



















Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
esame professoressa d'Amico riassunto DI tutti i capitoIi PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO .corso di laurea magistrale psicologia .università dell'aquila (univaq) 1° anno
Tipologia: Prove d'esame
1 / 27
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




















- APPROCCIO INNATISTA: Grammatica universale Noam Chomsky - Approccio emergentista: meccanismo dominio generali comuni Jhon Stuart Mill , - TEORIA SOCIOCOSTRUTTIVISTA: processi di costruzione sociale della conoscenza
APPROCCIO INNATISTA: Fa riferimento ai modelli di grammatica generativa di Chomsky , per cui il linguaggio umano è qualcosa di speciale, superiore e diverso dalle altre specie ( facoltà specie specifica) 1) infinità discreta. Il linguaggio è un sistema in cui un numero finito di unità può essere combinato in infiniti modi, così da permettere un numero infinito di messaggi.
La teoria evoluzionista adattazionista dimostra che alcune strutture del cervello ora implicate nel linguaggio fossero anticamente associate al controllo motorio (gangli basali), confutando perciò la tesi innatista. à programmi di ricerca basati sulle reti neurali. Si tratti di un sistema flessibile. Vi sono più unità interconnesse con stati di attivazione, alcune ricevono imput ed altre output ed ognuna h un suo peso. Il Competition Model (di Bates e MacWhinney) assume che l'elaborazione del linguaggio sia un processo interattivo in cui il mapping fra forme superficiali e significati sottostanti viene mediato dalla collaborazione o competizione fra indizi linguistici la cui validità (validity)e importanza variano da una lingua all'altra .availability (regolarità) e reliability (affidabilità). Nel modello emergentista le forme e costruzioni grammaticali emergono dall'uso tramite un processo statistico di apprendimento. (probabilità che un evento a sia seguito da un evento b).Prova di ciò è che nei primi mesi i neonati discriminano tutti i suoni possibili, mentre già a 1 anno solo quelli della lingua a cui sono esposti. TEORIA SOCIOCOSTRUTTIVISTA : di (Vygotskij, Bruner, e Cole), evidenzia il ruolo svolto dal mondo sociale nell'architettura della mente individuale. I processi cognitivi, compreso il linguaggio, sarebbero prodotti socioculturali la cui natura va ricercta nella rete dei rapporti sociali e degli scambi comunicativi. cognizione x Tomasello à come sociale , individuando la peculiarità della specie Sapiens nel possedere una mente le cui caratteristiche sono frutto di un'impresa congiunta, collettiva e culturale. Lontano sia dal riduzionismo biologico che dall'innatismo radicale, natura e cultura seguirebbero il principio di doppia evoluzione congiunta , responsabile della nostra specie. Anche Tomasello si pone in una prospettiva evoluzionista riconoscendo nel linguaggio un cambiamento qualitativo importante nella specie Sapiens (uso di strumenti, tradizioni, simboli, pratiche sociali): i soli 6 mila anni che lo separano dalle scimmie antropomorfe sarebbero un tempo troppo breve per una normale evoluzione biologica basata su variazione genetica e selezione naturale. Egli sostiene perciò che la trasmissione sociale/culturale sia il solo meccanismo biologico noto che può produrre tali cambiamenti in breve tempo. àil linguaggio e gli altri sistemi simbolici costituiscono il prodotto culturale dell'interazione tra individui, gruppi e generazioni. Il tratto propriamente umano sarebbe l'azione cooperativa fondata sull'intenzionalità condivisa , una forma ultrasociale se paragonata agli altri animali. Il passaggio critico dell'evoluzione sarebbe quello dai richiami delle grandi scimmie (gestuali e vocali), all'uso di atti comunicativi umani (additare e mimare). Inizialmente le vocalizzazioni x accompagnare i gesti(ridondanza). L'aspetto vocale sarebbe diventato sempre+autonomo, anche x comunicare a distanza o liberare le mani. Tomasello individua 3 motivazioni comunicative sviluppate progressivamente nell'evoluzione: 1) Richiedere 2) Informare e offrire aiuto 3) Condividere. Tra emittente e ricevente esiste un terreno di conoscenze condiviso. à meccanismi dominio-generali per costruire oltre al linguaggio, anche altre abilità sociocognitive. In particolare la possibilità del linguaggio si baserebbe sulla lettura delle intenzioni comunicative (dimensione funzionale) e l' individuazione di configurazioni nell'input (dimensione grammaticale). A 9 mesi nel bambino compare la capacità di leggere le intenzioni altrui, insieme al gesto dell'indicazione. Questo momento è cruciale poiché segna la sua crescita come essere culturale. Per spiegare come il bambino arrivi da una partecipazione comunicativa, alla dimensione astratta del linguaggio indica **4 processi:
