fast mapping (legame provvisorio e analogico tra parola e referente) 2) slow mapping (completamento del significato, e categoria ontologica). L’intero processo può impiegare fino a 6 mesi e solo se le parole sono ripetute con una certa frequenza l’acquisizione diviene stabile. In ogni caso il processo di associazione suono-significato è lento e fortemente legato alla possibilità di verifica e sperimentazione in un contesto socialmente condiviso. In una prima fase si utilizzerebbero criteri di tipo funzionale - dopo criteri percettivi o formali. 3 teorie sui processi di acquisizione del significato e categorizzazione delle conoscenze: 1) Semantic feature (BASE SEMANTICA) ài significati delle parole sono stabiliti combinando le caratteristiche percepite nell’ambiente. 2) Functional core (NUCLEO FUNZIONALE) la formazione del concetto dipende dalla formazione di una funzione. ( caratteristica di movimento) 3) Associative and prototypic complex (COMPLESSI ASSOCIATIVI E PROTOTIPICI) ogni successivo uso di una parola parte da qualche caratteristica o è associato a un concetto centrale tra 9 - 12 mesi : 1. tappa sviluppo lessicale à la produzione delle 1 parole insieme alla discriminaz. percettiva di pattern linguistici associati in modo sistematico a configurazioni di significato. 3 - 5 anni 2. Tappa balzo àapprendimento intraverbale ( costruzione conoscenza semantica di una parola attraverso altre)à crescita del vocabolario 6000 parole à comprensione legame suono-significato 10 - 12 mesi il bambino usa solo categorie fonetiche rilevanti per la sua lingua, mentre quelli inutilizzati verranno perduti, ma il sistema fonologico è aperto e flessibile fino ai 7 anni. La frequenza con cui certi suoni si presentano guida il bambino nelle regole fonotattiche della sua lingua. Si rileva inoltre una continuità tra struttura sillabica, luogo, modo di articolazione e lunghezza vocalica del babbling , e quella delle prime parole. à relazione tra prime parole e lallazione : teoria motoria dello sviluppo preverbale à teoria dell’imput offerto dall’ambiente dove ha luogo la lallazione (articulatory filter hypothesis) Nel primo anno di vita il bambino costruisce i propri schemi preverbail di articolazione, per poi iniziare a organizzare regole in base a una cristallizzazione ed espansione controllata. Qui si assiste all’emergenza del sistema, che verrà poi articolato con vere regole fonologiche.

  • i bambini continuano a produrre vocalilzzazioni e lallazioni anche dopo la produzione di parole a conferma di una gradualità e continuità tra lo stadio prelessicale e lo sviluppo del vocabolario. à capacità di coordinare la vocalizzazione con lo sguardo materno. I bambini cominciano a usare vere parole nel momento in cui appaiono i gesti deittici e poi rappresentativi, e ciò dimostra il raggiungimento della capacità simbolica (nei giochi di finzione).

Ogni bambino possiede il proprio vocabolario personale, con parole legate al suo contesto (familiari, oggetti, animali, cibi, routine sociali, ecc), e con specifici intenti sociali. Il graduale processo di decontestualizzazione si verifica sia per le parole che per i gesti : da un uso molto legato al contesto e a situazioni specifiche, si arriva a un uso simbolico e referenziale , dove la parola si sostituisce del tutto al referente. COMPRENSIONE PAROLE = a partire dal contesto (15-17 mesi significato anche senza contesto) Solo verso i 2 anni le parole sono comprese realmente , cioè a prescindere dal contesto: la loro comprensione dipende dal contenuto delle memorie lessicali e dalla rappresentazione del contesto del discorso. In ogni caso le parole comprese sono di più di quelle prodotte.

  • 2 anni si verifica l’ “esplosione del vocabolario”, cioè un incremento del ritmo di

acquisizione delle nuove parole,sia in produzione che in comprensione.

Sviluppo In 2 fasi:

1)fase di acquisizione in contesti ristretti + 2)fase di espansione rapida del vocabolario

Il fenomeno dell’esplosione àè legato a importanti sviluppi cognitivi , cioè lo shift da

un meccanismo di acquisizione per associazioni, a un meccanismo referenziale

(capacità di categorizzare gli oggetti e formare rappresentazioni di schemi fonetici).

