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Differenza tra imposte dirette e indirette, Dispense di Economia

La differenza tra imposte dirette e indirette, con esempi di imposte appartenenti a ognuna di queste categorie. Le imposte dirette sono applicate sui guadagni prodotti, mentre le imposte indirette sono applicate su varie spese. Di irpef, ires, irap, iva, accise sulla benzina e altre imposte.

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 28/03/2020

tommy.a
tommy.a 🇮🇹

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Che differenza c’è tra imposte dirette e indirette
Analizziamo la differenza che c'è tra le imposte dirette e indirette. Le prime
sono quelle applicate sui guadagni prodotti, le seconde sono quelle che
vangono applicate sulle varie spese fatte
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27 giugno 2016 - La prima differenza che c’è tra le imposte dirette e indirette riguarda
i guadagni. Le imposte dirette vengono immesse direttamente sul denaro che una
persona produce in un dato momento, questo comporta anche una variazione di tale
imposta da soggetto a soggetto in base a diversi parametri che possono essere i
possedimenti o il reddito di una qualsiasi persona. Alcuni esempi riguardanti questa
imposta sono l’IRPEF, ossia una tassa personale che va a incidere sui redditi prodotti
all’interno dei confini italiani da ogni cittadino o per generalizzare, da tutte le persone
fisiche, sia che siano residenti o meno.
Poi vi è la IRES, questo tipo di imposta invece si applica sui redditi delle società, ed
infine vi è la IRAP, ossia una tassa applicata a livello regionale su qualsiasi tipo di
attività che produca ricchezza. Infine sono parte di questa categoria anche il canone
RAI e il bollo auto.
Invece si può affermare che le imposte indirette sono tutte quelle imposte che non
colpiscono i guadagni prodotti sul momento da una persona, ma quelle somme di
denaro che vengono spese in qualsiasi modo. Sono due gli esempi che si possono fare
riguardanti questa imposta ossia l’iva e le accise sulla benzina. L’iva è una imposta
che viene applicata su ogni oggetto, servizio offerto all’interno dello stato o dallo stato
italiano.
In base al tipo di bene o di servizio preso in considerazione il valore di questa imposta
cambia, ad esempio per i beni detti “di prima necessità”, ossia il pane, l’acqua
avranno un’iva al 4% mentre oggetti come un computer avranno l’iva al 22%. Altri
esempi riguardanti le imposte indirette sono l’imposta per quando si deve richiedere o
presentare un qualsiasi documento (la cosiddetta marca da bollo), o l’imposta su tutte
le donazioni eseguite da una persona o anche in caso di una successione, ossia un
cambio di proprietario di alcuni beni o somme di denaro dopo la morte del precedente
proprietario.
Un’ulteriore differenza che c’è tra le imposte dirette e indirette, riguarda le accise
sulla benzina. In questo caso l’utilizzatore che acquista il carburante paga l’imposta
nel momento stesso in cui avviene l’acquisto visto che il prezzo del carburante non è
altro che la somma di due cose: il costo del carburante stesso più l’accisa (ossia
l’imposta indiretta) e l’iva che avrà una percentuale che ammonta al 22%, essendo
considerata un bene non di prima necessità.

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Che differenza c’è tra imposte dirette e indirette Analizziamo la differenza che c'è tra le imposte dirette e indirette. Le prime sono quelle applicate sui guadagni prodotti, le seconde sono quelle che vangono applicate sulle varie spese fatte Condividi su Facebook 4

 Twitter  Linkedin  Google+ 27 giugno 2016 - La prima differenza che c’è tra le imposte dirette e indirette riguarda i guadagni. Le imposte dirette vengono immesse direttamente sul denaro che una persona produce in un dato momento, questo comporta anche una variazione di tale imposta da soggetto a soggetto in base a diversi parametri che possono essere i possedimenti o il reddito di una qualsiasi persona. Alcuni esempi riguardanti questa imposta sono l’IRPEF , ossia una tassa personale che va a incidere sui redditi prodotti all’interno dei confini italiani da ogni cittadino o per generalizzare, da tutte le persone fisiche, sia che siano residenti o meno. Poi vi è la IRES, questo tipo di imposta invece si applica sui redditi delle società, ed infine vi è la IRAP, ossia una tassa applicata a livello regionale su qualsiasi tipo di attività che produca ricchezza. Infine sono parte di questa categoria anche il canone RAI e il bollo auto. Invece si può affermare che le imposte indirette sono tutte quelle imposte che non colpiscono i guadagni prodotti sul momento da una persona, ma quelle somme di denaro che vengono spese in qualsiasi modo. Sono due gli esempi che si possono fare riguardanti questa imposta ossia l’iva e le accise sulla benzina. L’iva è una imposta che viene applicata su ogni oggetto, servizio offerto all’interno dello stato o dallo stato italiano. In base al tipo di bene o di servizio preso in considerazione il valore di questa imposta cambia, ad esempio per i beni detti “di prima necessità”, ossia il pane, l’acqua avranno un’iva al 4% mentre oggetti come un computer avranno l’iva al 22%. Altri esempi riguardanti le imposte indirette sono l’imposta per quando si deve richiedere o presentare un qualsiasi documento (la cosiddetta marca da bollo), o l’imposta su tutte le donazioni eseguite da una persona o anche in caso di una successione, ossia un cambio di proprietario di alcuni beni o somme di denaro dopo la morte del precedente proprietario. Un’ulteriore differenza che c’è tra le imposte dirette e indirette, riguarda le accise sulla benzina. In questo caso l’utilizzatore che acquista il carburante paga l’imposta nel momento stesso in cui avviene l’acquisto visto che il prezzo del carburante non è altro che la somma di due cose: il costo del carburante stesso più l’accisa (ossia l’imposta indiretta) e l’iva che avrà una percentuale che ammonta al 22%, essendo considerata un bene non di prima necessità.