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Libro utile alla preparazione esame linguistica dei media Università statale di Milano professoressa I. Bonomi
Tipologia: Sintesi del corso
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C’è una storia della tv ancora tu�a da scrivere e riguarda il suo spazio fisico tra di noi: prima come ogge�o, poi come mezzo e linguaggio, e infine come protagonista di un’infinita osservazione.
Va so�olineata nel mezzo tv l’importanz a della parola, che troppo spesso si tende a trascurare di fronte al supposto dell’immagine: parola che proprio nell’unione con l’immagine acquista in questo medium la sua par�colare valenza.
L’individuazione e la definizione dei generi tv, meno problema�che dell’epoca della paleotv, si presentano ai giorni nostri difficile per la sempre crescente ibridazione e per la complessa e variegata panoramica dei format. Il conce�o di genere a cui siamo rifa� riposa fondamentalmente sui contenu�, più che non sugli aspe� produ�vo-formali o su quelli sociali. [Genere: categoria s�lis�ca mediante la quale si individuano e si classificano in base a criteri contenu�s�ci e formali, le varie �pologie dei programmi tv. Il genere può innanzitu�o essere iden�ficato con il contenuto del programma: l’informazione, la fic�on ecc. vengono dis�nte e definite in rapporto ai temi tra�a� e alla forma che tali temi assumono. Una seconda accezione del termine privilegia il momento produ�vo e iden�fica le marce di genere con le procedure standardizzate a�raverso cui l’emi�ente confeziona il suo programma. Tre accezioni al conce�o di genere: genere come proprietà produ�vo-formale, genere come proprietà del contenuto, genere come funzione sociale.]
Il potere modellizzante del medium tv, che procede a una gramma�calizzazione del quo�diano, in conseguenza dell’eccessiva fiducia che il pubblico e gli stessi operatori dei media ripongono nelle sue potenzialità di rappresentare comportamen�, s�li di vita, e modi di stare al mondo degli spe�atori.
In vista dell’erogazione gratuita della testualità, la tv rimane il più democra�co dei grandi media, e insieme il più ricco di risorse e di prospe�ve in quanto non rimane schiacciato sul presente ma, se usato con lungimiranza e accortezza, può lavorare su una doppia temporalità. In sincronia asseconderà con nuovi format e prodo� vola�li le più immediate e voraci richieste di contenu�, ma in diacronia puù farsi museo vivente di se stesso grazie alle possibilità di replicare materiali d’archivio, soprau�o nei generi più tesaurizzabili, come divulgazione e ficiton.
Oltre alla conclamata funzione modellizzante, la tv esercita infa� una più proficua e incisiva funzione cogni�va e di conformazione che, nei casi migliori, si può anche tradurre in azione autoindividuante e quindi autorappresenta�va per i segmen� di socialità più marginali ai quali è finalmente data la possibilità di parlare di sé.
In quanto ogge�o di analisi può configurarsi come megatesto onnicomprensivo dei palinses� che da sempre hanno a�raversato lo schermo; come flusso di programmi trasmessi in una zona temporale predefinita; e infine come supertesto, singolo programma come materiali introdu�vi e inters�ziali (presentazione, promozione, pubblicità, no�ziari). Taggi muovendo da una visione del mezzo tv come fenomenologia organica di palinses�, re�, contes�, protagonis�, pubblico, programmi, formule, come di elemen� correla�, inspiegabili se non nel loro rapporto.
La tv trasme�e altri linguaggi, producendo un pluris�lismo in cui addiri�ura i vari �pi di parlato confliggerebbero rischiando la reciproca distruzione. La tv si configurerebbe come frullatore impazzito di usi linguis�ci. Alla molteplicità di so�ocodici e di registri va aggiunta la parcellizzazione stru�uale per cui l’apprendimento
linguis�co derivante dall’esposizione al linguaggio tv si limiterebbe all’acquisizione di serie di significa� e non di significa�.
