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Informatica giuridica
Il termine informatica deriva dal francese (information automatique) coniato nel 1962 da Philippe Dreyfus (cfr. Prima lettura blackboard). In inglese prende il nome di computer science -> la tradizione francese punta il dito sull’informazione, quella anglosassone è più pratica. La definizione più impiegata oggi è ICT (information and comunication technology) -> questa è la definizione più completa perché oltre a riferirsi all’informazione fa riferimento all’elemento decisivo rappresentato dalle telecomunicazioni. L’informatica è pervasiva della modernità e l’informatica giuridica è divisa in due ambiti, quelli del diritto dell’informatica e quelli dell’informatica del diritto. Il diritto dell’informatica farebbe riferimento alle modifiche che le varie materie giuridiche subiscono ad esito dell’introduzione del computer; l’ informatica del diritto è rappresentata dall’impiego che il giurista fa degli strumenti informatici. Il confine è sottilissimo. Ciò che attiene al processo telematico attiene più all’informatica del diritto. Interdisciplinarietà -> diritto civile, diritto tributario, diritto pubblico (p.e. voto elettronico), diritto industriale (p.e. tutela banche dati), diritto penale e processuale penale Teoria generale delle fonti -> abbiamo a che fare con ogni tipo di fonte internazionale (p.e. fonti europee, soft law…). Obbligazioni e contratti -> p.e. e-commerce È una interdisciplinarietà con materie appartenenti a domini della cognizioni differenti. L’informatica giuridica accomunata al diritto dell’ambiente -> anche nell’ambito dell’informatica giuridica si riscontrano interessi diffusi (interessi che non hanno un soggetto cui circoscriverli, ma che appartengono alla collettività in quanto tale) -> p.e. interesse a vivere in ambiente salubre, a godere dell’aria pulita ecc… non sono interessi di cui possa farsi interprete solo una determinata categoria di soggetti. Questi interessi diffusi non sono protetti dall’ordinamento, ma lo diventano quando costituiscono degli interessi collettivi (es. associazione per perseguimento di questi obiettivi). p.e. veicoli a guida autonoma -> se eliminassimo dalle strade tutte le automobili a guida umana, in un attimo potrebbero essere sostituite da veicoli a guida autonoma del computer -> se tutte le automobili sono guidate dai computer è sufficiente che i computer interagiscano tra di loro per evitare collisioni e garantendo un traffico più fluido. Quando ci interroghiamo sull’opportunità di effettuare delle sostituzioni, abbiamo a che fare con interessi della collettività. Rapida obsolescenza laddove la rapidità è in esponenziale crescita -> le norme cambiano addirittura prima di entrare effettivamente in vigore (cfr. Web tax). In tema informatica occorre prendere in considerazione determinati rischi di cui sono ignoti sia le cause sia gli effetti -> es. la modifica del protocollo del consenso nell’ambito di una criptovaluta che effetti potrebbe verificare? Hardware : parte fisica del computer. Distinzione fra le tiptologie di computer utilizzate:
- (^) microcomputer (portatili, iPad..): costo abbordabile e capacità computazionale bassa.
- (^) minicomputer : capacità computazionale media, costo medio (server delle piccole medie imprese).
- (^) mainframe : computer di alto costo, notevole capacità computazionale, elevata capacità di memorizzazione (es. utilizzati dalle grandi banche).
- (^) supercomputer : sono costruiti associando più mainframe in modo da ottenere dei risultati elaborativi più elevati (utilizzati da aziende con grandi necessità, come ad esempio la nasa). L’architettura di base di tutti questi computer è caratterizzata da una struttura simile. Il cuore del computer è costituito dal CPU (unità centrale di elaborazione) composta da 3 risorse Aritmetical logical unit -> al suo interno vengono eseguite le operazioni matematiche e logiche attraverso le quali il computer svolge le sue attività. Memoria centrale -> si suddivide in due componenti:
- (^) RAM (random access memory = memoria da accesso diretto) il computer ha la possibilità di accedere direttamente al dato, senza bisogno di accessi sequenziali. È una memori volatile: allo spegnimento del computer il suo contenuto si perde. A cosa serve una memoria volatile? Per immagazzinare temporaneamente i dati e le istruzioni che sono interessanti nell’esatto momento in cui osserviamo il contenuto della RAM. Quando si utilizza un programma, ogni istruzione viene presa dalla memoria di massa su cui è salvato il programma, e viene caricata sulla ram (ad opera dell’unità di controllo) dalla ram i singoli dati vanno nell’unità aritmetico logica dove avviene l’elaborazione vera e propria.
- (^) ROM (reed only memory = memoria a sola lettura) una serie di indicazioni che vengono impartite al computer e che portano il computer ad accendersi e a funzionare. Senza la rom il computer non si accende più. Reed only significa che l’utente del computer non può cambiare le impostazioni della rom. Questo vuol dire che la rom è modificabile, però la modifica consiste nell’eliminare la rom vecchia e sostituirla con una nuova (solitamente non si fa perché non c’è necessità di aggiornamento del sistema di accensione della ROM). Unità di controllo -> gestisce tutto il sistema di elaborazione dati, permettendo l'esecuzione dei programmi. Attività periferiche:
- (^) periferiche di input -> consentono di inserire i dati all’interno della CPU
- (^) periferiche di output -> trasferiscono
- (^) periferiche di input-output -> servono per inserire i dati nella CPU e per tirare fuori i dati dalla stessa. Fra queste si ricordano le memorie di massa (dove si salvano i contenuti di una elaborazione), le smart card, i monitor touch screen, le stampanti multifunzione, il modem (= periferica di input output acronimo di modulatore demudulatore, se il computer rimane isolato, allora non c’è bisogno del modem, se invece voglio scambiare dati con un altro computer, allora avrò bisogno del modem. Questo perché i dati, all’interno del computer circolano attraverso formati digitali. Il canale trasmissivo che collegava i computer per molto tempo è stata la linea telefonica. La modulazione consente di trasformare il segnale digitale del computer in un segnale analogico, capace così di essere trasmesso tramite la rete telefonica che è analogica. Il modem è anche un demudolatore perché riesce a trasformare i dati analogici ricevuti tramite a rete telefonica, in segnali digitali che possono essere letti dal computer Quando desidero acquistare un computer quali saranno le caratteristiche a cui guardare con maggiore attenzione?
