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Il Gioco dei Bambini: Sviluppo, Funzioni e Significati, Appunti di Metodologia del gioco

riassunto breve del testo ' il gioco dei bambini '

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 13/09/2018

francesca_poddine
francesca_poddine 🇮🇹

2 documenti

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Il gioco dei bambini
Capitolo 1
Definire il gioco è un'azione molto difficile (nonostante ciò, è sempre possibile capire quando i
bambini stanno giocando ) perchè questo termine non designa un unico comportamento, dobbiamo
infatti includere diversi fenomeni .
La forma più sofisticata di gioco la troviamo nell'agire per finta, lo stesso Darwin, nei suoi studi,
sosteneva che anche gli animali sono capaci di agire per finta (lottare, giocare, ingannare ecc. ) ; il
gioco non ha il solo scopo di promuovere la comunicazione ma è utile anche per l'apprendimento,
non dobbiamo però dimenticare che nel caso dei giochi infantili le funzioni e i significati
attribuitigli dipendono dal senso che le varie comunità gli assegnano .
Il gioco è caratterizzato da molte variabilità individuali ed è per questo che Bornstein propone un
modello 'ecologico' : ciò che rende unico il gioco simbolico è il rapporto diretto con la realtà, il
bambino entra in contatto con la realtà attraverso il gioco di finzione ; nel suo approccio la
variabilità è spiegata tenendo conto di fattori lontani dal bambino come le condizioni
socioeconomiche della famiglia, la cultura di appartenenza, la rete di parentela e di fattori più vicini
al bambino; il gioco simbolico è quindi il risultato della combinazione di questi elementi .
Gli aspetti psicologici del gioco possono essere descritti come la combinazione di sei componenti
diverse :
la combinazione intrinseca .
la priorità dei mezzi .
La dominanza dell'individuo rispetto alla realtà esterna
la non letteralità del gioco .
Libertà dai vincoli .
Coinvolgimento attivo .
Queste sei caratteristiche possono essere utilizzate per distinguere il gioco da altre attività .
I più importanti studiosi infantili hanno cercato di capire per quale motivo i bambini utilizzano così
tanto del loro tempo giocando :
Piaget colloca il gioco nel processo di formazione del simbolo, egli sostiene che il gioco svolge
nello sviluppo due funzioni : serve a consolidare capacità già acquisite attraverso la ripetizione e
l'esercizio e, in secondo luogo, rafforza nel bambino il sentimento di poter agire efficacemente sulla
realtà .
Vygotskij sosteneva che il gioco era in grado di permettere al bambino di affrontare la tensione tra i
suoi desideri e l'impossibilità di soddisfarli immediatamente, il gioco rappresenta, quindi, una
risposta originale ai bisogni non soddisfatti .
Vygotskij, inoltre, sostiene che il gioco apre una zona ''prossimale'', in altri termini un bambino si
comporta sempre al di sopra del proprio comportamento quotidiano .
Il mondo immaginario creato dai bambini per giocare non è assolutamente arbitrario ma, al
contrario, è estremamente realistico e governato da regole .
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Il gioco dei bambini

Capitolo 1

Definire il gioco è un'azione molto difficile (nonostante ciò, è sempre possibile capire quando i bambini stanno giocando ) perchè questo termine non designa un unico comportamento, dobbiamo infatti includere diversi fenomeni. La forma più sofisticata di gioco la troviamo nell'agire per finta, lo stesso Darwin, nei suoi studi, sosteneva che anche gli animali sono capaci di agire per finta (lottare, giocare, ingannare ecc. ) ; il gioco non ha il solo scopo di promuovere la comunicazione ma è utile anche per l'apprendimento, non dobbiamo però dimenticare che nel caso dei giochi infantili le funzioni e i significati attribuitigli dipendono dal senso che le varie comunità gli assegnano. Il gioco è caratterizzato da molte variabilità individuali ed è per questo che Bornstein propone un modello 'ecologico' : ciò che rende unico il gioco simbolico è il rapporto diretto con la realtà, il bambino entra in contatto con la realtà attraverso il gioco di finzione ; nel suo approccio la variabilità è spiegata tenendo conto di fattori lontani dal bambino come le condizioni socioeconomiche della famiglia, la cultura di appartenenza, la rete di parentela e di fattori più vicini al bambino; il gioco simbolico è quindi il risultato della combinazione di questi elementi. Gli aspetti psicologici del gioco possono essere descritti come la combinazione di sei componenti diverse :

