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Il Biondo Eckbert, testo in italiano, Traduzioni di Letteratura Tedesca

La fiaba romantica di Tiebeck, traduzione italiana

Tipologia: Traduzioni

2023/2024

Caricato il 09/02/2026

giulia-di-stefano-19
giulia-di-stefano-19 🇮🇹

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IL BIONDO ECKBERI
Nella regione dello Harz abita un cavaliere chiamato da tutti "biondo
Eckbert": aveva circa 40 anni, di altezza media, capelli corti e biondi
che fanno da cornice ad un viso magro e pallido.
Egli vive in tranquillità con la moglie Bertha e non è mai coinvolto
nelle faide dei loro vicini.
Lui e la moglie sembrano amarsi profondamente e rimpiangono
soltanto il fatto di non aver avuto figli.
Riceve di rado visite e, quando è solo, si notava un carattere un po'
chiuso, una malinconia schiva e silenziosa.
Philipp Walther viene molto spesso al castello; Eckbert vi è molto
affezionato e ci si ritrovava molto col modo di pensare a cui era
incline. Walther abitava in Franconia, ma era facile che soggiornasse,
anche per lunghi periodi, nei pressi del castello: qui raccoglieva erbe
e pietre e passava il tempo a metterle in ordine; Eckbert lo
accompagnava in queste passeggiate e la loro amicizia si faceva
sempre più intima
Una sera d'autunno Eckbert propone a Walther di non partire quella
sera stessa, ma di restare da loro per cenare e poi dormire e lui
accetta volentieri. Una volta che la serata si fece più confidenziale
Eckbert dice a Bertha di raccontare all'amico la sua storia, poiché non
vuole che nella loro amicizia ci siano segreti.
Ella era una bambina goffa e maldestra, che non riusciva ad aiutare in
casa nemmeno coi compiti più semplici e per questo i suoi genitori
erano sempre arrabbiati con lei, e le dicevano di essere una creatura
inutile poiché voleva soltanto oziare nella sua vita. Così, all'età di 8
anni, scappa di casa e si avventurò nel bosco. Da qui scala una collina
e vede un orizzonte coperto da una fitta nebbia, e ci si avventura
pensando di incamminarsi verso le montagne. Da qui comincia a
vivere di elemosina e dopo qualche giorno si ritrova a dormire nella
foresta di notte, tra rumori di uccelli sconosciuti ed animali feroci. La
mattina dopo scala una rupe per cercare di capire in che direzione
fosse diretta, ma vede solo altra nebbia. A quel punto, presa anche
dai morsi della fame, decide di sedersi e lasciarsi morire. Ma, in quel
momento, la voglia di vivere prende il sopravvento e continua a
camminare per tutto il giorno e, stremata, non desidera quasi più di
vivere, ma teme la morte.
Verso sera il paesaggio si fa più accogliente e la giovane Bertha si
rianima e cammina seguendo il rumore di quello che sembra essere
lo scrosciare di un mulino lontano. Dopo un po' si ritrova tra i boschi e
le montagne e vede una cascata. Mentre si sta rifocillando sente un
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IL BIONDO ECKBERI

Nella regione dello Harz abita un cavaliere chiamato da tutti "biondo Eckbert": aveva circa 40 anni, di altezza media, capelli corti e biondi che fanno da cornice ad un viso magro e pallido. Egli vive in tranquillità con la moglie Bertha e non è mai coinvolto nelle faide dei loro vicini. Lui e la moglie sembrano amarsi profondamente e rimpiangono soltanto il fatto di non aver avuto figli. Riceve di rado visite e, quando è solo, si notava un carattere un po' chiuso, una malinconia schiva e silenziosa. Philipp Walther viene molto spesso al castello; Eckbert vi è molto affezionato e ci si ritrovava molto col modo di pensare a cui era incline. Walther abitava in Franconia, ma era facile che soggiornasse, anche per lunghi periodi, nei pressi del castello: qui raccoglieva erbe e pietre e passava il tempo a metterle in ordine; Eckbert lo accompagnava in queste passeggiate e la loro amicizia si faceva sempre più intima Una sera d'autunno Eckbert propone a Walther di non partire quella sera stessa, ma di restare da loro per cenare e poi dormire e lui accetta volentieri. Una volta che la serata si fece più confidenziale Eckbert dice a Bertha di raccontare all'amico la sua storia, poiché non vuole che nella loro amicizia ci siano segreti. Ella era una bambina goffa e maldestra, che non riusciva ad aiutare in casa nemmeno coi compiti più semplici e per questo i suoi genitori erano sempre arrabbiati con lei, e le dicevano di essere una creatura inutile poiché voleva soltanto oziare nella sua vita. Così, all'età di 8 anni, scappa di casa e si avventurò nel bosco. Da qui scala una collina e vede un orizzonte coperto da una fitta nebbia, e ci si avventura pensando di incamminarsi verso le montagne. Da qui comincia a vivere di elemosina e dopo qualche giorno si ritrova a dormire nella foresta di notte, tra rumori di uccelli sconosciuti ed animali feroci. La mattina dopo scala una rupe per cercare di capire in che direzione fosse diretta, ma vede solo altra nebbia. A quel punto, presa anche dai morsi della fame, decide di sedersi e lasciarsi morire. Ma, in quel momento, la voglia di vivere prende il sopravvento e continua a camminare per tutto il giorno e, stremata, non desidera quasi più di vivere, ma teme la morte. Verso sera il paesaggio si fa più accogliente e la giovane Bertha si rianima e cammina seguendo il rumore di quello che sembra essere lo scrosciare di un mulino lontano. Dopo un po' si ritrova tra i boschi e le montagne e vede una cascata. Mentre si sta rifocillando sente un

