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Catullo e vari dei suoi Carmina
Tipologia: Appunti
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Carmina 1 la dedica a Cornelio Nepote È il carme proemiale del Liber in cui da un lato descrive l'aspetto esteriore del libro e dall'altro fa allusione al suo contenuto poetico e allo stile. I primi due versi hanno per oggetto il liber di Catullo , mentre i vv. 3-7 riguardano la figura di Cornelio , la sua opera storica e il suo interesse per le nugae. Con una composizione di tipo circolare si torna infine al libellum (v. 8), sottoposto alla protezione della Musa (v. 9: “patrona virgo”), la quale ne garantirà la sopravvivenza. Dona a Cornelio Nepote, personaggio in vista a Roma ,amico di molti letterati , il suo libretto ( libellus diminutivo di liber vedi uso diminutivi) che è lepidus,, novus ed expolitus. Lepidus : indica che il libretto è bello ma rimanda anche alla nuova poesia neoterica fondata sulla Grazia e sul buon gusto; novus: indica che è appena pubblicato ma l'aggettivo rimanda anche alla poetica neoterica ricca di elementi innovativi ; Expolitus: ben rifinito ai margini ma straordinariamente raffinato grazie al Labor limae. Carmina 101 l’addio al fratello Il carme 101 è tra i più celebri di Catullo ed è un’elegia funebre. Fu composto nel 57 a.C. durante un viaggio in Bitinia, al seguito del Governatore Gaio Memmio e narra della visita alla tomba del fratello, nella Troade dove egli era stato sepolto, per porgergli l’estremo saluto. Gli affetti familiari e in particolare il legame con il fratello sono argomento fondamentale dei carmi catulliani Dal confronto con gli altri carmi ispirati allo stesso avvenimento luttuoso, i carmi 65 e 68, nei quali il poeta si esprimeva con toni disperati pieni di sofferenza e di dolore, in questo carme il tono pare improntato a rassegnazione e stanchezza , e testimonia uno stato d’animo che trascende il motivo specifico della morte del fratello per farsi espressione di una crisi ben più profonda, che investe il poeta nella sua totalità; Catullo infatti afferma che ogni rito è inutile di fronte alla morte: le « ceneri mute» ( mutam cinerem ) del fratello non possono rispondere alle parole commosse del poeta, per questo la lirica si chiude con un doloroso addio. Carmina 51 il primo battito del cuore l carme 51 di Catullo, intitolato “Ille mi par esse deo videtur”, è incentrato sul tema dell’innamoramento come gelosia. Il poeta descrive l’effetto che l’amata Lesbia ha su di lui, paragonandola a una divinità. La vista di Lesbia gli toglie la voce e lo fa tremare , e il suo amore per lei lo rende incapace di pensare ad altro. Il carme è composto da quattro strofe in metrica saffica. La prima strofa descrive l’effetto che Lesbia ha su Catullo, la seconda esprime il desiderio di essere come un dio per poterla guardare sempre, la terza descrive l’effetto che Lesbia ha su Catullo quando ride, e la quarta si concentra sull’ozio e sulla sua pericolosità. Il carme, uno dei più celebri di Catullo, è un canto d’amore , la dichiarazione di Catullo per Lesbia ed uno dei migliori esempi di come la letteratura classica si nutrisse di continui echi e rielaborazioni, secondo un procedimento definito solitamente come aemulatio : il modello, in questo caso una poesia di Saffo (ode 31), non è semplicemente imitato o tradotto da una lingua all’altra, bensì rielaborato in maniera personale e originale da un poeta pienamente in possesso di una propria autonomia artistica. Il risultato catulliano, però, è ben lontano da ogni senso di inferiorità o sudditanza nei confronti dell’ipotesto saffico: al centro del testo resta il poeta, a cui non a caso l’ultima strofa si rivolge direttamente in apostrofe, finissimo conoscitore della grandezza della poetessa di Lesbo ma interessato a sviluppare un suo proprio discorso. Il debito nei confronti di Saffo è riscontrabile a più livelli :
da un punto di vista metrico, perché Catullo sceglie le strofe saffiche minore, la forma metrica più utilizzata dalla poetessa; da un punto di vista contenutistico , dato che le prime tre strofe sono una rielaborazione dell’ode 31 molto vicina anche nei dettagli; da un punto di vista evocativo , dato che al v. 7 troviamo l’apostrofe Lesbia che, chiaramente, riecheggia proprio Saffo. Affine al carme di Catullo e all’ode della poetessa di Lesbo è la concezione dell’amore: una forza travolgente e sconvolgente Carmina 5 Si Vive per amare Nel carme 5 del Liber catulliano assistiamo al trionfo dell’amore tra Catullo e Lesbia; anzi, nell’ordinamento dell’opera, è questo il primo componimento che celebra la forza delle passioni in maniera spensierata e gioiosa (con toni antitetici a quelli, ad esempio, del carme 85). La poesia si costruisce così su due perni fondamentali: la celebrazione dell’equazione vita-passione: la vita senza amore non ha senso - così che le critiche dei benpensanti siano da paragonarsi ad un assis , cioè ad una moneta di pochissimo valore – e la consapevolezza della fugacità dell’esistenza : se quest’ultima è breve come un giorno, allora conviene non perdere nemmeno un istante di possibile felicità. Il corpo centrale del testo è allora occupato dall’accumulo dei baci scambiati con Lesbia , che il poeta si diverte a contare ed enumerare sotto forma di elenco. Il tutto si risolve, negli ultimi versi, nella “beffa” nei confronti di chi augura il peggio ai due amanti felic i: Catullo e Lesbia gettano all’aria le somme dei baci, per non far sapere a nessuno quanti essi davvero siano. E’ la prima volta nella letteratura latina che un poeta parla dei suoi sentimenti d’amore. Carmina 72 Amare e bene velle ANALISI Nei primi due versi con un’apostrofe Catullo si rivolge direttamente a Lesbia ricordandole nostalgicamente un passato lontano nel quale la donna, ancora innamorata del giovane, lo anteponeva a qualsiasi altro. Sempre parlando al passato il poeta sottolinea l’eccezionalità del suo amore, che non era un sentimento puramente erotico (v.3 “ut vulgus amicam”), ma assorbiva in sé anche la tenerezza e l’affetto dei più stretti rapporti famigliari (v.4 “pater ut natos diligit et generos”). il nunc (antitetico a quondam e a tum) segna il definitivo passaggio da un passato (tempo felice e appagante) a un presente realmente angosciante e sofferto : Catullo ha conosciuto Lesbia e, anche se brucia ancora d’amore per lei, tuttavia capisce quanto sia vile e non-fedele (nel senso proprio di traditrice del foedus). Catullo risponde ad una domanda immaginaria di Lesbia denunciando la profonda differenza che il suo cuore e la sua ratio hanno stabilito tra bene velle e amare.