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G. V. Catullo, Carmina, Dispense di Latino

Analisi del libro dei Carmina nella scissione del poeta tra amore e affetto.

Tipologia: Dispense

2023/2024

Caricato il 02/07/2026

piera-tecce
piera-tecce 🇮🇹

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Dal Diritto ai diritti.
Quello di Gaza è, ormai da anni, un nodo che pare terribilmente insolubile. Dalla dichiarazione
Balfour (1917) alla risoluzione ONU del 1948 alla nakba, dalla guerar dei Sei Giorni e agli accordi di
Oslo, dalla I alla II Intifada, diritti fino al terribile 7 ottobre del 2023, un assalyo Hamas che è costato
la vita a circa 1300 persone. Oltre 70 anni di tensioni, radici profonde in problemi storici, religiosi e
geopolitici.
I fatti sono noti, i media ne sono inondati.
Da quel giorno non c’è stata pace per il popolo palestinese e, probabilmente, anche per molti ebrei.
Se ci chiediamo ancor oggi come sia stato possibile l’Olocausto, allora è ugualmente legittimo
chiedersi come sia possibile questa perpetrata violenza sulla Palestina. Una violenza che non ha nome
né diritti e che annichilisce: 50.000 i bambini morti (le vittime più giovani due bambine di 4 giorni),
25.000 le donne di cui migliaia incinte, circa 70.000 le vittime contate ad oggi, cui si sommano quelle
non ancora riconosciute, ammassi di carne che si contano a peso. Per non parlare del dell’embargo
degli aiuti: anestetici, antibiotici, cibo, acqua. Anche gli aiuti sono una trappola. Anche la fame è un
mezzo di sterminio.
Che nei cunicoli di questa terra di sangue si nascondano terroristi di Hamas è certo, ma mi chiedo se
sia comunque legittimo bombardare una casa ed uccidere 9 bambini, 9 fratellini, i figli della dott.ssa
……
Cosa possiamo fare noi cittadini dell’U E? In che modo possiamo contribuire a fermare il macello, la
guerra, il dolore dei popoli? Noi, proprio noi che puntiamo il dito inquisitorio verso i cittadini
dell’Europa degli anni “40 e gli chiediamo il conto: Come avete potuto consentire tutto ciò?
Sulla questione si è pronunciata, tra le tante, una voce più che autorevole, la Senatrice Eliana Segre, 94
anni, sopravvissuta al campo di sterminio nazista: “provo unosconforto che rasenta la disperazione"
di fronte alla guerra in corso a Gaza. È chiaro – ammette – che, dopo un trauma come quello del 7
ottobre, qualunque governo israeliano avrebbe reagito con durezza. Ma la guerra a Gaza ha avuto
connotati di ferocia inaccettabili, andando ben oltre principi umanitari e rispetto del diritto
internazionale che Israele dovrebbe far propri”. Nell’ultima sua opera, riflessioni di una donna di pace,
la senatrice ribadisce che oggettivamente Hamas è un partito terrorista, animato da fanatismo
teocratico e sanguinario, che vuole la distruzione di Israele e strumentalizza i palestinesi, ma
aggiunge anche : provo repulsione per Netanyahu e per la destar estremista e ipernazionalista
israeliana, è andato oltre principi umanitari e rispetto del diritto internazionale”. Inoltre teme
che questo accanimento sarà fonte di nuovo antisemitismo. E’ un cane che si morde la coda, un
circolo vizioso, un mostruoso circolo vizioso.
Npn c’è dunque soluzione? Questi due popoli sono incapaci di liberarsi da una sorta di condanna a
odiarsi e a combattersi a vicenda".
Ebbene, io credo nella possibilità di limitare i danni, di agire nella Storia. Io credo nelle
manifestazioni, quelle civili, quelle pacifiche: in questi ultimi mesi il popolo è sceso in piazza a
Parigi….. per manifestare, giustamente, le proprie aspettative di pace ed il dissenso
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Dal Diritto ai diritti.

Quello di Gaza è, ormai da anni, un nodo che pare terribilmente insolubile. Dalla dichiarazione Balfour (1917) alla risoluzione ONU del 1948 alla nakba, dalla guerar dei Sei Giorni e agli accordi di Oslo, dalla I alla II Intifada, diritti fino al terribile 7 ottobre del 2023, un assalyo Hamas che è costato la vita a circa 1300 persone. Oltre 70 anni di tensioni, radici profonde in problemi storici, religiosi e geopolitici.

I fatti sono noti, i media ne sono inondati.

Da quel giorno non c’è stata pace per il popolo palestinese e, probabilmente, anche per molti ebrei.

Se ci chiediamo ancor oggi come sia stato possibile l’Olocausto, allora è ugualmente legittimo chiedersi come sia possibile questa perpetrata violenza sulla Palestina. Una violenza che non ha nome né diritti e che annichilisce: 50.000 i bambini morti (le vittime più giovani due bambine di 4 giorni), 25.000 le donne di cui migliaia incinte, circa 70.000 le vittime contate ad oggi, cui si sommano quelle non ancora riconosciute, ammassi di carne che si contano a peso. Per non parlare del dell’embargo degli aiuti: anestetici, antibiotici, cibo, acqua. Anche gli aiuti sono una trappola. Anche la fame è un mezzo di sterminio.

