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Apprendimento Cooperativo: Una Metodologia Didattica Efficace, Tesine universitarie di Didattica Pedagogica

IL COOPERATIVE LEARNING Una metodologia didattica degna di nota e oggetto di studio è quella dell'apprendimento cooperativo. Per spiegarla possiamo partire da tre domande: cos'è il cooperative learning? Qual è la definizione esatta? Come si realizza a scuola primaria, in classe e in presenza di alunni con disabilità? Cooperative Learning: Che cos'è? La definizione che possiamo dare di cooperative learning è la seguente:

Tipologia: Tesine universitarie

2020/2021

In vendita dal 14/07/2021

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IL COOPERATIVE LEARNING
Una metodologia didattica degna di nota e oggetto di studio è quella dell'apprendimento cooperativo. Per
spiegarla possiamo partire da tre domande: cos'è il cooperative learning? Qual è la definizione
esatta? Come si realizza a scuola primaria, in classe e in presenza di alunni con disabilità?
Cooperative Learning: Che cos'è?
La definizione che possiamo dare di cooperative learning è la seguente: “una metodologia
didattica che prevede la ripartizione degli studenti e la formazione di piccoli gruppi, all'interno di
ogni gruppo gli alunni lavorano in maniera interdipendente per raggiungere obiettivi comuni.”
Le principali caratteristiche del cooperative learning che lo definiscono e caratterizzano sono:
1. Interdipendenza positiva,
2. Relazione face to face,
3. Responsabilità individuale.
Per comprendere a fondo il significato di interdipendenza e la definizione stessa di cooperative
learning, possiamo richiamare alla memoria una frase che tutti ricordiamo e che riassume bene il
principio dell'apprendimento cooperativo:Uno per tutti, tutti per uno! (il motto pronunciato spesso
nel romanzo “I tre moschettieri” di Alexandre Dumas)
La frase, infatti, sta ad indicare un'unione esistente tra persone per realizzare un fine comune. Per
chiarire ulteriormente cos'è il cooperative learning, possiamo fare due similitudini molto efficaci:
1. L’apprendimento cooperativo è come un’orchestra in cui le parti eseguite dai singoli
musicisti producono un unico suono e l’insegnante è il direttore d’orchestra, questa
similitudine rende perfettamente l’idea di come il prodotto finale raggiunto dal gruppo sia superiore
alla somma delle sue parti;
2. Il cooperative learning è simile a una nave che se affonda trascina con sé tutto l’equipaggio.
Con questa metodologia didattica, infatti, gli alunni, impegnandosi per un obiettivo comune,
non possono ottenere successo come singoli ma solo collettivamente, in altre parole la
riuscita personale è legata a quella del gruppo.
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IL COOPERATIVE LEARNING Una metodologia didattica degna di nota e oggetto di studio è quella dell' apprendimento cooperativo. Per spiegarla possiamo partire da tre domande: cos'è il cooperative learning? Qual è la definizione esatta? Come si realizza a scuola primaria , in classe e in presenza di alunni con disabilità? Cooperative Learning: Che cos'è? La definizione che possiamo dare di cooperative learning è la seguente: “una metodologia didattica che prevede la ripartizione degli studenti e la formazione di piccoli gruppi, all'interno di ogni gruppo gli alunni lavorano in maniera interdipendente per raggiungere obiettivi comuni.” Le principali caratteristiche del cooperative learning che lo definiscono e caratterizzano sono:

  1. Interdipendenza positiva,
  2. Relazione face to face,
  3. Responsabilità individuale. Per comprendere a fondo il significato di interdipendenza e la definizione stessa di cooperative learning, possiamo richiamare alla memoria una frase che tutti ricordiamo e che riassume bene il principio dell'apprendimento cooperativo: Uno per tutti, tutti per uno! (il motto pronunciato spesso nel romanzo “I tre moschettieri” di Alexandre Dumas) La frase, infatti, sta ad indicare un'unione esistente tra persone per realizzare un fine comune. Per chiarire ulteriormente cos'è il cooperative learning , possiamo fare due similitudini molto efficaci:
  4. L’apprendimento cooperativo è come un’ orchestra in cui le parti eseguite dai singoli musicisti producono un unico suono e l’insegnante è il direttore d’orchestra, questa similitudine rende perfettamente l’idea di come il prodotto finale raggiunto dal gruppo sia superiore alla somma delle sue parti;
  5. Il cooperative learning è simile a una nave che se affonda trascina con sé tutto l’equipaggio. Con questa metodologia didattica, infatti, gli alunni, impegnandosi per un obiettivo comune, non possono ottenere successo come singoli ma solo collettivamente, in altre parole la riuscita personale è legata a quella del gruppo.

Cooperative Learning: esempi per applicarlo in classe Dopo aver trattato della definizione di cooperative learning, occorre passare alla trattazione delle modalità per realizzarlo in classe. L’apprendimento cooperativo in classe è una metodologia particolarmente adatta ai bambini della scuola primaria ma per applicarla bene ed evitare che si riduca ad una semplice attività o lavoro di gruppo è necessario seguire alcuni accorgimenti.

  1. Il primo riguarda la formazione dei gruppi che devono essere eterogenei per competenze e interessi dei bambini, in modo che ogni membro del gruppo possa dare un apporto personale e allo stesso tempo indispensabile alla realizzazione dell’obiettivo finale comune.
  2. Il secondo accorgimento riguarda l’ organizzazione degli spazi : i membri di ogni gruppo dovrebbero sedere faccia a faccia e abbastanza vicini per condividere i materiali e parlare senza ostacolare gli altri gruppi. Per quanto riguarda la divisione dei materiali, invece, è possibile scegliere fra tre opzioni: dare a ogni studente un set completo dei materiali, dare un solo set di materiali per gruppo oppure dare a ogni studente una parte dei materiali. Per una buona riuscita del cooperative learning, è preferibile creare dei gruppi che abbiano un minimo di 3 e un massimo di 5 membri. In gruppi troppo numerosi, infatti, si rischia che alcuni studenti si “eclissino” non partecipando attivamente al lavoro di gruppo, con massimo 5 membri invece ciascun bambino deve dare il proprio contributo ed è reso perciò più responsabile. Sono molti i casi pratici in cui è possibile sperimentare questa metodologia didattica. Tra i vari esempi pratici di cooperative learning che è possibile presentare, descriverò nel dettaglio un’esperienza condotta con 15 bambini della scuola primaria (classe quinta). Si tratta di un esempio di apprendimento cooperativo applicato ad un lavoro di scienze sulla piramide alimentare, suddiviso in 4 step. Il primo step consiste nel definire degli obiettivi chiari, questi ultimi sono stati così formulati:  leggere il brano di testo;  riassumerlo uno alla volta;  chiarirsi reciprocamente le idee;

in genere. Gli alunni erano mossi da una motivazione genuina , non orientata all'ottenimento di un buon voto. Questa è la dimostrazione del fatto che attraverso una applicazione pedagogicamente fondata del cooperative learning è possibile dar vita ad apprendimenti autentici e intenzionali. Cooperative learning e disabilità Il cooperative learning, poiché è la metodologia che si base sulle differenze e le valorizza, rientra perfettamente tra le strategie di didattica inclusiva. Dovendo progettare attività didattiche per piccoli gruppi, infatti, l’insegnante dovrà predisporre il lavoro diversificando i ruoli, i materiali e gli obiettivi per ciascun membro del gruppo, tenendo conto dei bisogni e delle capacità di ognuno di loro. Cooperative learning e disabilità: un binomio assolutamente perfetto! Infatti questa strategia apporta due vantaggi per i bambini con bisogni educativi speciali (BES) :

