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Sviluppo del bambino: Esercizi e quiz - Prof. D'amico, Slide di Biologia Dello Sviluppo

Una serie di informazioni sullo sviluppo del bambino, dalla prima infanzia all'adolescenza, con particolare attenzione al temperamento, allo sviluppo morale e al ruolo dei genitori. Include anche esercizi e quiz per testare la comprensione dei concetti chiave.

Tipologia: Slide

2019/2020

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CAPITOLO 4: SVILUPPO FISICO, MOTORIO E
PERCETTIVO
Crescita e cambiamenti corporei
Modelli di crescita
Modello cefalo-caudale: La crescita fisica dal punto di vista della dimensione, del
peso, e della differenziazione delle caratteristiche procede dall’alto verso il basso.
Modello prossimo-distale: La sequenza in cui la crescita comincia dal centro del
corpo e si muove verso le estremità.
Prima infanzia
Il neonato medio occidentale è lungo circa 50 centimetri e pesa circa 3 chili e 400
grammi.
Nei primi giorni di vita, la maggior parte dei neonati perde dal 5 al 7% del peso
corporeo.
All’età di 4 mesi i bambini pesano il doppio del loro peso alla nascita, e quasi il triplo
all’età di un anno, ma la crescita rallenta nel corso del secondo anno.
Il bambino di due anni in media è alto tra gli 81 e gli 89 centimetri, che corrisponde
quasi alla metà dell’altezza di un adulto.
Seconda infanzia
La percentuale dell’aumento di peso e altezza diminuisce ogni anno in età prescolare,
e le bambine sono solo leggermente più basse e più leggere dei maschi.
Il grasso corporeo diminuisce lentamente ma in modo regolare nel periodo
prescolare: le bambine hanno più tessuto adiposo dei maschi che, invece, hanno più
tessuto muscolare.
I patterns di crescita variano per effetto sia dei fattori ereditari che delle esperienze
ambientali.
Nel mondo i due fattori più importanti sembrano essere l’origine etnica e
l’alimentazione.
Fattori congeniti (genetici o prenatali), problemi di natura fisica, deficit dell’ormone
della crescita o difficoltà emotive possono ritardare la crescita.
Deficit dell’ormone della crescita: l’assenza o la carenza dell’ormone della crescita
prodotto dall’ipofisi.
-Può essere trattato con iniezioni regolari e ripetute per diversi anni di ormone
della crescita.
Fanciullezza (6-11 anni)
I bambini crescono lentamente, in media di 5-7 centimetri all’anno.
La massa muscolare e la forza aumentano, mentre diminuisce il grasso corporeo.
La forza muscolare aumenta per effetto di fattori ereditari, ma anche per l’esercizio
fisico.
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CAPITOLO 4: SVILUPPO FISICO, MOTORIO E

PERCETTIVO

Crescita e cambiamenti corporei

Modelli di crescita

  • Modello cefalo-caudale:^ La crescita^ fisica dal punto di vista della dimensione, del peso, e della differenziazione delle caratteristiche procede dall’alto verso il basso.
  • Modello prossimo-distale:^ La sequenza in cui la crescita comincia dal centro del corpo e si muove verso le estremità. Prima infanzia
  • Il neonato medio occidentale è lungo circa 50 centimetri e pesa circa 3 chili e 400 grammi.
  • Nei primi giorni di vita, la maggior parte dei neonati perde dal 5 al 7% del peso corporeo.
  • All’età di 4 mesi i bambini pesano il doppio del loro peso alla nascita, e quasi il triplo all’età di un anno, ma la crescita rallenta nel corso del secondo anno.
  • Il bambino di due anni in media è alto tra gli 81 e gli 89 centimetri, che corrisponde quasi alla metà dell’altezza di un adulto. Seconda infanzia
  • La percentuale dell’aumento di peso e altezza diminuisce ogni anno in età prescolare, e le bambine sono solo leggermente più basse e più leggere dei maschi.
  • Il grasso corporeo diminuisce lentamente ma in modo regolare nel periodo prescolare: le bambine hanno più tessuto adiposo dei maschi che, invece, hanno più tessuto muscolare.
  • I patterns di crescita variano per effetto sia dei fattori ereditari che delle esperienze ambientali.
  • Nel mondo i due fattori più importanti sembrano essere l’origine etnica e l’alimentazione.
  • Fattori congeniti (genetici o prenatali), problemi di natura fisica, deficit dell’ormone della crescita o difficoltà emotive possono ritardare la crescita.
  • Deficit dell’ormone della crescita: l’assenza o la carenza dell’ormone della crescita prodotto dall’ipofisi.

