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IL CLIMA: APPUNTI DI SCIENZE, Dispense di Scienze della Terra

IL CLIMA: APPUNTI DI SCIENZE SCUOLA SUPERIORE

Tipologia: Dispense

2024/2025

Caricato il 30/04/2026

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benedetta-florio-1 🇮🇹

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IL CLIMA
1 IL CLIMA
Il clima di un luogo si riferisce alle condizioni meteorologiche medie che si
verificano nel corso di un lungo periodo, generalmente anni, e non cambia
rapidamente come il tempo atmosferico, che può variare anche in poche
ore. Mentre il tempo rappresenta la situazione meteorologica in un dato
momento, il clima è una sorta di “media” delle condizioni atmosferiche
tipiche di una regione. Ad esempio, in Italia l’estate è generalmente calda
e l’inverno freddo.
La climatologia studia queste condizioni climatiche e le loro variazioni,
distinguendo tra elementi e fattori del clima. Gli elementi climatici
comprendono temperatura, umidità, precipitazioni, pressione atmosferica
e venti, che vengono monitorati durante l’anno per analizzare i loro
andamenti. Questi elementi sono influenzati da diversi fattori, come la
latitudine e l’altitudine.
- La latitudine influisce sull’inclinazione dei raggi solari e sulla durata
della luce solare, causando una distribuzione disomogenea del calore
sulla Terra e dando origine alle diverse zone climatiche. Inoltre,
determina il tipo di stagioni: le regioni temperate hanno
un’alternanza stagionale, mentre nelle zone equatoriali le stagioni
non sono marcate.
- L’altitudine, invece, determina temperature più basse e maggiore
umidità con l’aumento della quota. Un aumento di quota di 1000
metri ha un effetto sul clima simile a quello provocato da un aumento
di latitudine di circa 10-15 gradi.
- Inoltre, la distanza dal mare è un fattore importante: il mare ha un
effetto moderatore sul clima, specialmente nelle zone costiere, e i
mari caldi come il Mediterraneo amplificano questo effetto. Il mare
aumenta l’umidità atmosferica tramite l’evaporazione e può
generare brezze che influenzano il clima locale. Per questo motivo, si
distinguono i climi marittimi, con escursioni termiche ridotte e più
piovosità, dai climi continentali, che presentano escursioni termiche
più marcate e meno precipitazioni.
- Le correnti marine hanno un impatto significativo sul clima. Per
esempio, la Corrente del Golfo rende il clima delle coste occidentali
dell’Europa più mite rispetto a quello delle coste orientali del Canada,
che sono influenzate dalla fredda Corrente del Labrador. Inoltre,
l’orografia (la disposizione delle montagne) gioca un ruolo
importante: le montagne raffreddano e riscaldano le masse d’aria
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IL CLIMA

1 IL CLIMA

Il clima di un luogo si riferisce alle condizioni meteorologiche medie che si verificano nel corso di un lungo periodo, generalmente anni, e non cambia rapidamente come il tempo atmosferico, che può variare anche in poche ore. Mentre il tempo rappresenta la situazione meteorologica in un dato momento, il clima è una sorta di “media” delle condizioni atmosferiche tipiche di una regione. Ad esempio, in Italia l’estate è generalmente calda e l’inverno freddo. La climatologia studia queste condizioni climatiche e le loro variazioni, distinguendo tra elementi e fattori del clima. Gli elementi climatici comprendono temperatura, umidità, precipitazioni, pressione atmosferica e venti, che vengono monitorati durante l’anno per analizzare i loro andamenti. Questi elementi sono influenzati da diversi fattori, come la latitudine e l’altitudine.

