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Il Pregiudizio sull'Handicap: Analisi Psico-sociale e Pedagogica, Appunti di Pedagogia

riassunto del libro handicap e pregiudizio di Angelo Lascioli

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 15/01/2019

Eros.Stocco
Eros.Stocco 🇮🇹

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HANDICAP E PREGIUDIZIO
Handicap: esprime pregiudizio, la resistenza culturale impedisce l’abbandono di tale
termine
ICF: documento che meglio interpreta e raccoglie informazioni sulla trasformazione
del concetto di handicap a disabilità. gli elementi che lo compongono:
Descrive un funzionamento umano, non solo della disabilità
modello universale
correla approcci diversi bio-psico-sociali
interpreta i fattori che formano il funzionamento umano in un'ottica di
equivalenza
guarda la persona in relazione al contesto
Ottica multidisciplinare e multifattoriale
Disabilità:
Con ICIDH (1980)-> Modello interpretativo medico sanitario con una logica
causativa lineare
•.i. Disabilità: intesa come limitazione o perdita della capacità di compiere
attività di base
•.ii. Handicap: intesa come condizione di svantaggio derivante da una
menomazione o da una disabilità
•.iii. Considerati inevitabili conseguenze di uno stato di salute deficitario
Con ICF->
•.iv.Disabilità: conseguenza o risultato di una complessa relazione tra la
condizione di salute di un individuo e i fattori personali e i fattori
ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l'individuo.
Ambienti diversi possono portare a disabilità differenti a parità di
medesime condizioni di salute.
•.v. Handicap: rappresenta la socializzazione di una menomazione e
come tale riflette le conseguenze che per l'individuo derivano dalla
presenza della menomazione. Sono gli ostacoli che interferiscono con
il possibile percorso di sviluppo umano.
Pedagogia speciale
Porta a rovesciare uno statuto negativo in positivo, e a considerare le risorse che possono
emergere da collegamenti, da connessioni e da interventi tecnici.
Ambiti di ricerca :
studio e approfondimento del pregiudizio sull'handicap e sulla sua origine, esplorazione
delle possibili vie per il suo superamento attraverso l'educazione.
1. Il pregiudizio
Il potere del pregiudizio
è un potere agito-subito. chi agisce allo stesso tempo lo subisce (limitandosi alla
possibilità di comprendere), chi lo subisce allo stesso tempo lo agisce (portandone il
peso)
L’analisi del pregiudizio è una riflessione etica riguardante il dover essere dell’io, del
tu e del reale
è una maschera che la ragione confeziona per se stessa o per l’altro quando la
diversità non è compresa ma scartata->il pregiudizio non ci permette di vedere il
valore dello scarto.
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HANDICAP E PREGIUDIZIO