- Può essere trattato con iniezioni regolari e ripetute per diversi anni di ormone

della crescita. Fanciullezza (6-11 anni)

  • I bambini crescono lentamente, in media di 5-7 centimetri all’anno.
  • La massa muscolare e la forza aumentano, mentre diminuisce il grasso corporeo.
  • La forza muscolare aumenta per effetto di fattori ereditari, ma anche per l’esercizio fisico.
  • Le ossa si irrobustiscono. Pubertà Un periodo di rapida maturazione fisica che consiste nei cambiamenti ormonali e fisici che si verificano all’inizio dell’adolescenza. Non corrisponde all’adolescenza. I fattori determinanti della pubertà
  • Ci sono molte variazioni nell’inizio e nella progressione della pubertà.
  • L’inizio della pubertà può oscillare dai 10 fino ai 13 anni e mezzo nei ragazzi. Si conclude nel periodo che va dai 13 ai 17 anni: l’età media di inizio è scesa in media tra i 2 e i 4 mesi per ogni decade del ventesimo secolo
  • Menarca: il primo ciclo mestruale di una ragazza, con un’età normalmente compresa tra i 9 e i 15 anni di età.
  • Pubertà precoce: esordio molto precoce e rapida progressione della pubertà, usualmente affrontata con trattamento farmacologico-ormonale per fermare temporaneamente i cambiamenti puberali.
  • Tra i fattori più importanti che influenzano l’inizio e la sequenza della pubertà ci sono i fattori ereditari, influenzati però da fattori ambientali come la salute, il peso e lo stress.
  • Ormoni: Potenti sostanze chimiche secrete dalle ghiandole endocrine e trasportate dal sistema sanguigno
  • Durante la pubertà la secrezione di ormoni chiave è controllata dall’interazione dell’ipotalamo, dell’ipofisi e delle gonadi (ghiandole sessuali).
  • I cambiamenti ormonali associati alla pubertà si verificano in due fasi:
    • Adrenarca: consiste nei cambiamenti ormonali nelle ghiandole adrenali, situate appena al di sopra dei reni (dai 6 ai 9 anni circa)
    • Gonadarca: consiste nella maturazione sessuale e nello sviluppo della maturità riproduttiva. Il culmine del gonadarca nelle ragazze è il menarca e nei ragazzi lo spermarca (la prima eiaculazione di sperma). I cambiamenti ormonali chiave nel gonadarca coinvolgono due classi di ormoni: gli androgeni (i principali ormoni sessuali maschili, ad esempio il testosterone) e gli estrogeni (i principali ormoni sessuali femminili, ad esempio l’estradiolo). Questi ormoni sono presenti in concentrazioni diverse nei maschi e nelle femmine. La crescita durante la pubertà è facilitata da ormoni come il cortisolo, il testosterone e gli estrogeni.
  • Peso e grasso corporeo
    • La sottonutrizione può ritardare la pubertà: perché il menarca avvenga e continui, il grasso deve rappresentare il 17% del peso totale della ragazza.
    • Amenorrea, un’assenza o interruzione del ciclo mestruale, si presenta in adolescenti anoressiche e in ragazze che praticano certi tipi di sport.

plasticità e il suo sviluppo dipende dal contesto. Ciò che noi facciamo cambia lo sviluppo del nostro cervello. La struttura Il cervello ha due emisferi. Ogni emisfero della corteccia ha quattro aree principali, chiamate lobi. Sebbene i lobi generalmente lavorino insieme, ognuno ha una funzione primaria.