à funzione strumentale produzione diretta alla realizzazione di uno scopo come x i

gesti, anche le prime parole .successivamente si amplia e assume una

à funzione informativa.

La relazione tra sviluppo lessicale (parole) e semantico (significati) è strettamente mediata da fattori cognitivi, linguistici e socioemotivi. In una prima fase le parole hanno valore polifunzionale e polisemantico, una stessa con uso sia strumentale che dichiarativo,mostrando fenomeni di ipo-generalizzazione (cane = solo Fuffy), e iper-generalizzazione (cane = tutti gli animali). Indipendentemente dalla lingua, fino ai 36 mesi o le 200 parole, i bambini producono soprattutto nomi ( noun bias ), e solo quando il vocabolario raggiunge le 400 unità, usano in modo stabile proposizioni, aggettivi e avverbi. Ciò si spiega col fatto che i nomi si riferiscono a elementi più definiti e stabili percettivamente, mentre con i verbi richiede à maggiore maturazione cognitiva. Dai 3 anni vengono aggiunte fino a 10 parole al giorno, fino ad arrivare a 5 anni a 6000 parole. Ciò indica una sofisticata comprensione concettuale e categoriale. Le caratteristiche ritmiche e prosodiche forniscono indizi importanti su dove collocare i confini di una parola (il riconoscimento della prosodia sembra essere presente già nel feto). lessico psicologico à Dai 2 anni (parole che si riferiscono a desideri, percezioni, emozioni), il quale indica la formazione di una teoria della mente. Riferimenti al passato o futuro. Inizialmente globale e indifferenziato, verso i 3 anni si specifica e articola, includendo la soggettività dei desideri. + relazioni tra desideri ed emozioni. Feldman ànei primi anni gli stati mentali esistono solo come espressione di atteggiamenti verso il mondo, mentre poi diventano oggetti di pensiero attraverso un meccanismo ricorsivo. Tomasello à sostiene che il cambiamento nel pensiero psicologico infantile consiste nell’ evoluzione del concetto di persona : dalla corrispondenza tra le parti del proprio corpo e quelle dell’altro, oggettivizzazione,e attribuzione di stati mentali propri e altrui. i modelli psicologici di persona, da intuitivi ed impliciti divengono astratti ed espliciti Bates àsostiene che esista un continuo interscambio tra le nozioni di sé, di altro, e l’acquisizione del sistema linguistico. Devescovi e D’amico ài primi riferimenti agli stati interni riguardano espressioni di percezioni di riferimenti a desideri giudizi ed emozioni e stati fisiologici, ultimi cognizioni e comunicazioni à si apprendono prima i nomi ( più semplici perche sempre stabili) poi i verbi ( diff. xche invece cambiano sempre a seconda dell’azione). + nomi à + verbi dopo

Proponiamo una lettura funzionalista/emergentista delle fasi ( o transizioni) :

1) formazione delle prime combinazioni di parole (linguaggio telegrafico) olofrasi

2) esplosione della grammatica (grammaticalizzazione)

3) evolversi della complessità frasale (ricorsività) ( sintassi)

4) riorganizzazione della grammatica. x efficacia della coesione interfrasale del discorso

àL’esperienza senso motoria della transitività costituisce l’incorporazione della formazione

delle prime combinazioni di parole.

COMPETITION MODEL = modello teorico che tiene conto della variabilità delle lingue.

Assegna centralità ai meccanismi di acquisizione linguistica ( lessicale e grammaticale)

su vari livelli, tempi e di sviluppo e gradi di intensita’.

Alla base dell’elaborazione linguistica vi è una relazione diretta di mapping tra una forma linguistica e la sua funzione.