  • Handicap : esprime pregiudizio, la resistenza culturale impedisce l’abbandono di tale termine
  • ICF : documento che meglio interpreta e raccoglie informazioni sulla trasformazione del concetto di handicap a disabilità. gli elementi che lo compongono: - Descrive un funzionamento umano, non solo della disabilità - modello universale - correla approcci diversi bio-psico-sociali - interpreta i fattori che formano il funzionamento umano in un'ottica di equivalenza
  • guarda la persona in relazione al contesto Ottica multidisciplinare e multifattoriale
  • Disabilità :
    • Con ICIDH (1980)-> Modello interpretativo medico sanitario con una logica causativa lineare •.i. Disabilità: intesa come limitazione o perdita della capacità di compiere attività di base •.ii. Handicap: intesa come condizione di svantaggio derivante da una menomazione o da una disabilità •.iii. Considerati inevitabili conseguenze di uno stato di salute deficitario
      • Con ICF-> •.iv.Disabilità: conseguenza o risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l'individuo. Ambienti diversi possono portare a disabilità differenti a parità di medesime condizioni di salute. •.v. Handicap: rappresenta la socializzazione di una menomazione e come tale riflette le conseguenze che per l'individuo derivano dalla presenza della menomazione. Sono gli ostacoli che interferiscono con il possibile percorso di sviluppo umano. Pedagogia speciale Porta a rovesciare uno statuto negativo in positivo, e a considerare le risorse che possono emergere da collegamenti, da connessioni e da interventi tecnici. Ambiti di ricerca : studio e approfondimento del pregiudizio sull'handicap e sulla sua origine, esplorazione delle possibili vie per il suo superamento attraverso l'educazione.
  1. Il pregiudizio Il potere del pregiudizio
  • è un potere agito-subito. chi agisce allo stesso tempo lo subisce (limitandosi alla possibilità di comprendere), chi lo subisce allo stesso tempo lo agisce (portandone il peso)
  • L’analisi del pregiudizio è una riflessione etica riguardante il dover essere dell’io, del tu e del reale
  • è una maschera che la ragione confeziona per se stessa o per l’altro quando la diversità non è compresa ma scartata->il pregiudizio non ci permette di vedere il valore dello scarto.
  • Giudizio anticipato (prima del tempo, prima di conoscere bene, frettoloso, indagato perché non ci si è dati il giusto tempo, idea superficiale e preconcetta)
  • Opinio praeiudicata (opinione preconcetta) ragionamento inconsistente
  • Prae-ludicium (giudizio anteriore) è rinvio a ciò che viene prima del giudizio
  • Trae origine dalla modalità con cui perviene alla formulazione del giudizio->modi frettolosi e avventati
  • il Rimedio sarebbe correggere i modi con cui il pensare formula i suoi giudizi insegnando a procedere più lentamente raccogliendo informazioni, ma, il pregiudizio non è solo il problema della conoscenza del pensiero e non inerisce solo processi mentali (radice cognitiva): c’è uno sfondo antecedente che sfugge al controllo e non è consapevole. non riguarda razionalità ma le strutture di senso (radice culturale) che alimenta i contenuti
  • la distorsione si colloca nel vissuto del soggetto come contenuto originario perciò i prodotti vengono avvertiti come espressioni autentiche
  • Viene contaminata la soggettività contamina atteggiamenti, azioni anche aggressivi e segreganti
  • Studio del pregiudizio implica lo studio dei rapporti umani, dei meccanismi che lo regolano, dei problemi che favoriscono la nascita del pregiudizio
  • Il pregiudizio sfocia sempre in atteggiamenti aggressivi o segreganti in quanto l'atteggiamento immotivato da parte di un soggetto tendente all’azione in una direzione che è consona
  • Sfavorevole per le persone che appartengono a un determinato gruppo sociale
  • bisogna guardare al fenomeno tramite un doppio canale : interpretativo e classificatorio
  • Per la psicologia sociale il pregiudizio ha 3 componenti intrinseche : motivazionale, cognitiva, comportamentale Analizzate da Allport , per l'autore la complessità con cui si manifesta alla mente l'ambiente sociale, induce l'individuo a elaborazioni semplificati della realtà utili a ottenere la comprensione cognitiva. Il pregiudizio sarebbe il prodotto dell'interazione tra il sistema mente e sistema sociale. Società eterogenea . .. .. .... ... ...... . Mobilità sociale ( ascesa di alcuni a scapito di altri) ...... ... .... .. .. . Ignoranza, Sfruttamento…

