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Greco appunti programma V superiore, Appunti di Greco

Da Età ellenistica a Letteratura Giudaica

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 22/11/2022

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anna-alberti-3 🇮🇹

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GRECO VACl.
EPOCA ELLENISTICA
Contesto storico - geografico
- Definizione di ellenismo:
Johan Gustav Droisen: identifica questo periodo come quello dalla morte di
Alessandro Magno (323 a.c.) alla battaglia di Azio (31 a.c.)
il cambiamento dopo la morte di alessandro è così radicale da identificare una rottura
- Impero di Alessandro:
per tenere insieme il suo impero sconfinato, applica vari stratagemmi, come
l’integrazione dei popoli sconfitti tramite l’arruolamento e i matrimoni misti, ma anche la
sua divinizzazione, che ha incontrato forti critiche
- Nascita dei regni ellenisitici:
dopo la sua morte, i diadochi, i suoi generali, non riescono a mantenere intatto
l’impero. Nel 280 a.c. avviene una spartizione definitiva, la divisione nei regni ellenistici
- Macedonia:
governata dagli Antigonidi
sempre in contrasto con la Grecia, in particolare Atene, la quale dopo una ribellione
viene messa sotto il controllo di Demetrio Falereo, allievo della scuola peripatetica,
cacciato poi da Demetrio Poliorcete.
a causa dei dissidi interni, il regno macedone fu il primo ad essere conquistato da un
altro re
- Egitto:
governato dai Tolomei, rimane in mano a loro fino all’arrivo dei romani
inclusione delle diverse etnie, mecenatismo
- Regno dei Seleucidi:
debole a causa della sua grandezza
ellenizzazione forzata, alcune culture si ribellano
disgregazione precoce e bersaglio degli attacchi degli altri popoli
- Regno di Pergamo:
si forma all’interno di quello dei Seleucidi, fondato da Eumene I e Attalo I
ha parecchi contrasti con le popolazioni vicine
politica filoromana, economia florida, Pergamo come centro culturale
- Roma, Macedonia, Grecia:
Roma comincia a diventare una potenza nel III secolo
le tensioni con la macedonia sfociano in quattro guerre, dalle quali l’impero romano
uscirà vincitore
la liberazione della Grecia come casus belli
Roma conquista la Grecia ma la Grecia conquista culturalmente roma
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GRECO VACl.

EPOCA ELLENISTICA

Contesto storico - geografico

- Definizione di ellenismo: ● Johan Gustav Droisen: identifica questo periodo come quello dalla morte di Alessandro Magno (323 a.c.) alla battaglia di Azio (31 a.c.) ● il cambiamento dopo la morte di alessandro è così radicale da identificare una rottura - Impero di Alessandro: ● per tenere insieme il suo impero sconfinato, applica vari stratagemmi, come l’integrazione dei popoli sconfitti tramite l’arruolamento e i matrimoni misti, ma anche la sua divinizzazione, che ha incontrato forti critiche - Nascita dei regni ellenisitici: ● dopo la sua morte, i diadochi, i suoi generali, non riescono a mantenere intatto l’impero. Nel 280 a.c. avviene una spartizione definitiva, la divisione nei regni ellenistici - Macedonia: ● governata dagli Antigonidi ● sempre in contrasto con la Grecia, in particolare Atene, la quale dopo una ribellione viene messa sotto il controllo di Demetrio Falereo, allievo della scuola peripatetica, cacciato poi da Demetrio Poliorcete. ● a causa dei dissidi interni, il regno macedone fu il primo ad essere conquistato da un altro re - Egitto: ● governato dai Tolomei, rimane in mano a loro fino all’arrivo dei romani ● inclusione delle diverse etnie, mecenatismo - Regno dei Seleucidi: ● debole a causa della sua grandezza ● ellenizzazione forzata, alcune culture si ribellano ● disgregazione precoce e bersaglio degli attacchi degli altri popoli - Regno di Pergamo: ● si forma all’interno di quello dei Seleucidi, fondato da Eumene I e Attalo I ● ha parecchi contrasti con le popolazioni vicine ● politica filoromana, economia florida, Pergamo come centro culturale - Roma, Macedonia, Grecia: ● Roma comincia a diventare una potenza nel III secolo ● le tensioni con la macedonia sfociano in quattro guerre, dalle quali l’impero romano uscirà vincitore ● la liberazione della Grecia come casus belli ● Roma conquista la Grecia ma la Grecia conquista culturalmente roma

