



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Imprese e Mercati - domande aperte
Tipologia: Prove d'esame
1 / 6
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Che cos’è l’elasticità incrociata della domanda? L’elasticità incrociata è la relazione tra la quantità di domanda di un bene e il prezzo di un altro bene. Dati due beni A e B, il valore dell’elasticità incrociata è determinato dal rapporto tra la variazione percentuale della quantità di domanda del bene A e la variazione percentuale del prezzo del bene B. il concetto di elasticità incrociata è quindi una variazione dell’elasticità della domanda su beni diversi. Che differenza esiste tra cluster e distretto? Distretto e cluster non sono sinonimi: il primo si presenta come una particolare forma di sviluppo locale con elevata specializzazione delle imprese, mentre il secondo è un sistema dove le imprese sono radicati sul territorio. Che relazione esiste tra mark up ed elasticità della domanda? La regola del mark up produce valore positivo solo se il valore assoluto dell’elasticità della domanda rispetto al prezzo è maggiore dell’unità: quanto più è rigida rispetto al prezzo la domanda dell’impresa, tanto maggiore sarà il mark up richiesto per la massimizzazione del profitto. In mercati fortemente competitivi il valore dell’elasticità è alto, con un mark up relativamente contenuto. Che ruolo hanno le barriere all’entrata nella determinazione del livello di concentrazione di un settore? Le barriere all’entrata di un settore sono fondamentali nel raggiungimento di un elevato livello di concentrazione dell’industria. In ordine allo stadio di vita dell’industria si rileva una più elevata concentrazione nella fase di maturità, in cui le imprese presenti sono già stabilizzate. Che tipo di discriminazione si opera con il peak load pricing? Si tratta di un modello di discriminazione di prezzo basato sul momento del consumo del bene, o meglio del servizio. In altri termini si praticano tariffe più elevate nei momenti di maggior congestione, per poi abbassarle nei momenti di minor richiesta. Il peak load pricing è una forma di discriminazione intertemporale, che permette di differenziare i prezzi sulla base delle disponibilità a pagare dei soggetti, espresse attraverso le preferenze in ordine al momento di fruizione del servizio. Applicando questa differenziazione, si riducono i consumi nei momenti di picco massimo, e l’industria può dimensionare la propria produzione, visto che i consumatori si auto-differenzieranno nel consumo sulla base della diversa necessità del servizio e della differente disponibilità a pagare. Come cambiano le condizioni di equilibrio concorrenziale nel lungo periodo? L’equilibrio concorrenziale di lungo periodo è determinato dall’intersezione delle curve di mercato di lungo periodo di domanda e di offerta e dalla condizione di uguaglianza del prezzo con il costo medio in ogni impresa del mercato. Come è possibile controllare l’operato dei manager nelle grandi imprese con capitale frammentato? La frammentazione del capitale favorisce la concentrazione de potere nelle mani del manager, che si trova ad avere un autonomia decisionale particolarmente elevata. Lo strumento per esercitare il controllo dello stesso quindi risulta essere il market for corporate control ovvero una serie di regole, relazioni, processi e sistemi aziendali, tramite i quali l'autorità fiduciaria è esercitata e controllata. In questo modo, la struttura del governo societario esprime le regole e i processi con cui si prendono le decisioni in una società e fornisce anche la struttura con cui vengono decisi gli obiettivi aziendali, nonché i mezzi per il raggiungimento e la misurazione dei risultati raggiunti. Come si presenta l’elasticità della domanda in concorrenza monopolistica? La struttura della concorrenza monopolistica permette alle imprese di esercitare potere in mercato grazie alla differenziazione del prodotto: anzi, tale potere sarà tanto maggiore quanto maggiore è la differenziazione, reale o percepita che sia. Se l’impresa opera delle variazioni di prezzo non si modifica immediatamente la domanda dei consumatori, che effettueranno