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integrali matematica generale, Dispense di Matematica Generale

integrali matematica generale dispense

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 08/06/2020

Desireetornabene24
Desireetornabene24 🇮🇹

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Universit`a degli Studi di Palermo
Facolt`a di Economia
Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche
Appunti del corso di Matematica
11 - Integrali
Anno Accademico 2015/2016
M. Tumminello, V. Lacagnina, A. Pecorella, D.
Provenzano e A. Consiglio
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Scarica integrali matematica generale e più Dispense in PDF di Matematica Generale solo su Docsity!

Universit`a degli Studi di Palermo

Facolt`a di Economia

Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche

Appunti del corso di Matematica

11 - Integrali

Anno Accademico 2015/

M. Tumminello, V. Lacagnina, A. Pecorella, D.

Provenzano e A. Consiglio

  1. Introduzione

abbiamo visto, per potenze razionali (^) dxd xq^ = q xq−^1. Nel nostro caso, vogliamo che q − 1 sia uguale a 12 , da cui q = 32. Infatti: d dx

x

(^32)

x

(^32) − 1

x

(^12)

x.

Questo risultato, a meno della costante 32 e il risultato che vorremmo ottenere. Per ovviare a questo problema sara dunque sufficiente porre:

F (x) =

x (^32) 3 2

x

3 (^2).

La funzione F (x) = 23 x

3 (^2) `e dunque l’antiderivata di f (x) =

x.

In generale ∀r ∈ Q, r 6 = −1 si ha che l’antiderivata di f (x) = xr `e uguale a F (x) = x r+ r+1. Il caso^ r^ =^ −1, corrispondente a^ f^ (x) =^

1 x e particolare, poich´e (^1) x NONe derivata di alcuna potenza. Invece, come e noto, f (x) = (^1) xe la derivata della funzione logaritmo:

d dx

ln(x) =

x

Dunque l’antiderivata di f (x) = (^1) x `e proprio F (x) = ln(x).

Al contrario delle derivate di funzioni elementari, determinare l’antiderivata di una funzione non e sempre banale e, a volte, data una f (x), none possibile trovare una funzione elementare F (x) tale che F ′(x) = f (x). Per esempio le funzioni f (x) = e−x 2 e g(x) =

x sin(x) non ammettono alcuna funzione elementare come antiderivata. Infine, l’antiderivata della funzione esponenziale f (x) = ex^ e la funzione stessa, F (x) = ex. Infatti: F ′(x) = (^) dxd F (x) = ex^ = f (x). Un’interessante proprieta dell’antiderivata `e riassunta nel seguente teorema:

Teorema 1.1. Sia F (x) un’antiderivata della funzione f (x) su (a, b). Allora la funzione G(x) = F (x) + c `e pure un’antiderivata di f (x) su (a, b) ∀c ∈ R.

Dimostrazione.Poich´e la funzione F (x) e derivabile su (a, b) an- che la funzione G(x) = F (x) + ce derivabile su (a, b) in quanto somma di funzioni derivabili (la funzione costante, c, `e derivabile ovunque). Per ipotesi F ′(x) = f (x). Quindi:

d dx

G(x) =

d dx

F (x) +

d dx

c = f (x) + 0 = f (x).

 Quindi se una funzione f (x) ammette antiderivata F (x), esiste un’intera classe di funzioni antiderivate del tipo G(x) = F (x) + c con c ∈ R. In

  1. Integrale Definito: approccio di Darboux

figura 1 e illustrata la tesi del precedente teorema: le rette tangenti in punti aventi la stessa ascissa nelle due funzioni hanno la stessa pen- denza, ovvero le tangenti sono parallele. La separazione tra le due curvee costante e le curve si dicono parallele.

Figura 1. Esempio di due funzioni antiderivate della stessa funzione.

  1. Integrale Definito: approccio di Darboux Per integrale definito di una funzione^1 si intende il calcolo dell’area di una figura che ha come bordi un intervallo sull’asse delle ascisse, chiuso e limitato, [a, b], detto intervallo di integrazione o dominio di integrazione e il grafico della funzione assegnata. Un approccio per il calcolo del calore di tale area consiste nel sud- dividere la figura in rettangoli sempre pi`u piccoli e sommare le aree corrispondenti.

Definizione Sia a < b. Una partizione dell’intervallo [a, b] e un qualunque insieme finito e ordinato di punti distinti di [a, b] di cui il primoe a e l’ultimo `e b. Indicheremo una partizione con il simbolo

P = {x 0 , x 1 , ..., xn},

dove a = x 0 < x 1 < ... < xn = b.

