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Analisi grammaticale, logica, del periodo, retorica e traduzione dei principali carmina di Catullo
Tipologia: Appunti
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Traduzione: A chi dono il bel libretto nuovo, appena levigato dalla ruvida pomice? A te, Cornelio, infatti tu eri solito ritenere che le mie poesie valessero qualcosa già allora, quando osasti, unico fra gli Italici, esporre la storia universale in tre volumi ricchi di dottrina, per Giove, e di duro lavoro. Perciò, accetta questo libretto, per quel che è e per quel che vale ed esso, o vergine protettrice, possa durare nel tempo per più di una generazione. Il testo inizia con una domanda fittizia, retorica e c’è l’indicativo e non il congiuntivo. E’ il testo che dà inizio al suo libro di poesie e appartiene alla poesia ellenistica degli alessandrini con un linguaggio letterale colloquiale. Libellum-expositum = rima. Arida modo = complemento di modo. Pumice = in genere è maschile, ma Catullo lo usa al femminile. Expolitum = participio perfetto attivo dal verbo expolio, expolis, expolivi, expolitum, expolire e forma un iperbato ed un omoteleuto. 2° verso = enjambement. 3° verso = esprime l'umiltà nei confronti di Cornelio Nepote: egli infatti era l’unico che aveva ritenuto che la poesia di Catullo meritasse ed è colui che scrisse in 3 libri la storia universale sulla guerra di Troia. Corneli tibi = dativo maschile singolare. Namque = congiunzione. Tu = nominativo maschile singolare e costituisce una figura etimologica con tibi. Solebas = indicativo imperfetto attivo 3° singolare dal verbo soleo, soles, solitus sum, solitum, solere e regge le due infinitive. Meas = accusativo femminile plurale. Meas - solebas - nugas=omoteleuto. Esse = verbo dell’infinitiva + infinito presente attivo dal verbo sum, es, fui, esse. Aliquid = pronome indefinito neutro da aliquis, aliquid. Putare = infinito presente attivo dal verbo puto, putas, putavi, putatum, putare. Nugas = parola-chiave della poetica di Catullo, “sciocchezze”, le sue poesie. Iam tum cum = “fin da quando”. Tum è avverbio di tempo e con la proposizione temporale introdotta da cum. Ausus es = indicativo perfetto passivo semideponente 2° singolare dal verbo audeo, audes, ausus sum, ausus, audere. Unus Italicorum = genitivo partitivo. Omne aevum = accusativo neutro singolare. Si riferisce ai Chronica di Cornelio Nepote sulla Guerra di Troia. Tribus cartis = ablativo plurale. Explicare = è retto da ausus es ed è un infinito presente attivo da explico, explicas, explicavi, explicatum, explicare. Doctis ac laboriosis = “dotti e frutto di grandi fatiche”. Aggettivi che occupano tutto il verso e ammirazione che Catullo ha nei confronti di Cornelio Nepote per la chronica. E’ una sorta di enjambement. Iuppiter = è un’interiezione. Quare = “perciò”. Habe tibi = “eccoti”, formula del linguaggio giuridico per indicare la consegna di un bene. Hoc libelli = complemento oggetto di habe tibi.
Quicquid...qualecumque = o presuppongono l’ellissi del verbo sum o fungono da aggettivi e costituisce un enjambement. Quod = è un nesso relativo e soggetto di maneat perenne. Costituisce un’allitterazione con quare. Patrona virgo = vocativo femminile singolare. Plus uno saeclo = complemento di tempo continuato. Maneat = congiuntivo ottativo presente attivo 3° singolare dal verbo maneo, manes, manui, mansi, mansum, manere. Perenne = predicativo di maneat. VIVAMUS, MEA LESBIA, ATQUE AMEMUS Traduzione: Viviamo, mia Lesbia, e amiamo e i brontolii dei vecchi troppo severi stimiamoli tutti quanti un solo soldo. I giorni ( soles ) possono tramontare e risorgere: noi, invece, una volta che sia tramontata la nostra breve luce, dobbiamo dormire per un’unica notte infinita. Dammi mille baci, poi cento, poi altri mille, poi di nuovo cento, poi ancora altri mille. Poi, quando ne avremo totalizzate molte migliaia, li mescoleremo per non sapere, o perché qualche malvagio non possa gettarci il malocchio ( aut ne quis malus invidere possit ) quando sappia che così grande è il numero dei baci. Vivamus = congiuntivo presente esortativo attivo 1° plurale da vivo, vivis, vixi, victum, vivere. Mea Lesbia = vocativo. Atque = congiunzione coordinata copulativa. Amemus = congiuntivo presente esortativo attivo 1° plurale da amo, amas, amavi, amatum, amare. Rumoresque = da rumor, rumoris. Nominativo o accusativo plurale ed è in enjambement. Senum = genitivo plurale da senex, senis. Severiorum = comparativo assoluto dell’aggettivo severus, severa, severum. Costituisce un omoteleuto con senum. Omnes = nominativo o accusativo plurale da omnis, omne ed è in enjambement. Unius = genitivo singolare dell’aggettivo pronominale unus, una, unum e, come accade spesso in poesia, ha la penultima sillaba breve. Aestimemus = congiuntivo presente esortativo attivo 1° plurale aestimo, aestimas, aestimavi, aestimatum, aestimare. Costituisce un omoteleuto con unius. Assis = è un genitivo di stima. L’as era l’unità di misura del sistema monetario romano, una moneta di scarsissimo valore. Unius - assis=iperbato.