  1. migliora il rendimento scolastico;
  2. favorisce il processo di integrazione coi pari. L’uso costante del cooperative learning in caso di disabilità ha anche dei benefici a lungo termine in quanto lo studente con bisogni educativi speciali vedrà ridursi il suo senso di frustrazione e demotivazione derivati dall’uso di strategie didattiche poco adatte al suo funzionamento. E' opportuno tenere sempre presente che la didattica è realmente inclusiva quando è universale, cioè adatta a tutti e a tutte le esigenze. Il cooperative learning è particolarmente consigliato in questo senso perché è una metodologia didattica che che si proietta verso l'universale. Benefici del cooperative learning Gli studi in ambito didattico e pedagogico hanno dimostrato come questa metodologia didattica abbia grandi benefici nel processo di crescita e apprendimento dei bambini.. Gli effetti positivi riguardano innanzitutto le relazioni fra gli studenti che migliorano notevolmente attraverso l’ interdipendenza positiva sviluppata grazie allo spirito di squadra

e al sostegno reciproco. In secondo luogo gli studenti ottengono risultati migliori , sviluppano capacità di ragionamento più articolate, un maggiore senso di responsabilità individuale e un livello più alto di motivazione. A trarre beneficio sono anche il senso di autoefficacia, l’autostima e il benessere globale del bambino. Un effetto degno di nota è che non aumenta solo la motivazione degli alunni ma stimola in modo significativo anche le capacità e la creatività degli insegnanti, in quanto le attività di gruppo da proporre richiedono una progettazione dettagliata e attenta basata sulla personalizzazione dei compiti e su consegne ben definite. Se da una parte quindi richiede un impegno maggiore, i risultati ottenuti saranno sicuramente motivo di orgoglio per l’insegnante che vedrà ripagate le proprie fatiche. Secondo il mio parere personale nella scuola del nostro tempo gli studenti si trovano troppo spesso in competizione fra loro e hanno ben poche occasioni per lavorare e imparare insieme. Credo pertanto che il cooperative learning sia un ottimo metodo per iniziare un cambiamento nel modus operandi attuale. Sebbene non ritengo opportuno un abbandono totale della didattica tradizionale che ha comunque i suoi collaudati benefici, tuttavia propongo l’accostamento a essa di metodologie didattiche, più o meno innovative e coraggiose, altrettanto valide che non siano limitate a poche esperienze sporadiche ma facciano parte dell’intera programmazione annuale. Anche se può sembrare certamente più facile utilizzare una didattica tradizionale vale la pena provare a beneficio dell'apprendimento e della crescita. Il cooperative learning è si realizza attraverso tre tipologie di gruppi di apprendimento cooperativo (Johnson, Johnson, & Holubec, 1996) che hanno caratteristiche diverse.

  • Gruppi formali: questi gruppi possono essere mantenuti per una sola lezione o per alcune settimane di lavoro sia allo scopo di insegnare contenuti sia allo scopo di insegnare abilità e essi permettono il coinvolgimento attivo degli studenti nel lavoro di organizzazione del materiale, di sintesi e integrazione dei nuovi contenuti nelle strutture concettuali esistenti.
  • Gruppi informali: sono gruppi che vengono creati ad hoc per alcuni minuti o per una singola lezione. Questo tipo di gruppo è utilizzato per l’insegnamento diretto al fine di focalizzare

il lavoro cooperativo complesso. L’acquisizione delle abilità sociali è altrettanto importante dell’acquisizione delle abilità scolastiche;