Gli n+1 punti della partizione precedente inducono n sub-intervalli dell’intervallo [a, b]. L’ampiezza dell’i-esimo sub-intervallo `e denotato da ∆xi = xi − xi− 1 (^1) Strettamente parlando, in questa descrizione qualitativa, si dovrebbe parlare

di funzione a valori non negativi

  1. Integrale Definito: approccio di Darboux

curva. Inoltre, la somma superiore e quella inferiore covergono verso un unico numero (la loro differenza infatti diminuisce all’aumentare di n). Affinch´e una funzione sia integrabile e sufficiente (non necessario) che sia continua. La condizione di continuita non `e necessaria in quanto esistono funzioni non continue ma integrabili (vedremo alcuni esempi quando parleremo di integrali impropri). Ometteremo questa di- mostrazione ed introdurremo questo risultato tramite una definizione.

Definizione di integrale definito di funzioni continue. Sia f una funzione continua su un intervallo chiuso e limitato [a, b] L’unico numero I che soddisfa la disuguaglianza:

s(f, P ) ≤ I ≤ S(f, P ), ∀P di [a, b]

e chiamato integrale definito di f su [a, b] ede denotato da ∫ (^) b

a

f (x)dx.

Nell’espressione che denota l’integrale, la variabile x, detta vari- abile di integrazione e una variabile “muta”, nel senso che non ha significato specifico e puo essere sostituita con qualsiasi simbolo. In molti casi, per evitare confusione con l’estremo di integrazione (poich´e a e b possono essere variabili), l’integrale pu`o essere espresso come ∫ (^) b

a

f (u)du, oppure

∫ (^) b

a

f (t)dt.

Il simbolo dx (oppure du o dt) `e detto differenziale della variabile di integrazione.

Come per i limiti, la definizione di integrale puo essere utilizzata per calcolarne il valore. Tuttavia, questoe possibile (o conveniente) solo in alcuni casi specifici.

Esempio 2. Verificare che, se k `e una costante reale allora: ∫ (^) b

a

k dx = k (b − a).

Essendo f (x) = k allora, in ogni sub-intervallo sar`a mi = k = Mi. Di conseguenza s(f, P ) = S(f, P ) = k ∆x 1 + k ∆x 2 + ... + k ∆xn =

= k (∆x 1 + ∆x 2 + ... + ∆xn) = k

∑^ n

i=

∆xi =

= k (b − a).

  1. Integrale definito: approccio di Riemann

Esempio 2. Verificare che (^) ∫ (^) b

a

x dx =

(b^2 − a^2 ).

In Fig. 3 `e rappresentato il caso in cui l’integrale deve essere cal- colato su [1, 5]. Si nota facilmente che mi = xi− 1 e Mi = xi. Per esempio nel sub-intervallo [1. 5 , 2], m 2 = 1.5 e M 2 = 2. Pertanto possiamo scrivere s(f, P ) e S(f, P ) nel modo seguente:

s(f, P ) =

∑^ n

i=

xi− 1 ∆xi;

S(f, P ) =

∑^ n

i=

xi∆xi.

Si osservi che, ∀P , risulta:

xi− 1 ≤

(xi− 1 + xi) ≤ xi.

Moltiplicando ogni membro di questa disequazione per la quantit`a positiva ∆xi otteniamo:

∆xi xi− 1 ≤

∆xi (xi− 1 + xi) ≤ xi ∆xi.

Quindi, sommando su i risulta:

s(f, P ) =

∑^ n

i=

∆xi xi− 1 ≤

∑^ n

i=

∆xi (xi− 1 +xi) ≤

∑^ n

i=

xi ∆xi = S(f, P ).

Poich´e, per definizione, ∆xi = xi − xi− 1 allora ∆xi (xi− 1 + xi) = (xi −xi− 1 ) (xi− 1 +xi) = x^2 i −x^2 i− 1. Inoltre, calcolando la sommatoria, abbiamo: 1 2

∑^ n

i=

(x^2 i − x^2 i− 1 ) =

(x^21 − x^20 + x^22 − x^21 + ... + x^2 n − x^2 n− 1 ) =

(x^2 n − x^20 ) =

(b^2 − a^2 ).

Quindi, includendo questo risultato nelle ultime diseguaglianze, risulta: s(f, P ) ≤

(b^2 − a^2 ) ≤ S(f, P ), Quindi I = 12 (b^2 − a^2 ).