Cambiamenti socio - culturali

- "Globalizzazione”: ● L’inserimento della Grecia in un impero ampio e unitario come quello macedone la pone in una condizione di cambio di prospettiva, per un cittadino greco, abituato a sentirsi parte di una dimensione a lui familiare, la vastità dell’impero è fonte di confusione e di senso di mancanza di appartenenza - Integrazione: ● i greci si trovano costretti a convivere con i popoli che consideravano barbari, ma si adattano in modo da diffondere la loro cultura e da assorbire parte di quella dei popoli circostanti - Cosmopolitismo e individualismo: uomo cittadino del mondo , allo stesso tempo individualista perché è solo di fronte al mondo, la sua natura non dipende più dal suo inserimento in un contesto sociale ● consapevolezza di essere parte dell’impero ma di essere uomo singolo - Koinè dialektos e dialetti locali: ● Koinè dialektos → lingua comune dell’impero di A.M. , greco particolare con base attica ● il bisogno di difendere la cultura locale in un contesto dispersivo come l’impero riporta alla luce delle forme dialettali e aiuta i dialetti a progredire

Civiltà del libro

- Libro veicolo della letteratura: ● il libro è sicuramente un’invenzione all’epoca ellenica, si evolve non solo come mezzo di composizione ma anche come veicolo dei testi - Letteratura e pubblico: ● nella concezione cosmopolita, il poeta si rivolge principalmente ai suoi pari ● la forma scritta da vita a forme espressive diverse, il poeta si permette dei giochi, sperimenta con la parola, e solo chi è in grado di capirlo lo può leggere → si perde la concezione di letteratura popolare ● si modificano i canoni dei generi letterari - Residui di oralità: ● la poesia popolare sopravvive per via orale ancora per lungo tempo ● anche le performance teatrali, da canto alla recitazione, vanno avanti. In queste performance, rientrava anche la letteratura dotta, riservata però solo all’elite

Centri della cultura

- Mecenatismo: ● legame tra potere politico e intellettuali, gli artisti si mettono al servizio degli uomini influenti e li esaltano con la loro e costoro li sostengono - Centri di cultura: ● luoghi in cui si concentra la maggior parte della vita intellettuale, si costruiscono biblioteche, che sono luogo di studio e di dialogo - Atene: ● non detiene più il primato di capitale culturale

PLATONE

Pensiero

● oggetti materiali in trasformazione e realtà sempre uguali, hanno una cosa in

comune ossia l’idea

● la reminiscenza, l’anima conosce da prima di arrivare nel mondo alcune idee,

poi tornata nell'iperuranio dopo la morte recupera la coscienza

● anima → immortale, divisa in tre lati: cupidigia, ira e ragione

● amore → tensione verso un possesso. Uguale per la filosofia, il filosofo non sa,

vuole sapere

● virtù → conoscenza del modo corretto di fare le cose

● Fedone : parte dei dialoghi della maturità, incentrati sulla dottrina

L’ELEGIA

- Genere arcaico: ● soggetti variabili ● gli alessandrini la adottano come genere peculiare - Antimaco di Colofone: ● una delle massime influenze sull’elegia alessandrina ● contenuto mitologico ed erotico ● non è apprezzato da tutti, Callimaco lo critica - Caratteristiche: ● tema mitologico-narrativo e tema amoroso, spesso amore tormentato. Tema eziologico, uso del catalogo, ossia riordinare gli eventi simili correttamente

LA LETTERATURA TEATRALE

La commedia nuova

- Contesto: ● la situazione politica cambia, globalizzazione e contatto con le altre culture ● riflessione su temi universali ed etici che prendono il posto della rappresentazione della situazione della poleis - Caratteristiche: ● proseguono le innovazioni della commedia di mezzo ● rappresentazione della vita umana in maniera individualista ● rari fatti storici o cenni a personaggi viventi ● allontanamento dal mito se non per parodizzare ● ambientazione fuori da Atene ● personaggi i classe sociale medio-bassa ● no linguaggio scurrile ● ruolo marginale del coro - Autori celebri:

● Difilo → Atene, 130 frammenti e 100 titoli, commedia d’ambiente, base per la commedia latina ● Filemone → Siracusa, 60 titoli e 200 frammenti, commedia borghese, maschere umane discorsi moralisti ● Macone → Corinto, importa la commedia nuova ad Alessandria

La tragedia nuova

- Innovazione: ● risente anch’essa del cambiamento della situazione politica ● vengono comunque inscenate repliche e rinterpretazioni delle tragedie antiche, che però perdono significato ● il teatro è intrattenimento, perde il lato socio-culturale, al centro vi sono gli attori e le loro capacità, la creatività e l’impatto scenografico - Cenni agli autori ● Poeti delle Pleiadi, 7 come le stelle della costellazione, sia poeti che filologi ● di proprietà ignota ci è pervenuto il dramma di Gige, esempio della tragedia con tema storico ● Rintone riprende il genere del flùax, simile ai fescennini, e lo unisce ad un tono umoristico e parodistico, da cui deriva la ilarotragedia