una valutazione sulle caratteristiche del prodotto offerto rispetto a quello dei concorrenti presenti sul mercato. La domanda si presenta più elastica (ma non perfettamente elastica) di quella con cui si confronta il monopolista. Le imprese che operano in questo mercato hanno una dimensione così limitata da poter trascurare l’interdipendenza. Cosa si intende per barriere normative? Le barriere normative sono rappresentate da vincoli imposti per legge e che rendono difficile, o addirittura impossibile, l’accesso di nuove imprese al mercato. Le barriere normative, come la registrazione, la certificazione, le autorizzazioni possono impedire alle imprese di accedere ad un particolare settore, soprattutto dove sia oneroso l’ottenimento delle autorizzazioni. Cosa si intende per modello leader-follower? Il modello di Stackelberg, nell’ambito dell’oligopolio non cooperativo, si fonda sull’ipotesi che solo una delle imprese in gioco consideri le reazioni del concorrente, a fronte dell’immobilità dell’altra. In altri termini, l’ipotetica impresa A fissa la quantità da vendere in considerazione della più probabile reazione dell’impresa B. Si configura, così, un modello leader-follower, in cui il primo sceglie la quantità da produrre, che non potrà più essere cambiata, mentre il follower sceglie dopo aver osservato le mosse del leader. L’ipotesi di irreversibilità delle decisioni è riscontrabile in quelle industrie in cui sono rilevanti e specifici gli investimenti, difficili da riconvertire nel breve periodo. Cosa si intende con prezzo di riserva? Il prezzo di riserva è il prezzo massimo che il consumatore è disposto a pagare. Cosa si intende per switching costs? Gli switching costs, ovvero i costi di transizione o di cambiamento, sono definiti come i costi sostenuti dai consumatori nel cambiare fornitore, marca o prodotto che utilizza. Qualsiasi cambiamento determina inevitabilmente l’insorgere di costi obiettivi di adattamento. I costi in parola riguardano l’acquisizione di informazioni sui nuovi prodotti, oneri di installazione, tempi d’apprendimento dei metodi di utilizzo del nuovo prodotto. La differenziazione del prodotto si trasforma in una barriera se, l’effetto fidelizzazione alla marca, rende gli acquirenti disponibili a pagare un prezzo più alto per un bene che provenga da una determinata impresa. Qualora i consumatori debbano sostenere dei costi per modificare l’impresa che fornisce loro un bene (switching costs) siamo di fronte ad una barriera all’ingresso di un determinato settore.
Definire il concetto di efficienza allocativa e produttiva L'efficienza allocativa è una condizione di efficienza che riguarda la distribuzione ottimale di beni e servizi all'interno dell'economia. In particolare, la condizione che garantisce l'efficienza allocativa è che tutti i beni siano venduti al loro costo marginale di produzione di modo che coloro i quali siano disposti a pagare almeno il costo di produzione di quell'unità di quel dato bene possano consumarlo. L'efficienza produttiva (detta anche Paretiana, in nome dell'economista e matematico) riguarda l'efficienza in termini economici. Se una cerca combinazione porta alla massima produttività si ha efficienza produttiva, quindi lo sfruttamento in maniera ottimale degli input. Definire il concetto di elasticità rispetto al prezzo L’elasticità della domanda al prezzo misura la reattività della quantità di domanda a cambiamenti del prezzo del bene stesso. Se la variazione percentuale della quantità domandata è maggiore rispetto alla variazione percentuale del prezzo la domanda è elastica. Se la variazione percentuale della quantità domandata è inferiore rispetto alla variazione percentuale del prezzo la domanda è inelastica. Se la variazione percentuale della quantità domandata è uguale alla variazione percentuale del prezzo la domanda è ad elasticità unitaria. Definire il concetto di monopolio naturale Si definisce monopolio naturale una configurazione industriale in cui il numero ottimale di imprese sul mercato è uno. Il monopolio naturale si manifesta quando nell’intervallo di produzione rilevante, ossia nell’intorno del volume di produzione domandato