contrapposizione con nox Soles - lux - nox = parole chiavi. Occidere = infinito presente attivo dal verbo occido, occidis, occidi, occasum, occidere. Et redire = infinito presente attivo dal verbo redeo, redis, redii, reditum, redire. Possunt = indicativo presente attivo 3° plurale dal verbo possum, potes, potui, posse. Nobis = si tratta di un dativo d’agente da collegare con la perifrastica passiva del verso successivo “nox est...dormienda”. Cum semel = introducono una proposizione subordinata temporale “una volta”. Occidit = indicativo perfetto attivo 3° singolare dal verbo occido, occidis, occidi, occasum, occidere ed è un poliptoto con il verso precedente. Brevis lux = è un’altra metonimia per indicare l’esistenza umana.
Superare = infinito presente attivo dal verbo supero, superas, superavi, superatum, superare. Divos = è un arcaismo e sta per deos. Superare divos = blasfemo. Qui = pronome relativo anticipato dai due ille. Sedens = participio presente dal verbo sedeo, sedes, sedi, sessum, sedere, legato al qui precedente. Adversus = ha valore avverbiale. Identidem = ha valore avverbiale. Spectat et audit = sono indicativi presenti attivi 3° singolare da specto, spectas, spectavi, spectatum, spectare e audio, audis, audivi, auditum, audire. Dulce = aggettivo da dulx, dulcis. Ridentem = participio predicativo di te (v.3), con costruzione grecizzante, regge l’accusativo neutro avverbiale dulce da rideo, rides, risi, risum, ridere. Misero quod omnis = è un’anastrofe + concorda con mihi (v.6). Quod ha valore dichiarativo. Omnis sta per omnes. Eripit = indicativo presente attivo 3° singolare dal verbo eripio, eripis, eripui, ereptum, eripere + significato molto forte di “strappare”. Sensus = accusativo plurale retto da eripit. Simul = è in antitesi con identidem del verso 3. Simul te...aspexi = congiunzione temporale + aspexi deriva dal verbo aspicio, aspicis, aspexi, aspectum, aspicere. Superest mi vocis in ore = vocis è genitivo partitivo che dipende da nihil. Superest è una tmesi e un’anastrofe. Mi corrisponde a mihi. Lingua sed = anastrofe. 9° verso = iperbato. Torpet = verbo intransitivo da torpeo, torpes, torpere. Tenuis sub art o flamma = è un iperbato. Demanat = indicativo presente attivo 3° singolare dal verbo demano, demanas, demanavi, demanatum, demanare. Sonit suopte = onomatopea+di un’anastrofe + allitterazione. Il suffisso -pte è rafforzativo. Dal verbo sono, sonis, sonere. Tintinant aures =onomatopea + anastrofe. Dal verbo tintino, tintinas, tintinare. Gemina teguntur lumina nocte = si tratta di un’ipallage; l’aggettivo gemina dovrebbe riferirsi a lumina (i due occhi) ma è riferito a nocte. Dal verbo tego, tegis, texi, tectum, tegere. Otium...otio...otium =anafora + poliptoto. Catulle = è un vocativo singolare. Exultas = indicativo presente attivo 2° singolare dal verbo exulto, exultas, exultavi, exultatum, exultare. Nimiumque = complemento di modo. Gestis = indicativo presente attivo 2° singolare da gestio, gestis, gestii, gestitum, gestire. Prius = complemento di tempo determinato. Et reges et beatas urbes = accusativi plurale e polisindeto. Perdidit = perfetto gnomico dal verbo perdo, perdis, perdidi, perditum, perdere. IL PASSEROTTO DI LESBIA Traduzione: Passero, delizia della mia ragazza, con cui è solita giocare, che è solita tenere in grembo, al quale è solita offrire la punta del dito quando la assale ( appetenti dativo= a lui