MENANDRO

Biografia e produzione

- Vita e produzione: ● Nasce ad Atene, nella seconda metà del IV sec ● consegue solo 8 vittorie negli agoni, le sue opere riceveranno il dovuto riconoscimento dopo la sua morte ● abbiamo interamente solo il Dyskolos ● la dottrina peripatetica, le filosofie ellenistiche e l’educazione teatrale fornita dal commediografo Alessi lo formano ● verso la metà dell’800 avviene la cosiddetta “rinascita menandrea”, partendo da un papiro si riscopre gran parte della sua produzione ● gnomai monostikos → brevissimi componimenti moraleggianti, raccolta latina - Commedie e trame:ASPIS → Davo, servo, torna da una spedizione con lo scudo del padrone e un bottino, del quale vuole impadronirsi lo Smicrine, che sta progettando di sposare Cherea figlia di Cleostrato, promessa al figlio del fratello di Smicrine, Cherestrato. Davo per sventare il matrimonio finge che Cherestrato sia morto, Smicrine cerca di sposare la giovane, ma al matrimonio del nipote Cleostrato si presenta vivo, caccia l'aguzzino e celebra il matrimonio della figlia ● DYSKOLOS → Cnemone non vuole concedere la figlia a Sostrato, per cui il giovane chiede aiuto al fratello della ragazza, Gorgia. Fanno cadere il vecchietto in un pozzo

● trimetro giambico

- Etica e strumenti comici: ● satira quasi assente, non punta a far ridere ma sorridere ● la critica sociale è anacronistica, Atene non è più il centro di tutto e i suoi cittadini non sono più gli unici protagonisti, la vastità dell’impero impone all’uomo di trovare se stesso ● non più teatro d’evasione ma forma d’arte e sputo per l’introspezione ● la solidarietà tra gli individui è centrale, tutti abbiamo dei difetti ● famiglia come espressione della solidarietà, ma anche come luogo di dissidi e aspetti problematici → visione disincantata ● riflessione sulla vita in generale, derivante dalle filosofie ellenistiche ● l’Aulularia di Plauto è strettamente legata al Dyskolos e anche diverse commedie di Terenzio seguono il modello menandreo

POESIA EPIGRAMMATICA

Nascita e sviluppo

- Origini: ● inizialmente brevi iscrizioni su oggetti comuni, per indicarne la proprietà, l’oggetto parla di sé tramite l'iscrizione ● lingua simile alla dizione letteraria tradizionale, versi - Caratteristiche: ● l'epigramma arcaico è legato alla vita quotidiana, ha obiettivi pratici ma è anche connesso alla tradizione poetica; l’epigramma classico ha filone sepolcrale e votivo in distico elegiaco , contenuto meditativo, adespoti (senza nome dell’autore) ● l’epigramma ellenistico diventa un vero e proprio genere letterario e viene attribuito ad autori precisi ● ai temi consueti si aggiunge l’amore, il simposio, l’etica, la poesia, la descrizione di opere d’arte ( èkphrasis ) … -> accoglie i temi che erano oggetto della poesia lirica arcaica (legata al simposio, alle celebrazioni pubbliche) trasformandoli nella poesia raffinata e ricercata -> un nuovo modo di intendere l’arte poetica -Divisione scuole: ● dorica: interesse per natura, persone semplici e autobiografia; prosegue filone votivo e funerario; due poetesse: Anite di Tegea (ambiente bucolico e ekphrasis) e Nosside di Locri (affinità a Saffo, temi come amore, bellezza femminile e vicende militari); Leonida di Taranto (vita raminga, povertà, rappresentazione dei ceti umili, poeti, opere d’arte, dimensione bucolica e epigramma funerario; ricercatezza retorica e neologismi) ● ionico-alessandrina: maggior varietà di temi, riprende l’elegia simposiale (eros, vino, autobiografico) ● fenici-romana: Filodemo da Gadara (amore disimpegnato; si trasferisce in Italia e fa parte del circolo di Pisone) LEONIDA: ● Scuola dorica