àRIPETIZIONE MONOLOGICA O AUTORIPETIZIONE (ripetere il linguaggio dell’adulto)

è un’importante fonte di input uditivo e propriocettivo finalizzato a diversi scopi di padronanza:

1) con modifica fonologica di una parola - sorbegi = forbici à padronanza lessicale

2) con aggiunta morfologica: e mette = e mette i l’acquaà padronanza morfologica

3) con aggiunta di elemento argomentale: padronanza argomentale

4) con aggiunta del verbo: padronanza sintattica.

Fino ai 3 anni le autoripetizioni si collocano all’interno dell’enunciato, mentre a 4 anni fra due

enunciati contigui. Imitazione e ripetizione infantile sia dialogica che monologicaà hanno la

funzione di esercitare strutture non ancora consolidate.

Frase à comunicazione scritta, che descrive gli aspetti grammaticali del linguaggio. L’ Enunciato à una sequenza di parole preceduta o seguita da una pausa.(frase = verbo + sogg) E’ definibile anche dall’intonazione, cioè dalle variazioni della frequenza o del tono vocale associate a unità di significato. L’enunciato è dunque ogni espressione linguistica pienamente significativa e realizzata con un’intonazione comunicativa (es. Ah!). SEMPLICE o COMPLESSO Studi mostrano che i bambini elaborano fin dai primi giorni di vita le informazioni prosodiche del linguaggio (emisfero destro), e già prima di parlare sanno esprimere vocalmente intenzioni comunicative attraverso la modulazione melodica delle vocalizzazioni. 4 FASI SVILUPPO LINGUISTICO Nelle prime produzioni dei bambini sono frequenti protoforme o elementi fonetici indifferenziati, mentre le forme intonative adulte (articolazione informativa e linearizzazione), compaiono quando il vocabolario del bambino comprende almeno 100 parole.

  • FINE 1 anno = enunciati di una sola parola, olofrasi ( idiosincratici e mutevoli nel tempo)
  • FINE 2 anno = enunciati con più di una parola
  • parola perno + parola contenuto ( bagno + no)
  • parola + aggettivo ( conoscono almeno 200 parole) à linguaggio telegrafico : è frequente nelle prime fasi di sviluppo, è costituito da stringhe di parole non flesse e prive di funtori , (agg.,pronomi)nell’ordine canonico, ma ha caratteristiche diverse in base dalla specifica lingua.

L’italiano si limita a parole contenuto (nomi, aggettivi, + raramente verbi), omettendo i funtori.

  • a 3 anni , se il vocabolario comprende 400 parole compaiono i primi enunciati di 3 e + parole

cambiamenti quantitativi sulla LME, con uso + frequente di verbi e funtori. uso di clausole o

preposizioni ( i primi nuclei frasali, predic+argom) e tempi verbali presenti o participio passato.

à misura della lunghezza media dell’enunciato (LME) = indice globale x valutare la

complessità linguistica in termini quantitativi in base al numero degli elementi in essa contenuti.

( 5 stadi) fino 3 anni.

x evitare i problemi tra le differenze linguistiche si effettua il conteggio totale delle parole.

à 20 mesi deissi di persona , il sistema di riferimenti è estremamente semplificato

(io/tu/nome) : insieme dei pronomi e della morfologia verbale, x un riferimento alle persone e ruoli.

Bates à ipotizza 3 fasi del processo di acquisizione del sistema di riferimenti di persona:

  • cambio relazione tra forme linguistiche e ruoli semantici – funzioni grammaticali – e/o conversazionali

il processo va da una relazione uno a uno tra forma e funzione, fino a una relazione molti a

molti, in cui ciascuna forma può servire diverse funzioni e viceversa essere espressa con

forme diverse.

In quest’ottica i sistemi di referenza sarebbero una finestra sullo sviluppo sociocognitivo e il

concetto di sé e degli altri.

à referenza contrastiva : nella 2 fase, una stessa forma può svolgere + funzioni, e stessa

funzione rappresentata da + di una forma.es. voglio, vuoi

à referenza paradigmatica : a 3 anni : padronanza del sistema di relazioni tra forme linguistiche e i

costrutti semantico- pragmatici della referenza deittica di persona. L’uso del verbodiventa sempre più consistente, la LME aumenta, gli enunciati si arricchiscono di funtori. Appare il fenomeno della ricorsività (uso di una clausola come argomento di un’altra. Es. ho pensato di fare un viaggio per vedere...). – compaiono frasi relative per spiegare i dettagli. Subordinate argomentali esplicite, con verbo di modo finito che esprime cogniz,percz e comunicazione Compare anche il tempo imperfetto nei giochi di finzione e narrazione e fantasia.