  1. Integrale definito: approccio di Riemann Come visto, le somme inferiori e superiori di Darboux si ottengono considerando, rispettivamente il minimo e il massimo di f (x) su ciascun
  1. Integrale definito: approccio di Riemann

L’integrale definito secondo Riemann di una funzione f sull’intervallo [a, b] `e definito come il limite per ||P || → 0 di G(f, P ):

∫ (^) b

a

f (x)dx = lim ||P ||→ 0

G(f, P ) = lim ||P ||→ 0

∑^ n

i=

f (x∗ i )∆xi.

In altre parole, si definisce integrale secondo Riemann di f su [a, b] la quantit`a reale ∫ (^) b

a

f (x)dx

tale che ∀ > 0 ∃δ > 0 tale che ∀P : ||P || < δ allora: ∣ ∣ ∣ ∣G(f, P^ )^ −

∫ (^) b

a

f (x)dx

Si noti che, mentre per funzioni continue la definizione di Darboux e quella di Riemann sono equivalenti, la formulazione di Riemann e piu generale, poich´e consente di definire l’integrale anche di funzione non continue su tutto l’intervallo [a, b]^2.

Figura 4. Rettangoli ottenuti scegliendo punti arbi- trari x∗ i nei sub-intervalli [xi− 1 , xi]

Vediamo ora alcune propriet`a degli integrali.

3.1. Linerit`a dell’integrale. Siano f e g due funzioni continue su [a, b] e siano α e β due numeri reali. Allora: ∫ (^) b

a

[α f (x) + β g(x)] dx = α

∫ (^) b

a

f (x) dx + β

∫ (^) b

a

g(x) dx.

(^2) Questo argomento `e abbastanza delicato e non lo approfondiremo ulterior-

mente, finch´e non parleremo di integrali impropri.

  1. Integrale definito: approccio di Riemann

3.2. Additivit`a rispetto all’intervallo di integrazione. Sia f una funzione continua su [a, b] e sia c ∈ [a, b]. Risulta: ∫ (^) b

a

f (x) dx =

∫ (^) c

a

f (x) dx +

∫ (^) b

c

f (x) dx.

3.3. Monotonia. Siano f e g due funzioni continue su [a, b] tali che f (x) ≤ g(x) ∀x ∈ [a, b]. Allora: ∫ (^) b

a

f (x) dx ≤

∫ (^) b

a

g(x) dx.

Come per il calcolo dei limiti, utilizzare la definizione (secondo Dar- boux o secondo Riemann) di integrale per il calcolo dell’integrale di una funzione generica puo risultare molto complicato. Vedremo ora alcuni teoremi propedeutici alla dimostrazione di alcuni risultati fondamentali del calcolo integrale, i quali, a loro volta, ci mostreranno vie molto piu agevoli, rispetto all’utilizzo della definizione, per calcolare l’integrale di una generica funzione.

Teorema 3.1 (della media integrale). Sia f : [a, b] → R una fun- zione continua su [a, b]. Allora ∃c ∈ [a, b] tale che:

f (c) =

b − a

∫ (^) b

a

f (x) dx.

Dimostrazione.Essendo la funzione f continua su [a, b] allora, per il teorema di Weierstrass, essa ammette massimo M e minimo m su [a, b]. Pertanto

m ≤ f (x) ≤ M, ∀x ∈ [a, b].

Per la propriet`a di monotonia dell’integrale (vista sopra) avremo: ∫ (^) b

a

m dx ≤

∫ (^) b

a

f (x) dx ≤

∫ (^) b

a

M dx,

che, tenuto conto della proprieta di linearita dell’integrale (quindi del

fatto che

∫ (^) b a m dx^ =^ m^

∫ (^) b a dx^ =^ m^ (b^ −^ a)), possiamo riscrivere come:

m(b − a) ≤

∫ (^) b

a

f (x) dx ≤ M (b − a),

da cui:

m ≤

(b − a)

∫ (^) b

a

f (x) dx ≤ M.

Poich´e f e (per ipotesi) continua su [a, b] vale il teorema dei valori intermedi (TVI, teorema 1.2 degli appunti sulla continuita) quindi, preso comunque un k in [m, M ] allora esiste c ∈ [a, b] tale che f (c) = k.

  1. Integrale definito: approccio di Riemann

Per il teorema della media integrale (visto sopra) ∃c ∈ [x, x + h] tale che: (^) ∫ x+h x f^ (t)^ dt h

= f (c) ⇒

F (x + h) − F (x) h

= f (c).