  1. valutazione del gruppo: i componenti del gruppo verificano e discutono i progressi compiuti per il raggiungimento degli obiettivi e l’efficacia dei loro rapporti di lavoro e analizzano quali azioni hanno permesso il raggiungimento degli obiettivi e quali l’hanno ostacolato. E ciò permette loro di individuare le azioni da utilizzare nel futuro. L’insegnante che vuole utilizzare la metodologia cooperativa deve saper padroneggiare questi cinque elementi e ciò dimostra che il cooperative learning non è di immediata realizzazione, richiede molta pratica e non si presta all’improvvisazione. Proprio per questo molti insegnanti non lo adottano. Esso deve essere, infatti, programmato dettagliatamente e a tal fine i fratelli Johnson e Holubec hanno inserito nel volume Apprendimento cooperativo in classe (1996, p. 33-35) una scheda di programmazione che risulta un’ottima guida per la programmazione. Come emerge dalla scheda per prima cosa un insegnante deve stabilire quali sono gli obiettivi didattici ovvero ciò che gli allievi devono imparare e questi devono essere pensati in base al livello degli allievi, agli obiettivi sociali, cioè alle abilità sociali che gli studenti devono apprendere durante la lezione. Gli obiettivi sociali devono essere scelti partendo dai problemi sollevati in classe e anche su proposta degli stessi alunni in seguito alla riflessione guidata sulle abilità, considerate da loro indispensabili per un migliore apprendimento. Passando alla dimensione del gruppo, come hanno più volte sottolineato i fratelli Johnson (1996), non esiste un numero ideale di componenti per un gruppo di apprendimento cooperativo. Preferibilmente il gruppo dovrà essere composto da 2-4 persone e occorre tenere sempre presente che un piccolo gruppo lavora meglio di un gruppo numerose. Questo anche se dispone di più conoscenze, abilità e capacità dovrà saper regolare i tempi, coordinarsi, ottenere conoscenze ed elaborare il materiale. È anche preferibile il piccolo gruppo perché, come dice Comoglio, è difficile che qualche componente “si eclissi” e non contribuisca attivamente con il proprio ruolo. È facile, inoltre, individuare le difficoltà che gli studenti possono incontrare lavorando insieme. I gruppi possono essere omogenei o eterogenei: i primi risultano più utili quando si devono acquisire abilità specifiche o raggiungere determinati obiettivi didattici, mentre quelli eterogenei tendenzialmente sono più qualificati per un approfondimento della comprensione, per la qualità del ragionamento e per il miglioramento della memoria a lungo termine. Per suddividere gli allievi in gruppi è possibile utilizzare diverse procedure quali: la randomizzata, la randomizzata per livello, la selezione da parte dell’insegnante e l’auto-selezione. Quando si prevede un’attività di didattica cooperativa occorre fissare i ruoli necessari per un corretto funzionamento del gruppo e per ottimizzare l’apprendimento dello studente. Essi servono ai

componenti del gruppo per conoscere cosa sono tenuti a fare, cosa gli altri si aspettano e cosa ciascuno può aspettarsi dagli altri. Essi sono le funzioni che favoriscono la gestione e il funzionamento del gruppo e che stimolano e promuovono l’apprendimento degli studenti. Nel cooperative learning, infatti, la leadership deve essere distribuita nei vari ruoli quanti sono i componenti del gruppo, cosa non molto facile in quanto il docente deve tenere conto dei pregiudizi di ciascuno e della necessità di valorizzare il talento di ognuno. L’insegnante, poi, deve legittimare la funzione del ruolo dichiarandone la funzione e l’importanza. Le funzioni e i ruoli possono essere raggruppati in quattro gruppi secondo quattro finalità:

  • funzioni e ruoli di gestione del gruppo;
  • controllo dei toni di voce;
  • controllo dei rumori;
  • controllo dei temi.
  • Funzioni e ruoli di funzionamento del gruppo:
  • spiegare idee e procedure;
  • registrare;
  • incoraggiare la partecipazione;
  • osservare i comportamenti;
  • fornire guida;
  • fornire sostegno;
  • chiarire e illustrare.
  • Funzioni e ruoli per l’apprendimento:
  • ricapitolare;
  • precisare;
  • verificare la comprensione;
  • fare ricerche comunicare;
  • elaborare;
  • approfondire.
  • Funzioni e ruoli di stimolo al gruppo:
  • criticare le idee e non le persone;
  • chiedere motivazioni;
  • distinguere;
  • sintetizzare;
  • sviluppare;
  • verificare;