La neotelevisione è dominata da logiche sociali e mediali radicalmente diverse, ma non per questo incomunicabili o incompa�bili. La paleotv riveste un ruolo essenziale nella modernizzazione e nell’unità reale del paese, le�eralmente appaltate al mezzo tv con conseguenze tu�ora da valutare con obie�vità e non riducibili alla docilità di un popolo che si lasciava plasmare e modernizzare senza colpo ferire.. INFORMARE, INTRATTENERE, EDUCARE; nella RAI si enfa�zza la terza componente: in pra�ca ad ogni istanza fu dedicata una �pologia di trasmissioni e una fascia oraria, ma elemen� pedagogici furono fa� rientrare persino nel varietà e furono prodo� programmi educa�vi con alto contenuto spe�acolare, con riscontri perce�vi nell’audience che percepiva come cultura anche l’intra�enimento. Tra paleo e neotv intercorrono differenze schema�zzabili, in ordine anzitu�o alla percezione del mezzo audiovisivo e del suo spazio simbolico (finestra sul mondo vs arena colle�va), e poi via via ai suoi codici e�coculturali; al fare tv; al ruolo dell’audience; alle modalità di consumo e alle finalità di programmazione.
Produzione e fruizione della testualità tv, che si standardizza nella serialità ma cerca nuovi affla� nel ritorno a forme e formule di programmi delle origini, sicché qualcuno ha parlato di post tv. Una funzione costanteva considerata quella iden�taria della tv, che adeguandosi ai valori di volta in volta ricevu� o negozia�dal pubblico, ha saputo col�vare un’ipotesi di coscienza nazionale costruiendo con pilastri e ma�oni di vario calibro una comunità simbolica italiana.
Va messa in rilievo l’efficacia del mezzo audiovisivo nell’educazione linguis�ca degli spe�atori rispe�o alla radio che, nonostante la lucida poli�ca aziendale che affidava a le�era� le trasmissioni sulla ltaliana scontava la scissione storia tra lingua scri�a e lingua parlata e fossilizzava i rappor� sociali preesisten�. Al contrario la tv, potendo contare sulle potenzialità cogni�va dell’immagine, avrebbe esercitato un’azione forma�va più immediatee d’impa�o sul pubblico estesamente diale�ofono e non integralmente alfabe�zzate dell’Italia ancora destabilizzata socialmente e culturalmente.
L’incidenza sociolinguis�ca dei mass media è �po come assorbimento di modalità comunica�ve più di fulminea interiorizzazione di modelli linguis�ci.
c Fic�on = italiano le�erario e teatrale.
d Tv dei ragazzi = italiano semiformale
e Sport = italiano tradizionale semiformale, con rare concessioni alla spontaneità
2 Neo TV e ibridazione dei generi :
a Trasmissione di informazioni e divulgazione poli�ca, culturale o scien�fica medio alta
b Trasmissioni di intra�enimento (talk impegna�) = parlato sciolto colloquiale; (reality) = parlato trascurato o scia�o
c Fic�on = parlato s�lizzato
La TV dei ragazzi ha rela�vo s�le. Cosi come lo sport: da un lato qui agisce il me�cciato di genere, con trasmissioni in cui la tradizionalità è priva di autonomia e vale solo come ingrediente della koinè; d’altro lato le telecronache per le quali si man�ene il paradosso di uno statuto che le vede insieme pura informazione e puro intra�enimento ma contemporaneamente si tende ad assolu�zzare in liturgia l’individualità degli s�li.
L’infotainement , il principale tra i generi ibrida�, mescola l’informazione con l’intra�enimento; L’edutainment rende più leggere e acca�van� le trasmissioni educa�ve e culturali; lo spor�nmente o l’infosportainment, che mescola lo sport con l’informzione e con l’intra�enimento spe�acolare. Si parla ance di docufic�on, che unisce la componente documentario-informa�va all’intra�enimento.
I L’INFORMAZIONE
1 I programmi di infomrazione
L’informazione rappresenta un pilastro fondamentale dei palinses� tv, fin dalla nascita della tv. Dopo i primissimi esordi in forma sperimentale, il 3 gennaio del ’54 va in onda il primo tg ufficiale.
Nel tempo l’informazione ha conquistato una prsesenza sempre più importante all’interno dell’offerta tv quo�diana [Importante la svolta del 1990, con l’approvazione della legge Mammì che consen�va la possibilità della dire�a e della cos�tuzione di tg anche per le re� private.]