● Parla di natura ● t1 Epicedio per grillo e cicala: insetto strappato via da Ade e bambino ● t2 Gioco di bambini: bambini che provano a cavalcare un capro ● t3 Umana fragilità: meditazione sulla condizione umana, Leonida parla della brevità della triste vita, “scheletro più tetro di quello d’un ragno”, “vivi con lieti pensieri, e ricorda che di paglia sei fatto” ● t4 Nulla per i topi: Leonida vanta la sua miseria, dice ai topi di cercare cibo altrove ● t5 Ideale autarchico: trovare pace nella semplice esistenza agreste e desistere da inutili viaggi ● t6 Bere alla fonte: un viandante dedica alla ninfe di una fonte la coppa con cui si è dissetato, amore di Leonida per il paesaggio bucolico ● t7 le tessitrici: Leonida, epigramma dedicatorio, offerti agli dei oggetti di lavoro comune, prova ad immedesimarsi nella fatica delle classi povere ● t8 vino rimedio al dolore: Asclepiade, il vino placa l’angoscia, il giorno è breve come la vita, ● t9 la lampada testimone: lampada illumina gli incontri degli amanti, è testimone delle promesse mancate di eraclea, ironico e erotico ● t10 tutto per Amore: inizio elenco fenomeni meteorologici, poeta vittima di eros, fine mito di Danae (pioggia oro) imputando a zeus il suo stesso male ● t11 Struggimento amoroso: paraklausithyron, la fanciulla sofferente guarda il giovane amato sulla soglia ● t12 taedium Vitae: gli amori giocano a dadi provocando nel poeta disperazione (stanco di vivere). La vita dell'uomo è breve e insignificante, appesa ad un filo, un verme morde il filo. ● t13 un fazzoletto per Arsinoe : offerta votiva di un fazzoletto di lino ad Arsinoe, la moglie di Tolomeo II era stata deificata, da parte della giovane Egeso che la vede in sogno, celebrazione poetica dei Tolomei da parte di Posidippo ● t15 A Dorica: potere eternatore del canto, la morte ha distrutto la bellezza della donna ma i versi di Saffo le assicurano l’immortalità ● t18 immagine interiore: poliptoto anima dell’anima, donna impressa nel cuore ● t21 Maturità e saggezza: riflessione sull’età della vita in un monologo interiore, da giovane si è dato ai divertimenti amorosi, poi a occupazioni più serie ● t22 compagni perduti: apertura natura morta, ieri i compagni scherzavano, l’indomani li portano nella tomba, godersi la vita perché è breve ● Posidippo e l’epigramma - Del Corno pag 231: l’epigramma è come la pittura vascolare, racchiude in uno spazio piccolo un messaggio, costringe il poeta a fare economia, dire molto con pochi versi, lavora su commissione e deve seguire le indicazioni del committente, tutta l’esperienza umana è racchiusa in pochi versi, soprattutto in Posidippo

CALLIMACO

Cenni Biografici

● III secolo, Cirene, famiglia nobile ● figura esempio della letteratura ellenistica ● erudizione e creatività → lavora per molto tempo nella biblioteca di Alessandria

6. A Demetra → rito di una città non meglio identificata nel quale si ricorda di Demetra che arriva al tempio con un cesto di primizie → mito di Erisittone, per costruire una casa in cui banchettare con gli amici, vuole abbattere un pioppo sacro alla dea e viene punito con un fame insaziabile - Lingua e metro: ● primi quattro in ionico, ultimi due in dorico, tutti in esametri tranne il V che è in distici elegiaci - Tradizione innica: ● elementi della tradizione + caratteri originali ● ionico e esametro richiamano ad Omero ● dorico che ribadisce la natura rituale degli ultimi due e la melica corale (Pindaro), con la differenza che nella melica si esalta il dio, invece callimaco loda il contesto celebrativo ● l’inno a Zeus ricorda gli inni simposiali, preceduti sempre da un’offerta alla divinità, celebrata col canto - La docta poesis : ● tra gli elementi riscontrati in Callimaco troviamo la contaminazione dei generi letterari, la raffinata rielaborazione sotto tutti gli aspetti, l’eziologia ossia la ricerca continua delle cause. Si discosta dalla tradizione melica e simposiale perchè le sue opere sono destinate alla lettura. Gli inni ne sono la rappresentazione per eccellenza in quanto “esercizi di stile”

Aitia

- Struttura e carattere: ● raccolta di elegie, 4 libri 1. libro I → Prologo dei Telchini, demoni malvagi, simbolo degli avversari di Callimaco 2. libro II → invocazione alle muse sull’Elicone come Esiodo, il dialogo con le Muse è la cornice delle elegie del libro I e II 3. libri III / IV → aitia narrati in maniera diversa, l’identità del narratore cambia → Berenice: entrambi i componimenti a lei dedicati danno coesione all’opera, perché rispettivamente aprono il III e chiudono il IV libro. Un’altro aitia che spicca è quello in cui viene narrata la vicenda di Aconzio e Cidippe: il giovane le getta una mela con su scritta una promessa di matrimonio siglata nel nome di Artemide, lei la pronuncia a voce alta ed è costretta a sposarsi, perché tutti gli altri matrimoni organizzati dal padre non riescono mai a compiersi 4. Epilogo → si anticipa che parlerà dei Giambi ● l’eziologia accomuna tutti i libri, le spiegazioni vengono definite aition → distici elegiaci ● si ha il dubbio se le elegie appartengano alla sua giovinezza o alla vecchiaia, filologi hanno concluso che le ha scritte durante tutta la durata della sua vita