l'impatto che genera lo stigma. Il paragone con l'articolazione figura e sfondo consente di comprendere il rapporto di complementarità che si instaura tra pregiudizio e stereotipo consiste in una complicità. I pregiudizio, sfondo, impedisce alla razionalità di scoprire la fallacia dello stereotipo, figura, in quanto le ragioni con cui esso si costituisce non sono rinvenibili in esso perché dipendono dal pregiudizio. Nel momento in cui margini dello stereotipo fossero tolti, l'attenzione si sposterebbe sul pregiudizio e ciò lo farebbe percepire come oggetto di analisi e consapevolezza, condizione questa che ne consentirebbe superamento nonché l'eliminazione. Pregiudizi e schemi mentali L'organizzazione percettiva neuropsicologica è tale che sempre Mira spontaneamente a organizzare in uno schema compiuto i vari stimoli disorganizzati, c'è la tendenza nell'uomo a dare un significato agli stimoli sensoriali, cioè la stessa tendenza nei confronti della nostra situazione esistenziale. Abbiamo bisogno di dare senso alla nostra vita. Risulta decisivo scoprire quale logica presiede alla costruzione di soluzione esistenziale di senso personali o collettive, che implicano il rifiuto o lo scarto di altri esseri umani. Il problema diviene grave quando quest'operazione di esclusione è risultato di una falsa o errata interpretazione di senso. Talvolta le costruzioni esistenziali del senso sono delimitate dai limiti delle logiche con cui si opera cognitivamente. In questo caso è necessario aiutare l'uomo a capire che anche il proprio esserci per gettarsi nel mondo come senso e valore sono suscettibili di modifiche, è necessario aiutarlo a costruire progetti assistenziali con logiche integranti lo scarto. Il pregiudizio risente proprio della riduzione di senso e di prospettiva che caratterizza l'esperienza percettiva. In tutti questi casi la soluzione consiste nella capacità di guardare al problema oltre il limite dato dalla propria visione del problema stesso. Ciò Vale specialmente per quelle situazioni problematiche come le handicap che rischiano di venire affrontate attraverso soluzioni di scarto. Per la pedagogia speciale il limite è rappresentato dall' handicap si pone come sfida consistente nel riuscire a rileggere il senso del vivere umano dentro la logica della possibilità di sviluppo.

  1. Radici culturali Scarto culturale
  • Tutto ciò che resiste all’assimilazione diviene scarto. è la diversità dell’altro la causa prima del nutrimento
  • l’uomo in quanto frammento per essere compreso necessita di essere visto per intero. Questo modo di guardare al particolare può portare all'errore di concepire un certo particolare come se fosse di personi versale. Secondo questo modo di concepire la questione, l'integrazione del frammento consisterebbe nel leggere un qualsiasi particolare a metro e misura del tutto.
  • Ogni particolare, Specialmente quando il particolare al singolo uomo, rappresenta un valore universale in quanto parte ed espressione dell'intera umanità, a cui appartiene per il fatto di esserne parte costitutiva. Ogni singolo uomo è anche espressione di altro valore rappresentato dall' unicità e irripetibilità della sua persona che lo costituisce come diverso da ogni altro singolo essere umano è questa l'unica diversità che ha valore per l'uomo.
  • Pregiudizio dell’handicap è espressione di un sistema simbolico che alimenta la cultura di scarto
