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Shiva l'asceta erotico, Sintesi del corso di Storia dell'India

Riassunto del saggio per Indologia a.a. 2018/2019

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 26/08/2019

CarolinaValtorta39
CarolinaValtorta39 🇮🇹

4.6

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La castità di Shiva e le sue contraddizioni.
Shiva è incarnazione stessa della castità e per questo è naturale considerarlo avverso a Kama, il desiderio.
Per la sua castità, Shiva è considerato l’unico uomo nell’universo capace di respingere Kama e proprio per
questo nel Kumarasambhava quest’ultimo è spaventato all’idea di aggredire il Benevolo. Alla castità di
Shiva si contrappone però la sua natura lussuriosa: molti miti che illustrano la castità di Shiva lasciano anche
intravedere il suo desiderio. A dire il vero è pressoché impossibile trovare un mito nel quale Shiva rimanga
casto dall’inizio alla fine.
L’incenerimento di Kama e il suo rovescio.
L’incenerimento di Kama ad opera di Shiva sembrerebbe essere senza ombra di dubbio un atto anti-sessuale.
Ma anche quando esprime forti sentimenti anti-erotici, Shiva è costretto a riconoscere il valore di Kama. Il
potere irrazionale dell’amore ha la meglio sulla razionalità dell’asceta che nel Kumarasambhava accetta di
sposare Parvati. Ma Shiva non la dà vinta a Kama e giustifica la sua scelta non come un atto dettato dal
desiderio nei confronti della donna, ma con la volontà di salvare l’universo dalla distruzione di Taraka, così
come lo hanno pregato di fare gli dei: dal matrimonio con Parvati egli non trarrà alcun godimento.
La concupiscenza del castigatore di Kama.
Come abbiamo detto, a dispetto della sua reputazione e dei suoi sentimenti anti-erotici, Shiva è costretto a
riconoscere la potenza di Kama, tanto che in tutti i Purana la sua vittoria sul desiderio viene sempre
ridimensionata o addirittura ribaltata. Per esempio, si dice che, prima di incenerire Kama, Shiva sia svenuto
per la troppa concupiscenza: è troppo pieno di desiderio oppure è torturato da Kama. I Purana, così come la
poesia di tarda epoca, si soffermano molto sulle pene erotiche sofferte da Shiva. Addirittura in un Purana si
afferma che nel fare la proposta di matrimonio a Parvati, Shiva sia stato mosso da un fervente desiderio.
Spesso di trova un confronto tra Shiva e l’uomo comune, debole alle tentazioni della carne: se lo stesso dio
brama dalla voglia di toccare il corpo di una donna, cosa ci si può aspettare da un mortale? Questo aspetto
gioca sulla presunta invulnerabilità di Shiva in modo da esaltare il potere di Kama. In alcuni Purana è lo
stesso Kama che, presentato come superiore a Shiva, distrugge quest’ultimo.
Per giustificare la passione palese di Shiva nei confronti della moglie si una il concetto di lila, ossia “gioco
divino”: Shiva fa l’amore con Parvati solo per gioco divino, rimanendo sempre padrone di sé e senza alcuna
alterazione emotiva.
La vittoria di kama implicita nell’incenerimento di Kama.
L’atto stesso di bruciare Kama può essere considerato una vittoria del desiderio poiché tradisce la
vulnerabilità di Shiva e la sua pulsione erotica. Shiva, difatti, sopprime con il calore dell’ascesi la sua
inclinazione alla lussuria. L’uccisione di Kama è l’ultima carta che l’asceta ormai completamente vinto dal
desiderio può giocare per salvarsi. Il controllo della concupiscenza, d’altronde, ha un ruolo essenziale nella
filosofia yoga: la presenza della concupiscenza è necessaria affinché colui che pratica yoga possa imparare a
controllarla trasformando il desiderio in potenza ascetica.
A prova del fatto di quando suddetto, vi è anche un componimento buddhista nel quale viene giustamente
fatto notare che il vero asceta intoccabile non commette rappresaglie: incenerire Kama è simbolo del fatto
che in realtà Shiva non è così irremovibile.
La seduzione di Shiva ad opera di Parvati.
Indra, il quale manda Kama a distogliere Shiva dall’ascesi, è nemico di quest’ultimo perché è nemico di tutti
gli asceti. In realtà, distogliere Shiva dalla meditazione è necessario perché la sua crescente tapas rischia di
distruggere l’universo intero. Tradizionalmente, il compito di distogliere Shiva dall’acesi è affidato alle
apsaras e la stessa Parvati nel mito sarà, per via della sua bellezza, scambiata per una di loro.
Nei primi Purana nemico di Shiva non è la donna, l’oggetto del desiderio, quanto piuttosto il desiderio
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La castità di Shiva e le sue contraddizioni.

