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Libro che fa riferimento all'handicap e al pregiudizio che si ha nei confronti delle persone con handicap
Tipologia: Appunti
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Disabilità, conseguenza o risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali, e i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l'individuo. Il modello ICF inquadra il problema della disabilità entro una logica che fa riferimento a un nuovo paradigma, quello biopsicosociale, il cui riferimento concettuale non è più la patologia (come sostenevano nel 80' l'OMS con il modello ICDH), ma il funzionamento umano. Di conseguenza, la comprensione del processo in base al quale una menomazione o un deficit, come pure una patologia grave, si possono trasformare in disabilità, richiede l'analisi approfondita del contesto di vita della persona che si trova nella condizione di disabilità, analizzando in particolare i problemi di funzionamento ovvero, le difficoltà che la persona incontra nell'adempiere ai compiti che la riguardano in relazione all'età e alle necessità a cui deve far fronte.
Il pregiudizio è un potere agito-subito, chi lo agisce, allo stesso tempo lo subisce nei termini di una riduzione della possibilità di comprendere la realtà. Chi lo subisce, allo stesso tempo lo agisce portandone il peso, assumendone i contorni e le deformità.
In teoria dell'agire comunicativo il problema del linguaggio, e del suo possibile uso distorto, diviene punto di partenza per un ampia e articolata critica della società post-moderna, in particolare del sistema di legittimazione del potere basato sulla forza-valore della ragione strumentale. Il tema del linguaggio, come vedremo in seguito, diviene di fondamentale importanza anche per capire la relazione tra pregiudizio e stereotipo, da intendersi quest'ultimo come nucleo cognitivo del pregiudizio.
Il problem che si rappresenta al riguardo, è che l'ordine prestabilito di segni con i quali l'evento è detto e interpretato, si pone in un orizzonte di senso che scarta come non senso tutto ciò che non rientra nelle categorie cultuali in uso. L'uomo per uscire dalla civiltà della crisi necessita quindi di un logos (senso-discorso) forte, in grado di attingere l'eccedenza di senso di cui è portatore l'evento.
infatti, vedere l'uomo al di là dall'handicap (mano nel berretto) significa vedere nell'handicap l'uomo, il limite d'ogni uomo, abile o disabile che sia. Non riuscire a vedere questo non è un difetto di natura bensì il prodotto di una distorsione, per lo più da imputare all'educazione.
Nel linguaggio e nell'interpretazione comune deficit e handicap sono assimilati l'uno all'altro, ossia la differenza tra difetto organico e difficoltà a maturare quelle disposizioni o capacità della persona necessarie alla realizzazione progressiva della personalità integrale. Si fa l'errore di attribuire un atteggiamento medicalizzante all'handicap. Quindi handicap e deficit devono essere distinti. Sì handicap Sì deficit DISABILE Sì handicap No deficit HANDICAP INDOTTO No handicap Sì deficit DEFICIT/MENOMAZIONE No handicap No deficit NORMALE
isolatamente il proprio dolore, la propria sofferenza, il proprio carico di fatica.
Per superare la cultura del pregiudizio sull'handicap, ci vuole un'azione educativa capace di modificare i testi e i contesti nei quali il pregiudizio, non solo agisce,ma si costituisce.
In questo tipo di diversità è presente una ricchezza, consistente nel valore dell'unicità concreta, reale, individuale di ogni essere umano. Pregiudizi e stereotipi nascondono alla vista la ricchezza derivante dalla diversità così concepita, perché il diverso fa paura in quanto rappresenta il nuovo, l'imprevisto, l'estraneo, il non uguale. Pregiudizi e stereotipi concorrono a confezionare le maschere con cui nascondere il dato della diversità di ognuno, per impedire che affiorino alla coscienze domande che possono sconvolgere il sistema di regole e valori istituiti dalla logica dello scarto. Il nome, infatti, è alla base dell'identità di una persona, non la sua condizione esistenziale. Invece, nella quotidianità, se tu sei disabile così vieni riconosciuto e identificato. Quasi non mi interessa quale sia la tua storia, il tuo nome, la tua personalità. Avere un nome, e saper dare il giusto nome a ogni domanda/offerta di umanità e di senso, rappresenta un valore immenso. Il nome individua non divide, ovvero coglie ciò che non è ulteriormente divisibile. Così come il nome distingue, il nulla disgrega, disperde, cancella. Il nulla mira a strappare il nome, a cancellare il nome, a oltrepassare il nome e con esso l'individualità e l'unicità concreta che lo sottende. L'umanità è una specie in fase di permanente costituzione, in tensione continua tra essere e dover/poter essere, insaziabile desiderio di ulteriorità. L'elemento portante di questa umanità-domanda, quindi, è proprio il riconoscimento reciproco dell'io e de tu nella relazione, l'incontro-dialogo tra persone che hanno un nome e quindi si riconoscono nel loro sapersi simili ma anche diversi. “essere accanto” significa desiderio di sondare le profondità del mistero dell'incontro, umanizza la relazione.
La costruzione di sé del bambino è potentemente influenzata in positivo, come in negativo dalle relazioni che si instaurano con le figure affettive di riferimento,già a partire dal periodo prenatale. È importante chiarire che, sono proprio le discrepanze tra descrizione/percezione del sé e ideale del sé che dimezzano la vita psichica, che rafforzano il concetto di sé. Questi due concetti di sé, risulta decisiva per la costruzione dell'autostima.
L'handicap, dal punto di vista della pedagogia speciale, rappresenta una resistenza all'educazione, un impedimento allo sviluppo complessivo della persona alle prese con il tentativo di raggiungere per se stessa un qualche livello di realizzazione umana. È quindi opportuno fare una distinzione tra handicap che deriva da un deficit e handicap (indotto) che
deriva da problemi sociale, famigliari, ambientali di cui il soggetto ne fa parte. La distinzione fra le due risulta fondamentale per il lavoro educativo speciale. Questa, in molti casi, è anche la probabile causa di molte psicopatologie. Ogni malattia mentale è anche e sopratutto metamorfosi esistenziale della persona. Patologia fa parte delle malattie mentali, significa in greco passione, sofferenza, pena ma il significato attuale è lo studio delle cause e della natura di malattia. Mentre malattia significa ciò che fa star male.