rappresentazione semantico-lessicale e processamento sintattico. Essi hanno dunque una difficoltà nel processare l'informazione acustica che cambia rapidamente, e ciò può comportare effetti a cascata sullo sviluppo del linguaggio orale e poi anche scritto. 3) IL RUOLO DEL GESTO Bates, Camaioni e Volterra rilevano una continuità tra azioni, gesti e linguaggio. Lo studio delle persone sorde e della lingua dei segni ha evidenziato che avviene una transizione da un sistema di segni alla lingua. La prima forma di comunicazione intenzionale compare intorno ai 9 - 13 mesi con un sistema di gesti, vocalizzazioni e parole: richiesta ritualizzata, dare, mostrare, indicare (gesti performativi e deittici). I gesti deittici esprimono l'intenzione comunicativa di chiedere o attirare l'attenzione su un oggetto o evento che può essere recuperato dall'interlocutore solo nel contesto. L' indicazione compare più tardi e svolge un ruolo particolare.( Piaget )àsulla formazione del simbolo, Werner e Kaplan hanno rilevato il graduale passaggio dei bambini dalla manipolazione di oggetti reali, al gioco con oggetti sostitutivi o senza oggetti ( giochi di finzione ). Far finta à giochi simbolici, rappresentativi, o referenziali, hanno una relazione molto stretta con l'emergere delle prime parole,poiché nascono all'interno di interazioni con adulti e hanno contenuto semantico stabile. (Gesti rappresentativi o iconici = telefonare, ballare allargare le mani +) qualcosa che sta x altro. Dove Il referente è dato dal gesto. Quindi referente e ricevente hanno lo stesso piano semantico. Spesso i gesti e le parole derivano e si riferiscono ad azioni che il bambino compie direttamente col proprio corpo, e sono prodotti in situazioni di routine con l'adulto. Gradualmente si decontestualizzano, fino a sostituirsi al referente stesso e diventare atti simbolici. Il ruolo dell'interazione adulto-bambino è fondamentale e discriminante per il prevalere della modalità vocale in seguito. Ricerche dimostrano sostanziali analogie nello sviluppo comunicativo e linguistico di bambini udenti e non essi raggiungono le stesse fasi,alla stessa età,indipendentem. ad esposizione a lingua vocale o dei segni. Con l'aumentare dell'età, aumenta la complessità di gesti e azioni sia da un punto di vista motorio che cognitivo. Il repertorio lessicale si espande rapidamente da circa 20 parole a 15 mesi a 66 parole a 18 mesi: da questo momento il numero di parole prodotte è molto più alto del numero di gesti. Tuttavia, l'azione precede le prime forme linguistiche sia gestuali che vocali , confermando a livello ontogenetico il ruolo centrale del sistema motorio nella costruzione del sistema concettuale. Sia il gesto rappresentativo che la parola sono atti simbolici. La stretta connessione tra azione, gesto e linguaggio è confermata dal comune substrato neurale dei neuroni specchio , attivato sia nell'elaborazione del linguaggio che delle azioni significative.
potrebbere essere la base neuronale x lo sviluppo del linguaggio. L'ipotesi dei neuroni specchio sarebbe il presunto anello mancante che collega le abilità dei nostri antenati primati con l'uomo moderno. I neuroni specchio si attivano solo in presenza di un’ azione finalizzata a raggiungere un obiettivo , e ciò indica che implicano un processo automatico e inconscio di simulazione motoria. In quest'ottica, la comprensione di parole è il ponte tra la produzione di gesti e quella delle parole. La combinazione di gesto e parola precede e prepara la successiva combinazione di due parole. Leroi-Gourhan sostiene che i progenitori dell'Homo sapiens usassero già una forma di comunicazione gestuale complessa. Per Corballis , questo protolinguaggio era composto di gesti manuali ed espressioni facciali , e la transizione da questa modalità a quella vocale è stata graduale. I gesti, dapprima come azioni e dopo come proto-simboli, costituirono la prima forma di comunicazione.