● anche qui traspare il frutto della sua erudizione ● Per il periodo ellenistico, il mito non deve educare ma è sfoggio di conoscenza

Giambi

- Carattere: ● alla fine degli aitia dice di voler passare “al pascolo pedestre delle muse” ● lacunosi e frammentari ● i temi non sono perfettamente in linea con la tradizione giambica ● cum varietas : il contenuto presenta tematiche varie ● tono: callimaco si discosta dall'aggressività e dal biasimo dei suoi predecessori ● ionico con elementi dorici - Giambi metaletterari: ● giambi I e XIII ● metaletteratura → riflessione sull’operazione poetica in sè 1. giambo I → Ipponatte ritorna dall’Ade per mostrare ai filologi alessandrini di non essere aggressivo in modo che prendano esempio da lui e abbandonino la perenne rivalità → storia della coppa di Berenice : la coppa va all’uomo più saggio, partendo da Talete, che comincia una gara di modestia tra i sette saggi 2. giambo XIII → autodifesa di Callimaco dalle accuse di mischiare troppi generi. Dice che è seguace di Ione di Chio e di vedere l’arte poetica come un lavoro di un artigiano. Citazione a Efeso, patria di Ipponatte, come anche patria del giambo (versi zoppi) **TESTI

  • T2 - Per i lavacri di Pallade** ● festa argiva delle Plinterie, bagno della statua nel fiume, racconto dell’accecamento di Tiresia - T3 - Prologo dei Telchini ● narrazione in prima persona, identifica i suoi oppositori come i Telchini, demoni fabbri gelosi delle loro capacità. Risponde alla loro critica, secondo la quale non sarebbe in grado di scrivere un poema lungo, scrivendo una poesia raffinata e breve **- T4 - Aconzio e Cidippe
  • T5 - La chioma di Berenice** ● parla in prima persona il riccio-costellazione della principessa, che costei aveva tagliato come voto per la salvezza di suo marito; il ricciolo scomparve improvvisamente dal tempio e per consolare la principessa le venne detto che era diventato una costellazione. La ciocca ricorda come, sospinta dal vento, arrivò ad Afrodite che la depositò tra le stelle

● Corpus Theocriteum → 30 Idilli e 24 epigrammi, tradizione scritta medievale, all’intero di una raccolta più ampia ossia il corpus dei poeti bucolici, attribuito ad Artemidoro ● Teocrito non fu editore di sé stesso ma le opere vennero ordinate in seguito alla sua morte ● Henry Estienne: ordina gli idilli ● Epigrammi → temi vari (funerario, bucolico, dedica, descrittivo). Si pensa sia stata costituita dopo il I secolo perchè non viene menzionata da Meleagro nella Corona ● data la dubbia ordinazione degli Idilli, si sono facilmente mescolate opere originali e non, la distinzione non è facile; con gli epigrammi la differenza è più evidente

Idilli

- Genere: ● non è teocrito a denominarla in questa maniera ● “piccolo eìdos” → piccolo componimento ● carattere composito / contaminato → variano per tema e per influenza linguistico-letteraria - Idilli bucolici: ● ambientazione contadina, sfondo della campagna e della flora mediterranea ● rieleva l’ambiente agreste e lo rende dignitoso, inventa un genere ● campagna idealizzata, pastori e contadini sono in perfetta sintonia con la natura ● dai componimenti si nota la conoscenza di Teocrito in campo ambientale e delle leggi dei pastori, nel V idillio due pastori si sfidano ad un amebeo → scambio di battute. ● Le Talisie : rappresentazione simbolica della poesia teocritea; Simichida, pastore, va con due amici alle Talisie, dove incontra Licida, che gli propone una gara di canti. Dopo aver recitato i suoi, gli porge il suo bastone, gesto che ricorda l’investitura delle Muse ● la poesia altisonante cerca di riprodurre senza riuscirci i modelli del passato ● I Tirsi : Tirsi, pastore, e un capraio si scambiano apprezzamenti per il loro talento musicale, e cominciano un agone pastorale; il capraio promette a Tirsi una coppa di legno istoriata, che viene descritta minuziosamente, se riuscirà a cantare delle pene di Dafni, eroe bucolico per eccellenza, in fin di vita a causa dell’amore ● l’amore è un tema centrale degli idilli, si confortano dalle pene d’amore cantando ● Il Ciclope : canto d’amore di Polifemo alla ninfa Galatea; solo la poesia può salvare dalle pene d’amore. Il ciclope spera in una vita futura insieme alla ninfa e ne esalta la bellezza, la fantasia si interrompe bruscamente e Polifemo decide di dedicarsi ad altre ragazze. Esempio di contaminazione → si apre con un’epistola dedicata a Nicia, continua con un canto pastorale e ha come protagonista un personaggio dell’epica ● contamina la poesia raffinata degli alessandrini con il canto popolare - Mimi: ● personaggi dialoganti