  • Lobi frontali: sono implicati nei movimenti volontari, nel pensiero, nell’intenzionalità e nella presa di decisioni;
  • Lobi occipitali: hanno funzioni nella visione;
  • Lobi temporali: hanno un ruolo attivo nell’udito, nell’elaborazione linguistica e nella memoria;
  • Lobi parietali: giocano un ruolo importante nel registrare la posizione spaziale, l’attenzione e il controllo motorio. I neuroni elaborano informazioni. Alcune parti importanti dei neuroni sono i dendriti e gli assoni. I primi ricevono informazioni dagli altri neuroni, dai muscoli e dalle ghiandole; i secondi trasmettono le informazioni lontano dal corpo della cellula. Il cervello è organizzato in diversi circuiti neurali. La specializzazione delle funzioni di un emisfero o dell’altro della corteccia cerebrale è chiamata lateralizzazione. Prima infanzia
  • Lo sviluppo del cervello si verifica in modo estensivo durante l’infanzia e oltre.
  • Dal momento che il cervello è ancora in fase di sviluppo durante l’infanzia, la testa dell’infante andrebbe protetta da cadute e incidenti, al fine di evitare la sindrome del bambino scosso. Prime esperienze e cervello
  • I bambini che crescono in un ambiente deprivato possono avere anche delle conseguenze sull’attività del cervello,
  • Sebbene ci siano buone ragioni per ritenere che gli eventuali danni non siano irreversibili. Il cervello dimostra plasticità.
  • Il cervello infantile aspetta le esperienze che determinano come si realizzeranno le connessioni tra i suoi neuroni.
  • Prima della nascita sembra che siano principalmente i geni a dirigere i pattern di connessione tra le cellule nervose, dopo la nascita, gli stimoli esterni aiutano le connessioni neurali del cervello a prendere forma. Seconda infanzia
  • Il cervello nella seconda infanzia non cresce rapidamente come nella prima infanzia. Ciononostante i cambiamenti anatomici nel cervello dei bambini tra i 3 e i 15 anni sono impressionanti.
  • Il collegamento tra i cambiamenti del cervello dei bambini e il loro sviluppo cognitivo implica l’attivazione di aree del cervello, mentre in alcune aree aumentano le attivazioni in altre diminuiscono. La potatura indica che le connessioni che vengono usate sopravvivono e sono rinforzate, mentre quelle non usate sono sostituite da altre o eliminate. Adolescenza
  • Alla fine dell’adolescenza gli individui avranno minori connessioni neurali, ma più selettive e efficaci di quante non ne avessero da bambini.
  • Sebbene gli adolescenti siano capaci di emozioni molto forti, la loro corteccia prefrontale non è sviluppata al punto da permettere loro di controllare queste emozioni. È come se il cervello dell’adolescente non avesse i freni per far andare piano le sue emozioni.

Il sonno

  • Grazie al sonno si dà ristoro al corpo, ma anche al cervello
  • Secondo alcuni neuroscienziati, mentre si dorme, i neuroni si ristrutturano e si ricostruiscono.
  • Durante le prime settimane di vita i neonati passano circa il 70% del tempo (16-17 ore al giorno) dormendo.
  • Dal terzo mese il sonno occupa la notte e di giorno il bambino è sveglio e attivo.
  • La progressione verso l’alternanza sonno-veglia è una caratteristica universale, mentre il ritmo con cui si verifica è influenzato dal comportamento dei genitori e da aspetti connessi con la cultura di appartenenza. Sonno REM (rapid eye movement) Condizione in cui l’attività del cervello è simile a quando noi siamo rilassati ma svegli e gli occhi hanno rapidi movimenti. Nell’adulto il sonno REM costituisce il 21% del totale, nel neonato raggiunge il 50% del tempo totale di sonno. A 6 mesi il sonno REM si riduce al 25, 30%.