  • la combinazione intrinseca.
  • la priorità dei mezzi.
  • La dominanza dell'individuo rispetto alla realtà esterna
  • la non letteralità del gioco.
  • Libertà dai vincoli.
  • Coinvolgimento attivo. Queste sei caratteristiche possono essere utilizzate per distinguere il gioco da altre attività. I più importanti studiosi infantili hanno cercato di capire per quale motivo i bambini utilizzano così tanto del loro tempo giocando : Piaget colloca il gioco nel processo di formazione del simbolo, egli sostiene che il gioco svolge nello sviluppo due funzioni : serve a consolidare capacità già acquisite attraverso la ripetizione e l'esercizio e, in secondo luogo, rafforza nel bambino il sentimento di poter agire efficacemente sulla realtà. Vygotskij sosteneva che il gioco era in grado di permettere al bambino di affrontare la tensione tra i suoi desideri e l'impossibilità di soddisfarli immediatamente, il gioco rappresenta, quindi, una risposta originale ai bisogni non soddisfatti. Vygotskij, inoltre, sostiene che il gioco apre una zona ''prossimale'', in altri termini un bambino si comporta sempre al di sopra del proprio comportamento quotidiano. Il mondo immaginario creato dai bambini per giocare non è assolutamente arbitrario ma, al contrario, è estremamente realistico e governato da regole.

Winnicott si avvicina allo studio del gioco passando per gli oggetti transizionali che permettono al bambino di affrontare i sentimenti di ansia, connessi alla separazione e vissuti in alcuni momenti particolari. Questi oggetti si collocano in un'area intermedia di esperienza, reale per il bambino e che non deve essere messa in dubbio dall'adulto; il gioco è infatti eccitante perchè rappresenta un esercizio di controllo sul reale anche se è di tipo precario. Mead analizza il gioco come una funzione sociale in grado di far emergere il sé : infatti, giocando, il bambino è in grado di identificare le differenze e le somiglianze con gli altri. Quando il bambino agisce seguendo un ruolo immaginario, provoca diverse risposte da parte dei propri interlocutori, necessarie per verificare la capacità di assumere le prospettive altrui.

Capitolo 2

Il gioco è da intendersi come un processo cognitivo attraverso il quale i dati dell'esperienza vengono assimilati. Il proprio corpo è il primo oggetto di cui il bambino dispone per non annoiarsi. Nel secondo mese di vita del bambino, inoltre, avviene un grande cambiamento riguardo le capacità sociali del bambino soprattutto nei confronti della madre, le interazioni faccia a faccia con quest'ultima mostrano come il genitore è in grado adattarsi ai ritmi del bambino fornendogli una cornice. In questo rapporto è molto importante l'alternanza dei turni, un esempio ne è il gioco vocale : in questo caso i genitori adottano un linguaggio 'speciale' chiamato motherese. Nella prima parte della vita lo scambio sociale più frequente è rappresentato dall'interazione faccia a faccia tra adulto e bambino mentre, successivamente l'interesse del bambino si divide tra l'oggetto e l'adulto, gli stessi genitori in questa fase cambiano atteggiamento e linguaggio. A questo punto i giochi assumono una forma più organizzata e stabile, diventando giochi sociali, questi tipi di giochi danno la possibilità al bambino di esplorare la linea di confine tra finzione e realtà. In questa fascia di età risulta molto importante anche il gioco motorio che non contribuisce solo allo sviluppo fisico, bensì ha anche funzioni psicologiche e contribuisce anche allo sviluppo sociale e cognitivo.

Capitolo 3

Secondo diversi studi il gioco comincia quando il bambino ha acquisito familiarità con i nuovi oggetti, è quindi molto importante l'esplorazione che inizialmente è indifferenziata e, successivamente, diventa sistematica e orientata ad uno scopo. L'esplorazione di tipo indifferenziata comprende diversi comportamenti come, per esempio, tenere l'oggetto, portarlo alla bocca, morderlo, ruotarlo, tenerlo con due mani ecc. ; ciò dimostra che all'inizio l'interesse non è per l'oggetto ma per l'azione. Lo sviluppo dell'attività esplorativa è descritto da Benelli in due categorie : schemi generici e schemi specifici e i primi possono essere analitici o massivi. L'attività di esplorazione è, inoltre, influenzata da numerosi fattori come la novità, la complessità dello stimolo, la qualità di materiali.

Capitolo 4

Il gioco simbolico è tipico del secondo e terzo anno di età, secondo Piaget si tratta della capacità di 'agire come se' , secondo un nuovo pensiero cognitivista il gioco simbolico rappresenta come un indicatore della capacità dei bambini di pensare la propria e l'altrui mente ; nel corso del secondo

Capitolo 8

I bambini hanno la capacità di immaginare oltre la realtà e questa fantasia è possibile esprimerla attraverso i giochi, creando così un collegamento tra narrare e giocare ( come ad esempio il gioco di finzione ), inoltre quest'ultimo serve anche ad interpretare la realtà e può aiutare i bambini ad affrontare problemi più difficili ; secondo Nicolopoulou i bambini affrontando diverse sfide sono in grado di produrre trame più complesse. Questa funzione terapeutica del gioco immaginario è possibile grazie al fatto che il bambino ha conservato la sua capacità di 'agire come se' e che quindi rende possibile che questo tipo di attività agisca come 'coping', ossia che renda possibile ai bambini di reagire per affrontare situazioni per loro stressanti o difficili. Scienze dell'educazione e della formazione Poddine Francesca 5974466