Inoltre, dato che x ≤ c ≤ x + h, se h → 0, allora c → x. Inoltre, per la continuit`a di f (x), avremo che limc→x f (c) = f (x) e quindi:

F ′(x) = lim h→ 0

F (x + h) − F (x) h

= lim c→x

f (c) = f (x).

 Questo teorema e molto importante in quanto stabilisce una con- nessione fra l’integrale e la derivata di una funzione. In particolare, la funzione integrale, F (x),e una anti-derivata della funzione inte- granda, f (x). Infatti, il teorema precedente dimostra proprio che F ′(x) (la derivata della funzione integrale) e uguale a f (x) (la funzione in- tegranda). Ma questae la definizione di anti-derivata, ossia F (x) `e un’anti-derivata di f (x): F ′(x) = f (x). Il risultato di questo teorema fornisce uno strumento alternativo per il calcolo dell’integrale di una funzione continua, alternativo ai metodi di Darboux e Riemann.

Teorema 3.3 (Formula fondamentale del calcolo integrale). Sia f : [a, b] → R una funzione continua su [a, b] e sia, inoltre, F (x) un’anti-derivata di f (x), ossia tale che F ′(x) = f (x). Allora: ∫ (^) b

a

f (x) dx = F (b) − F (a).

Dimostrazione.Si consideri una partizione P = {x 0 = a, x 1 , ..., xn = b} di [a, b]. Possiamo scrivere che:

F (b) − F (a) = F (xn) − F (x 0 ) = = F (x 1 ) − F (x 0 ) + F (x 2 ) − F (x 1 ) + ... + F (xn) − F (xn− 1 ) =

∑^ n

i=

[F (xi) − F (xi− 1 )].

Essendo F (x) derivabile (per definizione di anti-derivata) allora possi- amo applicare il teorema del valore medio ad F (x) in ogni intervallino [xi− 1 , xi]. Quindi ∀i = 1, ..., n ∃ci ∈ [xi− 1 , xi] tale che

F ′(ci) =

F (xi) − F (xi− 1 ) ∆xi

da cui, ricordando che per ipotesi F ′(ci) = f (ci) e sostituendo nella sommatoria ottenuta sopra per esprimere F (b) − F (a), si ottiene:

F (b) − F (a) =

∑^ n

i=

F ′(ci)∆xi =

∑^ n

i=

f (ci)∆xi.

  1. Integrale definito: approccio di Riemann

Si osservi che l’ultima sommatoria `e una sommatoria di Riemann (i punti ci sono gli x∗ i della definizione). Quindi per ||P || → 0 otteniamo:

lim ||P ||→ 0

∑^ n

i=

f (ci)∆xi =

∫ (^) b

a

f (x)dx,

da cui segue la tesi:

F (b) − F (a) =

∫ (^) b

a

f (x)dx.

 La formula fondamentale del calcolo integrale permette di calcolare l’integrale “semplicemente” cercando l’anti-derivata (o primitiva) della funzione integranda. Questa ricerca tuttavia, non e sempre semplice; inoltre, per alcune funzioni none possibile esprimere un’anti-derivata tramite una combinazione (finita) di funzioni elementari.

Definizione di integrale indefinito. Si definisce integrale indefinito di una funzione f : I → R l’insieme di tutte le anti-derivate (o primi- tive) di f (x). Indicheremo l’integrale indefinito di f(x) col simbolo ∫ f (x) dx.

Si osserva che due anti-derivate differiscono per una costante ad- ditiva. Per questo motivo, se F (x) `e una primitiva di f (x) si scrive che: (^) ∫

f (x) dx = F (x) + c,

dove c `e una costante arbitraria, che prende il nome di costante di integrazione.

Possiamo riassumere nei seguenti punti i passi necessari per il calcolo dell’integrale definito di una funzione f (x) su un intervallo [a, b]:

(1) Trovare un’anti-derivata, F (x), di f(x). (2) Determinare il valore di F (x) negli estremi di integrazione: F (a) e F (b). (3) L’integrale definito di f (x) su [a, b] sara data dalla differenza F (b) − F (a). IMPORTANTE: un aspetto che finora non abbiamo sottolineatoe che l’integrale di una funzione su un certo intervallo pu`o essere negativo. Questo accade quando la funzione integranda f (x) determina un’area al di sotto dell’asse delle ascisse maggiore di quella che determina al di sopra dell’asse.