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immaginari dell'alterità, Appunti di Sociologia

Appunti corso immaginari dell'alterità

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 07/06/2022

giuliii97
giuliii97 🇮🇹

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IMMAGINARI DELL’ALTERITÀ
1 LEZIONE:
RISCALDAMENTO PRIMA DI PARTIRE:
- Lo straniero è con noi
- La diversità ha valore ma non sempre siamo disponibili nei confronti dello straniero
spesso indifferenti, ostili: qual è il motivo? Cattiveria e disprezzo? Paura della diversità?
Esempi di vignette per bambini (straniero che non sa parlare italiano, sei sporca o sei nera?)
TEMI D’INTERESSE DELLA SOCIOLOGIA
- Le rappresentazioni dell’altro sono costruite mediante un codice binario: l’altro si contrappone a noi
- L’altra faccia dell’identità del noi
- Non vi è un unico codice originario dell’altro: straniero fratello nel cristianesimo
- Altre culture è il male radicale
incitamento alla chiusura allo straniero e alla differenza
dalla configurazione dell’altro (codici impliciti) derivano anche le rappresentazioni concrete del
quotidiano
l’orientamento sarà orientato alla prudenza, alla paura e all’ostilità
collaborazione o conflitto
LO STRANIERO ETIMOLOGIA E SIGNIFICATO
- Straniero deriva dal latino extraneus “estraneo, esterno”
- Di altri paesi di altre nazioni: emigrare in terra straniera, imparare la lingua straniera ecc. in
particolare riferito alla persona che appartiene per cittadinanza a uno stato esterno, ma che gode
dei diritti civili attribuiti ai cittadini dello stato, a condizione di reciprocità e nell’osservanza di norme
contenute in leggi speciali
- Con connotazione ostile, alludendo a un soggetto nemico, avverso, odiato: l’invasione straniera-
combattere cacciare lo straniero
- Estraneo: sentirsi straniero in patria, in casa propria
LEZIONE 2:
classici che affronteremo oggi sono 3.
SOMBART: LO STRANIERO E IL CAPITALISMO MODERNO.
Si interessava molto sugli ebrei e sul capitalismo. Domandandosi come nasce e si sviluppa il capitalismo
- Eretici, ebrei e stranierei hanno avuto un ruolo decisivo al capitalismo moderno.
Capitalismo come nuova forma di economia, che si distingue per innovazione. Fino all’inizio dell’capitalismo
erano due soggetti che potevano creare innovazione ovvero quelli che detenevano il potere e quelli che
avevano naturali doti per l’intelletto e uno spiccato senso per i valori materiali. Occorreva possedere una
determinata struttura personale (intelligenza e volontà vs emotività e ricerca del piacere)
Si interrogava sulle tre tipologie che aveva individuato come avessero potuto diventare così determinanti per
la nascita del capitalismo moderno
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IMMAGINARI DELL’ALTERITÀ

1 LEZIONE:

RISCALDAMENTO PRIMA DI PARTIRE:

  • Lo straniero è con noi
  • La diversità ha valore ma non sempre siamo disponibili nei confronti dello straniero →spesso indifferenti, ostili: qual è il motivo? Cattiveria e disprezzo? Paura della diversità? Esempi di vignette per bambini (straniero che non sa parlare italiano, sei sporca o sei nera?) TEMI D’INTERESSE DELLA SOCIOLOGIA
  • Le rappresentazioni dell’altro sono costruite mediante un codice binario: l’altro si contrappone a noi
  • L’altra faccia dell’identità del noi
  • Non vi è un unico codice originario dell’altro: straniero fratello nel cristianesimo
  • Altre culture è il male radicale → incitamento alla chiusura allo straniero e alla differenza →dalla configurazione dell’altro (codici impliciti) derivano anche le rappresentazioni concrete del quotidiano →l’orientamento sarà orientato alla prudenza, alla paura e all’ostilità →collaborazione o conflitto LO STRANIERO ETIMOLOGIA E SIGNIFICATO
  • Straniero deriva dal latino extraneus “estraneo, esterno”
  • Di altri paesi di altre nazioni : emigrare in terra straniera, imparare la lingua straniera ecc. in particolare riferito alla persona che appartiene per cittadinanza a uno stato esterno, ma che gode dei diritti civili attribuiti ai cittadini dello stato, a condizione di reciprocità e nell’osservanza di norme contenute in leggi speciali
  • Con connotazione ostile , alludendo a un soggetto nemico, avverso, odiato: l’invasione straniera- combattere cacciare lo straniero
  • Estraneo : sentirsi straniero in patria, in casa propria LEZIONE 2: classici che affronteremo oggi sono 3. SOMBART : LO STRANIERO E IL CAPITALISMO MODERNO. Si interessava molto sugli ebrei e sul capitalismo. Domandandosi come nasce e si sviluppa il capitalismo
  • Eretici, ebrei e stranierei→ hanno avuto un ruolo decisivo al capitalismo moderno. Capitalismo come nuova forma di economia, che si distingue per innovazione. Fino all’inizio dell’capitalismo erano due soggetti che potevano creare innovazione ovvero quelli che detenevano il potere e quelli che avevano naturali doti per l’intelletto e uno spiccato senso per i valori materiali. Occorreva possedere una determinata struttura personale (intelligenza e volontà vs emotività e ricerca del piacere) Si interrogava sulle tre tipologie che aveva individuato come avessero potuto diventare così determinanti per la nascita del capitalismo moderno