  • dovuta alla rigidità di pensiero di fronte a tutto ciò che è inatteso e percepito come diverso->incapacità di operare quei cambiamenti indispensabili per conoscerlo
  • Pregiudizio dell'handicap diviene scarto perchè dis-integra chi ha un handicap
  • integrazione solo materiale e non culturale, politico, economico e sociale (es. Abbattimento barriere architettoniche ma non degli ostacoli culturali che impediscono la cittadinanza)
  • Cultura dello scarto fa riferimento a un’errata interpretazione del significato di frammento e integrazione
  • Ogni frammento è pezzo di umanità e residuo di vita perciò ha in sè il valore di ciò a cui appartiene e rinvia
  • Pregiudizio si fonda anche su un giudizio estetico. Disabile non ritenuto bello. ma la vita è splendore e lo è ancora di più quando può emergere da un corpo limitato
  • Disabili vengono visti da alcuni come scarti. da altri come intero
  • C’è sempre una parte di noi che è scarto e va recuperata scartando lo scarto
  • questo processo porta ad un’intimità più profonda con noi stessi, gli altri e ogni altro
  • integrare : rendere accessibile a noi stessi il dono di ciò che è l’altro in quanto altro da noi
  • Il disabile è un frammento di umanità
  • La società produce scarti umani (disadatto, disabile, extracomunitario, ineficente, anziano…)
  • Nello scarto c'è un valore che va recuperato, contiene la possibilità di progresso e sviluppo umano
  • integrare significa risanare queste carenze
  • non è possibile superare il pregiudizio
  • La cultura non è razionale ma è una realtà che segna l’essere umano
  • Viene assorbita e metabolizzata nell’interazione sociale
  • è nel contesto cultura che uomo entra davvero nella dimensione umana della sua vita
  • Può diventare strumento di oppressione e di alienazione.
  • Scarto culturale è anche follia di chi vuole essere potente su chi è debole Scarto della crisi Il concetto di civiltà della crisi deriva da una lettura sociologica che pone il fatto che se da un lato la civiltà avanza in modo costante positivo, Dall'altro la crisi non può essere considerata come un fenomeno esogeno della civiltà stessa, quanto invece un fenomeno endogeno, forma e modalità attraverso la quale la civiltà si costituisce si riproduce. In tal senso crisi non indica più una normalità, un'eccezione ma forma ordinaria del divenire della società. In particolare emerge il dato che il fenomeno crisi non può più essere interpretato nell'unico senso di luogo di transizione, Ma la crisi è divenuta modalità Stabile del divenire. Per l'educatore risulta assai difficile formulare progettualità dell'agire educativo in assenza di riferimenti di valore e di senso che siano stabili virgola Il rischio è dato da scelte esistenziali derivanti dal ripiegamento dell'io su se stesso senza dimensioni di temporalità. Scarto dell'evento Un elemento è evidente di questa civiltà della crisi e la difficoltà di comprensione del mondo della vita e della realtà. Questa difficoltà si sostanzia nelle fughe della ragione verso il magico e l'irrazionale. La civiltà della crisi si concretizza come eccedenza dell'evento rispetto al discorso con cui se ne tenta l'interpretazione. Le eccedenze di senso che si trovano nell' evento tendono a forzare il sistema disegni di significati con cui sono interpretate. Per cogliere l'ulteriore ita presente nell' evento è necessario istituire un nuovo ordine di

