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il gioco dei bambini, Sintesi del corso di Metodologia del gioco

riassunto completo del libro "il gioco dei bambini"

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 09/01/2022

marco-giovannini-4
marco-giovannini-4 🇮🇹

4.7

(3)

18 documenti

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IL GIOCO DEI BAMBINI Emma Baumgartner
Modelli di descrizione e teorie del gioco – capitolo 1
Sotto la voce “gioco” dobbiamo includere diversi fenomeni, che conservano delle
caratteristiche della specie umana, ma non solo. La forma più sofisticata del gioco
compare anche nel repertorio animale ed è quella di agire “per finta”: già Darwin
constatò che gli animali sono in grado di lottare per finta, di ingannare, di prendersi in
giro. Molto interessanti sono gli studi sui cani, che comunicano con l’uomo, e, non a
caso, per addestrarli a specifici scopi, si ricorre al gioco.
Il gioco è caratterizzato da una variabilità individuale. Bornstein propone un modello
ecologico, che considera i diversi predittori della variabilità nella forma più sofisticata,
quella del gioco simbolico. Ciò che rende unico il gioco simbolico è il rapporto con la
realtà, che viene alterata. Secondo Bornstein, la variabilità si spiega con fattori “lontani
dalla testa del bambino”, vale a dire le condizioni socioeconomiche, la cultura di
appartenenza, ecc. Il gioco simbolico è dato dalla combinazione di componenti
biologiche e psicologiche del bambino stesso. Le abilità linguistiche sono un predittore
stabile della tipologia e della complessità del gioco: i bambini con un vocabolario più
ricco sono capaci di elaborare sequenze linguistiche più ricche e lunghe. Gli adulti
portano nel gioco dei bambini modelli, idee, esperienze: le madri facilitanti, che lasciano
più libertà, avranno bambini più interessati al gioco simbolico. Anche i fattori esterni,
come i modelli culturali di appartenenza e così via, influenzano il bambino.
Le caratteristiche del gioco sono: motivazione intrinseca, priorità dei mezzi sul fine,
dominanza dell’individuo rispetto alla realtà esterna, non letteralità, libertà dai vincoli,
coinvolgimento attivo. La,motivazione intrinseca,è uno dei più importanti caratteri
distintivi del gioco: nel gioco non vi è altra motivazione se non giocare per il piacere di
farlo. Inoltre, nel gioco il procedimento è più importante del risultato (priorità dei mezzi
sul fine). Il piacere di giocare consiste più nella fase preparatoria e metteal riparo dalla
frustrazione: l’insuccesso non fa parte del gioco. Il gioco segue l’esplorazione
temporalmente, produce eccitazione e stimola fantasia, non essendo vincolato dalla
realtà fattuale (dominanza dell’individuo rispetto alla realtà esterna). Il gioco può
verificarsi quando le condizioni sonobenevole e supportive. Nel gioco il bambino può
trattare gli oggetti come se fossero qualcosa d’altro e ciò cambia di continuo: i bambini
sono consapevoli dei confini labili del gioco (non letteralità). Le regole non sono già
date, ma vengono negoziate dai giocatori stessi che si accordano (libertà dai vincoli).
Ogni tipo di gioco richiede un impegno da parte del giocatore anche se di livello
variabile (coinvolgimento attivo). Queste sei caratteristiche psicologiche possono essere
utilizzate per distinguere il gioco da qualsiasi altra attività.
Alcune teorie sul gioco
Jean Piaget Piaget colloca il gioco nel processo di “formazione del simbolo”: il bambino,
giocando, si confronta con una realtà immaginaria che conserva parte della realtà fisica,
ma se ne distacca. Il gioco è governato dall’assimilazione, un processo mentale che
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