STRUTTURA DELLA PERSONALITÀ DELLO STRANIERO

“gli individui che decidono di migrare sono le nature più attive, più volte, più audaci, più fredde, più calcolatrici e meno sentimentali, indipendentemente dal fatto che la decisione di emigrare nasca da oppressione religiosa o politica o da desiderio di guadagno” (Sombart) Se noi guardiamo quello che accade nella nostra società contemporanea → Padova il mercato della frutta e verdura è gestito da un gruppo sociale che sono i bengalesi. Sombart intuisce una psicologia e una personalità che emerge in un contesto di immigrazione in un contesto nuovo. Occorre fare dei lavori empirici.

  • Emigrare significa assumere una nuova struttura personale → emigrare significa per l’individui che “il parentado, il paese, il popolo, lo stato nel quale era racchiusa la sua esistenza hanno cessato di essere per lui una realtà”
  • Il lasciare converge con l’agire capitalistico che avviene attraverso la rottura di tutte le vecchie abitudini e relazioni dell’individuo. Questa condizione è descrivibile con il concetto di familiarità o di sospensione/rottura di tutti i rapporti familiari. Parlando di questa struttura e di questa personalità si parla di
  • Estranei, miranti, non condivide norme e morale → nessun vincolo
  • Mondo senza qualità (sospensione dell’affettività)
  • Il nuovo è mezzo per un fine
  • Più estrema l’estraneità→ focus guadagnare
  • Relazioni con la nuova società: reciproca strumentalizzazione SOMBART SI INTERESSA ALL’AGIRE ECONOMICO DELLO STRANIERO
  • Nell’agire economico dello straniero vi è la “determinazione di portare alle ultime conseguenze il razionalismo tecnico-economico”
  • Azione spinta dal bisogno e dalla fame di futuro, applica il razionalismo perché nessuna tradizione lo frena
  • Legame tra emigranti e razionalismo economico CONDIZIONI DEL RAZIONALISMO ECONOMICO:
  • Marginalità sociale (eretici, ebrei, stranieri) → la genesi del capitalismo moderno si rintraccia in una degradazione comunitaria (essere estranei gli uni agli altri)
  • La generale distruzione dei rapporti familiari e comunitari tra gli individui → predisposti per rapporti di strumentalizzazione Dall’indifferenza alla degradazione morale (che è alla base del capitalismo)
  • La comunità ospite non riconosce allo straniero diritto, garanzie, cittadinanza. L’esclusione dai diritti nella nuova comunità mette di fatto lo straniero in uno stato di minorità.
  • L’esclusione alla vita politica, il divieto di accesso a professioni qualificate gli rendono estranea la vita, la cultura, i valori e le tradizioni della società
  • Dalla negazione reciproca dei propri valori, culturali, identità scaturiscono conseguenze vistose per la vita economica e per il capitalismo moderno.

UOMO MARGINALE E COSMOPOLITA

Due i paragoni della storia:

  • Continua: concepisce la storia come un lento, graduale e continuo movimento di evoluzione
  • Discontinuità: la storia è caratterizzata da discontinuità, fratture e catastrofi →i fattori che generano catastrofi sono le guerre, le rivoluzioni, le migrazioni ➔ Le migrazioni presentano ai suoi occhi i tratti radicali propri delle guerre e delle rivoluzioni.
  • Le migrazioni non hanno più l’aspetto di un’invasione
  • Le migrazioni come fattore del cambiamento sociale →vanno studiate nei loro effetti macro: nei cambiamenti de costume e delle abitudini Effetti soggettivi: cambiamento nella personalità
  • La rottura del vecchio ordine rende gli individui liberi dal punto di vista pratico
  • La caduta dei riferimenti morali che erano alla base del vecchio ordine sociale comporta disincanto e distacco. EMANCIPAZIONE- COSMOPOLITISMO
  • L’individuo emancipato diventa un cosmopolita
  • Guarda con il distacco il suo mondo
  • Nuova prospettiva nel vecchio mondo (cognitivo) EMANCIPAZIONE NELLA MIGRAZIONE
  • Lo straniero non è legato dalle convinzioni e dalle proprietà
  • Assenza di legami (duplice effetto): la secolarizzazione individualizzazione del soggetto
  • Mondo privo di significato, gli è estraneo→ affronta gli latri come un individuo isolato LIBERAZIONE DEL GHETTO:
  • Nuova personalità
  • Condivisione di più culture e tradizioni
  • Uomo marginale di due culture che non si fondando mai
  • È il primo cosmopolita, cittadino del mondo
  • Immigrato: figura che unisce i tratti dell’ebreo e del cosmopolita→ uomo marginale e sospeso tra due mondi

→senza appartenere a nessuno dei due →il distacco lo rendono un individuo aperto, libero da vincoli, lontano dalle angustie dei mondi nei quali vivono gli abitanti locali. →l’immigrato e lo straniero sono inoltre individui metropolitani MELTING POT (CROGIOLO) DI RAZZE E CULTURE La mobilità e le migrazioni dei popoli, l’espansione della produzione e del commercio, e particolarmente, la crescita nei tempi moderni, di questo vasto melting pot di razze e culture, le città metropolitane, hanno allenato i legami locali distrutto le culture delle tribù e il folclore e alla realtà locali hanno sostituito la libertà delle città all’ordine sacro del costume tribale l’organizzazione razionale che chiamiamo civiltà (Park) TERZA LEZIONE: MODELLI D’INCLUSIONE DELL’ALTRO NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA QUESTIONE PROFUGHI

  • La questione dell’accoglienza dei profughi: problema riguardo alla prima accoglienza, alla ripartizione dei profughi
  • Crisi del sistema di inclusione sociale e di convivenza tra popolazione autoctona e nuovi arrivati messo a punto nei decenni successivi alla fine della Seconda guerra mondiale.
  • Mutamento della categoria migrazioni: migranti economici-profughi → Forza dei flussi migratori è così forte e imponete che non si ferma e si fa già categorizzare → categoria iper protetta ovvero il RIFUGIATO → strategia di bricolage per governare i flussi migratori (TATTICA MESSA al momento, cerca di adattarsi alla singola situazione e no alla situazione macro; atteggiamento assunto da parte degli stati che hanno il consenso di bloccare i flussi migratori, ma questi non possono essere fermati perché sono troppo forti) → che rapporto c’è tra principi e pratiche quando si parla dei diritti dei migranti? Reato di clandestinità → lo straniero si posiziona sul piano giuridico. Gande interesse concreto in questi paesi dell’Europa → fattore demografico CARATTERISTICA DELLA CONTEMPORANEITÀ (DE SOISA SANTOS 2008)
  • Epoca di transizione (caduta del muro di Berlino, attacco delle torri gemelle → fase in cui c’è una riconfigurazione e globalizzazione)
  • Non c’è tempo per stabilizzazione
  • Si distrugge e si crea senza ma e senza perché (processi di automatismo)
  • Resistenza, adattamento, sopravvivenza
  • Impossibilità di rifletter Conseguenza: →difficoltà per delle risposte forti l’accoglienza risulta una risposta debole
  • In caso di Winston Parva è interessante: frattura culturale nonostante la sua omogeneità del piano etico, sociale, classe, religione…
  • Gli abitanti della zona 2 si sentono superiori a quelli della zona 3 e questi ultimi sembra accettare di sentirsi inferiori rispetto a quelli della zona 1 → zona 1 zona borghese, zona 2-3 sono di tipo operaio
  • L’unica differenza è costruita dal fatto che gli abitanti della zona 2 abitano nel paese da due o tre generazioni, mentre quelli della zona 3 sono arrivati durante la Seconda guerra mondiale → l’unica differenza è da quanto tempo si è la (quelli della zona 2 sono lì qua più tempo rispetto a quelli della zona3) Quando si fa l’analisi si analizza il tempo, chi arriva prima e chi arriva dopo. Sulla durata del tempo non è sufficiente relegare delle domande. DOMANDA SCIENTIFICA:
  • Perché nonostante l’appartenenza degli abitanti delle due zone sono della stessa classe sociale, nazionalità e religione, i vecchi residenti si sentono superiori?
  • Qual è la base di questo sentimento della superiorità?
  • La durata della residenza può essere il fondamento del sentimento di superiorità di una parte del paese e di sopportata/accettata dell’altra parte? Base che gli abitanti della zona 2 si appoggia alla loro superiorità, può la durata dare della superiorità? DATI D’OSSERVAZIONE
  • La struttura dei rapporti degli abitanti della zona è molto coesa
  • Quella degli abitanti della zona 3 è molto formale (non comunitaria)
  • Tra gli abitanti della zona 2 e della zona 3 non ci sono rapporti particolari, anche se lavorano nelle stesse fabbriche e tra alcuni individui vi sono buoni rapporti personali → le strutture collettive, questo va al di là dei sentimenti dei singoli
  • Gli abitanti della zona 3 sono esclusi dalla vita pubblica → no a ruolo che comportano visibilità o potere MODELLO INTERPRETATIVO
  • La durata della resistenza è alla base della sua spiegazione → tempo non è di per sé la spiegazione ma soltanto la dimensione nella quale essa viene trovata
  • Il concetto di configurazione derivato dalla psicologia della forma, la gestalt e la sociologia di Weber:
  • la società è la configurazione delle relazioni degli individui in un dato tempo e luogo
  • il carisma di gruppo → il carisma è «qualcosa di non ordinato, in virtù della quale l’individuo che ne è provvisorio abbia forze e proprietà soprannaturali o sovraumane, o almeno eccezionali in modo specifico viola non accessibile dagli altri […] e di conseguenza distintive di un leader» weber → non si afferma il carisma del proprio gruppo senza che al contempo si attribuisca agli altri un disonore dell’altro gruppo

