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Formulario completo "Statica" - Prof. L. Martinelli, Formulari di Statica

Formulario e appunti di tutto il corso diviso per lezioni e correlato da immagini del corso di Statica tenuto dal prof. L. Martinelli

Tipologia: Formulari

2020/2021

In vendita dal 09/09/2024

iacopo-demartini
iacopo-demartini 🇮🇹

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STATICA
L’OGGETTO DELLA MATERIA: LO SCHELETRO
ogni struttura possiede uno scheletro = la struttura portante di ogni edificio
può essere:
enfatizzato se è in vista
nascosto se è coperto da altri elementi
ha la funzione di ricevere i carichi e di scaricarli a terra attraverso le fondazioni
garantisce:
rigidezza = conservazione della forma
stabilità = assenza di movimento
resistenza = evita la rottura dello scheletro
presenza di una gerarchia tra gli elementi strutturali ( travi, pilastri, solette ...)
le azioni interne hanno la capacità di dare forma agli elementi strutturali, a seconda delle forze
presenti ( trazione, taglio, flessione ...) gli elementi strutturali devono avere giusta la giusta
configurazione
lezione 14/09/2020
scheletro nascosto scheletro enfatizzato
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Scarica Formulario completo "Statica" - Prof. L. Martinelli e più Formulari in PDF di Statica solo su Docsity!

STATICA

L’OGGETTO DELLA MATERIA: LO SCHELETRO

  • ogni struttura possiede uno scheletro = la struttura portante di ogni edificio
  • può essere:
    • enfatizzato se è in vista
    • nascosto se è coperto da altri elementi
  • ha la funzione di ricevere i carichi e di scaricarli a terra attraverso le fondazioni
  • garantisce:
    • rigidezza = conservazione della forma
    • stabilità = assenza di movimento
    • resistenza = evita la rottura dello scheletro
  • presenza di una gerarchia tra gli elementi strutturali ( travi, pilastri, solette ...)
  • le azioni interne hanno la capacità di dare forma agli elementi strutturali, a seconda delle forze presenti ( trazione, taglio, flessione ...) gli elementi strutturali devono avere giusta la giusta configurazione

scheletro nascosto scheletro enfatizzato

LA STRUTTURA

  • è composta da diverse parti che attraverso la forma, la posizioine e i collegamenti tra le varie parti ne determinano la sua forma
  • è un sistema che trasferisce i carichi a terra.
  • noi le studieremo SOLO per quanto riguarda il loro equilibrio
  • gli elementi strutturali li possiamo classificare in base a:
    • geometria
      • elementi lineari (travi, pilastri), trasmissione carico monodomensionale
      • elementi di superficie (piani, curve), trasmissione carico bidimensionale
      • elementi di volume (plinti)
    • rigidezza
      • elementi rigidi
      • elementi deformabili
  • NON deve muoversi durante tutte le sollecitazioni del mondo esterno a cui è costantemente sottoposta
  • la si può descrivere attraverso un modello matematico caratterizzato dall’interazione delle varie forze
  • ci concentreremo sulla statica: condizione per cui per un corpo non si ha alcun tipo di moto

I VETTORI E LE LORO CARATTERISTICHE

  • rappresentato da una freccia che ne determina la sua direzione
  • la lunghezza del vettore dal punto di vista grafico è dirattamente proporzionale alla sua intensi- tà (modulomodulo)
  • • retta d’azioneretta d’azione = retta identificata dal prolungamento del vettore
  • generalmente rappresentato con una lettera maiuscola (metodo usato dal prof), es: VV
  • • modulo di un vettoremodulo di un vettore = identifica l’intensità del vettore es: | VV |
  • • vettori ugualivettori uguali = se sono esattamente sovrapponiubili tra loro tramite una banale traslazione
  • • vettori oppostivettori opposti = vettori uguali MA con direzione opposta es: VV ee -V-V

