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Cenni biografici di Sofocle e descrizione delle sue tragedie più importanti.
Tipologia: Appunti
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Cenni biografici Sofocle nasce a Colono da una famiglia benestante nel 497-496 a.C. Nel 480 a.C. , a sedici anni, fu scelto per guidare il coro di giovinetti che intonò il peano di ringraziamento per la vittoria nella battaglia di Salamina. Inoltre, ricoprì numerose cariche pubbliche e ottenne grandissimi onori post mortem , infatti abbiamo una biografia di rara perfezione. Nel 406-405 a.C. muore. Sofocle mette in scena personaggi che sono sottoposti a un conflitto interiore. La sua opera più famosa è l’ Antigone. Di Sofocle ci rimangono sette tragedie e tre quarti di un dramma satiresco. Nella sua Poetica , Aristotele dice che Sofocle abbia introdotto il terzo attore e che poi Eschilo sia stato convinto dal collega. In più Sofocle aumenta i coreuti da dodici a quindici e abbandona la trilogia unitaria in favore della trilogia slegata. Tragedie di Sofocle Aiace : tragedia a dittico , divisa a metà dalla morte di Aiace. La divinità , che in questo caso è Atena, sembra essere spietata con l’essere umano , poiché spesso in Sofocle gli dei non sembrano essere giusti. Aiace è la tragedia più antica fra i drammi sofoclei conservati e si svolge sulla piana di Troia. Aiace, reso folle da Atena, ha fatto strage di un branco di pecore credendo che si trattassero dei capi dell’esercito acheo, i quali avevano dato le armi di Achille ad Odisseo. Tornato in sé, Aiace decide di suicidarsi, ma prima recita un toccante addio alla patria lontana. Teucro, fratello di Aiace, vuole seppellire il cadavere, ma gli Atridi glielo vietano. Odisseo li convince invece a farlo seppellire perché l’odio contro i nemici non deve proseguire oltre la morte. Filottete ; Trachinie , che prende il nome dal coro e tratta del mito di Eracle e Deianira. Deianira aspettava che Eracle tornasse a casa e manda il figlio Illo a cercarlo. Si scopre così che Eracle era tornato con Iole, principessa del regno conquistato da Eracle, e quindi Deianira decide di utilizzare un filtro a lei donato da Nesso prima di morire. Deianira decide di utilizzare il filtro per far innamorare di nuovo Eracle di lei e quindi mette il filtro su una veste e la dona al marito. Tuttavia il filtro inizia ad uccidere Eracle e quindi il figlio Illo accusa la madre di aver ucciso il padre. Deianira si uccide e Illo capisce di aver accusato la madre ingiustamente, poiché essa non sapeva che il filtro avrebbe ucciso Eracle. Nella scena finale, Eracle chiede a Illo di sposare Iole e di porre fine alle sue pene bruciandolo su una pira. L’ultimo verso dice che tutto ciò che è successo è stato per volere di Zeus. Antigone : al centro della tragedia c’è un dilemma : è sempre giusto obbedire alle leggi? Il dramma è databile al 442 a.C. e si svolge a Tebe , dove Creonte ordina che Eteocle, il fratello “buono”, venisse seppellito con molti onori, mentre che Polinice, il fratello “nemico”, non venisse seppellito. Antigone vuole seppellire il fratello Polinice e ci prova due volte. Scoperta, scoppia uno scontro tra Creonte, che rappresenta il primato delle leggi della polis , che rappresenta il primato delle leggi degli dèi degli Inferi. Creonte rinchiude Antigone in una caverna di pietra e a quel punto Emone, figlio di Creonte e fidanzato di Antigone, dopo non essere riuscito a persuadere il padre a liberare Antigone, si suicida assieme ad Antigone. Nel frattempo, Tiresia riesce a convincere Creonte a liberare Antigone, ma ormai è troppo tardi perché, oltre alla morte di Antigone ed Emone, anche la moglie di Creonte, Euridice, muore di dolore per la morte del figlio. Creonte, rimasto solo alla fine della tragedia, piange amaramente i suoi errori. La divinità in questa tragedia non è più come quella di Eschilo, perché in Sofocle le divinità sono lontane e non agiscono all’interno della tragedia. Le ragioni della sofferenza non possono essere spiegate e spesso questa viene definita “sofferenza immotivata ” (non c’è il pavqei mavqo"), che spesso non è educativa. La condizione dell’essere umano è caratterizzata dalla fragilità e dall’ instabilità , dall’ emarginazione , soprattutto dei protagonisti,
e dall’ infelicità. Sofocle è capace di dar vita all’ ambiguità e all’ ironia tragica ( polisemia ). L’ironia tragica è quando lo spettatore sa già cosa accadrà dopo l’azione di un personaggio , mentre il personaggio non lo sa. Questo dislivello di consapevolezza si scioglie solo la fine.