● bucolici → ambientati in campagna ● urbani → non in ambiente pastorale, Sofrone di siracusa esempio

- Epilli: ● piccolo gruppo di idilli ● contenuto epico-mitologico, pedoerotico, encomiastico ● episodi circoscritti ● contaminazione

T1 - Tirsi (p.302)

● Dafni, figlio di una ninfa, inventore della poesia bucolica ● Muore perché viene accecato dalla fidanzata, o secondo un'altra versione precipita in un burrone a causa del suo canto ● Elementi di realismo Teocriteo: riferimenti naturali al paesaggio ● Campagna idealizzata

ORATORIA E RETORICA IN EPOCA ELLENISTICA

- Dall’oratoria classica a quella ellenistica: ● I tre generi di oratoria di Aristotele (deliberativo, giudiziario, epidittico) cambiano importanza 1. deliberativa → finalità politiche, cade in declino a causa del cambiamento della visione del cittadino e della polis. L’unico spazio in cui mantengono una certa importanza è quello storiografico, poiché gli storici ellenistici si rifanno spesso a discorsi pronunciati da generali e ambasciatori 2. giudiziaria/epidittica → aumenta la loro importanza (nei tribunali per la giudiziaria, nelle lodi ai sovrani per quella epidittica). Acquisito un grande prestigio, il genere epidittico si divide in ulteriori gruppi, con schema e regole definiti singolarmente, tra cui l’epitalamo, il presbutikos e il panegirico imperiale ● viene instaurato ad Alessandria un canone di riferimento dell’oratoria, dai quali si traggono le regole per comporre correttamente l’orazione ● Teofrasto → i suoi scritti influenzano la storia dei manuali di retorica, della scuola di aristotele, dottrina degli stili → sublime, umile, medio, quattro qualità del bello stile → purezza, chiarezza, decoro, elaborazione letteraria ● gli stoici vedono la retorica come una parte della logica. Si aggiunge una quinta caratteristica, la concisione ● Ermagora → distinzione fra tesi e ipotesi (questioni generali vs questioni puntuali). Due tipi di eloquenza: razionale (la materia da trattare si basa su fatti) legale (la causa del dibattito si basa sulla legge) - Centri di cultura e scuole: ● insegnamento diviso in due fasi: 1. esercizi di preparazione

- Nemici di Roma:Timeo : polemizza con Polibio, fu il primo a introdurre la cronologia per Olimpiade. Scrive un'opera in 5 libri che parte dalle origini della Sicilia e arriva fino allo scoppio della prima guerra punica (264 a.c.). Insieme ad altri autori scrive in maniera antiromana, i romani venivano definiti molto violenti con gli schiavi ● Posidonio di Apamea : storico, scrive delle storie che arrivato all'86 avanti Cristo, morte Gaio Mario. Altra storia marcatamente antiromana, romani fonte del male del mondo, hanno a disposizione un enorme numero di schiavi

POLIBIO

- Vita: ● Originario di Megalopoli in Arcadia, stratego che partecipa alle guerre macedoniche, avviato alla carriera militare. Poi diventa ipparco, capo della cavalleria, partecipa alla battaglia di Pidna (186 a.c. - Emilio Paolo e Perseo. Seconda guerra macedonica, i romani si impossessano di uno dei regni dei Diadochi). ● I romani deportano una quantità enorme di ostaggi, che verranno processati e riceveranno un'esecuzione. La guerra contro Macedonia era stata dura, perciò Roma reagisce a dispetto della clementia. Arrivati a Roma però si capisce che non si può usare troppa violenza, gli ostaggi non vengono uccisi, tra gli ostaggi c'è Polibio che diventa un precettore per gli Scipioni (nel quale circolo c'era Terenzio). ● Roma è divisa tra conservatori e progressisti nei confronti dell'oriente, Polibio fortunatamente finisce con i progressisti. Scipione Emiliano in particolare si affeziona a lui, e lo porta con sé in giro per l'impero ● 146 a.c. terza guerra punica, Polibio è presente a Cartagine quando viene distrutta - Opere: ● le Storie → 40 libri, per intero possediamo i primi 5 libri e molti frammenti degli altri. La narrazione si incentra sulla descrizione del periodo tra l’inizio della prima guerra punica (264 a.c.) e la fine della terza (144 a.c.) per definire le dinamiche che hanno portato Roma a diventare una potenza. sceglie la data del 264 perchè lì si interrompe l’opera di uno storico precedente, Timeo di Tauromenio Struttura → primi due libri = prologo che riassume dal 264 al 221 per contestualizzare le vicende. Dal terzo libro in poi tratta del tema principale, ossia le conquiste di Roma, comprese tra gli antefatti della seconda guerra punica e la distruzione di cartagine Esposizione → interrotta da frequenti digressioni → libro VI (analisi delle forme statali e della struttura politico militare di Roma), libro XII (problemi storiografici e critica degli storici precedenti, tra cui Timeo), libro XXXIV (critica della geografia omerica e dei geografi + excursus sul Mediterraneo) ● Vuole scrivere una storia universale, ha visto mondo orientale e occidentale, per cui deve includere tutte le mentalità. Si rende conto che la visione greca della polis è superata, è necessario parlare di un soggetto unificatore, ossia Roma ● Si pone in contrasto con gli storici del suo tempo, ad esempio condanna lo sfondo moraleggiante e retorico che contraddistingueva le opere precedenti, il cercare di