parità è 1 se gli uni già presenti sono dispari, se gli uni presenti sono pari, allora il bit di parità sarà 0). Se qualcosa è andato storto nella memorizzazione si troveranno più byte difettosi. Digitalizzazione delle immagini la digitalizzazione consiste in un’altra tabella di corrispondenza, in cui ad ogni colore corrisponde una annotazione digitale. I pixel sono quadratini piccolissimi di immagine a cui il computer attribuisce un colore univoco, che, legati uno accanto all’altro, costruiscono un’immagine. Digitalizzazione dei suoni Si prendono dei suoni base, attraverso una tabella di corrispondenza, ad una serie di 0 e di 1, si fanno corrispondere i suoni standardizzati. Prima la digitalizzazione avveniva solo grazie a dei soggetti centrali, mentre ora ogni device può produrre dei dati digitali. Oggi si assiste quindi ad un incremento esponenziale di dati, il che pone le basi per la società dell’informazione e per i big data. Datizzazione (datification) = è qualcosa di più rispetto alla digitalizzazione. La datizzazione trasforma un’immagine di un documento in un testo editabile, il quale può essere modificato. Questo si ottiene con un software particolare (OCR). La datizzazione aumenta di molto il numero di dati a disposizione. La serie di zeri e uni arriva sull’hard disk, quando la testina imprime il carattere sulla superficie magnetizzata. Formattazione : suddividere la superficie magnetizzata del disco fisso in tante piccole celle, le quali saranno magnetizzate o smagnetizzate a loro volta. Le singole celle servono perché non basta che il dato sia memorizzato, ma deve essere anche possibile ritrovare il dato quando serve. Per chiedere alla testina di recuperare il dato è necessario che ci siano delle caselle, così da poter indicare alla testina a quale casella andare (come battaglia navale). La tabella dei contenuti è una sorta di indice dell’hard disk. In tale tabella vengono salvati i contenuti delle singole celle. Quando il computer è nuovo la superficie dell’hard disk è quasi vuota, per cui la testina non ha difficoltà a salvare i dati in celle contigue, ma quando vengono effettuate delle cancellazioni tale procedimento è più difficile. Quando la testina cerca dello spazio per memorizzare un file inizia da celle continue, ma facilmente poi incontra delle celle piene, allora la testina frammenta quel file e lo posiziona dove trova spazio, suddividendolo più volte. All’utente questa frammentazione non comporta problemi. Iniziano i disagi se si vuole vedere il file, intero (se fosse un video può succedere che l’immagine si blocchi per un istante. La fruizione del video si interrompe quando la testina arriva alla fine del frammento e torna a vedere nell’indice dove riinizia il video, va alla nuova casella e il video prosegue). Più la testina tocca la superficie memorizzabile dell’hard disk, più si rovina sia la testina, sia la superficie memorizzabile. Più un computer si utilizza più si avranno problemi di frammentazione, più il computer avrà problemi. Rimedi:
- (^) acquistare hard disk che soffrono meno la frammentazione
- (^) deframmentazione -> strumento software che fa ordine nei contenuti dell’hard disk (prende i vari frammenti dei file e li mette uno in fila all’altro). Cancellazione logica (quando svuoto il cestino) -> la testina va a cancellare nell’indice l’indirizzo di quel file, quindi il sistema operativo non lo trova più (ma il file rimane esattamente dov’era prima). Per recuperare quei file basta un software gratuito che consente di ricostruire l’indice e far riapparire tutti i file. Cancellazione fisica -> il file non è più recuperabile
- Quando dei fattori esogeni smagnetizzano la superficie magnetizzabile
- Quando nella stessa cella che ospitava dei file, vengono salvati sopra dalla testina file Il software si distingue a seconda di diverse caratteristiche
- (^) software proprietario -> software creato da una casa produttrice di software, che viene protetto dall’ordinamento giuridico, che viene venduto all’utente. È più sicuro che funzioni e è più semplice da utilizzare, ma non può essere modificato.
- (^) Free software o software open source (Linux) = software libero -> serie di istruzioni e programmi che l’autore mette a disposizione delle comunità secondo delle regole, facendo in modo che qualunque soggetto possa operare sul programma, modificarlo e e ridistribuirlo. Con una limitazione fondamentale: il codice sorgente deve rimanere open (visibile) e quindi quel programma anche modificato potrà essere distribuito, ma chiunque lo riceverà dovrà poterlo modificare ulteriormente.
- (^) Software di base è costituito dal sistema operativo (interfaccia tra il computer e l’utente), dai programmi traduttori (utilizzati per il passaggio da programma sorgente a programma oggetto), e dai programmi di utilità che normalmente vengono venduti insieme a macchine hardware (indispensabili affinché si accenda il computer). È modificabile. Costituisce l’insieme di programmi che serve per l’accensione del computer e il dialogo tra il computer e le periferiche.