LA SOMMA TRA DUE VETTORI

  • definita come regola del parallelogrammaregola del parallelogramma
  • fondamentale per trovare la risultanterisultante = il vettore somma es:= il vettore somma es: R = FR = F 11 + F+ F 22
  • il vettore somma rappresenta i lato di chiusura della poligonale orientato sempre dal primo vet- tore verso l’ultimo. NB: se la poligoanale risulta nulla allora sarà nulla anche la somma. ESEMPIO DI SOMMA TRA VETTORI: si supponga che, a partire da un punto O, un’automobile percorra 3 km verso Nord, quindi 2 km verso Nord–Est. risoluzione:
  • Il vettore P-O rappresenta lo spostamento di 3 km verso Nord.
  • Il vettore Q-P rappresenta lo spostamento verso Nord-Est di 2 km
  • Lo spostamento complessivo e’ il vettore Q-O, ottenuto ‘’sommando’’ P-O a Q−P modulo di un vettore vettori opposti vettori uguali somma di vettori con regola del prallelogramma

VERSORI E COMPONENTI

  • • i versorii versori sono vettori che hanno modulo pari a 1,sono vettori che hanno modulo pari a 1, | VV | = 1
    • comunicano SOLO una informazione: la direzione
    • vengono indicati con lettere minuscole (v)
  • • ILIL componentecomponente è un vettore trovato grazie alla proiezione del vettoreè un vettore trovato grazie alla proiezione del vettore VV lungo la direzione nlungo la direzione n
  • • il componente si trova attraverso ilil componente si trova attraverso il PRODOTTO SCALARE PER UN VETTOREPRODOTTO SCALARE PER UN VETTORE (1(1’’^ prodotto)prodotto)
  • prodotto tra un numero e un vettore
  • V = v a
  • V è un vettore dato dalla moltiplicazione tra il versore di V (v) e il suo modulo (a)
  • • LALA componentecomponente sono i vettori che stanno sull’asse X e Y in cui il vettore originario viene scom- posto ( Fx e Fy)
  • le componenti si trovano attraverso il PRODOTTO SCALAREPRODOTTO SCALARE (2(2’’^ prodotto)prodotto)
  • prodotto tra un vettore e un angolo
  • Fx = F (cos θ) e Fy = F (sen θ)
  • Fx e Fy sono numeri dati dalla moltiplicazione tra un vettore e l’angolo teta (θ) che è for mato dal vettore F e l’asse X
  • dalla formula poi si possono trarre le formule inverse per trovare il vettore date le sue componenti. NB se Fx < 0 allora al risultato finale di θ bisogna aggiungere 180° ESEMPIO DI PRODOTTO SCALARE IL componente di un vettore LE componenti dei vettori

MOMENTI PARTICOLARI E TEOREMA DI VARIGNON

  • • il momento di un sistema di forzeil momento di un sistema di forze equivale alla somma di ogni momento di ogni forza nel siste- ma
  • • il momento di una coppiail momento di una coppia lo abbiamo quando il sistema di forze è composto da due forze uguali in tutto tranne nella loro direzione che è opposta. In questo caso il momento è il prodotto tra il modulo di una delle due forze e la loro distanza M = F a
  • • teorema di varignonteorema di varignon = in un sistema di forze la somma dei momenti di ciascuna forza in un sin-

golo punto equivale al momento della risultante del sistema di forze in quel punto

  • una conseguenza è il fatto che sistemi di forze equipollenti (hanno la stessa risultante) produr- ranno sul corpo gli stessi effetti meccanici

I CARICHI

  • sono forzeforze date dall’interazione fra corpi
  • vengono rappresentati attraverso sistemi di forze, l’intesità delle forze prende il nome di “densi- tà di carico”
  • i carichi, visto che sono forze, vengono rappresentati attraverso i vettori.
  • si classificano in base a:
    • andamento nel tempo (attenzione alla scala di tempo che si sceglie)
      • statici = variano molto lentamente
      • dinamici = variano molto velocemente
    • posizione occupata
      • fissi = fermi in un punto
      • dinamici = si muovono su diversi punti
    • zona caricata (approfondimento subito dopo)
      • puntuali
      • lineari
      • di superficie PUNTUALIPUNTUALI
  • si studiano come una singolasingola forza applicata in un puntopunto
  • nella realtà non esistono ma sono utili nello studio DI SUPERFICIE
  • carichi distribuiti su una superficiesuperficie
  • sono spesso il peso degli elementi strutturali ( es: i solai)
  • sono il punto di partenza per lo studio dei carichi lineari, possono essere scomposti in tanti carichi lineari LINEARI
  • carichi distribuiti lungo una stesa di caricostesa di carico (idealizzata come una trave e studiata come una linea)
  • in base alla distribuzione del carico si classificano in
  • costanti
  • triangolari
  • generici carico costante carico triangolare carico generico

