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aperte imprese e mercati, Panieri di Economia e Gestione Delle Imprese

Risposte alle domande aperte del paniere di imprese e mercati

Tipologia: Panieri

2021/2022

Caricato il 24/06/2023

francescorf99
francescorf99 🇮🇹

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11. A quale strategia è simile la
fissazione di un prezzo predatorio?
La fissazione di un prezzo predatorio mira
a far uscire dal settore una o più imprese,
con lo scopo di aumentare i prezzi quando
il mercato diventa più concentrato. Una
strategia simile è quella di proliferazione
delle marche: si occupa il mercato con
marche simili in modo da rendere molto
difficile l’affermazione dei rivali. È una
strategia di falsa differenziazione del
prodotto.
43. Che cos'è l'elasticità incrociata della
domanda?
Un settore produttivo si definisce sulla
base del numero di imprese presenti, sulle
dimensioni di queste, sulle barriere
all’entrata esistenti e sul grado di
differenziazione del prodotto.
Appartengono ad un medesimo settore
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  1. A quale strategia è simile la fissazione di un prezzo predatorio? La fissazione di un prezzo predatorio mira a far uscire dal settore una o più imprese, con lo scopo di aumentare i prezzi quando il mercato diventa più concentrato. Una strategia simile è quella di proliferazione delle marche: si occupa il mercato con marche simili in modo da rendere molto difficile l’affermazione dei rivali. È una strategia di falsa differenziazione del prodotto.
  2. Che cos'è l'elasticità incrociata della domanda? Un settore produttivo si definisce sulla base del numero di imprese presenti, sulle dimensioni di queste, sulle barriere all’entrata esistenti e sul grado di differenziazione del prodotto. Appartengono ad un medesimo settore

produttivo tutti i prodotti che soddisfano uno stesso bisogno. La sostituibilità è misurata attraverso l’elasticità incrociata della domanda. Ad elevati valori di elasticità incrociata corrispondono bene strettamente sostituti.

  1. Che cosa per interdipendenza strategica in caso di oligopolio? L’oligopolio è caratterizzato dalla presenza di poche imprese dal lato dell’offerta, che realizzano un bene omogeneo o differenziato, anche solo formalmente. Visto che le imprese presenti sul mercato sono poche, esiste una forte interdipendenza strategica, che obbliga le imprese presenti ad effettuare le scelte strategiche sulla base delle aspettative di reazione delle concorrenti.
  1. Che differenza esiste tra cluster e distretto? I settori a maggiore intensità di lavoro tendono a localizzarli nelle regioni dove il costo del lavoro più basso. Per questi motivi emergono aggregazioni di imprese definite cluster dove le imprese collaborano tra loro. L’economia italiana si è sviluppata sulla base di un determinato modello di cluster chiamato distretto industriale. La differenza tra cluster e distretto consiste che il primo si presenta come una particolare forma di sviluppo locale con elevata specializzazione delle imprese, mentre il secondo è un sistema dove le imprese sono radicate sul territorio.
  2. Che effetto può avere la diffusione di internet sul fenomeno della dispersione?

La diffusione di internet ha sicuramente avuto effetto sulla dispersione dei prezzi: laddove sono presenti siti web dedicati al confronto tra prezzi diversi, annullandosi o riducendosi fortemente i costi di reperimento d’informazioni, la dispersione si è notevolmente ridotta, portando i consumatori ad orientarsi in modo più consapevole verso i fornitori che praticano prezzi più bassi.

  1. Che rapporto esiste tra incertezza e formazione di un cartello? Molto spesso le imprese cooperano tra loro per ridurre il rischio d’impresa: innovare, differenziare, specializzarsi è meno costoso se si opera in gruppo. L’incertezza, quindi, è uno dei fattori di maggior rilievo nella decisione di colludere. La collusione spesso è indirizzata al miglioramento dell’informa-

misura, sulla percezione di solvibilità dei finanziatori. Nella letteratura economicasi parla di ipotesi schumpeteriana proprio con riferimento alla correlazione positiva tra potere di mercato e capacità di sviluppare innovazione. Soltanto le imprese che godono di potere di mercato possono affrontare le incertezze, e sostenere gli oneri, del processo di innovazione; e l’innovazione a sua volta genera potere di mercato.

  1. Che relazione esiste tra diffusione della tecnologia e reddittività dell'innovazione? Quando un’innovazione viene ad esistenza, essa è adottata da poche imprese, con una lenta diffusione. In questa fase i costi sono molto elevati. Con il passare del tempo, e con la presa di coscienza delle reali possibilità

d’applicazione, aumenta la velocità di divulgazione. Studi empirici dimostrano che il tasso di diffusione è correlato positivamente con la redditività media dell’innovazione e negativamente con l’investimento iniziale richiesto: in altre parole, tanto più è alto il beneficio che si ritrae dall’innovazione, tanto maggiore sarà la velocità di diffusione. Tanto più è consistente l’investimento da affrontare e tanto minore sarà la diffusione.

  1. Che relazione esiste tra mark up ed elasticità della domanda? In altre parole, il cost plus pricing è equivalente alla regola di massimizzazione del profitto solo se il costo medio è costante e il mark up è posto uguale a 1/(ε- 1). La regola del mark up produce valore positivo solo se il valore assoluto dell’elasticità della domanda rispetto al

industria, situata in un’area geografica definita. Viene misurata con il rapporto di concentrazione RCn= ΣSi l’indice, anche se di semplice determinazione, presenta il limite di non tener conto della numerosità degli operatori e della distribuzione dimensionale delle imprese non considerate.