dal mercato, la funzione di costo è subadditiva. Definire il concetto di monopolio naturale. In cosa differisce dal monopolio puro? Si parla di monopolio naturale quando una sola impresa, per ragioni di tipo strutturale, o per la particolare tecnologia del settore, trova conveniente produrre solo a condizione di servire tutta la domanda. Solitamente l’emergere di un monopolio naturale è legata alla presenza di forti economie di scala e alla subadditività della funzione di costo. Nel caso di monopolio naturale, quindi, le possibili allocazioni di mercato alternative sarebbero meno desiderabili sotto il profilo del benessere sociale. Si ha monopolio puro quando il mercato è caratterizzato dalla massima concentrazione dell’offerta nelle mani di un solo venditore e dall’impossibilità per altri venditori di entrare sul mercato stesso offrendo l’identico bene o servizio o beni e servizi a esso sostituibili. Definire la curva di offerta dell’impresa in regime di concorrenza perfetta In concorrenza perfetta gli operatori sono price-taker e al prezzo determinato dal mercato non esiste eccesso di offerta o di domanda. Proprio per questo motivo ogni impresa si confronta con una curva di domanda perfettamente elastica o con una curva di domanda con elasticità infinita. Descrivere e spiegare quali sono le conclusioni a cui giunge il modello di Bertrand Il modello di Bertrand è un esempio di concorrenza imperfetta e si basa sulle seguenti assunzioni:
Parlare dei costi di transazione antecedenti e successivi alla stipulazione del contratto Nell’attività economica delle imprese dobbiamo distinguere tra i costi di produzione e i costi di transazione. Questi ultimi possono essere antecedenti o successivi alla stipulazione del contratto: sono antecedenti quelli inerenti alla ricerca del contraente, alla conduzione della trattativa. Sono successivi quelli riguardanti il controllo dell’esecuzione del contratto. Parlare del rapporto tra concentrazione e stadio di vita dell’industria Lo stadio di vita (avvio – crescita – maturità – declino) dell’industria può influenzare la concentrazione del settore. Nella fase di avvio si hanno ingenti investimenti in ricerca e sviluppo: le imprese che per prime riescono ad introdurre nel mercato un nuovo prodotto hanno un vantaggio competitivo, possono imporre prezzi alti, anche sei volumi saranno contenuti, in quanto la domanda impiega del tempo per assorbire l’introduzione di un nuovo prodotto. È probabile che la concentrazione sia bassa. In questo stadio, però, molti nuovi entranti si presentano nel mercato, e il numero delle imprese presenti nell’industria cresce rapidamente. Durante la fase di crescita, il mercato si espande e i produttori iniziano a realizzare economie di scala: il settore può accogliere nuove imprese attratte dal profitto. Durante la fase di maturità, la domanda si avvicina al livello di saturazione e le vendite si stabilizzano. Le imprese operanti nel settore adottano strategie di difesa delle posizioni, anche attraverso fusioni e acquisizioni. In questa fase la concentrazione aumenta, perché i tassi d’entrata sono bassi e i nuovi entranti trovano molte difficoltà a competere con le imprese già installate. Nella fase di declino vendite e profitti iniziano a diminuire e si può giungere alla collusione tra le imprese dominanti, che riescono ad eliminare parte delle imprese esistenti, magari attratte da altri settori in fase di ascesa: la concentrazione è piuttosto alta. Perché in un mercato contendibile le imprese non possono realizzare extraprofitti? Un mercato si definisce contendibile se non è oneroso l’ingresso e/o l’uscita dallo stesso. Normalmente la contendibilità si verifica nel caso d’accesso alla medesima tecnologia, quindi le imprese, sia interne che esterne al mercato, hanno la medesima struttura di costo, presenza di elevate economie di scala, impossibilità di modifica immediata dei prezzi da parte dell’operatore storico. La contendibilità garantisce una concorrenza potenziale in base alla quale i concorrenti, attratti dai profitti derivanti dalla pratica di un prezzo superiore ai costi di produzione, possono sfruttare le opportunità di