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Moravia Alberto e Gli indifferenti, Appunti di Italiano

Moravia Alberto e Gli indifferenti

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 18/05/2023

sarah-massari
sarah-massari 🇮🇹

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Alberto Moravia
Alberto Pincherle (Moravia infatti il secondo cognome della famiglia paterna) nasce a Roma nel
1907. Il padre è un architetto ebreo veneziano mentre la madre cattolica più umile. Nel 1916 il
bambino si ammala gravemente di tubercolosi ossea, malattia che lo costringe a letto per molti
anni e per questo deve seguire i suoi studi privatamente e non andrà oltre il diploma del ginnasio.
Eppure la malattia non allontana il giovane dal mondo anzi lo avvicina ai suoi piaceri. Viene
dimesso dalle cure nel 1925 e ritorno a Roma dove comincia a frequentare gli ambienti
intellettuali romani.
nel 1928 conclude il romanzo gli indifferenti e lo pubblica l’anno seguente a sue spese. Il
successo è notevole ma l’autore rimane tuttavia un uomo alla mano come scrive di lui Antonio
de benedetti.
Nel 1930 inizia la sua collaborazione con la stampa e parte come inviato in Inghilterra.
Nel 1935 viene pubblicato il secondo romanzo, le ambizioni sbagliate che però non ottiene lo
stesso successo.
Sposerà la scrittrice Elsa Morante nel 1941 .
Nel 1939 cerca di sfuggire alla censura fascista e si rifugia con Elsa per alcuni periodi a Capri
dove scrive alcuni racconti allegorici satirici inizia il nuovo romanzo la mascherata che però
verrà censurato. La situazione fascista obbliga a firmare i suoi articoli sui giornali con lo
pseudonimo di pseudo. Anche il romanzo Agostino che parla del passaggio dall’adolescenza
all’età adulta attraverso il rapporto madre figlio verrà pubblicato solo nel 1944.
Dopo l’armistizio è costretto a fuggire con la moglie a sud di Roma nella ciociara dove continua
a pubblicare romanzi .
Dopo il conformista 1951 di cui Bernardo Bertolucci ne farà un film, esce il volume dal titolo
racconti che viene messo all’indice proibito dalla chiesa perché scandaloso: la critica per
protesta assegna il premio strega.
Pubblicherà alcune opere che risentiranno dell’influsso del populismo come racconti romani e la
ciociara ma non abbandona i temi tradizionali della sua narrativa come nella noia nel 1960 .
Nel 1962 si separa da Elsa e inizia una relazione con la scrittrice Dacia Maraini
A partire dal 1966 si occupa sempre più di teatro e fonda la compagnia teatrale del porcospino.
Qui conoscerà Pierpaolo Pierpaolo Pasolini, e Leonardo Sciascia e tante altre importanti figure.
All’inizio degli anni 80 pubblica la raccolta di racconti la cosa dedicata la sua nuova compagna
la giovane Carmen Llera e si impegna per l’abolizione delle bombe atomiche.
Lo scrittore morì a Roma nel 1990
La sua produzione poetica si può dividere in tre fasi:
Realismo (indifferenti ) 1.
Neorealismo (la Ciociaria ) 2.
Cupo pessimismo (la noia ) 3.
Nelle opere di Moravia le tematiche politiche sociali si intrecciano con le tematiche più private e
alcune sono riflesso dell’esperienza biografica dello scrittore che affermava di poter scrivere solo
di cose di cui conosceva. L’appartenenza alla borghesia lo porta a rappresentare sin dalle sue
prime opere i vizi di questa classe sociale. Per lui la classe borghese non ha valori se non il
denaro e il sesso. Lo scrittore conduce un’indagine disincantata del mondo borghese della sua
crisi da cui non sembrano esserci vie di salvezza grazie a strumenti culturali affinati dalla
psicoanalisi, filosofia esistenzialista e del marxismo.
L’esperienza di vittima delle leggi razziali unite a un forte senso di libertà porta in seguito l’autore
verso tematiche più politiche come il fascismo, totalitarismo, il distruzione dell’individuo. Quando
c’è l’ascesa del fascismo Moravia prova un sentimento di disperazione e condizione
esistenziale.questo stato d’animo riflette l’incomunicabilità umana che regnava sotto il
fascismo. Nella noia lui scrive: la noia, che mancanza di rapporti con le cose, durante tutto il
fascismo era nell’aria stessa che si respirava.
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Alberto Moravia