Riflesso di suzione

  • Avviene quando il neonato comincia a succhiare automaticamente un oggetto che gli è stato messo in bocca. Questo riflesso permette di trarre nutrimento prima ancora di aver associato un capezzolo al cibo. Riflesso di Moro
  • Avviene in risposta ad un suono o ad un movimento improvviso e intenso. Quando è spaventato, il neonato arcua la schiena, getta all’indietro la testa, e tende braccia e gambe verso l’esterno. Dopodichè il neonato ritrae velocemente gli arti. Riflesso di prensione (grasping)
  • Avviene quando qualcosa viene a contatto con il palmo delle mani del neonato. Alcuni riflessi, come tossire, strizzare gli occhi e sbadigliare, persistono per tutta la vita. Altri riflessi, invece, spariscono dopo alcuni mesi dalla nascita con la maturazione del cervello del bambino e con lo sviluppo del controllo volontario di molti comportamenti. Abilità grosso-motorie
  • Capacità che comportano ampie attività muscolari, come muovere un braccio o camminare. Postura
  • Un processo dinamico legato alle informazioni sensoriali provenienti: dai segnali propriocettivi della pelle, delle articolazioni e dei muscoli, che ci dicono dove siamo rispetto allo spazio; dagli organi vestibolari dell’orecchio interno che regolano il senso dell’equilibrio; dalla vista e dall’udito. Imparare a camminare
  • Per camminare dritto il bambino deve poter sostenersi su una sola gamba, mentre l’altra viene spinta in avanti e deve anche spostare il peso da una gamba all’altra. Lo sviluppo nel secondo anno
  • Aumentano le abilità motorie e l’esercizio fisico.
  • Entro i 13/18 mesi, i bambini riescono a tirare un giocattolo attaccato ad un filo e ad usare le loro mani e gambe per salire dei gradini.
  • Entro i 18/24 mesi riescono a camminare velocemente o correre goffamente lungo piccole distanze, rimanere in equilibrio sui loro piedi da una posizione rannicchiata mentre giocano con degli oggetti sul pavimento, camminare all’indietro senza perdere l’equilibrio, calciare un pallone stando in piedi senza cadere.
  • Ci sono variazioni culturali nella guida allo sviluppo motorio dei bambini. Infanzia
  • A 3 anni i bambini compiono semplici movimenti come saltare, saltare su una gamba, correre avanti e indietro.
  • A 4 anni i bambini diventano più avventurosi. Si arrampicano su piccoli percorsi ad ostacoli, riescono a salire le scale con un piede solo per gradino già da tempo e iniziano a mettere in atto la stessa tecnica nello scendere le scale.
  • A 5 anni corrono veloci e piace loro gareggiare con altri bambini e con i loro genitori.
  • Durante l’età scolare lo sviluppo motorio dei bambini diventa molto più omogeneo e coordinato rispetto alla prima infanzia.

Sviluppo sensoriale e percettivo

Sensazione Il prodotto dell’interazione tra le informazioni provenienti dall’ambiente e i recettori sensoriali, occhi, orecchie, lingua, narici e pelle. Percezione L’interpretazione di ciò che viene sentito. La teoria ecologica

Vista del colore

  • La vista del colore migliora con l’età: alla nascita i bambini distinguono il verde dal rosso.
  • Tutti i recettori dell’occhio sensibili al colore (coni) funzionano a partire dai 2 mesi di vita.
  • La visione binoculare si sviluppa a circa 3 o 4 mesi. Costanze percettive
  • Gli stimoli sensoriali mutano ma la percezione del mondo fisico rimane costante.
  • Costanza della dimensione: il riconoscimento che un oggetto rimane uguale anche quando la sua immagine sulla retina cambia.
  • Costanza della forma: il riconoscimento che un oggetto non modifica la sua forma anche se la sua angolazione rispetto a noi cambia.
  • Percezione degli oggetti nascosti
    • (^) L’infante, prima dei 2 mesi, non percepisce oggetti nascosti come completi, bensì percepisce solo ciò che è visibile.
    • (^) Apprendimento, esperienza, esplorazione diretta dai movimenti oculari, sono fattori che giocano un ruolo chiave nello sviluppo della percezione degli oggetti interi.
    • (^) La capacità di predire la traccia intera di oggetti nascosti e in movimento si sviluppa a circa 3-5 mesi.
  • Percezione della profondità
    • (^) Gibson e Walk (1960) usarono l’apparato del precipizio visivo (visual cliff) per verificare se i bambini piccoli percepiscono la profondità.
  • Aspettative visive
    • (^) Entro i tre mesi di vita i bambini non solo vedono forme e figure ma sviluppano anche aspettative su eventi futuri. Seconda infanzia
  • 3-4 anni: I bambini diventano sempre più esperti nella distinzione tra i colori anche se molto simili.
  • 4-5 anni: La maggior parte dei muscoli dell’occhio del bambino è abbastanza sviluppata da permettergli di muovere i suoi occhi efficientemente attraverso una serie di lettere.
  • Molti bambini in età pre-scolare sono ipermetropi , cioè non riescono a vedere bene da vicino come vedono da lontano.
  • Molti bambini hanno problemi di vista e 1 su 3000 soffre di cecità educativa.