Gesti e parole condividono una base biologica e uno spazio concettuale comune , così come l'attivazione di programmi motori mano-bocca associati a specifici oggetti o azioni. Studi dimostrano gli stessi vincoli motori nei gesti rappresentativi di bambini udenti e sordi, con una graduale transizione da un uso più concreto (mimico e manipolativo) a uno più astratto e convenzionale. L'uso dei gesti è collegato allo sviluppo cognitivo, motorio e linguistico raggiunto dal bambino. Tendenza a produrre spontaneamente gesti rappresentativi à la produzione del gesto aiuta a ricreare il contesto in cui è stata acquisita la parola à le rappresentazioni motorie danno rinforzo alle rappresentazioni linguistiche. àaiutano il denominare
4) COMUNICAZIONE PRELINGUISTICA Individuiamo 2 importanti transizioni evolutive nella comunicazione: 1) da non intenzionale a intenzionale 2) da gestuale a verbale. Secondo Johnson e Morton , la preferenza dei neonati per figure simili alle facce dipende da un meccanismo sotto-corticale ( CONSPEC ) già presente alla nascita. Verso i 2 mesi emerge un meccanismo corticale ( CONLEARN ) che risponde alle facce in modo preferenziale rispetto ad altri stimoli. à l'organizzazione neurocognitiva iniziale non sia costituita da moduli, ma vada modularizzandosi nel corso del tempo grazie alle interazioni. Il neonato è socialmente attivo tramite comportamenti di pianto, sorriso e altre espressioni facciali, ed è capace di imitare espressioni facciali degli adulti. Tali scambi sono pseudo-dialoghi di tipo diadico e dipendono dalla capacità e volontà dell'adulto di assumere anche il ruolo del bambino con un coinvolgimento emotivo profondo (intersoggettività primaria). Questa comunicazione è 1) preintenzionale , in quanto il bambino funziona come partner comunicativo senza esserne consapevole, mentre l'adulto raccoglie i suoi segnali e li reciproca. 2 ) Interazione diadica. (a due bambino e adulto) Dai 6 mesi compare 3) l' interazione triadica , cioè viene incluso un oggetto o evento su cui si comunica tramite episodi di attenzione condivisa (intersoggettività secondaria). Essa implica il monitoraggio visivo operato dal bambino sulla direzione dello sguardo dell'adulto, e smentisce dunque il presunto egocentrismo nell'infante. Successivamente il bambino sviluppa una crescente consapevolezza della relazione tra sguardo/gesto dell'adulto e oggetto/evento guardato, diventa cioè capace di attribuire allo sguardo e al gesto dell'adulto una natura referenziale. Poco dopo emerge il riferimento sociale , in cui il bambino si fida dell'informazione fornita dall'altro, base della cooperazione sociale. La coordinazione dell'orientamento verso un oggetto/evento con l'orientamento verso un'altra persona è una tappa importante dello sviluppo comunicativo, poiché consente di stabilire un fuoco di (4) attenzione condiviso esterno alla diade , ed è quindi la base per trasformare qualsiasi oggetto/evento in un argomento di comunicazione. comunicazione intenzionale = 9-10 mesi compare la vera e propria, che è una tappa cruciale in quanto gli stessi comportamenti come pianto, sorriso, e vocalizzi, sono prodotti intenzionalmente per uno scopo comunicativo , sono cioè diretti all'altro per raggiungere particolari obiettivi. Distinguiamo tra 2 tipi di comunicazione : 1) richiestiva , che implica la capacità di rappresentarsi l'adulto come un agente capace di azioni, 2) dichiarativa , più avanzata, in cui l'adulto è rappresentato anche come soggetto di atteggiamenti mentali. I primati non umani e i bambini autistici utilizzano solo la comunicazione richiestiva e non mostrano interesse per l'interlocutore come scopo. COMUNICAZIONE NON VERBALE à SORRISO E VOCALIZZI: Il neonato e il lattante sorridono spontaneamente durante le fasi di sonno REM ( sorriso endogeno ), 0 - 2 mesi compare il sorriso esogeno in risposta a stimoli sensoriali, ( voce e volto umano) 3 mesi il sorriso sociale , come risposta selettiva al comportamento di adulti familiari. Sviluppo fonologico : con maturazione del tratto vocale, controllo movimento organi coinvolti ( direzione prossimo-distale)e memoria di lavoro( memoria fonoarticolatoria, dell’articolazione di quel suono). FEEDBACK ACUSTICO :processo che fa si che i primi suoni, inarticolati e grossolani come grandi respiri, pianti ruttini, (riflesso vegetativo, di tipo fisiologico) si articolino e diventano gemiti, e poi comunicazione. Nelle prime