  • Verso i 4 anni inizia un nuovo periodo di transizione dove prevalgono le informazioni

sintattiche e pragmatiche del linguaggio.

àsi verifica il passaggio dalla grammatica frasale a quella interfrasale (discorsiva):

morfologia : passaggio da uso deittico a quello anaforico morfologia libera.

Comprensione. Passaggio da strategie interpretaz. globali vs locali delle infomorfosintattiche.

Sintassi : incremento connettivi interfrasali

à fattori socio-pragmatici (capacità di tener conto del punto di vista interlocutore, tdm).

àil contesto fisico si riduce di importanza mentre ne acquista il contest discorsivo.

Lo sviluppo del linguaggio è quindi in continua interazione tra modalità pragmatiche

(sistemi di referenza), funzioni grammaticali, e strutture sintattiche.

LO SCHEMA DELLE STORIE : la struttura e lo sviluppo delle storie. è una conoscenza astratta e predittiva à acquisita spontaneamente con l’esposizione ai testi, à dice quali sono le info nelle storie e l’ordine àc’è un inizio, sviluppo, finale, evento, protagonista, ambientazione.

Nel testo narrativo vengono ricordate meglio le storie che presentano tutte le categorie

(inizio, sviluppo, finale) nell’ordine corretto, a 4 anni i bambini possiedono un rudimentale

schema delle storie.. se c’è un deficit queste storie sono incoerenti

INFERENZE : DI Connessione ( mettono in relazione le info nel testo)

Di Integrazione ( integra le sue conoscenze con quelle nel testo).

I processi inferenziali indispensabili alla comprensione del testo:

1) identificano le appropriate relazioni tra parti di testo

2) attivano conoscenze sul mondo date per implicite.

Nessun testo rende esplicita tutta l’informazione che trasmette, perciò il testo può venire

compreso solo se chi legge o ascolta è in grado di recuperare dalla memoria a lungo termine

l’informazione necessaria per costruire una rappresentazione semantica coerente.

Le cause di una difficoltà nel generare inferenze possono essere

1) nella memoria di lavoro 2) nell’accessibilità alle conoscenze pregresse.

INIBIZIONE DELLE INFO IRRILEVANTI: Il controllo delle informazioni presenti in memoria di

lavoro implica processi di tipo sia attentivo che inibitorio : impedisco a queste info l’accesso

alla memoria di lavoro, e ne riducono il livello di attivazione.

le informazioni sono rilevanti o meno solo in riferimento al contesto in cui sono inserite.

Fino agli 8 anni i bambini tendono a preferire l’interpretazione letterale (automatica):

successivamente, quelli con buona capacità di comprensione sceglieranno quella figurata.

METACOMPRENSIONE à Il monitoraggio della comprensione si sviluppa durante la s cuola elementare, ed è il primo passo per attuare strategie riparatorie. Le abilità metacognitive migliorano la comprensione del testo àe l’esposizione ai testi migliora a sua volta le abilità metacognitive. Il peso delle varie componenti implicate nella comprensione di testi varia con l’età: all’inizio si basa più sulle conoscenze linguistiche che consentono di capire parole, frasi e semplici relazioni, poi con la scolarizzazione aumenta la generazione di inferenze e il monitoraggio della comprensione stessa.

La produzione di testi richiede anche processi non coinvolti nella comprensione:

1) la scelta delle informazioni da trasmettere, da omettere (concettualizzazione)

2) la valutazione degli scopi della produzione (formulazione grammaticale) in relazione al

contesto e al destinatario

3) la scelta del registro verbale (articolazione).