IL CASO SPECIFICO DI WINSTON PARVA

  • Senso di superiorità: carisma di gruppo elaborato nel corso del tempo; socialità contiene un sistema simbolico condivido.
  • Gli altri sono considerati inferiori perché non condividono il sistema simbolico; vengono esclusi dall’assunzione di ruoli e il fatto di non farlo diviene una prova della loro incapacità a ricoprirli. → alla valorizzazione di sé corrisponde il disonore di gruppo degli abitanti della zona 3. → la valorizzazione della propria identità degli uni e la svalorizzazione dell’identità degli altri sono parte di un processo simbolico unico. COSTRUZIONE DELLA REALTÀ MEDIANTE GLI STEREOTIPI
  • Il pettegolezzo come forma di costruzione di immagine di sé e degli altri
  • Lo stereotipo: gli elementi migratori della zona 2 e gli elementi peggiori della zona 3 → condivisione della definizione negative prodotte su di loro e diffuse dagli abitanti della zona 2 → ciò si avvera non perché gli abitanti della zona 2 non hanno il potere di rovesciare il discorso ma perché condividono i codici morali e li stessi valori (comprese le valutazioni negative) → sul piano individuale si ritiene che le dicerie siano vere non per sé ma per i propri vicini e abitanti dello stesso quartiere → collaborazione nella costruzione di un’immagine negativa di sé e del proprio quartiere MECCANISMO DELL’ESCLUSIONE SOCIALE
  • In pericolo non è lo status ma il progetto di mobilità sociale
  • Il nuovo arrivato è marginale perché nel nuovo contesto trova un gruppo sociale costituito (con regole, i suoi codici) che lo mette ai margini della società → non è tanto l’ecologia, quanto piuttosto la configurazione della struttura delle relazioni sociali da cui dipende la costruzione della marginalità → lo studio di Winston Parva dimostra che in una determinata situazione, nonostante l’uguaglianza di classe sociale, di religione, di attività, di stile di vita, l’appartenenza a un gruppo strutturato e più forte rispetto a individui isolati e deboli, diventati la base di ulteriore esclusione, disprezzo e di negazione di identità → il disprezzo per la sistematica negazione di identità diventano un mezzo per realizzare l’esclusione QUINTA LEZIONE: Schutz → analisi della condizione del migrante. Problema di come superare gli ostacoli ed entrare nel modello americano. CODICI CULTURALI E CONDIZIONE DELLO STRANIERO ALFRED SCHUTZ
  • Nella vita quotidiana si dà per scontato il proprio mondo; tutto ciò che accade viene inserito in un mondo “familiare”
  • Scheler: “relaty naturalche Weltanschaung- concezione del mondo relativamente naturale” → i presupposti morali dati per scontati dai membri di un gruppo sociale o una comunità → base di partenza per Schutz
  • Questo modo di pensare può presentare contraddizioni e incoerenze ma tiene perché ad essa è collegata la dimensione del gruppo → la sua validità è stata dimostrata lungo la storia del gruppo

→bisogno di tessere relazioni, rivelazione dell’inadeguatezza della sua immagine della società CRISI COGNITIVA