nocivo è la situazione di handicap= emarginazione, svantaggio esistenziale, esclusione e discriminazione negativa. Potrebbe esistere una persona disabile ma non handicap

Si handicap Si deficit

DISABILE

educare: ridurre assimmetria tra essere e dover essere

Si handicap No deficit

HANDICAP INDOTTO

Occorre demolire gli handicap

No handicap Si deficit

DEFICIT/MENOMAZIONE

Intervenire sul deficit, recupero

No Handicap No deficit

NORMALE

Teoria degli insiemi insieme: aggregato o gruppo di oggetti di qualsiasi natura avviene l’insieme quando gli elementi smettono di essere isolati e possono essere collegati da delle connessioni logiche (sono i 2 principi di organizzazione di un qualsiasi insieme)

  • Si possono fare degli ordinamenti (dal più grande al più piccolo)
  • Ripartizione in classi (vegetale e animale) ■ Detta anche relazioni di equivalenza ■ Le relazioni sono riflessive, simmetriche, transitive ■ Tramite essa si possono creare altri insieme: per farli ogni suo elemento deve essere costituito da elementi equivalenti (insieme quoziente)
  • La disabilità viene vista come una separazione tra uomini e quasi-uomini
  • Termine “diverso” è scorretto perché esso implica cambiamento non accidentale
  • idem termine “differenza” perchè implica una caratteristica individuale e non di specie
  • Pregiudizio sull’handicap deriva dall’uso scorretto delle parole
  • Siamo tutti diversi e invece di vedere ciò, le persone categorizzano la disabilità
  • Avere un deficit significa essere percepito come disabile
  • Integrazione non consiste nell’individuare parole adatte per racchiudere le persone disabili bensì vederle singolarmente e comprenderne i bisogni
  • Nella cultura dello scarto le malattie vengono viste come errori di natura perciò eliminate Prospettiva dell'integrazione bisogna andare oltre, superare ogni tipologia di logica che faccia apparire come razionale la riduzione di senso è lo scarto di ogni e qualsiasi essere umano. disfunzione o responsabilità morale?
  • Studi di Pettigrew->fattori situazionali e socioculturali possono determinare il pregiudizio anche in assenza di disfunzioni della personalità (nazisti, hanno agito non perchè avessero patologie ma perchè la situazione l’ha loro richiesto)
  • questo atteggiamento funziona come una macchina che si nutre di uomini, i quali entrano come persone ed escono come oggetti
  • Per molte persone infatti era avvenuta la perdita della sensazione di essere soggetti
  • Bauman schematizza i passaggi messi in atto dal regime, Il primo è fondamentale passo di questo logica disumana consiste nella definizione , espressione terribile del potere del pregiudizio. La difficoltà è consistita nel collocare l'umanità dell'altro su un piano di valore e significato rispetto a quello di tutti gli altri. Così facendo si fa leva sul pregiudizio culturale dell'inferiorità del disabile e dell'ebreo.
  • La forza del pregiudizio consiste proprio nel sostituire la prossimità con la distanza, fisica, psicologica e spirituale, con l'obiettivo di sopprimere ogni responsabilità morale. Il pregiudizio sull'handicap funziona come anestetico della coscienza rispetto al proprio limite Affinché si possa prodigare a perseguire nell'altro il proprio limite. L’altro per realismo ingenuo
  • Vi è l'opinione che le percezioni siano il risultato automatico del funzionamento dei recettori sensoriali e che questi agiscono come una sorta di riproduttori fedeli della realtà esterna, questa verrebbe ripresa è portata alla mente dove serve ai processi di conoscenza.
  • Gestalt definisce questo modo di pensare “ realismo ingenuo ”, che si fonda su “ l’ipotesi della costanza ” secondo cui gli oggetti sono percepiti quali Essi sono nella realtà oggettiva, fisica, così che l'esperienza soggettiva si caratterizza come copia della realtà.
  • Anche la percezione dell'altro come handicappato Non può essere spiegata come dato fenomenico effetto di ciò che appare, Ma come processo mentale, ovvero programma che rimanda una memoria e a un apprendimento.
  • Nella relazione educativa sono i livelli analogici (paure, toni) della comunicazione molto più dei livelli numerici (parole, ragionamenti) a condizionare la percezione e a trasmettere il valore attribuito all'altro. Ciò Risulta evidente nella relazione educativa.
  • Ciò che si pone dinanzi a noi come la realtà è frutto di elementi intrinseci al dato reale e di elementi esterni adesso. In ogni processo conoscitivo ci sono strumenti in primis la mente dell'osservatore e il linguaggio con cui egli si può esprimere. Ogni dato è sempre mediato. Un difetto di ragione: i tunnel della mente
  • Tunnel della mente : nuovo inconscio che coinvolge sempre la sfera cognitiva (ragionamenti, giudizi, ciò che è ritenuto probabile o no…) Pensiero che certe idee siano sicuramente giuste senza pensare che potrebbero essere frutto di un inganno della mente, oppure sembra impossibile che alcune idee possano essere state indotte in noi da altri.
  • Oggi sono potenzialmente dannosi
  • sfera cognitiva e non emotiva
  • è il mondo dei giudizi, dei ragionamenti, della scelta dei contrasti
  • Non è facile diventare consapevoli della loro azione
  • Secondo Palmarini esistono 8 tunnel :
  • Scelte incorniciate : di fronte a tante scelte probabili si ricade su una
  • Segregazione delle decisioni : di fronte a un problema, invece di analizzarlo globalmente ci concentriamo su un particolare (segregazione del dato) influendo in modo determinante sulla nostra decisione
  • Effetto congiunzione : la nostra scelta ricade su un'ipotesi congiunta (A dipende da B) e non disgiunta (A non dipende da B)

Pregiudizi stereotipi rinforzano La mentalità dell'assistenzialismo, della compassione, della dipendenza tutto ciò a scapito di una vera cultura dell'integrazione.