Alberto Pincherle (Moravia infatti il secondo cognome della famiglia paterna) nasce a Roma nel

  1. Il padre è un architetto ebreo veneziano mentre la madre cattolica più umile. Nel 1916 il bambino si ammala gravemente di tubercolosi ossea, malattia che lo costringe a letto per molti anni e per questo deve seguire i suoi studi privatamente e non andrà oltre il diploma del ginnasio. Eppure la malattia non allontana il giovane dal mondo anzi lo avvicina ai suoi piaceri. Viene dimesso dalle cure nel 1925 e ritorno a Roma dove comincia a frequentare gli ambienti intellettuali romani.
  • nel 1928 conclude il romanzo gli indifferenti e lo pubblica l’anno seguente a sue spese. Il successo è notevole ma l’autore rimane tuttavia un uomo alla mano come scrive di lui Antonio de benedetti.
  • Nel 1930 inizia la sua collaborazione con la stampa e parte come inviato in Inghilterra.
  • Nel 1935 viene pubblicato il secondo romanzo, le ambizioni sbagliate che però non ottiene lo stesso successo.
  • Sposerà la scrittrice Elsa Morante nel 1941.
  • Nel 1939 cerca di sfuggire alla censura fascista e si rifugia con Elsa per alcuni periodi a Capri dove scrive alcuni racconti allegorici satirici inizia il nuovo romanzo la mascherata che però verrà censurato. La situazione fascista obbliga a firmare i suoi articoli sui giornali con lo pseudonimo di pseudo. Anche il romanzo Agostino che parla del passaggio dall’adolescenza all’età adulta attraverso il rapporto madre figlio verrà pubblicato solo nel 1944.
  • Dopo l’armistizio è costretto a fuggire con la moglie a sud di Roma nella ciociara dove continua a pubblicare romanzi.
  • Dopo il conformista 1951 di cui Bernardo Bertolucci ne farà un film, esce il volume dal titolo racconti che viene messo all’indice proibito dalla chiesa perché scandaloso: la critica per protesta assegna il premio strega.
  • Pubblicherà alcune opere che risentiranno dell’influsso del populismo come racconti romani e la ciociara ma non abbandona i temi tradizionali della sua narrativa come nella noia nel 1960.
  • Nel 1962 si separa da Elsa e inizia una relazione con la scrittrice Dacia Maraini
  • A partire dal 1966 si occupa sempre più di teatro e fonda la compagnia teatrale del porcospino. Qui conoscerà Pierpaolo Pierpaolo Pasolini, e Leonardo Sciascia e tante altre importanti figure.
  • All’inizio degli anni 80 pubblica la raccolta di racconti la cosa dedicata la sua nuova compagna la giovane Carmen Llera e si impegna per l’abolizione delle bombe atomiche.
  • Lo scrittore morì a Roma nel 1990 La sua produzione poetica si può dividere in tre fasi:
  1. Realismo (indifferenti )
  2. Neorealismo (la Ciociaria )
  3. Cupo pessimismo (la noia ) Nelle opere di Moravia le tematiche politiche sociali si intrecciano con le tematiche più private e alcune sono riflesso dell’esperienza biografica dello scrittore che affermava di poter scrivere solo di cose di cui conosceva. L’appartenenza alla borghesia lo porta a rappresentare sin dalle sue prime opere i vizi di questa classe sociale. Per lui la classe borghese non ha valori se non il denaro e il sesso. Lo scrittore conduce un’indagine disincantata del mondo borghese della sua crisi da cui non sembrano esserci vie di salvezza grazie a strumenti culturali affinati dalla psicoanalisi, filosofia esistenzialista e del marxismo. L’esperienza di vittima delle leggi razziali unite a un forte senso di libertà porta in seguito l’autore verso tematiche più politiche come il fascismo, totalitarismo, il distruzione dell’individuo. Quando c’è l’ascesa del fascismo Moravia prova un sentimento di disperazione e condizione esistenziale.questo stato d’animo riflette l’incomunicabilità umana che regnava sotto il fascismo. Nella noia lui scrive: la noia, che mancanza di rapporti con le cose, durante tutto il fascismo era nell’aria stessa che si respirava.

