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Appunti delle lezioni sul perturbante secondo Freud
Tipologia: Appunti
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noi proviamo, un’esperienza esistenziale ma anche estetica (l’arte riesce a restituirci i nostri mostri interiori sotto forma di opera). Nella vita di tutti i giorni siamo costretti a confrontarci continuamente con questo aspetto mostruoso delle cose familiari che tutto a un tratto non sono più familiari. Il perturbante si ha nel momento in cui un trauma toglie al familiare il suo volto consueto e rassicurante. Le cose si svuotano, non ci parlano più, e tutto ciò diventa angosciante.
su di lui. Scrive Freud che “si teme un’intenzione segreta di nuocere e si suppone, basandosi su determinati indizi, che questa intenzione disponga anche della forza per attuarsi”. [il prof dice non c’è cosa al mondo che possa agire su di noi se non siamo noi stessi a permetterglielo, è come Nataniele con il mago sabbiolino perché il potere che Nataniele credeva che il mago sabbiolino avesse su di lui è in realtà il potere che Nataniele stesso gli permetteva di avere su di lui. Se qualcosa ci turba domandiamoci perché ci sta turbando e perché gli permettiamo di farlo, è l’unica domanda seria da porci perché alcuni problemi non sono da risolvere ma da dissolvere e un problema si dissolve quando facciamo sparire l’oggetto problematico. Tutti i “devo” creano in noi una serie di potenze che subiamo, dove c’è un dovere c’è qualcuno, noi, che subisce questo dovere.] Freud parla anche della coazione a ripetere ovvero un meccanismo psicologico tipico dell’infanzia che inconsciamente ci porta a ripercorrere le stesse strade e gli stessi errori. Questo meccanismo ci crea un effetto perturbante quando non capiamo che ciò che accade avviene per un nostro problema inconscio che è proprio la coazione a ripetere. Freud poi affronta il tema fondamentale del RITORNO DI UN RIMOSSO TRAUMATICO : tutti i traumi vengono piano piano rimossi, questo non significa che vengono cancellati ma vengono semplicemente depositati da qualche parte dentro di noi e perciò da un momento all’altro potrebbero tornare a galla. Scrive Freud che “tra le cose angosciose dev’essercene un gruppo nel quale è possibile scorgere che l’elemento angoscioso è qualcosa di rimosso che ritorna”. Il perturbante per Freud, come abbiamo già visto, “non è in realtà niente di nuovo o di estraneo, ma è invece un che di familiare alla vita psichica fin dai tempi antichissimi e ad essa estraniatosi soltanto a causa del processo di rimozione”. Questo ci chiarische anche la definizione di Schelling di perturbante. → il perturbante è il ritorno in superficie di traumi infantili rimossi, il trauma infantile è alla base del perturbante. In Nataniele il trauma del mago sabbiolino si fissa quando la figura del padre si sdoppia, il padre buono diventa una figura che lo condanna e per un bambino non c’è niente di più perturbante dei comportamenti ambigui dei genitori. → nella psicoanalisi il tema del rimosso è fondamentale, noi tendiamo a rimuovere le esperienze traumatiche ma queste non vengono eliminate ma rimangono chiuse in una stanza buia e basta un’associazione o un richiamo (un odore, un profumo, una voce, un volto, ecc.) per riportare il trauma in superficie e quando ciò accade torniamo all’età del trauma. Ecco che per Freud il perturbante è ciò che è stato familiare ma a un certo punto diventa non-familiare, è l’heimlich che si trasforma in unheimlich, l’effetto perturbante che si ha quando qualcosa risveglia un nostro trauma e improvvisamente non ci sentiamo più a casa. [Non c’è un perturbante in sé ma dipende dalla soggettività di ciascuno. Ci sono due momenti strutturali del ritorno del rimosso che provocano turbamento su due livelli diversi: uno è il ritorno del rimosso in quanto tale, ovvero di un trauma, e questo ritorno è traumatico perché ci fa rivivere il trauma passato e agisce sull’emotività: l’altro è il ritorno di una credenza superata ovvero il ritorno di una credenza che avevamo abbandonato in una certa fase della nostra vita e questo ritorno ci fa credere una cosa che avevamo smesso di credere e agisce sull’intelletto.]
[Il trauma è legato all’ angoscia e da un punto di vista psicoanalitico sperimentare l’angoscia significa sperimentare l’impossibilità di una separazione. Proviamo angoscia quando ci sentiamo incatenati a una cosa che non riusciamo a sciogliere, se l’angoscia viene superata ci lasciamo alle spalle ciò che per noi era troppo, è la perdita di una parte di noi legata all’altro.
In quest’ultima parte dell’articolo Freud parla del fatto che il perturbante nel mondo della finzione letteraria va considerato a parte. Scrive che “molte cose che sarebbero perturbanti se accadessero nella vita non sono perturbanti nel regno della finzione letteraria” perché sorvoliamo sulle cose che potrebbero avere effetti perturbanti se ci accadessero davvero.