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Gli indifferenti - alberto moravia, Sintesi del corso di Italiano

Gli indifferenti, alberto Moravia (riassunto)

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

Caricato il 22/06/2025

teresa-dominoni
teresa-dominoni 🇮🇹

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Dati bibliografici:
Breve presentazione dell’opera (con sintetica rassegna dei temi principali): Il romanzo
racconta il grigiore, l’opacità e l’indifferenza, a volte cinica, a volte indolente, di quattro personaggi
borghesi: Leo, un libertino sempre pronto a imbrogli economici ed erotici, per cui contano solo il sesso e il
denaro, a cui Alberto Moravia contrappone Michele, un uomo incapace di prendere iniziativa,
inconcludente e distaccato dalla vita. A questa coppia se ne oppone una femminile: Mariagrazia che, madre
di Michele e amante di Leo, si rivela frivola, corrotta e gelosa della figlia Carla, che sprofonda nel disgusto
delle abitudini e nella noia.
La storia narra di una famiglia romana, gli Ardengo, composta da la madre (Maria Grazia), la figlia Carla e il
figlio Michele (studente universitario). A questi si aggiunge Leo, un uomo d'affari che essendo in possesso di
ipoteche non aspetto altro che il momento di impadronirsi dei beni della famiglia. Leo, che era stato l'amante
della madre, considera la giovane Carla quasi come la figlia. Nonostante questo egli la desidera.
Da parte sua, Michele si innamora, non corrisposto, di una ex amante di Leo, Lisa, amica della madre. Egli
vorrebbe ribellarsi, ma non ne ha la forza mentale. I cinque personaggi sono come intrappolati in una
autore: Alberto Moravia
titolo: Gli Indifferenti
Note biografiche dell’autore: Alberto Moravia nasce a Roma nel 1907 da una famiglia benestante e dedita
a professioni intellettuali. Ancora giovanissimo, si ammala di tubercolosi ossea, malattia che lo costringe a
tenersi lontano dalla scuola e, soprattutto, da quella vita di gioco e spensieratezza tipica della sua età.
Questa condizione, d’altra parte, rafforza la sua vocazione di scrittore tanto che, proprio durante un
periodo di convalescenza, inizia la stesura di quello che è, di certo, il suo romanzo più importante, Gli
indifferenti (1929).
All’attività di romanziere Alberto Moravia alterna quella di giornalista, che gli permette, nonostante i
problemi di salute, di viaggiare all’estero e di scrivere diversi reportage. Per via di una serie di problemi
economici, inoltre, si occupa di sceneggiature cinematografiche che però, avendo origini ebraiche, non può
firmare col suo vero nome a causa delle leggi razziali del 1938.
Nel 1941 Alberto Moravia sposa una delle più importanti narratrici del nostro secondo dopoguerra, Elsa
Morante. Sono gli anni del conflitto mondiale ed escono le raccolte di racconti L'amante infelice,
L'epidemia, ma soprattutto una delle sue opere più amate e discusse: il romanzo breve Agostino. Nel
frattempo, dopo l'8 settembre 1943, quando viene a sapere che il suo nome è sulla lista stilata dai nazisti
delle persone da arrestare, Alberto Moravia fugge da Roma e, con Elsa Morante, si nasconde a Sant'Agata
di Fondi, fin quando l'avanzata dell'esercito alleato restituisce a entrambi la libertà.
Negli anni Cinquanta, a Roma Alberto Moravia fonda la rivista “Nuovi Argomenti” e si occupa della
redazione insieme a Pier Paolo Pasolini ed Enzo Siciliano.
Nel 1957 viene pubblicato La ciociara e nel 1960 La noia, con cui Moravia si aggiudica il Premio
Viareggio. Nel 1962 Moravia si separa definitivamente da Elsa Morante e va a vivere con un’altra
scrittrice, Dacia Maraini, con cui fonda, poco dopo, la Compagnia del Porcospino nel teatro di via Belsiana
a Roma.
Dal 1979 al 1983 Alberto Moravia è membro della Commissione di selezione alla Mostra del Cinema di
Venezia e inviato speciale del Corriere della sera. Oltre a scrittore, diventerà deputato al Parlamento
Europeo (1984-1989).
Alberto Moravia, infatti, rappresenta, piuttosto, un modello di pensatore laico e illuminista, che può
servirsi del marxismo, ma come strumento di conoscenza e non come ricetta sociale e politica. Il 26
settembre 1990 lo scrittore muore nella sua casa di Roma.
Contesto storico- culturale in cui opera l’autore: Alberto Moravia è considerato l'apripista del romanzo
borghese che, attraverso semplicità ed eleganza stilistica, ha esplorato senza riserve i temi dell’alienazione
sociale, mostrando l’ipocrisia, il materialismo e la povertà morale del suo tempo. Il lavoro di Alberto
Moravia riconduce alle forme del realismo, e della lucidità razionale, la crisi esistenziale della borghesia
che ha attraversato gli anni del fascismo e del dopoguerra, intrecciando costantemente soggettività e
oggettività. La prima fase coincide con la fase del realismo borghese e della fusione di elementi realistici,
esistenzialistici e, soprattutto dal 1935 al 1941, surreali. Le opere più importanti di questo periodo sono Gli
Indifferenti e Agostino.!"
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Scarica Gli indifferenti - alberto moravia e più Sintesi del corso in PDF di Italiano solo su Docsity!

