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Riassunto del saggio per il corso di Indologia a.a. 2018/2019
Tipologia: Dispense
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Riassunto
SHIVA SIGNIFICA GRAZIA
Klaus K. Klostermaier
Il culto di Shiva ha origini antiche. Come sappiamo, alcuni sigilli prodotti dalla civiltà della valle dell’Indo presentano delle figure che ricordano molto di dio. Inoltre, a Mohenjo-Daro e ad Harappa sono stati rinvenuti diversi linga. Il culto shaiva viene accolto relativamente tardi dalla tradizione vedica. Difatti Shiva è considerato un dio temibile dal quale tenersi alla larga, portatore di disgrazie e sfortuna.
Il culto shaiva si diffonde nel Medioevo, soprattutto nel sud dell’India. In onore di Shiva vengono realizzati magnifici templi e bellissime sculture che rappresentano le diverse manifestazioni del dio. Il culto shaiva emerge sia nel Mahabharata sia nel Ramayana , ma con ancora più forza nei Purana e negli Agama Shaiva , i quali risultano essere ricchi di miti che hanno il compito di accrescere la fiducia nel potere del dio che può distruggere i suoi nemici, ma aiutare i devoti. Molto importanti per il culto di Shiva sono anche gli inni composti dagli ispirati poeti shaiva e ancora oggi recitati durante le cerimonie. In questi inni il dio viene lodato e maledetto, adorato e disprezzato, esaltato e ridicolizzato. La religione shaiva è associata da sempre all’ascetismo rigoroso: Shiva è il Grande Yogin che pratica il tapas , ossia l’ascesi, ai massimi livelli.
Possiamo incontrare diverse scuole di pensiero shaiva :
Fin dai tempi più antichi, come già sappiamo, il culto di Shiva si lega alle pratiche yoginiche e ascetiche. Alcuni asceti shaiva sono famosi per la loro sapienza e la loro ricerca dell’assoluto, altri per pratiche più estreme e talvolta macabre: i Naga , per esempio, vivono nudi e si cospargono il corpo di ceneri; gli Aghora vivono in prossimità dei cimiteri e si dice si nutrano di cadaveri. Gli shaiva , come i devoti di Vishnu, hanno santi che si sono dedicati alla stesura di inni e canti che ancora oggi vengono recitati durante il culto: lodano il Signore e Salvatore e ne implorano l’aiuto nel momento del bisogno, desiderosi di ricevere la grazia.
A Shiva sono dedicato bellissimi templi e opere d’arte, sopravvissuti per lo più nell’India del sud non toccata dall’invasione musulmana. I templi shaiva all’interno sono piuttosto austeri e ospitano un linga disadorno. I muri esterni e le sale adiacenti sono invece ampiamente decorati e riportano immagini di Shiva, della sua famiglia o dei santi a lui devoti. Famosa è la rappresentazione artistica di Shiva Nataraja, ossia Shiva “signore della danza”, e Shiva Nilakantha, ovvero Shiva “signore dalla gola blu” (guardo Lezione 13 del 18/03/2019).