settimane il lattante produce solo questi suoni vegetativi e legati al pianto. Gradualmente i suoni pre-pianto iniziano a essere prodotti anche negli stati di benessere, e compaiono le prime reazioni circolari vocaliche, in cui ripete i suoni (gorgoglii, strilli, vocali) e ci gioca. Questo poichè si genera un piccolo meccanismo di piacere che si tende a riprodurre, quindi da automatico si ha un meccanismo volontario di riproduzione del suono. ( sordi non hanno ciò, perché non si ascoltano) 0 - 2 mesi = suoni riflessi, disagio ( pianto) vegetativi ( degluzioni e ruttini) - giochi vocalici Tra 2-3 mesi compaiono le prime imitazioni vocaliche col genitore, mentre dopo i 5 mesi compaiono i suoni consonantici. 7 mesi compare la lallazione canonica composta dalle stesse sillabe riprodotte, i cui suoni sono prodotti solo per piacere ed esercizio alla lingua madre. Poiché compare in relazione con la reduplicazione di movimenti del corpo, la lallazione va inclusa all'interno dell'attività ritmica ( la motricità del bambino nel primo anno di vita). SILLABA: unità tra consonante e vocale, unità minima della parola
- 10 - 12 mesi compare la lallazione variata e le proto-parole , che assumono un significato specifico in
COMBINAZIONI CROSS- MODALI Gesti + parole e/o vocalizzazioni = intento comunicativo. il contorno intonazionale delle vocalizzazioni permette di interpretare + chiaramente l’intenzione comunicativa del bambino TIPI DI COMBINAZIONI:
- equivalenti à _DICE acqua e INDICA la bottiglia. Gesto + parole si rinforzano a vicenda
M apping sounds to meanings à Dai 6 mesi il bambino è in grado di abbinare suoni arbitrari ai significati, realizzando una loro mappatura.
principi che lo guidano nel processo di apprendimento che limitano il potenziale valore referenziale di un nuovo termine dal punto di vista percettivo e linguistico.
tramite l’attribuzione di parole nuove a oggetti nuovi di cui il bambino non possiede il nome
Secondo Carey e Bartlett
l’apprendimento di parole avviene in 2 fasi: 1) fast mapping (legame provvisorio e analogico tra parola e referente) 2) slow mapping (completamento del significato, e categoria ontologica). L’intero processo può impiegare fino a 6 mesi e solo se le parole sono ripetute con una certa frequenza l’acquisizione diviene stabile. In ogni caso il processo di associazione suono-significato è lento e fortemente legato alla possibilità di verifica e sperimentazione in un contesto socialmente condiviso. In una prima fase si utilizzerebbero criteri di tipo funzionale - dopo criteri percettivi o formali. 3 teorie sui processi di acquisizione del significato e categorizzazione delle conoscenze: 1) Semantic feature (BASE SEMANTICA) ài significati delle parole sono stabiliti combinando le caratteristiche percepite nell’ambiente. 2) Functional core (NUCLEO FUNZIONALE) la formazione del concetto dipende dalla formazione di una funzione. ( caratteristica di movimento) 3) Associative and prototypic complex (COMPLESSI ASSOCIATIVI E PROTOTIPICI) ogni successivo uso di una parola parte da qualche caratteristica o è associato a un concetto centrale tra 9 - 12 mesi : 1. tappa sviluppo lessicale à la produzione delle 1 parole insieme alla discriminaz. percettiva di pattern linguistici associati in modo sistematico a configurazioni di significato. 3 - 5 anni 2. Tappa balzo àapprendimento intraverbale ( costruzione conoscenza semantica di una parola attraverso altre)à crescita del vocabolario 6000 parole à comprensione legame suono-significato 10 - 12 mesi il bambino usa solo categorie fonetiche rilevanti per la sua lingua, mentre quelli inutilizzati verranno perduti, ma il sistema fonologico è aperto e flessibile fino ai 7 anni. La frequenza con cui certi suoni si presentano guida il bambino nelle regole fonotattiche della sua lingua. Si rileva inoltre una continuità tra struttura sillabica, luogo, modo di articolazione e lunghezza vocalica del babbling , e quella delle prime parole. à relazione tra prime parole e lallazione : teoria motoria dello sviluppo preverbale à teoria dell’imput offerto dall’ambiente dove ha luogo la lallazione (articulatory filter hypothesis) Nel primo anno di vita il bambino costruisce i propri schemi preverbail di articolazione, per poi iniziare a organizzare regole in base a una cristallizzazione ed espansione controllata. Qui si assiste all’emergenza del sistema, che verrà poi articolato con vere regole fonologiche.