Shiva è incarnazione stessa della castità e per questo è naturale considerarlo avverso a Kama, il desiderio. Per la sua castità, Shiva è considerato l’unico uomo nell’universo capace di respingere Kama e proprio per questo nel Kumarasambhava quest’ultimo è spaventato all’idea di aggredire il Benevolo. Alla castità di Shiva si contrappone però la sua natura lussuriosa: molti miti che illustrano la castità di Shiva lasciano anche intravedere il suo desiderio. A dire il vero è pressoché impossibile trovare un mito nel quale Shiva rimanga casto dall’inizio alla fine.

L’incenerimento di Kama e il suo rovescio.

L’incenerimento di Kama ad opera di Shiva sembrerebbe essere senza ombra di dubbio un atto anti-sessuale. Ma anche quando esprime forti sentimenti anti-erotici, Shiva è costretto a riconoscere il valore di Kama. Il potere irrazionale dell’amore ha la meglio sulla razionalità dell’asceta che nel Kumarasambhava accetta di sposare Parvati. Ma Shiva non la dà vinta a Kama e giustifica la sua scelta non come un atto dettato dal desiderio nei confronti della donna, ma con la volontà di salvare l’universo dalla distruzione di Taraka, così come lo hanno pregato di fare gli dei: dal matrimonio con Parvati egli non trarrà alcun godimento.

La concupiscenza del castigatore di Kama.

Come abbiamo detto, a dispetto della sua reputazione e dei suoi sentimenti anti-erotici, Shiva è costretto a riconoscere la potenza di Kama, tanto che in tutti i Purana la sua vittoria sul desiderio viene sempre ridimensionata o addirittura ribaltata. Per esempio, si dice che, prima di incenerire Kama, Shiva sia svenuto per la troppa concupiscenza: è troppo pieno di desiderio oppure è torturato da Kama. I Purana , così come la poesia di tarda epoca, si soffermano molto sulle pene erotiche sofferte da Shiva. Addirittura in un Purana si afferma che nel fare la proposta di matrimonio a Parvati, Shiva sia stato mosso da un fervente desiderio. Spesso di trova un confronto tra Shiva e l’uomo comune, debole alle tentazioni della carne: se lo stesso dio brama dalla voglia di toccare il corpo di una donna, cosa ci si può aspettare da un mortale? Questo aspetto gioca sulla presunta invulnerabilità di Shiva in modo da esaltare il potere di Kama. In alcuni Purana è lo stesso Kama che, presentato come superiore a Shiva, distrugge quest’ultimo. Per giustificare la passione palese di Shiva nei confronti della moglie si una il concetto di lila , ossia “gioco divino”: Shiva fa l’amore con Parvati solo per gioco divino, rimanendo sempre padrone di sé e senza alcuna alterazione emotiva.

La vittoria di kama implicita nell’incenerimento di Kama.

L’atto stesso di bruciare Kama può essere considerato una vittoria del desiderio poiché tradisce la vulnerabilità di Shiva e la sua pulsione erotica. Shiva, difatti, sopprime con il calore dell’ascesi la sua inclinazione alla lussuria. L’uccisione di Kama è l’ultima carta che l’asceta ormai completamente vinto dal desiderio può giocare per salvarsi. Il controllo della concupiscenza, d’altronde, ha un ruolo essenziale nella filosofia yoga : la presenza della concupiscenza è necessaria affinché colui che pratica yoga possa imparare a controllarla trasformando il desiderio in potenza ascetica. A prova del fatto di quando suddetto, vi è anche un componimento buddhista nel quale viene giustamente fatto notare che il vero asceta intoccabile non commette rappresaglie: incenerire Kama è simbolo del fatto che in realtà Shiva non è così irremovibile.

La seduzione di Shiva ad opera di Parvati.