GLI EDIFICI E IL LORO SISTEMA STRUTTURALE

  • gli elementi della struttura possono essere considerati come elementi monodimensionali e rap- presentati mediante linee
  • la struttura può essere decomposta in strutture piane organizzate nello spazio
  • • i nodii nodi sono i punti in cui vi è l’intersezione tra le strutture piane (es: pilastro e trave)

GLI ELEMENTI DELL’ANALISI CINEMATICA

  • • asta a sezione costanteasta a sezione costante = elemento strutturale prismatico con sezione trasversale costante. È schematizzabile con una linea (la sua linea d’asse)
  • • asta snellaasta snella = la sua lunghezza è di molto maggiore alla sua sezione trasversale
  • ogni asta in un sistema di riferimento cartesiano (2D) ha 3 gradi di libertàgradi di libertà (si può spostare in tre(si può spostare in tre direzioni differenti):direzioni differenti): - rotazione - traslazione parallella al piano - traslazione ortogonale al piano
  • • vincolivincoli = formano una struttura stabile collegando le travi tra loro ed eliminando i gradi di libertà= formano una struttura stabile collegando le travi tra loro ed eliminando i gradi di libertà
  • diverse tipologie di vincoli:
    • vincoli esterni = collegano la struttura al sistema di riferimento (es: terreno)
    • vincoli interni = collegano gli elemnti della struttura tra loro
  • VINCOLI ESTERNI - INTERNI
    • vincolo triplo = è un incastro, blocca completamente il corpo in cui è connesso, elimina tutti i gradi di libertà
    • vincoli doppi = eliminano due dei tre gradi di libertà
      • • cernieracerniera = consente solo la rotazione
      • • pattino | manicottopattino | manicotto = consente solo lo spostamento parallelo | ortogonale
    • vincoli singoli = eliminano solamemente uno dei tre gradi di libertà
      • • carrellocarrello = consente sia lo spostamento parallelo che la rotazione elementi monodimensionali i nodi
GRADI DI VINCOLO
  • vincoli esterni
    • • carrellocarrello = GdV = 2n-
    • • cerniera =cerniera = GdV = 2n
    • • pattino =pattino = GdV = 3n-
  • vincoli interni
    • • carrellocarrello = GdV = 2n-
    • • cerniera =cerniera = GdV = 2n-
    • • pattino =pattino = GdV = 3n-

IL CIR

  • il CIR (centro di istantanea rotazione) è l’unico punto del piano a non subire alcun tipo di rotazi- one
  • tutti i corpi del piano (nel nostro caso aste) possono essere rappresentati attraverso una rotazi- one attorno al CIR
  • • una struttura NON può muoversi se ha più di un CIRuna struttura NON può muoversi se ha più di un CIR CIR CARRELLO CIR PATTINO CIR CERNIERA
  • L’ ARCO A TRE CERNIERE: è una particolare struttura composta da 2 aste e 3 cerniere inter- ne
  • essa è sempre una struttura ipostatica eccezion fatta per il suo caso degenere (le due aste orizzontali sono allineate) - C=12, F=12, CIR=
  • I CIRCOLI CHIUSI: è una particolare struttura a forma triangolare composta da 3 aste e 3 cer- niere interne, si puo ancorare a terra inserendo tre vincoli esterni (1 cerniera e 1 carrello) - essa è sempre una struttura isostatica e può essere montata una in serie all’altra a for- mare un intero corpo rigido - C=9+3, F=12, CIR= circolo chiuso corpo rigido ancorato con 3 vincoli esterni corpo rigido ancorato con 4 vincoli esterni