- (^) Software applicativo permette la soluzione dei problemi dell’utente. Esso deve essere compatibile con il sistema operativo. Si distingue software applicativo dedicato (se creato solo per un certo ambiente), software applicativo standard (se è destinato all’utilizzo su piattaforme differenti) In alcuni sistemi operativi, all’accensione del computer tutto il sistema operativo viene trasportato in RAM. in altri sistemi, all’accensione viene trasportato nella RAM solo il nucleo del sistema operativo, e le componenti ulteriori vengono caricate solo a richiesta dell’utente. Che caratteristiche hanno I sistemi operativi di ultima generazione:
- (^) Multitasking -> in contemporanea possono essere svolte più funzioni nell’ambito del medesimo programma. È possibile attraverso i coprocessori o segmentando l’utilizzo della memoria, così che una parte venga usata per una funzione e una parte per un’altra funzione.
- (^) Multiprogramming -> si possono utilizzare più programmi in contemporanea.
- (^) User friendly -> I software sono dotati di una serie di accorgimenti grafici che aiutano l’utente e rendono più facile l’utilizzo. Architettura dei sistemi informativi aziendali: Più computer collegati formano una rete. Più computer collegati in un’azienda formano un sistema informativo aziendale, questo deve essere in grado di trasformare dati aziendali in
- reti geografiche -> WAN (wide area network), MAN (metropolitan area network -> reti di computer che collegano un intera area metropolitana) GAN (global area network -> collegano un intera città = internet) Internet è una rete di computer dalla dimensione molto grande. Confessioni via cavo -> possono essere in rame oppure i fibra ottica. Connessioni via etere -> avvengono tramite onde radio oppure via satellite. Arpanet (organizzazione militare americana che ha sviluppato internet): internet è subito stato oggetto di interesse dei militari perché si cercava una tecnologia che consentisse ai centri missilistici di essere collegati tra di loro, così che potessero funzionare anche nel caso in cui gli Stati Uniti avessero già subito un attacco nucleare (quindi se il computer centrale fosse stato abbattuto). Collegare i computer per far partire i missili non era difficile, me nell’ipotesi in cui si avesse già subito un attacco, riuscire a far funzionare i missili nonostante l’attacco era più difficile. Questa struttura rispondeva alle necessità, perché con internet perché i punti non sono collegati tra di loro come in una struttura centralizzata (a stella), in cui se si colpisce il centro salta tutto i sistema; in una struttura diffusa non c’è il centro, così, se viene ucciso un nodo si rallenta la circolazione dei dati, ma non salta l’intero sistema. Internet = interconnected networks (reti interconnesse). Per formare la GAN è stato necessario collegare computer molto diversi (mainframe nasa e computer di casa), sistemi operativi diversi, canali trasmissivi diversi… questo è realizzabile attraverso un protocollo TCP-IP Protocollo = insieme di regole tecniche standard condivise che si sono affermate quasi spontaneamente. È un protocollo molto semplice. È solo il minimo comune denominatore di questi computer che riesce a metterli in collegamento tra loro. Oltre ai sistemi informativi e agli elaboratori sono in commercio prodotti più evoluti (appannaggio dei vertici aziendali). DSS (sistemi di supporto decisionale -> servono per simulare il responso di un esperto, per rispondere a dei problemi non strutturati (di fronte a molte incognite, di fronte dati esperienziali, elaborare possibili scenari). es. sarà più utile lanciare una macchina sul mercato italiano o su quello di Singapore? Problema soggetto a molte interpretazioni. Bisogna prefigurare possibili scenari e scegliere quello che aggrada di più in termini di costi e benefici. expert system (sistemi esperti) -> emulano gli esperti, sono in grado di fornire delle risposte utilizzando il linguaggio comune sia in input che in output. -> legal expert system = sistemi esperti che con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e del machine Learning potranno soppiantare le attività più meccaniche svolte dai legali. Software e algoritmi Come meccanizzare attività: creare un programma con funzioni che consentano al computer di sostituirsi all’attività umana. Quali sono le tecniche impiegate per stilare questi programmi: Innanzitutto bisogna costruire l’algoritmo. Normalmente si utilizza un approccio top down. Algoritmo : è una sequenza ordinata, finita, di passi ripetibili e non ambigui che se eseguita con determinati dati in ingresso (input) produce in uscita (output) dei risultati ovvero la soluzione di una classe di problemi.
Un programma è formato da una serie di istruzioni, la cui sequenza non può essere cambiata. Finita -> i passi devono essere di numero finito Ripetibili -> il programma deve poter essere mandato in esecuzione n volte Non ambigui -> con gli stessi input di hanno necessariamente gli stessi output. Gli output costituiscono dei risultati che sono soluzione di una classe di problemi (non un singolo problema) Utilizzare il computer per replicare quello che si faceva sulla carte significa depotenziare le potenzialità che le nuove tecnologie potrebbero offrire. Attualmente, per quanto riguarda il processo civile telematico, si è riusciti a sostituire i documenti cartacei con i documenti informatici, tuttavia si sarebbe potuto fare molto di più. In quanto si sono mantenute immutate tutte le pecche che la gestione cartacea aveva. Una tecnica utilizzata durante la digitalizzazione del nuovo sistema giuridico informatico è stata quella di continuare ad utilizzare contemporaneamente la carta e il nuovo sistema digitale. Questo consente di avere una gestione sicura, perché nel caso in cui ci fossero problemi con il digitale, la carta consente di mantenere il funzionamento del sistema, tuttavia questo comporta lavoro in più. Come comandare al computer di fare una telefonata: Bisogna dire al computer di comporre un numero e di schiacciare poi la cornetta verde Problemi: i telefonini sono molto diversi tra loro (con i tasti, touch screen…); può darsi che la linea telefonica non ci sia (-> è indispensabile che il computer, prima di digitare i numeri, verifichi che c’è linea); magari la telefonata è stata fatta in maniera corretta, ma nessuno risponde alla telefonata => tutte queste variabili vanno studiate e inserite nell’algoritmo. Come fare un programma:
- Bisogna stendere un algoritmo, le modalità per farlo sono varie (diagramma di flusso, pseudo codifica). Devono essere valutate tutte le variabili e devono essere indicati al computer tutti i possibili problemi e tutte le possibili soluzioni. Bisogna anche documentare nel miglior modo possibile le premesse del ragionamento. Non basta stilare un algoritmo che funzioni e stilare tutte le variabili, ma deve essere documentato ogni passaggio. Perché è solo in questo modo che, se un programmatore molto tempo dopo metterà mano al programma, sarà in grado di capire come è stato organizzato il programma.