  • L’inadeguatezza della sua immagine della società ha conseguenze sul piano personale e analogico. le cose del nuovo ambiente appaiano molto diverse da come si aspettava che fosse quando era in patria
  • Il suo sapere dato per scontato si sospende; non funziona più come uno schema di interpretazione del mondo
  • Il suo sapere si trasforma in un impedimento; non ha la rete di relazioni necessaria per costruire il suo nuovo sistema di riferimenti cognitivi. → non è più al centro: “pertanto non gli è più concesso di considerarsi al centro del suo ambiente sociale” → stato di marginalità → estraneità PERCEZIONE DELLO STRANIERO
  • Mancanza di unità con il gruppo “egli deve fare continuamente i conti con fondamentali discrepanze nell’interpretare la realtà e dominare le situazioni” → definizione della situazione
  • La questione della rilevanza: che cose ‘è effettivamente importante? Come vi fa senza possedere il sistema di valori e norme? Quando una situazione tipica e quando è individuale? E se si ripresenta, qual è la sua frequenza? All’interno del gruppo si hanno le ricette cognitive e pratiche per risolvere molti problemi ma egli come fa?
  • Percezione distorta della realtà
  • Difficoltà di definire la realtà→ frammentarietà die suoi schemi cognitivi e di attribuzione della rilevanza ➔ La percezione grossolana e confusione tra l’individuo e il tipico per lo straniero, gli attori osservati nel nuovo gruppo non hanno, come invece per i loro co-attori, una certa anonimità presupposto, cioè non sono meri esecutori di funzioni tipiche, bensì individui. Dall’altro lato, egli è portato a considerare tratti meramente individuali come tipici, costruisce così un mondo sociale di pseudo anonimità, pseudo intimità, pseudo tipicità ➔ La mancanza del senso della distanza, il suo oscillare tra il distacco e l’intimità, la sua esitazione e la sua incertezza, così come la sua differenza in ogni questione che sembra così semplice e priva di complicazioni per coloro che si affidano all’efficacia delle ricette indiscusse che devono solo essere eseguite ➔ Il modello culturale del nuovo gruppo e per lo straniero non un rifugio ma un campo di avventura no novità ma un argomento da sottoporre ad analisi: non uno strumento per risolvere situazioni problematiche, ma esso stesso una situazione problematica difficile da dominare. OGGETTIVITÀ DELLA CONOSCENZA La ragione più profonda [ dell’ogge1vità della conoscenza] dello straniero [...] sta nella sua amara espe- rienza dei limiti del pensare come di solito, esperienza che gli ha insegnato che un uomo può perdere il suo status, i suoi principi dire1vi e anche la sua storia e che il mondo normale di vita e sempre meno garan- tito di quello che sembra. Lo straniero discerne pertanto con dolorosa chiaroveggenza il sorgere di

una crisi che può minacciare l'intero edificio della sua concezione relativamente naturale, mentre tutti que- sti sintomi passano inosservate ai membri del gruppo di appartenenza, che si affidano alla continuità del loro abituale modo di vita. PERCEZIONE DEL GRUPPO RISPETTO AGLI ATTEGGIAMENTI DELLO STRANIERO- LABIRINTO COGNITIVO