  • Imbarazzo e disgusto coprono la paura di riconoscersi frammento di fronte al frammento e inizia un atteggiamento the pressante e di rifiuto. I pregiudizi sull' handicap si insinua anche in coloro che lavorano nel campo della disabilità specialmente quando guardano la persona con cui si rivolgono in forme limitante è ridotta.
  • Razzisti differenzialista : rifiuto di conoscere l’altro per mantenere qualcosa di separato da noi
  • Il disabile va visto nella sua integrità

4.Oltre il pregiudizio Superare la cultura del pregiudizio sull'handicap Teoria strutturale di Allport :

  • l'azione educativa idonea a contrastare il pregiudizio richiede interventi globali che incidano sulla visione della vita dei soggetti, intervendo nel contesto sociale di appartenenza, sia sul sistema dei significati e valori La possibilità del superamento del pregiudizio sull'handicap, la cui essenza sta nell' accogliere l'altro non più come diverso ma accolto in sé Come si vi simile in quanto anche noi abbiamo dei limiti, non dipende da processi di socializzazione Ma dalla struttura del nostro io originariamente aperto all'altro. Non sono le esperienze di incontro o di conoscenza diretta delle persone che hanno deficit o minorazioni a generare l'atteggiamento di pregiudizio nei loro confronti. Ciò significa che il pregiudizio sull'handicap precede l'esperienza dell'incontro con chi ha una disabilità. Per tale ragione per modificare atteggiamenti pregiudiziali stereotipi è necessario ripartire dall'educazione è attraverso essa ottenere trasformazioni idonee a superare le barriere interpersonali. Risulta inadeguato ogni approccio che non sia contemporaneamente sistemico e mirato a programmi di riforma personali e sociali. Gli interventi per modificare gli atteggiamenti pregiudiziali con programmi educativi a ciò finalizzati tendono a regredire fino all annullamento dei risultati ottenuti, nel lungo periodo. Soprattutto quando si opera con adulti, Bisogna considerare che l'apprendimento è fortemente condizionato dalle difese dell'io, è più difficile disimparare che non sa prendere. Le vecchie abitudini, le credenze diventano parte integrante dell'identità. Avviene che i pregiudizi resistono al cambiamento sottraendosi alla forza introspettiva dell'io. È fondamentale quindi sostenere Con l'educazione processo di costruzione dell'autostima sia per instaurarsi di un'immagine positiva di sé, sia per arrivare al riconoscimento non minaccioso dell'altro. Esperienze di riduzione dell pregiudizio a confronto Teoria/ipotesi del contatto di Allport: serve per superare il pregiudizio
  • la promozione sociale del contatto fra persone diminuisce gli atteggiamenti pregiudiziali
  • è un’ipotesi che funziona solo se vengono rispettate le condizioni:
  • Azioni dirette alla promozione del contatto devono essere sostenuto socialmente e istituzionalmente
  • Durata e frequenza dei contatti devono essere sufficientemente prolungate per far nascere relazioni significative
  • Status sociale dei membri che vanno in contatto deve essere paritetico
  • Le persone coinvolte devono avere obiettivi comuni e dipendenti l’uno dall’altro
  • limiti :
  • Cambiamenti positivi ottenuti non sopravvivono oltre il contesto sociale sperimentato
  • Cambiamento prodotto non va al di là dell’esperimento (principio della regressione degli atteggiamenti= dopo un periodo di tempo le opinioni regrediscono verso il punto originario)
  • La riduzione del pregiudizio avviene solo tra coloro che sono entrati in contatto

Miller:

  • Il contatto produce la decategorizzazione delle situazioni e che da essa derivi la falsificazione degli stereotipi Gaertener
  • Il contatto ridisegna i confini fisici e cognitivi che separano i gruppi tramite la ricategorizzazione

Teoria del contatto Si rifà all’identità sociale = concezione secondo cui in base al tipo appartenenza sociale si producono importanti conseguenze per la propria condotta