- Codifica = scrivere le istruzioni in un linguaggio di programmazione fra quelli disponibili in commercio. Il linguaggio di programmazione, anche quello evoluto, è molto rigido, per cui, se non viene rispettato alla perfezione, non funzionerà. Debugging = verifica se il programma funziona (bug = errore di programmazione).
- Quando il programma funziona si manda in esecuzione un programma traduttore, che traduce le informazioni codificate in comandi eseguibili dal computer (quindi in una serie di 0 e 1). I Programmi di produttività individuale sono dei software applicativi che non hanno dei destinatari specifici, quindi rispondono a necessità generali. Si chiamano programmi di produttività individuale perché chiunque tramite questi software può eseguire attività utili. Internet è in evoluzione
- (^) Multitasking -> consente l’esecuzione di più processi (solo nei SO moderni).
- (^) Multiprogramming -> uso contemporaneo di più programmi.
- (^) User friendly -> si può arrivare a un risultato mediante più modalità, questo per venire incontro all’utente. Come avviene la personalizzazione di un SO:
- (^) la prima configurazione viene effettuata dall’utente a seguito dell’installazione attraverso un semplice wizard
- (^) Per modificazioni ulteriori di solito basta usare tasto destro sul desktop, oppure START -> PANNELLO DI CONTROLLO -> molteplici possibilità di modificazione (orologio, mouse, tastiera, opzioni cartella...) Manutenzione del sistema operativo
- (^) Deframmentazione = operazione di ottimizzazione nell’organizzazione dei dati. Fa in modo che ciascun file presente nel computer risulti in seguito a. Questo processo, memorizzato in una zona contigua dal punto di vista fisico. L’utilità sta nella riduzione dei tempi di accesso dell’apertura dei file. La frammentazione avviene in modo automatico o tramite esplicita richiesta dell’utente. Come si fa: START -> HARD DISK -> DEFRAMMENTAZIONE DISCO
- (^) Pulizia = liberare spazio dal disco rigido del computer. Come funziona: il computer va alla ricerca dei file che non si utilizza e che non servono più e li cancella. I file che vengono eliminati sicuramente sono i file temporanei di internet, ossia dei file che vengono creati dal sistema operativo per migliorare il funzionamento generale, ad esempio salvano una copia delle modifiche di un file per ripristinarle se il computer dovesse arrestarsi improvvisamente. Esistono tre categorie di file temporanei: - File temporanei di Windows -> consentono di aprire più velocemente certi file - File temporanei di internet -> sono copie dei file che compongono le pagine dei servizi web. Chrome va a salvate questi file temporanei per facilitare la navigazione, perché la prossima volta che si andrà a visitare la medesima pagina, questa si aprirà più velocemente - File temporanei di programmi -> sono soprattutto file di backup (es di word)
- (^) Sicurezza -> antivirus (programmi utilizzati per proteggere il computer). Proteggere il computer su internet è diventato sempre più difficile e è sempre più difficile rendersene conto. Gli antivirus fanno dei controlli continui sul computer, bloccano i file nocivi e anche quelli sospetti. Esistono anche dei servizi online e gratuiti, che permettono di controllare i file presenti su un computer. CRITTOGRAFIA La crittografia è una scienza che va a studiare i sistemi per rendere nascoste le informazioni a chi non possiede la chiave necessaria per accedervi. Consiste nell’andare a applicare al contenuto di un documento una chiave di cifratura che va a scomporre il testo in caratteri non comprensibili, che possono essere compresi solo dal detentore della chiave. Crittografia asimmetrica (a chiave pubblica) = ad ogni attore presente in una comunicazione è assegnata una coppia di chiavi -> chiave pubblica e chiave privata. La chiave pubblica è una chiave che deve essere distribuita, a differenza della chiave privata che è personale e segreta. Le due chiavi servono a verificare due cose fondamentali:
- (^) autenticità del mittente
- (^) Integrità del documento
La crittografia è molto utile in tema di firma digitale. La firma digitale deve riferirsi in maniera univoca ad un solo soggetto (e al documento a cui è apposta). La firma digitale va a sostituire i timbri, sigilli, contrassegni... ciascun titolare di firma digitale ha una coppia di chiavi (due numeri binari di lunghezza pari) l’assegnazione è a carico di un soggetto qualificato (il certificatore, in Italia = agenzia per l’Italia digitale). Il certificatore emette a favore del titolare un certificato digitale, che va a assegnare un numero binario all’identità di un soggetto (chiave pubblica). Contemporaneamente a questa chiave, viene generata un’altra chiave da parte del soggetto, che è nota solo a lui (chiave privata). Questa chiave può essere utilizzata silurando attraverso una password di sblocco. PDF serve perché non cambia le formattazioni del documento. Per firmare digitalmente un pdf serve un procedimento più complesso. Se si vuole che la crittografia sia efficace, con 10 destinatari ci sarà bisogno di 10 chiavi crittografiche diverse. Tuttavia in un sistema globalizzato non è sempre possibile quindi si è passati alla crittografia asimmetrica: ognuno dei soggetti che dilaga crea una coppia di chiavi:
- (^) Chiave crittografica privata -> rimane al soggetto che la tiene segreta.