  • La latitudine influisce sull’inclinazione dei raggi solari e sulla durata della luce solare, causando una distribuzione disomogenea del calore sulla Terra e dando origine alle diverse zone climatiche. Inoltre, determina il tipo di stagioni: le regioni temperate hanno un’alternanza stagionale, mentre nelle zone equatoriali le stagioni non sono marcate.
  • L’altitudine, invece, determina temperature più basse e maggiore umidità con l’aumento della quota. Un aumento di quota di 1000 metri ha un effetto sul clima simile a quello provocato da un aumento di latitudine di circa 10-15 gradi.
  • Inoltre, la distanza dal mare è un fattore importante: il mare ha un effetto moderatore sul clima, specialmente nelle zone costiere, e i mari caldi come il Mediterraneo amplificano questo effetto. Il mare aumenta l’umidità atmosferica tramite l’evaporazione e può generare brezze che influenzano il clima locale. Per questo motivo, si distinguono i climi marittimi, con escursioni termiche ridotte e più piovosità, dai climi continentali, che presentano escursioni termiche più marcate e meno precipitazioni.
  • Le correnti marine hanno un impatto significativo sul clima. Per esempio, la Corrente del Golfo rende il clima delle coste occidentali dell’Europa più mite rispetto a quello delle coste orientali del Canada, che sono influenzate dalla fredda Corrente del Labrador. Inoltre, l’orografia (la disposizione delle montagne) gioca un ruolo importante: le montagne raffreddano e riscaldano le masse d’aria

che le attraversano, e causano precipitazioni abbondanti sul versante esposto al vento, mentre il versante opposto è più arido. La copertura vegetale influisce sul clima abbassando la temperatura dell’aria durante l’estate e aumentando l’umidità grazie alla traspirazione delle piante. Nelle aree con molta vegetazione, le variazioni di temperatura tra giorno e notte sono più contenute. Il clima determina anche il tipo di vita vegetale e animale presente in una regione. Le piante, essendo vincolate al suolo, devono adattarsi alle condizioni climatiche per sopravvivere. Per comprendere questo legame, si parla di associazioni vegetali, cioè gruppi di piante che condividono le stesse esigenze climatiche. Gli animali, a differenza delle piante, possono spostarsi verso climi più favorevoli. Infine, un bioma è un ecosistema complesso che comprende diverse specie di piante, animali e microrganismi adattati a un determinato clima. Ogni bioma (come la savana, la foresta, il deserto) è caratteristico di un clima specifico. 2 LA CLASSIFICAZIONE DEI CLIMI. La classificazione dei climi non è un’operazione semplice infatti ne esistono di diverse.

  • Le classificazioni di tipo negativo si basano su misurazioni oggettive di elementi del clima (come la temperatura, umidità atmosferica ecc..). Ne è un esempio la classificazione di Thornthwaite, che suddivide i climi in umidi o aridi in base alla quantità di precipitazioni e all'intensità dell'evapotraspirazione (l'insieme dei processi di evaporazione delle acque e di traspirazione delle piante);
  • Nelle classificazioni di tipo zonale si suddividono i climi in base alla latitudine: climi caldi (isoterma dei 20 °C) e freddi delle alte latitudini (oltre l'isoterma dei 10 °C);
  • Le classificazioni basate su indici specifici prendono in considerazione fattori specifici: la distanza dal mare (grado di marittimità), il numero di mesi secchi in rapporto a quelli piovosi (grado di aridità), la durata dei periodi caldi o freddi;
  • Le classificazioni di tipo genetico, esse si basano sull'individuazione delle regioni di origine delle masse d'aria, sull'analisi dei loro spostamenti (circolazione generale troposferica) e di quelli, correlati, dei fronti e delle perturbazioni cicloniche. Nella classificazione di
  • CLIMA EQUATORIALE UMIDO Le temperature medie sono molto elevate(circa 25-30º),le piogge sono frequentissime,spesso a carattere temporalesco. Il bioma caratteristico è la “foresta pluviale”,una struttura ricca di forme di vita animale. La chioma della foresta è costituita da alberi d’alto fusto;questa copertura è talmente fitta che la luce non arriva a terra, e per questo motivo il sottobosco,ombreggiato e umido,è costituito da poche piante sciafile (che prediligono siti ombrosi) e igrofile ( adatte ad ambienti umidi). i processi di decomposizione rendono il suolo povero di humus e quindi poco adatto alla coltivazione,la fauna dominante è costituita da insetti,uccelli e numerosi tipi di anfibi e rettili. Mancano i grossi mammiferi erbivori e di conseguenza scarseggiano anche i carnivori. Questo clima, tipico dell’equatore, può risultare spostato verso nord sud per motivi diversi(per esempio l’influsso di correnti oceaniche calde.) Questo clima è presente in Africa Centrale,in Sud America,in Indocina,nelle Isole della Sonda e in Madagascar.
  • CLIMA DELLA SAVANA È tipico delle zone desertiche tropicali. si differenzia dal clima equatoriale per un’escursione termica annua maggiore(ma non oltre i 10º) e per l’esistenza di una vera e propria stagione secca (almeno tre mesi di siccità).Durante il periodo di siccità le erbe ingialliscono, gli alberi perdono le le foglie e l’aspetto della savana si modifica radicalmente, solo lungo i fiumi, la foresta resiste e assume una forma tipica (foresta a galleria). Nella savana vivono numerose specie di mammiferi erbivori, carnivori di grossa taglia, scimmie antropomorfe, uccelli e rettili, e abbondano gli insetti.Il clima della savana è diffuso in Africa, Sudamerica, India, Indocina e Australia. 4 I CLIMI ARIDI I climi aridi sono caratterizzati da precipitazioni scarse e distribuite irregolarmente nel corso dell'anno. Questi climi si trovano soprattutto nelle regioni desertiche e semidesertiche, dove le temperature sono generalmente elevate durante il giorno, mentre le notti possono essere più fredde. Le piante e gli animali in queste aree sono adattati a resistere alla carenza d'acqua, sviluppando strategie per conservarla. I deserti caldi, come il Sahara, e i deserti freddi, come quelli in alcune zone dell'Asia centrale, sono esempi di climi aridi. Inoltre i climi desertici caldi si caratterizzano per temperature elevate durante tutto l'anno, con estati molto calde e inverni miti. Le precipitazioni sono scarse, generalmente inferiori ai 250 mm annui, e si concentrano in