La penetrazione dell’informazione tv nelle case degli italiani è tale da scandire persino i ritmi della vita domes�ca e da condizionare la percezione dei fa� di rileievo che ogni giorno accadono sul pianeta: [[grazie alla sua permissività, il mezzo tv assume sempre più il ruolo di mediatore principale della realtà per larghe fasce della popolazione. E poiché questo mezzo è intrinsecamente diverso dalla carta stampata, esso forgia un pubblico progressivamente sempre più ada�o a sé, e dunque sempre meno ada�o alla fruizione del medium stampa.]]
All’interno del sistema tv è a�ribuita per convenzione una promessa auten�ficazione, da cui deriva da parte del pubblico l’aspe�a�va di veridicità del racconto degli even�. Dall’implicita acce�azione di questo pa�o, discende il riconoscimento della funzione sociale dell’informazione: ovvero quella di consen�re al pubblico una relazione dire�a con gli even� del mondo.
La veridicità del contenuto trasmesso o, che creino il senso di immediatezza e verità che gli spe�atori si aspe�ano per convenzione.
Di fa�o la rappresentazione degli even� non avviene mai in modo immediato, ma a�raverso rimaneggian� che influiscono non solo sul livello formale e con�ngente dell’esecuzione, ma che intervengono addiri�ura a monte, in fase di scelta di ciò che diventerà no�zia, quando, dal mare infinito e variegato dei fa� del mondo, viene dis�llata una scale�a limitata di even�, che prome�e di esaurire tu�o quanto di rilevante è accaduto nella giornata. Questo meccanismo pone i media nella posizione di poter stabilire l’agenda quo�diana de temi all’ordine del giorno imponendo quali argomen� pensare e quali no, e manipolando il flusso dell’informazione alla sorgente.
Diversamente, la carta stampata fornirebbe strumen� cogni�vi adegua� per cogliere dinamiche più complesse e approfondire in modo più autonomo gli intrecci dell’a�ualità.
1.1 Galassia informazione: un micro cosmo di so�ogeneri.
L’inchiesta nasce negli anni ’60. E’ un resoconto filmato realizzato da uno o più giornalis� con cameraman al seguito, che si cara�erizza come collage di materiali di diversa natura (interviste, reportage, immagini di repertorio) assembla� e postoprodo� con tra�amen� di regia differen� a seconda delle finalità. Il criterio centrale per dis�nguere una vera inchiesta inves�ga�va da un servizio di approfondimento sono infa� l’alterità del tema sul campo alla ricerca di no�zie di prima mano, lo stringente impianto argomenta�vo della ricostruzione.
Nell’a�uale panorama tv esempi rappresenta�vi di puro giornalismo inves�ga�vo: Report. [ Il giornalismo privilegia l’intra�enimento e alimenta lo spe�acolo. Dalle anguste strategie degli editori e da un debordante flusso informa�vo che non lascia spazio al lavoro di scavo e di autonoma ricerca.]
Il rotocalco indica un programma periodico di approfondimento dell’a�ualità cara�erizzato da più servizi di taglio giornalis�co. Il primo esempio del genere è stato RT, fondato nel 1962 da Enzo Biagi, allora dire�ore del Tg di Rai 1. Lo s�le innova�vo si fondava sull’impiego dell’immagine a scopo documentale e sulla sua forza sugges�va. Dal punto di vista contenu�s�co, i servizi non nhanno cara�ere inves�ga�vo ma presentano una stre�a con�nuità con le no�zie del tg, di cui rappresentano, appunto, un ulteriore approfondimento. Semplicemente ripropone con ulteriore corredo di pun� di vista, raccon�, ricostruzioni. L’approfondimento offerto è un racconto nuovo di qualcosa di noto; esempio Terra!(Rete4) e Tg2 Dossier (Rai2). Un caso anomalo è rappresentato da Lucignolo. Il talk show informa�vo è senza dubbio il genere più eterodosso di giornalismo televisivo, derivando dalla contaminazione con macrogenere �pico dell’intra�enimento. E’ le�eralmente uno spe�acolo fa�o di parole, in cui le conversazioni sono consapevoli del loro ruolo in scena. Il talk show informa�vo è solitamente stru�urato come diba�to, cioè cara�erizzato da pubblico conversazioni su argomen� prestabili� in cui a ognuno è data la possibilità di esprimere la propria opinione.