- (^) Chiave crittografica pubblica -> viene inviata a qualunque soggetto abbia desiderio di comunicare in modo cifrato con il mittente. Le chiavi pubbliche vengono scambiate fra i soggetti che intendono comunicare tramite messaggi cifrati. Il messaggio viene sottoscritto digitalmente dal mittente con la propria chiave privata e poi messaggio viene criptato con la chiave pubblica del destinatario. A questo punto il messaggio viene inviato al destinatario, il quale, con la propria chiave privata potrà decifrare il messaggio e potrà verificare la sottoscrizione dello stesso da parte del mittente. Dall’incrocio delle chiavi pubbliche e della coppia di chiavi si riesce a essere sicuri che quel messaggio provenga esattamente dal mittente (tramite le chiavi), che il messaggio non venga alterato nel corso del suo indirizzamento (con la crittazione), essere sicuri che il messaggio possa essere letto solo dal destinatario corretto. La gestione attraverso chiavi consente di avere una sola coppia di chiavi e di dialogare con chiunque abbia una coppia di chiavi. MOTORI DI RICERCA Nome a dominio = è un nome associato ad un indirizzo ip fisico, corrisponde a ciò che c’è scritto dopo il www degli indirizzi. Google Come ricercare su google: Google ha il vantaggio che va a utilizzare automaticamente l’ortografia più comune di una parola, quindi non considera gli errori. Google -> IMPOSTAZIONI -> IMPOSTAZIONI DI RICERCA: permette anche di filtrare i risultati privati di quelli pubblici, ad esempio bloccando alcuni siti. Google -> impostazioni -> RICERCA AVANZATA: consente di personalizzare la ricerca
Ogni volta che abbiamo a che fare con fenomeni sovranazionali o comunque con fenomeni che non rientrano nelle fattispecie normative esistenti, bisogna fare riferimento ai rapporti di forza fra i soggetti che decidono. È importante che la PA conservi quell’autorevolezza che deriva dal principio di legalità, e che deve essere incarnato da funzionari a servizio della collettività, dotati di grandi competenze. Le norme di soft law non sono vincolanti per il giudice e non possono valere nemmeno come indirizzo interpretativo. Quali sono allora gli ambiti di competenza della soft law? Per esempio, in ordine ai protocolli sulla gestione del processo telematico, finché queste regole sono semplicemente accordi fra i magistrati di ogni singolo foro, allora non hanno effetto cogente. La sanzione per la mancata applicazione della soft law non è però solo la mancata approvazione degli associati. È soft law quella che fa discendere la vincolatività dall’autorevolezza del soggetto che la pone. Tipizzazione delle distinzioni:
- (^) Pre law = libri bianchi, libri verdi.. sono redatti da autorità indipendenti, sono materiale di studio che porterà un giorno all’emanazione di hard law. Non sono cogenti, ma può essere utili ispirarsi a loro.
- (^) Post-law -> guidano gli operatori ad una certa interpretazione delle fonti primarie, svolgono una funzione didattica esplicativa.
- (^) Serve per riempire de vuoti volutamente lasciati dal legislatore. Ci sono dei casi in cui in seno al parlamento nazionale non si riesce a trovare una condivisione di intenti. Non si è riuscito a trovarlo con riferimento all’età raggiunta la quale il minorenne avrebbe potuto prestare consenso all’utilizzo dei dati personali, senza il consenso dei genitori. Il PE ha detto 16 anni, salvo che lo stato nazionale non fissi un’età inferiore. In altri casi non si demanda al legislatore un intervento, ma si lascia ad altre autorità di cercare modalità attuative della norma che siano le migliori possibili. Tecnica del naming and sharing = nominare e condividere l’informazione -> l’autorità garante pone delle linee guida, il destinatario può decidere se seguire tali linee o meno. Alla fine dell’anno però l’autorità garante pubblica una lista degli stati che hanno seguito e che non hanno seguito le sue decisioni -> incentiva a seguire le decisioni e aumenta l’autorevolezza dell’autorità garante. La soft law è un fenomeno complesso, che incide sulla vita quotidiana. Sono dei fenomeni paralegislativi che orientano gli interpreti. Sono fonti legislative? Sono dei provvedimenti? Sarebbero provvedimenti amministrativi che sono impugnabili di fronte al giudice amministrativo -> si tratta di fenomeni che si pongono in un ambito grigio che sfugge alla qualificazione della giurisprudenza. Nell’informatica giuridica ci sono degli standard morali condivisi su come ci si comporta sulla rete. Es. quando una foto viene bannata da Facebook non si invoca la violazione di una legge, ma di un principio.