colpo di tosse, si gira e vede un'anziana signora. Le chiede aiuto e lei la fa sedere accanto a lei e le offre pane e vino, poi la invita a seguirla. [Locus amoenus/ Bertha accetta e segue questa vecchietta stranamente agile tra i boschi rossi e dorati, fino a raggiungere una collina di betulle, circondata da una valle di betulle, su cui sorge una casetta. Qui le accoglie l'abbaiare di un cagnolino che fa le feste alla vecchietta, ma "squadra" la ragazzina; Bertha sente un canto provenire dalla casetta, un canto di elogio alla solitudine dei boschi. Arrivata in casa si rende conto che a cantare era un pappagallo, e vede la tavola imbandita. Bertha pensa che non è ancora riuscita a capire la fisionomia del viso della vecchia, che sembra cambiare continuamente, specialmente mentre si dondola e risponde al canto del pappagallo. Le ordina di prendere una sedia e di sederle di fronte; le prende le mani e recita delle preghiere ad alta voce, facendo varie smorfie per le quali Bertha trattiene a stento le risate. Alla fine del rito le indica un piccolo stanzino in cui avrebbe dormito. La mattina seguente viene svegliata dalla vecchia, che le dà delle mansioni di casa come lavorare al telaio, ed altre faccende, che le risultano stranamente normali e semplici. La sua vita va avanti così per 4 anni, finché la vecchia non decide di svelargli un segreto: l'uccello, ogni giorno, deponeva un uovo che poteva contenere una perla o una gemma e da quel momento in poi, in sua assenza, Bertha avrebbe dovuto raccoglierle e porle in degli strani contenitori. Così va avanti la sua vita e si crea un'immagine del mondo esterno basata sulla sua vita e su ciò che leggeva (immaginava storie d'amore con bei cavalieri, ogni donna anziana era come l'anziana, ogni stupenda dama come l'uccello e tutta la gente allegra come il cagnolino). Era felice della sua piccola compagnia, e quando era sola era felice perché si sentiva la padrona della casa. La vecchia signora si complimenta con lei e la sua dedizione, e le dice di continuare sulla retta via, altrimenti la punizione giunge, anche se tardi. All'inizio Bertha non ci fa caso, ma verso sera comincia a pensarci, e pensa anche che forse quelle gemme che raccoglie possono essere di valore, e le balena per la testa lidea di andarsene di casa con l'uccello, ma subito desiste. Verso i 14 anni però, quest'idea si fa più presente e, quando la vecchia le dice che doveva star via un po' più a lungo del solito, dopo qualche giorno decide di legare il cane in una stanza prendere delle gemme e scappare con l'uccello. Così si avventura dalla parte opposta alle rupi selvagge e procede con la paura di aver lasciato il cane a morire e che si potesse trovare l'anziana signora alle spalle che la rincorre.

i boschi finché non crolla esausto sotto di lui, costringendolo a continuare il suo viaggio a piedi. Sale su per la collina e sente un vivace abbaiare ed uno strano canto.A questo punto Eckbert ha perso il senno e non riesce a capire se si tratta di un sogno o della realtà, non capisce nemmeno se la sua vita passata è stata solo un sogno. Una vecchietta allora gli viene incontro tossendo e gridando se gli avesse portato il suo uccello, le sue perle ed il suo cane, e gli confessa che era lei il suo amico Wlather ed il suo amico Hugo, e Bertha era sua sorella: ella era figlia di un cavaliere, che non aveva potuto allevarla in casa propria con sua moglie poiché figlia di un'altra donna. Eckbert confessa che, in fondo, lo aveva presagito, e la vecchietta gli dice che lo presagiva poiché da piccolo aveva udito il padre raccontarlo. Eckbert, a questo punto, giace a terra folle e morente, e sente, in modo confuso, la vecchia parlare, il cane abbaiare e l'uccello ripetere il suo canto.