  • L’incertezza dello straniero viene percepita come lealtà
  • Mancanza di volontà di aderire al modello culturale
  • Rimprovero circa la bontà dei modelli culturali messi a disposizione da parte del gruppo d’accoglienza
  • Il modello per lo straniero non è un rifugio protettivo ma un labirinto Ibrido in bilico
  • Conseguenze strutturali
  • La condizione di marginalità dal punto di vista culturale egli è un ibrido tra due modelli di vita
  • Appartiene a due mondi che si confondono e si sovrappongono Modello di dissonanza cognitiva Estraneità e la familiarità non si limita nel campo sociale ma sono categorie generali della nostra interpre- tazione del mondo. Se nelle nostre esperienze si ci imbattiamo in qualcosa precedentemente sconosciuto e che pertanto si trova al di fuori dell’ordine consueto delle nostre conoscenze, diamo inizio ad un processo di analisi. Dapprima definiamo il nuovo fatto, cerchiamo di afferrare il suo significato; trasformiamo poi gra- datamente il suo schema generale di interpretazione del mondo in modo tale che il fatto strano e il suo significato si facciano compatibili e coerenti con tutti gli altri fatti della nostra esperienza e con i loro signifi- cati. Se questo tentativo ci riesce, allora quello che precedentemente era un fatto strano e un problema sconcertante per la nostra mente si trasforma in un ulteriore elemento della nostra coscienza garantita
  • In una società complessa la condivisione dei codici simbolici non è generale:
    • il grado di condivisione dei codici
    • il grado di competenza nell’uso da parte degli attori sociali
  • Difficoltà per lo straniero nel condividere il mito originario → la condivisione dello straniero è il prodotto della sua volontà di condividere il mito originario della nuova comunità ma è anche e della disposizione ad accogliere nuovi membri da parte della comunità CULTURA E PERSONALITÀ
  • Si pone la questione della personalità dello straniero: qual è la cultura che sta alla base della sua personalità. →Dipende a come è costruita la cultura d’origine e da quanto è esclusiva, bisognosa di essere difesa (più sulla difesa, meno i nuovi codici potranno diventare propri) →Dipende dal contesto di arrivo e quanto è aperto alla molteplicità della lealtà
  • La fedeltà ai due contesti è importante sul piano personale: il mondo originario è strettamente collegato al benessere psicologico; quello nuovo è importante affinché possa il suo operare aver successo LEZIONE 8: DISPOSIZIONE DELLA SOCIETÀ D’ACCOGLIENZA: SCENARI POSSIBILI
  1. La società accoglie lo straniero e lo inserisce in un percorso di contaminazione reciproci e di scambio non generico. Uguali diritti e uguali doveri per tutti. Nell’integrazione si colgono aspetti di arricciamento identitario
  2. I membri della società non sono disposti a condividere la propria tradizione culturale → paura che la tradizione e la cultura portati dallo straniero possano alterare la purezza del patrimonio culturale comunitario; lo straniero viene lasciato sul limite e rimane sospeso.
  3. I membri della società non hanno paura di condividere il loro patrimonio culturale e non sono neppure propensi a compiere azioni per accogliere lo straniero. Non vi sono azioni ne per l’inclusione né per l’esclusione IMMAGINI DI SÉ E DEGLI ALTRI NEI MITI
  4. Una struttura umana generale unitaria. Vi è una grande comunità in cui tutti, compreso lo straniero, fanno parte. Gli altri sono nostri fratelli e vi è la disposizione ad accogliere senza riserve e a mettere in comune tutto quello che si ha.
  5. Base di partenza è etnica. Separazione, non vi è un’appartenenza comune. Non relazione. Non persone.
  6. La percezione dell’altro è legata a una concezione debole della comunità. Tolleranza verso l’altro ma anche indifferenza entrambi rendendo possibili sia legami forti sia legami strategici in vista di fini e interessi particolari

DIMENSIONI DELLA SOCIETÀ COMPLESSA:

  • Dimensione culturale : la difficoltà nella condivisione della cultura diventato un problema con l’identità etno-nazionale, lo straniero viene mantenuto ai confini. La società tende a omologare i suoi membri. con la globalizzazione → scarsa condivisione del mito originario
  • Dimensione economica : le possibilità di integrazione sono più ampie
  • Dimensione della società civile : relazioni di amore e di simpatia ma il luogo delle altre passioni l’odio e l’antipatia CHE COSA SI INTENDE CON IL TERMINE CULTURA? La cultura nel linguaggio comune può assumere 2 diversi significati:
  • Un attributo della persona colta con una connotazione di particolare sobrietà, affinamento interiore e concezione mentale
  • Un insieme di costumi e tradizioni riferite a una regione/località a un gruppo sociale GENESI SOCIALE DEL TERMINE CULTURA:
  • nozione di cultura appartiene alla storia occidentale e non ha sempre equivalenti nelle altre civiltà e società → in altre società, aspetti, oggetti e pratiche che noi rinviano alla sfera culturale, potrebbero non essere categorizzati tali →la cultura non designa un’essenza universale che possiamo trovare ovunque e ovunque riconoscerla come tale. →il termine si è imposto mediante le scienze moderne occidentali e il contatto tra le varie culture del mondo
  • Il concetto di cultura è uno strumento che nasce co stretta relazione con l’esperienza e con il linguaggio entro un dato contesto storico- sociale con la finalità di farci comprendere qualcosa di noi e qualcosa sulle forme di vita diverse dalla nostra. → costituisce per noi il modello che ci fa già alle sintesi, che ci orienta. È un concetto che nel tempo si è sviluppata
  • Come possiamo usare un concetto occidentale per studiare ogni società umana? ➔ Problemi di tipo filosofico e epistemologico complessi
  • Questo concetto e altri costituiscono una cassetta degli attrezzi che nel tempo si è sviluppata e costituita in uno sforzo di chiarificazione critica.
  • Non è possibile rinunciare questi concetti perché non ne è abbiamo altri
  • Non c’è soluzione per evitare posizioni etnocentriche → coscienza critica di chi opera con questi categorie e la disponibilità a raffinare quando si rilevano inadeguate