TECNOLOGIA, DIRITTO, ANTROPOLOGIA: APPUNTI
SULL’INFORMATION (KNOWLEDGE) SOCIETY
di Giovanni Bombelli L’intreccio tecnologia-società e il deficit democratico La rilevanza crescente rivestita negli odierni contesti sociali dalla tecnologia, rappresenta ormai un dato acquisito. Ciò che invece importa più comprendere, è in che senso la sfera giuridica sia stata coinvolta in questa dinamica. Gli attuali sistemi democratico rappresentativi sono attraversati da molteplici disfunzioni e patologie. È infatti noto che le società occidentali siano attraversate da una sorta di deficit democratico: sia esso inteso in termini di crisi di rappresentatività, di insufficiente legittimazione dell’apparato giuridico, di scarsa funzionalità degli organismi rappresentativi… Robert Dahl individua essenzialmente i seguenti quattro problemi che affliggono i sistemi democratici contemporanei: la discutibili ta del principio maggioritario, la natura al contempo sostanziale e formale del processo democratico, l’estensione della poliarchia (cioè la necessità di ampliare i centri di decisione) e, infine, la questione delle Élite. Egli osserva che, il problema di fondo è il divario tra la conoscenza delle Élite politiche e la conoscenza dei cittadini comuni. Da qui allora, la centralità del ricorso alle tecniche di telecomunicazione e l’idea del “ minipopulus ” piccolo raggruppamento di cittadini il cui compito sarebbe quello di deliberare su una certa questione per un anno circa e di riferire poi le sue decisioni. Tali soggetti potrebbero incontrarsi tramite le telecomunicazioni. In conclusione: di fronte alle disfunzioni che minano i sistemi democratici occidentali Dahl sembra pensare ad una sorta di democrazia diretta, in grado di colmare lo scarto creatosi tra base decisionale (popolo) e centri decisionali (classe politica). I nuovi strumenti tecnologici sono allora in grado di attualizzare il sogno di una democrazia diretta, approssimandosi ad una sorta di democrazia assembleare. In sostanza l’idea di fondo è la seguente: il ricorso alle tecnologie può colmare il crescente gap venutosi a creare tra istituzioni e tessuto sociale o, anche, tra decisioni politiche e scelte collettive. In ultima analisi: tra diritto e società. Il connubio tra tecnologie e dinamiche politico-istituzionali può rivelarsi secondo per entrambe. Esso da un lato conferirebbe alle prime ulteriore legittimazione sociologica e, al contempo, garantirebbe migliore funzionalità e performatività ai sistemi socio politici, soprattutto in rapporto al ruolo di supporto da essi esercitato. Società dell’informazione -> riveste due significati: essa sintetizza la prospettiva di rivitalizzazione delle istituzioni democratiche, al contempo istituendo la problematica equazione che si viene a creare fra tecnologia e informazione. Sembra in qualche modo accreditarla sul piano socio culturale in vista del crearsi di una futura knowledge society. Questa sembra prefigurarsi secondo due livelli:
- il primo profilo riguarda gli aspetti funzionali: la pressante richiesta di ricorrere largamente alle dinamiche tecnologiche risulta confortata da prassi variamente diffusa in ambito giuridico e istituzionale. Da qui la richiesta di allargare ulteriormente l’interazione tra sfera giuridica e tecnologica, confidando che tale connubio possa mostrarsi utile anche al fine di migliorare la funzionalità dei sistemi democratico- rappresentativi. Questo su due livelli: - (^) In primo luogo in funzione di una ottimizzazione del dibattito politico-istituzionale, tramite una circolazione più rapida e uno scambio più articolato delle opinioni. - (^) In secondo luogo, tramite un ammodernamento delle democrazie occidentali, soprattutto per quanto riguarda i loro processi di funzionamento e il grado di
- (^) Dall’altro lato, vi è chi sostiene che, sebbene Internet non sia interpretabile in funzione di categorie giuridiche tradizionali, tuttavia questo comunque genererebbe un proprio assetto giuridico autonomo.
- La tendenza delle nuove tecnologie a generare sul piano teorico modelli interpretativi riferibili all’intera società. In altre parole: il diffondersi della rete ha portato all’idea che l’intera società sia in qualche modo interpretabile secondo uno schema reticolare e, quindi come una network society. Uno schema di questo genere muove da una concezione del diritto come soft law. Se la società è intesa come una rete, dai contorni indefiniti e sempre mutevoli, e gli attori che la abitano come altrettanti nodi, ne consegue la perdita di rilevanza sul piano teorico di molte delle categorie politico giuridiche che hanno segnato la nostra tradizione. In altre parole: l’emergere di una prospettiva reticolare sul diritto e sulla società, che si sintetizza nella categoria costituita dalla governance. Riflessi antropologico-giuridici L’utilizzo della tecnologia moderna implica profonde trasformazioni sul piano antropologico, che naturalmente hanno conseguenze anche sul piano giuridico. Per questo motivo è importante concentrare l’attenzione su alcuni particolari meccanismi cognitivi derivanti dalle dinamiche tecnologiche:
- Piano linguistico: nei social network il rapporto con gli altri avviene in modo indiretto, in quanto esso viene mediato dal ricorso a altri strumenti (chat, blog,…) Che non solo comportano una notevole semplificazione dello strumento linguistico, ma che solo raramente fanno da premessa ad un successivo incontro reale. Il passaggio si ha quindi da un modello linguistico tradizionale, fondato sulla relazione diretta tra i soggetti del comunicare, ad un altro modello nel quale opera invece la mera interazione.
