Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Freud e Jung a confronto, Formulari di Filosofia

Confronto tra la psicanalisi di Freud e di Jung

Tipologia: Formulari

2020/2021

Il download di questo documento non è attualmente disponibile


In vendita dal 17/06/2021

Sofiagiub
Sofiagiub 🇮🇹

6 documenti

1 / 3

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
03/05/21
Confronto Freud e Jung
Il terzo filosofo del sospetto accanto a Marx e Nietzsche, Sigmund Freud, è il padre della psicanalisi,
protagonista della rivoluzione culturale e della crisi dei fondamenti delle scienze che scaturì con le sue
teorie, le quali ebbero grande influsso anche sulla letteratura Europea del Novecento, e le cui idee e
tecniche vennero sperimentate da un numero pressoché sterminato di autori, in particolare per
descrivere la vita interiore dei propri personaggi. Due strumenti stilistici caratterizzanti questo stile
sono il monologo interiore e il flusso di coscienza.
Vediamo coinvolti in particolare Italo Svevo, James Joyce, Virginia Woolf e Arthur Schnitzler.
Osservando invece le opere d’arte degli espressionisti, in particolare di Schiele (connazionale di
Freud), si riscontra questa propensione a indagare sulla vita umana, con un’analisi profonda e
introspettiva del soggetto stesso, propria delle teorie freudiane.
L’artista in genere, così come fa anche Schiele, assume il compito di interpretare psicologicamente i
soggetti (nei quali si intravede un’irrefrenabile ribellione e provocazione), cercando
contemporaneamente di “sublimare” le pulsioni represse.
Ritornando a Freud, il neurologo Viennese elabora con la psicanalisi una visione teorica della psiche
umana, affermando principalmente che l’uomo non è più padrone di se stesso e deve convivere con la
consapevolezza di possedere una zona d’ombra (CFR Jung, l’Ombra) che non conoscerà mai
interamente, l’Inconscio: questa visione sconvolge l’intera cultura dominata al tempo dal Positivismo.
Lo scopo di Freud è curare la mente e per farlo si serve di pratiche le quali fungono da vie di accesso
all’inconscio, come l’ipnosi, fondamentale per comprendere la genesi delle patologie come la nevrosi,
l’isteria e le fobie; altre come il transfert, le libere associazioni (CFR Romanzo moderno), l’analisi della
quotidianità (lapsus, dimenticanze, errori) e l’interpretazione dei sogni (CFR Surrealismo: Dalí
considerava i sogni e le immaginazioni come chiavi fondamentali per la conoscenza del pensiero
umano. Il legame tra lui e Freud è ampiamente documentato)
Non essendo questi metodi permanenti, nel 1896 Freud conia la seduta psicanalitica, tramite cui lo
psicanalista fa sì che vengano riportati alla luce traumi intrapsichici occultati dalla coscienza.
Altro fondamentale tema di studio di Freud fu lo sviluppo psicosessuale: In pieno periodo vittoriano,
scandalizzò con le sue tesi i suoi colleghi medici e la società, molti dei quali reagirono anche
violentemente. Il grande valore di questa straordinaria intuizione consente di differenziare la
sessualità infantile con quella adulta: occorre non identificare più la sessualità con l'attività genitale
dell'individuo adulto, ma scoprire che esiste anche una sessualità nel bambino, il quale naviga quattro
(più una) fasi psicosessuali prima di completarsi: orale, anale, edipica (CFR Complesso di Edipo e
Complesso di Elettra), di latenza e fase genitale.
La psicosessualità è un punto di partenza fondamentale che determina una netta separazione con un
altro importante filosofo del periodo: Carl Gustav Jung, allievo di Freud.
Jung con ammirazione e fiducia utilizza le tecniche psicoanalitiche nella cura dei propri pazienti, ma
ben presto decide di distaccarsi dalla scuola freudiana in quanto le sue osservazioni lo portano verso
un approccio originale e personale, denominato poi "Psicologia Analitica", il cui scopo clinico è
riportare il soggetto alla realtà liberandolo dai disturbi patogeni.
Jung rifiuta il "pansessualismo freudiano" ossia la concezione per cui al centro del comportamento
psichico degli esseri viventi vi sia l'istinto sessuale, in quanto lo ritiene limitante.
Per spiegare la dinamica della personalità, Jung ricorre, come Freud, al concetto della libido:
mentre per Freud è un concetto collettivo delle tendenze sessuali dell'uomo, per Jung il termine
‘libido’ designa l’energia psichica generale, presente in tutto quello che è ‘appetito’ o ‘spinta vitale’,
non necessariamente sessuale. Il desiderio suscitato dalla libido non è controllato da alcun tipo di
autorità, morale o altro: è un bisogno naturale del corpo come la fame, la sete, il sonno, oppure gli
stati emotivi e affettivi.
A seconda che la libido protenda verso l'interno o verso l'esterno, Jung distingue
tra introversione ed estroversione nella personalità: l'atteggiamento introverso denota colui che a
livello conscio tende a ripiegarsi su se stesso e ad orientare la sua energia psichica verso il mondo
pf3

Il download di questo documento non è attualmente disponibile

Anteprima parziale del testo

Scarica Freud e Jung a confronto e più Formulari in PDF di Filosofia solo su Docsity!