→si sviluppa poi tra 800 e 900: quando entrano in campo le scienze sociali e di diffonde un nuovo modo di guardare all’uomo e alla società → uno sguardo più neutro, interessato a descrivere la realtà sociale, al fine di tratteggiare come dovrebbe essere, riflettere sull’estrema varietà dei suoi costumi, delle norme sociali, delle tradizioni che caratterizzano le società umane →stagione dei grandi viaggi sollecitati dalle imprese coloniali: missionari, avventurieri, ricercatori rientravano con resoconti, diari, documentazioni fotografiche di popolazioni altre ancora sconosciute che vivevano in condizioni primitive senza essere entrati mai in contatto con la civiltà europea. Dall’universalismo cosmopolita dei dotti a → nuova concezione antropologica della cultura → la diversità dei costumi e delle abitudini di vita → specificità locali Beneton (1975): non si applica agli individui, ma ai gruppi, alle collettività. Non si lega più a un ideale normativo, ma assume un significato descrittivo Dilatazione del confine della nozione cultura e centralità della particolarità dei costumi locali → controtendenza rispetto al suo carattere universale e unitario da parte della nuova scienza sociale Non si smentisce l’universalità del genere umano → nuova sfida: unità dell’umanità attraverso la diversità culturale (costumi e abiti e non razze biologicamente determinate) L’assunto di fondo dell’antropologico: “esiste una cultura primitiva trascurata dalla tradizione illuminista” → far comprendere fenomeni che sembrerebbero agli occhi degli occidentali civilizzati bizzarrie, comportamenti irrazionali, credenze ingenue. →ampliare l’ambito d’applicazione della cultura (far includere ciò che poteva sembrare illogico o non religioso) “cultura, o civiltà, intesa nel suo più ampio senso etnografico, è quell’insieme che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità ed abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro di una società” (Taylor, 1958) Questa definizione, descrittiva, di Taylor influenzerà per mezzo secolo il pensiero antropologico e sociologico ➔ La cultura si comune come segue:

  1. Ciò che gli individui pensano
  2. Ciò che gli individui fanno
  3. i materiali che producono IL CONCETTO DI CULTURA NELLE SCIENZE SOCIALI
  • l’insieme delle norme, delle credenze, degli stili di vita, della attività produttive e degli artefatti che ne derivano, elaborati da una determinata società nel corso della sua storia (Geertz, Bernardi, Griswold, Khan, Sciolla, Smith, Baraldi)
  • Hofstede ha proposto una similitudine tra la cultura nell’uomo e il software nel computer. è attraverso il software-cultura che l’uomo compie tutte le azioni e produce tutte le invenzioni che connotano la sua vita sociale
  • “la cultura è una struttura di significati trasmessa storicamente, incarnata in simboli, un sistema di concezioni ereditarie in forme simboliche per mezzo di cui gli uomini comunicano, perpetuano e sviluppano la loro conoscenza e i loro atteggiamento vero la vita” Geertz DUE PARADIGMI DELL’IDEA DI CULTURA A CONFRONTO Ci sono alcuni aspetti per i quali l’analisi della cultura da parte della sociologia classica si discosta da quella antropologica
  1. Distinzione società/cultura : tutte e tre le tradizioni sociologiche e quella durkheimiana in particolare, ritengono che almeno analiticamente cultura e società siano da vedere su due piani diversi.
  2. Differenziazione culturale : le culture non sono intese come strutture atemporali, fisse e tendenti ad autoprodursi. Soprattutto la tradizione americana, con l’enfasi sulla differenziazione interna della cultura dovuta alle società industriali metropolitane con vari strati sociali, gruppi e movimenti e quella tedesca con l’enfasi sulla dimensione storica, rafforzano il concetto di differenziazione interna.
  3. Innovazione/ cambiamento : la capacità creativa e innovativa della cultura è messa in luce in particolare dalla scuola di Chicago e dalla tradizione tedesca
  4. Interazione : soprattutto Simmel e la scuola americana e in particolare George Herbert Mead anticipano l’idea che l’aspetto adattivo e graduale del processo di trasmissione culturale non si fonda soltanto sulla trasmissione automatica. IL CONCETTO CULTURA NELLE SCIENZE SOCIALI La cultura:
  • È l’insieme delle cornici condivise
  • Consiste in idee, pratiche ed esperienze apprese e trasmesse in forma simbolica, ed in valori, norme ed atteggiamenti che guidano comportamenti e problemsolving
  • Opera da filtro fra stimolo e risposta (specifico umano)
  • Rappresenta un prerequisito per l’ammissione in un gruppo
  • Fornisce stabilità e coesione Sociologia:
  1. Distinzione società/cultura
  2. Differenziazione culturale
  3. Innovazione e cambiamento
  4. Interazione Antropologia:
  5. Cultura come totalità sociale
  6. Omogeneità culturale
  7. Stabilità e tradizione
  8. Condizionamento
  • Si può distinguere tra affermazioni cui contenuto è considerato ovvio e altre che sono elaborate e accettate coscientemente dall’individuo o dal gruppo LE COMPONENTI DELLA CULTURA: SIMBOLI
  • Essi si differenziano da segno (i segni e i marchi), che sono il prodotto di una connessione convenzionale → hanno un significato univoco e sono impegnati per esigenze pratiche, come indicare percorsi, segnalare istruzioni per l’uso di apparecchiature, sintetizzare complessi di informazione
  • Simboli rimandano a termini anche assenti, dotati di significati pubblici e sono condividi all’interno di un determinato gruppo sociale, per il quale condensano sistemi anche complessi di saperi e di credenze attraverso immagini o parole che li rendono operanti senza che si debba rappresentali ricorrendo ad argomentazioni.
  • Il simbolo permette all’individuo o al gruppo di autodesignarsi dentro un ambiente CULTURA E COMPLESSITÀ SOCIALE: LE DIMENSIONI DELL’ANALISI
  • Le scienze sociali, attraverso la loro caratterizzazione della nozione di cultura, partecipano con il frutto delle proprie analisi alla definizione della cultura stessa e del suo sviluppo
  • Le “dimensioni della cultura” (Sciolla, 2002) risultano fondamentali criteri interpretativi attraverso i quali è possibile analizzare le culture
  • Coerenti/ incoerenti : le preposizioni culturali costruiscono un insieme in cui sono individuabili dei principi ordinatori e non un agglomerato di elementi tra loro sconnessi. Il grado interno di coerenza è tuttavia variabile
  • Pubblico/privato : la cultura è pubblica, nel senso che le proposizioni da cui è costruita sono codificate entro simboli e linguaggi collettivi all’interno di gruppo sociali e accessibili da tutti
  • Oggettività/ soggettività : la cultura è un fatto oggettivo, nel senso che va al di la degli individui per occupare uno spazio e una rilevanza sociale autonoma. Esiste anche un lato soggettivo della cultura, costituito dalle interpretazioni che di questa danno gli individui
  • Esplicita/implicita : la cultura può essere manifesta, tematizzata esplicitamente, più o meno elaborata teoricamente, o può essere tacita, non tematizzata, che gli individui condividono senza saperla necessariamente giustificare.
  • Descrittiva/prescrittiva : le rappresentazioni prodotte dalla cultura si possono leggere quali descrizioni oggettive della realtà, nello stesso momento tali visioni si possono tradurre in elementi prescrittivi nel momento in cui forniscono motivi e obiettivi per l’assunzione di determinate linee di condotta, stimolando l’elaborazione di orientamenti pratici finalizzati alla loro realizzazione, ivi compresi i saperi applicabili a questi scopi

LEZIONE 9

CULTURA E SOCIETÀ

Le società possono essere distinte i:

  • Società monoculturale (culturalmente omogenee)
  • Società multiculturale (culturalmente composite) All’interno di una società è possibile individuare diverse:
  • Subculture : segmenti di popolazione appartenenti a una società più ampia e distinguibili sulla base di parametri culturali (es. hacker, naturalisti, hippy, ecc.)
  • Controculture : gruppi che, respingono i valori e le norme prevalenti in una data società, elaborando e diffondono valori alternativi a quelli della cultura dominante. TIPOLOGIE DEI VARI MODI DI INTERPRETARE IL RAPPORTO TRA SOCIETÀ E CULTURA Influenza reciproca Determinismo culturale Determinismo sociale Autonomia La cultura assume una struttura autonoma rispetto alla società, ma ci si è sempre interrogati su chi influenza chi? La struttura culturale potrebbe staccarsi e non essere una variabile indipendente della società, questa cosa la sentiamo un po' con i processi di globalizzazione. Ci può essere nello sviluppo di cuna cultura più il consumismo globale, che quello della società. PLURALITÀ/PLURALISMO CULTURAL NELLE SOCIETÀ CONTEMPORANEE. → Pluralità descrive una realtà, si intende riconoscere la realtà sociale nella sua forma più descrittiva → Pluralismo riguarda il modello che può essere teorico, politico o normativo. La cultura influenza la società

SI

SI

NO

NO

La società influenza la cultura