Ogni bambino possiede il proprio vocabolario personale, con parole legate al suo contesto (familiari, oggetti, animali, cibi, routine sociali, ecc), e con specifici intenti sociali. Il graduale processo di decontestualizzazione si verifica sia per le parole che per i gesti : da un uso molto legato al contesto e a situazioni specifiche, si arriva a un uso simbolico e referenziale , dove la parola si sostituisce del tutto al referente. COMPRENSIONE PAROLE = a partire dal contesto (15-17 mesi significato anche senza contesto) Solo verso i 2 anni le parole sono comprese realmente , cioè a prescindere dal contesto: la loro comprensione dipende dal contenuto delle memorie lessicali e dalla rappresentazione del contesto del discorso. In ogni caso le parole comprese sono di più di quelle prodotte.
La relazione tra sviluppo lessicale (parole) e semantico (significati) è strettamente mediata da fattori cognitivi, linguistici e socioemotivi. In una prima fase le parole hanno valore polifunzionale e polisemantico, una stessa con uso sia strumentale che dichiarativo,mostrando fenomeni di ipo-generalizzazione (cane = solo Fuffy), e iper-generalizzazione (cane = tutti gli animali). Indipendentemente dalla lingua, fino ai 36 mesi o le 200 parole, i bambini producono soprattutto nomi ( noun bias ), e solo quando il vocabolario raggiunge le 400 unità, usano in modo stabile proposizioni, aggettivi e avverbi. Ciò si spiega col fatto che i nomi si riferiscono a elementi più definiti e stabili percettivamente, mentre con i verbi richiede à maggiore maturazione cognitiva. Dai 3 anni vengono aggiunte fino a 10 parole al giorno, fino ad arrivare a 5 anni a 6000 parole. Ciò indica una sofisticata comprensione concettuale e categoriale. Le caratteristiche ritmiche e prosodiche forniscono indizi importanti su dove collocare i confini di una parola (il riconoscimento della prosodia sembra essere presente già nel feto). lessico psicologico à Dai 2 anni (parole che si riferiscono a desideri, percezioni, emozioni), il quale indica la formazione di una teoria della mente. Riferimenti al passato o futuro. Inizialmente globale e indifferenziato, verso i 3 anni si specifica e articola, includendo la soggettività dei desideri. + relazioni tra desideri ed emozioni. Feldman ànei primi anni gli stati mentali esistono solo come espressione di atteggiamenti verso il mondo, mentre poi diventano oggetti di pensiero attraverso un meccanismo ricorsivo. Tomasello à sostiene che il cambiamento nel pensiero psicologico infantile consiste nell’ evoluzione del concetto di persona : dalla corrispondenza tra le parti del proprio corpo e quelle dell’altro, oggettivizzazione,e attribuzione di stati mentali propri e altrui. i modelli psicologici di persona, da intuitivi ed impliciti divengono astratti ed espliciti Bates àsostiene che esista un continuo interscambio tra le nozioni di sé, di altro, e l’acquisizione del sistema linguistico. Devescovi e D’amico ài primi riferimenti agli stati interni riguardano espressioni di percezioni di riferimenti a desideri giudizi ed emozioni e stati fisiologici, ultimi cognizioni e comunicazioni à si apprendono prima i nomi ( più semplici perche sempre stabili) poi i verbi ( diff. xche invece cambiano sempre a seconda dell’azione). + nomi à + verbi dopo
Alla base dell’elaborazione linguistica vi è una relazione diretta di mapping tra una forma linguistica e la sua funzione.