che la chiede) e (del quale) è solita provocare gli aspri morsi, quando al mio fulgido desiderio piace prendersi un qualche caro gioco (letteralmente: un non so che di caro) ed un piccolo conforto al suo dolore , perché allora, credo, si plachi l’affannoso ardore: oh, se potessi giocare con te come (fa) lei ed alleviare le tristi sofferenze dell’animo! Passer = vocativo singolare + apostrofe. Deliciae = apposizione, che a differenza dell’attributo concorda solo nel caso. E’ un “pluralia tantum”. Meae puellae = genitivo di appartenenza + puellae accezione erotica). Deliciae meae puellae = omoteleuti. Quicum = sta per “quocum” significa con cui Quicumq + quem=poliptoto. Ludere = infinito presente attivo dal verbo ludo, ludis, lusum, ludere. In sinu = complemento di stato in luogo figurato da sinus, sinus. Tenere = infinito presente attivo dal verbo teneo, tenes, tenui, tentum, tenere. Cui = dativo singolare da qui, que, quod. Primum digitum = da digitus, digiti + omoteleuto. Dare = infinito presente attivo dal verbo do, das, dedi, datum, dare. Appetenti = participio congiunto concordato al dativo “cui” dal verbo appeto, appetis, appeti, appetitum, appetere. Acris = aggettivo della seconda classe. Solet = verbo semideponente da soleo, soles, solitus sum, solere. Incitare = infinito presente attivo dal verbo incito, incitas, incitavi, incitatum, incitare, Morsus = da morsus, morsus. Sostantivo della quarta declinazione. Cum = introduce una proposizione temporale. Desiderio meo mittenti = perifrasi per indicare Lesbia. Carum nescio quid = complemento oggetto di iocari. lubet = arcaismo per libet ed è un verbo impersonale che regge iocari Iocari = infinito presente deponente dal verbo iocor, iocaris, iocatus sum, iocari. Dt solaciolum = vezzeggiativo per indicare la consolazione per il dolore d’amore. Sui doloris = dativo singolare. Credo = indicativo presente attivo dal verbo credo, credis, credidi, creditum, credere. Ut = introduce una proposizione subordinata finale. Tum garvis = da gravis, grave. Ardor = è il soggetto. Vv 9-10 = similitudine. 10° verso = iperbato (vi è un possem sottinteso). Possem = congiuntivo imperfetto attivo 1° singolare dal verbo possum, potes, potui, posse. Ludere levare = infiniti presente attivo. Curas = sono le preoccupazioni. Anime - curas = anastrofe C'È DIFFERENZA TRA AMARE E BENE VELLE Traduzione: Dicevi un tempo di amare il solo Catullo, Lesbia, e di non desiderare nemmeno Giove al posto mio. Io, allora, ti amai non solo come il popolo (ama) un’amante, ma come un padre ama i figli ed i generi. Ma ormai ti conosco: perciò, anche se brucio più ardentemente, per me sei tuttavia molto più spregevole ed insignificante. “Come è possibile?” chiedi. Poiché una tale offesa costringe chi ama ad amare di più, ma a voler bene di meno.
Soggetto non espresso x non far capire quanto dolore stia provando. Odi = perfetto indicativo del verbo difettivo odi, odisti, odisse ; va quindi inteso come un “perfetto logico”, da tradurre con il presente. Odi - amo = paradosso. Fortasse - requiris = principale. V 1 = il primo verso per indicare il loro rapporto ormai finito. Quare = introduce un’ipotetica domanda. Faciam = esprime contemporaneità. Excrucior = il verbo ha una particolare valenza semantica, in quanto deriva dal verbo di forma attiva excrucio, -as, -avi, -atum, -are, “torturare, mettere in croce”+esprime dolore fisico. Faciam - fieri = poliptoto. Sentio = dolore mentale. FULSERE QUONDAM CANDIDI TIBI SOLES Traduzione: Infelice Catullo, smetti di comportarti da stolto e considera perduto ciò che vedi che è perduto. Brillarono un tempo per te radiose giornate, quando eri solito andare dove la ragazza ti conduceva, amata da me quanto nessuna mai sarà amata. Allora avvenivano quei numerosi giochi d’amore che tu volevi e la ragazza non rifiutava. Brillarono davvero per te giornate radiose. Ormai lei non vuole più: anche tu, benché incapace di dominarti, cessa di volere e non continuare ad inseguire lei che fugge, non insistere a vivere infelice, ma con animo irremovibile resisti, tieni duro: addio, ragazza. Ormai Catullo tiene duro e non ti cercherà né ti pregherà se tu non vuoi. Ma tu soffrirai, quando non sarai pregata per nulla. Sciagurata, guai a te, quale vita ti attende? Chi verrà da te ora? A chi sembrerai bella? Chi amerai? Di chi si dirà che tu sei? Chi bacerai? A chi morderai le labbra? Ma tu, Catullo, risoluto, tieni duro. Fulsere = apostrofe per Catullo + esprime autocommiserazione Miser Catulle = è un