scatenare i sentimenti del lettore, le storie locali, le storie di viaggi, le cronache religiose ● Vuole rifarsi all’ideale tucidideo della storiografia scientifica, (verità obiettiva, metodo fattuale), attenzione esclusiva sulle dinamiche politico-militari ● Criterio della cronaca: scrive come un archivista, ma non ha capacità di coinvolgimento → storia pragmatica, raccontata nei dettagli. Storia pragmatica con finalità pratica, esposizione accurata e dettagliata, controlli incrociati tra le fonti ● lo storico deve possedere anche una solida conoscenza data dall’esperienza ● inizio della visione della storiografia come necessariamente universale, è anacronistico descrivere un solo popolo Storia delle costituzioni e teoria dell' anaciclosi il ritorno ciclico delle costituzioni, Cicerone la riprende, gli uomini costituiscono dei consorzi, che derivano da una situazione di caos, come capo viene scelto chi ha più prestigio ed è più forte, che diventa re. Dal disordine si sviluppa quindi il regno, che si mantiene non solo affidandosi al re, ma passando il potere tra persone della stessa famiglia, quindi il regno degenera in monarchia, che suscita fastidio nei governati, che decidono di affidare il governo a più persone, i migliori, ossia l'aristocrazia. Degenera in oligarchia perché i migliori sono pochi ma pochi non sono necessariamente i migliori. L'oligarchia non accontenta i governati e decidono di dare potere al popolo, nasce quindi la democrazia. Tutti dicono la loro, si degenera nell'oclocrazia. Da qui riparte il processo. Roma non ha mai attraversato queste fasi, perché ha sempre avuto tutte e tre le caratteristiche positive, nessuna è degenerata, perciò Roma non ha sperimentato l'andamento ciclico. In essa coesistono tutti i poteri: monarchia (due consoli), oligarchia (Senato) democrazia (comizi, concili della plebe, tribuni). I tre poteri, uniti ad un esercito organizzato e ad una religione utilizzata come strumento dello Stato, rendono lo stato romano superiore. Anche le costituzioni miste tendono al declino, ma hanno una vita più lunga perchè maturano nel tempo,la loro fine è determinata dalla sete di potere dei demagoghi che utilizzano la plebe per i loro scopi ● I greci, avendo una visione eccessivamente speculativa, non sono riusciti a progredire al punto da contrastare i romani, che invece si sono specializzati nell'andamento pratico, ma Polibio non può capirlo La fortuna → in quanto uomo ellenico, Polibio fa riferimento alla tuke nella sua narrazione, ma la utilizza in maniera ambigua e la identifica come una sorta di divinità laica. L’uomo è comunque destinato al declino e alla degenerazione, non esistono divinità salvifiche ● Stile → “cancelleresco”, no abbellimenti e fronzoli, arido, tecnicismi frequenti, poche figure retoriche ● Lingua → koinè alessandrina

T1 → Premesse metodologiche

● brano introduttivo a scopo informativo ● caratteristiche della storia pragmatica → propedeutica all’azione politica e magistra vitae perché aiuta a sopportare i rovesci della sorte

T8 → L’ingegno di Archimede

● i romani assediano Siracusa ● gli attacchi dei romani sono deviati dalle invenzioni di Archimede ● esaltazione del genio umano che con la sua sola intelligenza sventa la minaccia