1.2 Infotainment: ques�one di misura.
Oggi l’informazione trova realizzazioni televisive in cui si a�nge con disinvoltura a dinamiche e formule �piche dell’intra�enimento. Per queste commissioni è stato coniato il termine di infotainment. Esso è il risultato di un processo di spe�acolarizzazione dell’informazione che affonda le sue radici nell’incontro tra talk e tv verità. L’intento di diver�re e coinvolgere empa�camente il pubblico a�raverso lo s�molo di emozioni e tensioni, di per sé estranee alla funzione sociale insita nel genere.
§Il rischio è che il talk show possa essere iden�ficato come condizione necessaria e ideale per la fruizione delle insemplifica� e predigeri�, ma non necessariamente più chiari.
[[Se è proprio della tv offuscare il confine tra no�zia e spe�acolo, tra realtà e fic�on, fino a che punto si può spingere questa corruzione, prima che si esca totalmente dal campo delle no�zie e del giornalismo per entrare in quelli dello show e dell’intra�enimento?]]
L’impiego delle forme edulcorate dell’intra�enimento per veicolare l’informazione cos�tuisce di un processo di contaminazione e diventato macroscopico, per cui la stessa informazione, semplificata,
da una parte la linea programma�ca è quella del con�nuo s�molo alla chiarezza, dall’altra si riconosce piu�osto un’intenzione giustapposi�va tra macro pensieri. Porta a Porta appare dunque una vetrina di opinioni, in cui la funzione del condu�ore è quella di cooperare alla piena espressione delle posizioni degli ospi�, piu�osto che di esigere una chiarezza funzionale allo spe�atore.
Dal punto di vista linguis�co, i pochi interven� di Vespa si cara�erizzano per un parlato non sempre controllato, con esitazioni, concordanze a senso, anacolu�, che rivelano a monte una mancanza di proge�azione:
Negli interven� degli ospi� il linguaggio è spesso autoreferenziale, con ricorso a termini specialis�ci.
Il diba�to tra le par� in Porta a porta appare quindi funzionale a celebrare e perpetuare la rappresentazione di un eterno status quo, in cui le apar� avverse, convenute nel salo�o della poli�ca, ripropongono al pubblico l’ennesimo gioco delle par�.
Matrix
E’ un talk dedicato a temi di prima pagina, di stre�a a�ualità, con ospi� in studio e numerosi inser�. La direzione del programma era affidata ad Enrico Mentana, il cui ruolo di primo piano risulta evidente fin dalla collocazione dei pos� in studio, dispos� ad anfiteatro a�orno al condu�ore, fulcro della conversazione. Il condu�ore dirige la sua trasmissione da vero padrone di casa, non in funzione della par condicio tra gli ospi� o della massima chiarezza per lo spe�atore, ma con l’obie�vo di allargare la prospe�va sul tema di discussione, prendendo parte al diba�to da protagonista e inserendo il con�nuo pungolo della propria opinione.
Lo s�le linguis�co del condu�ore è nel complesso cara�erizzato da alternanza tra un parlato serio semplice ben costruito e spontaneità colloquiale, più accentuata negli interven� a braccio, con esitazioni, ripe�zioni e riproge�azioni sinta�che. Frequente anche l’uso di segnali discorsivi nella presa di turno e il ricorso a formule avversa�ve per so�olineare una contraddizione o una parziale presa di distanza.
O�o e mezzo.
Le Iene
E’ un programma di intra�enimento che si presenta come no�ziario sa�rico dal tono irriverente e trasgressivo. Alle par� live in studio si alternano i servizi degli invia�, che si dividono in due diverse �pologie: servizi di denuncia, abusi e di truffe ai danni dei più deboli, o di messa in ridicolo di poli�ci e vip. Talvolta, alcuni degli invia� più spregiudica� si concentrano su argomen� sco�an� e impegna�vi,
salvo poi sfiorarne solo gli aspe� macroscopici e superficiali, stemperandone i risvol� scabrosi all’interno dell’usuale cornice di intra�enimento e senza mai spingere fino in fondo l’indagine.
I temi dei servizi rimangono comunque merce da tabloid: s occupano di cronaca nera e si concentrano sempre su storie di singoli individui, ben lungi dall’affrontare tema�che sco�an� di portata pubblica e sociale.