Dati bibliografici:

Breve presentazione dell’opera (con sintetica rassegna dei temi principali): Il romanzo

racconta il grigiore, l’opacità e l’indifferenza, a volte cinica, a volte indolente, di quattro personaggi borghesi : Leo, un libertino sempre pronto a imbrogli economici ed erotici, per cui contano solo il sesso e il denaro, a cui Alberto Moravia contrappone Michele, un uomo incapace di prendere iniziativa, inconcludente e distaccato dalla vita. A questa coppia se ne oppone una femminile: Mariagrazia che, madre di Michele e amante di Leo, si rivela frivola, corrotta e gelosa della figlia Carla, che sprofonda nel disgusto delle abitudini e nella noia. La storia narra di una famiglia romana, gli Ardengo, composta da la madre (Maria Grazia), la figlia Carla e il figlio Michele (studente universitario). A questi si aggiunge Leo, un uomo d'affari che essendo in possesso di ipoteche non aspetto altro che il momento di impadronirsi dei beni della famiglia. Leo, che era stato l'amante della madre, considera la giovane Carla quasi come la figlia. Nonostante questo egli la desidera. Da parte sua, Michele si innamora, non corrisposto, di una ex amante di Leo, Lisa, amica della madre. Egli vorrebbe ribellarsi, ma non ne ha la forza mentale. I cinque personaggi sono come intrappolati in una

autore: Alberto Moravia

titolo: Gli Indifferenti

Note biografiche dell’autore: Alberto Moravia nasce a Roma nel 1907 da una famiglia benestante e dedita a professioni intellettuali. Ancora giovanissimo, si ammala di tubercolosi ossea, malattia che lo costringe a tenersi lontano dalla scuola e, soprattutto, da quella vita di gioco e spensieratezza tipica della sua età. Questa condizione, d’altra parte, rafforza la sua vocazione di scrittore tanto che, proprio durante un periodo di convalescenza, inizia la stesura di quello che è, di certo, il suo romanzo più importante, Gli indifferenti (1929). All’attività di romanziere Alberto Moravia alterna quella di giornalista, che gli permette, nonostante i problemi di salute, di viaggiare all’estero e di scrivere diversi reportage. Per via di una serie di problemi economici, inoltre, si occupa di sceneggiature cinematografiche che però, avendo origini ebraiche, non può firmare col suo vero nome a causa delle leggi razziali del 1938. Nel 1941 Alberto Moravia sposa una delle più importanti narratrici del nostro secondo dopoguerra, Elsa Morante. Sono gli anni del conflitto mondiale ed escono le raccolte di racconti L'amante infelice, L'epidemia, ma soprattutto una delle sue opere più amate e discusse: il romanzo breve Agostino. Nel frattempo, dopo l'8 settembre 1943, quando viene a sapere che il suo nome è sulla lista stilata dai nazisti delle persone da arrestare, Alberto Moravia fugge da Roma e, con Elsa Morante, si nasconde a Sant'Agata di Fondi, fin quando l'avanzata dell'esercito alleato restituisce a entrambi la libertà. Negli anni Cinquanta, a Roma Alberto Moravia fonda la rivista “Nuovi Argomenti” e si occupa della redazione insieme a Pier Paolo Pasolini ed Enzo Siciliano. Nel 1957 viene pubblicato La ciociara e nel 1960 La noia, con cui Moravia si aggiudica il Premio Viareggio. Nel 1962 Moravia si separa definitivamente da Elsa Morante e va a vivere con un’altra scrittrice, Dacia Maraini, con cui fonda, poco dopo, la Compagnia del Porcospino nel teatro di via Belsiana a Roma. Dal 1979 al 1983 Alberto Moravia è membro della Commissione di selezione alla Mostra del Cinema di Venezia e inviato speciale del Corriere della sera. Oltre a scrittore, diventerà deputato al Parlamento Europeo (1984-1989). Alberto Moravia, infatti, rappresenta, piuttosto, un modello di pensatore laico e illuminista, che può servirsi del marxismo, ma come strumento di conoscenza e non come ricetta sociale e politica. Il 26 settembre 1990 lo scrittore muore nella sua casa di Roma. Contesto storico- culturale in cui opera l’autore: Alberto Moravia è considerato l'apripista del romanzo borghese che, attraverso semplicità ed eleganza stilistica, ha esplorato senza riserve i temi dell’alienazione sociale, mostrando l’ipocrisia, il materialismo e la povertà morale del suo tempo. Il lavoro di Alberto Moravia riconduce alle forme del realismo, e della lucidità razionale, la crisi esistenziale della borghesia che ha attraversato gli anni del fascismo e del dopoguerra, intrecciando costantemente soggettività e oggettività. La prima fase coincide con la fase del realismo borghese e della fusione di elementi realistici, esistenzialistici e, soprattutto dal 1935 al 1941, surreali. Le opere più importanti di questo periodo sono Gli Indifferenti e Agostino.