Moravia ha origini ebraiche ma è profondamente ateo ricava tensione verso tutti tipi di esclusione. Egli appare vicino a Sartre ma a differenza sua era convinto che la letteratura impegnata potesse produrre solo cattivi libri.

  • Il tema predominante la sessualità che causa ostilità di una parte della critica. L’erotismo non è mai morboso o fine a se stesso perché sono mezzo di conoscenza dei rapporti psicologici tra i personaggi. Nel romanzo politico il conformista per esempio l’assassinio degli oppositori al fascismo da parte del protagonista a per sottofondo un trauma sessuale dell’infanzia.. In realtà Moravia non coglie la realtà attraverso la coscienza dei suoi personaggi ma rappresenta la loro percezione insieme al mondo a partire da una trama tradizionale al centro si trova spesso una relazione amorosa. La narrazione lontana dallo sperimentalismo europeo contemporaneo e appare in linea con la poetica degli edificatori che intendono porre al lirismo della prosa d’arte una solida costruzioni romanzesca.
  • Domina la narrazione in terza persona e la descrizione minuziosa il mondo oggettivo si alterna dialoghi al discorso indiretto libero.
  • L’oggettività della narrazione rafforzata da lunghi analisi psicologiche con tono analitico cerebrale.
  • Lo stile è spoglio con uso di parole comuni della lingua quotidiana e vennero giudicati come una scrittura piatta e poco curata. Era mosso da una ricerca di chiarezza di tensione drammatica e lo stile è un’estrema semplificazione e la complessità narrativa. Il non coinvolgimento del narratore rispecchia sul piano formale l’indifferenza dei personaggi nei confronti della realtà che vivono. L’essere privi di partecipazione soggettiva ha determinato il fatto che i critici hanno avvicinato Moravia alla scuola francese del NOUVEAU ROMAN in particolare a Natalie Sarraute. Gli indifferenti 1929 Narra la vicenda di una famiglia borghese romana dei durante gli anni del fascismo e l’azione si svolge nell’arco di 48 ore di incentrata su quattro personaggi principali:
  • Maria Grazia Ardengo, vedova = Lei è indebitata fino al collo e pensa che gli altri non lo sappiano, cosa non vera. Mente anche sulla sua età per sembrare più giovane
  • Leo Merumeci cinico, ricco il suo amante
  • I due figli grandi di Maria Grazia: Michele e Carla. Carla rappresenta il voto della società borghese. Rappresenta il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. La sua stanza rappresenta una prigione.
  • Vi è un ulteriore personaggio: Lisa. Lei è la migliore amica di Mariagrazia, ex di Leo e amante di Michele che però la rifiuta. L’ipocrisia borghese suggerisce domani di nascondere la relazione i figli che una volta informati provano discosto per la menzogna. Leo, interessato di sesso e denaro, tenta di sedurre Carla e di accaparrarsi la ricchezza e la famiglia con disonesti raggiri. La ragazza insofferente al clima di mediocrità finisce per accettare le offerte di Leo diventando sonante. Il fratello Michele, studente universitario che osserva con lucidità lo sfacelo morale della famiglia si sente paralizzato impotente incapace di stabilire un rapporto con il reale. Invece di provare sentimenti come l’olio è dominato dall’indifferenza e prova nostalgia per l’epoca storica in cui la vita era meno riflessiva, ma sa che quel paradiso perduto: tenta di sparare a Leo, ma dimentica di caricare la pistola.la vita quindi riprendi ci sta anche i rituali da qui impossibile liberarsi: Carla sposerà leo Michele finirà per accettare la situazione grazie una buona sistemazione del cognato. Il frequente uso di dialoghi e l’azione prevalentemente ambientata negli interni conferisce al racconto un’evidente struttura teatrale. La figura dell’indifferente sembra essere un’evoluzione di quella dell’inetto La maschera rappresenta l’ipocrisia borghese, il vuoto: i personaggi sono burattini non artefice del proprio destino..