(^2) La lingua dei telegiornali
2.1 Stru�ura e testualità.
Il momento di svolta del passaggio dalla paleo alla neo tv incide significa�vamente, nella direzione di un modo più sciolto di porgere le no�zie, di una responsabilizzazione maggiore dell’enunciatore-giornalista, di un progressivo coinvolgimento del telespe�atore. Lo speaker sos�tuito dal giornalista, cambiamento che avrò sulla lingua dei tg effe� eviden�ssimi, innanzitu�o con la sos�tuzione della pronuncia standard ar�ficiale degli speaker con la pronuncia reale e regionale dei giornalis�, che, confezionatori essi stessi delle no�zie, compongono ed espongono il messaggio imme�endo nel codice dell’informazione, per sua natura neutro e parzialmente standardizzato elemen� di s�le personale. Il primo tg interamente le�o a giornalis� è quello del 15 gennaio 68. Dopo la legge Mammì che ha concesso la dire�a alle re� nazionali abbligandole ad avere un proprio tg, tra il 91 e il 92, TG4, 5, e studio Aperto. Tale asse�o ha portato i tg della Rai ad essere influenza� da quelli delle re� private, verso un crescente coinvolgimento del pubblico e una maggiore spe�acolarizzazione della no�zia.
Target: determina il cara�ere generalista di un tg che ambisce a rivolgersi ad un pubblico il più ampio possibile, occupando generalmente l’orario centrale delle fasce e accogliendo no�zie appartenen� a diversi se�ori. Il target giovanile di Studio aperto ne determina il cara�ere più leggero e aperto all’a�ualità.
Il tg italiano può essere dis�nto in ogge�vo (anche narra�vo-ogge�vo), esplica�vo-interpreta�vo, di opinione. E’ molto difficile classificare in modo rigido i diversi tg. Possiamo notare come il TG3 tende al modello esplica�vo-interpreta�vo, dando grande rilievo agli spazi redazionali e alle figure giornalis�che, lasciando maggiore spazio di altri tg ed esper� che commentano, e, ma sempre meno, dnado ai servizi uno spazio più rido�o rispe�o al tg ogge�vo, al tg di opinione, verso il quale è decisamente spostato il TG4, per la forte personalizzazione impressa dal suo condu�ore-dire�ore, Emilio Fede.
L’impaginazione di un tg, cioè la disposizione delle no�zia, può avere delle conseguenze sul piano della testualità, sopra�u�o in direzione di una maggiore o minore coesione tra le no�zie: la tendenza a un maggioro collegamento, o�enuto con segnali discorsivi e formule di coesione, ma sopra�u�o a�raverso una gerarchizzazione delle no�zie basata anche sui nessi tema�ci, è �pica del giornalismo americano, dove il condu�ore personalizza la stru�ura del tg e tende a farne un racconto molto coeso. In Italia, soprau�o nella Rai, domina ancora il modello tradizionale che base l’impaginazione sulla divisione in sezione.
I tg Mediaset danno maggior spazio alla cronaca rispe�o ai tg Rai.
Il condu�ore, che generalmente scrive i tes� dei lanci e introduce i servizi, ha un ruolo molto importante del tg.
Il collegamento tra le no�zie è forte, realizzato con riprese lessicali, segnali discorsivi di collegamento, e modalità coesive diversive. Gli altri tg presentano una suddivisione ne�a tra le no�zie, con deboli forme di collegamento, più sensibili nello s�le di alcuni condu�ori, meno altri.
La progressiva tendenza alla scioltezza, appare evidente sia nella linea evolu�va delle diverse re�, che hanno abbandonato i tradizionali primo piano o piano medio per l’inquadratura più a distanza e una postura disinvolta, sia nello s�le di mol� condu�ori, che tendono ad una maggiore complicità con il telespe�atore. Un ruolo significa�vo in questa direzione ha ssunto, com’è noto, la conduzione femminile e lo s�le disinvolto di condu�rici come Lilli Gruber.
apporto individuale, ma sempre so�oposta alla revisione del capo reda�ore e del vice dire�ore, che sovrintendo, nella riunione di redazione, alla sua impaginazione.
Molto importante, nella comunicazione del giornalista, l’aspe�o rela�vo alla modalità intona�ve di le�ura/enunciazione. Nelle modalità intona�ve di le�ura mo� e svaria� fa�ori interagiscono: la fre�a, la posi�va ricerca di un ritmo; la volontà di creare a�esa e interesse e di colpire il telespe�atore; la volontà di creare per mol� giornalis� uno s�le personale.