L’EQUILIBRIO DEI CORPI RIGIDI

  • si raggiunge quando tutte le forze in gioco si contrastano, cioè quando non viene generato alcun tipo di moto:
  • più in generale un sistema è in equilibrio solo se lo sono tutte le sue parti
  • esistono due tipologie di forze che concorrono all’equilibrio
    • forze attive = forze applicate sul corpo derivanti dal mondo esterno (vento, gravità...)
      • sono le forze note in un sistema
    • forze vincolari = forze applicate sul corpo derivanti dall’interazione tra il corpo e i suoi vincoli esterni (terreno)
      • sono le forze note incognite, da trovare in un sistema IMPORTANTE: per risolvere staticamente una struttura bisogna prima di tutto trovare le forze vincolari PIU NEL DETTAGLIO:
  • un corpo è in equilibrio quando le due equazioni vettoriali sono =
      1. la risultante delle forze = 0
      • identifica la traslazione verticale e orizzontale
      • R=
      1. il momento delle forze = 0
      • identifica la rotazione intorno ad un punto
      • M=
  • in un sistema piano, per noi il piano cartesiano (X, Y), la risultante delle forze si scompone in due forze diffrenti, le sue componenti (Rx, Ry)
  • in sintesi perche ci sia equilibrio le tre equazioni cardinali della statica devono essere =0le tre equazioni cardinali della statica devono essere =
    • Rx = 0
    • Ry = 0
    • M = 0 IMPORTANTE: queste sono le condizioni necessarie e sufficienticondizioni necessarie e sufficienti perche un corpo risulti in equiliperche un corpo risulti in equili brio, se ciò non viene rispettato il corpo NON è in equilibrio.brio, se ciò non viene rispettato il corpo NON è in equilibrio.

ESERCIZI SULL’ANALISI CINEMATICA

  • 2 aste = 6 GdL
  • 4 carrelli a terra = 4 GdV
  • 1 cerniera interna = 2 GdV TOT:
    • 6 Gdl
    • 6 GdV
  • struttura ISOSTATICA
  • analisi CIR:
    • esistono 2 CIR differenti ( vedi tratteggiata blu)
  • struttura NON labile
  • 4 aste = 12 GdL
  • 2 cerniere a terra = 4 GdV
  • 4 cerniera interna = 8 GdV TOT:
    • 12 Gdl
    • 12 GdV
  • struttura ISOSTATICA
  • mi posso ricondurre ad un arco a 3 cerniere
  • struttura NON labile struttura a cui ci si può ricondurre: arco a tre cerniere struttura a cui ci si può ricondurre: arco a tre cerniere
  • 5 aste = 15 GdL
  • 2 cerniere a terra = 4 GdV
  • 5 cerniera interna = 10 GdV TOT:
    • 15 Gdl
    • 14 GdV
  • struttura IPOSTATICA
  • provo a studiarla separatamente:
    • parte viola = arco a tre cerniere
    • parte verde = struttura labile ( 9 GDL e 8 GDV)
  • struttura LABILE
  • 5 aste = 15 GdL
  • 2 incastri a terra = 6 GdV
  • 5 cerniera interna = 10 GdV TOT:
    • 15 Gdl
    • 16 GdV
  • struttura IPERSTATICA
  • se è iperstatica struttura NON labile
  • 3 aste = 9 GdL
  • 2 cerniere a terra = 6 GdV
  • 2 cerniera interna = 4 GdV TOT:
    • 9 Gdl
    • 10 GdV
  • struttura IPERSTATICA
  • se è iperstatica struttura NON labile
  • la conferma la posso avere scomponendola:
    • arco a tre cerniere in rosso
    • biella in blu
  • 4 aste = 12 GdL
  • 2 cerniera a terra = 6 GdV
  • 2 cerniera interna = 6 GdV TOT:
    • 12 Gdl
    • 12 GdV
  • struttura ISOSTATICA
  • analisi CIR:
    • esiste 1 CIR ( vedi tratteggiata blu)
  • struttura LABILE
  • 4 aste = 12 GdL
  • 1 incastro a terra = 6 GdV
  • 1 cerniera a terra = 2 GdV
  • 2 cerniera interna = 6 GdV TOT:
    • 12 Gdl
    • 14 GdV
  • struttura IPERSTATICA
  • la posso scomporre in:
    • arco a tre cerniere in verde
    • struttura statica in rosso
    • asta in più che non influisce in blu
  • struttura NON labile
  • 3 aste = 9 GdL
  • 3 cerniera a terra = 6 GdV
  • 2 cerniera interna = 4 GdV TOT:
    • 9 Gdl
    • 10 GdV
  • struttura IPERSTATICA
  • la posso scomporre in:
    • arco a tre cerniere in blu
    • un carrello a terra
  • struttura NON labile
  • 4 aste = 12 GdL
  • 4 cerniera a terra = 8 GdV
  • 2 cerniera interna = 4 GdV TOT:
    • 12 Gdl
    • 12 GdV
  • struttura ISOSTATICA
  • la posso scomporre in:
    • 4 bielle in blu che sostituisco con i carrelli
  • struttura NON labile