Frase à comunicazione scritta, che descrive gli aspetti grammaticali del linguaggio. L’ Enunciato à una sequenza di parole preceduta o seguita da una pausa.(frase = verbo + sogg) E’ definibile anche dall’intonazione, cioè dalle variazioni della frequenza o del tono vocale associate a unità di significato. L’enunciato è dunque ogni espressione linguistica pienamente significativa e realizzata con un’intonazione comunicativa (es. Ah!). SEMPLICE o COMPLESSO Studi mostrano che i bambini elaborano fin dai primi giorni di vita le informazioni prosodiche del linguaggio (emisfero destro), e già prima di parlare sanno esprimere vocalmente intenzioni comunicative attraverso la modulazione melodica delle vocalizzazioni. 4 FASI SVILUPPO LINGUISTICO Nelle prime produzioni dei bambini sono frequenti protoforme o elementi fonetici indifferenziati, mentre le forme intonative adulte (articolazione informativa e linearizzazione), compaiono quando il vocabolario del bambino comprende almeno 100 parole.
costrutti semantico- pragmatici della referenza deittica di persona. L’uso del verbodiventa sempre più consistente, la LME aumenta, gli enunciati si arricchiscono di funtori. Appare il fenomeno della ricorsività (uso di una clausola come argomento di un’altra. Es. ho pensato di fare un viaggio per vedere...). – compaiono frasi relative per spiegare i dettagli. Subordinate argomentali esplicite, con verbo di modo finito che esprime cogniz,percz e comunicazione Compare anche il tempo imperfetto nei giochi di finzione e narrazione e fantasia.
LO SCHEMA DELLE STORIE : la struttura e lo sviluppo delle storie. è una conoscenza astratta e predittiva à acquisita spontaneamente con l’esposizione ai testi, à dice quali sono le info nelle storie e l’ordine àc’è un inizio, sviluppo, finale, evento, protagonista, ambientazione.
METACOMPRENSIONE à Il monitoraggio della comprensione si sviluppa durante la s cuola elementare, ed è il primo passo per attuare strategie riparatorie. Le abilità metacognitive migliorano la comprensione del testo àe l’esposizione ai testi migliora a sua volta le abilità metacognitive. Il peso delle varie componenti implicate nella comprensione di testi varia con l’età: all’inizio si basa più sulle conoscenze linguistiche che consentono di capire parole, frasi e semplici relazioni, poi con la scolarizzazione aumenta la generazione di inferenze e il monitoraggio della comprensione stessa.
compiti in ambito evolutivo x la produzione di testi Nei compiti di retelling al bambino viene raccontata una storia e poi gli viene chiesto di raccontarla Nei compiti di Telling à viene chiesto di produrre una storia nuova basandosi su immagini. La produzione di una storia ben formata e completa avviene verso i 6 anni.
I bambini in età prescolare usano il suono delle parole in modo inconsapevole,automatico, come mezzo per arrivare al significato: è con la scrittura che il suono delle parole diventa consapevole (consapevolezza fonologica). Sillaba : formata da nucleo ( la parte centrale,spesso una vocale con attorno le consonanti) Rima : nucleo + coda, un unità intrasillabica + piccola di una sillaba e + grande del fonema Fonema : unità minima sonora del parlato : modifica il suono di una parola 3 annià il bambino mostra già un qualche tipo di consapevolezza fonologica nel riconoscimento delle rime e delle filastrocche. Poiché è in grado di analizzare i suoni delle parole -‐consapevolezza acquisita prima della scolarizzazione e di imparare a leggere -‐grazie alle filastrocche il bambino apprende a scindere le parole in unità + piccole àpredice i riconoscimenti di rime. L’ ipotesi del nucleo fonologico” per la dislessia , sostiene che l’insuccesso nell’apprendimento della corrispondenza tra grafemi e fonemi, dipenda dal mancato sviluppo della consapevolezza fonologica.