Udito Il feto, la prima infanzia e il bambino

  • Durante gli ultimi 2 mesi di gravidanza, il feto può sentire i suoni; i neonati sono sensibili ai suoni della voce umana e preferiscono la voce della mamma.
  • I cambiamenti che avvengono durante l’infanzia nelle capacità uditive riguardano altezza, tono e localizzazione di un suono.
  • I bambini piccoli rispetto agli adulti sono meno sensibili ai suoni a toni bassi e sentono più facilmente suoni a toni alti. Adolescenza
  • Sebbene l’udito nella maggior parte degli adolescenti sia eccellente, tuttavia, in questo periodo l’ascolto della musica ad alto volume potrebbe creare dei problemi. Infatti chiunque senta dei forti suoni, per lunghi periodi di tempo, corre il rischio di sviluppare problemi all’udito. Tatto e dolore Tatto I neonati rispondono agli stimoli tattili. Dolore La ricerca ha ormai dimostrato che i neonati provano dolore. Olfatto I neonati distinguono odori diversi. Gusto La sensibilità al gusto può presentarsi anche prima della nascita. Percezione intermodale
  • L’abilità di integrare le informazioni provenienti da due o più modalità sensoriali, come ad esempio vista e udito.
  • Forme rudimentali ed esplorative di percezione intermodale sono presenti nei neonati
    • innate -, ma si affinano con l’esperienza durante il primo anno di vita. Natura e cultura nello sviluppo percettivo
  • Nel campo dello sviluppo percettivo i sostenitori della natura si definiscono innatisti e coloro che enfatizzano apprendimento e esperienza sono chiamati empiristi.
  • Tra i rappresentanti dei primi ci sono Gibson secondo cui la percezione è diretta fin dai primi momenti dopo la nascita e si sviluppa nell’infanzia.

CAPITOLO 5: APPROCCI ALLO SVILUPPO COGNITIVO

La teoria dello sviluppo cognitivo di Piaget

La teoria di Piaget è una teoria generale , è la storia di un processo di unificazione delle influenze di biologia ed esperienza sullo sviluppo cognitivo.

  • Adattamento comporta un adeguamento alle nuove richieste dell’ambiente esterno.
  • Piaget sottolineò che i bambini costruiscono attivamente i propri mondi cognitivi. Processi di sviluppo Schemi: azioni o rappresentazioni mentali che organizzano la conoscenza.
  • Schemi d’azione caratterizzano la prima infanzia.
  • Schemi mentali si sviluppano nella seconda infanzia.
  • I processi responsabili di come i bambini usano e adattano i loro schemi sono:
  • Assimilazione: Incorporazione di nuove informazioni in schemi di conoscenza preesistenti.
  • Accomodamento: Adattamento degli schemi a seconda delle nuove informazioni ed esperienze incorporate. Invarianti funzionali: meccanismi biologicamente predeterminati di funzionamento generale dell’organismo.
    • Non variano con l’età e sono presenti in tutti gli esseri viventi.
    • Non sono comportamenti osservabili, bensì principi generali che sottostanno ai comportamenti.
    • Nella teoria di Piaget gli invarianti funzionali, che caratterizzano lo sviluppo, sono l’adattamento e l’organizzazione.
    • Assimilazione e accomodamento sono i due processi alla base dell’adattamento dell’individuo al proprio ambiente. I bambini danno un senso al mondo organizzando cognitivamente le loro esperienze.
  • Organizzazione: è il raggruppamento di comportamenti isolati in sistemi cognitivi di ordine superiore; il raggruppamento o la sistemazione degli oggetti in categorie.
  • Equilibrazione: è il meccanismo che spiega il modo in cui i bambini muovono da uno stadio di pensiero al successivo. Il passaggio evolutivo avviene quando il bambino fa esperienza del conflitto o del disequilibrio nel corso della conoscenza del mondo. Stadi di sviluppo
  • Sono il risultato dei processi di organizzazione, adattamento ed equilibrazione.
  • Gli individui percorrono 4 stadi di sviluppo, ciascuno dei quali è legato all’età e consiste in modi diversi di pensare.
  • Il concetto di stadio è definito da alcuni criteri:

- lo stadio individua cambiamenti qualitativi,

  • (^) ad ogni stadio gli schemi si trasformano,
  • (^) gli stadi si integrano gerarchicamente,
  • (^) nel disporsi in sequenza, gli stadi rispettano un ordine logico invariante,
  • (^) il passaggio da uno stadio all’altro non è subitaneo, ma graduale.
  • Inoltre, secondo Piaget, gli stadi sono universali. Piaget denominò i quattro stadi dello sviluppo cognitivo:
  • sensomotorio,
  • preoperatorio,
  • operatorio concreto
  • delle operazioni formali STADIO SENSOMOTORIO (dalla nascita fino a 2 anni circa) I bambini costruiscono una comprensione del mondo coordinando esperienze sensoriali con azioni motorie. Comprende sei sottostadi:
  • Riflessi innati. Il primo sottostadio sensomotorio, corrisponde al primo mese dopo la nascita. In questa fase, sensazioni ed azioni sono primariamente coordinate attraverso comportamenti riflessi, come il riflesso di suzione ed il rooting.
  • Prime abitudini e reazioni circolari primarie. Nel secondo sottostadio, che va da 1 a 4 mesi, l’infante coordina le informazioni provenienti dagli organi di senso e due tipi di schemi: abitudini e reazioni circolari primarie.
  • (^) Abitudine: uno schema basato su un riflesso che diventa completamente indipendente dal suo stimolo elicitante.
  • (^) Reazione circolare: un meccanismo di fissazione dell’esperienza attraverso la ripetizione.
  • (^) Reazioni circolari primarie si hanno azioni orientate verso il corpo e ripetute dopo aver provocato casualmente qualcosa di interessante.
  • (^) Abitudini e reazioni circolari sono stereotipate, e cioè il neonato le ripete ogni volta allo stesso modo. - Reazioni circolari secondarie
  • (^) Nel terzo sottostadio sensomotorio, che si sviluppa tra i 4 e gli 8 mesi d’età, l’infante diventa più orientato verso degli oggetti e le azioni che vengono ripetute sono orientate verso l’ambiente.
  • (^) Gli schemi del bambino non sono né intenzionali né orientati ad uno scopo.