Due �pi di intonazione nel parlato scri�o telegiornalis�co. Un’intonazione logico-sinta�ca-seman�ca, con pause intra e inter frasali mirate ad evidenziare i rappor� logici tra le parole con una chiara valenza informa�va. Un’intonazione di �po espressivo u�lizza pause non coinciden� con la stru�ura sinta�ca e con i rappor� logico seman�ci, ma collocate a separare segmen� di frasi o componen� di sintagmi.
Tale modalità intona�va, propria di una minoranza di giornalis� ma in progressivo aumento, appare poco funzionale all’efficacia informa�va dell’enunciato telegiornalis�co.
La7: buona resa informa�va, velocità elocu�va appare più elevata nelle no�zie meno important, collocate nella parte finale del tg. Se la mancanza di a�enzione da parte dell’ente verso la dizione e la prossemica dei giornalis� è da mol� lamentata, alcuni so�olineano come la le�ura faccia parte dello s�le personale del giornalista e come un eccessivo formalismo possa nuovere all’incisività del messaggio e all’immagine del giornalista, riducendo quella naturalezza che si considera ormai elemento indispensabile dell’enunciazione telegiornalis�ca.
Parlato-controllato sono le dichiarazioni dei poli�ci. Parlato serio semplice vicino allo scri�o per la sua stru�ura definita e regolare e per il lessico denotato e preciso, ma anche aperto ai fenomeni di immediatezza e spontaneità sopra�u�o sinta�ci e lessicali.
Parole e immagini
Nel medium tv il potere informa�vo è una sinergia tra testo e immagini. Tra le diverse possibilità a cui dà luogo la combinazione tra il testo e l’immagine, equilibrio, complementarità, squilibrio, contraddizione evidente, contraddizione nascosta, coerenza artefa�a, solo le prime due sono funzionali ad una corre�a informazione: nei nostri tg sono purtroppo rappresentate anche le altre possibilità, in par�colare la terza e la quarta.
Può essere u�le osservare come la tv italiaana faccia un uso ancora troppo scarso, pur se in crescita, della videografica, alla quale talvolta viene preferita la proiezione di immagini di repertorio poco calzan�.
2.2 Sintassi del Periodo
2.2.1 Complessità delle frasi in base al numero di parole e proposizioni
Per valutare il livello di stru�utrazione sinta�ca dei tg, dapprima analizziamo le frasi che compongono il corpus in base a due fa�ori diversi, ma correla�: la lunghezza sintagma�ca, rappresentata dal numero di parole per frase, e la complessità sinta�ca, rappresentata dal numero di proposizioni per frase.
Le frasi del campione considerato sono composte in media da poco meno di 21 parole. I tg di Studio aperto sono compos� da frasi più brevi, in media 19, e si cara�erizzano, so�o mol� aspe�, per una maggiore semplicità sinta�ca. L’edizione serale analizzata del TG5 è composta di frasi in media di 26 parole. Le frasi più brevi si concentrano in genere in apertura di giornale e nei lanci delle no�zie da parte del condu�ore, ce tendono comunque a contenere le coordinate essenziali della no�zia.
I tg che contengono le frasi più lunghe presentano anche valori più al� nel numero di proposizioni per frase. In generale le frasi non sono molto complesse e contengono mediamente 2,6 proposizioni; i valori delle edizioni RAI sono più omogenei, mentre i tg Mediaset si cara�erizzano per una complessità frasale inferiore, ad eccezione delle edizioni serali del TG 4 e 5.
Possiamo dunque definire la stru�ura delle frasi dei giornali come abbastanza complessa, più vicina sicuramente allo scri�o giornalis�co che al parlato.
2.2.2 Monoproposizionalità
La monoproposizionalità nei tg che compongono il corpus analizzato ha una rilevanza limitata: nel campione RAI le frasi composte da una sola proposizione sono poco meno di un quarto del totale; nel campione Mediaset sono più numerose, ma comunque meno di un terzo. La maggior parte delle frasi è bi-tri proposizionale e le fras che contengono fino a 4 proposizioni coprono quasi il 90% del totale. I tg RAI raggiungono anche 8-9 proposizioni per frase. I tg Mediaset accanto ad un’incidenza maggiore di monoproposizionalità, anche un numero più alto di frasi che contengono fino a 11-13 posizioni.