Levelt à cosa avviene nella mente prima e dopo la produzione del messaggio verbale :

1 fase prelinguistica

2 fase linguistica

3 fase finale di articolazione in cui si produce il messaggio (il contorno intonazionale)

compiti in ambito evolutivo x la produzione di testi Nei compiti di retelling al bambino viene raccontata una storia e poi gli viene chiesto di raccontarla Nei compiti di Telling à viene chiesto di produrre una storia nuova basandosi su immagini. La produzione di una storia ben formata e completa avviene verso i 6 anni.

Bruner sostiene che una buona storia include anche lo scenario della coscienza ,

cioè una considerazione degli stati soggettivi dei personaggi:

ciò avviene verso i 5 anni parallelamente allo sviluppo della teoria della mente.

ADULTO: La lettura congiunta di libri con il bambino già dai 2 anni ha effetti positivi

sullo sviluppo linguistico, alfabetizzazione e successo accademico e aumenta

l’interesse x i testi e abitudini

àattività di denominazione e predicazione, ponendo domande, fornendo strategie,

favorendo riflessioni e facendo compiere inferenze.

à gli scambi dialogici possono andare oltre il testo e il messaggio esplicito

à riflessione su conoscenze precedenti per comprendere il testo

à l’adulto suggerisce i punti del testo sui quali porsi delle domande

Bruner sostiene una tendenza spontanea della mente umana per dare forma

all’esperienza tramite le narrazioni (p ensiero narrativo: comune a tutti gli esseri

umani, x comunicare esperienze e significati). à finalità comprensione e interpretazione

Nell’evoluzione della persona, il linguaggio servirebbe primariamente al pensiero narrativo.

COLLABORAZIONE TRA BAMBINI : con diverse abilità di comprensione à poi lavorerà da solo

à Frith: lettura e scrittura hanno un andamento non coincidente.es. cerco di scrivere come suona la parola ,

in una fase iniziale i bambini leggono visivamente e scrivono fonologicamente. la lettura traina la scrittura

àCaravolas : i bambini che apprendono un ortografia con elevata regolarità fonema-­‐grafema imparano a

scrivere + velocemente di quelli con irregolare.

Scrivono meglio anche perché è più facile acquisire una corretta decodifica fonologica.

à correlazioni importanti tra accuratezza di lettura e scrittura, suggerisce che le due abilità siano

strettamente connesse , poiché basate su regole di conversione (grafema-­‐fonema e fonema-­‐grafema).

Lettere ( configurazioni che si riconoscono con un’elaborazione visuospaziale) àapprendimento con

memorizzazione visiva e fonologica

sono coinvolte, Anche abilità dominio generali come le funzioni cognitive di :

controllo esecutivo, inibizione, switching attentivo e memoria di lavoro

permettono una regolazione e coordinamento tra processi di + basso livello

facilitano il passaggio da una regola di conversione all’altra

inibiscono associazioni e anticipazioni attivate dal testo o dalle figure ( es. non individuo la parola a partire

dalle prime lettere, ma esploro l’intera sequenza prima)

Un Suo malfunzionamento è spesso alla base dei deficit di apprendimento di lettura, scrittura, aritmetica e

comprensione del testo.

Abilità dominio specifiche connesse all’apprendimento della lingua scritta :

à consapevolezza fonologica, (pensare alle parole separando suono e linguaggio)

àdenominazione rapida automatizzata (RAN)

à attività visuospaziali.

I bambini in età prescolare usano il suono delle parole in modo inconsapevole,automatico, come mezzo per arrivare al significato: è con la scrittura che il suono delle parole diventa consapevole (consapevolezza fonologica). Sillaba : formata da nucleo ( la parte centrale,spesso una vocale con attorno le consonanti) Rima : nucleo + coda, un unità intrasillabica + piccola di una sillaba e + grande del fonema Fonema : unità minima sonora del parlato : modifica il suono di una parola 3 annià il bambino mostra già un qualche tipo di consapevolezza fonologica nel riconoscimento delle rime e delle filastrocche. Poiché è in grado di analizzare i suoni delle parole -­‐consapevolezza acquisita prima della scolarizzazione e di imparare a leggere -­‐grazie alle filastrocche il bambino apprende a scindere le parole in unità + piccole àpredice i riconoscimenti di rime. L’ ipotesi del nucleo fonologico” per la dislessia , sostiene che l’insuccesso nell’apprendimento della corrispondenza tra grafemi e fonemi, dipenda dal mancato sviluppo della consapevolezza fonologica.