Sviluppo percettivo e aspettative

  • Gli esperimenti di Spelke hanno portato alla conclusione che i bambini a 4 mesi si aspettano che gli oggetti siano solidi e continui.
  • Gli esperimenti di Baillargeon, che i bambini della stessa età si aspettano che gli oggetti siano sostanziali (gli altri oggetti non possono attraversarli) e permanenti (continuano ad esistere anche quando sono nascosti).
  • Entrambi gli studi valutavano i tempi di fissazione del bambino, ma per Meltzoff non è chiaro se il maggiore tempo di fissazione sia una misura valida per rilevare la permanenza dell’oggetto e perciò quanto precocemente gli infanti la sviluppino. Natura vs Cultura Strutture concettuali centrali
  • L’idea che i bambini nascono con sistemi di conoscenza innati e cominio-specifici, che fanno riferimento ai concetti di spazio, numero, permanenza dell’oggetto e linguaggio.
  • Johnson ritiene che i bambini valutati nelle ricerche di Spelke accumulino nel corso dell’esperimento ore di esperienza, dunque che non si possa escludere il ruolo dell’ambiente dal modo di rispondere. STADIO PREOPERATORIO
  • Lo stadio preoperatorio che dura dai 2 ai 7 anni circa, rappresenta il secondo stadio nella teoria di Piaget. In questa fase i bambini cominciano a rappresentare il mondo attraverso parole, immagini, disegni e giochi.
  • Ora vengono formulati concetti stabili, emerge il ragionamento mentale, ma affiora anche l’egocentrismo e sono costruite credenze magiche.
  • Operazioni : Azioni interiorizzate che permettono al bambino di compiere mentalmente ciò che prima poteva fare solo fisicamente. Sottostadio della funzione simbolica
  • E’ il primo sottostadio del pensiero preoperatorio e comprende il periodo che va dai 2 ai 4 anni circa. In questa fase il bambino acquisisce la capacità di rappresentare mentalmente un oggetto non presente.
  • Egocentrismo : l’incapacità di distinguere la propria prospettiva da quella degli altri.
  • Piaget e Inhelder studiarono l’egocentrismo con il compito delle tre montagne.
  • Animismo : caratteristica del periodo preoperatorio che consiste nel credere che oggetti inanimati abbiano qualità legate all’essere vivi e siano capaci di compiere azioni.
  • Finalismo : è il principio secondo il quale si crede che tutti i fenomeni abbiano uno scopo orientato a garantire all’uomo le condizioni di una vita serena.
  • Artificialismo : è la tendenza a credere che le cose siano state costruite dall’uomo o da un’attività divina, che opera secondo le regole della costruzione umana. Sottostadio del pensiero intuitivo
  • Il secondo dei sottostadi del pensiero preoperatorio, situato circa tra i 4 e i 7 anni d’età, durante il quale, i bambini cominciano ad utilizzare ragionamenti rudimentali e vogliono risposte a tutti i tipi di domande.
  • Piaget definì questa fase intuitiva, perché i bambini sanno le cose senza usare il pensiero razionale. - Centrazione, irreversibilità e i limiti del pensiero preoperatorio
    • (^) Centrazione: la concentrazione dell’attenzione su una sola caratteristica escludendo tutte le altre.
    • (^) Irreversibilità: l’incapacità di annullare, invertire o compensare un certo risultato.
    • (^) Conservazione: la consapevolezza che l’alterazione dell’apparenza di un oggetto o di una sostanza non ne cambia le sue proprietà di base. - Trasduzione
    • (^) Un altro limite del modo di pensare del bambino preoperatorio.
    • (^) Il ragionamento trasduttivo o precausale va dal particolare al particolare, in modo che gli eventi che avvengono o variano nello stesso tempo sono ritenuti legati da nessi causa-effetto.
    • (^) Secondo Piaget, i bambini ragionano in questo modo sempre per effetto della mancanza di coordinazione degli schemi mentali ancora legati all’esperienza. STADIO OPERATORIO CONCRETO
  • In questo stadio, che va dai 7 agli 11 anni d’età circa, il ragionamento logico sostituisce quello intuitivo nei casi in cui il ragionamento può essere applicato ad esempi specifici o concreti. Questo stadio segna, cioè, il passaggio dal dominio della percezione a quello della logica.
  • Operazioni concrete : azioni mentali reversibili che riguardano oggetti reali, concreti.
  • La conservazione coinvolge il riconoscimento che lunghezza, numero, massa, quantità, area, peso e volume degli oggetti e delle sostanze non cambiano per la sola alterazione del loro aspetto.
  • Décalage orizzontale : è il pensiero di Piaget secondo cui capacità simili non emergono nello stesso momento in un determinato stadio di sviluppo.
  • (^) Pubblico immaginario :la tendenza tipica dell’egocentrismo adolescenziale ad assumere comportamenti per richiamare l’attenzione su di sé- il tentativo di essere notati, visibili, e “ sul palco”.
  • (^) Fiaba personale : quella parte dell’egocentrismo adolescenziale che comprende la sensazione di unicità e di invincibilità. APPLICAZIONI E VALUTAZIONE DELLA TEORIA DI PIAGET Piaget e l’educazione
  • Piaget fornì un ampio scenario concettuale per le prospettive sull’apprendimento e la formazione.
  • Assumere un atteggiamento costruttivo.
  • Facilitare l’apprendimento, piuttosto che dirigerlo.
  • Considerare le conoscenze e il livello di pensiero del bambino.
  • Utilizzare valutazioni continue.
  • Promuovere la salute intellettuale degli studenti.
  • Trasformare l’aula in un setting di esplorazione e scoperta. Contributi
  • I bambini sono pensatori attivi e costruttivi.
  • Il suo modo geniale di osservare i bambini e di allestire situazioni sperimentali per scoprire come i bambini agiscono e si adattano al mondo.
  • I bambini hanno bisogno di far calzare le loro esperienze nei loro schemi e contemporaneamente adattare i loro schemi alle loro esperienze.
  • I cambiamenti cognitivi avvengono più facilmente se il contesto è strutturato in modo da permettere un graduale movimento al livello successivo più elevato. Critiche
  • Alcune abilità cognitive emergono prima rispetto a quello che pensava Piaget. Altre capacità possono emergere più tardi.
  • Alcuni concetti operatorio concreti non si presentano in sincronia (décalage).
  • Alcuni bambini che si trovano a uno stadio cognitivo possono essere addestrati a ragionare ad uno stadio cognitivo più alto.
  • Cultura ed educazione esercitano influenze più forti sullo sviluppo rispetto a quanto pensato da Piaget. Neo-Piagetiani
  • Enfatizzano come i bambini usano attenzione, memoria e strategie per elaborare informazioni.
  • Pensano che un ritratto più accurato del pensiero dei bambini richieda attenzione verso le loro strategie, la velocità con cui elaborano le informazioni, l’analisi dello specifico compito implicato e la suddivisione dei problemi in passi più piccoli e precisi.
  • Un altro approccio che enfatizza l’interazione sociale è quello denominato del conflitto sociocognitivo: l’interazione sociale a cui il bambino partecipa può produrre a certe condizioni un disequilibrio cognitivo che induce la ricerca di un’organizzazione mentale di ordine superiore.