ingresso nel mercato, ottenendo profitti positivi, anche se solo temporaneamente, e uscire dal mercato prima che l’incumbent possa reagire. Se esiste concorrenza potenziale, nessuna impresa potrà, nel lungo periodo, godere di profitti positivi. Il mercato contendibile risulta particolarmente interessante nel caso in cui l’industria sia composta da una sola impresa: in questo caso la contendibilità garantisce un limite al potere del monopolista. Se esiste una concorrenza, anche solo potenziale, è scongiurato il pericolo di un eccesso di profitto per l’impresa incumbent. Inoltre l’esistenza di una minaccia di nuovo entrante rende più efficiente l’impresa presente. Quindi se un monopolio riesce a operare in un mercato perfettamente contendibile, vuol dire che, grazie alle economie di scala, può produrre a costi bassi, e mantenere il profitto e i prezzi più bassi per effetto della concorrenza potenziale. Perché la concorrenza monopolistica è inefficiente dal punto di vista allocativo? L’efficienza allocativa consente di scegliere l’allocazione delle risorse più vantaggiosa. A parità di costo, il decision maker sceglie di allocare le proprie risorse nella produzione da cui ottiene il beneficio maggiore. Il prezzo di un prodotto è visto come la misura di valore dello stesso, si realizza efficienza allocativa quanto P(prezzo)=MC(costo marginale). L’impresa che opera in concorrenza monopolistica nel lungo periodo realizza un profitto normale, come le imprese in concorrenza perfetta, anche se pratica un prezzo superiore al costo marginale. Per questo motivo anche questo mercato è inefficiente dal punto di vista allocativo. Perché la curva di domanda in concorrenza perfetta è perfettamente elastica? L’esistenza dei caratteri del mercato in concorrenza perfetta assicura che gli operatori di mercato siano price-taker, e, al prezzo corrente di mercato possano vendere la quantità che desiderano - non esiste eccesso di offerta o di domanda. Se il prezzo praticato dalla singola impresa fosse più alto di quello praticato dal mercato, l’impresa realizzerebbe un volume di vendite pari a zero, mentre l’applicazione di un prezzo inferiore a quello di mercato non avrebbe senso in quanto ad un prezzo più alto di quello praticato l’impresa già venderebbe la quantità desiderata. Per questo motivo l’impresa che opera in concorrenza perfetta si confronta con una curva di domanda perfettamente elastica o come anche si dice con una curva di domanda con elasticità infinita. Perché l’oligopolio è uno dei mercati dove si ha maggior incentivo ad innovare? Il cambiamento tecnologico permette di introdurre nuovi prodotti, nuovi standard per prodotti esistenti, o nuovi processi produttivi. I detrattori della tesi schumpeteriana, come Arrow, ritengono che solo un’elevata pressione concorrenziale possa incentivare la ricerca e, quindi, l’innovazione. L’eccezionale onerosità del processo di innovazione porta a sostenere che solo le imprese che riescono a sfruttare le economie di scala in questo processo possono accedere all’innovazione. Altri studiosi rilevano come siano proprio i mercati di concorrenza imperfetta, come ad esempio l’oligopolio, le strutture più favorevoli al cambiamento tecnologico. In questa struttura di mercato si può avere extraprofitto, ma è anche presente una certa concorrenzialità fra imprese. Il riconoscimento dell’interdipendenza, poi, ci conferma che la pressione competitiva è percepita come molto forte. Per questo motivo gli oligopolisti hanno mezzi e stimoli per investire in ricerca e sviluppo, in modo da distinguersi, anche se solo temporaneamente dai competitor. Perché secondo l’assunto di Edgeworth le imprese sono sicuramente spinte alla collusione? L’elemento importante del modello è la dimostrazione che non esiste stabilità nell’equilibrio di duopolio con capacità produttiva limitata. I prezzi continueranno ad oscillare tra il prezzo praticato in monopolio e quello praticato in concorrenza perfetta senza mai giungere ad una situazione definita. Se questa alternanza è effettiva, per ridurre, anche solo temporaneamente l’instabilità, le imprese sono sicuramente spinte alla collusione (Solberg, 1992).