vocativo. Desinas = come il “ducas”del verso successivo, è un congiuntivo esortativo, da desino, desinis, desii, desitum, desinere + è un omoteleuto con ducas. Ineptire = deriva dall’aggettivo ineptus (“inetto” italiano, da in privativo + aptus ,“adatto”) e quindi etimologicamente significa “fare cose inopportune”. Quod = introduce una proposizione relativa. Vides = indicativo presente attivo 2° singolare dal verbo video, vides, visi, visum, videre. Perisse perditum = si tratta di un poliptoto dal verbo pereo, periis, perii, peritum, perire. Ducas = congiuntivo esortativo presente attivo dal verbo duco, ducis duxi, ductum, ducere. Fulsere = forma alternativa per fulserunt (da fulgeo, fulges, fulsi, fulgere). Quondam = è un avverbio di tempo. Soles-candidi= metonimia per dies, e quindi per il giorno. Cum ventitabas = ventitabas è frequentativo di vento e indica quindi un’azione abituale e ripetuta. Quo = è un avverbio di luogo + introduce una subordinata relativa il cui soggetto è puella (usato per indicare la donna amata che non è più bambina). Ducebat = indicativo imperfetto attivo 3° singolare dal verbo duco, ducis, duxi, ductum, ducere. Amata = participio perfetto attivo dal verbo amo, amas, amavi, amatum, amare Amata - amabitur = poliptoto.
Amabitur = futuro passivo da amo. Nobis = si tratta di un dativo d’agente. Quantum amabitur = costituisce un poliptoto con amata. Nulla = aggettivo pronominale da nullus, nulla, nullum. Ibi = può essere o legato a quo o essere rafforzativo di tum + ricordo dei tempi passati. Illa multa tum iocosa = si tratta di un omoteleuto. Fiebant = indicativo imperfetto attivo 3° plurale dal verbo fio, fis, factus sum, fieri. Quae = introduce una proposizione relativa. Volebas = indicativo imperfetto attivo 2° singolare dal verbo volo, vis, volui, velle+è in contrapposizione con nolebat. Nec puella nolebat = si tratta di una litote dal verbo nolo, non vis, nolui, nolle. Fulsere vere candidi tibi soles = viene ripetuto il v. 3. Invece di quondam, abbiamo vere, che sottolinea l’oggettività della constatazione. Nunc iam = avverbi di tempo+nunc evidenzia un brusco passaggio al presente. Illa = è il soggetto+è in contrapposizione con cum. Non vult = indicativo presente attivo 3° singolare dal verbo non, non vis, nolui, nolle. Impotens = ha valore concessivo dal verbo impono, imponis, imposui, impositum, imponere. Noli = imperativo presente attivo 2° singolare e costituisce un poliptoto con non vult. Nec...nec = polisindeto. Fugit = indicativo perfetto attivo 3° singolare dal verbo fugo, fugis, fugi, fugitum, fugere. Sectare = 2° persona singolare dell’imperativo presente di sector, frequentativo di sequor. Nec miser = da miser, misera, miserum. Vive = ha lo stesso valore di sum nel linguaggio popolare. Sed obstinata mente = ablativo di modo. Perfer = da perfero, perfers, pertuli, perlatum, perferre ed è usato in modo intransitivo. Obdura = imperativo presente attivo dal verbo obduro, obduras, obduravi, obduratum, obdurare. Vale puella = esclamazione. Iam Catullus = è il soggetto. Obdura-Obdurat = si tratta di un poliptoto e di un’epifora. V 13 = si tratta di una struttura chiastica + polisindeto. Requiret = indicativo futuro semplice attivo 3° singolare dal verbo requiro, requiris, requisi, requisitum, requirere. Rogabit = indicativo futuro semplice attivo 3° singolare dal verbo rogo, rogas, rogavi, rogatum, rogare. Invitam = predicativo dell’oggetto concordato con un te sottinteso. At tu dolebis = indicativo futuro semplice attivo 3° singolare dal verbo doleo, doles, dolui, dolere. Cum rogaberis nulla = si tratta di una proposizione relativa+poliptoto con rogabit Scelesta = appellativo, “disgraziata”. Quae tibi manet vita? = si tratta di una interrogativa diretta. Quis - quem - quem = poliptoto. Cui - cuis - cui = poliptoto. At tu...obdura = l’anello si chiude e l’ultimo verso riprende l’esortazione del primo. UN INVITO A CENA Traduzione: Cenerai bene, mio Fabullo, presso di me, fra pochi giorni, se gli dei ti assistono, se porterai con te una cena abbondante e succulenta, non senza una bella ragazza e vino e