LA TEORIA DELLO SVILUPPO COGNITIVO DI VYGOTSKIJ

Così come Piaget, anche Lev Vygotskij (1896-1934) sottolineò il fatto che i bambini costruiscono attivamente la loro conoscenza. Secondo Vygotskij però, le funzioni mentali hanno connessioni sociali. L’evoluzione della mente avviene tramite l’acquisizione di strutture psichiche a complessità crescente: funzioni psichiche inferiori e superiori. Funzioni psichiche inferiori : percezione, motricità, emozioni, attenzione spontanea, memoria non volontaria; Funzioni psichiche superiori : attenzione volontaria, pensiero, calcolo, memoria logica, ragionamento. Attraverso l’acquisizione del linguaggio le funzioni inferiori si interiorizzano trasformandosi in funzioni psichiche superiori. Mediatori simbolici Per Vygotskij la transizione da un’intelligenza pratica, legata alla realtà, ad un’intelligenza condivisa e condivisibile perché astratta, non avviene solo attraverso il linguaggio.

  • Mediatori simbolici: sistemi di segni (parole, numeri) appresi non per imitazione o condizionamento, ma come il prodotto dello sviluppo storico culturale, ecco perché sono anche chiamati mediatori culturali (derivano dall’appartenere ad una cultura e ne mediano l’acquisizione da parte del singolo). Zona di sviluppo prossimale (ZPD) Definita anche area di sviluppo potenziale o prossimo (ZPD), è il termine usato da Vygotskij per riferirsi alla differenza tra il livello di sviluppo effettivo di un individuo, manifestato quando risolve un compito da solo, e il suo livello di sviluppo potenziale, che si potrebbe esprimere se il compito fosse risolto con le indicazioni ed i suggerimenti di un adulto o di un pari più competente.