Le frasi monoproposizionali nei tg RAI si collocano in par�colare nei lanci dei servizi. Ugualmente in Mediaset le frasi monoproposizionali si concentrnao nei lanci del condu�ore e sopra�u�o in apertura dei tg.
La sintassi dei tg è di norma abbastanza ar�colata.
2.2.3 P aratassi
Le frasi pluri proposizionali composte da una principale e almeno una subordinata nel campione considerato sono mediamente circa l’80% e rappresentano il �po più comune. Le frasi in cui l’unico rapporto presente è la coordinazione, sono poco meno del 20%. La paratassi esclusiva dunque, cara�erizza il giornalismo tv, par�olarmente in Mediaset e nello specifico a Studio Aperto.
2.2.3.1 Asindeto e nessi coordina�
Le coordinate possono essere semplicemente giustapposte (asindeto) oppure essere collegate tramite nessi coordinan�. Nel campione RAI, asindeto e nessi coordinan� in media si equivalgono, ma l’asindeto prevale fra le principali mentre fra le subordinate prevalgono i nessi coordinan�. Nel campione Mediaset è invece leggermente superiore la presenza dei nessi coordinan�. L’asindeto consente un collegamento agile e immediato, lasciando però implici� i rappor� logici.
Nei radiogiornali le coordinate in serie raramente superano il numero massimo di due, invece nei tg la giustapposizione in serie anche lunghe, fino a 6-7 coordinate è una tecnica ricorrente. Si ritrova più spesso in Mediaset che nella Rai, nelle par� dedicate alla narrazione di fa� di cronaca italiana ed estera, sia nei servizi sia da parte del condu�ore in studio.
RAI congiunzioni più u�lizzate sono:
-e; - ma; - poi; né; invece; po; oppure; quindi; allora; per questo.
Copula�va: né Avversa�va: invece, e invece Disgiun�va: o, oppure Conclusiva: quindi, e quindi, allora, per questo
Nel campione Mediaset troviamo 17 �pi di nessi, più cooccorrenze. La congiunzione e è sempre la più presente; insieme alla congiunzione avversa�va ma rappresenta quasi l’80% dei casi. Il terzo nesso in ordine di frequenza è poi/ e poi. Ci sono poi congiunzioni conclusive: infa�, dunque, così; in cooccorrenze: e allora, e così, e difa�, e dunque;
congiunzione esplica�va: cioè, la locuzione verbale esplica�vo-conclusiva vale a dire che.
2.2.4. Ipotassi
Somma� i primi cinque �pi rappresentano l’80% delle subordinate. Tu� gli altri �pi non superano un’incidenza percentuale minima, nell’ordine: modali strumentali, causali, sogge�ve, scisse, ipote�che, interroga�ve indire�e, compara�ve, infini�ve, consecu�ve.
2.2.3.4 Nessi subordinan�
Le subordinate esplicite sono leggermente più numerose, in par�colare nel campione Mediaset: cos�tuiscono in media il 53% del totale, mentre le subordinate implicite risultano il 47%. Sono a�esta� 21 �pi diversi di nessi che introducono subordinate esplicite. I tre quar� di esse sono introdo�e dal che rela�vo. I restan� pronomi rela�vi in ordine di frequenza: cui, dove, chi, quale.
Perché è il più comune nesso causale e in un caso introduce un’interroga�va; se ha valore ipoteteico e interroga�vo; come si riscontra nelle compara�ve e, in alcuni casi, nelle interroga�ve e ogge�ve; quando nei tg ha il solo significato temporale e mentre, oltre al significato temporale, svolge una funzione avversa�va.
Altri �pi sono dispersi: pronomi e avverbi interroga�vi:
17 �pi differen� di nessi e verbi che introducono subordinate implicite. Il solo infinito rappresenta una percentuale rido�a di casi; è molto frequentemente introdo�o da preposizioni generiche che possono modificare sintagmi diversi: di, a, per, da.
Al secondo posto in ordine di frequenza abbiamo il par�cipio passato; la fusione predominante è la rela�va, ma è a�estato anche il significato temporale e causale, condizionale, modale. La massiccia presenza del par�cipio passato è da a�ribuire al genere giornalis�co, così come i pochissimi esempi di par�cipio presente.