  1. Che tipo di discriminazione si opera con il peak load pricing? Si tratta di un modello di discriminazione di prezzo basato sul momento del consumo del bene, o meglio del servizio. In altri termini si praticano tariffe più elevate nei momenti di maggior congestione, per poi abbassarle nei momenti di minor richiesta. Il peak load pricing è una forma di discriminazione intertemporale, che permette di differenziare i prezzi sulla base delle

disponibilità a pagare dei soggetti, espresse attraverso le preferenze in ordine al momento di fruizione del servizio.

  1. Come agiscono le imprese in relazione alle loro azioni nel modello di Cournot? Nel modello individuiamo una sequenza di azioni: l’impresa A, che si trova inizialmente in una posizione di monopolio, fissa il prezzo, determinando così la quantità, in corrispondenza dell’uguaglianza tra costo e ricavo marginale.  L’impresa concorrente B entra nel mercato potendo sertvire la parte di domanda non soddisfatta da A. L’ingresso di questa seconda impresa sul mercato provoca un abbassamento del prezzo.

allora l’indice di Lerner si riduce al margine di profitto (uguale per tutti) delle imprese. L’indice è pari a zero (P=MC) per le imprese di un’industria in concorrenza perfetta, ed è tanto più grande quanto più un’impresa opera in condizioni lontane dalla concorrenza perfetta. In altre parole, maggiore è L maggiore è il potere di mercato.

  1. Come si misura la sostituibilità tra i prodotti? Un settore produttivo si definisce sulla base del numero di imprese presenti, sulle dimensioni di queste , sulle barriere all’entrata esistenti e sul grado di differenziazione del prodotto. Appartengono ad un medesimo settore

produttivo tutti i prodotti che soddisfano uno stesso bisogno. La sostituibilità è misurata attraverso l’elasticità incrociata della domanda. Ad elevati valori di elasticità incrociata corrispondono bene strettamente sostituti. Per misurare il grado di concentrazione di un mercato è spesso utilizzato il test SSNIP, secondo cui se un unico venditore ha convenienza ad aumentare il prezzo entro un range dal 5 al 10% il bene non ha sostituti prossimi.

  1. Come si comporta il potenziale entrante nel caso di pratica del prezzo limite? Nel caso di pratica di prezzo limite in presenza di economie di scala il potenziale entrante dovrebbe praticare un prezzo non più profittevole: questo lo spinge a credere
  1. come si ottimizza la minimizzazione del costo totale nel cartello? La minimizzazione del costo totale si ottiene assegnando le quote di produzione in modo tale che i costi marginali di ogni impresa siano uguali tra loro. All’impresa meno efficiente viene assegnata una quota di produzione molto contenuta. Si noti, inoltre, che, definendo le quote di produzione, e quindi la ripartizione dei profitti nel modo suggerito,ogni impresa ottiene un risultato diverso: le imprese con profitto più basso potrebbero non essere d’accordo, a meno di prevedere meccanismi di compensazione. 07.Come vengono definite le quote di produzione delle diverse imprese aderenti al cartello?

La minimizzazione del costo totale si ottiene assegnando le quote di produzione in modo tale che i costi marginali di ogni impresa siano uguali tra loro. All’impresa meno efficiente viene assegnata una quota di produzione molto contenuta. Si noti, inoltre, che, definendo le quote di produzione, e quindi la ripartizione dei profitti nel modo suggerito,ogni impresa ottiene un risultato diverso: le imprese con profitto più basso potrebbero non essere d’accordo, a meno diprevedere meccanismi di compensazione. Un altro modello di massimizzazione congiunta del profitto considera l’esistenza di due gruppi d’imprese: un primo gruppo che aderisce al cartello e un secondo gruppo che rimane indipendente. Ipotizziamo che le imprese che non aderiscono al cartello accettino il prezzo definito da questo. Tralasciando per semplicità la dimostrazione grafica, confrontando i

  1. Com’è possibile controllare l'operato dei manager nelle grandi imprese con capitale frammentato? Nel caso di aumento delle dimensioni aziendali il proprietario può assumere un manager che lo aiuti a gestire l’impresa, ma il controllo resta in capo al proprietario, per cui anche in questo caso il conflitto non emerge. Con la crescita sostenuta delle dimensioni aziendali, i proprietari però non sono più in grado di finanziare autonomamente l’impresa e quindi cercano nuovi soci, attuando così un progressivo frazionamento del capitale. L’impresa si trasforma da società di persone a società di capitali, con alcuni vantaggi (la possibilità dei proprietari di diversificare il portafoglio e la responsabilità limitata al patrimonio netto investito), ma anche con uno svantaggio rilevante: la necessità di dover ricorrere a un manager con capacità

imprenditoriali che governi l’impresa al loro posto e che quindi prenda le decisioni in modo autonomo. Di conseguenza, nell’impresa manageriale la proprietà è separata dal controllo, in quanto la parcellizzazione del capitale fra tanti azionisti impedisce a costoro di esercitarlo. Emerge quindi un conflitto di obiettivi: quelli del management (o del gruppo di controllo che lo esprime) in contrapposizione a quelli dei proprietari, i quali devono utilizzare strumenti volti ad allineare gli obiettivi a loro vantaggio.

  1. Come si presenta l'elasticità della domanda in concorrenza monopolistica? Nel mercato di concorrenza monopolistica le imprese offrono un prodotto non omogeneo e differenziato