brevi periodi. Questi climi si trovano principalmente nelle zone tropicali e subtropicali, come il Sahara e il deserto di Arabia. La vegetazione è scarsa e si adatta alla scarsità d’acqua, con piante xerofite, mentre gli animali sono spesso notturni per evitare il caldo intenso del giorno. I climi desertici freddi si trovano principalmente nelle zone ad alta latitudine o altitudine, come nelle regioni interne del continente asiatico (ad esempio il deserto del Gobi) o nelle valli desertiche montane. Questi climi si caratterizzano per temperature molto basse durante l'inverno, con estati brevi e relativamente fresche. Le precipitazioni sono anch'esse scarse, ma la neve è più frequente rispetto ai deserti caldi. La vegetazione è ancora più limitata, composta principalmente da arbusti e piante adattate a condizioni di gelo e secchezza. Di conseguenza i climi predesertici sono quelli che si trovano ai margini dei deserti veri e propri, caratterizzati da precipitazioni molto scarse. In queste aree, la vegetazione è adattata alla scarsità di acqua e consiste principalmente in arbusti, piante xerofile e cespugli. Le temperature possono variare notevolmente tra il giorno e la notte. Questi climi si trovano principalmente in regioni come il Sahel in Africa, alcune zone dell'Australia e dell'America Latina. 5 I CLIMI MESOTERMICI 5 I CLIMI MESOTERMICI Si trovano in corrispondenza delle zone temperate e sono caratterizzate dall’esistenza di vere e proprie stagioni, gli inverni non sono rigidi, le precipitazioni sono significative e variabili nell’anno, la neve è poca e si concentra nelle zone montuose. La vegetazione è costituita da piante mesoterme e tropofite, in base alla presenza di periodi secchi si suddivide poi in:

  • Clima sinico; le precipitazioni annue sono abbondanti e le estati sono calde, l’inverno è secco e con temperature poco rigide. La vegetazione è sempreverde, ovvero che non perdono le foglie durante l’anno, e il bioma è quello della foresta subtropicale con piante tropicali (palma e bambù) piante mediterranee (faggio, quercia) e piante specifiche della zona (magnolie, camelie). Si trova nelle zone asiatiche a nord della zona monsonica, nelle coste del golfo del Messico, nell’Africa australe e in nuova Zelanda
  • Clima mediterraneo; tipico delle regioni mediterranee, caratterizzati da una bassa escursione termica con inverni tiepidi (12-15 c) ed estati calde e

densità arborea e si forma un sottobosco di arbusti accompagnato da un tappeto di muschi e licheni. La fauna è caratterizzata dalla presenza di alci, renne e numerosi tipi di mammiferi, oltre che predatoriLe regioni con questo clima sono molto estese e comprendono gran parte del Canada, l'Alaska, la Scandinavia e la Siberia. 7 I CLIMI POLARI Nei climi nivali, o polari, la temperatura estiva rimane sempre al di sotto dei 10°C e, in alcune aree, può non superare gli 0°C. Durante l’inverno, il suolo è completamente gelato, mentre in estate può disgelarsi solo superficialmente. La vegetazione è scarsa o assente a causa sia del terreno gelato, che ostacola l’attecchimento delle piante, sia delle condizioni sfavorevoli di illuminazione e temperatura. In queste regioni non crescono alberi. I climi polari si suddividono in:

  • Clima Subpolare: caratterizzato da precipitazioni molto scarse, quasi sempre sotto forma di neve. Durante l’inverno, i venti gelidi rendono impossibile la crescita della vegetazione. In estate, tuttavia, il terreno acquitrinoso permette lo sviluppo della tundra, una distesa di erbe, muschi e licheni. In questo periodo vi soggiornano numerosi uccelli migratori e mammiferi come la volpe bianca, la donnola delle nevi, la lepre artica, il bue muschiato, il lemming e la renna. Questo clima si trova lungo le coste settentrionali dell’Eurasia e del Nord America, in Groenlandia e in Islanda.
  • Clima Polare: caratterizzato dalla presenza perenne di ghiacci, poiché la temperatura non è mai abbastanza alta da consentire lo scioglimento delle nevi. Durante l’inverno, coincide con la notte polare, mentre l’estate corrisponde al giorno polare. Le precipitazioni sono quasi assenti, e la vegetazione è limitata a muschi e licheni. La fauna è prevalentemente migratoria (come gli orsi bianchi e le renne) oppure costiera, con animali come foche, trichechi, elefanti marini e pinguini. Questo clima si trova principalmente al centro della Groenlandia e rientra anche nelle caratteristiche dei climi d’alta montagna. I CLIMI IN ITALIA La grande varietà di climi presenti in Italia dipende principalmente da tre fattori:
    1. Latitudine: Le zone meridionali si trovano più vicine alle fasce calde, mentre quelle settentrionali presentano un clima più temperato.
  1. Presenza del mare: L’Italia è circondata prevalentemente dal mare, e nessuna località si trova a più di 100 km dalla costa. Il mare contribuisce a rendere il clima più mite, con temperature meno estreme. Tra i mari italiani, il Tirreno ha un effetto maggiore sul clima, grazie alla sua maggiore profondità e ampiezza, mentre l’Adriatico, essendo più piccolo e meno profondo, ha un’influenza più limitata.
  2. Montagne: Le Alpi costituiscono una barriera naturale che protegge il nord Italia dai venti freddi e dalle perturbazioni atlantiche. Gli Appennini, invece, dividono la penisola in due versanti:
  • Il versante tirrenico, influenzato dai venti occidentali e dalle perturbazioni atlantiche.
  • Il versante adriatico, più soggetto agli effetti dell’anticiclone siberiano, caratterizzato da aria fredda e secca. I climatologi suddividono il territorio italiano in nove regioni climatiche, ognuna con caratteristiche specifiche:
  1. Regione alpina: Clima di montagna, con inverni rigidi e neve in alta quota.
  2. Regione padana: Clima continentale, con inverni freddi ed estati calde.
  3. Regione adriatica settentrionale: Clima fresco, umido e ventoso in inverno.
  4. Regione adriatica centro-meridionale: Clima caldo e mediterraneo, con estati secche.
  5. Regione ligure: Clima mediterraneo, caratterizzato da inverni miti e autunni piovosi.
  6. Regione tirrenica: Clima mediterraneo, con estati calde e inverni miti.
  7. Regione appenninica: Il clima varia in base all’altitudine, da temperato caldo a freddo
  8. Regione calabro-sicula: Clima mediterraneo, con influenze subtropicali, soprattutto lungo le coste.
  9. Regione sarda: Clima mediterraneo caldo e secco. 8 EFFETTO SERRA La superficie terrestre, quando viene raggiunta dai raggi solari, ne assorbe solo una parte, mentre il resto vengono riflessi verso l’esterno sotto forma di radiazioni elettromagnetiche: se non ci fosse l’atmosfera essi si disperderebbero nello spazio ma, invece, vengono reindirizzati verso la

fenomeno potrebbe avere un effetto raffreddante rallentando l'aumento della temperatura.