Perché si presenta il fenomeno del free riding nel caso di imprese estranee al cartello? Nel caso in cui si ipotizzi un cartello a cui aderiscono solo alcune imprese dell’industria, può emergere un fenomeno di free riding da parte delle imprese esterne all’accordo, che beneficiano comunque dell’aumento di prezzo dovuto alla realizzazione dell’accordo. Confrontando i profitti di un’impresa che aderisce al cartello e di una che rimane estranea all’accordo, si è rilevato che la prima realizza un profitto inferiore alla seconda. In effetti, l’impresa indipendente, produce una quota maggiore della tipica impresa che partecipa al cartello, ottenendo un profitto più alto. L’impresa che aderisce al cartello riduce volontariamente il proprio livello di produzione per far aumentare il prezzo, ma anche l’impresa “esterna” beneficia di questo incremento di prezzo, senza nessun onere in termini di rinuncia al profitto. Emerge un problema di free riding che può compromettere la stabilità del cartello, o addirittura la sua formazione. In realtà il problema è mal posto: come fa osservare D’Aspremont (1983) il confronto deve essere effettuato non tra i profitti correnti dell’impresa che ha intenzione di “tradire” il cartello e i profitti di un’impresa indipendente, ma tra profitto corrente e profitto post-defezione. Infatti, nel caso l’impresa decidesse di non prestare più fede all’accordo, il prezzo si ridurrebbe (con l’incremento della quantità da essa prodotta), con successiva riduzione dei profitti per tutte le imprese. Per quali motivi emergono economie di scala? Le economie di scala emergono quando all’aumento della produzione corrisponde una riduzione dei costi medi di lungo periodo. Possono essere reali o pecuniarie, interne o esterne. Si parla di economie di scala quando la produzione cresce in modo più che proporzionale rispetto all’incremento dell’input. Quale andamento assume la curva del ricavo totale in concorrenza perfetta? In regime di concorrenza perfetta le imprese non decidono il prezzo di vendita, bensì soltanto le quantità di vendita (price taker). In tale situazione il prezzo di vendita è determinato dall’equilibrio di mercato tra le forze della domanda e dell’offerta del bene. In concorrenza perfetta le variazioni delle quantità vendute/prodotte del bene non influenzano il prezzo di vendita che resta costante. In conclusione, in un mercato di concorrenza perfetta il ricavo totale si presenta come una retta crescente di inclinazione pari al prezzo. Curva del ricavo totale eguaglia la curva di domanda dell’impresa e del ricavo marginale dell’impresa stessa. Quale mercato individua un indice di Lerner uguale a zero? E uguale a 1? In concorrenza perfetta L = 0 - la teoria economica prevede infatti che le imprese fisseranno P (prezzo di mercato) = MC (costo marginale), non avendo potere di mercato. In monopolio L = 1 Quali criticità presenta il cartello in ordine al controllo e all’eventuale imposizione di sanzioni? Il cartello si forma quando nell’industria le imprese hanno strutture di costo simili, produzioni omogenee e sono molto concentrate. La capacità di comminare sanzioni ai soggetti che non rispettano il cartello è un fattore di grande importanza per la stabilità, tenendo presente che il cartello, in quanto accordo non palese, non prevede la tutela ordinaria attraverso la giustizia statale. Una sanzione spesso utilizzata è quella della riduzione del prezzo da parte di tutte le imprese aderenti all’accordo in modo da colpire pesantemente il concorrente sleale, arrivando, talvolta, a provocarne l’uscita dal mercato (Levenstein, 1997). Quali parametri possono utilizzarsi per misurare la soddisfazione degli azionisti in ordine all’operato dei manager? Per misurare la soddisfazione degli azionisti si suggerisce di utilizzare il rapporto di valutazione, vale a dire il rapporto tra il valore di mercato del capitale azionario dell’impresa e il valore di bilancio delle sue attività. Il primo dei due valori riassume le valutazioni, e le aspettative, del mercato sulle performance presenti e future dell’impresa. Se gli investitori sono insoddisfatti dei risultati, tale valore sarà basso rispetto al valore di bilancio delle attività, e, quindi, il rapporto di valutazione farà emergere questa circostanza. Questo espone l’impresa al rischio di take-over (Marris, 1964). Quali sono le caratteristiche del mercato di concorrenza monopolistica? È un mercato in cui sono presenti molti compratori e venditori, non esistono barriere all’ingresso e all’uscita dal mercato, i beni offerti sono differenziati (potere di mercato maggiore quanto maggiore è la differenziazione, reale o percepita che sia). Possono essere presenti asimmetrie informative o può esserci informazione imperfetta. La funzione di domanda si presenta più elastica (ma non perfettamente elastica) di quella del monopolista. L’impresa che opera in concorrenza monopolistica nel lungo periodo realizza un profitto normale, come le imprese in concorrenza perfetta, anche se pratica un prezzo superiore al costo marginale. Le imprese che operano in questo mercato hanno una dimensione cosi limitata da poter trascurare l’interdipendenza. Quali sono le caratteristiche del mercato di monopolio? Il monopolio è un mercato in cui è presente un unico venditore e molti compratori: funzione di domanda dell’impresa e del mercato coincidono. Esistono notevoli barriere all’entrata ed il bene fornito è unico e senza sostituti. Date queste condizioni, il monopolista può decidere il prezzo a cui vendere il prodotto o la quantità, realizzando un extraprofitto, cioè un profitto superiore a quello normale proprio del mercato di concorrenza perfetta. Quali sono le differenze fondamentali tra monopolio e concorrenza perfetta Concorrenza perfetta