Confronto Freud e Jung

Il terzo filosofo del sospetto accanto a Marx e Nietzsche, Sigmund Freud, è il padre della psicanalisi, protagonista della rivoluzione culturale e della crisi dei fondamenti delle scienze che scaturì con le sue teorie, le quali ebbero grande influsso anche sulla letteratura Europea del Novecento, e le cui idee e tecniche vennero sperimentate da un numero pressoché sterminato di autori, in particolare per descrivere la vita interiore dei propri personaggi. Due strumenti stilistici caratterizzanti questo stile sono il monologo interiore e il flusso di coscienza. Vediamo coinvolti in particolare Italo Svevo, James Joyce, Virginia Woolf e Arthur Schnitzler. Osservando invece le opere d’arte degli espressionisti, in particolare di Schiele (connazionale di Freud), si riscontra questa propensione a indagare sulla vita umana, con un’analisi profonda e introspettiva del soggetto stesso, propria delle teorie freudiane. L’artista in genere, così come fa anche Schiele, assume il compito di interpretare psicologicamente i soggetti (nei quali si intravede un’irrefrenabile ribellione e provocazione), cercando contemporaneamente di “sublimare” le pulsioni represse. Ritornando a Freud, il neurologo Viennese elabora con la psicanalisi una visione teorica della psiche umana, affermando principalmente che l’uomo non è più padrone di se stesso e deve convivere con la consapevolezza di possedere una zona d’ombra (CFR Jung, l’Ombra) che non conoscerà mai interamente, l’Inconscio: questa visione sconvolge l’intera cultura dominata al tempo dal Positivismo. Lo scopo di Freud è curare la mente e per farlo si serve di pratiche le quali fungono da vie di accesso all’inconscio, come l’ipnosi, fondamentale per comprendere la genesi delle patologie come la nevrosi, l’isteria e le fobie; altre come il transfert, le libere associazioni (CFR Romanzo moderno), l’analisi della quotidianità (lapsus, dimenticanze, errori) e l’interpretazione dei sogni (CFR Surrealismo: Dalí considerava i sogni e le immaginazioni come chiavi fondamentali per la conoscenza del pensiero umano. Il legame tra lui e Freud è ampiamente documentato) Non essendo questi metodi permanenti, nel 1896 Freud conia la seduta psicanalitica, tramite cui lo psicanalista fa sì che vengano riportati alla luce traumi intrapsichici occultati dalla coscienza. Altro fondamentale tema di studio di Freud fu lo sviluppo psicosessuale: In pieno periodo vittoriano, scandalizzò con le sue tesi i suoi colleghi medici e la società, molti dei quali reagirono anche violentemente. Il grande valore di questa straordinaria intuizione consente di differenziare la sessualità infantile con quella adulta: occorre non identificare più la sessualità con l'attività genitale dell'individuo adulto, ma scoprire che esiste anche una sessualità nel bambino, il quale naviga quattro (più una) fasi psicosessuali prima di completarsi: orale, anale, edipica (CFR Complesso di Edipo e Complesso di Elettra), di latenza e fase genitale. La psicosessualità è un punto di partenza fondamentale che determina una netta separazione con un altro importante filosofo del periodo: Carl Gustav Jung, allievo di Freud. Jung con ammirazione e fiducia utilizza le tecniche psicoanalitiche nella cura dei propri pazienti, ma ben presto decide di distaccarsi dalla scuola freudiana in quanto le sue osservazioni lo portano verso un approccio originale e personale, denominato poi "Psicologia Analitica", il cui scopo clinico è riportare il soggetto alla realtà liberandolo dai disturbi patogeni. Jung rifiuta il "pansessualismo freudiano" ossia la concezione per cui al centro del comportamento psichico degli esseri viventi vi sia l'istinto sessuale, in quanto lo ritiene limitante. Per spiegare la dinamica della personalità, Jung ricorre, come Freud, al concetto della libido: mentre per Freud è un concetto collettivo delle tendenze sessuali dell'uomo, per Jung il termine ‘libido’ designa l’energia psichica generale, presente in tutto quello che è ‘appetito’ o ‘spinta vitale’, non necessariamente sessuale. Il desiderio suscitato dalla libido non è controllato da alcun tipo di autorità, morale o altro: è un bisogno naturale del corpo come la fame, la sete, il sonno, oppure gli stati emotivi e affettivi. A seconda che la libido protenda verso l'interno o verso l'esterno, Jung distingue tra introversione ed estroversione nella personalità: l'atteggiamento introverso denota colui che a livello conscio tende a ripiegarsi su se stesso e ad orientare la sua energia psichica verso il mondo