  • Teoria che non coglie il vero nucleo del pregiudizio sull’handicap in quanto non rinvia ai conflitti di gruppo
  • In base all'ipotesi del contatto, laddove ci sono pregiudizi sono necessari interventi politici e legislativi a sostegno della convivenza civile. In particolare sia a livello istituzionale che legislativo è necessario proteggere Chi è più debole. Ignorare questo fatto il nome di una pseudo eguaglianza porterebbe all'esclusione subdola di chi, pur essendo persona come gli altri, in assenza di tutele finisce per essere discriminato e marginalizzato.

è superabile altrimenti grazie ai Film (non duraturo nè abbastanza influenzabile Media non trasmette significati bensì segni. portano avanti la protesta contro i pregiudizi senza però saperli smontare. Puntano sull’emotività trasmettendo il dramma umano senza codificare il significato

  • Alcuni disabili hanno scritto libri per smontare il pregiudizio Ricchezza del diverso Nessuno è uguale a qualsiasi altro. In questo tipo di diversità è presente una ricchezza, consiste nel valore dell'unicità concreta, reale individuale di ogni essere umano. Pregiudizi e stereotipi nascondono alla vista la ricchezza derivante dalla diversità così concepita, perché il diverso fa paura in quanto rappresenta il nuovo, l'estraneo. Meglio l'illusione di essere tutti uguali salvo poi istituire graduatorie dei Chi è più uguale agli altri e chi lo è o meno. il Nome è essenziale perché base dell’identità (non condizione esistenziale), mentre dei disabili non interessa il nome, la storia
  • Umanità non è già data, ma va ricercata e costruita. Elemento portante è il riconoscimento dell’Io-Tu, nella relazione. processo di umanità si intrinseca con e nella relazione
  • apertura ontologica all’altro, all’oltre
  • nessuno possiede una propria umanità, viene scoperta nella relazione con l’altro
  • Tutte le persone dovrebbero possedere le conoscenze tecniche dei problemi
  • Servono competenze metodologiche e comunicative
  • Comunicazione deve essere la più democratica possibile
  • Bisogni fondamentali
  • Salute e autonomia, ritenuti non sufficienti-> fondamentali per l animalità dell'uomo
  • Bisogno di senso->fondante l'umanità
  • Se l'uomo è impossibilitato a soddisfarli si genera disumanizzazione
  • Il riconoscimento effettivo del diritto della persona con disabilità ad esercitare una cittadinanza attiva è reale, comporta la creazione di condizioni sociali per cui lo stato di disabilità ha vissuto dal soggetto, non solo sia tale da compromettere l'esercizio dei propri normali bisogni e diritti, ma sia tale che nella realizzazione degli stessi e gli posso ottenere risultati pari o superiori a quelli dei non disabili.
  • si sopravvive come persone nella misura in cui si è capaci di qualsiasi attività intenzionale
  • Autonomia umana = opportunità di partecipare a qualche forma di attività umana. La forma più comune è avere un lavoro
  • più importante un legame con la realtà
  • Lavoro e relazioni umane significative sono basi fondamentali dell'autonomia perosnale
  • Per soddisfare i bisogni se c’è un ordine mondiale basato sui valori è regolato da istituzioni che incorporano mete finali condivise da tutti gli stati
  • obiettivi politici (il forte non deve prevalere sul debole, conquista spazi…)
  • Non ci sono prospettive di educazione dove c’è volontà politica di soddisfare bisogni di tutti gli uomini
  • L’educazione si può dire ben fatta se il soggetto riesce ad assumere l’altro come altro da sè e non perdendosi in esso
  • Esperienze diverse moltiplicano l’apprendimento del cervello, non serve sviluppare solo il linguaggio numerico, ma anche analogico (del corpo, dell’emotività…) Soggettivazione
  • con educazione è possibile raggiungere alti livelli di sviluppo culturale e umano anche in presenza di disabilità
