CAP. 3 - INSEGNANTE IMPROVVISATORE
IMPROVVISARE A SCUOLA: UN PROFILO EMERGENTE PER L’INSEGNANTE
3.1. INSEGNAMENTO E IMPROVVISAZIONE
- La lezione non è uno spettacolo
- La lezione ha obiettivi ed intenti che devono essere determinati in modo chiaro per progettazione,
conduzione e valutazione del percorso educativo e didattico:
a) insegnare, passare qualcosa agli allievi (Busnelli: due componenti fondamentali dell’attività
didattica: competenza sui contenuti e capacità di trasmetterli) insegnare: comunicare, mettersi
in relazione cosa trasmettere? La missione dell’insegnamento non è trasmettere del puro sapere,
ma trasmettere una cultura che permetta di comprendere la nostra condizione aiutandoci a pensare
in modo aperto e libero;
b) allievi soddisfatti: alla fine percepiscono di aver imparato qualcosa, di sentirsi più ricchi e bravi
in quello che fanno percezione di una trasformazione, di un processo che non lascia gli studenti
uguali a prima, ma li cambia e li arricchisce.
- Insegnamento come performance:
a) insegnante capace di intrattenere e animare studenti più attenti
b) insegnante parla chiaramente e usa bene la voce gli studenti sentono meglio
c) prove, copioni di progettazione, coordinazione dei tempi, presenza scenica
- Importante la materia che si insegna: ogni insegnamento ha un programma che si progetta e si
sviluppa per raggiungere gli obiettivi di apprendimento previsti. Ci sono contenuti strutturati e
definiti che vanno affrontati, ma ci sono infiniti approcci per affrontarli didattica come continua
invenzione, continua elaborazione di approcci, materiali, obiettivi insegnamento come lavoro
creativo. La differenza fra la didattica generale e la didattica alternativa è nel metodo che si sceglie
per approcciarsi ai contenuti e agli obiettivi da raggiungere e nell’approccio che l’insegnante ha nei
confronti di questi metodi.
- L’insegnante deve essere per gli alunni un “esserci”, un’accoglienza, deve instaurare con loro un
rapporto di supporto e sostegno, deve essere in grado di ascoltare, deve essere empatico. Ascoltare
è fondamentale: è attraverso la comunicazione verbale e non verbale degli alunni che è possibile
cogliere aspirazioni, difficoltà, paure, motivazioni, intenzioni che guidano le loro azioni, emozioni e
sentimenti.
- L’insegnante deve sentirsi a proprio agio nell’insegnare, sentirsi spontaneo in quello che propone,
deve crearsi un safe creativity environment altrimenti sarà più concentrato su di sé che sugli allievi,
deve sviluppare atmosfera e clima nella classe (risorsa per serenità ed equilibrio) in modo che sia
esperienza positiva e interessante per gli allievi.
- I ruoli vanno sempre rispettati: l’insegnante deve essere consapevole di chi è e di cosa fa, altrimenti
per gli allievi sarebbe difficile affidarsi e fidarsi di quello che propone. Deve saper intervenire nelle
situazioni, quando necessario, con presenza calma, rassicurante, sostenendo gli allievi nella capacità
di gestire sé stessi in modo responsabile, rendendosi sempre meno indispensabile.
- Ogni esperienza può influenzare il modo di insegnare, anche quelle della vita di tutti i giorni
esperienza richiede esercizio ed esige un soggetto attivo capace di connettere elementi distanti.
- L’insegnamento porta a cambiare prospettiva: ci si rende conto di cose a cui prima non si aveva
pensato, si va più a fondo del proprio sapere e della propria cultura.
- Spiegare le cose a qualcun altro porta a razionalizzarle, a metterle in ordine e ciò aiuta ad essere
più chiaro, più comprensibile e ad approfondire aspetti della pratica o del contenuto che si sta
insegnando che possono risultare nuovi.
- Si impara insegnando (non si finisce mai di studiare ed è un continuo apprendimento) imparare
ad insegnare e imparare finché si insegna.