- Corporeità: i rapporti che si svolgono in ambito virtuale non impegnano direttamente i soggetti coinvolti: al contrario, i soggetti nei social network possono anche fingere di avere personalità diverse. Le radicali trasformazioni progressivamente determinate a livello antropologico hanno prodotto modificazioni anche a livello cognitivo. In termini specifici: se parliamo e ci relazioniamo in modo diverso rispetto ai modelli tradizionali, ciò significa che sta cambiando anche il modo stesso con cui guardiamo alle cose e alle persone. In tal senso si può osservare come la tecnologia stia effettivamente modificando il nostro modo di conoscere. Il modello di elaborazione delle conoscenze tradizionale si strutturava secondo uno schema gerarchico-lineare: si pensi ad esempio all’idea di comunità scientifica: originatasi agli albori della modernità, quest’ultima ha generato un modello di conoscenza aperto a nuove acquisizioni, ma fortemente strutturato, in quanto legato a un metodo universalmente condiviso e orientato alla realizzazione di un compendio ordinato e completo dello scibile. Di contro sembra progressivamente delinearsi un modello conoscitivo imperniato su meccanismi di produzione del sapere strutturalmente agerarchici. Si pensi ad esempio a Wikipedia: in questo sito le informazioni sono sempre in continua evoluzione e non si raggiunge mai un livello di conoscenza definitiva. Inoltre, Wikipedia tende a costituire il prodotto di una cooperazione democratica, secondo modalità operative essenzialmente a gerarchiche e legate ai contributi elaborati da ogni fruitore. Non si tratta più di una conoscenza già costituita e da diffondere, ma di un modello da conoscere e costruire insieme. Si va così delineando uno schema della conoscenza che potremmo definire reticolare. In sostanza, sta emergendo l’idea che a livello cognitivo non sia più possibile allestire un sapere compiuto, ma solo configurare una rete di informazioni. In quanto tale è
strutturalmente precaria e parziale, destinata ad ampliarsi e a crescere grazie all’interazione è garantita dai suoi fruitori. Si pensi ad esempio ai processi di deliberazione politica. I processi di valutazione, riflessione e scelta (cioè i momenti propri del decidere politico) non rappresentano più la rielaborazione individuale di visioni complessive della realtà. Viceversa, la scelta politica va sempre più configurandosi in termini destrutturati. Per questa via si chiarisce meglio in che senso l’espressione “società dell’informazione“ sia profondamente ambigua e come sia lontana dal concetto di “società della conoscenza“. Se infatti per società dell’informazione intendiamo un contesto sociale come il nostro, caratterizzato dalla presenza di una massa di informazioni a schema reticolare, essa non può in alcun modo venire confusa con una società della conoscenza. A ben vedere quest’ultima riposa su presupposti teorici ben più impegnativi quali, ad esempio, un preciso modello antropologico e un’idea di società fondata sulla conoscenza: una prospettiva che appartiene alle più alte utopie politiche (da Platone all’Illuminismo) e che non ha trovato ancora realizzazione. Bilanci provvisori In merito al rapporto tra tecnologia e Sfera giuridica, il diritto da ripensato non in opposizione alla tecnica, bensì alla luce della sua presenza ormai ineludibile e, soprattutto, in relazione al cambio di orizzonti concettuali da essa imputato. L’impatto della tecnologia sulla società si presenta in realtà come un processo in piena evoluzione. In questa direzione, quindi, è possibile solo abbozzare una sorta di bilancio provvisorio.
- Un primo dato su cui è il caso di richiamare l’attenzione e l’intreccio rappresentato dall’ impatto dei processi tecnologici sui meccanismi politici. Occorre ribadire che si tratta di uno scenario totalmente nuovo, che segna gli assetti giuridici occidentali in rapporto sia alle forme di partecipazione sia in ordine ai meccanismi di formazione del consenso. Il tramonto dei, grandi contenitori ideologici tradizionali, che veicolano modelli complessi di rappresentazione del reale E al contempo legittimavano schemi istituzionali, ha infatti favorito la centralità rivestita dal singolo cittadino. In altre parole, la diffusione e il radicamento degli strumenti tecnologici accrescerà in misura sempre maggiore la possibilità di elaborare in prima persona modelli individuali di rappresentazione del mondo e, quindi, sistemi di concettualizzazione del politico e del giuridico.
- Le nuove tecnologie contribuiscono al radicarsi di nuove modalità di comprensione della realtà. Gli scenari nei quali viviamo, infatti, vanno letti come l’emergere di una società dell’informazione e non di un modello imperniato su una società della conoscenza. In questa direzione, ci sono molte possibilità che il massiccio ricorso a Internet possa determinare in futuro almeno due processi tra loro connessi. Esso veicolerà il sedimentarsi di procedimenti di omologazione, ma potrà anche favorire la riedizione di forme di controllo sociale di carattere demagogico, senza contribuire al definirsi di processi di deliberazione maggiormente razionali. Gli elementi di novità legati alla diffusione delle tecnologie investono anche dimensioni antropologiche che, pur appartenendo al mondo pre politico, in realtà determinano il modo di configurarsi della sfera giuridico-istituzionale.
- Carattere occidentale delle dinamiche sin qui descritte. La trasformazione di cui abbiamo parlato è maturata in un preciso contesto socio culturale, che ha avuto le basi nel procedimento di tecnologizzazione. Il radicamento dell’apparato tecnologico si è verificato non a caso in coincidenza con una profonda trasformazione degli assetti occidentali. Sono le patologie e i deficit di funzionamento politico Istituzionale che da tempo le affliggono, in sostanza, che hanno creato lo spazio per la implementazione
Il salto di livello sarà tuttavia determinato dall’affidamento del cosiddetto machine Learning , ovvero dalla capacità, di cui si vuole dotare l’intelligenza artificiale, di apprendere dai propri errori e di riprogrammare il proprio codice. Intelligenza generale: capacità di perseguire qualsiasi finalità cognitiva e non solo compiti specifici. Super intelligenza: intelligenza che superi quella umana. Risoluzione del parlamento europeo del 16 febbraio 2017 recante raccomandazioni alla commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica. È stato un atto di impulso alla regolamentazione del fenomeno della tecnologia in ambito giuridico, un esempio di proposta è stato quello di istituzione di uno status giuridico specifico per i robot, il testo parla addirittura di riconoscimento di personalità elettronica. Smart contract -> un esempio di questo tipo di contratti sono le macchine erogatrici automatiche variati prodotti, in cui l’utente seleziona ciò che desidera acquistare e, mediante inserimento del denaro necessario, acquista il prodotto. La fattispecie descritta corrisponde al contratto di compravendita perfezionatosi secondo lo schema dell’offerta al pubblico accettata dall’utilizzatore. In questo contratto particolare l’espressione di volontà del venditore e trasfusa nella predisposizione della macchina erogatrice, sul funzionamento della quale entrambe le parti contraenti fanno affidamento. La denominazione “smart contract“ non deve trarre in inganno, infatti, dal punto di vista giuridico non si tratta proprio amente di contratti. Sono semplicemente dei programmi informatici che facilitano la conclusione e soprattutto l’esecuzione di un determinato negozio giuridico, sostituendosi in tutto o in parte all’intervento umano. La fiducia nella certezza della realizzazione del programma negoziale semplifica molto la fase della negoziazione. Tuttavia vi sono anche degli evidenti rischi:
- in primo luogo il vizio sopravvenuto del sinallagma: può capitare che una sopravvenienza renda definitivamente impossibile l’adempimento di un’obbligazione, legittimando la parte onerata a invocare la risoluzione del contratto.