Quod = è un nesso relativo. Tu cum = introduce una proposizione temporale. Olfacies = indicativo futuro passivo da olfacio (non è rispettata la legge dei due futuri) = corrisponde a olfeceris. Deos rogabis = anastrofe. 14° verso = iperbato. Totum ut te faciant = si tratta di un’allitterazione. Faciant è un congiuntivo presente attivo dal verbo facio, facis, feci, factum, facere Ut = completiva. Fabulle, nasum = vocativo che riprende il fabulle iniziale (di nuovo struttura ad anello). Totum-nasum = omoteleuto. SULLA TOMBA DEL FRATELLO Dopo aver viaggiato per molte terre e molti mari, sono giunto ( advenio = presente perfettivo), fratello, a (donarti) queste tristi offerte funebri per renderti l’estremo omaggio dovuto alla morte e parlare invano con la tua cenere muta, dal momento che la sorte mi ha portato via proprio te, o infelice fratello a me ingiustamente strappato! Ora tuttavia, stando così le cose ( interea ) accogli questi doni che, secondo l’antico costume degli avi, ti sono stati portati con triste tributo per le offerte funebri, grondanti di molto pianto fraterno e addio, fratello, per sempre addio. Gentes = metonimia. Aequor = da aequor, aequoris. Qui si sottintende maris e significa “mare” (distesa marina). Vectus = participio perfetto dal verbo veho, vehis, vexi, vectum, vehĕre. Advenio = presente con valore perfettivo attivo 1° singolare dal verbo advenio, advenis, adveni, adventum, advenire. Has miseras = omoteleuto. Has miseras, frater, ad inferias = anastrofe+complemento di fine Ut te postremo donarem = subordinata finale con il congiuntivo imperfetto poiché il verbo reggente advenio ha valore perfettivo e quindi funge da tempo storico. Il verbo donare ha la seguente costruzione: donare aliquem aliqua re con l’accusativo della persona a cui si fa dono e l’ablativo della cosa offerta. Munere = munus significa “dono” ma anche “offerta rituale”. È usato in questo senso anche al v. 8. Mortis = è il genitivo singolare da mors, mortis. Et mutam nequiquam =omoteleuto+introduce una proposizione coordinata alla finale. Alloquerer = congiuntivo imperfetto retto da ut. Il verbo deponente alloquor (composto da ad + loquor) indica le parole che accompagnano il rito funebre. Cinerem = è da legare a mutam + anastrofe. Quandoquidem = introduce una proposizione subordinata causale. Fortuna mihi = nominativo + dativo singolare. Tete = raddoppiamento del pronome personale di 2^ persona singolare te, ulteriormente rafforzato dall’ipsum. Abstulit = indicativo perfetto attivo 3° singolare dal verbo aufero, aufers, abstuli, ablatum, auferre; si costruisce con a / ab+ablativo ma qui regge il dativo mihi + ricorda lo strappar via. Ipsum = deriva da ipse, ipsa, ipsum. Indigne = avverbio,” ingiustamente” Adempte mihi = participio perfetto da adimo, adimis, ademi, ademptum, adimĕre.
Nunc tamen interea = i tre connettivi evidenziano tre diverse circostanze che inducono il poeta a vincere la commozione e a perseguire il rito: “in questo momento, tuttavia, pur stando così le cose”. Haec = è oggetto di accipe e si riferisce ai doni rituali portati sulla tomba Prisco quae =anastrofe+introduce una proposizione subordinata relativa, reggendo tradita sunt Tradita sunt = indicativo perfetto passivo, 3° persona plurale dal verbo trado, tradis, tradidi, traditum, tradĕre. Tristi munere = è un ablativo di modo. Ad inferias = complemento di fine. Accipe = imperativo presente attivo 2° persona singolare dal verbo accipio, accipis, accepi, acceptum, accipĕre. Multum manantia =allitterazione + è riferito a haec (doni). Manantia = è un participio perfetto neutro plurale da mano, manas, manavi, manatum, manare. Fraterno multum manantia fletu = complemento di mezzo o di causa Ave atque vale = formula di saluto presente nelle epigrafi sepolcrali e usata nei riti funebri.