interiore (pensieri ed emozioni), a livello inconscio invece prevale una posizione di analisi critica del mondo esterno. L'atteggiamento estroverso caratterizza colui che dal punto di vista del conscio si relaziona in maniera positiva con il mondo esterno (fatti e persone), accettandolo, mentre a livello in conscio ha un atteggiamento più riservato e diffidente. Vi sono quattro funzioni psicologicamente fondamentali: il pensiero, il sentimento, la sensazione e l'intuizione. Ciascuna di queste funzioni ci consente di adattarci al mondo e alla vita. Il pensiero utilizza dei processi logici, il sentimento utilizza dei giudizi di valore, la sensazione percepisce i fatti e l’intuizione percepisce le possibilità presenti dietro i fatti. Mentre Freud era pessimista, razionalista e ateo (l’uomo è Coscienza e Ragione ma è dominato dall’Inconscio irrazionale; l’Inconscio è irrazionale ma è indagabile razionalmente, scientificamente, intellettualmente), Jung era interessato alla mitologia, alla mistica e alla religione, che considerava, al pari dell’Inconscio, come non-razionali. Altro punto di rottura tra i due filosofi fu appunto il concetto di Inconscio: come espresso prima, per Freud l’inconscio è individuale ed è ricollegato ad un processo che ci condiziona per tutta la nostra vita emozionale e relazionale. Jung si discosta apertamente dalle convinzioni freudiane sostenendo che l’Inconscio non è individuale ma collettivo ed è formato dall’unione di autogenesi e di filogenesi: l’autogenesi è un processo psichico individuale che si incrocia con la filogenesi, un processo psichico comune, in ogni struttura cerebrale individuale rinasce un inconscio collettivo e ognuno interagisce con esso a modo proprio. Jung vede nella personalità/psiche dell'individuo il prodotto e la sintesi della sua storia ancestrale. L'uomo nasce già con molte predisposizioni trasmesse dai suoi antenati (CFR Cartesio, le idee innate VS Locke, tabula rasa), una serie di situazioni e ripetizioni storiche comuni e queste lo guidano nella sua condotta, ciò fa sì che esista una personalità collettiva e preformata che è modificata ed elaborata dalle esperienze che riceve che influenzano il nostro agire, sono immagini primordiali: gli Archetipi, ossia le forme primarie delle esperienze vissute dall’umanità nello sviluppo della coscienza, pure forme condivise da ogni uomo sulla Terra, radicate nell’inconscio collettivo di qualsiasi popolo, che si manifestano come simboli, istinti primordiali, che non solo preesistono nella psiche individuale, ma la organizzano.

Secondo Jung gli Archetipi sono "modelli funzionali innati costituenti nel loro insieme la natura

umana";"Nessun archetipo è riducibile a semplici formule. L'archetipo è come un vaso che non si può

svuotare né riempire mai completamente. In sé, esiste solo in potenza, e quando prende forma in una

determinata materia, non è più lo stesso di prima. Esso persiste attraverso i millenni ed esige tuttavia

sempre nuove interpretazioni. Gli archetipi sono elementi incrollabili dell'inconscio, ma cambiano

forma continuamente" (CIT. Jung)

Jung individua 12 Archetipi che risiedono all’interno di ognuno di noi e agiscono in qualsiasi momento e situazione: Innocente, Orfano, Guerriero, Angelo custode, Amante, Cercatore, Distruttore, Creatore, Sovrano, Mago, Saggio, Folle (CFR Pirandello, la follia/pazzia). Alcuni possono essere più attivi nell’infanzia, altri da adulti, anche se tutto dipende dall’armonia dello sviluppo interiore. Un’altra delle ragioni che portarono Jung a questo doloroso distacco da colui che fino ad allora aveva considerato un Maestro, è la teoria sui sogni. All'interno di questa vengono considerati in modo diverso alcuni elementi di base quali lo stesso metodo di analisi, ma anche la considerazione della simbologia onirica e la funzione dei sogni. Jung ritiene infatti, a differenza di Freud, che il sogno non nasconda nulla, che non inganni colui che si appresta a osservarlo, ma che semplicemente vada in qualche modo "tradotto" attraverso i simboli propri di ogni persona e cultura. Il sogno cioè permette a quella parte del complesso inconscio di iniziare un dialogo con la coscienza. Dal punto di vista di Freud i sogni sono una facciata, immagini non oggettive ma mistificate, ciò che produce è chiamato contenuto onirico latente ed è costituito da desideri, tendenze e pensieri inconsci, ciò che si ricorda è il contenuto onirico manifesto. Il fattore principalmente responsabile della deformazione e dei travestimenti, è la censura onirica, ossia quella funzione psichica che tende ad impedire ai desideri inconsci l’accesso diretto alla coscienza, costringendo così il sogno a camuffarsi per poter sfuggire alla sua azione.