Indra, il quale manda Kama a distogliere Shiva dall’ascesi, è nemico di quest’ultimo perché è nemico di tutti gli asceti. In realtà, distogliere Shiva dalla meditazione è necessario perché la sua crescente tapas rischia di distruggere l’universo intero. Tradizionalmente, il compito di distogliere Shiva dall’acesi è affidato alle apsaras e la stessa Parvati nel mito sarà, per via della sua bellezza, scambiata per una di loro. Nei primi Purana nemico di Shiva non è la donna, l’oggetto del desiderio, quanto piuttosto il desiderio

stesso. Tardivamente invece si presta particolare attenzione al ruolo di Parvati, la quale finisce per superare l’importanza di Kama. Oltre che con la sua bellezza, Parvati decide di “combattere” Shiva con la sua stessa arma: la tapas. In altri testi è lo stesso Shiva che vuole che Parvati pratichi tapas per liberarsi del proprio orgoglio. Fatto sta che il tapas di Parvati riscalda a tal punto l’universo che, per evitare che esso venga distrutto, Brahma è costretto ad esaudire il suo desiderio, ossia quello di sposarsi con Shiva. Nel momento il cui Shiva si rifiuta di sposarla, la tapas di Parvati è talmente tanta da spaventarlo e scuoterlo dalla meditazione: Parvati è al contempo l’aceta da distogliere dal proprio tapas e la donna che seduce Shiva grazie al suo tapas tanto da fargli abbandonare il suo.

Parvati riporta in vita Kama.

Una volta sposatasi con Shiva, Parvati chiede al marito di fare riportare in vita Kama senza il quale i due non potrebbero fare l’amore. E’ l’argomento che Rati, colei che trarrebbe più beneficio e gioia dal ritorno del marito, porta a Shiva per convincerlo a ridarle suo marito: Shiva deve portare in vita il piacere sessuale per poter fare l’amore con sua moglie. In alcuni casi Shiva riporta Kama con una corporeità, altre volte senza e altre ancora consente che sia solo Rati a godere della presenza fisica di Kama. Ma Parvati partecipa anche in un altro modo alla resurrezione di Kama: essa è l’essenza di Kama che penetra in lei quando viene incenerito.

Kama rinasce come albero.

L’essenza di Kama incenerito non penetra solo in Parvati, ma in vari elementi che diventano poi degli “strumenti” di Kama. I più potenti sono sicuramente le seducenti donne, ma anche fiori e piante diventano simboli erotici. I fiori costituiscono la punta delle frecce di Kama, per esempio. Spesso Kama è raffigurato come un albero di cui le donne sono i germogli. A Kama è associato anche il loto, il quale rappresenta uno yoni o il volto della donna. Nei Purana vishnuiti, lo stelo del fiore di loto è visto come un linga e sulla foglia del loto, il quale rappresenta sempre lo yoni , è posato il seme di Shiva. Un’altra pianta al quale è associato Kama è il pino.

Kama redivivo e il suo potere su Shiva.

Kama redivivo ha più potere su Shiva di quanto non ne avesse prima di essere incenerito e in alcuni Purana è Shiva stesso ad ammetterlo. L’indebolimento di Shiva, in un mito, è dato dall’ostilità di Rati, la quale, per vendetta, chiede a diverse divinità di aiutarla affinché Shiva non abbia più seguaci e quindi perda importanza e potere: le divinità che accolgono la sua richiesta praticano tapas a tal punto da spaventare Brahma, il quale si vede costretto a ridurre il culto di Schiva. Più spesso è lo stesso asceta che consente a Kama di sopraffarlo e usare le sue frecce contro di lui: Parvati vuole avere un figlio e Kama per generarlo ha bisogno del desiderio, cosa che entra in contrasto con la pretesa che il dio non necessiti di desiderio per avere un figlio al contrario dei mortali.

Il fascino erotico del castigatore di Kama.

Shiva, il più grande di tutti gli asceti, è ovviamente un bersaglio appetibile per Kama. Proprio per la fama della sua castità, sedurre Shiva sarebbe motivo di grande lustro non solo per Kama, ma anche per la donna. La presunta invulnerabilità di Shiva è ciò che porta Parvati a desiderarlo così tanto.

La parziale identità di Shiva e Kama.

Shiva e Kama sono in continuo conflitto perché uno rappresenta la castità e l’altro il desiderio, ma anche perché sono entrambi simboli di fertilità. Il linga è associato a Shiva, ma durante la festa dell’Holi Kama appare nella forma di albero/fallo della fertilità. Molti Purana considerano Kama figlio di Shiva. In altri casi si ritiene che Shiva sia Kama stesso. In molti miti le vicende di Shiva si sviluppano in parallelo con quelle di Kama: Daksha dà la propria figlia Rati a Kama e Sati a Shiva; mentre Kama si sta unendo a Rati, Shiva sta