  • consapevolezza in lingue traparenti, + capacitò di individuare sillabe e fonemi, la relazione tra lettura e consapevolezza è + stabile nel tempo x le ortografie opache, rispetto alle trasparenti consapevolezza fonologica è predittiva della capacità di scrittura, rispetto alla lettura RAN : compito cognitivo molto complesso di denominazione rapida automatizzata di matrici di 4 - 5 stimoli come numeri colori oggetti. in cui si coordinano molte abilità cognitive di tipo attentivo visivo e articolatorio,+ l’accesso lessicale àne predice la velocità Anche alcune abilità visuospaziali sono importanti per l’apprendimento della lingua scritta: **1) analisi e memorizzazione visiva delle forme (orientamento nello spazio o sequenza)
  1. integrazione visivo-uditiva ( diff nell’associazione lettere a suono o altre lettere)
  2. analisi seriale visiva**. cognitivi sottostanti. ( diff nell’analisi di pagine di testo) consapevolezza fonologica e ran à predittori apprendimento lingua scritta (Ran: lettura e velocità) ( consapevolezza fonologica : correttezza ortografica )

10) RISCHIO E PATOLOGIA

Si evidenziano 3 tipologie di rischio per lo sviluppo ottimale del linguaggio : relazionati

Fattore di rischio à legato alla predittività dello sviluppo di competenze ( il problema è considerare

anche le diff individuali)

Età Chiave à acquisizione di particolari competenze in un dato periodo, nell’ambito dello sviluppo.

1) rischio Biologico - eventi potenzialmente nocivi a livello prenatale, perinatale o postnatale

  • nascita pretermine (peso alla nascita, complicazioni perinatali,età gestionale).

2) rischio intrinseco ( disordini di tipo genetico )

3) rischio ambientale ( interazione madre-babino e stimolazione)

1)La nascita pretermine (prima delle 36 settimane o meno di 2500 grammi) è un fattore di

rischio per lo sviluppo globale del bambino anche a lungo termine, poiché il sistema nervoso

centrale è ancora immaturo e si trova esposto a un ambiente carico di stimolazioni invasive.

Il sistema uditivo si sviluppa dalla 26 settimana di gestazione, e da quel momento la

maggioranza dei suoni a bassa frequenza viene recepita dall’orecchio interno fetale.

Ciò comporta che alcune proprietà della lingua materna siano apprese nell’infante già durante

la vita intrauterina.

Nel caso della nascita pretermine il sistema uditivo deve svilupparsi all’esterno in un

contesto caratterizzato da suoni di maggiore intensità e frequenza, che possono determinare

rischi di sviluppo atipico della corteccia uditiva. Inoltre l’ esposizione alla voce materna

nel caso di ospedalizzazioni (incubatrice) è sicuramente minore.

Ciò può associarsi a un generale ritardo nello sviluppo fonologico.

3)CARATTERISTICHE AMBIENTALI E SOCIOCULTURALI à ritardo sviluppo linguaggio

à home. Scala x misurare Le caratteristiche dell’ambiente domestico, e sono predittivi x lo

sviluppo del linguaggio.

Solo dopo i 18 mesi la qualità dei centri dell’infanzia può costituire un fattore protettivo.

  • basso livello socioeconomico
  • basso livello culturale dei genitori
  • appartenenza ad una minoranza etnica
  • materiale a disposizione, giocattoli, libri, spazi e attività tipo in asilo
  • stress parentale,
  • depressione della madre =1. A livello fetale c’è +cortisolo, +nascita prematura), 2. parlano

meno con i figli e con prosodia monotona , 3. il tipo di nutrizione della madre e l’esposizione

del feto a droghe o alchol evidenziano differenze nello sviluppo cerebrale (sistema

perisilviano dell’emisfero sinistro legato alle funzioni linguistiche).