- Ma non si può nemmeno escludere che lo smart contract sia viziato dall’origine, per esempio per la presenza di un vizio della volontà. Oltre ad errori rilevanti (essenziali e riconoscibili) la difficoltà del dialogo fra le parti potrebbe originare degli errori sulla dichiarazione. In queste fattispecie la fiducia che le parti nutrivano nell’automatica Realizzazione del programma negoziale si dimostra mal riposta e verrà invocato il soccorso giudiziale. Alla radice si dovrà chiarire volta per volta se esiste un contratto fra le parti, anche solo preliminare, preesistente allo smart contract, ovvero se la volontà delle parti si sia manifestata unicamente nella stesura delle istruzioni di programmazione. Un’orientamento rilevante aderisce al cd split contracting model , in forza del quale si ritiene che il contratto intelligente, almeno nelle fattispecie più complesse, debba integrarsi con un accordo tradizionale. Criptovalute Sono valute digitali che non sono emesse da un’autorità nazionale centrale, ma le cui transazioni sono registrate in registri o libri mastri, distribuiti fra tutti gli utenti coinvolti nei loro scambi. Queste valute non hanno corso legale, sono ritenute attività lecite in virtù del principio di autonomia negoziale. Le parti sono infatti libere di obbligarsi a corrispondere somme anche non espresse in valute aventi corso legale. Queste attività sono legittime, ma devono essere riservate ai soli soggetti legittimati.
Alla base del funzionamento delle cripto valute vi è la distributed ledger technology (DLT) , in virtù della quale ogni singolo partecipante di una rete conserva traccia sul proprio computer di tutte le transazioni poste in essere da tutti gli altri utenti. Anche in assenza di un’autorità centrale di controllo, mediante questa tecnologia è possibile evitare la doppia spesa (ovvero che il medesimo ammontare di valuta sia trasferito da un soggetto a più altri): ogni scambio di criptovaluta fra due conti diviene effettivo e immodificabile quando su di esso sia maturata la conferma di un numero sufficiente di nodi valida tori. Il numero di conferme necessarie e il metodo di ottenimento delle stesse costituiscono il protocollo del consenso della stessa. Il database distribuito di queste transazioni di criptovaluta prende il nome di blockchain. Uno dei più utilizzati protocolli del consenso è il Proof of work (PoF) , alla base della cripto valuta Bitcoin. In ambiente Bitcoin chiunque lo desideri può divenire un nodo validatore del sistema. I validatori di nuovi blocchi di Bitcoin operano in regime di libera concorrenza, essi sono denominati miner. Ogni miner al fine di validare l’ennesimo blocco di operazioni dovrà effettuare delle complesse operazioni richieste dal sistema. Più specificamente dovrà generare, procedendo per tentativi, un’ impronta crittografica hash. L’obiettivo matematico che i minatori devono raggiungere è fissato dal sistema. In questo modo il sistema garantisce che i minatori raggiungano il risultato in un tempo accettabile, fissa in 10 minuti. Quando il computer del minatore più rapide avrà risolto il problema matematico, la soluzione sarà divulgata e quindi verificata dalla collettività degli utenti. Mano a mano Che sul nuovo blocco confluiscono le conferme, esso vede crescere la probabilità di essere validato ovvero di risultare immodificabile (sono necessarie sei conferme). Chi possiede il 50% +1 della capacità di mining globale, è concretamente in grado di modificare la blockchain. Quando viene aggiunto un nuovo blocco alla catena, il minatore vittorioso ricevere una ricompensa, secondo un meccanismo premiare gestito dal sistema stesso, un certo quantitativo di nuova moneta virtuale, oltre alle commissioni maturate su ogni transazione di criptovaluta inserita nel blocco. È in questo modo che la base monetaria di Bitcoin si espanderà fino al raggiungimento della soglia prefissata di 21 milioni. Mentre agli albori di Bitcoin si poteva svolgere un’attività di mining con attrezzature alla portata di tutti, attualmente è assai complicato raggiungere il Target value. I minatori hanno dovuto dotarsi di calcolatrici più efficienti e costosi e si sono riuniti in gruppi ( mining pools ). L’ingente attività computazionale svolta dai minatori che non risultano vittoriosi nella competizione, pur necessitando di energie, non produce alcun risultato utile e viene semplicemente di spersa. Nel tentativo di superare questo spreco di risorse e per diminuire l’impatto ambientale dell’attività di mining, È stato elaborato un diverso protocollo del consenso denominato Proof of Stake (PoS). In questo caso l’attività di validazione non è aperta a chiunque, bensì esclusivamente a coloro che dimostrino il possesso di un certo ammontare di cripto moneta che deve essere depositato in garanzia. Il sistema individua volta per volta il validatore prescelto, con strategie diverse in funzione delle quali si possono distinguere varie tipologie di protocolli PoS. In presenza di errata validazione il sistema commina delle vere e proprie sanzioni, quali la perdita del deposito cauzionale prestato e del ruolo di validatore. La capacità computazionale richiesta è decisamente più ridotta e i tempi di validazione sono ristretti. La retribuzione non deriva più dalla “scoperta“ di nuova valuta e infatti la validazione dei blocchi non rientra propriamente nel concetto di mining. Tutte le unità di valore di queste valute sono infatti presenti sin dall’emissione iniziale. Questa modalità non è priva di rischi, fra i quali il più critico è la possibilità che il ristretto numero di validatori accentri eccessivo potere di governo della valuta, o addirittura acquisisca il monopolio della stessa.