  • In età scolare nel soggetto si sviluppa il reticolo in movimento il quale trasforma l’innovazione della soggettività ed opera in direzione opposta al pregiudizio
  • va maturato e sostenuto perchè l’interazione con la società non formi in lui dei pregiudizi
  • Bisogna intervenire quando i bambini non hanno ancora sviluppato le sovrastrutture sociali che appesantiscono i pensieri e i modi di concepire la realtà
  • La Scuola , deve educare alla dignità di ciascuno, rinnovando la concezione di intelligenza : razionale, corporeo-cinestetica, musicale, visivo-spaziale, esistenziale
  • Laddove nella scuola si creano condizioni per l'accoglienza dei differenti bisogni educativi degli alunni anche l'offerta formativa guadagna qualità e efficacia. Dove non si realizza, la scuola può diventare un ambiente molto pericoloso per il disabile, perché se L'esperienza è male impostata rischia di confermare e accentuare il senso di inefficacia del soggetto facendogli percepire la sua diversità e inadeguatezza.
  • Ines :
  • Integrazione di qualità è espressione della persona, essere presente dal punto di vista relazionale, cognitivo, psicologico Desoggettivazione
  • Identità : insieme delle caratteristiche fisiche, comportamentali, sociali, psichiche che caratterizzano una determinata persona (in psicologia si riferisce al vissuto che ognuno ha di sè) - A volte il senso di identità è debole (soggetto non si sente nessuno) - è un processo - Personale : relazione delle aree del soggetto con l’Io
  • Educare alla cognitività omette lo sviluppo delle capacità cognitive ma anche l’attivazione di relazioni tra l’Io del soggetto
  • Heidegger : essere uomo significa esserci
  • importante l’autostima per aprirsi all’altro
    • i primi 2 anni di vita si sviluppa, in relazione con le figure alle quali il bambino è più legato
  • L'azione educativa rivolta a costruire il ponte tra io e mondo, concorre in modo essenziale alla costruzione dell'identità personale del soggetto e ne favorisce l'autentica crescita umana. L autostima premessa d'apertura al tu
  • Il concetto di sè fa riferimento più all’aspetto descrittivo che a quello valutativo. Fa riferimento a un processo psichico che fa capo da un lato al guadagno interiore della descrizione di sé, dall'altro all'ideale di se Ovvero le caratteristiche desiderate da soggetto in quanto non gli appartengono.
  • L’ideale di sè significa le caratteristiche desiderate
  • Per reggere la fatica della costruzione dell’identità serve superare degli stadi di sviluppo psicoaffettivo
  • l’Io ideale
  • Reale e percepito
  • Essere interconnessi e in equilibrio
  • solo un Io forte riesce in questo, sviluppando buona autostima
  • va ridotta la distranza tra l’io ideale e reale
  • Allport: il bambino che si sente sicuro e amato qualsiasi cosa faccia, sviluppa uguaglianza e fiducia ansia e frustrazione si sviluppano laddove è stata negata la possibilità di redazione o difesa di fronte all’esperienza frustrante
  • Gestione positiva alla frustrazione entra in atto se:
  • Viene distinto il valore del bimbo dal suo errore
  • Trasmesse aspettative positive
  • Evidenziate qualità e progressi
  • Evidenziato l’impegno rispetto al risultato
  • graduate le mete
  • Seguite le inclinazioni
  • Offerti spazi e tempi adeguati
  • Offrire rituali e rispettarli
  • pazienza e rispetto
  • La cultura è uno strumento nelle mani dell’uomo al fine di renderlo funzionale.
  • La cultura è uno strumento attraverso cui portare oltre il limite dato dalla contingenza, lo spirito creativo umano. Il valore della cultura consiste nel farsi strumento di crescita e sviluppo dell'umanità ma tradisce questo scopo se a priori impedisce l'incontro con l'alterità.
  • Cultura non permette di costruire un ideale di umanità valido per tutti perciò è anche una riduzione dello sviluppo, resistenza al cambiamento