L’EPOCA IMPERIALE

● 31 a.c., fine dell'età ellenistica con la battaglia di azio, l'età imperiale dura fino alla chiusura della scuola filosofica di Atene nel 529 d.c. ● La diffusione del messaggio cristiano porta un elemento di novità, che contribuisce a creare la mentalità della quale è figlia la nostra attuale ● Corinto nel 140 a.c. era stata conquistata come ultimo pezzo di Grecia, questa provincia viene poi lasciata al confine ● Dopo la conquista romana, la Grecia mantiene comunque il primato culturale, per lungo tempo non ci si pone il problema di integrarla: i romani si rendono conto di potersi arricchire con la visione speculativa della Grecia ● Plutarco → non accetta che la Grecia sia finita in mano a Roma. Anche Luciano si schiera contro i romani ● Ci si chiede quale sia lo stile migliore per produrre letteratura, per ciò si riprendono regole e metro della scrittura classica. Il fenomeno è detto atticismo ● Il pensiero cristiano si allarga sul territorio greco e romano e li sconvolge, li rivoluziona perché ribalta i ruoli e la concezione della divinità: greci e romani vedevano la divinità come un limite, per i cristiani è una figura di salvezza e predoni. Rivaluta la dignità di tutti gli uomini, in un mondo che necessariamente si basa sulla schiavitù, e ristabilisce la figura della donna. Il cristianesimo si pone come Salvatore della classicità, che tende a conservare le testimonianze antiche, nonostante molte opere siano state censurate nel periodo medievale ● Distinzione tra storia e geografia, non come Erodoto/ cesare/ tacito. La geografia trova il suo ruolo grazie alla necessità di rappresentare i confini del nuovo mondo, nasce come sapere scientifico (età augustea) ● Strabone → rappresentazione della terra, definisce che cos'è questa scienza, quali sono i compiti e i doveri del geografo e si rifà agli autori che non sono stati geografi ma si sono occupati di descrivere varie parti della terra in opere non propriamente geografiche. Arriva a Roma (fine del I secolo). Le fonti lo definiscono filosofo perché il sapere richiede conoscenza universale. Spiega che il geografo deve avere la conoscenza di un insieme di discipline. S'intende conto che i romani hanno la capacità di comprendere l'importanza del luogo, poiché adottano dei comportamenti diversi a seconda della popolazione che si trovano davanti. ● Arriano → avendo scritto tutta la campagna di Alessandro, inserisce anche delle informazioni geografiche ● Geografia anche come supporto all'arte militare e per descrivere correttamente gli avvenimenti politici ● Vitruvio → architetto culturale, gli uomini sono diversi a seconda dei luoghi in cui abitano ● Peripli e periegesi → Pausania, autore proficuo. Chi cerca di ridurre la geografia in versi si rivolge al pubblico snob che ha voglia di descrizioni strane

Pausania → periegesi della Grecia, descrizione delle opere d'arte colta (Rossati), sia Grecia continentale sia grecia insulare, soprattutto perché grazia a lui conosciamo opere d'arte che sono andate perdute, carattere enciclopedico perché non è solo geografia ma anche sociologia e arte

ORATORIA E RETORICA IMPERIALE

- Dionisio di Alicarnasso: ● filoromano, integrato nel sistema e parte del processo di integrazione tra greci e romani ● esponente dell’atticismo con modello Demostene ● Sulla composizione stilistica → regole per la scelta e la collocazione delle parole, definizione minuziosa dei tre stili in base alla dispositio, raggiungimento del bello e del piacere come fine, eufonia come chiave per il bello ● Sull’imitazione → regole dell'imitazione ed elenco dei modelli migliori - Sul Sublime: ● autore ignoto ● definizione del sublime letterario: in cosa consiste, da cosa è prodotto e cosa produce ● Definizione → eco di un animo grande, l’idea del sublime è data dagli esempi forniti dall’autore ● Causa → la profondità dell’animo e del pensiero, preliminare alla conoscenza tecnica, quindi solo un certo numero di persone può produrre una composizione sublime. Dal punto di vista tecnico bisogna usare figure retoriche, saper scegliere e posizionare correttamente le parole e scrivere in modo armonico ● Effetto → coinvolge e travolge l’ascoltatore/ lettore, genera pathos, crea effetti irrazionali contrariamente alla retorica, porta all’estasi e crea immagini

T1 → Rappresentazioni sublimi della divinità

● prima fonte del sublime = innata grandezza d’animo di chi scrive ● Omero esempio di sublime, soprattutto nella rappresentazione del divino ● anche la Genesi rappresenta un esempio del divino sublime

T2 → Esempio di sublime in poesia

● esistenza di altri metodi per rendere sublime lo stile.

  1. la scelta dei temi
  2. dispositio armonica di tali temi ● ode alla gelosia di saffo come esempio

GEOGRAFIA

● nasce come una materia di contorno della storiografia ● materia multidisciplinare → si lega ad altre conoscenze ● Peripli e Periegesi → geografia descrittiva ● Cartografia → Claudio Tolomeo esponente, Guida al disegno