2.2.4 S�le nominale
Le frasi verbali cos�tuiscono la grande maggioranza nei tg del campione sia Rai sia Mediaset, oltre i tre quar� delle frasi; le frasi esclusivamente nominali, non sono numerosissime e sono in genere monoproposizionali: rappresentano poco meno del 10% totale.
Le frasi nominali si concentrano nei lanci delle no�zie, in par�colare nei tg Rai , in cui spesso svolgono la funzione di �tolo.
I nodi nominali rappresentano i pun� di maggiore densità informa�va in quanto creano una concentrazione e una messa in rilieo dell’informazione. I nodi nominali svolgono anche una funzione narra�va-riassun�va, quando forniscono una visione sinte�ca e fortemente impressiva di sequenze narra�ve e descri�ve.
2.2.6 Frammentazione sinta�ca
Una certa frammentazione sinta�ca si nota nell par� in cui è presente una maggiore improvvisazione. Un approccio colloquiale, meno ingessato e più personale cara�erizza in generale i tg di Mediaset. La proge�azione limitata, la disposizione dialogica nei confron� del pubblico, la commis�one tra commento personale e no�zia creano uno s�le più vicino al parlato spontaneo in cui hanno luogo interruzioni di frasi, cambiamen� di programma, autocorrezioni, esitazioni. Esse si manifestano in ripe�zioni, pause piene, allungamen� di vocale finale, sono un fa�o piu�osto comune nel parlato telegiornalis�co, soprau�o Mediaset.
2.2.7 Interiezioni e segnali discorsivi
I segnali discorsivi servono sopra�u�o a so�olineare la stru�urazione del discorso, a conne�ere elemen� frasali e sopra�u�o a esplicitare la stru�ura intera�va della comunicazione. 9 casi nel campione RAI e 75 nel campione Mediaset.
I segnali discorsivi mostrano una certa varietà di �pi e funzioni. Fra le funzioni rela�ve all’interazione con l’interlocutore, abbiamo la presa di turno; i riempi�vi, che indicano difficoltà nella formulazione e il
La frase scissa e pseudoscissa appare, come nell’informazione della carta stampata, il fenomeno più frequente, per la sua spiccata valenza informa�va, soprau�o con la collocazione postposta del rema nel costru�o implicito, preferito e veramente frequenta�ssimo.
2.4 Il lessico
Lessico semplice, comprensibile, vicino al linguaggio comune della media dei telespe�atori. La Rai offre un quadro molto omogeneo, con differenze limitate tra i tre tg, mentre i tg di Mediaset sono notevolemtne diversi tra loro. Le differenze tra i tg RAI consistono essenzialmente in una lieve propensione del TG1 ad accogliere anche voci elevate, in una forse maggiore presenza di voci ad effe�o e di stereo�pi in TG2 , e in una tendenza più spiccata del TG3 verso un lessico neutro, referenziale, informa�vo. Sostanziale omogeneità tra le parole. Maggiore presenza di voci se�oriali e tecnicismi nella Rai rispe�o a Mediaset, in quanto TG4 e sopra�u�o Studio Aperto accolgono poco servizi di questo �po. Qui ricorrono in numero maggiore voci colloquiali e stranierismi di a�ualità e alla moda.
Il tono e l’impostazione di alcuni condu�ori Mediaset si cara�erizzano anche per una maggiore colloquialità.
Le voci colloquiali indicano la volontà da parte dei giornalis� di andare dalla parte della gente, di creare complicità con essa, e la volontà di rendere più vivace e acca�vante la lingua.
Alla realizzazione di uno s�le brillante contribuisce largamente il ricorso alle metafore e alle espressioni figurate.
Quando l’immagine metaforica è logora, si cade nello stereo�po, e si passa da uno s�le vivace e disinvolto ad una fissità per pepetua i luoghi comuni dell’espressione giornalis�ca. Questa categoria di voci ed espressioni appare ancora come una delle più nutrite dell’informazione telegiornalis�ca, mostrandone un cara�ere di conserva�vità e di fedeltà a certo linguaggio giornalis�co brillante.
Appaiono in decisa minoranza le parole difficili, rare o comunque non appartenen� al vocabolario comune. Più nutrito ma sempre minoritario, il con�ngente delle parole rare o non comuni, alcune delle quali possono essere di difficile comprensione da parte del telespe�atore di livello medio basso come nel caso di affiliazione, ambivago, discrezionale. Questa categoria di voci ed espressioni appare ancora