società impregnata di cinismo, immutabile nelle sue contraddizioni e nei suoi codici comportamentali. Infatti, sia il fratello che la sorella cercano di sfuggire disperatamente all'ascendente di una madre e del suo amante, una vera e propria caricatura della mentalità borghese del ventennio fascista. I due giovani sono i personaggi dominanti ed oppongono un'inutile rivolta, presto inghiottita dal peso dell'indifferenza e dell'alienazione. Essi si incrociano fra di loro per 48 ore, in una sorta di spazio chiuso, borghese, soffocante e senza uscita, discutono, ma non arrivano a comunicare fra di loro. Il finale si ricollega al punto di partenza perché nulla è cambiato (= andamento circolare della trama). Il vero vincitore della situazione è Leo perché più cosciente e il più cinico degli altri.

Caratterizzazione del narratore (con citazioni significative): narratore interno o

esterno; focalizzazione; interventi ironici, eccetera. Narratore onnisciente con focalizzazione

interna, in quanto il narratore sa cosa accade a ciascun personaggio.

Caratterizzazione del protagonista (con citazioni significative): caratterizzazione

diretta/indiretta; dati oggettivi, caratterizzazione fisica, comportamento, condizione

socioeconomica, caratteristiche psicologiche, eccetera. I protagonisti sono Michele e Carla

Ardengo, due giovani della grande borghesia che si sentono intrappolati nelle loro vite, costruite artificialmente su presupposti ipocriti e costrutti sociali che dai quali i due appaiono troppo deboli per scappare e liberarsi da questa esistenza costruita che li soffoca. Carla in particolare si presenta come una ragazza irritata e stanca per l'incessante ripetitività che deve affrontare nella sua casa, per i discorsi falsi che è costretta ad ascoltare e quindi non le rimane semplicemente che sognare di essere in un'altra realtà completamente diversa dalla sua. Michele invece mostra un altro aspetto della borghesia del tempo particolarmente fastidioso, ovvero la messa in scena di uomini e donne che fingono di essere persone che non sono, perdendo quindi qualsiasi tipo di spontaneità e genuinità sia nei rapporti umani con le altre persone, sia nel rapporto con se stessi. Come spesso accade però nei romanzi di Moravia, i protagonisti non riescono a sfuggire dalla situazione che li fa stare così male e quindi agiscono con un'arma letale, quella dell'indifferenza, aspetto particolarmente evidente nel rapporto che Michele e Carla intrattengono con un altro personaggio. L’indifferenza nel caso di Michele si palesa nei tanti bocconi amari mandati giù, nelle tante parole non dette: si nota ad esempio la volontà di attaccare Leo, sia verbalmente che fisicamente, arrivando addirittura a pensare di ucciderlo ma ovviamente tutte questa azioni vengono bloccate dalla sua mancanza di coraggio sia nel farsi valere che nell'opporsi a ciò che era stato imposto a lui per anni dal contesto sociale in cui era nato. L'indifferenza Carla invece commette forse quello che può considerarsi l'atto più basso, ovvero quello ci concedersi a Leo, nonostante lei stessa lo ripudi, ma questo atto si traduce semplicemente nella volontà di cambiare vita anche se man mano diventerà sempre di più la copia esatta della madre.

Caratterizzazione dell’ambiente (con citazioni significative): la storia si sviluppa in sole

48 ore, in una sorta di spazio chiuso, borghese, soffocante e senza uscita, discutono, ma non arrivano a comunicare fra di loro. Il finale si ricollega al punto di partenza perché nulla è cambiato (= andamento circolare della trama)

Caratterizzazione dell’epoca (con citazioni significative): è chiaro che si tratta di un'opera

deliberatamente opposta ai valori del fascismo: l'assenza del padre, l'indifferenza/incapacità di vivere, l'incesto sottostante, il fatto che Roma non sia mai citata, la descrizione impietosa dell’ambiente borghese degli anni trenta.

Breve analisi dello stile (con citazioni significative): ritmo, lessico, figure retoriche,

eccetera. Riporta i termini più interessanti e/o curiosi del testo. —> curiosità "Gli indifferenti" è il primo romanzo

di Moravia e è stato pubblicato nel 1926. L'opera fu pubblicata a spese dello scrittore stesso perché gli editori contatti in merito la ritennero troppo moderna e quindi non corrispondendo ai gusti del tempo, non avrebbe garantito i guadagni previsti. Prendendo le distanze dalle modalità narrative del tempo (siamo nel ventennio fascista) l'autore si pone l'obiettivo di fare un'analisi lucide e severa della società borghese del tempo: mette in risalto la falsità del moralismo fascista e l’assenza di valore etico e morale. Lo stile del romanzo è volontariamente semplice, spoglio, basato su di un linguaggio corrente. Le prime parole "Entrò Carla...." dimostrano che Moravia ha strutturato il romanzo come lo farebbe un regista teatrale. Il narratore ci immette subito nel bel mezzo della situazione senza fornirci alcune informazioni preliminari sui personaggi o sull'antefatto. Tali informazioni si costruiscono via via nel corso della narrazione