Che nei cunicoli di questa terra di sangue si nascondano terroristi di Hamas è certo, ma mi chiedo se sia comunque legittimo bombardare una casa ed uccidere 9 bambini, 9 fratellini, i figli della dott.ssa ……

Cosa possiamo fare noi cittadini dell’U E? In che modo possiamo contribuire a fermare il macello, la guerra, il dolore dei popoli? Noi, proprio noi che puntiamo il dito inquisitorio verso i cittadini dell’Europa degli anni “40 e gli chiediamo il conto: Come avete potuto consentire tutto ciò?

Sulla questione si è pronunciata, tra le tante, una voce più che autorevole, la Senatrice Eliana Segre, 94 anni, sopravvissuta al campo di sterminio nazista: “provo uno sconforto che rasenta la disperazione" di fronte alla guerra in corso a Gaza. “È chiaro – ammette – che, dopo un trauma come quello del 7 ottobre, qualunque governo israeliano avrebbe reagito con durezza. Ma la guerra a Gaza ha avuto connotati di ferocia inaccettabili, andando ben oltre principi umanitari e rispetto del diritto internazionale che Israele dovrebbe far propri”. Nell’ultima sua opera, riflessioni di una donna di pace, la senatrice ribadisce che oggettivamente Hamas è un partito terrorista, animato da fanatismo teocratico e sanguinario, che vuole la distruzione di Israele e strumentalizza i palestinesi, ma aggiunge anche : provo repulsione per Netanyahu e per la destar estremista e ipernazionalista israeliana, è andato oltre principi umanitari e rispetto del diritto internazionale”. Inoltre teme che questo accanimento sarà fonte di nuovo antisemitismo. E’ un cane che si morde la coda, un circolo vizioso, un mostruoso circolo vizioso.

Npn c’è dunque soluzione? Questi due popoli sono incapaci di liberarsi da una sorta di condanna a odiarsi e a combattersi a vicenda".

Ebbene, io credo nella possibilità di limitare i danni, di agire nella Storia. Io credo nelle manifestazioni, quelle civili, quelle pacifiche: in questi ultimi mesi il popolo è sceso in piazza a Parigi….. per manifestare, giustamente, le proprie aspettative di pace ed il dissenso

Ma ancor di più io credo nel Diritto. Il Diritto internazionale ha normato la “guerra”: per quanto l’espressione possa parere un ossimoro in sé, ogni conflitto è un abominio ma al male non c’è fine, esiste anche “l’abominio dell’abominio”.

La Convenzione di Ginevra e il Codice di Norimberga hanno definito “reato” i crimini di guerra (massacri di civili, sturpri, maltrattamento ostaggi…) che vengono condannati, dal 2002, dalla Corte penale internazionale ( International Criminal Court - ICC), una corte situata a L'Aia (ad es Saddam Hussein e Slobodan Milošević).

Allo stesso modo la pulizia etnica (programma mirato all'eliminazione delle minoranze, attraverso il loro allontanamento forzato o mediante atti di aggressione militare) è condannata a livello internazionale (si pensi alla ex Jugoslavia). Per queste ragioni, in data 20 maggio 2024, il procuratore generale della Corte penale internazionale ha richiesto l'emissione di mandati di cattura contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della difesa Yoav Gallant, per "aver ridotto deliberatamente i civili palestinesi alla fame", di "omicidio volontario" e di "sterminio" e, allo stesso tempo, contro tre esponenti di Hamas, per i crimini di "sterminio", "presa di ostaggi" e "stupro e altre forme di violenza sessuale". Anche le Nazioni Unite si sono espresse a riguardo, attraverso la voce della relatrice Francesca Albanese.

Il “Genocidio (eliminazione sistematica di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso), infine, evocato da tanti riguardo alla questione palestinese, è reato ancor più grave, considerato non solo “crimine contro l'umanità”, ma come una violazione delle norme di “ jus cogens ”, ovvero del diritto inderogabile e inviolabile dei popoli (Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, adottata dall'ONU nel 1948).

In conclusione è chiaro che il “nodo di Gaza”, come lo definisce il Presidente Mattarella in un intervento del giorno 2 giugno 2025.

Le sue parole sono chiarissime e dirette, in primis, al corpo diplomatico presente: S'impone subito il cessate il fuoco a Gaza. E' disumano che venga ridotta alla fame un'intera popolazione, dai bambini agli anziani: l'esercito israeliano renda accessibili i territori della Striscia all'azione degli organismi internazionali per la ripresa di piena assistenza umanitaria alle persone". Anche i Palestinesi, come tutti i popoli, hanno diritto a un “focolare”, “Israele non può rifiutarsi "di applicare le norme del diritto umanitario ai cittadini di Gaza” e, alludendo alle guerre passate afferma: "è grave l'erosione di territori attribuiti alla Autorità Nazionale Palestinese". Da sempre, oggi come ieri, "l'occupazione illegale di territori di un altro paese non può essere presentata - come misura di sicurezza: si rischia di inoltrarsi sul terreno della volontà di dominio della barbarie nella vita internazionale". Ubi solitudinem, pacem appellant , affermava il barbaro Calgaco tramite a penna di Tacito nel II sec d c. Dunque nulla è cambiato? Ebbene no! Il Diritto ha sancito, deliberato, chiarito attraverso le esperienze passate.

"La pace non è un ideale per anime ingenue, stroncato poi dal severo giudizio della storia. La pace è esperienza che statisti lungimiranti hanno saputo pazientemente costruire. Occorre proseguirne