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Shiva significa grazia, Dispense di Storia dell'India

Riassunto del saggio per il corso di Indologia a.a. 2018/2019

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 26/08/2019

CarolinaValtorta39
CarolinaValtorta39 🇮🇹

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Riassunto
SHIVA SIGNIFICA GRAZIA
Klaus K. Klostermaier
Il culto di Shiva ha origini antiche. Come sappiamo, alcuni sigilli prodotti dalla civiltà della valle dell’Indo
presentano delle figure che ricordano molto di dio. Inoltre, a Mohenjo-Daro e ad Harappa sono stati rinvenuti
diversi linga. Il culto shaiva viene accolto relativamente tardi dalla tradizione vedica. Difatti Shiva è
considerato un dio temibile dal quale tenersi alla larga, portatore di disgrazie e sfortuna.
1. Le fonti della religione shaiva posteriore.
Il culto shaiva si diffonde nel Medioevo, soprattutto nel sud dell’India. In onore di Shiva vengono realizzati
magnifici templi e bellissime sculture che rappresentano le diverse manifestazioni del dio. Il culto shaiva
emerge sia nel Mahabharata sia nel Ramayana, ma con ancora più forza nei Purana e negli Agama Shaiva, i
quali risultano essere ricchi di miti che hanno il compito di accrescere la fiducia nel potere del dio che può
distruggere i suoi nemici, ma aiutare i devoti. Molto importanti per il culto di Shiva sono anche gli inni
composti dagli ispirati poeti shaiva e ancora oggi recitati durante le cerimonie. In questi inni il dio viene
lodato e maledetto, adorato e disprezzato, esaltato e ridicolizzato.
La religione shaiva è associata da sempre all’ascetismo rigoroso: Shiva è il Grande Yogin che pratica il
tapas, ossia l’ascesi, ai massimi livelli.
2. Le scuole di pensiero shaiva.
Possiamo incontrare diverse scuole di pensiero shaiva:
Shaiva Siddhanta, ossia “la verità definitiva di Shiva”: è una scuola di pensiero che ha oggi molti
seguaci, specialmente nelle classi intellettuali. Secondo lo Shaiva Siddhanta esistono tre principi
fondamentali: il Signore (pati), l’uomo soggetto al legame (pashu) e il legame (pasha). Per
conquistare la libertà occorre: acquisire la conoscenza, praticare riti, sottoporsi all’ascesi e vivere
una vita virtuosa. Shiva è essere e coscienza (sat-cit): è immanente alla creazione, è maschio,
femmina e neutro. Shiva concede la grazia, causa la disillusione, porta la distruzione, garantisce la
conservazione dell’esistenza, dà inizio alla creazione. La via per la liberazione dalla condizione di
schiavitù nella quale si trova l’uomo è la conoscenza, una conoscenza che si trasmette solo attraverso
le parole del guru, figura nella quale il dio Shiva si manifesta. Coloro che si sono liberati diventano
un’unica cosa con egli.
La scuola Shaiva del Kasmir: è una scuola oggi estinta, ma che attira l’interesse degli studiosi per
via delle raffinate considerazioni filosofiche che ha elaborato. Detta anche Riconoscimento, tale
scuola ritiene che l’intera realtà, compresi Shiva, la Shakti e la loro unione, si rispecchi nell’anima
dell’uomo: la liberazione consiste nel riconoscere questa immagine riflessa. I seguaci di questa
scuola si prefiggono di essere “schiavi di Shiva”.
La scuola virashaiva: è la religione dei “eroi shaiva” ed è strettamente connessa con la figura di
Basava, un grande riformatore religioso che nel XII secolo introduce molte novità. Ogni membro
della scuola deve portare un Shiva – linga per significare la presenza del dio: il suo corpo diventa
una sorta di tempio di Shiva. Inoltre, Basava incentiva l’attività imprenditoriale e abolisce la
distinzione tra caste. Nella religione virashaiva, ancora oggi ben diffusa, i corpi dei defunti si
inumano e non si cremano.
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Riassunto

SHIVA SIGNIFICA GRAZIA

Klaus K. Klostermaier

Il culto di Shiva ha origini antiche. Come sappiamo, alcuni sigilli prodotti dalla civiltà della valle dell’Indo presentano delle figure che ricordano molto di dio. Inoltre, a Mohenjo-Daro e ad Harappa sono stati rinvenuti diversi linga. Il culto shaiva viene accolto relativamente tardi dalla tradizione vedica. Difatti Shiva è considerato un dio temibile dal quale tenersi alla larga, portatore di disgrazie e sfortuna.

  1. Le fonti della religione shaiva posteriore.

Il culto shaiva si diffonde nel Medioevo, soprattutto nel sud dell’India. In onore di Shiva vengono realizzati magnifici templi e bellissime sculture che rappresentano le diverse manifestazioni del dio. Il culto shaiva emerge sia nel Mahabharata sia nel Ramayana , ma con ancora più forza nei Purana e negli Agama Shaiva , i quali risultano essere ricchi di miti che hanno il compito di accrescere la fiducia nel potere del dio che può distruggere i suoi nemici, ma aiutare i devoti. Molto importanti per il culto di Shiva sono anche gli inni composti dagli ispirati poeti shaiva e ancora oggi recitati durante le cerimonie. In questi inni il dio viene lodato e maledetto, adorato e disprezzato, esaltato e ridicolizzato. La religione shaiva è associata da sempre all’ascetismo rigoroso: Shiva è il Grande Yogin che pratica il tapas , ossia l’ascesi, ai massimi livelli.

  1. Le scuole di pensiero shaiva.

Possiamo incontrare diverse scuole di pensiero shaiva :

  • Shaiva Siddhanta , ossia “la verità definitiva di Shiva”: è una scuola di pensiero che ha oggi molti seguaci, specialmente nelle classi intellettuali. Secondo lo Shaiva Siddhanta esistono tre principi fondamentali: il Signore ( pati ), l’uomo soggetto al legame ( pashu ) e il legame ( pasha ). Per conquistare la libertà occorre: acquisire la conoscenza, praticare riti, sottoporsi all’ascesi e vivere una vita virtuosa. Shiva è essere e coscienza ( sat-cit ): è immanente alla creazione, è maschio, femmina e neutro. Shiva concede la grazia, causa la disillusione, porta la distruzione, garantisce la conservazione dell’esistenza, dà inizio alla creazione. La via per la liberazione dalla condizione di schiavitù nella quale si trova l’uomo è la conoscenza, una conoscenza che si trasmette solo attraverso le parole del guru , figura nella quale il dio Shiva si manifesta. Coloro che si sono liberati diventano un’unica cosa con egli.
  • La scuola Shaiva del Kasmir : è una scuola oggi estinta, ma che attira l’interesse degli studiosi per via delle raffinate considerazioni filosofiche che ha elaborato. Detta anche Riconoscimento, tale scuola ritiene che l’intera realtà, compresi Shiva, la Shakti e la loro unione, si rispecchi nell’anima dell’uomo: la liberazione consiste nel riconoscere questa immagine riflessa. I seguaci di questa scuola si prefiggono di essere “schiavi di Shiva”.
  • La scuola virashaiva : è la religione dei “eroi shaiva ” ed è strettamente connessa con la figura di Basava, un grande riformatore religioso che nel XII secolo introduce molte novità. Ogni membro della scuola deve portare un Shiva – linga per significare la presenza del dio: il suo corpo diventa una sorta di tempio di Shiva. Inoltre, Basava incentiva l’attività imprenditoriale e abolisce la distinzione tra caste. Nella religione virashaiva , ancora oggi ben diffusa, i corpi dei defunti si inumano e non si cremano.
  1. L’ascetismo shaiva.

Fin dai tempi più antichi, come già sappiamo, il culto di Shiva si lega alle pratiche yoginiche e ascetiche. Alcuni asceti shaiva sono famosi per la loro sapienza e la loro ricerca dell’assoluto, altri per pratiche più estreme e talvolta macabre: i Naga , per esempio, vivono nudi e si cospargono il corpo di ceneri; gli Aghora vivono in prossimità dei cimiteri e si dice si nutrano di cadaveri. Gli shaiva , come i devoti di Vishnu, hanno santi che si sono dedicati alla stesura di inni e canti che ancora oggi vengono recitati durante il culto: lodano il Signore e Salvatore e ne implorano l’aiuto nel momento del bisogno, desiderosi di ricevere la grazia.

  1. Shiva nell’arte.

A Shiva sono dedicato bellissimi templi e opere d’arte, sopravvissuti per lo più nell’India del sud non toccata dall’invasione musulmana. I templi shaiva all’interno sono piuttosto austeri e ospitano un linga disadorno. I muri esterni e le sale adiacenti sono invece ampiamente decorati e riportano immagini di Shiva, della sua famiglia o dei santi a lui devoti. Famosa è la rappresentazione artistica di Shiva Nataraja, ossia Shiva “signore della danza”, e Shiva Nilakantha, ovvero Shiva “signore dalla gola blu” (guardo Lezione 13 del 18/03/2019).